Restart Party a Scandicci.

Locandina dell'evento tratta dal sito di Libera Informatica

Locandina dell’evento tratta dal sito di Libera Informatica

Avete un piccolo elettrodomestico guasto? Un ferro da stiro che vi fa dannare ma per ripararlo vi chiedono più di quanto lo avete pagato?

Nell’ambito dell’economia solidale, della riduzione dei rifiuti, del rispetto ambientale e della lotta al consumismo e all’obsolescenza programmata è nato un progetto mondiale chiamato The restart project in cui degli esperti, a titolo di volontariato, vi aiuteranno a riparare i vostri elettrodomestici. Grazie al vostro tutor, che vi seguirà passo dopo passo, sarete voi stessi a riparare il vostro computer o telefono rotto, durante una specie di festa dell’elettronica, chiamata Restart Party

A Firenze è attivo dallo scorso anno un gruppo di Restarter che ha già organizzato ben 5 Party di successo (…basti pensare che nel primo party furono riparati ben 20 kg di elettrodomestici)

Il prossimo Restart Party sarà Sabato 28 Marzo 2015 dalle 15:00 alle 18:00  c/o la Biblioteca Comunale di Scandicci in via Roma 38/a.

Se siete da quelle parti e avete degli oggetti da riparare portateli con voi in biblioteca. L’evento è GRATUITO e APERTO a tutti ed è organizzato con la collaborazione di  Libera Informatica, TerraNuova edizioni e Biblioteca di Scandicci. Per maggiori informazioni potete scrivere a   restartpartyfirenze@gmail.com

Aggiornamento:

A questo link potete trovare la mappa di tutti i Restart Party nel mondo. Fino ad adesso in Italia sono stati organizzati Restart Party in queste città: Matera, Firenze, Gorizia, Padova, Milano, Torino e Langhe/Roero

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Foto “Tooting Restart Party” by Restart Project – flickr

Diamoci un taglio…

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Foto “Dentifricio e forbici / Toothpaste and scissors” by unpodimondo – flickr.

Il vostro dentifricio è davvero giunto alla fine. L’avete strizzato proprio tutto, addirittura con due mani! Scommettiamo che vi faccio lavare i denti almeno altre due o tre volte? E’ semplice: basta prendere le forbici e tagliare in due il tubetto. Se adesso provate a pescare con lo spazzolino il dentifricio rimasto all’interno scoprirete che potrete lavarvi i denti almeno un paio di volte… o forse anche di più!

La stessa cosa potete farla con una miriade di oggetti di uso quotidiano: dallo shampoo al sapone liquido, dal detersivo per i piatti a quello per la lavatrice, dal tubo della maionese al ketchup e così via… Vi siete mai chiesti perchè certi shampoo hanno il tappo arrotondato, oppure obliquo? Per impedirvi di capovolgere il contenitore e recuperare le ultime gocce di prodotto. Può sembrare una scemenza, eppure le aziende giocano anche su questi fattori… prima finite un prodotto e prima lo ricomprate. Se ne rimane un po’ nella confezione, che importa? Anzi, …meglio!

Leggevo su una rivista che alcune di queste confezioni, quando sembra che siano vuote, in realtà contengono ancora fino al 10% del prodotto… Voi pensate che il contenitore sia costruito in quel modo per un particolare design modaiolo e invece spesso è fatto per indurvi a ricomprare prima il prodotto…

Quindi tagliate, strappate, capovolgete, strizzate e raccogliete fino all’ultima goccia! Risparmierete ed eviterete che il prodotto non usato finisca tra i rifiuti e inquini l’ambiente!

Ma voi ci andrete all’Expo 2015?

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Foto “EXPO 2015. Mangiare tutti” by Marco Pochestorie – Flickr

Appena terminate le vacanze di Natale, nel palazzo dove lavoro, hanno iniziato a circolare i volantini di un gruppo turistico affiliato all’Avis che organizza una gita di tre giorni all’Expo di Milano. La cosa che ha attirato la mia attenzione è stata la tempistica: a Gennaio già pubblicizzavano una gita che si terrà ad Ottobre, per le cui iscrizioni dicevano oltretutto di affrettarsi. Domenica scorsa vado a pranzo dai miei genitori e mia madre, con una certa enfasi, ci ha tenuto ad informarmi che alla Coop sono già in vendita i biglietti per andare all’Expo…

Mah, sarà che sono tutto particolare, ma tutta questa frenesia per l’Expo io, almeno per ora,  non ce l’ho. Ricordo di essere stato, su invito di uno zio che abita a Genova, all’Expo del 5° centenario della Scoperta dell’America nel 1992 e di ricordarla, ne’ più ne’ meno, come una bella fiera, simile a quelle che si tengono in tante le città. Per chi abita a Firenze, una sorta di Mostra dell’artigianato, solo un po’ più grande…

E voi che dite, ci andrete all’Expo? Non mi rivolgo ai milanesi che ce l’hanno in casa e un salto ce lo faranno… Dico agli altri, a quelli che dovrebbero programmare un viaggio con mezzo pubblico o privato e magari uno o due pernottamenti a prezzi stellari, in quegli alberghi milanesi che, come confermato da un amico che ci lavora,  già dal 2014 hanno triplicato i prezzi… Voi che farete? Ci andrete o no?

