Un po’ più libero…

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Foto “web-20130413-27-2” by Dolf Botha – flickr

Da alcuni giorni mi sento un po’ più libero… Ho venduto la mia macchina e non devo più sottostare alla dittatura del motore. Era una cosa che avevo in mente da almeno una decina d’anni ma che sono riuscito a concretizzare soltanto adesso. Pensate, da una settimana non devo più andare al tempio per offrire gli oboli alla Trimurti “bollo-assicurazione-accisesullabenzina” e il mio nome non figura più nei sacri volumi del PRA…

Purtroppo, se formalmente la situazione è questa, in realtà ho dovuto pagare un prezzo molto alto per questa mia liberazione. Alla crudele divinità del motore ho dovuto fornire nuova carne fresca, che nei prossimi decenni continui a pagare l’obolo “bollo-assicurazione-accisesullabenzina”… Infatti ho venduto la mia auto per comprarla alla figlia, garantendole così un futuro di sottomissione alla dittatura della vettura. Se a ciò aggiungiamo che, fino a quando non avrà terminato gli studi e non avrà un suo stipendio, l’obolo uscirà, come nella canzone di Carosone, dalla borsetta di mammà (o dal portafoglio del babbo) la liberazione è soltanto formale…

Io, forte dei miei piedi, della mia bicicletta e anche un po’ della tramvia di Firenze, sono già anni che non uso la macchina. In caso di estremo bisogno potrei iscrivermi ai servizi di car sharing, che a Firenze non mancano, oppure fare come quei fumatori che, tanto per cominciare, smettono di fumare le loro sigarette ma continuano a fumare quelle degli altri!

Eskerrik asko!

Foto "Los Arquillos, Vitoria-Gasteiz" by Jacqueline Poggi - Flickr

Foto “Los Arquillos, Vitoria-Gasteiz” by Jacqueline Poggi – Flickr

Da diverso tempo, per motivi personali, non frequento più il mio Gruppo d’Acquisto Solidale ma rimango iscritto alle varie mailing list dei Gruppi d’Acquisto di Firenze perchè sono frequentate da belle persone e ogni tanto passano dei messaggi molto interessanti. L’autore della mail sottostante non lo conosco ma ho apprezzato molto il suo pensiero. Quindi: ricevo e condivido…

Ieri notte a Vitoria un mio amico raccoglieva in strada un simpatico adesivo per terra perché riportava una scritta in basco: Eskerrik asko, che significa Grazie. Gli piaceva l’idea di tenerlo attaccato in camera come promemoria per ricordare l’espressione “Grazie” in basco, difficile da ricordare.

Stamattina in un bar mi soffermo a leggere l’articolo in prima pagina: c’era proprio la foto di quell’adesivo, che era il logo di una manifestazione contro la riapertura della centrale nucleare di Garoña, prov. di Burgos, a soli 40 km da Vitoria. La manifestazione aveva come slogan: Garoña? No, Grazie.

Leggo e capisco la vecchia storia di politica e corruzione, connubio inscindibile:

Il governo locale, in vista delle elezioni, ha avuto la triviale quanto efficace idea di tornare al passato raccogliendo i favoritismi dell’elettorato di destra: ventilando l’idea di firmare la concessione per la riapertura della ormai decommissionata centrale nucleare di Garoña per altri venti anni dalla sua chiusura (40 anni di servizio massimi possibili secondo la legge, 60 anni invece la proroga proposta). Ciò porterebbe la centrale a funzionare rischiosamente fino al 2031.
La popolazione aveva già manifestato in massa sei mesi fa, ma fottendosene ampiamente i politici pochi giorni orsono hanno annunciato in conferenza stampa la decisione come fosse ormai presa. Come ingegnere rimango allibito da tanta stupidaggine: siamo nel secolo delle rinnovabili, la Spagna produce già piu del 40% di energita in rinnovabili. Vitoria è la città del vento.

Il motivo per cui scrivo in questo contesto è la voglia di condividere il seguente pensiero: quanto è simile questa vicenda a quella fiorentina del ritorno al passato con un nuovo inceneritore (dopo che il precedente era ormai stato chiuso per continuativi allarmi per contaminazione da diossine) in contrapposizione totale alla volontà degli abitanti locali che ripetutamente hanno manifestato negli anni la volontà di procedere per altre strade, quelle del recupero ambientale, della deindustrializzazione e della raccolta differenziata.

