Odissea di una lavoratrice precarissima (parte 3 – conclusioni).

Ad oltre un mese dai miei due post precedenti (qui e qui) vi racconto come continua l’avventura di lavoratrice interinale precarissima di mia figlia…

Contratti, stipendi e altre amenità.
Mia figlia continua a lavorare come commessa presso la solita catena multinazionale, con contratti di pochi giorni. Se prima erano di 1 giorno o 2, ultimamente sono contratti da 3 ad un massimo di 5 giorni, che le vengono comunicati la settimana precedente: almeno può programmarsi gli impegni incastrando i turni. L’orario di lavoro è sempre ridotto: si va dalle 4 alle 5 o al massimo 6 ore al giorno. Magari stanno attuando il “lavorare meno lavorare tutti” e, vista la disoccupazione giovanile, non sarebbe del tutto sbagliato. Finalmente è arrivato il primo stipendio che, rapportato alle ore di lavoro, è uno stipendio dignitoso, con regolare contratto nazionale del commercio. La cosa assurda è che viene fatto un cedolino e un bonifico per ogni contratto firmato: cioè se in un mese hai fatto 5 o 6 contratti ricevi 5 o 6 buste paga differenti e relativi accrediti… Ho visto con i miei occhi un cedolino e un bonifico per un solo giorno di lavoro. L’assurdo è che, visto che ogni cedolino chiude un contratto, anche in quello di un giorno sono monetizzate le voci tredicesima, rateo di ferie maturate e TRF, logicamente tutte con importi relativi ad una sola giornata di lavoro, cioè di pochi centesimini. Alla fine mi sembra che in questo caso tutto ciò serva per far aumentare il lavoro di chi fa le paghe e dell’INPS.

Visita al centro commerciale.

Sono stato in gita al centro commerciale e, se da un lato abbiamo fatto un po’ di spesa, dall’altro mia figlia ci ha fatto da guida e raccontato come funziona dietro le quinte. Il negozio è grande, ben arredato, con luci al led e neon senza che si possa vedere la luce del sole esterna. Gli scaffali sono colmi di roba e sembrano messi in modo più stretto rispetto ad altri negozi simili o forse è l’affollamento delle persone! Quando sono andato io, fuori c’era  la coda e si entrava solo quando una certa quantità di persone usciva. Il motivo è presto detto: t-shirt colorata 2,5€, polo 7€, jeans da uomo 7€, ciabatte infradito 1€, scarpe da ginnastica 9€, vestito da donna 14€ e così via… (e non era ancora periodo di saldi!!). Per noi non è una novità perchè la stessa catena, con gli stessi prezzi l’avevamo già vista alcuni anni fa a Innsbruck.  Logicamente è tutto Made in China, Vietnam, Bangladesh, però sembra fatto meglio di altri negozi e, almeno visitando il sito web della catena, sembra che sia tutto certificato etico (anche se io ho miei sani dubbi)… La prima domanda a mia figlia è stata: «Ma come fanno?» La risposta è che si basano su piccoli margini ma grandi, anzi grandissimi numeri… soprattutto nelle vendite. Lei mi ha fatto notare che quando le persone vedono oggetti che costano così poco perdono ogni inibizione e infilano nel carrello qualsiasi cosa, tanto che quando arriva alle casse, la maggioranza delle persone spende oltre 100€ e  va via soddisfatta. Inoltre la multinazionale risparmia su un sacco di cose: ad esempio non usa gli antitaccheggio e non fa pubblicità sui media tradizionali, tranne che per le aperture dei nuovi negozi. Il passaparola e la presenza sui maggiori social le consentono di avere ampia visibilità risparmiando molto sulle spese pubblicitarie… E poi (questo lo aggiungo io) anche usare contratti molto troppo precari e flessibili come quelli di mia figlia, aiuta.

