Un documentario: Il ciclo del progresso (2018)

Locandina del film - tratta da Wikipedia
Locandina del film – tratta da Wikipedia

L’altro giorno avevo una mezz’oretta libera, così mi sono buttato sul divano e ho cercato su Netflix qualcosa di breve da vedere in quel lasso di tempo. Senza saperlo mi sono imbattuto in uno splendido documentario, vincitore dell’Oscar 2019 come miglior cortometraggio documentario: “Il ciclo del progresso” (“Period. End of Sentence” titolo in inglese).

Siamo in India e il tema è un tabù nelle zone rurali: le mestruazioni. Gli uomini ignorano totalmente cosa sia il ciclo e le donne ne sono così condizionate che non ne parlano mai. Spesso, quando appare per la prima volta, le ragazze abbandonano la scuola definitivamente e si chiudono in casa. Quando hanno il ciclo sono considerate impure e non possono nemmeno andare al tempio. Solo il 10% delle donne usa gli assorbenti, in alcuni casi perchè costano molto e non possono permetterseli, ma nella maggioranza perchè si vergognano ad andare a comprarli nei negozi, che sono abitualmente gestiti da uomini.

Il documentario racconta di come una ong ha creato delle macchine piuttosto semplici per fabbricare gli assorbenti a casa e come, grazie a questi macchinari, un gruppo di donne ha conquistato libertà e indipendenza. Gli assorbenti “artigianali” funzionano meglio di quelli industriali, costano meno e oltre ad essere venduti nei negozi vengono venduti porta a porta, in riunioni di donne, dove diventano accessibili anche a quelle che si vergognano ad andare in negozio. Questo ha consentito a molte ragazze di poter tornare a scuola e alle donne che li fabbricano di avere un reddito che ha restituito loro indipendenza e dignità, sia presso i familiari che nei loro villaggi. Un esempio su tutte: una giovane donna che grazie alla fabbricazione e alla vendita di questi assorbenti ha potuto studiare per affrontare gli esami ed entrare in polizia.

Se avete Netflix… sono 25 minuti di video spesi bene… se fosse per me io lo farei vedere anche nelle scuole.

Il sito ufficiale del film: www.thepadproject.org

Il trailer

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Safety Pins… for Safety people.

Foto
Foto “Put a Pin In It” by Mike Licht – flickr

C’è un piccolo oggetto, semplice e umile che in queste settimane sta diventando un simbolo di solidarietà verso le minoranze. E’ la spilla da balia che in inglese si chiama “Safety pin” ovvero “Spilla di sicurezza“. La prima volta è stata adottata dagli inglesi dopo il referendum che ha sancito la Brexit, per indicare alle minoranze che quando incontrano delle persone che indossano la spilla  possono sentirsi sicure, insomma… che si possono fidare. Questa forma silenziosa di solidarietà e allo stesso tempo di protesta, è stata ripresa negli Stati Uniti dopo la vittoria di Trump e grazie ai social network,  si sta diffondendo in tutto il mondo.

Indossare una spilla di sicurezza sui propri abiti è un biglietto da visita per indicare che siamo gentili, affidabili e disponibili al dialogo verso tutte le persone di qualsiasi minoranza: immigrati, persone di colore, di altre religioni, disabili, gay, donne in difficoltà, etc… Per queste persone è un piccolo gesto di vicinanza e sostegno mentre a noi serve per ricordarci che siamo tutti esseri umani e che dobbiamo aiutarci l’un l’altro. Logicamente, nel caso in cui ci fosse richiesto un aiuto, dobbiamo dimostrare con i fatti che la spilla non è lì per caso e nemmeno per moda.

Lebron James, sportivo dell'anno 2016 con una safety pin. - Foto tratta da internet.
Lebron James, sportivo dell’anno 2016 con una safety pin. – Foto tratta da internet.

