Testimonianza dai luoghi del terremoto.

Foto tratta dal sito web dell'Associazione Postribù di Rieti.

Foto tratta dal sito web dell’Associazione Postribù di Rieti.

Per essere questo un blog che, specialmente negli anni passati, si è occupato spesso di volontariato e solidarietà può suonare strano che fino ad adesso non abbia mai parlato del terremoto di Amatrice. Sinceramente molte delle iniziative di solidarietà mi hanno lasciato alquanto perplesso e nel dubbio ho preferito non segnalarle. Lo stesso giorno del sisma, già rodata dall’analoga e bella esperienza de L’Aquila, la squadra di rugby di Firenze, dopo aver contattato la squadra gemellata di Rieti, aveva iniziato una raccolta di beni che è  veniva stoppata in meno di 24 ore dai nostri politici toscani che  assicuravano che non serviva niente e invitavano ad aderire agli sms solidali. Peccato che negli stessi giorni si è saputo la fine che hanno fatto gli sms per i terremotati de L’Aquila (imboscati dalle banche, leggete qui) e che comunque gli sms di questo terremoto verranno usati soltanto per ricostruire gli edifici pubblici ma non le case (leggete qui e qui).

Nel dubbio mi sono rivolto, anche se per motivi familiari non li frequento più, alla rete dei Gruppi d’Acquisto Solidale di Firenze che, sia in occasione del Terremoto de l’Aquila che in quello dell’Emilia, ha fatto un lavoro egregio, del quale sono testimone diretto avendo partecipato come volontario all’operazione a sostegno dei caseifici del Parmigiano. Quella che leggete sotto è la lettera inviata a tutti i Gruppi d’Acquisto Italiani dall’associazione Postribù che da anni gestisce un gruppo di acquisto solidale a Rieti e che è stata scelta come proprio referente da molti G.a.s. E’ una buona testimonianza sul terremoto e uno spunto per chi, magari in futuro volesse aiutare quelle popolazioni. Ad esempio mi è piaciuto vedere uno dei primi acquisti di Postribù sul loro blog: questa… comprata per loro

Lettera aperta a tutti i gas italiani,

Cari amici,

siamo l’associazione Postribù di Rieti, e da anni gestiamo un gruppo di acquisto solidale oltre a numerosi progetti sulla sostenibilità ambientale e sociale.

Dopo il terremoto che ha sconvolto Amatrice e altri comuni tra Lazio, Umbria e Marche, ci siamo mobilitati per dare un supporto alla gente colpita, e parallelamente, anche grazie all’impulso venuto da tutte le vostre chiamate (in cui chiedevate quali produttori sostenere) abbiamo potuto approfondire da vicino l’economia dell’amatriciano, o meglio dire quel che resta, raccogliendo le storie di tantissime persone.

In un susseguirsi di amatriciane solidali, collette, raccolte fondi pro terremotati, passerelle mediatiche più o meno mastodontiche, prima di ipotizzare qualsiasi tipo di progetto, volevamo avere una mappatura quanto più precisa del tessuto economico locale prima del terremoto da confrontare con ciò che ne rimane oggi: chi ancora lavora, chi produce, cosa produce. Tutti questi dati siamo andati a recuperarli sul campo: viaggiando di frazione in frazione, chiedendo a chi è rimasto, incontrando allevatori e piccoli imprenditori scampati alla tragedia e che cercano di rimettersi in piedi.

Abbiamo incontrato piccole, piccolissime e medie aziende, gente che ha perso tutto e gente che fortunatamente non ha perso molto.

Parallela alla corsa alle donazioni e all’elenco infinito di iban su cui coinvogliare aiuti economici (destinati a chi? Utilizzati come?) è aumentata la richiesta di prodotti “amatriciani”: tutti a voler comprare pecorino e guanciale per l’amatriciana, e gruppi di acquisto da tutta Italia che ci scrivevano o chiamavano per chiederci da quali produttori acquistare. Su facebook c’era perfino qualcuno che dall’Inghilterra voleva fare un carico di insaccati amatriciani, per sostenere la popolazione colpita dal sisma.
E siccome in tantissimi ci avete preso come punto di riferimento locale per verificare sia la veridicità dello stato di bisogno delle aziende, sia per consigli su quali prodotti acquistare, con questa lettera vorremmo chiarire il nostro punto di vista a riguardo.