AGGIORNAMENTO DEL 11.03.2015

Rispondo qui, per non stare a mettere lo stesso messaggio a tutti i commenti.

Io penso proprio di non andare all’Expo. Che le multinazionali (tipo Coca Cola, McDonald’s, o anche Eataly) mi raccontino come risolvere il problema della fame nel mondo, di cui anche loro sono una causa, mi lascia molti dubbi. Sapere poi che i costi degli alberghi sono esorbitanti mi invoglia a stare a casa. Ma siccome non si può dire mai… se proprio per altre ragioni mi capitasse di andare a Milano o se qualcuno (per disgrazia) mi regalasse dei biglietti, potrei farci un salto… ma solo per curiosità…

Emergency a Firenze raccoglie telefonini vecchi.

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Foto “Dooky! Pick up the phone!!” by Matthijs – flickr

La sezione fiorentina di Emergency, come accaduto più volte anche in passato, ha ricominciato a raccogliere telefoni cellulari usati (anche rotti) che verranno poi girati ad una ditta specializzata per il corretto smaltimento e il recupero dei metalli contenuti (tra cui il famigerato coltan, causa di tante guerre in Africa). Tale ditta devolverà parte dei ricavi derivati dallo smaltimento ad Emergency per le azioni umanitarie nel mondo.

I cellulari possono essere consegnati presso il Bar del Circolo della Società di Mutuo Soccorso di Rifredi 1883 in via VITTORIO EMANUELE II n.303 a Firenze dove Emergency ha la sua sede fiorentina. Chi avesse dei telefonini da donare ma non può recarsi a Rifredi può contattare i volontari di Emergency Firenze alla mail info@emergency.firenze.it oppure chiamando il nr. 366 8186654.

Come va con l’amianto nelle tubature dell’acqua in Toscana?

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Foto “No amianto Publiacqua” dal sito dell’omonimo comitato.

A Novembre e Dicembre del 2014  pubblicai quattro post (primo, secondo, terzo e quarto) sul problema dei 225 km tubature in eternit e cemento-amianto degli acquedotti di Publiacqua che rilascerebbero fibre di amianto nell’acqua potabile di parte delle provincie di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo. A quasi tre mesi di distanza vediamo, tra alti e bassi, a che punto sono le cose.

La petizione su Change.org (che potete ancora firmare qui), per chiedere al Presidente della Regione Toscana di eliminare le tubature che rilasciano le fibre di amianto ha superato le 2.800 firme on line, alle quali vanno aggiunte anche quelle cartacee (ha firmato anche Piero Pelù).

A Dicembre nelle scuole di Agliana (Pt), paese in cui un terzo delle tubature è in amianto, in una riunione “infuocata” i genitori degli alunni hanno chiesto che nelle mense scolastiche del Comune venga servita l’acqua in bottiglia anzichè quella del rubinetto.

Dopo che per 18 anni le istituzioni hanno ignorato il Decreto Ministeriale del 14/05/1996 che impone la rapida sostituzione delle condotte in amianto e il continuo monitoraggio sulla presenza delle pericolose fibre nell’acqua, pressata dalla petizione, la Regione Toscana ha iniziato ad interessarsi del problema prevedendo un monitoraggio delle acque.

L’Autorità Idrica Toscana, dopo aver detto che i costi della rimozione dei 225 km di tubi in amianto sarebbero finiti sulle bollette degli utenti, è tornata sui propri passi dando ragione alla Campagna “No Amianto Pubiacqua”. I tubi verranno eliminati senza nessun aumento in bolletta, con un risparmio complessivo di circa 182 euro per ogni utente di Publiacqua.

A queste vittorie, per altro sulla carta, in quanto ancora non è iniziato ne’ il monitoraggio e nemmeno la rimozione dei tubi, sono corrisposti anche dei passi indietro come l’intervento dell’Assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini che, in consiglio regionale, avrebbe sostenuto che è bevibile un litro d’acqua con dentro 22.500 fibre di amianto, come si capisce da questo articolo apparso sul blog del Comitato:

Per Anna Rita Bramerini i cittadini toscani possono bere tranquillamente un litro di acqua contenente 22.500 fibre di amianto. Lo si evince dalla “rassicurante” risposta fornita in Consiglio regionale sulla vicenda delle tubature in amianto degli acquedotti toscani. E alla Campagna No Amianto Publiacqua questa risposta preoccupa molto, perché palesa un’evidente frattura tra la realtà e la classe politica della giunta guidata da Enrico Rossi.

