Grazie a Rebecca per lo “Human Award… No al razzismo”

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Saluti a tutti!

E’ una settimana che non scrivo post e sono in arretrato (di parecchio) anche con i vostri commenti e con le visite ai vostri siti! Abbiate pazienza… cercherò di rimettermi in pari… Giuro che, piano piano e in ordine cronologico, risponderò a tutti…

Un’altra cosa con cui devo rimettermi in pari sono gli Award… ne ho addirittura due ricevuti a fine Maggio/inizio Giugno 2015, proprio in pieno trasloco per Cookie law, che ancora ho in sospeso… Comincio dallo Human Award, ricevuto dal blog dell’amica Rebecca che ringrazio con molto affetto. Dopo i ringraziamenti le uniche regole sono: rispondere alla domanda sulla fratellanza e nominare altri blog, quindi…

 1) Fratellanza, cos’è per te?

Per me la fratellanza è un incontro tra persone differenti, dal quale poi tutti ne escono migliori…

Nomina dei blog

Dovendo nominare dei blog, ne scelgo 5 tra i tanti che lo meriterebbero, perchè (almeno a me) sono sembrati molto sensibili sulle tematiche della fratellanza, della lotta al razzismo e dell’amicizia fra popoli.

  1. “Dove gira il sole” di Cri
  2. Sancara” di Gianfranco
  3. “Dadaword: vivere e raccontare” di Dada
  4. “Passo in India”.
  5. “Ravanello rosa” di Nonnatuttua

Avrei voluto segnalare anche il blog “Riso nero” dell’amica Margherita ma purtroppo il sito è stato sospeso o forse le è scaduto il dominio… insomma è cancellato.

Nei prossimi giorni passerò ad avvisare i nominati, nel frattempo vi lascio con una canzone in tema…

Io sto con Alexis Tsipras e Papa Francesco.

 

Foto “2015 Greece east off Gytheio Skala and about (13)” by Alehins – Flickr
Ci sono due personalità scomode e sgradite a tutto l’establishment politico, finanziario ed economico mondiale. Due personalità che stanno incrinando il pensiero unico di quel liberismo sfrenato e di quella globalizzazione che, pur di salvare le banche, non si fa scrupoli  a far morire le persone. Alexis Tsipras da un lato e Papa Francesco dall’altro, stanno dicendo al pianeta intero che, per il futuro, un’altra alternativa è possibile e che l’austerità, i tagli allo stato sociale, la svendita dei beni comuni ai privati e i diktat della troika non sono più un dogma.
Da una parte il referendum greco sull’austerità di domenica prossima, dando la parola al popolo, riporta al loro significato originale parole come “sovranità”, “dignità” e “democrazia”. Dall’altra l’enciclica “Laudato sì” indica come il salvataggio del pianeta passi inevitabilmente da una riduzione dei consumi, da una maggiore giustizia sociale, dalla tutela dell’ambiente e dall’equa redistribuzione delle ricchezze.
Insomma, a secoli dalla loro nascita, le idee rivoluzionarie di Socrate e di San Francesco stanno facendo tremare i tecnocrati europei e tutto questo si desume da come i media, totalmente asserviti al mondo economico-finanziario, stanno trattando sia Tsipras che il Papa. Non potendoli attaccare sulla verità e sui  contenuti dei loro mesaggi si limitano a screditarli con i soliti mezzucci: di Tsipras dicono che non indossa la cravatta, di Varoufakis che gira in moto e non mette nemmeno la giacchetta. L’enciclica del papa, dopo l’entusiasmo dei primi giorni,  è stata subito archiviata e dimenticata e anche Bergoglio viene trattato (senza offesa per nessuno) superficialmente come quei nonni un po’ rintronati che vengono lasciati parlare e poi messi in disparte, da quei nipoti che poi faranno quello che gli pare…
Ecco, se vogliamo spezzare le catene dell’ingiustizia e della povertà imposte dalla finanza, dobbiamo sostenere e appoggiare sia il Santo Padre che il popolo greco nelle loro lotte per la dignità e la sovranità dei popoli. Come cittadini,  nel nostro piccolo possiamo fare due cose molto semplici:
  1. Leggere e riflettere (ma anche diffondere e condividere), l’enciclica del papa che potete scaricare a questo link. Io lo farò nelle prossime settimane…
  2. Firmare e condividere questa petizione on line “ROMPIAMO LE CATENE DEL DEBITO GRECO” promossa da decine di organizzazioni della società civile e reti da ogni parte d’Europa e già firmata da oltre 17.000 cittadini.