Ho visto anche il lavoro di questi ragazzi… corrono come dei pazzi, sono sempre sommersi di oggetti da ripiegare e sistemare e devono essere cordiali e sorridenti anche con quei clienti andrebbero mandati a stendere… Visto che nei precedenti post vi ho raccontato che le è stato imposto un look “total black”, ho perfino scoperto la gerarchia degli abiti dei lavoratori. I commessi precari delle agenzie interinali vestono total black e senza nessun logo, dalle scarpe ai capelli. I commessi assunti dalla multinazionale vestono scarpe e pantaloni totalmente neri ma maglietta ufficiale della catena con i colori e il logo aziendale. Invece quelli con pantaloni e scarpe nere, ma sopra maglietta o camicia “come gli pare” sono i capireparto! Infine quelli  che vestono tutto “come gli pare a loro, ma elegante” sono i manager del negozio… Come si può capire altroché se l’abito fa il monaco!

C’è di peggio

E siccome al peggio non c’è mai fine, voglio raccontarvi l’ultima proposta che ha ricevuto mia figlia. Viene contattata da un prestigioso albergo a 5 stelle di Firenze per un  posto come receptionist nella hall. Sarebbe uno dei lavori per cui ha studiato e dove ha già una certa esperienza in virtù di stages fatti sia alle superiori che all’università (è laureata in mediazione linguistica e culturale ad indirizzo turistico). L’offerta non è di un lavoro ma di un nuovo stage di 40 ore lavorative a settimana (su turni, compresi i festivi) con un rimborso spese mensile di 500€. Fatti due conti mia figlia rinuncia perchè, con turni simili, ma lavorando la metà ore, come commessa interinale precaria guadagna più o meno gli stessi soldi! Ma in aggiunta c’è anche la beffa: lo stage offerto a mia figlia rientra tra i contratti “Giovani sì” finanziati dai contributi della Regione Toscana, con la cifra (guarda caso) di 500€ al mese! Cioè uno dei più lussuosi hotel di Firenze offre un contratto a tempo pieno ad una stagista e non tira fuori nemmeno un centesimo per pagarla! Un amico di mia figlia ha lo stesso contratto in una libreria ma lì almeno 500€ li mette la Regione e 500€ li mette la libreria… e lui riceve uno stipendio basso, ma almeno dignitoso!

Viva l’Italia!

Cos’è la sinistra…

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Foto “Sono un pedone” by Elena Torre – flickr

Stavo leggendo on line le solite considerazioni post-elettorali su chi ha vinto e chi ha perso alle amministrative dell 11 Giugno. Tra una marea di articoli fotocopia con le solite analisi da tre soldi, mi ha colpito un post bellissimo di Massimo Pillera pubblicato su “Il fatto quotidiano”. E’ stata una sorpresa perchè il titolo non prometteva niente di buono: “Sinistra renziana e follia grillina, perché i partiti italiani soffrono di ludopatia” e invece il contenuto va aldilà del risultato di questi giorni.  Vi metto alcuni stralci, togliendo i riferimenti alle elezioni di questa settimana, per dimostrare che il bello di questo articolo è l’essere universale e senza tempo…

“Sinistra renziana e follia grillina, perché i partiti italiani soffrono di ludopatia” di Massimo Pillera.

Jeremy Corbyn e Bernie Sanders ci danno una lezione storica che dovremmo mettere a frutto qui da noi. Le loro storie ci interrogano sul significato profondo di una domanda: cosa significa vincere o cosa significa perdere, in questa epoca? E’ un vincitore Donald Trump che oggi viene chiamato a chiarire al popolo americano se ha mentito? E’ un perdente Bernie Sanders che ha riempito di poster le stanze dei giovani americani, manco fosse il leader di una band rock? […]

Chi vince, quando muoiono in mare donne e bambini, considerati macchioline colorate sui sonar? Chi perde quando da un grattacielo di Shangai un manager senza sonno festeggia il suo ennesimo miliardo di utile pronto a svanire dopo pochi giorni nel caos dei grafici di borsa? […] Non esiste la vittoria come non esiste la sconfitta. Sono solo nostre semplificazioni, convenzioni mediatiche di cui ci serviamo per dare risposte all’ansia dei popoli che non sopportano i pareggi. […] La vita come un gioco, una gara che si vince o si perde, dimenticandosi che la vita si vive e basta… questo ci è concesso a noi umani.