AGGIORNAMENTO DEL 15/12/2016
Viste le discussioni nate tra i commenti aggiungo questa foto. Forse spiega meglio il senso dell’iniziativa di come potrei fare io a parole…

Foto "In a time when racism, bigotry, and hate crimes are on the rise; when millions of our fellow Americans are living in fear • Wearing a safety pin is a subtle way to indicate that you are a "safe place". It is a promise to stand up for and in solidarity wit" by Charlie DeLacey - Flickr
Foto “In a time when racism, bigotry, and hate crimes are on the rise; when millions of our fellow Americans are living in fear • Wearing a safety pin is a subtle way to indicate that you are a “safe place”. It is a promise to stand up for and in solidarity wit” by Charlie DeLacey – Flickr

Contromano in bicicletta.

Foto "Ma dove vai, bellezza in bicicletta" by betulì - flickr
Foto “Ma dove vai, bellezza in bicicletta” by betulì – flickr

La strada dove abito è stretta, a senso unico e nelle ore di punta si forma una coda di auto a causa di un semaforo a duecento metri di distanza. Quando sono in bici e non c’è traffico, ad esempio alle 22.00 quando torno dalla palestra, faccio un pezzo di strada contromano. E se proprio sono costretto, tipo se mi viene incontro un bus, salgo anche sul marciapiede… Giuro, per lo stretto tempo necessario! Insomma, da buon ciclista urbano, faccio contemporaneamente due o tre infrazioni al codice della strada, ma l’alternativa sarebbe un giro più lungo su un viale molto trafficato dove le auto sfrecciano ad alta velocità… Se fossimo in Germania o in Austria collezionerei multe a iosa, ma lì la costante presenza dei vigili in strada è controbilanciata dall’altrettanto presente rete di piste ciclabili…

Sarà che io per primo ho la coscienza sporca o per lo spirito di corpo che nasce tra noi ciclisti urbani,  ma quando da pedone incrocio un ciclista sul marciapiede davanti a casa mia, mi scanso e faccio posto per farlo passare. I motociclisti e gli scooteristi invece mi fanno arrabbiare parecchio: primo perchè, al contrario dei ciclisti, occupano tutto il marciapiede e per farli passare dovrei scendere io in strada (con i rischi relativi), secondo perchè, anche se vanno con un filo di gas, sono troppo pericolosi e rischiano di stendere chi esce dalle case e terzo perchè, rispetto ai ciclisti, sono arroganti. Dalla mia pluriennale esperienza, pur avendo entrambi torto,  il ciclista si scusa e ringrazia mentre il motociclista s’incazza e pretende pure di avere ragione. E poi i motociclisti inquinano l’aria che respiro e quindi sono antipatici a prescindere!

L’altro giorno torno a casa da lavorare e mi viene incontro, sul marciapiede, una ragazza in bicicletta. Io sono l’unico pedone e capisco che lei non si aspettava di trovarmi. Sono frazioni di secondi: appena mi scorge, vedo il panico nei suo occhi… E’ in bicicletta, sul marciapiede, contromano ed è pure straniera: magari si aspetta una ramanzina da parte mia! Invece io, senza nemmeno pensarci e con lo spirito del ciclista urbano, mi faccio da parte, le faccio un segno con la mano e le dico: «Vieni, vieni, passa!». Lei si scioglie in un sorriso a 32 denti, passa pianissimo e quando mi incrocia sussurra un timido: «Scusi, grazie!»

E’ un gesto che mi capita di fare molte volte, sia come pedone che come ciclista, ma questa volta ha avuto un significato speciale perchè, per la prima volta nella mia vita, ho incrociato una ciclista urbana con l’hijab!

°°°°°°°°

P.S. Mi scuso per non aver fatto un post sulla Pasqua e non essere passato nei vostri blog a farvi gli Auguri. Purtroppo, tranne i giorni rossi nel calendario, ho sempre lavorato e il resto del tempo l’ho dedicato alla famiglia e a Pasquetta anche al giardinaggio (che nel mio caso è più un terrazzaggio)…

Tutti nello stesso piatto – Tour Toscana 2015

Locandina dal sito dei Gas fiorentini.
Locandina dal sito dei Gas fiorentini.