 

Petizione a favore del popolo greco (con testo di presentazione ricevuto per e-mail)

Le popolazioni dell’Europa intera sono devastate dall’austerità, politica fallimentare e soluzione fittizia al problema dell’accumulazione dei debiti pubblici, la maggior parte dei quali sono stati causati dal salvataggio delle banche. I cittadini europei si aggiungono ai milioni di persone nei paesi in via di sviluppo che continuano a essere profondamente toccate dalla nuova crisi da debito e dai decenni di pesante austerità.

La Grecia è in prima linea in materia di crisi del debito europeo. La popolazione greca è oppressa da un debito enorme e impagabile, che trova la sua origine nei prestiti fatti da irresponsabili banche europee, richiesti da una corrotta élite greca e dalla presenza di un network globale di paradisi fiscali che facilitano la fuga dei capitali dal paese. La Commissione per la verità sul debito greco ha iniziato a rivelare la profonda ingiustizia di questi debiti.
La crisi della Grecia, come quelle che l’hanno preceduta, non sono che i sintomi di un sistema finanziario globale che predilige gli interessi delle banche e delle élite finanziarie ai bisogni della popolazione, e i nostri diritti ad un alloggio garantito, a un lavoro decente e ad alcuni servizi pubblici essenziali, come l’acqua, la sanità, l’educazione.
Abbiamo urgentemente bisogno dell’annullamento dei debiti ingiusti, della cessazione di questa austerità forzosa e della creazione di nuove regole per contrastare le crisi del debito con prontezza ed equità, quando si manifestano.
La petizione:

Noi, cittadini e cittadine da tutta l’Europa, chiediamo:
Una conferenza europea sull’annullamento del debito greco come di altri paesi europei, che sia fondata sull’analisi di commissioni di audit pubbliche e finanziata dal denaro recuperato dalle banche e dagli speculatori finanziari, reali beneficiari dei salvataggi.
La fine dell’applicazione delle politiche di austerità che provocano ingiustizia e povertà in Europa e nel mondo intero.
La creazione di regole ONU per affrontare le crisi del debito dei governi con prontezza, equità e nel rispetto dei diritti umani, anche per informare banche e finanzieri che non continueremo a salvarle per le loro folli pratiche di credito.

Il World Refugee Day Live… motiva il blog per un maggiore impegno!

Foto "World Refugee Day Live " by Unpodimondo

Foto “World Refugee Day Live ” by Unpodimondo

Sabato scorso, con mia moglie, siamo andati al concertone del World Refugee Day a favore dell’UNHCR che si teneva all’Ippodromo del Visarno di Firenze. Lo spettacolo è stato seguito da 5.000 fiorentini che, grazie al biglietto, hanno permesso ad altrettanti rifugiati di avere l’acqua potabile per un mese. Tenuto conto che nei fine settimana estivi la città si svuota perchè tutti vanno al mare e che questo per i fiorentini è quasi un week lungo (il 24/6 è San Giovanni, patrono della città), direi che i numeri, anche se non altissimi, sono stati di tutto rispetto.
Lo spettacolo è stato grandioso e l’apice è stato raggiunto dalla splendida voce di Elisa ma non vanno dimenticati l’energia di Piero Pelù (in 3 soli: voce, chitarra, batteria hanno tirato giù l’ippodromo), l’ironia di Brunori Sas, il divertimento della Bandabardò, il mash di Rock, Rap e Reggae del fantastico Piotta, l’eleganza di Enrico Ruggeri, per non dimenticare tutti gli altri. Simpaticissima la conduzione Francesco Pannofino, eccellente attore ma, lasciatemelo dire, pessimo cantante tanto da sciupare irrimediabilmente l’emozionante “Mare d’inverno” di Ruggeri. Te lo dice simpaticamente un ex-musicista, nonchè padre di una cantante: «A’ France’, sei un bravissimo presentatore ed un eccellente attore… anvedi d’ammollà colla musica, che nun sei tanto intonato, nun c’hai il senso del ritmo e me toppi pure gli attacchi!»  ;-)
Foto "World Refugee Day Live " by Unpodimondo

