Elezioni di plastica.

Oggi oltreoceano stanno eleggendo il nuovo Presidente degli Stati Uniti, scegliendo fra due candidati uno/a peggio dell’altro/a. Se non fosse che si tratta del paese con la potenza bellica più grande del mondo ci sarebbe solo da ridere… E invece il futuro del pianeta dipende da queste elezioni di plastica, con due candidati di plastica, di una nazione tutta di plastica, molto poco rispettosa dell’ambiente e degli altri popoli del mondo.

Foto "Campaign 2016 Funko Pop!" by Unpodimondo

Foto “Campaign 2016 Funko Pop!” by Unpodimondo

P.S. Ringrazio mia figlia per avermi fatto fotografare questi 3 pezzi della sua collezione di Funko Pop! che da soli la dicono più lunga di tanti analisti politici…

AGGIORNAMENTO DEL 9.11.2016

Non so se siete andati a curiosare sul sito dei Funko Pop! Se si, avrete notato che si tratta di centinaia di pupazzetti che riproducono personaggi di cartoni animati, film di ogni genere, fumetti e serie tv. Insomma nessuna persona reale, tutti personaggi di finzione e intrattenimento, tranne i tre candidati alla Presidenza U.S.A. Sarà un caso che il prossimo inquilino della Casa Bianca alla fine è risultato essere quello più cartone animato dei tre, più di plastica dei tre, il più fuori del mondo dei tre?
Comunque non preoccupatevi e ricordate che se in fondo noi italiani siamo sopravvissuti a 20 anni del nostro “Trump”, anche gli Usa e tutto il pianeta riusciranno a sopravvivere a 4 anni con quest’altro…

E’ solo un film …che noi in Italia abbiamo già visto! Buona fortuna!

Non tutto il mare viene per nuocere.

Foto dell'isola di Jean Charles dal sito di lifegate.it

Foto dell’isola di Jean Charles dal sito di lifegate.it

L’isola di Jean Charles è, o forse è meglio dire era, un’isola a Sud della Louisiana.  Nel 1950 misurava 18 chilometri di lunghezza e otto di larghezza. A causa dei cambiamenti climatici e dell’innalzamento del livello del mare oggi la sua superficie si è ridotta del 98%  fino a diventare di tre chilometri di lunghezza e 500 metri di larghezza. Come conseguenza tutti i suoi abitanti sono stati trasferiti nel continente, diventando i primi rifugiati climatici degli Stati Uniti.

Proprio nei giorni scorsi l’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha confermato che le cose stanno ulteriormente peggiorando, dato che il 2015 è stato l’anno più caldo di sempre e che la concentrazione media di anidride carbonica nell’atmosfera ha raggiunto la soglia di 400 parti per milione (ppm), per la prima volta completamente a livello globale e per l’intero anno.

Visti questi dati, se io vivessi in una località a 1 metro sul livello del mare, che ne so tipo Goro o Gorino,  mi preoccuperei di diventare nei prossimi anni un rifugiato climatico e di dover abbandonare la mia casa come gli abitanti di Jean Charles. In tal caso, cari goresi, vi consiglierei di non venire a Firenze perchè le barricate con i pancali beh… in quel caso le farei io contro di voi e vi accoglierei con un bel cartello “Non tutto il mare viene per nuocere”.

p.s. Nel frattempo aderisco al boicottaggio delle vongole di Goro.

Urgente: S.o.s. Occhiali!

Foto

Foto “Gafas nuevas” by srgpicker – flickr

Buonasera amici,

sono a chiedervi un favore che consiste in un piccolo passaparola! Sono stato contattato da un negozio di ottica di Venezia che ha raccolto un certo numero di occhiali e di montature usate da regalare in beneficenza! Mi scrivono che l’associazione che, fino all’anno scorso, li raccoglieva per inviarli alle missioni non li ritira più e loro non sanno a chi consegnarli. Conoscete qualcuno di fidato che raccoglie gli occhiali solidali e che garantisce per l’effettiva consegna alle persone bisognose? Pensando che quando vado a letto metto gli occhiali sul comodino mi sono venuti in mente i terremotati del centro Italia: sicuramente qualcuno li avrà persi nella notte del sisma…

Questo blog si era occupato di occhiali solidali nel 2009 (qui) ma ormai è passato tanto di quel tempo che le notizie sono troppo vecchie… Se qualcuno avesse dei consigli più recenti per inviare questi occhiali a chi ne ha necessità, lo scriva nei commenti e io girerò tutte le indicazioni al negozio di  Ottica di Venezia!