I Gruppi d’Acquisto Solidale Fiorentini presentano la rassegna cinematografica “Tutti nello stesso piatto – Toscana Tour 2015” che si terrà dal  6 all’8 Marzo 2015 presso il Cinema Odeon di Firenze. Si tratta di una rassegna di Documentari, Film e Corti di animazione incentrati sul cibo, su come gli alimenti che portiamo in tavola vengono prodotti, sulla strada che devono fare prima di arrivare nelle nostre cucine e sull’impatto che hanno a livello ambientale e sociale… La rassegna fiorentina è in collaborazione con l’omonimo festival internazionale che si tiene a Trento e perciò ha come sottotitolo “Tour Toscana 2015“. Tra una proiezione e l’altra interverranno associazioni impegnate nel diritto al cibo, nella sovranità alimentare, al consumo critico e piccoli produttori locali bio, fornitori dei g.a.s.

Prima di mettere il programma vorrei segnalare alcune note per chi vorrebbe vedere i documentari, ma non potrà partecipare alle proiezioni a Firenze.

  • Alcuni di questi film sono reperibili anche online… cercate in rete che magari li trovate. Altri invece vengono proposti occasionalmente da canali culturali come Rai5, Arté, La Effe…
  • Gli organizzatori dei G.A.S. Fiorentini hanno a disposizione alcuni di questi film per proiezioni in circoli, scuole, parrocchie, etc… Chi volesse organizzare una proiezione può contattare gli organizzatori per maggiori informazioni.

PROGRAMMA DELLA RASSEGNA

Venerdì 6 Marzo 2015
ORE 16.00: Aspettando la rassegna
Ingresso speciale a 3€ per gruppi scolastici (min. 8 studenti).
Per prenotare scrivere a: info.tnsptoscana@gmail.com

Film: Lucciole per lanterne
, Regia di Stefano e Mario Martone
Oggi sulla Patagonia cilena incombe il progetto” HidroAysén”, che prevede la costruzione di cinque grandi dighe sui fiumi Pascua e Baker, nella regione di Aysèn. Ciò provocherebbe dissesti ambientali immensi. Muovendosi tra passato e presente, il documentario ricostruisce questi avvenimenti attraverso le lotte di donne che provano a resistere al gigante idroelettrico che sta per calpestare la loro terra, imponendo un’idea di progresso che a loro non appartiene. Un documentario toccante che ben evidenzia lo sfruttamento capitalistico predatorio operato dalle multinazionali in Cile promosse dal precedente governo di Pinochet e che tuttora sussistono.

Film: Toscana mezzadra
, Regia di Massimo Bani
Con formidabile capacità oratoria, Pietro Pinti, recentemente scomparso, Ivo e Luigina descrivono la schiavitù della vita sotto il padrone, le lotte per l’emancipazione, l’abbandono della campagna, la speranza di un ritorno. Sono ricordi e ferite brucianti di una generazione che ha vissuto l’era del tardo feudalesimo terriero. Una testimonianza di una cultura per secoli granitica e di colpo frantumata dalle brame ipnotiche del progresso.

Dopo la visione: Cortometraggio ”Mangiasano 
AgriKulturae Naturalmente: i mercati G.A.S. nell’area fiorentina”

Ore 18.30: Aperitivo – Tutto nello stesso piatto
Aperitivo a cura de “Il pranzo di Babette – Biocatering”
 – Area predisposta al primo piano – Costo 5 Euro

Ore 20.00: Inaugurazione
Apertura della Rassegna – Tutti Nello Stesso Piatto Tour
 Toscana – Edizione 2015. I gruppi G.A.S. Fiorentini danno il
 benvenuto e presentano la rassegna.

Ore 20.30: proiezione 1
Film: L’incubo di Darwin, 
Regia di Hubert Sauper
Durante gli anni Sessanta, nel cuore dell’Africa, nel Lago Vittoria, fu introdotta artificialmente – per un semplice esperimento scientifico – una nuova specie di pesce. Il risultato fu che la Perchia del Nilo in breve tempo provocò l’estinzione di quasi tutte le specie ittiche locali. Oggi enormi cargo ex sovietici atterrano ogni giorno nella zona per caricare il pescato quotidiano e scaricare le loro merci dirette al sud… Sono fucili Kalashnikov e munizioni per le innumerevoli guerre dimenticate che si combattono nel cuore oscuro del continente africano.