Innanzitutto le produzioni ad Amatrice e dintorni sono davvero poche.
Quello che emerge è una realtà di piccole aziende situate nelle campagne delle frazioni intorno ad Amatrice, Accumoli e Arquata, che prima vendevano agli abitanti e villeggianti dei Comuni di riferimento, e che oggi si trovano a doversi inventare da zero una filiera di vendita, senza avere in molti casi gli strumenti necessari (il pastore nato e cresciuto in campagna non solo non conosce l’esistenza di una rete di gruppi di acquisto, ma non è capace autonomamente di raggiungerli).

A fianco di questi ci sono le medie aziende, che di danni importanti NON ne hanno avuti, né strutturali né sulla filiera, in quanto erano e sono tuttora inseriti in circuiti proficui di vendita (grande distribuzione organizzata, fiere e mercati, gruppi di acquisto, ecc) e che da questo momento di solidarietà troveranno un importante beneficio economico.
Vorremmo specificare che abbiamo scelto di NONsponsorizzare queste aziende in quanto crediamo sia che possano farcela benissimo autonomamente (basta fare una ricerca in internet e sono tutti bene indicizzati e pubblicizzati), ma – in alcuni casi – anche per dei requisiti di filiera corta e di prodotto 100% locale (per noi fondamentali in quanto indice di una economia sostenibile) che alcune di queste aziende non possiedono.

Tenete conto che le attività locali sono essenzialmente di allevamento ovino e bovino, e con produzioni limitate, per cui c’è davvero da fare una riflessione su chi produce cosa, come, o da dove proviene la materia prima. Sui numeri delle produzioni è importante soffermarsi e farsi due calcoli, se si è alla ricerca di un prodotto davvero locale, perché se parliamo di caseifici che lavorano ogni giorno quintali di latte, o si è certi che alle spalle abbiano numerosi allevatori locali che conferiscono quotidianamente il latte munto, oppure è ragionevole domandarsi se ci sia una integrazione con latte proveniente da fuori (ma si può fare lo stesso discorso per la carne). Se incontriamo in un grande supermercato un formaggio venduto come “a favore delle zone terremotate”, dobbiamo chiederci da dove venga e come sia ottenuto quel latte, visto che le aziende che riforniscono la grande distribuzione organizzata devono disporre di quantitativi di latte tali da non essere congrui con la produzione di un piccolo centro montano come Amatrice o con dei criteri di allevamento etico o sostenibile.

Noi in un primo momento avevamo lanciato un appello a sostegno di un consorzio di pastori che tutelano il pecorino 100% amatriciano, gli unici di cui ci fidiamo e che sosteniamo pienamente, ma sono stati letteralmente sommersi da chiamate da tutta Italia ed hanno saturato la loro effettiva disponibilità di prodotto.
Quello che ora noi stiamo cercando di fare, è immaginare un percorso di ricostruzione e di sviluppo che rispetti la vocazione dei luoghi, il meraviglioso paesaggio naturale, e la fatica di chi ha scelto di restare. Lo stiamo facendo insieme ai produttori rimasti che condividono questa nostra visione, che si contano sulle dita di una mano, e che al momento non sono organizzati per spedire in tutta Italia né hanno sufficienti prodotti da vendere.

Comprendiamo lo spirito di solidarietà che spinge le persone, toccate nell’emotività, a voler fare qualcosa nell’immediato, come spedire un paio di scarpe o una busta di cibo in scatola. Ma questa sovrabbondanza di solidarietà ha in alcuni casi portato all’emergenza dentro l’emergenza, per non parlare di spreco, come la storia dei magazzini degli aiuti umanitari, dove è arrivata talmente tanta roba (di ogni tipo) che moltissima è stata scartata (indumenti, coperte, lenzuola e tutto ciò che non era nuovo/imballato/igienizzato) e molta altra è stata stoccata in fretta e senza preciso inventario tanto da non riuscire alcune volte a far arrivare ciò di cui c’era bisogno nel momento in cui c’era bisogno. Ma questa è un’altra storia.

