Buon Ferragosto!

Foto "DSC_5287redone" by Dtoth2517 - flickr

Foto “DSC_5287redone” by Dtoth2517 – flickr

Il blog unpodimondo augura a tutti gli amici/lettori e alle loro famiglie un Buon Ferragosto! Ovunque voi siate che la giornata di oggi e più in generale questo periodo, vi porti riposo, serenità e nuove energie per affrontare l’autunno che arriverà presto!

Michael Phelps, la coppettazione e la stampa italiana.

Rebloggo dall’altro mio blog…

lascimmiabianca

Foto Foto “Natação – Michael Phelps /EUA” by Ministerio do Esporte Brasil – Flickr

Se state seguendo le olimpiadi vi sarà capitato di leggere o sentire più di un commento sul campione Michael Phelps e sull’uso della tecnica della coppettazione, testimoniata dalle macchie circolari sulle spalle con cui si è presentato alle gare. In questo post non tratterò l’uso della coppettazione, per due motivi: primo perchè non ho le competenze tecniche e sanitarie per parlarne con cognizione di causa e secondo perchè, essendo chiusa per ferie la palestra che frequento, non posso chiedere notizie di prima mano al medico naturopata che lì pratica la coppettazione, il tuina e altre metodiche della medicina tradizionale cinese.

Invece di copiare-incollare quello che scrive wikipedia sulla coppettazione, mi limiterò a raccontare come la stampa italiana ha narrato questa storia basandomi su una serie di articoli letti in questi giorni sui siti di Repubblica, Corriere…

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L’indipendenza di camminare a piedi.

Foto "Determined" by Ben Roberts - flick

Foto “Determined” by Ben Roberts – flick

Il mio post sulla decisione di vendere la macchina dello scorso giugno (qui) ha suscitato diversi commenti e mi è piaciuto molto questo articolo segnalato da ammennicoli sul mestiere di ciclista/genitore, che si può applicare anche a podista/genitore (pur se podisti e ciclisti si vedono fra di loro come cane e gatto).

Il resto dei commenti poneva invece l’accento sull’indipendenza data dal possesso dell’auto ed è una reazione comprensibile perchè, senza rendercene conto, tutti siamo condizionati dalla macchina. A me per capirlo c’è voluto un percorso lungo, fatto di tanti anni, che vi racconterò in breve.

Erano i primi anni del nuovo secolo e per dimagrire e rimettermi in forma avevo cominciato a corricchiare: prima 10 minuti, poi mezz’ora, poi un’ora. Dopo alcuni mesi iniziai a fare qualche garetta di quartiere, poi mi iscrissi ad una società sportiva e con gli anni feci anche la maratona. E siccome la corsa ti fa star bene e ti prende, cominciai a correre anche quando gli altri non lo avrebbero mai fatto, cioè con la pioggia, il vento, la neve e il solleone. Nel 2010 feci perfino una maratona di 3 ore e 44 minuti tutta sotto l’acqua: d’altra parte se la prepari da quattro o cinque mesi e se hai speso la modica cifra di 50 o 60€ di iscrizione, la pioggia e il vento… gli fanno un baffo alla maratona!

Fino a qui è solo la banale storia di uno sportivo dilettante che corre e cammina nel tempo libero ma ad un certo punto capita qualcosa che ti fa scattare una molla e scopri che quello che di solito fai per sport puoi farlo anche nella vita di tutti i giorni. Ad esempio sei in coda in auto per andare a fare una banale commissione (tipo in banca o in posta) e quando arrivi a destinazione devi girare a vuoto per cercare un parcheggio libero. Imprechi, ti arrabbi, mandi a quel paese gli altri automobilisti e ti accorgi che, andandoci camminando, ci avresti messo lo stesso tempo e ti saresti stressato di meno… In bici addirittura saresti arrivato prima. A quel punto fai mente locale, ti accorgi che da casa tua al luogo della commissione saranno si e no due o tre km e che magari il giorno prima, allenandoti ne hai fatti almeno il triplo.