L’assessore regionale all’ambiente, o chi la consiglia, ignora, ad esempio, la recente classificazione compiuta dall’Agenzia Internazione Ricerca sul Cancro (IARC) che si concentra e analizza tutte le forme di asbestosi sicuramente cancerogene per l’uomo (Gruppo 1) compresa quella derivante dall’amianto ingerito. I cancerogeni del gruppo 1 IARC, infatti, non hanno soglia: l’unica soglia possibile per la sicurezza dei cittadini è zero. Pertanto nell’acqua ‘potabile’ la concentrazione deve essere zero. […]

tratto dall’articolo “L’assessore Bramerini berrebbe un litro di acqua con “sole” 22.500 fibre di amianto?” pubblicato sul blog del Comitato “No Amianto Publiacqua”

Mentre vi invito a seguire le vicende sul blog ufficiale del Comitato (http://noamiantopubliacqua.wordpress.com) vi metto le mie impressioni su questo tema che mi sta molto caro, anche perchè alcuni di questi tubi arrivano vicino a casa mia e sono stato costretto a tornare alle bottiglie di minerale.

  • Il problema non è solo di Publiacqua (che serve Firenze, Prato, Pistoia e il medio Valdarno) ma di tutta la Toscana. Secondo Medicina Democratica (qui il post con i dati di tutte le città Toscane) in regione su  30.993,99 km di acquedotti ci sarebbero 1.859,87 km di tubazioni in eternit e/o cemento amianto.
  • Per assurdo, secondo lo stesso articolo, Firenze, città dove è scoppiata la polemica, è il comune dove c’è meno cemento amianto di tutti (1,43% dei tubi) mentre in altri Comuni, dove ci sono percentuali più alte (Pisa ha il 53,32%), tutto tace. Tacciono perfino i Cinquestelle che governano Livorno,  città col 35% di tubi in cemento-amianto.
  • Conclusione finale: il problema, salito alle cronache anche in altre regioni come l’Emilia Romagna, è sicuramente un problema sanitario nazionale che tende ad essere minimizzato, se non ignorato da tutta la politica, indipendentemente dai vari schieramenti. Servono quindi comitati di cittadini svegli che tengano alta l’attenzione su questo problema, senza abbassare la guardia. E pure blog che raccontino questi fatti. Insomma…diamoci tutti una mano a vicenda!

Doedorante spray fatto in casa.

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Foto “Pelos” by Adán Server – flickr

E’ tanto che non faccio un post sull’autoproduzione. Nel 2013 vi avevo già messo un articolo su come farsi in casa un deodorante in polvere usando ingredienti naturali (qui il post).

Oggi vi metto invece una “ricettina” per autoprodursi un deodorante spray che usa più o meno gli stessi ingredienti dell’altro (bicarbonato e olii essenziali) ma che forse è più pratico da usare.

Necessario:

  • boccetta con spruzzatore.
  • un bicchiere.
  • acqua (in base alle dimensioni della boccetta).
  • bicarbonato.
  • olii essenziali a piacere a seconda della fragranza che preferite.

Prendete un bicchiere o una tazza e metteteci più o meno la quantità di acqua che dovrebbe andare nella vostra bottiglietta: quella che ho usato io era da 50 ml. Scioglieteci il bicarbonato fino a quando la soluzione non sarà satura (cioè fino a quando il bicarbonato riuscirà a sciogliersi). Fate riposare la soluzione per circa 30 minuti e poi aggiungete 20 gocce di olio essenziale alla profumazione che più vi piace (limone, lavanda, rosa, salvia etc…).  A questo punto il deodorante è pronto e potete versarlo nella vostra boccettina con spruzzatore… Logicamente gli olii essenziali tenderanno a galleggiare sull’acqua, per cui basta agitare la bottiglietta prima di spruzzarsi.

Si tratta di un deodorante senza alcool dedicato anche per le pelli più delicate, fatto con soli ingredienti naturali… Come scritto nell’altro post non c’è da pretendere la durata 24h su 24h promessa dai deodoranti industriali, ma meglio spruzzarsi più volte qualcosa di sano… E poi visto il costo degli ingredienti potete anche abbondare!!!!!

Torna m’illumino di meno.

Logo M'illumino di meno dal sito di Caterpillar

Logo M’illumino di meno dal sito di Caterpillar

Domani, 13  Febbraio 2015 ritorna “M’illumino di meno”  la consueta giornata dedicata al risparmio energetico che da 13 anni è organizzata dalla trasmissione di RaiRadio2 “Caterpillar”.

Domani sera è chiesto a tutti di effettuare un piccolo gesto simbolico per la riduzione del consumo di energia elettrica. Ogni buona pratica va benissimo: da spegnere le luci in casa a sostituire una lampadina a incandescenza con una a led, a qualsiasi azione più o meno creativa che incarni lo spirito della giornata e contribuisca ad un uso delle risorse sostenibile e allo stesso tempo “luminoso”. Che ne dite ad esempio di una cena a lume di candela o di una passeggiata in centro sotto le stelle?

Trovate maggiori informazioni su questa pagina internet della trasmissione Caterpillar e potete segnalare il vostro piccolo gesto inviando una mail all’indirizzo millumino@rai.it

Mi raccomando, quando lasciate una stanza spegnete sempre la luce e, come diceva Nick Carter: “L’ultimo chiuda la porta!” (se questa non l’avete capita vuol dire che siete molto giovani… beati voi!)