La Campagna “No Amianto Publiacqua” boccia Enrico Rossi e la sua giunta.

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Nei mesi scorsi ho pubblicato diversi articoli (qui, qui, qui, qui) dedicati alla situazione dei 225 km tubazioni in eternit e cemento-amianto gestiti da Publiacqua nelle province di Firenze, Arezzo, Prato e Pistoia che rilascerebbero,  nell’acqua che sgorga dai nostri rubinetti e dalle nostre docce, fibre di amianto cancerogene, estremamente pericolose per la salute umana.

Ricevo e pubblico questo aggiornamento della campagna dal comitato “No Amianto Publiacqua“… Buona lettura!

La Campagna “No Amianto Publiacqua” boccia Enrico Rossi e la sua giunta. Alla salute dei toscani antepone il profitto delle società per azioni.

di “No Amianto Publiacqua” Firenze, Italia 20 mag 2015

Cari firmatari e firmatarie della petizione “No Amianto Publiacqua”, vi inviamo un aggiornamento generale sulla Campagna che grazie a voi è riuscita ad ottenere gli obiettivi che si era preposti.

Buona lettura e grazie per la partecipazione!

Abbiamo scoperto da soli che Publiacqua usa tubi in amianto per portare l’acqua nelle case dei fiorentini, dei pratesi, dei pistoiesi e di chi vive nel medio valdarno; ci siamo indignati per l’assenza delle istituzioni su un tema così importante per la salute dei cittadini; ci siamo organizzati e uniti in un Campagna per l’eliminazione dei 225 chilometri delle pericolose tubazioni; abbiamo dimostrato analizzando il bilancio di Publiacqua, confortati dalla legge, che il costo di questa eliminazione deve ricadere sui soci della società per azioni e non sulle tariffe degli utenti o sui bilanci dei Comuni e della Regione; abbiamo costretto anche la Regione Toscana e l’Autority ad affermarlo, nonostante avessero sostenuto il contrario in prima battuta; abbiamo raccolto cinquemila firme online e su moduli cartacei per fare pressione sugli amministratori regionali, a partire dal presidente Enrico Rossi, sui Sindaci dell’AATO 3, sul presidente e sul direttore generale dell’AIT, sul presidente e sul cda di Publiacqua.

La Regione Toscana e l’Autority del servizio idrico, pressate dalla Campagna “No Amianto Publiacqua”, hanno dovuto prima riconoscere che esisteva un problema, poi ammettere che i tubi andavano eliminati. Hanno iniziato a monitorare il fenomeno e a fare analisi, anche se ancora con evidenti limiti culturali – “ingerire l’amianto non fa male”, “bere un litro di acqua contenente 22.500 fibre di amianto” non è pericoloso – e con altrettanto evidenti limiti politici – si tutelano gli interessi e i profitti di Publiacqua non obbligandola ad una immediata eliminazione delle tubazioni sparse un po’ ovunque sul territorio.

Manca ancora da parte loro, è doveroso riconoscerlo, la trasparenza dovuta su questo pericoloso fenomeno. L’assessore regionale all’ambiente Annarita Bramerini ha dato notizia di analisi che hanno confermato la presenza di amianto nell’acqua potabile ma non ci ha detto dove. Come è ancora oscuro dove vengono fatte le altre rilevazioni e i risultati che hanno dato. Il silenzio delle istituzioni non ci conforta, considerata anche la storia del tallio nell’acqua potabile della Versilia dove istituzioni e società gestrice hanno fatto a gara a nascondere la verità.

È ormai chiaro che in Italia, e la Toscana non è per niente esente dal fenomeno, quando il profitto dei privati compete con i diritti dei cittadini la politica si schiera generalmente dalla parte delle società private. Noi vigileremo che ciò non accada, come vigileremo sul cronoprogramma di eliminazione dell’amianto e che i costi gravino su Publiacqua e non sugli utenti né sulla fiscalità generale e invitiamo coloro che decideranno di recarsi alle urne il prossimo 31 maggio a scegliere candidati che sappiano garantire una guida alla Regione trasparente e al servizio dei cittadini.

Comunicato del Comitato “No Amianto Publiacqua” del 20 Maggio 2015

Come va con l’amianto nelle tubature dell’acqua in Toscana?

