Emergency a Firenze raccoglie telefonini vecchi.

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Foto “Dooky! Pick up the phone!!” by Matthijs – flickr

La sezione fiorentina di Emergency, come accaduto più volte anche in passato, ha ricominciato a raccogliere telefoni cellulari usati (anche rotti) che verranno poi girati ad una ditta specializzata per il corretto smaltimento e il recupero dei metalli contenuti (tra cui il famigerato coltan, causa di tante guerre in Africa). Tale ditta devolverà parte dei ricavi derivati dallo smaltimento ad Emergency per le azioni umanitarie nel mondo.

I cellulari possono essere consegnati presso il Bar del Circolo della Società di Mutuo Soccorso di Rifredi 1883 in via VITTORIO EMANUELE II n.303 a Firenze dove Emergency ha la sua sede fiorentina. Chi avesse dei telefonini da donare ma non può recarsi a Rifredi può contattare i volontari di Emergency Firenze alla mail info@emergency.firenze.it oppure chiamando il nr. 366 8186654.

La ghianda di Tsipras.

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Foto “Scrat’s cake” by marispring – flickr

Avete presente Scrat, lo scoiattolo dell’Era Glaciale? Ricordate cosa succede quando finalmente riesce a raggiungere la sua ghianda? Di solito tenta di piantarla nel ghiaccio o nella terra e subito si formano delle piccole crepe che piano piano si allargano a dismisura causando (a seconda del film) il frantumarsi dei ghiacci, l’eruzione di vulcani, fino ad arrivare alla deriva dei continenti.

La vittoria di Syriza alle elezioni greche e il conseguente tour per le capitali europee di Alexis Tsipras e di Yanis Varoufakis sono la ghianda di Scrat che produce le prime crepe in 30 anni di fede cieca nel neoliberismo. I greci stanno dicendo alla  troika che lo spread non è più una religione assoluta e che l’austerity non è più l’altare su cui sacrificare le vite umane dei cittadini europei! Insomma, non si può uccidere lo stato sociale per salvare le banche dalla crisi causata dalle loro stesse speculazioni finanziarie! La Germania può fare la voce grossa e far finta che “va tutto bene madama la marchesa (Merkel)”, ma già da ieri due prime crepe si sono fatte intravedere:

  • Putin ha invitato Tsipras a Mosca e non è difficile intuire che la Russia (che rimane una superpotenza anche economica) potrebbe concedere ad Atene  gli aiuti che la Germania gli vorrebbe negare. Non va dimenticato poi che Russia e Grecia sono due paesi “fratelli” legati dalla stessa religione ortodossa e che a Putin questa mossa potrebbe tornare comoda sullo scacchiere europeo.
  • Ieri sera c’è stata in piazza del Parlamento ad Atene una manifestazione autoconvocata via social network di 10.000 cittadini che hanno protestato fermamente contro i diktat della troika rivendicando la propria dignità di persone e di popolo greco. E soprattutto, per la prima volta da almeno 5 anni, non c’era la polizia a manganellarli!

Son piccole crepe: il futuro ci dirà quanto si espanderanno…

Per approfondire:

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Foto “5 February 2015 @ Athens , Greece” by Fanis Xouryas – flickr

In Canada alberi e pali della luce carichi di sciarpe.

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Foto “yarn bomb! chase the chill” by ssstok – flickr

Oggi è freddo o almeno i tg è da parecchi giorni che ci dicono che oggi sarà una delle peggiori giornate dell’inverno in corso. Mentre sugli Appennini nevica e ci sono code sull’A1 a Firenze piove (tanto) e le temperature stanno intorno ai 4°-8°: insomma è brutto ma potrebbe andare peggio. Pensando invece a quei paesi dove l’inverno è molto più rigido e lungo che da noi (tipo il Canada) vorrei condividere con voi un articolo pubblicato alcuni giorni fa dal Redattore Sociale. Dedicato a chi sa e ama sferruzzare…

“Sciarpe appese agli alberi per i senzatetto invadono Canada e Nord America” di Ambra Notari