Foto “World Refugee Day Live ” by Unpodimondo

Struggente è stata l’emozione di un rifugiato siriano che ha suonato il violino da solo, perchè gli altri musicisti che compongono il suo quartetto d’archi, sono ancora imprigionati nell’inferno della guerra. Altrettanto emozionanti sono state le testimonianze dal palco degli altri rifugiati, di Alessandro Gassmann testimone di UNHCR, della giornalista Valentina Petrini di Piazza Pulita e di Carlotta Sami, attuale portavoce per il Sud Europa di UNHCR nonchè ex-direttrice di Amnesty International Italia.

Come era logico durante la serata sono stati chiesti fondi per le attività dell’UNHCR (fino a domenica prossima è possibile mandare un SMS solidale al nr. 45507) ma sono rimasto sorpreso che sia stato fatto più di un appello per una questione non monetaria. Quello di condividere, via Facebook, Twitter, blog le testimonianze, le reali notizie sulla situazione dei rifugiati e sul lavoro delle associazioni che operano con loro, per spezzare l’ondata di strisciante razzismo che sui media tende a esasperare il problema e a far passare la formula “rifugiati = criminali”, ricordandosi prima di tutto che i numeri sono diversi e che dietro ad essi ci sono i sentimenti e le vite di tanti esseri umani.Il blog, che in questo periodo attraversa una fase di stanca (la fuga da WordPress a Blogspot a causa cookie law mi fa sentire un po’ “rifugiato informatico”), accoglie di cuore questo invito e si impegna a diffondere le notizie, sperando in tal modo di dare un minimo contributo alla causa dei rifugiati e di smascherare le bugie elettorali montate da certi politici e certa stampa.

Alcuni numeri, tratti dalle testimonianze al Word Refugee Day e dal sito di UNHCR.

  • Nel mondo i rifugiati che fuggono da guerre e terrorismo sono quasi 60.000.000
  • Metà dei quasi 60.000.000 di rifugiati sono bambini (il 51%).
  • Un abitante della terra su 122 è un rifugiato.
  • Ogni giorno mediamente 42.500 persone, a causa di guerre o terrorismo, diventano rifugiati, richiedenti asilo o sfollati interni. E’ come se ogni giorno si svuotasse una città come Empoli.
  • La Siria è il paese da cui ha origine il maggior numero sia di sfollati interni (7,6 milioni) che di rifugiati (3.880.000 alla fine del 2014). L’Afghanistan (2.590.000) e la Somalia (1,1 milioni) si classificano al secondo e al terzo posto.
  • Il paese che ospita più rifugiati è la Turchia (1,59 milioni di persone) seguita dal Pakistan (1,51 milioni) e dal Libano (1,15), dall’Iran, dall’Etiopia e dalla Giordania.
  • Il Libano è il paese che ospita più rifugiati in rapporto ai propri cittadini: ci sono 232 rifugiati ogni mille abitanti, quasi uno su quattro. In Svezia ci sono 11 rifugiati su 1.000 abitanti, in Francia 3,5 su 1.000 e in Italia 1 su mille.
  • Quasi 9 rifugiati su 10 (l’86%) trovavano ospitalità in regioni e paesi considerati economicamente meno sviluppati.
  • Solo una minima parte dei rifugiati arriva in Europa. Nel 2014 in tutto il continente Europeo ne sono arrivati 6,7 milioni, mentre in Italia ne sono sbarcati dal Mediterraneo circa 219.000 e anche per il 2015 le cifre saranno più o meno le stesse. Insomma, la situazione è grave ma non ci stanno “invadendo”…

