Diamoci un taglio…

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Foto “Dentifricio e forbici / Toothpaste and scissors” by unpodimondo – flickr.

Il vostro dentifricio è davvero giunto alla fine. L’avete strizzato proprio tutto, addirittura con due mani! Scommettiamo che vi faccio lavare i denti almeno altre due o tre volte? E’ semplice: basta prendere le forbici e tagliare in due il tubetto. Se adesso provate a pescare con lo spazzolino il dentifricio rimasto all’interno scoprirete che potrete lavarvi i denti almeno un paio di volte… o forse anche di più!

La stessa cosa potete farla con una miriade di oggetti di uso quotidiano: dallo shampoo al sapone liquido, dal detersivo per i piatti a quello per la lavatrice, dal tubo della maionese al ketchup e così via… Vi siete mai chiesti perchè certi shampoo hanno il tappo arrotondato, oppure obliquo? Per impedirvi di capovolgere il contenitore e recuperare le ultime gocce di prodotto. Può sembrare una scemenza, eppure le aziende giocano anche su questi fattori… prima finite un prodotto e prima lo ricomprate. Se ne rimane un po’ nella confezione, che importa? Anzi, …meglio!

Leggevo su una rivista che alcune di queste confezioni, quando sembra che siano vuote, in realtà contengono ancora fino al 10% del prodotto… Voi pensate che il contenitore sia costruito in quel modo per un particolare design modaiolo e invece spesso è fatto per indurvi a ricomprare prima il prodotto…

Quindi tagliate, strappate, capovolgete, strizzate e raccogliete fino all’ultima goccia! Risparmierete ed eviterete che il prodotto non usato finisca tra i rifiuti e inquini l’ambiente!

Si piange allo stesso modo in tutte le lingue del mondo.

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Foto “Pietas” by FotoRita [Allstar maniac] – flickr

L’altro giorno stavo facendo una delle mie solite camminate e, quasi per caso, sono passato davanti all’ingresso di uno dei più importanti ospedali fiorentini.  Mentre mi avvicinavo ho notato sul marciapiede una figura di spalle al telefonino. A un certo punto questa persona si è girata e ho visto il volto di una donna che piangeva, con la tragica espressione di chi ha subito una disgrazia improvvisa. Via via che mi avvicinavo sentivo che comunicava il proprio dolore, con la voce rotta dal pianto, in una lingua straniera, forse dell’est europeo, chissà a quale interlocutore e chissà a quanti km di distanza. Sono passato oltre ma non ho potuto non pensare che si si soffre e si piange allo stesso modo, in tutte le lingue del mondo! Se ce ne ricordassimo più spesso e ci comportassimo di conseguenza, forse il mondo sarebbe migliore…

°°°

Questo post (che avevo in bozza da alcuni giorni) lo dedico alle vittime e ai feriti degli attentati di Lahore in Pakistan.

Eravamo quattro amici al bar (in Svizzera).

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Foto “Gino Paoli” by “Il fatto quotidiano” – flickr

Ricordate come faceva questa vecchissima canzonetta di Gino Paoli del 1991?

Eravamo quattro amici al bar
che volevano cambiare il mondo
destinati a qualche cosa in più
che a una donna ed un impiego in banca
si parlava con profondità di anarchia e di libertà
tra un bicchier di coca ed un caffè
tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi farò.

Eravamo tre amici al bar
uno si è impiegato in una banca
si può fare molto pure in tre…

…soprattutto se quello impiegato in banca ci fa portare, aumm aumm, due miliardi in Svizzera…

Insomma sembra che Gino Paoli sia indagato per evasione fiscale di circa due miliardi, portati nel paese degli orologi a cucù, cifre che pare oltretutto derivino da proventi in nero incassati per esibizioni alle Feste dell’Unità. Si proprio quel Gino Paoli: l’ex deputato del Partito Comunista Italiano / Partito Democratico della Sinistra, nonchè attuale Presidente della SIAE, quello che farebbe la voce grossa ai ragazzini sulla pirateria e il diritto d’autore…

E poi ci domandiamo ancora come mai in Grecia hanno Tsipras, in Spagna Podemos e noi in Italia, da vent’anni, abbiamo una sinistra così  farlocca da aver prodotto… Renzusconi e il Job act?
Per approfondire:

Torna m’illumino di meno.

Logo M'illumino di meno dal sito di Caterpillar

Logo M’illumino di meno dal sito di Caterpillar

Domani, 13  Febbraio 2015 ritorna “M’illumino di meno”  la consueta giornata dedicata al risparmio energetico che da 13 anni è organizzata dalla trasmissione di RaiRadio2 “Caterpillar”.

Domani sera è chiesto a tutti di effettuare un piccolo gesto simbolico per la riduzione del consumo di energia elettrica. Ogni buona pratica va benissimo: da spegnere le luci in casa a sostituire una lampadina a incandescenza con una a led, a qualsiasi azione più o meno creativa che incarni lo spirito della giornata e contribuisca ad un uso delle risorse sostenibile e allo stesso tempo “luminoso”. Che ne dite ad esempio di una cena a lume di candela o di una passeggiata in centro sotto le stelle?

Trovate maggiori informazioni su questa pagina internet della trasmissione Caterpillar e potete segnalare il vostro piccolo gesto inviando una mail all’indirizzo millumino@rai.it

Mi raccomando, quando lasciate una stanza spegnete sempre la luce e, come diceva Nick Carter: “L’ultimo chiuda la porta!” (se questa non l’avete capita vuol dire che siete molto giovani… beati voi!)