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Foto “No amianto Publiacqua” dal sito dell’omonimo comitato.

A Novembre e Dicembre del 2014  pubblicai quattro post (primo, secondo, terzo e quarto) sul problema dei 225 km tubature in eternit e cemento-amianto degli acquedotti di Publiacqua che rilascerebbero fibre di amianto nell’acqua potabile di parte delle provincie di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo. A quasi tre mesi di distanza vediamo, tra alti e bassi, a che punto sono le cose.

La petizione su Change.org (che potete ancora firmare qui), per chiedere al Presidente della Regione Toscana di eliminare le tubature che rilasciano le fibre di amianto ha superato le 2.800 firme on line, alle quali vanno aggiunte anche quelle cartacee (ha firmato anche Piero Pelù).

A Dicembre nelle scuole di Agliana (Pt), paese in cui un terzo delle tubature è in amianto, in una riunione “infuocata” i genitori degli alunni hanno chiesto che nelle mense scolastiche del Comune venga servita l’acqua in bottiglia anzichè quella del rubinetto.

Dopo che per 18 anni le istituzioni hanno ignorato il Decreto Ministeriale del 14/05/1996 che impone la rapida sostituzione delle condotte in amianto e il continuo monitoraggio sulla presenza delle pericolose fibre nell’acqua, pressata dalla petizione, la Regione Toscana ha iniziato ad interessarsi del problema prevedendo un monitoraggio delle acque.

L’Autorità Idrica Toscana, dopo aver detto che i costi della rimozione dei 225 km di tubi in amianto sarebbero finiti sulle bollette degli utenti, è tornata sui propri passi dando ragione alla Campagna “No Amianto Pubiacqua”. I tubi verranno eliminati senza nessun aumento in bolletta, con un risparmio complessivo di circa 182 euro per ogni utente di Publiacqua.

A queste vittorie, per altro sulla carta, in quanto ancora non è iniziato ne’ il monitoraggio e nemmeno la rimozione dei tubi, sono corrisposti anche dei passi indietro come l’intervento dell’Assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini che, in consiglio regionale, avrebbe sostenuto che è bevibile un litro d’acqua con dentro 22.500 fibre di amianto, come si capisce da questo articolo apparso sul blog del Comitato:

Per Anna Rita Bramerini i cittadini toscani possono bere tranquillamente un litro di acqua contenente 22.500 fibre di amianto. Lo si evince dalla “rassicurante” risposta fornita in Consiglio regionale sulla vicenda delle tubature in amianto degli acquedotti toscani. E alla Campagna No Amianto Publiacqua questa risposta preoccupa molto, perché palesa un’evidente frattura tra la realtà e la classe politica della giunta guidata da Enrico Rossi.

L’assessore regionale all’ambiente, o chi la consiglia, ignora, ad esempio, la recente classificazione compiuta dall’Agenzia Internazione Ricerca sul Cancro (IARC) che si concentra e analizza tutte le forme di asbestosi sicuramente cancerogene per l’uomo (Gruppo 1) compresa quella derivante dall’amianto ingerito. I cancerogeni del gruppo 1 IARC, infatti, non hanno soglia: l’unica soglia possibile per la sicurezza dei cittadini è zero. Pertanto nell’acqua ‘potabile’ la concentrazione deve essere zero. […]

tratto dall’articolo “L’assessore Bramerini berrebbe un litro di acqua con “sole” 22.500 fibre di amianto?” pubblicato sul blog del Comitato “No Amianto Publiacqua”

Mentre vi invito a seguire le vicende sul blog ufficiale del Comitato (http://noamiantopubliacqua.wordpress.com) vi metto le mie impressioni su questo tema che mi sta molto caro, anche perchè alcuni di questi tubi arrivano vicino a casa mia e sono stato costretto a tornare alle bottiglie di minerale.