World Refugee Day Live a Firenze

Locandina del Concerto
Sabato 20 Giugno 2015, dalle ore 15.00 a mezzanotte, si terrà all’Ippodromo del Visarno di Firenze il concerto di beneficenza WORLD REFUGEE DAY LIVE.

Si tratta di un concerto  per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni di oltre 50 milioni di persone nel mondo costrette a fuggire a causa di guerre, discriminazioni e violazioni dei diritti umani. Il costo del biglietto sarà di 10€ con i quali l’UNHCR, al netto del contributo SIAE e degli oneri fiscali, garantirà un mese di acqua potabile a un rifugiato che vive in condizioni di emergenza umanitaria. Tutte le spese di produzione sono sostenute dagli sponsor tramite contributi diretti o tramite la fornitura gratuita di beni e servizi. Nessuna spesa di produzione graverà sull’incasso che sarà totalmente devoluto a UNHCR.

Sul palco si alterneranno big italiani come Elisa, Piero Pelù, la Bandabardo, Brunori SAS, Francesco Pannofino, Enrico Ruggeri; tanti gli artisti toscani a sostegno dei rifugiati come i Virginiana Miller, Street Clerks, Cecco e Cipo, Appino, i Gatti Mézzi, Bobo Rondelli, Francesco Guasti, cantautori come Dimartino e Diodato, oltre a Naomi Berrill. Jaka e Ghiaccioli e Branzini movimenteranno la serata con i loro djset e Sandro Joyeux, artista patrocinato dall’UNHCR, porterà sul palco le influenze mediterranee della sua musica. Tutti gli artisti e gli ospiti parteciperanno in forma gratuita e senza percepire cachet per le loro esibizioni.

Tanti gli ospiti già confermati tra cui Alessandro Gassmann, Ambasciatore di Buona Volontà dell’UNHCR e autore del documentario “Torn”, un viaggio tra gli artisti siriani rifugiati in Giordania e Libano, del quale verrà presentato in anterpima un estratto.

Simbolo del concerto è la chitarra “Mare di mezzo”, realizzata dal liutaio cortonese Giulio Carlo Vecchini con il legno derivante dai barconi naufragati a largo di Lampedusa.

Terra Nuova di Maggio 2015.

Copertina Terra Nuova Maggio 2015

Copertina Terra Nuova Maggio 2015

Questo mese non vi avevo ancora segnalato i contenuti più interessanti della rivista Terra Nuova.

Il numero di Maggio si apre con un bel dossier dedicato ad Expo che passa in rassegna tutti gli sponsor e soprattutto riporta le opinioni di chi (soprattutto nel terzo settore) vi partecipa, di chi sta all’esterno, oppure di chi si oppone… Da Vandana Shiva (favorevole) a Mauro Berrino (contrario) mi è sembrato uno degli articoli più obiettivi che ho letto su Expo… Ma ne riparleremo più approfonditamente.

C’è poi uno speciale dedicato ai rifugi del Cai con indirizzi e informazioni sui 373 rifugi del Club Alpino e una mini-mappa del Sentiero Italia.

Per quanto riguarda i consumi c’è un test  che confronta vari modelli di coppette mestruali per signore e un articolo sulle Bacche di Goji che ne elenca le proprietà e fornisce dei consigli per un acquisto consapevole delle migliori bacche.