Ore 22.30 proiezione 2
Prima della visione: Associazione Shadilly caffè El Bosque

Film: Shady Chocolate, 
Regia di Miki Mistrati
Molte le interviste rivolte ad aziende come la Nestlé, la Rainforest Alliance e la UTZ Certified, sino ad arrivare ai vertici dell’International Cocoa Initiative (di cui sono membri, tra gli altri, la Nestlé e la Ferrero) smascherano molte delle iniziative che queste realtà si vantano di sostenere contro lo sfruttamento dei minori nelle piantagioni di cacao della Costa d’Avorio. Un bellissimo film di denuncia che rappresenta il seguito di “The dark side of chocolate” e che purtroppo è l’ultimo film di Miki Mistrati che ci ha lasciato 2 anni fa.

Film: Up in Smoke, 
Regia di Adam Wakeling
“Up in Smoke” segue il lavoro dello scienziato britannico Mike Hands, che negli ultimi 25 anni ha lavorato alla messa a punto di una tecnica di produzione agricola sostenibile che vada a sostituire l’agricoltura “slash and burn” (“taglia e brucia”) utilizzata nelle foreste pluviali della zona equatoriale. Sono tre i personaggi principali: i due contadini dell’Honduras Faustino e Aladino e lo stesso Mike Hands, che cerca supporto nei politici più influenti per inserire la sua tecnica tra gli argomento di discussione nel Summit di Copenaghen 2009.

Sabato 7 Marzo 2015
Ore 15.30: premiazione concorso ‘Filiera Corti’ 
abbinato alla rassegna – ingresso libero

Ore 16.30: proiezione 3
Prima della visione: Associazione Libera Toscana,

dopo la visione: cooperativa IRIS BIO

A seguire: Cortometraggio ”Mangiasano 
AgriKulturae Naturalmente: i mercati G.A.S. nell’area fiorentina”

Film: GMO – OGM
, Regia di Jeremy Seifert
Negli Stati Uniti stanno partecipando al più grande esperimento mai condotto sugli esseri umani: consumano OGM senza esserne al corrente. I rischi e gli effetti per la nostra salute e l’ambiente sono in gran parte sconosciuti: sempre più studi vengono condotti in tutto il mondo e forniscono solo ulteriori motivi di preoccupazione. Il docufilm racconta la storia della scoperta degli OGM in relazione a tre bambini e al mondo che li circonda. Abbiamo ancora tempo per guarire il pianeta, nutrire il mondo, e vivere in modo sostenibile, ma dobbiamo iniziare ora!

Ore 20.30 proiezione 4 (Anteprima nazionale)
Prima della visione: introdurranno Paola Negri e Adriano Cattanei di IBFAN Italia e dopo la visione dibattito con gli ospiti strairdinari: Patti Rundall e Mike Brady di Baby Milk Action

Film: Tigers, 
Regia di Danis Tanovic
E’ la storia di Ayan è giovane, sposato da poco, i suoi affari non sono molto fiorenti. Ayan è bravo e tenta la fortuna con la multinazionale Lasta. Ma quando scopre gli effetti collaterali del latte in polvere che sta commerciando, il giovane sfida il sistema e i poteri che ci sono dietro. Un dramma, purtroppo ispirato a una storia vera, dal regista Premio Oscar Danis Tanovic, presentato al Festival di Toronto 2014.

Ore 22.30 proiezione 5
Prima della visione: Associazione Genuino Clandestino

Film: Resistenza Naturale, 
Regia di Jonathan Nossiter
il regista di “Mondovino” incontra viticoltori che non si sono piegati alla standardizzazione e hanno uno stretto legame con la terra che coltivano. Alla denuncia unisce l’informazione associandole poi con la scoperta di persone vere che hanno progetti e realizzazioni precise e non sono simbolici combattenti contro i mulini a vento. Non è sempre vero che il rispetto regole e le normative sia un sinonimo di qualità. Un bellissimo film dal sapore e dal gusto di speranza.