  • Il problema non è solo di Publiacqua (che serve Firenze, Prato, Pistoia e il medio Valdarno) ma di tutta la Toscana. Secondo Medicina Democratica (qui il post con i dati di tutte le città Toscane) in regione su  30.993,99 km di acquedotti ci sarebbero 1.859,87 km di tubazioni in eternit e/o cemento amianto.
  • Per assurdo, secondo lo stesso articolo, Firenze, città dove è scoppiata la polemica, è il comune dove c’è meno cemento amianto di tutti (1,43% dei tubi) mentre in altri Comuni, dove ci sono percentuali più alte (Pisa ha il 53,32%), tutto tace. Tacciono perfino i Cinquestelle che governano Livorno,  città col 35% di tubi in cemento-amianto.
  • Conclusione finale: il problema, salito alle cronache anche in altre regioni come l’Emilia Romagna, è sicuramente un problema sanitario nazionale che tende ad essere minimizzato, se non ignorato da tutta la politica, indipendentemente dai vari schieramenti. Servono quindi comitati di cittadini svegli che tengano alta l’attenzione su questo problema, senza abbassare la guardia. E pure blog che raccontino questi fatti. Insomma…diamoci tutti una mano a vicenda!

Assente…

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Foto “Fahrtwind” by simonzryd – flickr

Buona giornata  a tutti,

mi scuso per essere assente sul blog ma purtroppo ho dei piccoli problemi di salute che da alcune settimane mi impediscono di seguire come vorrei, sia il blog che altri hobby. Non vi preoccupate, non si tratta di niente di grave ma è sufficiente a far girare gli zebedei e a far passare la voglia di fare un sacco di cose. Per questo il blog, a differenza degli anni scorsi, non ha ancora assunto la consueta veste natalizia… Chissà forse arriverà anche qui lo spirito del Natale ma per ora temo che giri alla larga…

Nel frattempo, visto che vi ho stressato tanto sugli aquedotti in amianto, vi stresso un’ultima volta chiedendovi di diffondere e magari firmare la petizione sottostante.

Grazie a tutti! A presto!

Petizione al presidente della Regione Toscana “Eliminare l’amianto dai tubi di Publiacqua Spa” su change.org

p.s. se a qualcuno avanzassero un paio di etti di spirito del Natale me li metta da parte… Saluti!

Blog Action Day 2014: inequality (disuguaglianze)

Oggi è il Blog Action day, il giorno in cui migliaia di blogger di tutto il mondo scrivono tutti quanti un post sullo stesso tema. L’argomento scelto dagli organizzatori per il 2014 è una parola di estrema attualità: inequality, disuguaglianza.

Per questa occasione mi sono riservato di parlare di un articolo che ho letto alcune settimane fa sulla rivista “Internazionale” che ha dedicato proprio  alle disugaglianze uno speciale con tanto di infografica che potete vedere a questo indirizzo: http://www.internazionale.it/atlante/disuguaglianze/

Nel mondo siamo 7 miliardi di persone. Immaginate di dividere la popolazione di tutto il mondo in due… Ebbene, secondo le analisi della onlus Oxfam, i 67 paperon dei paperoni più ricchi del pianeta detengono la stessa ricchezza della metà più povera del mondo, ovvero di 3 miliardi e mezzo di persone. Ma la cosa più grave è che il divario tra ricchi e poveri sta aumentando a dismisura da 25 anni a questa parte, ovvero da quando la globalizzazione neoliberista si è impadronita del mondo con le conseguenze che viviamo ogni giorno, come la distruzione di quello che era lo stato sociale e lo scivolamento anche delle classi medie occidentali verso l’impoverimento…

Vi lascio con alcuni dati che potrete trovare nelle infografiche e che mi hanno colpito particolarmente:

  • Le disguaglianze e la povertà stanno avanzando anche nell’Europa Occidentale: l’Italia, la Spagna e la Grecia si trovano nella fascia di paesi in cui tra il 20% e il 35% della popolazione vive sotto la soglia di povertà: in pratica siamo nella stessa fascia dei paesi balcanici, dell’Egitto, della Libia, del Turkmenistan, del Laos, della Cambogia, dell’Argentina, dell’India, della Tanzania, della Cina e addirittura dell’Etiopia. Logicamente l’Italia è anche spaccata internamente in due: tra un Sud poverissimo e un Nord a livello dei paesi più ricchi.
  • La ricchezza è concentrata nelle mani delle multinazionali tanto che alcune hanno più soldi dei bilanci degli stati nazionali: ad esempio la Apple detiene una ricchezza pari al Pil dell’Austria, la Samsung pari al pil del Portogallo, la Toyota come quello dell’Ucraina, la Novartis come quello della Romania e Bill Gates da solo pari al Pil della Libia.