La sinistra, quella vera, quella che magari è lenta ed ha il passo di chi sale in montagna, ha abbandonato la ricerca della vittoria a tutti i costi. Non si vince e non si perde. Si esiste e basta e si lotta e basta. La lotta di oggi può anche sembrare una sconfitta, ma la vecchietta che si arrampica sul bidone della differenziata per buttare nel contenitore del vetro la sua bottiglia, o il bambino che riprende il papà che butta il fazzoletto per strada, alla fine sono le vere vittorie. […]

La sinistra, vincerà perdendo, non è un suo difetto, è la sua essenza costitutiva. La sinistra unica entità non contagiata dalla ludopatia politica, avrà sempre un suo Corbyn, un Mandela, un Sanders, un Mujica, un Che sulle magliette, che riempiranno le stanze di giovani sognatori. E ci sarà sempre, lì dove si lotta contro una trivella o per salvare una spiaggia, o ad allungare un braccio per mettere in salvo qualcuno disperso in mare, o a somministrare un pasto caldo in una mensa, o a tenersi il volto in lacrime quando il monitor dice con la sua linea piatta che la vita è finita e bende e medicinali nell’ospedale non sono bastati per salvare il bambino finito sotto una qualsiasi maceria. La sinistra ci sarà sempre, perché sa bene che la vita non è un gioco, ma è la vita e basta. E’ uguale e bella per tutti. Sovrasta ogni altro valore.

Tratto dall’articolo “Sinistra renziana e follia grillina, perché i partiti italiani soffrono di ludopatia” di Massimo Pillera pubblicato su “Il fatto quotidiano”.

Se poi volete capire cosa c’entrino Renzi e Grillo con tutto ciò cliccando sul link potete leggere l’articolo completo…

AGGIORNAMENTO DEL 15/06/2017
Come avete visto sono indietro (di qualche post) nel rispondere ai commenti di tutti, perciò faccio qui una precisazione che vale per tutti coloro che stanno commentando questo post. La Sinistra per me é: Emergency, Amnesty International, i No tav, i contadini di Genuino clandestino e di Mondeggi, i No ttpi e i No Ceta, i No muos, Libera, il Commercio equo e solidale, la Banca Etica, Medici senza frontiere, Oxfam, Mani Tese, Emmaus, Survival International, Movimento Shalom, quelli di Stop Glifosato, quelli di Comune-info.net, gli spacciatori di pasta madre, gli inventori dei Kostnix, i Bookcrosser, i ciclisti di Critical mass, i Gruppi d’aquisto Solidale, etc…, etc… E quando penso a personaggi di sinistra penso a Gino Strada, Erri De Luca, Ascanio Celestini, Alex Zanotelli, Roberto Saviano, Don Ciotti, Pepe Mujica, Vandana Shiva, perfino Thich Nhat Hanh e poi il più a sinistra di tutti, quel gesuita tutto vestito di bianco… come si chiama? Quello argentino che abita a Roma? Ah si… Jorge Mario, detto Francesco per i compagni!

Una guerra da 66.000 morti l’anno…

Quante sono 66.000 persone? Sono gli abitanti di una città intera: come Potenza o Viterbo o Carrara. Ora immaginate una guerra che ogni anno rade al suolo e uccide tutta una città italiana, come dire: 2013 sparita Viterbo, 2014 sparita Imola, 2015 Cosenza, 2016 Castellammare di Stabbia e così via. Immaginate ora che la stessa guerra non sia solo italiana ma europea  e ogni anno venga rasa al suolo un’intera città come Dresda o Tolosa o Anversa o Lione: puff… oltre 470.000 vittime europee uccise ogni anno.