Domenica 8 Marzo 2015
Ore 16.00 proiezione 6
Prima della visione: Azienda Floriddia di Peccioli, Associazione “La Leggera” Val di Sieve. Proiezione del cortometraggio: L’equilibrio del matto

Film: La Cosecha
, Regia di Roberto Romano
Un toccante e meraviglioso film sul lavoro minorile nei civilissimi Stati Uniti d’America attraverso la durissima vita di ragazzini nelle fattorie e nei campi quasi in schiavitù. Questo film ci dà la possibilità di entrarare in contatto con questi bambini e ragazzi che sacrificano la loro infanzia per nutrire l’America e, cosa assai più importante per loro, per nutrire le loro famiglie e loro stessi. Candidato all’Academy Award WAR/DANCE. Prodotto da Eva Longoria.

Dopo la visione: Presentazione “Terra Bene Comune

Ore 18.00 proiezione 7
Prima della visione: Azienda EsageRAEE di Bagno a Ripoli

Film: Solar Mama, 
Regia di Mona Eldaief e Jehane Noujaim
Rafea è la seconda moglie di un Beduino che vive in uno dei villaggi più poveri della Giordania. Viene selezionata per frequentare il Barefoot College in India che offre alle donne la possibilità di diventare ingegneri solari, senza bisogno di saper leggere, scrivere o capire l’inglese. Con questi studi lei sarà in grado di portare energia elettrica al suo villaggio. Quando tornerà come prima ingegnere solare femminile, sarà capace di ispirare altre donne del villaggio per unirsi a lei e cambiare vita? Il film unisce il tema della donna e della sostenibilità.

Prima della visione: Gruppo scuole SIP e Lo faccio Bene Cinefest presentano il corto di animazione ‘ E se l’api fusse lavativa?’, 
Associazione Terra libera tutti di Reggello

Film: Daughters of Nigeria, 
Regia di Ilse Van Lamoen
E’ un ritratto intimo di tre donne comuni nel Delta del Niger, che devono riuscire a far quadrare il bilancio contro ogni previsione. Come le loro storie personali raccontano, comincia ad essere chiaro che l’inquinamento ambientale non è l’unica violazione dei diritti umani che colpisce la loro vita. Il film si concentra sulla forza e la resilienza delle tre eroine di tutti i giorni che superano il disagio e danno ai loro figli la speranza di un futuro.

Ore 20.30: proiezione 8
Film: In grazia di Dio
, Regia di Edoardo Winspeare
Finis Terrae, Leuca, il confine. Una famiglia che sta per perdere tutto. Quattro donne diverse tra loro, ma legate in modo indissolubile alla natura e ai luoghi che amano più di qualsiasi altra cosa: la loro casa, la terra a cui appartengono. La crisi economica sembra distruggere tutto, compresi i legami, ma loro non ci stanno. C’è un modo per contrastare tutto ciò: bisogna guardare davvero a ciò che si possiede. I beni dei quali, a volte, il mondo si dimentica. Un bellissimo film di passione e di speranza.

Ingresso singolo (1)
Biglietto intero € 6,00 – Ridotto € 5,00, per studenti,
persone al di sopra dei 65 anni. Riduzione anche per coloro che si presenteranno alla cassa con una copia della rivista Terra Nuova
Abbonamenti (Non nominativi)
•    Biglietto giornaliero del sabato e domenica € 12,00
•    Abbonamento Rassegna € 25,00

1) L‘ingresso singolo include una delle 8 proiezioni da uno a due docu-film, in lingua originale con sottotitoli in italiano, per una durata complessiva di circa 1 ora e 30 minuti di visione.

Il Flusso di conoscenza tra consumatore e cibo, il mostrare, il documentare, il raccontare il processo di produzione che sta dietro quello che mettiamo nel nostro piatto è, oggi più che mai, un Atto Culturale.

La rassegna “Tutti Nello Stesso Piatto Tour Toscana” si svolgerà presso lo storico e prestigioso Cinema Odeon di Firenze, Piazza Strozzi, 50123 Firenze
Contatti: Tel +39 055 295051 – www.odeonfirenze.com

Prezzi differenziati per sesso: in Francia la tassa sulle donne.

