Buon Natale!

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Foto “oO” by ~Coquí – flickr

Carissimi/e amici e amiche del blog,  auguro a tutti voi di passare un Sereno Natale insieme alle persone che più amate!

Nel giorno in cui ricordiamo la nascita di un bambino di duemila anni fa auguro che tutta l’Umanità pensi e lavori per il futuro avendo come scopo la felicità e il benessere di tutti i bambini, perchè un mondo a misura di bambino sarebbe sicuramente un mondo migliore anche per gli adulti!

*** Buon Natale! ***

Gli Auguri Scomodi di Don Tonino Bello.

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Foto “Don Tonino Bello, S. Salvador 1990″ by Angelo Cupini – flickr

In questi giorni ci spertichiamo a destra e manca con frasi di Auguri sdolcinate, formali e in alcuni casi veramente ipocrite. Vorrei invece postarvi gli Auguri scomodi di Don Tonino Bello, il vescovo di Molfetta scomparso nel lontano 1993. Si tratta di un messaggio che a distanza di tanto tempo rimane di estrema attualità e che forse potrebbe dare un senso nuovo a quelle parolette di Auguri che nei prossimi giorni rivolgeremo ad amici e parenti.

Gli Auguri Scomodi di Don Tonino Bello

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.

I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

Gli Auguri Scomodi di Don Tonino Bello

Natale solidale 2014… una veloce carrellata!

Natale solidale

Natale solidale

Negli anni scorsi partivo per tempo facendo diversi post con le varie occasioni per fare dei pensierini di Natale solidali che unissero all’idea del regalo per amici e parenti un gesto che portasse un sorriso e felicità anche a persone meno fortunate. Quest’anno non ne ho avuto il tempo e così faccio un post unico con una veloce carrellata… Logicamente sono solo alcune proposte fra le tante: se volete segnalarne altre… scrivete nei commenti

Il Natale di Emergency.

Milano, Roma, Bari, Bologna, Brescia, Ferrara, Firenze, Forlì, Genova, L’Aquila, Livorno, Napoli, Padova, Reggio Emilia, Torino e Trento sono le città nelle quali troverete i Negozi di Natale di Emergency. Potete trovarci di tutto: dai gadgets e le t-shirt di Emergency, a dolci leccornie, giocattoli, oggetti per la casa, borse, etc… per finire con tanto artigianato dei paesi in cui Emergency lavora. Giuro che i prodotti afgani sono bellissimi. A questo link maggiori informazioni sui negozi, mentre a quest’altro link tutti i banchini che i volontari di Emergency metteranno nel periodo natalizio.

Foto tratta dal sito di Emergency

Foto tratta dal sito di Emergency

Il Natale del Movimento Shalom

Il Movimento Shalom quest’anno promuove una campagna chiamata “A NATALE DALLA PARTE DEI BAMBINI” che si occupa di fornire materiale scolastico, alimentazione, cure mediche e iscrizioni a scuola a bambini di Burkina Faso, Congo Brazzaville, Eritrea, Etiopia, India, Pakistan e Uganda. Con 20€ si regalano a un bimbo i libri e il materiale scolastico per un anno. Con 30€ si garantiscono le cure pediatriche e i medicinali in caso di malattia, con 50€ si garantisce un anno di sostegno alimentare mentre con 100€ l’iscrizione e la frequenza della scuola. Con 200€ si garantiscono tutte queste cose a un bimbo per un anno attivando un’adozione a distanza.

Foto tratta dal sito del Movimento Shalom

Foto tratta dal sito del Movimento Shalom

Rimane ancora attiva la campagna del Natale 2013 “Illumina una capanna”: con 50€ si offre l’installazione di un pannello fotovoltaico con luce elettrica per illuminare una capanna in zone rurali del Burkina Faso dove non c’è la corrente e dove ancora usano pericolosi e inquinanti lumi a petrolio. Infine per fare un pensierino a qualche amico o parente è uscita l’Agenda 2015 del Movimento Shalom: un agenda da tavolo con splendide foto artistiche, quest’anno dedicate al tema dei migranti.