In definitiva, il messaggio che vorremmo darvi è quello di non affrettarvi in donazioni senza criterio o acquisti impulsivi, vi chiediamo di tenere questa spinta alla solidarietà per il post-emergenza: stanno già emergendo bisogni di altra natura di una realtà che nei mass media è già caduta nel dimenticatoio, si stanno attivando progetti per la popolazione pensati CON la popolazione e non calati dall’alto, e credo che ci sia più bisogno di questo investimento più razionale e a lungo termine, se vogliamo davvero che il territorio a cavallo tra Lazio, Umbria e Marche, un territorio meraviglioso da un punto di vista naturalistico e paesaggistico, sopravviva allo spopolamento e all’abbandono.

Per chi sceglierà il sostegno sul lungo periodo, anche per indirizzare l’economia che sopravviverà (e quella che speriamo nascerà) su criteri improntati sulla sostenibilità ambientale e sociale, allora vi chiediamo di sostenere e diffondere il nostro progetto: https://postribu.net/campagne/post-terremoto/

In ultimo, con la nostra associazione ci offriamo come punto di riferimento per fare da tramite per chi di voi si impegnerà a sostenere le produzioni amatriciane negli anni futuri, riportando notizie in tempo reale e verificando segnalazioni o dubbi che ci verranno sottoposti.

Vi segnaliamo a questo scopo:

  • il nostro sito postribu.net
  • il preziosissimo progetto di hacking civico (a cui partecipiamo attivamente) dove vengono raccolte e catalogate tutte le informazioni utili sul terremoto del centro Italia: terremotocentroitalia.info

Potete contattarci alle email: post.tribu@gmail.comgas.tribu@gmail.com o al telefono 348.7641366 (Giorgia)

Un saluto a tutti voi e grazie per averci letto fin qui.

Giorgia Brugnerotto

GasTribù – gruppo di acquisto solidale promosso dall’associazione Postribù Onlus

www.gastribu.org
www.postribu.net

mail ricevuta tramite la Rete Intergas dei Gruppi d’Acquisto fiorentini

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Urgente: S.o.s. Occhiali!

Foto

Foto “Gafas nuevas” by srgpicker – flickr

Buonasera amici,

sono a chiedervi un favore che consiste in un piccolo passaparola! Sono stato contattato da un negozio di ottica di Venezia che ha raccolto un certo numero di occhiali e di montature usate da regalare in beneficenza! Mi scrivono che l’associazione che, fino all’anno scorso, li raccoglieva per inviarli alle missioni non li ritira più e loro non sanno a chi consegnarli. Conoscete qualcuno di fidato che raccoglie gli occhiali solidali e che garantisce per l’effettiva consegna alle persone bisognose? Pensando che quando vado a letto metto gli occhiali sul comodino mi sono venuti in mente i terremotati del centro Italia: sicuramente qualcuno li avrà persi nella notte del sisma…

Questo blog si era occupato di occhiali solidali nel 2009 (qui) ma ormai è passato tanto di quel tempo che le notizie sono troppo vecchie… Se qualcuno avesse dei consigli più recenti per inviare questi occhiali a chi ne ha necessità, lo scriva nei commenti e io girerò tutte le indicazioni al negozio di  Ottica di Venezia!

Grazie del passaparola!

Marco

Coincidenze.

Foto "Singing Bowl" by Jairus Khan - flickr

Foto “Singing Bowl” by Jairus Khan – flickr

Sabato 25 Aprile sono stato con mia moglie e mia figlia alla Mostra Internazionale dell’Artigianato alla Fortezza da Basso di Firenze. Per chi non la conoscesse è un appuntamento tradizionale che si tiene da 79 edizioni, sempre a cavallo tra il 25 Aprile e il 1° Maggio e che prevede un sacco di padiglioni: dall’artigianato italiano al design, dal benessere alla casa, dal vintage agli alimentari. Ma il fiore all’occhiello, quello per cui noi andiamo quasi tutti gli anni alla mostra, è senza dubbio il padiglione internazionale, dove si trovano stand provenienti da tutto il mondo.  In pochi passi è possibile “viaggiare” tra il Sud America e il Tibet, fra l’Africa e l’Europa dell’Est. Fra tanta paccottiglia, è possibile comprare delle cose molto carine e spesso introvabili altrove: tanto per fare un esempio, l’anno scorso tornammo a casa con una bella ceramica azzurra afghana che da allora fa bella mostra sul tavolino del salotto…