Alla fine della storia impari che l’indipendenza non te la dà l’automobile ma l’utilizzo del mezzo giusto al momento giusto… e meravigliosamente scopri che, specialmente in città, l’auto non è quasi mai il mezzo giusto, tranne forse quelle due o tre volte in cui vai a comprare i mobili all’Ikea!

Un oggetto misterioso.

Ripubblico questo post dall’altro mio blog… http://lascimmiabianca.wordpress.com

lascimmiabianca

Nettalingua ayurvedico - foto trovata su internet Nettalingua ayurvedico – foto trovata su internet

Quando ero piccolo e la mattina non mi sentivo troppo bene mia madre mi faceva tirare fuori la lingua, osservava la patina sopra e talvolta esclamava: «Hai la lingua carica!» Cosa volesse dire quel termine “carica” ancora non lo so, ma già allora sapevo che aveva a che fare con l’indigestione e che quindi mi aspettavano un paio di giorni di dieta in bianco e niente “troiai” come dolci o cioccolate… Si trattava di una medicina popolare che le nostre mamme e nonne hanno usato fino al dopoguerra, che poi è stata totalmente abbandonata a favore dei farmaci e che per assurdo noi riscopriamo adesso grazie alle medicine orientali.

L’oggetto misterioso nella foto in alto proviene dalla medicina ayurvedica, è un nettalingua e serve proprio per togliere la patina, formata principalmente da batteri, che durante la notte si accumula sulla lingua. Quello della…

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Le prugne del papa e le more di Sant’Ambrogio.

Foto

Foto “Un albero di cachi a #Milano” by Ylbert Durishti – flickr

Un mio commento a questo post di Gaberricci mi ha fatto tornare in mente un post che avevo in bozza ormai da molto tempo e che cade a pennello con la stagione estiva. Se abitate in una città e vi capita di girare per le strade e nei parchi, vi sarete imbattuti più volte in alberi carichi di frutta matura che spesso marcisce, cade e si spiaccica sui marciapiedi, con tutta una serie di disagi: strade sporche, pericolo di scivolare, insetti attirati, etc…

Da alcuni anni a Roma è nato il progetto Frutta Urbana creato dall’associazione Linaria insieme a Romaltruista che consiste nella raccolta della frutta da alberi urbani, sia pubblici che privati, che nessuno raccoglierebbe. La frutta viene poi distribuita, sia fresca che trasformata in marmellate, a mense sociali, alla Caritas, al Banco Alimentare e a case di Riposo. Una piccola parte viene venduta ai Gruppi d’Acquisto Solidale, nei mercati contadini e/o a negozi a km zero e i proventi vengono reinvestiti per comprare le attrezzature per la raccolta e trasformazione (scale, attrezzi, barattoli, etc…) per la manutenzione del sito web, per impiantare nuovi frutteti e per altre iniziative educative legate alla frutta urbana. Oltre alla raccolta dei frutti questa iniziativa si occupa della potatura e soprattutto del censimento e della mappatura degli alberi da frutta in città. Solo a Roma ne sono stati mappati quasi 500 mentre a Milano (l’altra città dove opera Frutta Urbana) quasi 200.

A questo punto vi chiederete, come ho fatto io, se questa frutta è sicura o è inquinata. Premesso che questi alberi non sono ne’ concimati ne’ spruzzati di antiparassitari chimici o di nessun tipo e che la frutta viene raccolta a piena maturazione e subito distribuita, senza stazionare in magazzini e viaggiare su camion per giorni, rimane il problema dell’inquinamento urbano. Ebbene, i volontari hanno fatto analizzare la frutta ed è risultata con meno residui chimici della frutta da agricoltura convenzionale comprata al supermercato: insomma basta lavarla bene prima di mangiarla!

In queste pagina sul sito di Frutta Urbana sono riportate le analisi chimiche delle Arance Amare colte in via del Porto Fluviale (zona Ostiense) e delle Prugne colte in via del Vaticano, accanto alla sala Nervi e perciò ribattezzate come “le prugne del papa“… E invece, le “more di Sant’Ambrogio”? Sono quelle della marmellata fatta con le more raccolte nel parco Boscoincittà di Milano!

Genitori apprensivi?