Foto tratta dal sito del Movimento Shalom

Foto tratta dal sito del Movimento Shalom

Il Natale della Lega del Filo d’oro.

La Lega del filo d’oro propone una serie di gadgets acquistabili on line a questo indirizzo che vanno dai WE+, splendidi braccialetti con pensieri positivi, a biglietti d’auguri, calendari e giocattoli per bambini. …E se vi ricordate di qualcuno all’ultimo momento, con solo 1€ potete inviare delle splendide cartoline elettroniche on line che la Lega del filo d’oro ha preparato per voi e che potrete personalizzare con i vostri auguri. Infine, da qui al 31/12 potrete sostenere la Lega del filo d’oro con un SMS solidale al nr. 45595.

Il Natale del Dynamo Camp

Il Dynamo Camp è una struttura turistica che si trova a Limestre nella Montagna Pistoiese e che ospita gratuitamente bambini da 6 a 17 anni per vacanze nell’ambito della Terapia ricreativa, che si rivolge a piccoli pazienti affetti da malattie oncoematologiche (tra cui talassemia, emofilia, drepanocitosi), reumatologiche e da malattie infiammatorie croniche dell’intestino.  Se volete contribuire a regalare una  vacanza indimenticabile ad un bimbo disabile potete scegliere alcuni regali da questa pagina Natalizia del Dynamo Camp: cartoline, biglietti, letterine, libri, gadgets, ma soprattutto i golosi pacchi alimentari con prodotti di piccole ditte artigianali toscane che raggruppano cantuccini, vino, biscotti, pasta e soprattutto i prodotti del sottobosco delle Montagne pistoiesi come Marmellate di frutti di bosco, succo di Mirtillo, per finire con l’alcolico “Mirtillino”… Fino al 23/12 tutti questi prodotti saranno in vendita anche c/o il Temporary Christmas Shop Dynamo Camp in Corso Garibaldi 117 a Milano.

Foto tratta dal sito di Dynamo Camp

Foto tratta dal sito di Dynamo Camp

Il Natale di Action Aid e OVS

Quest’ultima segnalazione è dedicata al riciclo e al riuso e permette di sensibilizzare anche i vostri bambini alle tematiche della povertà in Italia. Dal 12 novembre al 24 dicembre OVS ospita nei suoi negozi la raccolta di giocattoli usati (di qualsisi marca e in qualsiasi stato) che verranno donati ai bambini beneficiari di “Italia del Futuro” di ActionAid. I giochi raccolti verranno distribuiti in  case famiglia, centri di accoglienza, cooperative per madri e minori in difficoltà, spazi gioco negli ospedali, scuole e asili italiani. Per ogni giocattolo usato, il cliente riceverà un buono di acquisto di 4 Euro spendibile fino al 3 gennaio 2015, su una spesa minima di 40 Euro. OVS donerà 1 Euro ad ActionAid per ogni buono acquisto utilizzato.

Foto tratta dal sito di Action Aid.

Foto tratta dal sito di Action Aid.

La bella storia dell’Albero di Natale dell’Isolotto.

Ora che i miei problemi di salute stanno rientrando e che sono più sereno torno a scrivere sul blog e lo faccio in spirito natalizio con la storia dell’Albero di Natale dell’Isolotto.

Per chi non abita a Firenze l’Isolotto è un quartiere della periferia Sud-Ovest che, proprio lo scorso 6 Novembre, ha compiuto 60 anni. Creato dal nulla nel 1954, grazie all’iniziativa del sindaco Giorgio La Pira, l’Isolotto è oggi un bel quartiere residenziale con molti spazi verdi ma in passato è stato (soprattutto negli anni ’70) una specie di Bronx fiorentino, caotico, senza servizi ma con molta solidarietà come testimoniato dalle lotte operaie, dalla comunità di base di Don Enzo Mazzi e da certi vecchi condomini-casermoni un po’ bruttarelli…

Ma veniamo ai nostri giorni e alla storia dell’albero di Natale. Anche quest’anno il Comune di Firenze ha messo nelle principali piazze dei quartieri cittadini i consueti alberi di Natale, solo che non tutte le piazze sono uguali. Ci sono i figli come Piazza Duomo, il Piazzale Michelangelo e il centro storico che hanno ricevuto alberi mastodontici pieni di luci sfavillanti e gigli rossi e poi ci sono i figliastri come la piazza dell’Isolotto che ha ricevuto un bell’abete di 3 metri… completamente nudo e crudo senza nemmeno una palletta o un filo argentato.