WINNIPEG (Canada) – Ogni albero una sciarpa annodata al tronco. Tante, colorate, fatte a mano, con un’etichetta: ‘Prendimi’. E chi ne ha bisogno, può prenderne una. Siamo a Winnipeg, capitale della provincia canadese del Manitoba: secondo Environment Canada, sito meteorologico, è la città più fredda del mondo, con una popolazione di oltre 600 mila abitanti. Ogni anno, dal 2011, il primo sabato di dicembre è dedicato a Chase the Chill, ‘caccia il gelo’. Lo chiamano yarn bombing, ‘invasione di gomitoli’: un giorno per celebrare tutti coloro che lavorano a maglia, con i ferri o all’uncinetto. “I nostri talenti locali si ritrovano in Old Market Square per lavorare insieme a maglia – spiega Val Paulley, promotrice dell’iniziativa –: realizzano sciarpe di tutti i colori. Poi le appendiamo agli alberi del parco: le lasciamo lì per i senzatetto, perché ne prendano una che li riscaldi almeno un po’”. Di fianco alla piazza scelta come laboratorio, infatti, ci sono le sedi di alcune associazioni che si occupano di senzatetto e persone in difficoltà. “Un negozio di lana ci aiuta a raccogliere durante tutto il corso dell’anno sciarpe e gomitoli. Quest’anno i nostri partecipanti più giovani sono stati due fratellini di 8 e 10 anni e il più anziano un signore di 80 anni. Io personalmente realizzo tra le 10 e le 30 sciarpe. Ogni anno distribuiamo tra le 250 e le 300 sciarpe. Speriamo che la nostra storia possa ispirare altre iniziative simili: saremmo felici se altri artigiani potessero utilizzare il loro talento per aiutare le persone in difficoltà delle loro comunità”.

Dopo Winnipeg, in Canada ‘Chase the Chill’ è arrivata a Ottawa, Edmonton, The Pas e tanti altri paesi più piccoli. Ma l’idea originale arriva dagli Stati Uniti, più precisamente da Easton, Pennsylvania, dove nel 2010 Susan Huxley, esperta autrice di libri sul cucito, ha creato dal nulla Chase the Chill – The original. “Vivo vicino a Safe Harbor, una struttura che accoglie i senzatetto – ha spiegato –. Quell’inverno, vidi un sacco di persone vestite troppo leggere per affrontare quelle temperature rigide. Comprai vestiti e stivali, ma volevo fare di più. Volevo fare qualcosa che desse la possibilità ai senzatetto di scegliere, di avere qualcosa senza doversi qualificare come ‘persona bisognosa’”. Da qui all’idea di appendere sciarpe qua e là, perché fossero prese da chi ne avesse bisogno, il passo è breve.

E sempre in America l’anno scorso è nato Scarves in the Port City: a Carolina Beach, cittadina affacciata sull’oceano Atlantico. Tutto è partito da un gruppo su Facebook, il primo a cui è stato chiesto di partecipare con donazioni. “Raccolte le prime sciarpe, un giorno molto freddo siamo andati a distribuirle in giro – raccontano gli organizzatori –, ai senzatetto che abbiamo incontrato lungo le strade della città. In tanti si sono interessati alla nostra attività, e il giro si è allargato”. Oggi 3 negozi della città raccolgono sciarpe durante tutto il corso dell’anno: alcune fatte a mano, altre usate, altre comprate. “Ora iniziative simili stanno partendo anche in altre città. Perché lo facciamo? Avete letto i messaggi che riceviamo?”. E racconta di quella signora che, fino a 3 anni viveva in una tenda nel bosco con il marito: un giorno, ricevette una sciarpa, ma la buttò nella borsa che si portavano dietro durante le lunghe passeggiate per riscaldarsi. Un giorno le rubarono il cappotto, e non le restò che coprirsi con quella sciarpa blu. “Quando 3 anni dopo ho lasciato la strada – scrive in un messaggio riportato sul profilo Facebook del gruppo –, la prima volta che ho visto un senzatetto per strada gli ho donato la mia sciarpa. È stato bellissimo sentirsi in grado di aiutare qualcun altro. Così vi voglio ringraziare per quello che state facendo con le sciarpe: credetemi, chi riceve una sciarpa e ne ha bisogno amerà riceverla da voi”.

tratto dall’articolo “Sciarpe appese agli alberi per i senzatetto invadono Canada e Nord America” di Ambra Notari pubblicato sul Redattore Sociale

Otto anni insieme: lontani migliaia di km, ma vicinissimi col cuore.