Nella palestra dove vado a fare daoyin e taiji in queste settimane ci sono i centri estivi e così mi capita di vedere i lavoretti che fanno i bambini nel pomeriggio. Il tema della scorsa settimana doveva essere l’istruzione nel mondo, visto che mi sono imbattuto in questo cartello. L’ho trovato bellissimo e ho voluto fotografarlo per condividerlo con voi… Purtroppo la foto è stata fatta al volo col cellulare e la qualità lascia un po’ a desiderare. Spero che ingrandendola, anche se si sgrana, si capisca il senso… L’ultimo disegno (purtroppo poco leggibile) riporta la minima percentuale di bambini che in Italia vanno a scuola da soli, rispetto alla Germania e al Regno Unito.

In effetti il diritto allo studio è proprio pericoloso… Per questo molte mamme italiane (anche nel centro di Firenze) portano a scuola i figli col SUV!

Foto "Genitori apprensivi?" by unpodimondo

Foto “Genitori apprensivi?” by unpodimondo

Un mondo feroce.

Foto "Vendesi nr.1" by unpodimondo

Foto “Vendesi nr.1” by unpodimondo

Come già sapete cammino e corro… Se quando vado a correre sono concentrato soprattutto su me stesso e sulle sensazioni che la corsa trasmette al mio corpo, quando vado a camminare sono molto più rilassato e mi godo l’ambiente naturale che sto attraversando. Così ogni tanto mi capita di porre l’attenzione a piccoli dettagli a cui magari correndo non avrei mai fatto caso e… se mi ispirano, tiro fuori il telefonino e scatto una foto.

L’altro giorno camminavo in campagna e ho notato i due cartelli della foto sopra che indicavano un terreno in vendita. La cosa non sarebbe stata interessante se, sotto al cartello più basso, non ci fosse stata un’aggiunta alquanto pittoresca… quella della foto sottostante…

Foto "Vendesi nr.2" by unpodimondo

Foto “Vendesi nr.2” by unpodimondo

Questa foto, che fa il paio con quella del post sulle cacche canine del mese di Aprile (qui l’articolo), mi ha fatto molto riflettere. In entrambi i casi, che non mi interessa per niente approfondire e quindi aldilà di chi possa aver torto o ragione, mi ha colpito molto la violenza verbale insita nei due cartelli e la mancanza di un minimo di pudore di chi li ha attaccati sulla pubblica via, pur sapendo di essere riconoscibile, almeno dai vicini di casa… (insomma se li attacchi sul muro di casa tua o sotto al tuo cellulare non serve Sherlock Holmes per scoprire l’autore).

Mi sono sembrati due esempi banali di come sia, nel secondo millennio, il rapporto di buon vicinato. Un rapporto così feroce da essere quasi da guerra di tutti contro tutti, dove ognuno è pronto a difendere con i denti il proprio recintino. Sicuramente si tratta di casi estremi che non vanno generalizzati ma se non sono proprio l’odio o l’invidia, forse il sentimento prevalente tra vicini è l’indifferenza e anche l’indifferenza non è proprio bella. Proprio nel momento in cui viviamo una crisi che ci attanaglia, invece di essere collaborativi ed aiutarci a vicenda per uscirne fuori, vediamo nell’altro un competitore o un nemico da cui difendersi, insomma qualcuno pronto a rubarci l’osso. Non ci passa nemmeno per l’anticamera del cervello che questo individualismo estremo sia voluto dalle multinazionali che ci comandano e sia il frutto velenoso di decenni di liberismo, globalizzazione e di riduzione della vita umana a soli parametri economici e finanziari…

Forse potrebbe tornare più utile darci una mano reciprocamente invece di guardarci sempre di traverso. Magari potremo cominciare semplicemente salutandoci quando ci incontriamo in strada prima di chiuderci dietro la porta ed isolarci con i nostri stress, ognuno nel proprio appartamento. Non trovate assurdo avere più amici su Facebook che nella strada in cui abitiamo?

Vi lascio con questa foto, scattata a poche centinaia di metri dal cartello del post… Che la bellezza della natura possa farci rilassare tutti!

Foto "Fiori" by unpodimondo

Foto “Fiori” by unpodimondo