Penso che il vero problema fiorentino, e vitoriano, e di altre realtà sociali simili in tutto il mondo, non sia la disobbedienza civile, ma piuttosto l’obbedienza civile. Ce n’è troppa.

La gente va convinta che il mondo si cambia a momento giusto, nel posto giusto. Senza lasciar passare l’attimo e senza mancare della vera arma del successo: la comunicazione. Mea culpa: anch’io ho fallito in questo. Mi sono stancato di lottare e di perdere, e mi sono fatto cambiare dal sistema.

Diceva mio nonno: “Mangia bene e allucca quando vene!” (mangia bene e grida forte quando di vogliono far del male). Chi si sta zitto, come chi non pianta i piedi, perde.

Saluti e salute a tod@s
Emmanuele Cammarano

Euro 2016: torna l’album gratuito on line delle figurine Panini!

Panini on line 2016 - foto by unpodimondo

Panini on line 2016 – foto by unpodimondo

Vi sta salendo la febbre per i prossimi campionati europei di calcio 2016? Se i vostri figli oppure il bambino che è in voi (e quello dentro al sottoscritto è piuttosto insistente) vi chiedono di comprare l’album delle figurine Panini anche quest’anno avrete un alternativa divertente e soprattutto TOTALMENTE GRATUITA: l’album on line a cui potrete accedere dopo esservi registrati a questo sito web: https://onlinestickeralbum.paninigroup.com

Si tratta di una versione ridotta dell’album ufficiale e per completarlo ogni giorno  il sito vi regalerà 2 bustine di figurine virtuali alle quali potrete aggiungere altre bustine immettendo i codici che trovate in fondo a questo post… Ogni codice sblocca una bustina. Insomma, avrete modo di raccogliere gratuitamente un sacco di figurine ma, per far durare il gioco, non potrete aprire più di 5 bustine al giorno…

Una volta aperte le bustine troverete delle figurine, del tutto uguali a quelle cartacee, da incollare virtualmente sul vostro album oline. E con i doppioni? I doppioni si scambiano con altri collezionisti, come si farebbe nella vita reale, con la differenza che le persone con cui potete scambiare le figurine sono  milioni e sono sparse per il mondo. Quando scambierete per la  prima volta una figurina di una nazionale riceverete in omaggio una figurina dei tifosi di quella nazionale che andrà a riempire due pagine speciali dell’album.

In breve tempo si completa l’album e si passa del tempo divertendosi. Non si vince niente ma se così riuscite ad evitare l’acquisto delle figurine di carta… alla fine sarà un bel risparmio!

Codici per sbloccare i pacchetti di figurine (Se ne trovate altri aggiungeteli nei commenti così li condividiamo insieme).

2016-COOL-GAME
COKE-BEST-GOAL
CODE-EURO-PACK
EUROFOOTBALL
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EURO-FANS-PACK
HAVE-NICE-EU16
IGOT-IGOT-NEED
FOOTBALLLOVE
COKE-FAIR-PLAY
EURO-COCA-COLA
UEFA-EURO-2016
2016-COKE-GAME
ONLY-EURO-2016 (new)
COCA-COLA-EURO (new)

Come è andata la manifestazione contro gli inceneritori.

Nel precedente post vi avevo accennato della manifestazione delle “Mamme no inceneritore” di Sabato scorso a Firenze. Mi ero organizzato per partecipare a tutto il corteo, fin dalle 14.30,  ma Giovedì sera mia figlia ha cambiato tutti i piani quando mi ha informato di essere stata chiamata a cantare in un concerto di beneficenza a favore di Dynamo camp che si teneva proprio Sabato pomeriggio nelle stesse ore… Dopo una giornata di dubbi il genitore e l’attivista dentro di me erano giunti ad un compromesso: il genitore avrebbe assistito al concerto (e fatte le riprese video) fino all’esibizione della figlia, poi avrebbe lasciato spazio all’attivista che sarebbe andato alla conclusione della manifestazione contro gli inceneritori.

