Se Gesù Bambino diventa una clava!

Foto "Presepe" by Riccardo Francesconi - flickr

Foto “Presepe” by Riccardo Francesconi – flickr

Mentre ieri tiravo giù dalla soffitta la scatola del Presepe ho riflettuto sulle polemiche che ogni anno nascono sulla questione delle recite e dei presepi nelle scuole. Una volta erano le luminarie in città e i panettoni al supermercato che ti annunciavano il Natale. Oggi sono persone vestite di verde, impresentabili per 11 mesi all’anno, che ti annunciano l’arrivo del Santo Natale brandendo Gesù Bambini come se fossero delle clave, alle quali rispondono altrettante folle inferocite di difensori della laicità dello Stato, per le quali andrebbe abolita qualsiasi festa religiosa, (conservando però il consumismo che, Grazie a Dio, alza sua santità il P.I.L.).

Non c’è dubbio che ormai siamo in una società multietnica e multireligiosa e non c’è altrettanto dubbio che lo Stato è e deve rimanere laico. Però abolire il presepe, i canti e magari anche l’albero di Natale e tutte le tradizioni è una cretinata assoluta. E’ semplicemente mettere la testa sotto la sabbia come lo struzzo, pensando così di risolvere i problemi. La Francia su questa strada è avanti anni luce: ha abolito dai luoghi pubblici, per legge, immagini di qualsiasi Religione, Crocifissi, Presepi, stelle di David, Mani di Fatima, chador e veli vari, …eppure mi sembra, anche dagli ultimi tragici eventi, che negare qualsiasi aspetto religioso non abbia riportato grossi risultati di convivenza civile.

Credo che la soluzione, per le scuole e i luoghi pubblici sia quella di riconoscere tutte le religioni e dare a tutti la possibilità identica di festeggiare o mostrare agli altri le tradizioni in cui si riconoscono. Prendiamo il calendario di questo mese di Dicembre: i cattolici festeggiano l’Immacolata Concezione, Santa Lucia, il Natale, Santo Stefano; gli ebrei il 1° giorno di Khanuccà (7 dicembre festa delle Luci) e il digiuno del 10 di Tevet (22/12), gli induisti la Gita Jayanthi (21/12) e la Dattatreya Jayanti (25/12), gli ortodossi l’Entrata di Maria al Tempio (4/12), i musulmani il Rabi’ al-awwal (12/12). E perchè non ricordare che nei calendari pagani si festeggiavano il giorno della Betulla (24/12) e quello di Artemide (31/12)? E che il Natale ortodosso sarà il 7 Gennaio? Perchè non insegnare ai bambini che l’anno che finisce è il 2015, ma anche  il 1436 (islamico), 1732 (copto), 2559 (buddista), 5116 (induista), 5776 (ebraico), 1394 (persiano), 2964 (berbero)? E perchè non festeggiare in classe, il prossimo 8 Febbraio, il capodanno cinese del 4711? Credo che, soprattutto per le scuole, sarebbe un’operazione culturale e di integrazione, allo stesso tempo laica e rispettosa di tutte le tradizioni religiose… E magari anche divertente e gustosa!

Temo invece che in molte scuole, l’abolizione del presepe o dei canti, sia molto meno “ideologica” ma più dettata dal fatto che i docenti non hanno molta voglia di dedicarsi a queste attività… figurarsi quindi se gli viene la voglia di raccontarti, oltre a quella di Gesù, perfino la nascita di Maometto, Shiva o Buddha…

p.s. Comunque Matteo Salvini ha tutti i motivi per festeggiare la tradizione del Presepe! Se Giuseppe e Maria non hanno trovato posto nell’albergo e Gesù bambino è nato in una grotta, è sicuramente perché Betlemme era una roccaforte leghista!

19 thoughts on “Se Gesù Bambino diventa una clava!

  1. l’idiosincrasia per le nostre tradizioni è degli ultimi due anni , da quando imperano abusivi al governo che fanno di tutto per apparire “intelligenti” , Cosi’ i loro fans cercano di superarsi sempre ! Natale diventa pertanto terra di scontro voluto NON dagli altri ma da no istessi. piu’ imbecilli di cosi’ è impossibile !

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    • Il problema del presepe e dei canti nelle scuole, almeno dalle mie parti, è vecchio di almeno una decina di anni e già da allora la politica ci faceva le sue belle strumentalizzazioni (sia pro che contro), per cui il governo attuale non è che uno dei tanti che hanno usato la faccenda per fini propri…
      Sulla distinzione fra “noi” e gli “altri” preferisco soprassedere, così come sul termine “imbecilli”. Quando scrivo la parola “Noi” per me vuol dire “Noi tutti, esseri umani”.