Per concludere c’è un articolo piuttosto inquietante ma molto interessante, sul quale forse ritornerò in futuro: da alcuni anni in Italia si vive più a lungo ma ci si ammala prima e perciò si vive in salute molti meno anni rispetto a quanto succedeva soltanto nel 2004. Nel 2004 gli uomini avevano un’aspettativa di vita in salute fino a 68,7 anni e le donne fino a 71. Nel 2012 tale aspettativa è scesa per gli uomini a 62,1 anni e per le donne addirittura a  61,5. Pare che tra le ragioni di questo decadimento ci siano  sia gli stili di vita che (e in maggior misura) le condizioni ambientali e l’inquinamento. Come ricordano alcuni medici nell’articolo, la corruzione, gli scarsi  controlli sull’inquinamento, le mancate bonifiche, le pene irrisorie sono tra le cause per cui beviamo acqua e respiriamo aria entrambe  inquinate…

XL Festa della Pace a Collegalli “Papa Francesco: la rivoluzione della tenerezza”.

Locandina dal sito del Movimento Shalom.

Locandina dal sito del Movimento Shalom.

 

Il prossimo 1° Maggio 2015  il Movimento Shalom organizza la 40°  Festa della Pace che  si svolgerà come di consueto nella località di Collegalli nel comune di Montaione (Fi). Durante tutta la giornata ci sarà il Luna Park per bambini con giochi Gonfiabili, saltimbanchi, teatrino dei burattini. Inoltre calcio balilla umano, Mercatino, gastronomia e prodotti tipici. Sarà inoltre disponibile un bus navetta gratuito da Corazzano.

Questo il programma della giornata:

ore 9.30 Apertura stand: cultura, gastronomia e artigianato

ore 10,30 “Accogliere un figlio”: testimonianze sull’adozione internazionale, con:

  • Luca Martini – responsabile Commissione adozioni internazionali
  • Giada Tessitori – psicologa
  • Due famiglie adottive

Presentazione del BILANCIO SOCIALE

ore 12,00 Preghiera interreligiosa per la Pace

PRANZO SOCIALE

ore 15,00 Conversazione sotto il tendone: “PAPA FRANCESCO LA RIVOLUZIONE DELLA TENEREZZA”

Introduzione di Bellarmino Bellucci, presidente Movimento Shalom e interventi di:

  • Massimo Toschi – Regione Toscana
  • Valdo Spini – Chiesa Valdese
  • Sandro Cappelletto – giornalista La Stampa
  • Mario Affuso – pastore Chiesa Apostolica Italiana di Prato
  • Anna Maffei – pastora Chiesa Battista di Firenze
  • Roberto Rodriguez – vescovo emerito La Rioja – Argentina

Modera l’incontro Andrea Pio Cristiani, fondatore Movimento Shalom

ore 17.00 Concerto dei bambini del Coro Arcobaleno
Consegna del premio “Lo sport per la pace” a:

Estrazione della sottoscrizione in favore dei cristiani e delle minoranze perseguitate

Estrazione della lotteria i cui proventi serviranno al finanziamento del campo profughi di Erbil, nel Kurdistan Iracheno, dove hanno trovato rifugio 100.000 profughi sfuggiti alle persecuzioni dell’Isis a Mosul e nella Piana di Ninive. Il campo profughi e il centro medico Mart-Shmony sono gestiti da Padre Firas Hanna e accolgono sia cristiani che altre minoranze come gli yazidi.

Questi i premi in palio:

1° premio: week end per 2 persone a Parigi (Rusconi Viaggi)
2° premio: tatuaggio del valore di 150 euro offerto da Massimo Bucci dello Studio Gentes Scriptae a Firenze
3° premio: macchina digitale
4° premio: quadro ricamato dalle suore di clausura del Monastero di San Salvatore
5° premio: zaino da viaggio
6° premio: quadro etnico

Testimonianza del delegato della Regione Toscana da Erbil.

Testimonianza del fondatore del Movimento Shalom da Erbil.

Un libro: “Dove comicia la foresta vergine” di Albert Schweitzer.