Foto
Foto “Monoprix, après l’averse” by Damien Roué – flickr

Su change.org ho trovato una petizione francese che ha destato la mia curiosità. La storia parte dalla catena di supermercati Monoprix e in particolare dai rasoietti bilama in plastica da gettare. In questo supermercato sono in vendita gli stessi rasoi, fatti dalla stessa ditta, ma differenti per colore: azzurro per lo sbarbamento dei maschietti e rosa per la depilazione delle femminucce. I sacchetti dei rasoi costano rispettivamente 1,72€ quello azzurro e 1,80€ quello rosa, ma c’è una piccola differenza: nel sacchetto dei maschi ci sono 10 rasoi mentre in quello delle femmine ce ne sono soltanto 5 e perciò le signore pagano il doppio per lo stesso rasoietto di plastica, solo per averlo di color rosa.

Il collettivo femminista Georgette Sand ha fatto due conti e ha verificato su molti oggetti una differenza di prezzo basata sul sesso: dal gel per la rasatura ai deodoranti, dai saponi agli shampoo per finire con i giocattoli. La situazione è subdola perchè i prodotti spesso non sono affiancati ma in scaffali e reparti separati per cui è difficile fare il confronto. In media i prodotti femminili costano di più di quelli maschili e alla fine dell’anno le signore spenderebbero circa 1.130€ in più dei maschi nonostante anche in Francia gli stipendi delle signore siano più bassi di quelli dei signori.

A questa differenza di prezzo il collettivo Georgette Sand ha dato il nome di Womantax e ha aperto il blog http://womantax.tumblr.com/ dove raccoglie tutte le foto e dove potete confrontare le differenze di prezzo fra articoli maschili e femminili. Ci trovate veramente di tutto: perfino gli ovetti kinder!

La catena Monoprix si è giustificata dicendo che le differenze di prezzo non dipenderebbero dal sesso ma dai volumi di vendita e perciò i maschi spenderebbero meno perchè si radono di più e consumano più rasoi…

A questo link potete firmare  la petizione su change.org

Foto tratta dal Blog http://womantax.tumblr.com/
Foto tratta dal Blog http://womantax.tumblr.com/

Solidarietà internazionale alle donne delle pulizie greche (Firmate la petizione).

Foto tratta dal sito
Foto tratta dal sito comune-info.net

595 addette alle pulizie greche, licenziate in tronco dai dal Ministero delle Finanze, stanno da più di un anno sfiancando la Troika e la BCE con una resistenza quotidiana fatta di manifestazioni spettacolari e talvolta ironiche davanti ai ministeri e in vari luoghi pubblici della Grecia. Sono quotidianamente ignorate dalla sinistra e dai sindacati, umiliate dai media per la loro estrazione sociale e soprattutto vengono prese continuamente a randellate dalla polizia greca. Nonostante tutto ciò loro non mollano e più di una volta, col loro muro umano intorno ai ministeri e ai palazzi del potere,  sono riuscite a far fuggire dalle  porte di servizio e a gambe levate i membri della troika con le loro guardie del corpo…

Insomma, con canti, balli e azioni curiose (per Pasqua hanno sfilato tutte con in testa una corona di spine) in un anno sono diventate un simbolo di tutti i movimenti di resistenza dal basso contro l’austerità e la distruzione dello stato sociale imposte dalla classe politica europea. Più le autorità tentano di azzittirle con la violenza e più  le notizie delle loro gesta si espandono a livello europeo.

Siccome il prossimo 23 Settembre in Grecia verrà emessa una sentenza per il reintegro di queste 595 lavoratrici, è stata indetta proprio in questi giorni una settimana di solidarietà internazionale a queste donne che, difendendo il loro lavoro, lottano contro la troika anche per tutti gli altri lavoratori europei.

Queste lavoratrici piene di dignità chiedono a tutti di firmare la loro petizione: questo è il testo in Italiano (sulla pagina della firma c’è il testo in Greco, Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Italiano, Portoghese e Turco)

NON ASPETTATEVI CHE CI PIEGHEREMO!