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  2. La migliore risposta credo l’abbiano data quei profughi musulmani che hanno partecipato alla costruzione di un presepio… da diversi anni ormai questa questione viene strumentalizzata, già otto anni fa ricordo che mio figlio andava alle medie e venne fuori un putiferio, sempre scatenato dai verdevestiti con conti in Tanzania, perché una maestra (scema) di una classe delle elementari aveva sostituito i canti di Natale con canti “multietnici”. Ogni anno c’è sempre chi vuol essere più realista del re e ci casca sempre! Io credo che se una tradizione è veramente sentita (ma siamo sicuri che il presepe e soprattutto il suo significato sia una tradizione sentita in tutta Italia? Quando sono arrivato al Nord vedevo solo alberi di Natale, per dire, molto più veloci e pratici…) debba essere mantenuta. E’ chi è ospitato che di solito deve adattarsi a chi lo ospita; nessuno costringerà nessuno a cantare Tu scendi dalle stelle, ma non cantarlo per non urtare fantomatiche sensibilità (sinceramente non ho mai sentito di persona un musulmano pronunciarsi contro il festeggiamento del Natale) è un’assurdità.

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    • In effetti la migliore risposta è proprio quella dei musulmani che hanno aiutato a fare il presepe e sarebbe carino che i non musulmani ricambiassero la cortesia in occasione di una qualche festa islamica.
      Per quanto riguarda i canti io sarei per cantarli tutti insieme, magari come tributo alle culture musicali del mondo. Se poi per problemi di sensibilità (che non capisco) ciò non fosse possibile, farei cantare ad ognuno le sue canzoni: i cattolici cantano “Tu scendi dalle stelle”, gli induisti “Hare Krishna” i buddisti un altro mantra… e chi non canta ascolta…. tutti insieme sotto lo stesso tetto!

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  3. Premesso che quel preside (Rozzano) non ha vietato il presepe, ma ha solo negato ad alcuni genitori che volevano insegnare ai bambini i canti di Natale come “tu scendi dalle stelle” per festeggiare. Queste le parole del preside:

    “Due mamme sono venute a chiedermi di consentire l’ingresso a scuola di genitori che avrebbero dovuto insegnare canti religiosi ai bambini delle elementari. Ho opposto un diniego e risposto loro che la scuola aveva una propria programmazione musicale che facciamo in collaborazione con un’associazione benefica. Intendiamo seguire la nostra attività e nel rispetto delle minoranze non introdurre elementi di carattere religioso a scuola”.

    Si può essere d’accordo o meno, ma il presepe non c’entra niente. L’ha tirato fuori la Lega. Nel presepe si raffigura una famiglia di profughi ebrei (scappava dall’editto di Erode che ordinava di uccidere i bambini di età inferiore ai due anni) che ai giorni nostri probabilmente sarebbe morta nel Mediterraneo. Rappresenta quindi quello che la Lega combatte.
    Nella scuola italiana si insegna la religione cattolica per legge, anche se seguirla è facoltativa e infatti le lezioni si svolgono, almeno a Milano, davanti a 3-4 studenti. L’Italia è anche l’unico stato che finanzia per legge la chiesa e il Vaticano. L’insegnamento di altre religioni lo deve decidere lo Stato Italiano.
    Riguardo alle altre feste straniere, l’unica che ci possiamo permettere attualmente è Hallowen. Festa che rappresenta benissimo le nostre tradizioni anglosassoni e celtiche. Padre Gabriele Amorth, un esorcista nominato a Roma dal Vaticano, ha affermato che “festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al diavolo. Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona.”
    A me di Halloween non interessa niente e comunque non sono credente. Sta di fatto che nessuno dei tradizionalisti cattolici italiani se ne mai lamentato, figuriamoci poi quelli che adorano il dio Po e che rivendicano le loro radici celtiche con cappelli da vichinghi e spade.

    P.S.: Ebrei e Induisti sono avanti con gli anni.

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    • Rozzano è solo un caso fra i tanti… A Firenze ad esempio c’è stato quello sulla visita delle scuole alla mostra di Palazzo Strozzi (http://www.055firenze.it/art/131036/scuola-Poliziano-Matteotti-visita-mostra-Bellezza-Divina).
      Sull’ora di religione io, da cattolico non praticante, sarei proprio per sostituirla con una bella lezione di “Storia o antropologia delle religioni”.
      Su Padre Amorth stendiamo un velo pietoso… Fa il pari con quel prete che a mia mamma, di 85 anni e cattolicissima al limite del bigottismo, disse che per la salvezza della sua anima, non doveva fare yoga ma andare dal fisioterapista…