Lascio alla vostra curiosità leggere le altre infografiche che vi mostreranno le conseguenze di queste diseguaglianze: dall’accesso all’acqua, all’accesso all’istruzione per terminare con le disuguaglianze di genere. Se poi volete arrabbiarvi e rischiare un infarto date un occhiata al grafico di quanto sono scese le tasse per i superricchi dal 1975 ad oggi… Trovate tutto qui: http://www.internazionale.it/atlante/disuguaglianze/

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Foto “On the Outside – 1 hour later” by Henrik Berger Jørgensen

Chi mme piglia pe’ Frangesa chi mme piglia pe’ Spagn… HOLA!

Foto "Hola" - tratta da internet

Foto “Hola” – tratta da internet

Dopo l’articolo sulle modalità per vedere i mondiali di calcio in chiaro via satellite, vi presento un’estensione per i browser Firefox e Chrome che vi permetterà di vedere sulla rete tutto quello che volete… dalle tv estere ai siti internet che alcuni governi oscurano per problemi di censura. Poniamo che abbiate voglia di ripassare il vostro inglese, magari grazie ad un bel programma della BBC: un film, un quiz o un evento sportivo in diretta… Se provate a collegarvi normalmente al player della BBC vi uscirà un messaggio come questo … “BBC iPlayer TV programmes are available to play in the UK only” e non vedrete niente. Senza entrare in dettagli tecnici, il sito della BBC riconosce che siete italiani perchè l’indirizzo IP con cui vi collegate alla rete è tricolore e quindi vi nega l’accesso.  Se, come nella canzone del titolo, i siti francesi vi “pigliassero” per un francese,  i siti inglesi per un inglese e i siti spagnoli per uno spagnolo… vi si aprirebbe un mondo inesplorato…

Da un po’ di tempo l’estensione gratuita HOLA per Firefox e Chrome  vi permette di accedere ai servizi stranieri che prevedono delle restrizioni sugli IP di connessione provenienti dall’estero. Una volta installata l’estensione avrete sul vostro browser un’icona a forma di fiammella cliccando sulla quale avrete la possibilità di selezionare la bandiera del paese che vi interessa, trasformandovi automaticamente in un utente Internet di quella nazione lì… dalla “A” di Afghanistan alla “Z” di Zambia!

Tecnicamente si tratta di un accelleratore web con funzioni di proxy basato sul peer-to-peer e perciò, oltre a farvi accedere a siti inaccessibili vi consente di navigare più velocemente e con un discreto risparmio di banda (utile se navigate da cellulari). Sulla privacy e sulla sicurezza ci sono pareri discordanti: mentre sul sito ufficiale dell’estensione si parla di maggiore sicurezza dovuta al cambio di IP, alla navigazione anonima e alla non tracciabilità, altri siti denunciano che ci potrebbe essere qualche vulnerabilità e insicurezza dovuta al peer-to-peer. Io, su suggerimento di questi siti, ho installato l’estensione su Firefox e normalmente la tengo disattivata: quando voglio vedere un bel documentario in madrelingua la attivo dal pannello delle estensioni e poi una volta che ho terminato la disattivo nuovamente. Mi sembra un buon compromesso fra sicurezza e fruibilità dell’estensione. Sto usando Hola da alcuni giorni e devo dire che sono molto soddisfatto!

Se in molti usano questi software per vedere film ed eventi sportivi non va sottovalutato l’impatto, in termini di libertà e di diritti umani,  che un’estensione simile può avere nei paesi dove la censura è pesante come nelle dittature!

HOLA per Firefox e Chrome

Un caffè al giorno… per solidarietà.

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Foto “Caffé Latte – Tulip” by rene.schaefer – flickr

Mi ha scritto una certa Alessia (presumo da Roma e/o dintorni) che mi ha presentato un’iniziativa solidale molto interessante che si chiama 1caffè.org. Si tratta di una onlus che tra i propri fondatori ha l’attore Luca Argentero e che ogni giorno raccoglie fondi per una diversa onlus nazionale o internazionale, basandosi sul principio di offrire un caffé ad un amico.