I bambini delle scuole e gli abitanti del quartiere non si sono persi d’animo e col vecchio metodo del passaparola hanno sparso la voce e hanno cominciato a portare gli addobbi presso i negozianti della piazza dell’Isolotto. L’idea era quella che ogni famiglia portasse una pallina, magari vecchiotta, e invece la solidarietà è stata così grande che le persone hanno portato decine di addobbi nuovi. L’otto di Dicembre l’albero è stato abbellito e inaugurato ma, visto che le persone continuavano e continuano a portare gli addobbi presso i negozianti, è stato deciso di raccoglierli e di donarli alle famiglie povere che hanno dei bimbi piccoli.

L’albero dell’Isolotto nel video di overthesky …non sarà chic come quelli del centro storico ma è fatto col cuore.

Assente…

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Foto “Fahrtwind” by simonzryd – flickr

Buona giornata  a tutti,

mi scuso per essere assente sul blog ma purtroppo ho dei piccoli problemi di salute che da alcune settimane mi impediscono di seguire come vorrei, sia il blog che altri hobby. Non vi preoccupate, non si tratta di niente di grave ma è sufficiente a far girare gli zebedei e a far passare la voglia di fare un sacco di cose. Per questo il blog, a differenza degli anni scorsi, non ha ancora assunto la consueta veste natalizia… Chissà forse arriverà anche qui lo spirito del Natale ma per ora temo che giri alla larga…

Nel frattempo, visto che vi ho stressato tanto sugli aquedotti in amianto, vi stresso un’ultima volta chiedendovi di diffondere e magari firmare la petizione sottostante.

Grazie a tutti! A presto!

Petizione al presidente della Regione Toscana “Eliminare l’amianto dai tubi di Publiacqua Spa” su change.org

p.s. se a qualcuno avanzassero un paio di etti di spirito del Natale me li metta da parte… Saluti!

Buon Natale!

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Foto “presepe ai Cappuccini” by elisabetta2005 – flickr

Con questo post vorrei augurare un Sereno Natale a tutti i miei lettori e alle loro famiglie: quelli assidui e anche quelli che, per puro caso, si imbatteranno per la prima volta in questo blog.

Per una riflessione sul senso del Natale vi lascio con la trascrizione dell’omelia fatta nella messa di Mezzanotte del Natale 2012 dal futuro papa Jorge Bergoglio.

Qui c’è il testo in spagnolo, più in basso mi sono avventurato nella traduzione in italiano (scusate per qualche eventuale errore…ho cercato di fare del mio meglio).

Desgrabación de la homilía de cardenal Jorge Mario Bergoglio SJ, arzobispo de Buenos Aires, en la misa de Nochebuena (24 de diciembre de 2012)

En el anuncio del ángel le da a los pastores la contraseña para encontrar a este chico: “esto le servirá de señal, encontrarán a un niño, recién nacido, envuelto en pañales y recostado en un pesebre.” La sencillez, lo simple, lo evidente por sí mismo, ésa es la señal, y todo el relato de este pasaje del Evangelio tiene este ritmo de serenidad, de sencillez, de pacificación, este ritmo de mansedumbre; qué cosa con más mansedumbre que un chico recién nacido y recostado allí, en esa cuna, estaba muy cómodo, con buen pastito, era un buen colchón, ahí estaba, con serenidad y mansedumbre y llamando a esa actitud.

Es lo que vale y todos aquellos que son convocados, son convocados a esto: a participar de la paz que se entona en el cántico evangélico, a participar de la unidad y a participar de la mansedumbre, porque este chico después cuando se hizo hombre y predicaba le dirá a la gente: “Aprendan de mí que soy manso y humilde de corazón”. Un mensaje que después de veinte siglos sigue teniendo vigencia ante la petulancia, la prepotencia, la suficiencia, la agresión, el insulto, la crispación, la guerra, la desinformación que desorienta, la difamación y la calumnia. La mansedumbre y la unidad… es todo una coherencia que nace desde aquí, desde este primer signo. “Esto les servirá de señal”, esa es la contraseña que se nos viene a enseñar.