Questa guerra e questi morti esistono veramente e nelle settimane scorse sono stati certificati in modo drammatico dall’Agenzia europea dell’ambiente (Aea). Sono tutte le vittime premature dell’inquinamento atmosferico che, in 41 paesi europei, ogni anno uccide quasi mezzo milione di persone. E’ un problema che non percepiamo come tale, per due motivi principali:

  1. Non pensiamo mai a quante volte respiriamo. Leggevo che un adulto ogni volta che respira immette nei polmoni una quantità di aria che varia dai 300 ai 500 ml. Tenuto conto che facciamo dai 16 ai 20 respiri al minuto viene fuori che respiriamo dai 7.000 ai 14.000 litri di aria ogni giorno. In confronto a quanto respiriamo, gli sforzi per mangiare biologico o a km zero sembrano quasi sciocchezze.
  2. Queste notizie spesso non sono riportate dai tg e dalla stampa oppure sono minimizzate, relegate in trafiletti o servizi molto brevi. Il motivo è semplice: guardate gli spot che passano in tv all’ora di cena o le pagine di pubblicità sui giornali. La stragrande maggioranza sono di auto o di produttori di energia elettrica, benzina e simili. Purtroppo viviamo in un mondo in cui tutta l’economia e i relativi profitti girano su fattori altamente inquinanti: da tutto il trasporto su gomma all’Ilva di Taranto, dai pesticidi e diserbanti in agricoltura fino agli oggetti più insignificanti (di cui potremo anche fare a meno) che arrivano sulle nostre bancarelle dalla Cina o dall’India.

Purtroppo vanno cambiati i nostri modi di muoverci e consumare perchè se non ci salviamo da soli non ci salverà nessuno. Dobbiamo ricordarci che quando schiacciamo l’acceleratore siamo dei cecchini che sparano tumori e allo stesso tempo siamo le vittime quando ce li respiriamo. Sforziamoci qualche volta di andare a piedi o almeno di coltivare qualche piantina che purifichi l’ambiente…

Per approfondire:

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Foto “Early morning mist/smog in Canary Wharf (London)” by Mattbuck – Wikimedia Commons

Grazie fratelli e concittadini italiani!

Lascio le analisi sul risultato del referendum ai giornaloni e ai “soliti” commentatori televisivi. Quest’armata Brancaleone di Renzi e di tutti coloro che sono saliti sul suo carro, non si meritano nemmeno la pressione delle dita sulla tastiera del computer. Dita che invece schiacciano per dire e dirci grazie a vicenda per una giornata di resistenza che ha salvato la Costituzione e la democrazia! Grazie fratelli e concittadini italiani!

Ogni altro commento è superfluo… oggi si deve festeggiare! E allora musica!!!

 

…E da domani si ripartirà a lottare per lasciare un mondo migliore ai nostri figli!

Quindi io….

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Foto “NO” by Grant Hutchinson – flickr

Sono un lavoratore dipendente, marito di una lavoratrice dipendente. I nostri stipendi perdono potere d’acquisto un anno dopo l’altro e con le trattenute in busta non possiamo evadere le tasse, come fanno i cosiddetti imprenditori: piccoli, medi o grandi come le multinazionali. E la pensione sarà sempre più un miraggio. Abbiamo una figlia universitaria che paga un sacco di tasse per una scuola pubblica sempre più scadente. Fra qualche anno entrerà nella schiera dei giovani disoccupati, dei precari, dei voucher… di un lavoro senza più quei diritti per cui avevano combattuto i suoi nonni. E siamo anche figli di quei nonni con le pensioni da miseria che quando prenotano una visita all’ASL si sentono rispondere di ripassare fra 6 mesi o un anno. E infine vediamo chi sta peggio di noi, come i migranti che fuggono dalle guerre e dalle violenze e vengono trattati come la causa di tutti i nostri mali, mentre sono solo altre vittime più disperate di noi.

