Un pensiero per Abdo Yaya Abdelaziz, il ragazzino che camminava da solo.

Foto tratta dal sito

Foto tratta dal sito “Il filo del Mugello”

Dietro ad ogni migrante che approda sulle nostre coste c’è una storia lunga e dolorosa, forse ancora più lunga dei km fatti per arrivare qui. Ieri, leggendo la cronaca locale, ho appreso una di queste storie che mi ha colpito molto perchè si è conclusa tragicamente nei luoghi dove sono nato e soprattutto perchè riguardava un ragazzino che camminava da solo.

Il suo nome era Abdo Yaya Abdelaziz, senegalese, aveva 14 anni ed era sbarcato e identificato a Pozzallo (Rg) nel mese di Luglio. Fuggito subito dal centro di accoglienza  è stato ritrovato morto il 2 Agosto nella galleria dell’Alta Velocità nel Comune di Vaglia (Fi), dove è stato sepolto ieri perchè nessuno ne ha reclamato il corpo.

Dalle ricerche effettuate dopo la morte, Abdo Yaya Abdelaziz è diventato il ragazzino che camminava da solo e che forse si è fatto a piedi molti dei 1.200 km che separano Pozzallo dal Mugello, fino ad essere risucchiato ed ucciso in una galleria dove i treni sfrecciano a 250 Km all’ora.

Ecco, mi piacerebbe che noi, che corriamo e camminiamo per diletto, la prossima volta in cui indosseremo le scarpe da running, dedicassimo un pensiero a Abdo Yaya Abdelaziz, il ragazzino che camminava da solo verso un futuro che non vedrà mai!

E se per caso, a qualcuno venisse in mente di dedicargli una corsa io parteciperei molto volentieri!

Per approfondire:

p.s. Colgo l’occasione per segnalare che, nella colonna qui a destra ho aggiornato (con molti mesi di ritardo) l’ultimo numero del mensile del Movimento Shalom, scaricabile gratuitamente…

16 thoughts on “Un pensiero per Abdo Yaya Abdelaziz, il ragazzino che camminava da solo.

    • Ammesso e non concesso che io cammino o corro da solo quasi tutti i giorni (il quasi è per quelle due volte al mese in cui partecipo a gare podistiche e quindi sono in compagnia), l’errore è stato intrufolarsi in una galleria lunga quasi 18 km in cui i treni sfrecciano a 250 km/h. Lì dentro anche con una compagnia numerosa sarebbero morti tutti!

      La mia sensazione, osservandoli nelle strade, è che questi poveri ragazzi immigrati non siano abbastanza preparati per affrontare il traffico e il caos delle nostre città. Più o meno è come se mi prendessero e mi lasciassero da solo nella giungla tropicale… mi troverei anch’io in un ambiente ostile a cui non sono per niente preparato!

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