Sapevo che quella lettera prima o poi sarebbe arrivata. La tua età, il calendario e gli anni di durata del tuo percorso scolastico dicevano che sarebbe stata questione di settimane, al massimo di qualche mese. Alcuni giorni fa è arrivata una busta dal Movimento Shalom e la lettera diceva che ti eri diplomata, avevi completato il tuo ciclo di studi alla scuola “Little Flower” di Palliport e che quindi finiva la nostra adozione a distanza che era iniziata nel 2006.

Cara Angel, ricordo quando ci arrivò la tua scheda: uno scricciolo di 6 anni, una dei tre figli di una coppia di pescatori del Kerala (India) che per avere un’istruzione doveva andare in collegio/orfanotrofio a 250 km da casa, in una scuolina su un’isola che sembrava il paradiso terrestre. Per otto anni ti abbiamo accompagnata nei tuoi studi, abbiamo atteso con trepidazione le tue letterine, le tue foto, le copie delle tue pagelle. Abbiamo condiviso i tuoi successi a scuola e nello sport, la tua gioia di quando tornavi a casa per le vacanze e talvolta siamo stati in apprensione quando dalle tue lettere intuivamo che in famiglia c’era qualcosa che non andava per il verso giusto. Oggi abbiamo messo in fila tutte le tue foto: quello scricciolo è diventata una bella ragazza di quasi 15 anni… la più alta di tutta la scuola, tanto che da noi ti chiamerebbero affettuosamente “pennellona”! Otto anni di foto con un unico denominatore comune: il tuo bellissimo sorriso!

In tutti questi anni noi quassù abbiamo ricevuto molto, ma molto di più del poco che ti abbiamo dato. Abbiamo conosciuto te, la tua famiglia, e tutta la comunità che ruota intorno alle suore della Scuola “Little Flower” di Palliport e da tutti voi abbiamo ricevuto tanto affetto. Insomma, è stata un’esperienza bellissima e perciò siamo già d’accordo coi referenti di Shalom per rinnovare l’adozione a distanza di un nuovo piccolo scricciolo come eri tu!

Ma noi non vogliamo abbandonarti assolutamente: abbiamo chiesto a mezzo mondo che ci mandino il tuo indirizzo di casa per continuare questo bel rapporto di amicizia. Spero che qualcuno lo trovi e ce lo invii in modo da poterti riscrivere e seguirti negli studi. Ho capito che non sarà facile. Se il quartiere di Trivandrum dove vivi è quello riportato nella scheda che ricevemmo alcuni anni fa, il web dice che, come nelle canzoni degli U2, le strade non hanno nome, la povertà e il disagio si tagliano col coltello e pare che perfino la polizia ci entri malvolentieri… Mi sono informato anche sui servizi postali: dice che non esistendo gli indirizzi, il servizio si limita a un deposito con delle caselle postali aperte a chiunque passi di lì… In ogni caso sappi che noi faremo di tutto per restare in contatto con te…

Angel nel 2006  e nel 2011

Angel nel 2006 e nel 2011

Scaricabile l’ultimo numero della rivista del Movimento Shalom.

Da ieri pomeriggio è scaricabile da questo blog il pdf dell’ultimo numero della rivista del Movimento Shalom, che è uscita lo scorso Dicembre. Lo potete scaricare liberamente qui sotto, oppure cliccando nel riquadro a destra, oppure nella pagina apposita in alto. Nelle 40 pagine ci trovate un po’ di tutto: dall’attualità della guerra dell’Isis, alle iniziative di Shalom, per terminare con la vignetta di Staino per il quarantennale del Movimento. Mi piace segnalare la bella storia dei progetti curati dalla sezione di Prato a pag.19

N.2/2014 – Dicembre 2014

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Dalla Grecia una speranza di futuro per un mondo diverso.