Otra cosa que llama la atención es que los que son convocados son aquellos que están en cierta marginalidad de la existencia. Los pastores que eran una barra difícil de aquella época, casi se podría decir una mafia, y todo el mundo les tenía miedo, no dejaban las cosas a mano de ellos porque tenían mala fama; no son los pastorcitos de película con la ovejita, estos se las traían, y ellos son invitados a la mansedumbre, son invitados a la unidad.

También unos intelectuales de Oriente, honestos y coherentes, son invitados y caminan desde lejos, desde muy lejos hasta llegar. Este niño, un poco más adelante, cuando predique, va a decir: “Vengan a mí todos los que están agobiados y afligidos, Yo los voy a aliviar”.

Desde el principio de su predicación va a invitar a aquellos que se sienten marginados. Pero la gran trampa que nos hará la propia suficiencia será llevarnos a creer que somos algo por nosotros mismos, la trampa de no sentir la propia marginalidad. Si no nos sentimos marginados desde nosotros mismos no somos invitados.

Este chico, después cuando sea grande, va a contar un cuento que dice que aquellos que se la creyeron y se dieron el lujo de rechazar la invitación a las bodas fueron después ignorados y la fiesta fue colmada por hombres y mujeres buscados y encontrados en los cruces de los caminos.

Éste es el signo, ésta es la contraseña, ésta es la señal: un chico recién nacido acostado en un pesebre que convoca a todo aquel que está marginado. Y nadie puede decir que no está marginado. Abrí tu corazón, mirá adentro y preguntate: ¿en qué estoy marginado yo, en qué me automarginé del amor, de la concordia, de la colaboración mutua, de la solidaridad, de sentirme un ser social?

Él nos convoca a la mansedumbre, a la paz, a la solidaridad, a la armonía; por eso a esta noche se la llama la noche de la armonía, la noche de la paz, la noche del amor.

Junto al pesebre, hacé dos cosas: primero, sentite invitado a la belleza de la humildad, de la mansedumbre, de la sencillez; segundo, buscá en tu corazón en qué punto estás en out side, en qué estás marginado y dejá que Jesús te convoque desde esa carencia tuya, desde ese límite tuyo, desde ese egoísmo tuyo. Dejate acariciar por Dios, y vas a entender más lo que es la sencillez, la mansedumbre y la unidad.

Card. Jorge M. Bergoglio SJ, arzobispo de Buenos Aires

 Traduzione:

Trascrizione dell’omelia del cardinale Jorge Mario Bergoglio sj, Arcivescovo di Buenos Aires, Messa della vigilia di Natale (24 dicembre 2012)

L’annuncio che l’angelo dà ai pastori è il contrassegno per trovare questo bambino : “Questo sarà un segno, troverete un bambino, appena nato, avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. La sincerità, la semplicità, l’evidenza per se stessa, questo è il segnale che tutta la narrazione di questo brano evangelico tiene questo ritmo di serenità, di semplicità, di pacificazione: questo tasso di mitezza. Cosa c’è di più mite e dolce di un neonato, sdraiato in quella culla, che stava comodo, con della buona erba che gli faceva da buon materasso ed era lì, con serenità e dolcezza e chiamando tutti a questo atteggiamento.

A questo atteggiamento sono inviati tutti coloro che sono chiamati: per partecipare alla pace che viene cantata nel brano evangelico, a partecipare all’unità e alla mitezza, perché questo bambino dopo, quando sarà diventato uomo, dirà la gente: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore”. Un messaggio che, dopo venti secoli è ancora rilevante per la petulanza, l’arroganza, la sufficienza, l’aggressività, gli insulti, la tensione, la guerra, la disinformazione disorientante, la calunnia e la diffamazione. La mitezza e l’unità … la coerenza è tutto ciò che viene da qui, da questo primo segno. ” Questo sarà un segno ” che è il contrassegno che ci è venuto a insegnare .