Tedeschi a Firenze…

Ieri e oggi il capo del Governo italiano ha ricevuto a Firenze il Capo del Governo tedesco. Insieme i due hanno girellato per la città (completamente blindata) e visitato musei… Non è mica la prima volta che capita? Non saprei perchè, ma certe foto a colori di oggi mi han fatto venire in mente alcune vecchissime foto in bianco e nero di una Firenze del 1938…

Foto dal sito del Corriere Fiorentino.

Foto dal sito del Corriere Fiorentino.

Foto Istituto Luce dal sito del Senato della Repubblica

Foto Istituto Luce dal sito del Senato della Repubblica

Foto Ansa tratta dal sito de

Foto Ansa tratta dal sito de “La repubblica.it”

Foto Archivio Luce tratta dal sito del Senato Italiano

Foto Archivio Luce tratta dal sito del Senato Italiano

Foto Ansa tratta da

Foto Ansa tratta da “La repubblica.it”

Foto Archivio Luce tratta dal sito del Senato Italiano

Foto Archivio Luce tratta dal sito del Senato Italiano

Happy New Year ?

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Foto “Happy New Year” by Mr. Nixter – flickr

Sono due o tre giorni che provo a scrivere questo post ma mi trovo a girare a vuoto con la tastiera su una pagina bianca, come quando a scuola ci davano quei temi insulsi di attualità e stavamo a fissare i muri in attesa di un’idea.

Insomma, oggi siamo entrati in un anno nuovo e sarebbe consuetudine augurarsi Felicità e Benessere, solo che se mi guardo attorno non trovo niente che giustifichi il minimo ottimismo. Sarà che dallo scorso Ottobre ho dei problemetti di salute, che non sarebbero un granchè ma che io ho preso proprio male, oppure sarà che come sfoglio un giornale trovo solo notizie che fanno cadere le braccia ma in questi giorni l’unico augurio che posso fare è che l’Anno Nuovo non sia peggiore di quello appena finito: almeno io,  un anno nuovo peggio del 2014 non lo reggerei…

In questo mare in tempesta vi Auguro di non  perdere la voglia di lottare, il sorriso e la fiducia nelle persone che vi sono vicine. Ormai la fiducia nelle “Istituzioni”, soprattutto in questo Stato corrotto e mafioso, è cotta e bollita da tempo e non rimane che affidarsi ai familiari, agli amici e ai vicini. Dedicate più spazio a voi stessi e fate sentire alle persone che vi sono accanto quanto sono importanti per voi. Poi gioite delle piccole cose, dei vostri piccoli successi e non dimenticate che a volte tante piccole cose fatte da tante persone comuni cambiano il mondo e sono più rivoluzionarie delle “manovre” di quelli che stanno al potere…

Ecco, un’ultima cosa vi Auguro: che io e voi possiamo nella nostra vita quotidiana fare dei piccoli gesti e che questi si insinuino come granelli di sabbia negli ingranaggi di questo motore neoliberista che schiaccia le persone, in modo da  farlo inceppare quanto prima per poi ricominciare da zero (chissà fra quanto tempo) per creare una società più equa e rispettosa della dignità di tutti gli esseri viventi.

Può valere tutto ciò come Augurio per l’Anno appena arrivato? Boh! Spero di si… Comunque questo è quello che passa il convento… Se poi volete auguri (e bugie) più roboanti non vi resta che credere ai discorsi dei politicanti: uno ha parlato alcuni giorni fa, l’altro l’ha fatto ieri sera su tutti i canali tv… per fortuna io non ero a casa ad ascoltarlo!

La bella storia dell’Albero di Natale dell’Isolotto.

Ora che i miei problemi di salute stanno rientrando e che sono più sereno torno a scrivere sul blog e lo faccio in spirito natalizio con la storia dell’Albero di Natale dell’Isolotto.

Per chi non abita a Firenze l’Isolotto è un quartiere della periferia Sud-Ovest che, proprio lo scorso 6 Novembre, ha compiuto 60 anni. Creato dal nulla nel 1954, grazie all’iniziativa del sindaco Giorgio La Pira, l’Isolotto è oggi un bel quartiere residenziale con molti spazi verdi ma in passato è stato (soprattutto negli anni ’70) una specie di Bronx fiorentino, caotico, senza servizi ma con molta solidarietà come testimoniato dalle lotte operaie, dalla comunità di base di Don Enzo Mazzi e da certi vecchi condomini-casermoni un po’ bruttarelli…

Ma veniamo ai nostri giorni e alla storia dell’albero di Natale. Anche quest’anno il Comune di Firenze ha messo nelle principali piazze dei quartieri cittadini i consueti alberi di Natale, solo che non tutte le piazze sono uguali. Ci sono i figli come Piazza Duomo, il Piazzale Michelangelo e il centro storico che hanno ricevuto alberi mastodontici pieni di luci sfavillanti e gigli rossi e poi ci sono i figliastri come la piazza dell’Isolotto che ha ricevuto un bell’abete di 3 metri… completamente nudo e crudo senza nemmeno una palletta o un filo argentato.

I bambini delle scuole e gli abitanti del quartiere non si sono persi d’animo e col vecchio metodo del passaparola hanno sparso la voce e hanno cominciato a portare gli addobbi presso i negozianti della piazza dell’Isolotto. L’idea era quella che ogni famiglia portasse una pallina, magari vecchiotta, e invece la solidarietà è stata così grande che le persone hanno portato decine di addobbi nuovi. L’otto di Dicembre l’albero è stato abbellito e inaugurato ma, visto che le persone continuavano e continuano a portare gli addobbi presso i negozianti, è stato deciso di raccoglierli e di donarli alle famiglie povere che hanno dei bimbi piccoli.

L’albero dell’Isolotto nel video di overthesky …non sarà chic come quelli del centro storico ma è fatto col cuore.