Foto presa da Internet

Foto presa da Internet

E’ tanto tempo che non pubblico recensioni di libri: ultimamente ho letto alcune antologie di letteratura francese e anglo-americana in lingua originale e altri saggi che ritengo poco interessanti da recensire.

Riparto con “Dove comicia la foresta vergine” del premio Nobel per la pace del 1952  Albert Schweitzer. Il libro è stato pubblicato originariamente nel 1921 ed ha avuto altre due edizioni nel 1923 e nel 1951. In Italia è stato pubblicato la prima volta dalle Edizioni di Comunità nel 1959 alla quale è seguita nel 2011 questa ristampa delle Edizioni San Paolo.

Il libro è un diario in cui il medico, teologo luterano, nonchè organista Albert Schweitzer  racconta il suo primo viaggio e la sua prima permanenza in Africa con la moglie. Dal 1913 al 1918 la coppia vive nella missione protestante di  Lambaréné dove Schweitzer apre il primo ospedale del Gabon, riadattando un vecchio pollaio. I rapporti (all’inizio tesi) con gli abitanti del luogo, le malattie e le peripezie per curarle, le operazioni chirurgiche nella foresta, la vita della missione protestante: insomma è la storia quotidiana di un medico di cento anni fa nell’Africa nera, mentre in Europa scoppiava la prima guerra mondiale. E come sottofondo ha la musica d’organo di Bach, di cui Schweitzer è stato uno dei migliori esecutori del suo tempo e che il dottore suonava la sera, sotto la veranda, dopo aver passato la giornata ad operare e medicare decine di fratelli neri…

Una bella storia di solidarietà e fratellanza in un libro piacevole da leggere, in certe parti un po’ antiquato, quasi alla Salgari, ma che illustra bene la figura e le idee di questo medico, nonchè filosofo e teologo del ‘900.  Una lettura che mi ha fatto venire la voglia di approfondire la conoscenza di Albert Schweitzer,  magari cercando i suoi scritti successivi: quelli più filosofici o etici oppure la corrispondenza tra lui e Albert Einstein sui temi della minaccia atomica. Vi lascio con un estratto dall’ultimo capitolo di questo libro, ricordandovi che questo è un testo del 1923.

[…] Noi siamo dei privilegiati: quando in casa nostra qualcuno cade ammalato si chiama subito il medico o, se è necessaria un’operazione, la porta di una clinica ci si spalanca immediatamente davanti. Ma ognuno di noi dovrebbe pensare a quei milioni di esseri umani che soffrono in questi paesi senza speranza di soccorso.[…] Cerchi qualcuno di immaginare quale sarebbe stata la storia della sua famiglia negli ultimi dieci anni, se avesse dovuto vivere senza l’assistenza di un medico. […]

Quelli che hanno imparato per esperienza che cosa sia l’angoscia e il dolore fisico sono uniti in tutto il mondo da un legame misterioso. […] [Chi] ha fatto conoscenza colla sofferenza e l’angoscia deve ora spingersi aldilà di esse, contribuendo nella misura del possibile alla salvezza altrui poichè anche lui è stato salvato. […] L’uomo che è stato sottratto alla morte o alle torture della sofferenza con un’operazione chirurgica deve offrire il suo aiuto a coloro che vivono sotto il dominio della morte e del dolore, perchè il benefico anestetico e il bisturi pietoso possano cominciare la loro opera.

Ogni madre che deve all’assistenza medica se il suo bimbo appartiene a lei e non alla fredda terra, pensi alla povera madre che non ha potuto, come lei,  essere risparmiata perchè non aveva un dottore. […] Le sofferenze che ho visto mi danno tuttavia coraggio e la mia fiducia è incrollabile perchè ho fede nell’umanità. […] Voglia Iddio  che schiere sempre più numerose di medici siano inviate ai quattro angoli della terra dalla confraternita di coloro che il dolore ha segnato col suo marchio.

tratto dal libro “Dove comincia la foresta vergine” di Albert Schweitzer