Grazie del passaparola!

Marco

Un pensiero per Abdo Yaya Abdelaziz, il ragazzino che camminava da solo.

Foto tratta dal sito

Foto tratta dal sito “Il filo del Mugello”

Dietro ad ogni migrante che approda sulle nostre coste c’è una storia lunga e dolorosa, forse ancora più lunga dei km fatti per arrivare qui. Ieri, leggendo la cronaca locale, ho appreso una di queste storie che mi ha colpito molto perchè si è conclusa tragicamente nei luoghi dove sono nato e soprattutto perchè riguardava un ragazzino che camminava da solo.

Il suo nome era Abdo Yaya Abdelaziz, senegalese, aveva 14 anni ed era sbarcato e identificato a Pozzallo (Rg) nel mese di Luglio. Fuggito subito dal centro di accoglienza  è stato ritrovato morto il 2 Agosto nella galleria dell’Alta Velocità nel Comune di Vaglia (Fi), dove è stato sepolto ieri perchè nessuno ne ha reclamato il corpo.

Dalle ricerche effettuate dopo la morte, Abdo Yaya Abdelaziz è diventato il ragazzino che camminava da solo e che forse si è fatto a piedi molti dei 1.200 km che separano Pozzallo dal Mugello, fino ad essere risucchiato ed ucciso in una galleria dove i treni sfrecciano a 250 Km all’ora.

Ecco, mi piacerebbe che noi, che corriamo e camminiamo per diletto, la prossima volta in cui indosseremo le scarpe da running, dedicassimo un pensiero a Abdo Yaya Abdelaziz, il ragazzino che camminava da solo verso un futuro che non vedrà mai!

E se per caso, a qualcuno venisse in mente di dedicargli una corsa io parteciperei molto volentieri!

Per approfondire:

p.s. Colgo l’occasione per segnalare che, nella colonna qui a destra ho aggiornato (con molti mesi di ritardo) l’ultimo numero del mensile del Movimento Shalom, scaricabile gratuitamente…

Un pensiero di Aharon Appelfeld.

Foto:

Foto: “Aharon Appelfeld 10.26.11” by kellywritershouse – flickr

Aharon Appelfeld è uno scrittore israeliano di origini rumene che evase da un campo di concentramento in Transnistria dove perse tutti i familiari. Confesso che non lo conoscevo ma, lo scorso 18 Agosto, ho letto una sua bellissima intervista pubblicata su “Il manifesto” e dedicata all’attualità dei nostri tempi, alla lotta contro il male e alla religiosità. Ne metto un breve passo che mi è piaciuto un sacco…

Ho visto il male in tutte le sue forme. Il male è un’ombra scura, se ne sta sempre acquattato ma in tempi di rabbia e odio tende a gonfiarsi e a penetrare nelle nostre esistenze. Come possiamo fronteggiarlo? Tutto quello che possiamo fare è combatterlo, coltivare la speranza e accrescere la nostra luce. (…)
La religiosità è un sentimento forte e caldo che ci eleva. Le istituzioni religiose possono essere oscure e staccate dalla realtà, mentre la religiosità è intimamente connessa agli individui. La religiosità è qualcosa che ognuno di noi ha dentro di sé. Riveste un ruolo nell’individuo, consentendogli di connettersi con coloro che ama. Permette di elevarsi.(…)

Tratto dall’intervista ad Aharon Appelfeld pubblicata su “Il manifesto” del 18/8/2016

 

Dagli USA alla GMG per dimostrare di non aver capito…

Foto tratta dal sito "www.walkingmilena.it"

Foto tratta dal sito “www.walkingmilena.it”

Adesso che sono tornato dalle ferie vorrei raccontarvi una notizia vecchia di un paio di settimane ma a cui tengo molto perché riguarda delle persone che conosco e stimo.