Non vi sto ad elencare quello che abbiamo comprato quest’anno: tra un dolcetto marocchino e una collana masai ci siamo portati a casa oggettini e alimenti provenienti da Francia, Spagna, Marocco, Kenya, ma anche dalle più nostrane Umbria e Sicilia… senza contare le altre cose che ci sarebbero piaciute ma che abbiamo lasciato lì perchè, …mica si può comprare tutto!

Dato che quest’anno il paese ospite d’onore è il Tibet siamo andati al centro del padiglione dove c’erano dei monaci buddhisti che suonavano e altri che stavano creando uno splendido mandala. Vedere la pazienza che ci vuole per creare un mandala con la sabbia colorata vale da sola il costo del biglietto… Qui mi sono comprato un cd di canti tibetani e poi mi sono voluto comprare quella che in italiano si chiama campana tibetana ma che in inglese ha il nome più poetico di “singing bowl”, ovvero “scodella canterina”. Dato che le vendevano in diversi stand, ho girato un po’, ho confrontato i prezzi e mi sono soffermato in uno dove una signora gentilissima e suo marito mi hanno spiegato come suonarla e mi hanno fatto sentire le differenze di suono fra una campana e l’altra. Alla fine, visto che tutto sommato i prezzi erano ottimi, l’ho comprata da loro anche per premiare i loro sorrisi, il tempo e la pazienza che mi avevano dedicato per illustrarmi le campane, cercando di capirsi tutti a vicenda in un inglese stentato (molto più stentato il mio che il loro).

Anche se restavano comunque dei commercianti, ero rimasto colpito dalla loro estrema gentilezza, diversa da quella trovata negli altri banchini e così ho alzato gli occhi per vedere da dove veniva questo stand… Quella mattina ancora non avevo visto ne’ sentito nessun TG e non potevo sapere cosa era successo: insomma il cartello diceva che erano Nepalesi… Così adesso la campana che ho messo nel mio studio ha assunto un significato differente…

Un breve video su come si suonano le singing bowl (leggermente pubblicitario)

Un estratto da un documentario della BBC che dimostra come si propagano le onde sonore riempendo una singing bowl di acqua.

Terremoto live (…post in progress)

Con questo post in progress vi racconterò quello che stiamo vivendo qui a Firenze, a circa 20 km dai luoghi dell’epicentro dello sciame sismico che in questi giorni sta colpendo la Toscana. Spero tanto che il post sia corto perchè vorrebbe dire che le scosse stanno diminuendo e che noi ci stiamo dedicando al weekend prenatalizio.

Aggiornamento delle 22.20

Come avrete potuto intuire dalla mancanza di aggiornamenti, almeno fino ad ora è andata bene. A Firenze non abbiamo sentito più nessuna scossa mentre mi dicono che nel Chianti ne hanno sentite 3 stamattina, una verso le 14.00 e 2 all’ora di cena ma erano tutte più lievi di quelle di ieri. Comunque a Greve in Chianti hanno allestito delle tensostrutture per chi non se la sente di dormire a casa mentre a San Casciano hanno fatto e faranno domani tutte le messe all’aperto. Noi tra un po’ andremo a letto: più tranquilli di ieri sera ma comunque sempre con le antenne all’erta!