Un’altra cosa che spicca è che coloro che sono chiamati sono coloro che stanno ai margini dell’esistenza. Pastori che erano una combriccola del tempo, si potrebbe quasi dire una mafia, e tutti avevano paura, non avrebbero lasciato niente in mano ai pastori perché erano considerati infami: non i pastorelli dei film con le pecore, ma traditori, che sono invitati alla mitezza e all’unità.

Anche alcuni intellettuali dell’Est, onesti e coerenti, sono stati invitati e han camminato a piedi da molto lontano per arrivare. Questo bambino, un po ‘più tardi, quando predicherà , dirà : “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.”

Fin dall’inizio della sua predicazione inviterà coloro che si sentono emarginati. Ma la grande trappola è la nostra autosufficienza che ci porta a credere che siamo tutto per noi stessi, la trappola di non riconoscere la nostra marginalità. Se non ci sentiamo emarginati non siamo invitati.

Questo bambino, poi quando sarà grande, racconterà una storia che dice che coloro che si sono presi il lusso di rifiutare l’invito al matrimonio, sono stati poi ignorati e il loro posto alla festa è stato riempito da uomini e donne cercati e trovati agli incroci delle strade.

Questo è il segno, questa è la parola d’ordine: un neonato che giace in una mangiatoia che chiama chi è emarginato. E nessuno può dire che non è emarginato. Aprite il vostro cuore e chiedetevi: in cosa mi sto emarginando? Mi sto autoemarginando dall’amore, dall’armonia, dalla cooperazione reciproca, dalla solidarietà, dal sentirmi un essere sociale ?

Egli ci chiama alla mitezza, alla pace, alla solidarietà, all’armonia, così che stasera è chiamata la notte dell’armonia, della pace, la notte d’amore .

Accanto al presepe, fai due cose. Primo, sentiti invitato alla bellezza dell’umiltà, della mitezza, della semplicità. Secondo: cerca nel tuo cuore il pezzo che è outside, il pezzo che è emarginato e lascia che Gesù ti chiami da queste tue carenze, limiti da cui origina l’egoismo. Lasciatevi accarezzare da Dio, e capirete di più ciò che sono la semplicità, l’umiltà e unità.

Jorge M. Bergoglio SJ, Arcivescovo di Buenos Aires 24 Dicembre 2012

Natale solidale: Illumina una capanna (col Movimento Shalom)

Natale solidale

Natale solidale

Dopo la parentesi di ieri sera riprendo la pubblicazione delle idee solidali per fare (anche all’ultimo minuto) un regalo di Natale diverso dal solito.

Oggi vi presento “Illumina una capanna“, un’iniziativa del Movimento Shalom che, con soli 50€,  vi permette di illuminare la capanna di una famiglia del Burkina Faso o dell’Uganda grazie ad un kit composto da una luce al led alimentata da un piccolo pannello fotovoltaico. Potete donare un kit intero oppure una cifra inferiore e potete richiedere alla Sede del Movimento di inviarvi (o inviare ad una persona a voi cara) una pergamena che attesti la vostra donazione. Lo sapevate che un quarto della popolazione mondiale ancora non ha la luce elettrica?

Foto tratta dal sito del Movimento Shalom

Foto tratta dal sito del Movimento Shalom

Presentazione dell’iniziativa tratta dal sito del Movimento Shalom:

Come sarebbe la nostra vita di tutti i giorni senza la luce? Probabilmente ci sembrerebbe di tornare indietro al Medioevo. Difficile pensare che tanti uomini e donne ancora oggi vivono in queste condizioni: senza luce e senza acqua.

Ed è stato proprio dall’incontro con gli uomini, le donne e i bambini che vivono nei villaggi e nelle capanne sparse nella savana del Burkina Faso che è nato il nuovo progetto di Shalom “ILLUMINA UNA CAPANNA”, per donare la luce a chi non ce l’ha. Per accendere un piccolo faro di speranza dove di speranza ce n’è assai poca. Un progetto, questo, figlio degli ideali che animano il Movimento: quelli di dare strumenti per permettere uno sviluppo autonomo a chi, per causa delle difficili condizioni del contesto in cui vive, ha difficoltà a migliorare la propria qualità di vita, la propria condizione sociale, culturale ed economica.