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Foto “Syriza logo _DDC1889″ by thierry ehrmann – flickr

Per capire la portata del successo di Syriza in Grecia e intuire la svolta che forse ci aspetterà proviamo a partire dall’ultimo rapporto di Oxfam sulla ricchezza mondiale (qui il testo completo):

“Un povero mondo di pochi ricchi” tratto dal sito di Oxfam Italia.

Secondo il Rapporto Grandi disuguaglianze crescono di Oxfam, la ricchezza detenuta dall’1% della popolazione mondiale supererà nel 2016 quella del restante 99%. Il fatto che questa disuguaglianza sia in continua e costante crescita rende necessarie misure dirette a invertire la tendenza. […] L’1% della popolazione ha visto la propria quota di ricchezza mondiale crescere dal 44% del 2009 al 48% del 2014 e che a questo ritmo si supererà il 50% nel 2016. Gli esponenti di questa elite avevano una media di 2,7 milioni di dollari pro capite nel 2014. Del rimanente 52% della ricchezza globale, quasi tutto era posseduto da un altro quinto della popolazione mondiale più agiata, mentre il residuale 5,5% rimaneva disponibile per l’80% del resto del mondo: vale a dire 3,851 dollari a testa, 700 volte meno della media detenuta dal ricchissimo 1%.

“Vogliamo davvero vivere in un mondo dove l’1% possiede più di tutti noi messi insieme?  – ha detto Winnie  Byanyima – La portata della disuguaglianza è semplicemente sconcertante e nonostante le molte questioni che affollano l’agenda globale, il divario tra i ricchissimi e il resto della popolazione mondiale rimane un totem, con ritmi di crescita preoccupanti.”

Il documento di analisi di oggi, […], fa luce sul fatto che le grandi ricchezze siano passate alle generazioni successive e che le elite mobilitino ingenti risorse per piegare regole e leggi a loro favore. […] Il 20% dei miliardari ha interessi nei settori finanziario e assicurativo, un gruppo che ha visto la propria liquidità crescere dell’11% nei 12 mesi precedenti a marzo 2014. Questi settori hanno speso 550 milioni di dollari per fare lobby sui decisori politici a Washington e Bruxelles nel 2013. Nel 2012 negli Stati Uniti solo durante il ciclo elettorale, il settore finanziario ha speso 571 milioni di dollari in contributi per le campagne. I miliardari che hanno interessi nei settori farmaceutico e sanitario hanno visto il loro patrimonio netto collettivo crescere del 47% in un solo anno. Questi settori, durante il 2013, hanno speso oltre 500 milioni di dollari in lobby a Washington e Bruxelles.

tratto dall’articolo “Un povero mondo di pochi ricchi” pubblicato sul sito di Oxfam Italia.

Ora basta accoppiare a questo articolo (o a questo analogo apparso su Vita) un altro pezzo apparso alcuni giorni fa sul Fatto quotidiano che racconta la disperata situazione della popolazione greca, per capire che gli ellenici sono stati le principali vittime di un esperimento neoliberista volto a schiacciare i popoli per i profitti di pochi ricchissimi… Un esperimento di cancellazione di diritti iniziato con 11.000.000 di greci ma pronto ad essere esportato, grazie alla troika, in paesi più grandi: dal Portogallo alla Spagna e magari anche all’Italia.

Grecia, Caritas: ‘Povertà, disoccupazione e mortalità infantile. Fallimento austerity’ tratto da Il fatto quotidiano.