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      • In passato venivano eliminati tutti i simboli di un’altra religione, ad esempio in Sicilia che è stata dominata per un paio di secoli dagli arabi, non esiste nessuna delle moschee costruite (tutte distrutte, un po’ come fa l’ISIS adesso), forse solo una che è stata trasformata in chiesa. In riferimento a Palazzo Strozzi, invece, ci si preoccupa della sensibilità dei ragazzi di altre religioni di fronte a delle opere d’arte. Questa è un offesa anche nei confronti dei ragazzi di religione cattolica. L’arte si va a guardare in quanto arte. A questo punto i ragazzi italiani di altre religioni non devono partecipare alle gite né alle visite perchè in Italia è pieno di opere a tema religioso. Non dovrebbero studiare educazione artistica, perchè da Giotto a Raffaello a Michelangelo a Caravaggio è pieno di santi, madonne e demoni.
        Se proprio erano preoccupati per la sensibilità dei ragazzi, bastava avvisare i genitori e chiedere il permesso di andare alla visita. Chi decideva di sì ci andava e chi no restava a casa. Ti rendi conto che occasione di conoscenza culturale si sono persi e anche di integrazione i ragazzi che sono stati esclusi?
        Io sono ateo, ma visito le chiese (quelle belle) perchè mi interessano dal punto di vista architettonico o per le opere contenute, così come potrei visitare una moschea o una sinagoga o un tempio buddista.
        Su certe decisioni la parte del leone la fa l’idiozia.

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  4. SAlvini e compagni tanto per camiare “cavalcavno l’onda” (figurati se si perdono un’occasione ghitta come questa), resta comunque il fatto che se tra pochi giorni fasteggeremo il natale è solo perchè qualche annetto fa nacque (sarebbe più corretto dire: si incarnò) Gesù, senza queto piccolissimo particolare il Natale non esisterebbe.
    Ciò non toglie che sarebbe bello se almeno nelle scuole il mese di dicembre fosse l’occasione per quantomeno parlare di tutte le ricorrenze religiose che vi cadono, sarebbe un ottimo modo pre favorire davvero integrazione e comprensione dell’altro … ma sarebbe sperare troppo temo.

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    • Come scritto in altri commenti è logico che l’onda si presta ad essere cavalcata, sia dai “pro” che dai “contro”. Penso che chiunque partecipi a questa “guerra” (da entrambe le parti) non rispecchi per niente lo “spirito del Natale”…
      Concordo con te che il Natale è una festa religiosa ma penso che Gesù sia nato per unire e non per dividere… Nato (e soprattutto morto) per tutti, non per alcuni si e altri no….

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  5. Ciao, io sono una delle sostenitrici dell’idea che sarebbe corretto rendere più “laici” i posti pubblici, ricordando il faccino disorientato delle mie due compagne di classe – alle elementari – di religione diversa da quella cattolica, ogni volta che la maestra ci faceva dire la preghiera (sinceramente non ricordo se partecipassero o no ai preparativi del presepe in classe). Poi ognuno è libero di celebrare o no le festività come vuole, in privato. Devo però ammettere che anche la tua idea non mi dispiace affatto, anzi.. tra l’altro i bambini non hanno le tare mentali di tanti noi adulti, e sanno accogliere nel giusto modo, sano e pulito, il confronto con l’altro. Ricordo che mia madre era spaventata ogni volta che mio zio – all’epoca seguace Hare Krishna – ci raccontava le fantastiche storie di Krishna e pronunciava nomi curiosi e irripetibili.. temeva che ci deviasse, o chissà che.. e invece quello è stato l’inizio della mia apertura al mondo, perchè è quello il momento migliore per dotare una persona della capacità di guardare le cose senza pregiudizi, senza paure, e con il tempo di farsi una propria idea, prendere posizione e magari cambiarla.. Quindi sì, sono d’accordo sulla multiculturalità, sul dare le chiavi per conoscere e conoscersi, che è alla base della svolta di cui tutta la nostra società ha bisogno.

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    • Ai miei tempi (anni ’70) alle elementari si dicevano le preghiere tutte le mattine e alcuni giorni si cantava perfino l’inno di Mameli… Mia figlia credo che non abbia mai detto le preghiere nella scuola pubblica e di questo sono contento. Però sono anche contento di come, i genitori di una bimba ortodossa che andava alle medie con la mia, ci raccontassero (non a scuola) il loro Natale e ci spiegassero come loro, ad esempio, fanno il segno della croce in modo diverso dai cattolici
      Della mia infanzia ricordo di aver visitato più volte nel mio paese una mostra di due antropologi che erano partiti dal Marocco ed erano arrivati in Tibet, raccogliendo una serie di reperti fantastici, tra cui una tenda completa dei Tuareg esposta nella biblioteca del paese. Fu la mia apertura al mondo… magari ci faccio un post…
      Per quanto riguarda gli Hare Krishna li ho trovati più volte a Firenze e una volta sono stato pure ad una delle loro feste a Villa Vrindavana, il loro centro nazionale in Chianti…

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