Così, come si offrirebbe un caffè al Bar, grazie a 1caffe.org è possibile devolvere 1€ tramite il sistema beemov, oppure 1,40€ tramite paypal all’associazione del giorno. Se poi si vuole essere più generosi si può offrire una colazione intera, devolvendo 5€.  1caffe.org assicura che tutti gli importi devoluti verranno girati interamente alla onlus del giorno (qui maggiori informazioni).

Per conoscere le associazioni che, via via sono appoggiate da 1caffe.org potete recarvi sul sito, oppure abbonarvi alla newsletter. Oggi ad esempio è ospitato il “PROGETTO LUCREZIA” che ha come finalità arredare, con materiali ed elementi decorativi, la sala gioco e gli spazi dedicati all’accoglienza e al soggiorno dei piccoli pazienti ricoverati nei reparti del Nuovo Padiglione delle Neuroscienze dell’Ospedale Bellaria di Bologna.

Alessia, che mi ha presentato il progetto, chiede di offrire 1 caffè il prossimo 3 Aprile 2014 per l’ Opera Don Giustino Onlus, comunità fondata da Don Antonio Coluccia che a Roma opera a favore dei senzatetto, anziani e homeless. Dal 2012 all’Opera Don Giustino è stato affidato uno stabile confiscato alla criminalità organizzata che è diventato una casa di accoglienza per 20 senzatetto, come potete leggere su questo articolo pubblicato dal giornale “Il Tempo”.

Insomma, se vi va… offrite 1 caffè! Oggi, domani, domani l’altro o quando vorrete voi… ma sempre su 1caffe.org

Aforisma blogghettaro…

Girellando su Flickr alla ricerca di una foto mi sono imbattuto in un aforisma molto carino. Lo dedico a quelle persone che vengono su questo blog (o vanno su altri) e nei post, in cui non appaiono ne’ nomi ne’ tanto meno cognomi, pensano di leggerci il proprio nome…

Ogni post pensi che sia riferito a te? Allora hai la coda di paglia.

aforisma trovato in una foto su Flickr (molto curiosa anche descrizione della foto)

Errore Java: Security Exception: Missing required Permissions manifest attribute in main jar

E’ tanto tempo che non pubblico consigli informatici che derivano dalla mia attività lavorativa. Fuori dal lavoro (e quindi anche sul blog)  preferisco fare e scrivere altre cose: insomma… mi piace staccare la spina! Oggi ho però capito quanto possono essere utili queste informazioni! …Alcune prove, un po’ di ricerche su internet e  in un quarto d’ora ho risolto il problemetto sottostante ad un collega che doveva fare alcune operazioni sul sito internet di una banca. Dopo un po’ lui mi richiama e mi passa una persona dell’assistenza clienti del sito in oggetto… Erano settimane che non riuscivano a risolvere questo problema, nessuno gli diceva come fare e loro non potevano aiutare i clienti… Alla fine il tizio mi ha ringraziato tantissimo.  Scusate, ma son soddisfazioni…

Fatta questa premessa, se non avete problemi con Java… ci sentiamo nei prossimi giorni con un nuovo post, altrimenti continuate pure a leggere…

Siete andati su un sito internet che usa il software Java, magari un sito che usate da molto tempo ma che improvvisamente non funziona più e vi fa apparire un messaggio d’errore come quello sottostante:

Security Exception: Missing required Permissions manifest attribute in main jar

Foto by unpodimondo

Foto by unpodimondo

Il problema è che voi avete aggiornato il vostro computer con l’ultima versione del software Java (Java Version 7 Update 51 o successive), mentre il sito su cui state lavorando è fatto con tecnologie più vecchie e quindi le Java Applet vanno in errore. Senza addentrarci in particolari troppo tecnici, nelle ultime versioni di Java runtime sono stati implementati nuovi controlli di sicurezza  sui permessi, che non erano previsti nelle precedenti versioni e questo è la causa l’errore…

Nell’attesa che i creatori del sito web su cui vi appare l’errore adeguino le loro pagine all’ultima versione di Java voi potete comunque aggirare l’ostacolo in modo da continuare ad usare il sito su cui dovete lavorare.  Basta seguire questi brevi passi:

  • Cliccate su Start e poi su Pannello di controllo.
  • Quando vi si è aperta la finestra del Pannello di controllo cliccate sul  sull’icona di Java. Se non trovate il pulsante Java provate a cliccare su “Passa alla visualizzazione classica“.
  • Dopo aver cliccato sul pulsante Java vi si apre il Pannello di controllo Java, come in questa foto (scusate ma il computer è in inglese)
Foto by unpodimondo

Foto by unpodimondo

  • Cliccate sulla scheda “Sicurezza” (Security)  poi pulsante “Manage Site List”.
  • Inserite nella finestra che vi appare l’indirizzo html del sito che vi va in errore, senza mettere la pagina. In pratica se il sito fosse https: //www.pippopluto.it/paperino/pagina.htm dovete inserire https: //www.pippopluto.it/paperino/ oppure https: //www.pippopluto.it/,senza inserire la parte finale dell’indirizzo
  • Confermate il tutto con la giusta dose di Ok, Ok, Ok…
  • Chiudete e riaprite il Browser e adesso il sito sui cui dovete lavorare andrà alla grande….

E’ più facile a farsi che a raccontarsi: praticamente funziona come i “Siti attendibili” di Internet Explorer. La cosa più difficile è stato reperire le informazioni in rete…

Grazie a tutti…

Ieri sera, dopo i vostri click in fondo al post dedicato alla decadenza di Silvio, WordPress mi ha inviato il seguente messaggio…
1.000 Likes!

Congratulations on getting 1.000 total likes on Un po’ di mondo.

Non me lo sarei mai immaginato di aver ricevuto 1000 likes… Sono imbarazzato e commosso per la vostra fiducia! Certo che tutta questa fiducia mi sprona ad andare avanti ma mi carica anche di un bel fardello di responsabilità…  Con che coraggio scriverò i prossimi post?

Grazie di cuore a tutti!!!

Blog Action Day 2013: human rights.

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Foto “Human rights” by paral_lax – flickr

Oggi è il Blog Action Day, il giorno in cui tutti i blogger del mondo si uniscono e postano un articolo sullo stesso tema. L’argomento scelto per la giornata del 2013 è quello dei Diritti Umani e cade in prossimità del 65° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.

Ogni nazione, anche la più civile ed evoluta, ha le sue violazioni dei diritti umani: violazioni a volte piccole e altre volte enormi ma tutte inaccettabili. L’Italia, come purtroppo ci insegna la cronaca di questi giorni, ha sulla coscienza i migranti morti che giacciono in fondo al Mediterraneo e quei vivi che, solo perchè poveri e bisognosi, vengono rinchiusi ingiustamente per il reato inesistente di “clandestinità”.

Per onorare questo Blog Action Day vi lascio con il comunicato stampa di Emergency sulla strage di Lampedusa.

Sulla strage di Lampedusa

I morti di oggi a Lampedusa (mentre scriviamo sono cento) vanno ad aggiungersi agli altri 20mila che sono morti nel Mediterraneo negli ultimi vent’anni. Fino a quando considereremo naturale che il Mar Mediterraneo sia il più grande cimitero del mondo? Fino a quando accetteremo di tenerci politiche migratorie criminali, che trasformano i disperati in clandestini, e per questo delinquenti? Fino a quando lasceremo che chi scappa dalla guerra e dalla miseria abbia, come unica possibilità, quella di affidarsi a uno scafista che poi li butta in mare a frustate? Fino a quando accetteremo di essere corresponsabili di una strage quotidiana di donne, uomini, bambini la cui unica colpa è inseguire la speranza di una vita migliore? Fino a quando Lampedusa e gli altri porti di sbarco saranno lasciati soli a seppellire i morti, nell’indifferenza dell’Italia e dell’Europa? Non abbiamo più voglia, davanti a cento cadaveri, di ascoltare l’ipocrisia di chi oggi si veste a lutto mentre ieri firmava le leggi sull’immigrazione che riempiono il mare di morte, l’ipocrisia di chi oggi si dispera ma domani non farà niente per cambiarle. Vogliamo risposte. Vogliamo un Paese che, come dice la nostra Costituzione, “riconosce e garantisce i diritti fondamentali dell’uomo”: diritti che invece muoiono ogni giorno davanti ai nostri occhi, insieme a centinaia di persone.

Comunicato stampa di Emergency del 3 Ottobre 2013