A noi, che per 364 giorni l’anno non contiamo un bel niente, il governo scrive e promette mari e monti per andare il 4 Dicembre a mettere una croce su quel “SI”. Allora io sono andato a vedere chi è a favore di quel “SI” e mi sono fatto qualche domanda…

  • JP Morgan e le agenzie di rating, quelle che con la speculazione finanziaria hanno portato la Grecia alla fame e alla miseria chiedono di votare “SI”… Quindi io voterò “NO”.
  • I padroni della Confindustria, quelli che da vent’anni chiedono (e ottengono) di diminuire i diritti dei lavoratori, la loro precarizzazione e il blocco dei salari chiedono di votare “SI”… Quindi io voterò “NO”.
  • Marchionne, un canadese domiciliato in Svizzera, che dopo aver avuto miliardi di finanziamenti statali, ha trasferito le sedi legali di Fiat all’estero per non pagare le tasse in Italia e che fa di tutto per ridurre i diritti degli operai (chiedere a Termini Imerese e Pomigliano d’Arco) chiede di votare “SI”… Quindi io voterò “NO”.
  • La troika europea e la BCE, che spendono miliardi di Euro per salvare le banche ma non muovono un dito per salvare i migranti e i poveri europei come in Grecia, chiedono di votare “SI”… Quindi io voterò “NO”.
  • L’ambasciata USA, un paese guerrafondaio che esporta in tutto il Medioriente e in Africa la democrazia a suon di bombe, creando come conseguenza terroristi e profughi, chiede di votare “SI”… Quindi io voterò “NO”.
  • Infine perfino Briatore, quello che vorrebbe fare della Puglia un mega Billionaire per soli ricchi, a Matrix chiede di votare “SI” perchè così finalmente si potranno privatizzare scuole e ospedali… Quindi io voterò “NO”.

Insomma ci avete fatto caso? Tutti le lobby di potere che ci hanno portato nella situazione drammatica in cui si trova oggi l’Italia e che manovrano i politici al  governo come dei burattini, ci chiedono di votare “SI”.

E non vi viene voglia, almeno in questa occasione, di mandare un bel segnale a tutti quanti?

Infine un’ultima perla: leggo in questo post su Altraeconomia che la casa editrice Tramontana, editore di libri scolastici ben conosciuto da chi ha studiato diritto ed economia, ha già pubblicato nel libro per le superiori “101 lezioni di diritto ed economia”, scritto da Carlo Aime e Maria Grazia Pastorino, un capitolo di 8 pagine dedicato alla Riforma Costituzionale come se fosse già diventata legge. Non solo il libro ignora del tutto il referendum, ma perfino alcune modifiche fatte alla legge Costituzionale ad Aprile 2016 e soprattutto racconta cose ancora tutte da legiferare come i criteri per selezionare i 74 consiglieri regionali che, se passasse la riforma, dovrebbero diventare senatori.

E non vi viene voglia, quelle 8 pagine, di mandarle al macero insieme a chi ha voluto questa riforma?

♦♦♦♦♦

P.S. Se il parere di un piccolo e inutile informatico come il sottoscritto non vi convince vorrei segnalarvi due post molto curiosi sul No al referendum apparsi sul sito de “Il fatto quotidiano”. Il primo è di Fabio Scacciavillani, Chief Economist del Fondo d’investimenti dell’Oman: vi aspettereste che trattasse di Economia e invece tratta di Storia, raccontando come riforme simili a quella a cui siamo chiamati a votare,  portarono dritte alla Prima Guerra Mondiale e successivamente alla dittatura fascista. Il secondo è di Marco Politi e con molto buonsenso racconta dieci motivi per votare NO. Dov’è la stranezza? Che Marco Politi è da oltre 40 anni uno dei maggiori vaticanisti al mondo. Quindi, se uno che di solito si occupa di Dio, Santi e teologi decide di dedicare diversi articoli al Referendum significa che la situazione è grave… non c’è più religione! 😛

Un libro gratuito vi spiega la riforma costituzionale.