Siamo 595 donne addette alle pulizie dipendenti del Ministero delle Finanze e dal 17 settembre 2013 siamo disoccupate. Il governo ci ha licenziato e ha deciso di affidare il nostro lavoro in appalto a imprese private, senza il minimo vantaggio economico per lo Stato. Il nostro salario era compreso tra i 300 e i 600 euro al mese. Noi non siamo numeri, siamo persone.

Non abbiamo abbassato la testa. Dopo il 17 settembre siamo state in strada ogni giorno, lottando per il nostro posto di lavoro e per le nostre vite.

Il governo ha cercato in tutti i modi di reprimere la nostra giusta lotta. Le immagini che mostrano le forze speciali di polizia (i Mat) picchiare donne indifese di 50-60 anni hanno fatto il giro del mondo. Molte di noi sono state ricoverate in ospedale per le conseguenze delle barbare e ingiustificabili aggressioni della polizia nei nostri confronti.

Abbiamo scelto di difendere la nostra dignità. Dieci mesi di lotte, dieci mesi di povertà e difficoltà! Ma continuiamo a lottare. Continuiamo la nostra battaglia. Rivendichiamo l’ovvio, il diritto alla vita. Un’onda di solidarietà si sta diffondendo nella società. Lavoratori e lavoratrici, licenziati/e, disoccupati/e, studenti, pensionati/e, artisti/e ci hanno manifestato il loro sostegno in ogni modo.

La Giustizia greca ci ha dato ragione, e ciò nonstante il governo rifiuta di rispettare e applicare le sue decisioni. Si vendica contro di noi perché abbiamo scelto di vivere in dignità.

La solidarietà è l’arma dei popoli. Chiediamo a tutti/e voi di esprimere la vostra solidarietà alla lotta per la vita e la dignità che stiamo conducendo. Vi chiediamo di sottoscrivere il testo di sostegno e di aiutarci nella raccolta delle firme per forzare il governo greco ad applicare la sentenza del tribunale – che non comporta alcun costo per il bilancio dello Stato.

TUTTI E TUTTE INSIEME POSSIAMO FERMARE QUESTE POLITICHE BARBARE.

testo della petizione delle 595 lavoratici greche da Change.org

Firmate qui la petizione delle 595 donne delle pulizie

 

Per approfondire:

 

Un bellissimo video di Solidarietà alle 595 donne fatto in Francia da  Art – Resistance – Media

1 Billion rising a Firenze.

Locandina
Locandina “1 Billion rising” dal sito dell’Associazione Artemisia centro antiviolenza

In tutto il pianeta una  donna su 3 subirà, nella propria vita una qualche forma di violenza di genere. Facendo due conti si tratta di un miliardo di donne ed è  una cosa agghiacciante e inaccettabile. Partendo da questi numeri la scrittrice e drammaturga Eve Ensler ha lanciato la campagna One Billion Rising, che culminerà in un flashmob mondiale che si terrà il prossimo 14 Febbraio. Lo scopo dell’iniziativa è portare un miliardo di persone a ballare e recitare contro i femminicidi e la violenza alle donne.

I flashmob di One Billion Rising si svolgeranno in 189 paesi, in migliaia di città grandi e piccole: solo in Italia sono previsti 127 eventi in altrettante piazze. A questa manifestazione hanno dato la loro adesione anche diverse associazioni no profit nazionali come Se Non Ora Quando?, Emergency, CGIL, G.i.U.L.i.A., l’UDI,  ACTION AID, NO MORE, etc…

A Firenze il flashmob si terrà in piazza della Repubblica il 14/02/2013 alle ore 15.00 e nell’occasione verranno raccolte delle offerte per l’Associazione Artemisia che in Toscana si occupa di violenza sulle donne e sui minori (il nome deriva dalla pittrice Artemisia Gentileschi la cui vita e le cui opere furono segnate dallo stupro che subì nel 1611 e dal processo che ne seguì).

Un po’ di link.

E ora …musica…

Il video ufficiale della canzone da ballare “Break the chain”

La coreografia spiegata dalla coreografa Debbie Allen (ve la ricordate? Era Lydia Grant, la maestra di ballo del film e del telefilm “Saranno Famosi”)

La coreografia spiegata (in inglese e italiano) dalla coreografa che cura il flashmob di Firenze.