La crisi greca ha prodotto gli stessi danni di una guerra, abbattendosi soprattutto su bambini e ragazzi. E la stabilità economica altro non è che un’irraggiungibile terra promessa. Lo scrive chiaramente la Caritas Italiana nel dossier “Gioventù ferita” […] Numeri, dati e testimonianze raccolte dall’organismo pastorale della Cei – impegnato dal 2011 nella penisola ellenica con svariati progetti di supporto per la popolazione – scattano una fotografia impietosa dello stato di salute delle fasce più giovani della popolazione dopo sei anni di crisi e cure imposte dalla Troika. […]

Le famiglie che si rivolgono alla Caritas richiedono soprattutto alimenti (55%), lamentano l’impossibilità di pagare le utenze (40%). Non mancano anche necessità legate all’educazione dei figli (18%) e genitori in cerca di assistenza psicologica (8%). E, sottolinea l’organismo pastorale, “la metà dei nuovi poveri che assistiamo hanno un lavoro full time, ma nonostante ciò non hanno un reddito sufficiente per vivere”. […]

Una situazione tanto difficile, spiega il presidente della Caritas greca padre Antonio Voutsinos, da obbligare sempre più i genitori, per dare qualcosa da mangiare ai loro figli a cucinare “solo pasta o riso tutti i giorni perché sono gli unici alimenti che possono permettersi” e a tagliare sul “riscaldamento domestico, che sembra essere un privilegio in tempi di crisi” mettendo così “a rischio la salute dei bambini durante il periodo invernale”.[…] Xenia Apostoloi, assistente sociale presso l’ospedale pediatrico Agia Sofia Pedon di Atene spiega: “Sempre più di frequente abbiamo bambini che, pur non avendo una grave patologia, sviluppano malattie croniche dovute alle cattive condizioni igienico-sanitarie in cui vivono. […] L’impossibilità di garantire un futuro adeguato ai propri figli è la causa principale dell’esplosione degli abbandoni, aumentati del 336% negli ultimi cinque anni. “Si tratta spesso di bambini con gravi patologie i cui genitori firmano un documento in cui dichiarano di non poter prendersi cura del figlio, e lo lasciano a carico dello Stato. […] Preoccupanti ‘segni più’ vengono fatti segnare anche dalla mortalità infantile (+43%) […] e dal tasso di deprivazione materiale dei minori, passato dal 18,7% registrato nel 2008 al 39,9% del gennaio 2013, ancora in crescita rispetto al 2012 fa quando si assestava al 34,8%.[…]

Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 27% e si assesta ben oltre il 50% tra i giovani secondo i dati Eurostat dello scorso giugno. […] “La Grecia, al pari dell’Italia, è priva di un reddito di inclusione sociale in grado di inserire nella società anche i cittadini più poveri .

tratto dall’articolo “Grecia, Caritas: ‘Povertà, disoccupazione e mortalità infantile. Fallimento austerity’” pubblicato su “Il fatto quotidiano”.

Il successo di Syriza di domenica scorsa credo che sia la vittoria della speranza, di chi ha toccato il fondo e con le ultime riserve di aria, ha raccolto le poche forze residue e si è dato la spinta per risalire alla superficie del mare. D’altra parte la credibilità di Syriza è quella di chi lavora, non solo in politica ma anche in strada, distribuendo farmaci, aiutando i ragazzi a scuola e organizzando centinaia di mense popolari e cooperative.

Da domenica scorsa niente sarà come prima: il popolo greco ha detto basta all’austerity e ha mostrato all’Europa che, pur con tutto il lavoro che ci sarà da fare,  un’altra strada più solidale ed equa ci dovrà comunque essere: per forza o per amore!

…Oppure anche noi italiani, spagnoli, portoghesi prima o poi faremo la loro stessa fine.

Per approfondire:

Mille Grazie al popolo Greco!

Foto tratta dal sito di Repubblica.it

Foto tratta dal sito di Repubblica.it

Da stasera la storia europea ha svoltato… Non è facile prevedere cosa succederà, ma sicuramente non sarà più come è stato fino ad oggi e forse c’è una maggiore speranza per tutti i cittadini europei!

Per ora non mi resta che dire: GRAZIE POPOLO GRECO, GRAZIE DAVVERO DI CUORE!