Mattinata del 20/12/2014

Il sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia segnala una serie continua di scossette di magnitudo 2. Fortunatamente qui a Firenze non le sentiamo…

Notte tra il 19 e 20/12/2014

Ieri alla mezzanotte siamo andati a letto. Mia moglie e mia figlia hanno optato per il solito pigiama mentre io ho preferito sostituirlo con una tuta da ginnastica. Nell’ingresso abbiamo sistemato su due sedie tutto quello che pensavamo potesse essere utile nel caso ci fosse stato da andare a dormire in auto. Grazie a Dio non ne abbiamo avuto bisogno perchè la nottata è stata tranquilla. Poco dopo le 5.00 abbiamo sentito distintamente una scossa: stamani il sito dell’Istituto di vulcanologia ha confermato la scossa delle 5.07 di magnitudo 3.5°. Dopo la bottarella mia moglie si è girata nel letto e si è riaddormentata subito mentre io sono stato un’ora sveglio col cuore che batteva a mille e (temo ma non sono sicuro) la pressione arteriosa su di giri. Poi finalmente la stanchezza ha preso il sopravvento e mi sono riaddormentato…

Qui si tentenna…

Sono al lavoro a Scandicci… qui è tutta la mattina che si tentenna dal terremoto… Siamo già entrati e usciti dal palazzo dove lavoro per ben tre volte. Ogni mezz’ora una scossa ben avvertita. Internet dice circa 70 scosse in 24 ore con le ultime in crescendo… sempre più forti. La più forte alle 11.30: 4,1° Richter… Panico e Paura!

A presto aggiornamenti!

Aggiornamento delle ore 23.10: Cronaca di un tranquillo week end di paura.

Adesso che ho più tempo cerco di raccontarvi la storia di questa giornata che ho vissuto fra Firenze (dove abito) e Scandicci (dove lavoro).

La prima scossa l’ha avvertita mia figlia stanotte alle 1.10.  Noi stavamo dormendo da un pezzo mentre lei, che adesso non va all’università, era a letto che guardava un film sul tablet. E’ piombata in camera nostra dicendo che aveva sentito il terremoto forte. Abbiamo osservato i lampadari, sembrava che non si muovessero, ci siamo tranquillizzati e siamo tornati a letto.

Ho capito che era davvero il terremoto solo stamani verso le 9.00 quando al lavoro ho ricevuto una newsletter della Provincia di Firenze dove segnalavano la scossa della notte. Non ho fatto in tempo a parlarne con i colleghi che intorno alle 10.30 abbiamo sentito una scossa piuttosto forte e siamo scesi in piazza dal palazzo dove lavoro (io lavoro al 3° piano). Non abbiamo fatto in tempo a rientrare che, dopo una mezz’oretta abbiamo sentito una scossetta piccola, e poi la scossa più forte,  quella delle 11.36 di 4,1° Richter. Siamo ridiscesi in piazza e ci siamo rimasti per un bel po’. Quando siamo risaliti, diciamo verso mezzogiorno e mezzo, abbiamo risentito nuove scosse più piccole: a quel punto non siamo nemmero ridiscesi.

Il pomeriggio è scorso via piuttosto tranquillamente. Io ero a giro per commissioni e non ho  sentito nuove scosse. Mia figlia invece dice di averne sentite diverse, più piccole. Alle 18.25 sono rientrato a casa e mi sono buttato sul divano per rilassarmi un po’. Alle 18.30 nuova scossa, decisamente fortina… e così sono tornato in strada per un’altra mezz’ora. Rientrato mi sono ributtato sul divano per sentire un po’ di TG locali e capire la situazione: alle 19.45 circa nuova botta, più o meno come la precedente, vista anche in diretta al TG di RTV38. Mi son preso un altro spavento ma mi ha fatto fatica tornare in strada… Per ora è stata l’ultima scossa che abbiamo sentito a Firenze ma stiamo sempre all’erta…

Ho telefonato ad una cugina che vive a Mercatale Val di Pesa, proprio vicino all’epicentro. Non hanno avuto danni ma le scosse più grandi hanno buttato in terra alcune suppellettili che avevano in casa. Stamani in alcune abitazioni di loro vicini è andata via la luce. Hanno deciso che stanotte dormiranno in macchina. D’altra parte anche se non le sentiamo è in corso una miriade di scosse più piccole… L’istituto di vulcanologia segnala l’ultima (per ora) delle 22.29 di 2.1° Richter… Tra grandi e piccoli mediamente segnalano un “tentennino” ogni mezz’ora.

Tra un po’ andremo a letto… ancora non abbiamo deciso se dormiremo vestiti. In compenso nell’ingresso ho già messo, torce a pila, giubbotti, scarpe, candele e coperte da portare via al volo nel caso dovessimo andare a dormire in macchina.