Così è stato e l’attivista è arrivato in Piazza della Repubblica alle 18.30, praticamente quasi alla fine della manifestazione, come si dice dalle mie parti  “…come arrivare in Chiesa all’ora di spegnere le candele”. Però era una di quelle occasioni in cui BISOGNAVA ESSERCI E IO, C’ERO, ritardatario ma orgogliosamente presente fra gli oltre diecimila che avevano sfilato e festeggiato gridando il NO a quei tumorifici chiamati termovalorizzatori. Per quello che ho visto io è stata una bella manifestazione, pacifica, allegra e con tanti bambini: insomma una manifestazione che fa sperare e allarga il cuore! Verso le 20.00 sono tornato a casa dopo aver comprato due fighissime borracce in acciao per finanziare l’attività delle mamme no inceneritore!
Vi metto un po’ di foto… logicamente tenete conto che un sacco di gente era già andata via… ma il clima si dovrebbe capire lo stesso. Appena posso riattiverò anche il canale youtube del blog perchè ho alcuni bei video musicali dei Gruppi Malasuerte e Bamboozled…

Sabato 14 Maggio 2016 in corteo con le mamme no inceneritore!

Foto "Inceneritore San Donnino" by Assanir - Wikipedia

Foto “Inceneritore San Donnino” by Assanir – Wikipedia

Il primo grande “monumento” che può scorgere chi arriva a Firenze dall’autostrada A1, ancora prima di uscire dal casello, è l’ex inceneritore di San Donnino. Un mostro, chiuso nel 1986 per esalazioni di diossina e contaminazione permanente dei terreni della zona (mai bonificati), che portò all’aumento del 126% dei casi di sarcoma e percentuali simili per i casi di linfoma non Hodgkin (vedi su wikipedia).

Nel 2016, dopo 30 anni di ricerche che hanno confermato la nocività di questi tumorifici chiamati inceneritori e dopo 30 anni di alternative ecologiche all’incenerimento, tanto da portare città come San Francisco verso il traguardo dei rifiuti zero, i compagni del Partito Democratico vogliono imporre ai fiorentini un nuovo e più devastante inceneritore, praticamente negli stessi luoghi del vecchio: a due passi dal centro della città, in quella piana che ormai è un unico centro abitato che parte da Firenze, passa per Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Prato e arriva fino a Pistoia! Per Renzi, Nardella e tutta la bella compagnia di multinazionali e multiutility che ruota intorno agli affari del PD l’inceneritore s’ha da fare… e chi se ne importa delle centinaia di migliaia di cittadini che vivono in quell’area di 25 kmq dove il vento potrà diffondere le venefiche emissioni portatrici di tumori!

Da alcuni anni sulla strada dei signori dell’inceneritore si è però messo di traverso un gruppo che, come ci insegnano sia la natura che la storia, è tra i più coriacei e determinati: quello delle mamme pronte a difendere il futuro dei loro cuccioli! Le leonesse di Firenze si chiamano “Mamme no inceneritore” e davvero stanno facendo vedere i sorci verdi a Nardella & co…

Dall’alto della sua arroganza Renzi le definirebbe come un “comitatino di gufi che sa sempre dire No” ma in realtà queste mamme sono preparatissime, organizzatissime e piene di proposte tanto da vincere, giusto qualche settimana fa un prestigioso premio europeo col loro progetto di distribuire 1200 borracce al posto delle bottigliette di acqua (qui la notizia).

Le mamme no inceneritore aspettano tutti Sabato 14 Maggio 2016 al corteo-manifestazione nazionale “Fermiamo gli inceneritori!” che partirà dal Parco di San Donato in via di Novoli alle 14.30 e terminerà in Piazza della Repubblica a Firenze. Cammineremo tutti uniti sotto allo slogan/hastag #UNVISIFAFARE e ci accompagneranno le musiche della Bandabardò, di Bobo Rondelli e di altri artisti che stanno aderendo alla manifestazione… Dario Nardella, che da sempre evita le mamme no inceneritore come la peste, il prossimo weekend pare sia in Giappone. Sono sicuro che le voci delle mamme no inceneritore arriveranno anche lì… Si ricordi che sull’inceneritore è già caduta la giunta di Sesto Fiorentino e che le leonesse che lottano per i loro cuccioli non mollano mai!

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P.s. Questa situazione, insieme a quella delle unioni civili, dimostra come i nostri politici siano indietro di 30 anni, non solo rispetto alle altre nazioni occidentali, ma anche rispetto al comune sentire della gente normale.

Una carota sul divano.