Tra pochi giorni saremo chiamati a votare al referendum sulla riforma costituzionale. Tra articoli di giornali, proclami di entrambi gli schieramenti, comparsate televisive (a volte ossessive) di Renzi e dei vari Ministri, alla fine rischiamo di andare a votare con una grande confusione in testa.

Se volete farvi un’idea della riforma e volete farlo senza spendere un soldo (libri a pagamento ce ne sono un sacco, sia pro che contro la riforma) vi segnalo il libro In otto punti le ragioni del NO al Referendum costituzionaleche potete scaricare cliccando qui sul link del titolo o sull’immagine a fine post. Il libro è stato scritto da Luca Benci, giurista specializzato in diritto sanitario, su iniziativa del laboratorio politico “Per un’altra città” di Firenze. Sono 86 pagine, così divise: le prime 38 pagine comprendono 8 capitoletti che spiegano in modo semplice e comprensibile a tutti come siamo arrivati a questa riforma e alle varie leggi elettorali. Dalla pagina 39 invece sono riportati tutti gli articoli oggetto della riforma, uno per uno, col testo a fronte: da un lato quello attualmente in vigore e dall’altro quello che sarà modificato  se passa il referendum. Dato che questo libretto è  rilasciato sotto Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale, se vi piace potete ripubblicarlo sui vostri blog, diffonderlo per e-mail o regalarlo a chi vi pare a voi…

Se poi non vi fidate di un libro che, fin dal titolo è per il NO, la comparazione degli articoli è stata fatta in modo più neutro anche su questa interessante pagina Internet…

Credo che in entrambi i casi, sia una lettura interessante perchè, come recita una delle più belle battute di Maurizio Crozza,  fatta lo scorso 4 Ottobre a Di’Martedì: “Referendum? Il Paese è diviso tra chi voterà Sì e chi invece ha capito la riforma costituzionale.”

libronoriformaboschi300

Elezioni di plastica.

Oggi oltreoceano stanno eleggendo il nuovo Presidente degli Stati Uniti, scegliendo fra due candidati uno/a peggio dell’altro/a. Se non fosse che si tratta del paese con la potenza bellica più grande del mondo ci sarebbe solo da ridere… E invece il futuro del pianeta dipende da queste elezioni di plastica, con due candidati di plastica, di una nazione tutta di plastica, molto poco rispettosa dell’ambiente e degli altri popoli del mondo.

Foto "Campaign 2016 Funko Pop!" by Unpodimondo

Foto “Campaign 2016 Funko Pop!” by Unpodimondo

P.S. Ringrazio mia figlia per avermi fatto fotografare questi 3 pezzi della sua collezione di Funko Pop! che da soli la dicono più lunga di tanti analisti politici…

AGGIORNAMENTO DEL 9.11.2016

Non so se siete andati a curiosare sul sito dei Funko Pop! Se si, avrete notato che si tratta di centinaia di pupazzetti che riproducono personaggi di cartoni animati, film di ogni genere, fumetti e serie tv. Insomma nessuna persona reale, tutti personaggi di finzione e intrattenimento, tranne i tre candidati alla Presidenza U.S.A. Sarà un caso che il prossimo inquilino della Casa Bianca alla fine è risultato essere quello più cartone animato dei tre, più di plastica dei tre, il più fuori del mondo dei tre?
Comunque non preoccupatevi e ricordate che se in fondo noi italiani siamo sopravvissuti a 20 anni del nostro “Trump”, anche gli Usa e tutto il pianeta riusciranno a sopravvivere a 4 anni con quest’altro…

E’ solo un film …che noi in Italia abbiamo già visto! Buona fortuna!