E pensare che questo doveva essere il weekend da dedicare agli ultimi regali di Natale e a finire gli addobbi… il presepe lo devo ancora fare, mentre l’albero di Natale è più affidabile dei lampadari … infatti serve a vedere se il terremoto fa smuovere le palline…

Buona notte a tutti!

Situazione del parmigiano terremotato ad ieri (prima della scossa delle 21.20)

Foto "Terremoto in Emilia Romagna: immagini da Rolo, Novi di Modena e San Possidonio" by Il Fatto Quotidiano - flickr

Foto “Terremoto in Emilia Romagna: immagini da Rolo, Novi di Modena e San Possidonio” by Il Fatto Quotidiano – flickr

Nei giorni scorsi vi avevo parlato della possibilità  di acquistare il Parmigiano Reggiano “Terremotato” (qui e qui). Purtroppo quella che sembrava una bella operazione concreta di solidarietà si sta rivelando molto più complicata del previsto perchè l’evoluzione della situazione in Emilia è sempre più cupa. Sto seguendo da vicino  questa vicenda, sia come componente dei Gruppi d’Acquisto Fiorentini, sia come aiuto ai miei colleghi e ai delegati sindacali che vorrebbero fare un ordine anche sul nostro posto di lavoro.

Vi metto le ultime notizie alla giornata di ieri (prima della scossa delle 21.20).

Tutti i magazzini di stagionatura come ad esempio “La cappelletta”, in seguito alle ultime scosse, sono stati dichiarati inagibili e perciò la Protezione Civile ha vietato il recupero delle forme di Parmigiano da parte degli addetti. Quindi tutti i produttori sono fermi. Come conseguenza, non esistendo più i magazzini per la stagionatura, non è più possibile produrre nuove forme di Parmigiano.

Le mucche, alle quali manca spesso il foraggio, vanno munte comunque, e perciò, pur di non buttare via o far andare a male il latte, i produttori stanno producendo formaggi freschi (stracchino, squacquerone) e burro ma in questo caso hanno ancora maggiori problemi perchè sono formaggi più delicati da  conservare e trasportare. In aggiunta, producendo tutti quanti gli stessi formaggi freschi c’è una sovrapproduzione difficile da smaltire

Infine, come accade in queste situazioni, sono scesi in Emilia speculatori e sciacalli pronti a profittare della situazione. Quindi, se siete interessati a comprare i prodotti terremotati tenete conto di questi due consigli.

  • Comprate formaggi e parmigiano “terremotati” solo contattando produttori, associazioni di agricoltori e allevatori o gruppi d’acquisto solidale badando bene che siano locali. Magari appoggiatevi alle associazioni di volontariato che lavorano sul territorio a contatto con le persone del posto.
  • Visto che in questo momento è difficile comprare il Parmigiano orientatevi ed organizzatevi per l’eventuale acquisto dei formaggi freschi.

Grazie

Oggi a Calenzano è possibile comprare il Parmigiano “terremotato”.

Foto "Terremoto in Emilia Romagna: immagini da Rolo, Novi di Modena e San Possidonio" by Il Fatto Quotidiano- flickr

Foto “Terremoto in Emilia Romagna: immagini da Rolo, Novi di Modena e San Possidonio” by Il Fatto Quotidiano- flickr

Oggi a Calenzano (Fi) si tiene la tradizionale Fiera del Bestiame. Per l’occasione i volontari della Vab (vigilanza antincendi boschivi) che sono al lavoro in Emilia nel campo sfollati di San Possidonio, porteranno delle forme di Parmigiano danneggiate dal terremoto che verranno vendute in Piazza del Comune, come iniziativa di solidarietà verso i produttori che non sono più  in condizione di vendere il loro Parmigiano.

La notizia sul sito del Comune di Calenzano (Fi)

Ricordo che anche i Gruppi d’Acquisto Solidali Fiorentini stanno organizzano un mega ordine di Parmigiano terremotato… se anche voi fate parte di qualche gruppo non fate mancare il vostro appoggio. Grazie.