 E quale migliore supporto per questo auspicabile sviluppo se non la possibilità di utilizzare l’energia che si ha a disposizione? Lo sviluppo di una società è legato alla disponibilità di energia. Ma, ad oltre un secolo dall’invenzione della lampadina, un quarto della popolazione mondiale non ha accesso all’elettricità. Questa situazione è particolarmente diffusa nell’Africa sub-Sahariana dove, in media, oltre il 90% della popolazione rurale si trova in questa condizione. Qui vengono utilizzate solo lampade a kerosene, con gravi rischi proprio per la possibilità di generare incendi, per la nocività dei fumi prodotti e, in aggiunta, con un costo molto elevato (10 volte di più di quanto costi la stessa quantità di luce ad un cittadino della California!).

In realtà quest’area è naturalmente ricca di energia solare, che potrebbe essere resa disponibile attraverso l’uso di pannelli fotovoltaici.  In questo caso l’energia fotovoltaica sarebbe doppiamente vantaggiosa, perché agli aspetti positivi legati alla sostenibilità e alla riduzione dell’inquinamento si aggiungerebbero quelli legati al miglioramento della sicurezza e alla salubrità dell’ambiente domestico.

 Il kit necessario per l’illuminazione è composto da un modulo fotovoltaico di piccole dimensioni, con una potenza di 1,7 W, da una luce a led, e da una batteria al litio che serve ad accumulare l’energia durante il giorno per renderla sempre disponibile. Questa energia permetterebbe di illuminare una capanna per oltre 8 ore. Inoltre, attraverso una presa USB, come quella presente sui computer, questa stessa energia potrebbe anche essere utilizzata per ricaricare i cellulari, molto diffusi anche nelle aree più periferiche del pianeta.

L’uso del cellulare sta conoscendo in Africa un notevole sviluppo e sta contribuendo a cambiare in profondità la vita della gente. Qui il cellulare non è solo comunicazione ma è anche strumento di supporto allo sviluppo di attività micro-imprenditoriali, e perfino nuovo mezzo di pagamento (le compagnie telefoniche africane si stanno attrezzando, creando veri e propri conti correnti telefonici, in cui possono essere depositati soldi sul conto telefonico ed essere spediti, attraverso un messaggino, come un bonifico bancario). Ma la carenza di una rete elettrica, fino ad oggi, ne ha ostacolato la piena diffusione, mentre questo kit renderebbe utilizzabile il cellulare ovunque e in modo continuativo.

2 kit completi sono già stati spediti presso la sede di Shalom nella capitale del Burkina Faso in modo da verificarne l’effettiva rispondenza alle necessità e alle aspettative di chi abita nelle capanne della savana.  Il prezzo del kit, grazie alla sorprendente diminuzione del costo dei moduli negli ultimi anni, è di poche decine di euro, questo lo rende accessibile ad un’ampia fascia di popolazione.

Tuttavia per favorire maggiormente la distribuzione, il kit potrà essere acquistato anche attraverso il microcredito operato dalle cooperative di donne di Shalom. Il progetto prevede di formare queste stesse donne per spiegare i numerosi benefici legati all’uso del kit e per promuoverlo nelle capanne e nei villaggi del Burkina Faso e dell’Uganda.  Una sfida entusiasmante che Shalom vuole sostenere con l’aiuto di tutti, promuovendo una campagna per contribuire all’acquisto di un kit per realizzare una prima spedizione i cui proventi possano mettere in moto un meccanismo che auto-sostenga il progetto.

Per fare la donazione di un kit: direttamente online http://natale.movimento-shalom.org/ oppure un bollettino di ccpostale n 11858560 intestato a Movimento Shalom – causale: illumina una capanna. Per ulteriori informazioni www.movimentoshalom.org tel. 0571400462.

presentazione tratta dal sito del Movimento Shalom