Foto "Sweet Carrot" by Dina Wirawan - flickr

Foto “Sweet Carrot” by Dina Wirawan – flickr

Ho appena finito di leggere tre interessanti post sul cibo di: Mizaar, Gaberricci e Mentitude. A questo punto potevo io non dire la mia? Come sanno i miei lettori, sul cibo sono sempre stato un po’ fissato: facevo parte dei Gruppi d’Acquisto Solidali quando, oltre 10 anni fa, non li conosceva ancora nessuno e da una vita cerco di mangiare biologico. Da quando nel 2014 ho deciso di risolvere una leggera ipertensione senza farmaci (argomento sul quale ho già scritto e ho ancora 6 o 7 post da completare) il mio regime alimentare è notevolmente cambiato e ho perso oltre 17 kg. Adesso mangio tutto bio, integrale e fresco, autoproduco diverse cose, ho abolito completamente tutti i cibi industriali e quello che compro preferisco prenderlo fuori dalla grande distribuzione. Non mi dilungo… giusto per farvi un esempio, sappiate che se voglio uno snack dolce e non ho biscotti o torte fatti in casa, prima di una merendina, mi  mangio tre noci oppure due albicocche secche oppure una banana…

A casa mia ho ovviamente uno sportello della dispensa tutto per me dove ci sono le cose più strane: dalla soia gialla al grano saraceno, dal riso integrale allo zenzero e alla curcuma freschi, per finire con miele, farine integrali, datteri, bacche di goji, semi di chia, di girasole, quinoa, amaranto, bulgur etc… Logicamente negli altri sportelli il resto della famiglia conserva anche barattoli di Nutella, merendine, patatine fritte, pasta e riso bianchi, etc… Le stesse divisioni più o meno si ripetono nel frigo anche perchè non ho imposto a nessuno di adottare il mio regime alimentare (una volta l’avrei chiamata dieta ma adesso è proprio un regime alimentare).

Alcuni giorni fa mia figlia ha deciso, in vista della prova costume, di darsi una regolata alimentare e così ci ha chiesto dei consigli. Non essendo dietisti abbiamo solo dato dei consigli generici basati sul buon senso: abolire snack industriali (in fiorentino detti “troiai”) , aumentare il consumo di legumi e verdure e poi (più o meno) mangiare normalmente… Ieri sono arrivate le prime soddisfazioni:

  • Figliola a fare merenda distesa sul divano: cellulare, tablet e “Real time” alla tv, ma soprattutto sgranocchiante carota brandita come se fosse la fiaccola della Statua della Libertà.
  • Buttate stamani nel cesto dell’umido le seguenti merendine scadute: 1 camilla, 1 kinder brioss, 4 fieste e 5 kinder duplo. E stasera si ispeziona la zona snack salati!
  • Primo kg perso dalla figlia!

P.S. nr.1 (Per Gaberricci) – Capisco la tua professoressa che diceva che lo scarico di un autobus contiene 80 tipi diversi di agenti cancerogeni. Proprio perchè vivo in una città inquinata cerco (per quanto possibile) di non introdurre ulteriori fattori di rischio cancerogeno col cibo. Insomma se non posso evitare lo scarico degli autobus cerco per lo meno di evitare di aggiungerci pesticidi, conservanti e adulteranti…

P.S. nr.2 Siccome in tanti sarete curiosi su cosa mangio, questo è il mio pranzo tutto bio di oggi. Di primo: riso integrale condito con pomarola, olio extravergine e parmigiano; di secondo: soia gialla condita con olio di semi di lino e una grattatina di curcuma con contorno di carciofi crudi in pinzimonio; per finire alcune fragole. Il tutto senza pane che invece mangerò stasera con pesce e altre verdure!

Alessandro, ricordati che si vota tutti i giorni.

Ho appena letto l’articolo di Gaberricci sull’esito del referendum e, avendo diverse cose da dire, scrivo anch’io un post, piuttosto che lasciare un commento e lo dedico ad Alessandro il suo coinquilino scottato dal primo voto andato male… E scusatemi se la prendo alla larga…