I ragazzi qui sopra fanno parte di un gruppo di una novantina di richiedenti asilo arrivati a Firenze nella primavera-estate del 2015, provenienti da varie zone di guerra nell’Africa Sub-sahariana. Nella foto sono insieme alla campionessa Milena Megli plurimedagliata ai campionati mondiali ed europei di marcia, che dallo scorso autunno li segue, insieme all’AICS, in un progetto di integrazione basato sulla corsa e sul walking che, come riportato dal molti organi di stampa, ha avuto un ottimo successo. Nella scorsa stagione mi sono imbattuto più volte in questi ragazzi alle corse: se le prime volte mi sembravano spersi e timorosi, in seguito mi sono sembrati sempre più integrati e sereni. E soprattutto, tutte le volte in cui li ho incontrati negli spogliatoi, li ho sempre trovati molto educati, rispettosi e ordinati (a volte molto più di certi podisti italiani).

Questi profughi sono ospitati da circa un anno presso l’albergo della gioventù di Villa Camerata (in pratica l’ostello di Firenze) senza aver mai creato nessun problema. Due settimane fa un gruppo di 185 giovani, preti e suore cattolici, tutti tra i 25 e i 35 anni,  provenienti dagli Usa e appena tornati dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia ha lasciato l’ostello di Firenze, perché erano tutti scandalizzati e impauriti dalla presenza dei rifugiati. Con tanto di lettera di protesta inviata all’AICS e all’Associazione italiana Alberghi per la Gioventù sono andati via rinunciando al soggiorno di tre giorni a Firenze che avevano prenotato da tempo, con una perdita di 16.000€ per i gestori dell’ostello e soprattutto nonostante il fatto che i rifugiati abitassero in  un’ala della villa completamente separata.

Cari preti e suore USA, secondo il mio modesto e opinabile parere, avete attraversato l’oceano per andare a Cracovia ad ascoltare Papa Francesco e dopo pochi giorni avete dato dimostrazione di non aver capito proprio nulla! La prossima volta restate a casa e magari andate a sentire Donald Trump che vi si addice di più! La Firenze multiculturale non vi merita e forse nemmeno la Chiesa, quella davvero …santa cattolica e apostolica.

Per approfondire:

Tra poco si riparte…

Buonasera a tutti,

come avete potuto intuire dalla mia assenza sono stato in ferie… Complice la voglia di staccare la spina e anche il pessimo wi-fi che ho trovato nell’albergo in cui ho soggiornato fino a un paio di giorni fa, non ho nemmeno risposto ai vostri commenti. Abbiate pazienza …conto di rimettermi in pari nei prossimi giorni.

Nel frattempo, visto che fra i contatti del blog ho ricevuto una segnalazione che mi sembra meritoria… Ricevo e pubblico… anche se all’ultimo minuto!

Salve, Sabato 27 agosto 2016 al circolo Sms Peretola, Firenze (via Pratese, accanto al Tenax) ci sarà un evento che prevederà questo programma:

  • ore 20: Cena a base di piatti tipici dell’Angola.
  • ore 21:30 proiezione del documentario “E quel giorno uccisero la felicità” di Silvestro Montanaro (sul presidente del Burkina Faso Thomas Sankara)
  • A seguito dibattito su neocolonialismo e esperienze di emancipazione africane (interverrà via Skype il regista del documentario).

Per chiunque sia interessato, info e prenotazioni: 3883848879 PRENOTARSI ENTRO IL 25 AGOSTO PER LA CENA. Maggior info a questa pagina di Facebook.

Segnalazione ricevuta per mail da Daniele Silano del Circolo SMS di Peretola.

Per chi non potrà partecipare metto sotto il video del documentario trovato su youtube… (ancora io non l’ho visto, spero di vederlo presto…)

Per tutto il resto ci aggiorniamo nei prossimi giorni! Datemi il tempo di ripigliarmi!