La ditta dove lavora mia moglie si è trasferita di sede e, dopo il trasloco, una delle prime preoccupazioni dei dipendenti è stata quella di dove andare a mangiare in pausa pranzo. Inizialmente avevano optato per un bar accanto all’ufficio dove mangiavano discretamente e in fretta (a volte troppo in fretta).  Un giorno un collega di mia moglie chiese al gestore se avevano il wi-fi e questi, in modo sincero ma brutale, rispose: «Ce l’avevamo ma l’abbiamo tolto, insieme ai giornali, perchè dopo aver mangiato le persone ci occupavano i tavoli e noi li vogliamo subito liberi.» Tradotto in parole povere, “ingozzatevi, pagate e levatevi dalle scatole il prima possibile perchè noi dobbiamo fare un sacco di soldi”. Posizione legittima ma non molto simpatica… Cercando delle alternative mia moglie si è imbattuta nella casa del popolo che aveva organizzato la raccolta per i profughi di Idomeni, di cui vi avevo raccontato in questo post, dove mangia altrettanto bene in un ambiente meno frenetico, più familiare, più economico e… pure col wi-fi!

In fondo si tratta solo di un piatto di pasta e di una bottiglietta d’acqua ma che, ripetute per 5 giorni alla settimana per un anno intero, fanno una certa differenza… soprattutto se pensi che al bar ristorante finiscono in profitti per il gestore che molto probabilmente saranno investiti in villoni, suv, speculazioni in borsa e/o cose simili. Basta invece scorrere le iniziative del circolo Arci per capire che, parte dei proventi dei pranzi di mia moglie, potrebbero perfino finire in iniziative culturali, come corsi, serate teatrali o presentazioni di libri, oppure in solidarietà come le adozioni  a distanza che il circolo ha fatto ultimamente a Kobane.

Insomma, caro Alessandro si vota ogni giorno con le nostre scelte! Se compri il caffè e il cioccolato del commercio equo e solidale al posto di Nespresso e/o Nestlè, se decidi di comprare le verdure dal contadino accanto a casa piuttosto dalla grande distribuzione organizzata, se decidi di usare la bici al posto dell’auto oppure se sostituisci le lampadine con quelle a Led. Questo non vuole sminuire i referendum o le elezioni ma dire che il futuro nostro, dell’ambiente, del mondo spesso dipendono da tanti piccoli gesti di tutti i giorni, che singolarmente appaiono insignificanti, ma che se vengono fatti da una collettività, cambiano davvero le cose.

Ti faccio un altro esempio concreto. Quando ero bambino se volevi fare le ricerche dovevi avere un’enciclopedia di 15 o 20 volumi che costava milioni di lire, occupava un’intera libreria e dopo averla comprata era già da aggiornare. A metà degli anni ’90 uscirono le enciclopedie multimediali su Cd rom che costavano ancora tanto (una tipo “Encarta” della Microsoft su 4 cdrom costava circa 250.000 Lire) e dovevi comunque comprare gli aggiornamenti. Se oggi hai Wikipedia è perchè tante persone hanno deciso di dare il proprio piccolo contributo formando una comunità che lavora per il bene comune..

E qui vengo alle considerazioni di Gabericci che mi contesta che la politica economica e ambientale la deve fare il governo e non i cittadini. Il recente referendum sulle trivelle, la non applicazione di quello sull’acqua del 2011, le scelte di politica economica, il ttpi, la corruzione, le inchieste giudiziarie, la situazione di migranti e delle guerre,  ci dimostrano sempre di più che quella ci ostiniamo a chiamare democrazia è, nella migliore delle ipotesi, un’oligarchia dove il potere politico e quello dei mass media sono succubi e al servizio del potere economico e finanziario delle multinazionali, in un intreccio di interessi lontano mille miglia da quello dei cittadini e dei beni comuni. Non basta un Presidente del Consiglio non eletto da nessuno per capire che come cittadini non contiamo niente?

Abbiamo però un piccolo potere e ce ne accorgiamo quando i call center ci frantumano le scatole a tutte le ore, quando i vari promoter  ci bussano alla porta o ci fermano per la strada e quando le  nostre buche delle lettere strabordano di volantini con offerte strepitose… Tutti mirano al nostro misero stipendio e vogliono che con esso noi compriamo i loro prodotti perchè, se come criceti non facciamo girare la ruota dei consumi, tutto il giochino si rompe e il sistema economico va all’aria… Quindi Alessandro non ti disperare! Quando ti chiamano alle urne vai ed esercita il tuo diritto/dovere di elettore! Potrai vincere o perdere (io da oltre venti anni perdo quasi sempre) ma sappi che voti di più e sei più incisivo col carrello della spesa che con la scheda elettorale!