Tantissime Grazie a Tatiana di Green Tea for Breakfast per il Liebster Award 4.0!

Mi ha fatto molto piacere che anche Tatiana del blog “Green Tea for Breakfast” mi abbia nominato per il Liebster Award 4.0, il simpatico premio che permette di promuovere e conoscere nuovi blog.

liebsteraward

Seguendo le regole del premio, che ormai conoscete tutti, vado a completare il post con tutte le sue fasi…

Ringraziare la blogger  che mi ha nominato.

Quindi tantissime grazie a  Tatiana  per la nomina al premio, ma soprattutto per il suo nuovissimo blog che mi è da stimolo per tante attività: dalla meditazione al decluttering fino a tanti piccoli consigli su alimentazione, salute e più in generale su come affrontare la vita e le giornate con più sorrisi e meno stress…

Rispondere alle 10 domande sottostanti.

Ringrazio Tatiana per aver postato 10 nuove domande, visto che alle domande dei precedenti Award avevo già risposto più volte.

1. Qual è l’argomento principale di cui parla il tuo blog? Da quanto tempo te ne interessi?

Gli argomenti sono diversi: volontariato, salute, tutela dei consumatori, libri, viaggi, etc… Il blog è nato nel 2008 e da allora è il racconto delle cose che mi capitano ogni giorno. Perciò il blog via via cambia con me…

2. Descriviti con 3 aggettivi

Preferisco che mi descrivano gli altri anche se spesso non sono d’accordo con quello che dicono di me…

3. Cosa fai la mattina appena sveglio?

Devo scindere la risposta in due parti:

– Giorni lavorativi: mi alzo, mi lavo, e con mia moglie preparo la colazione per la famiglia e il pranzo per me, perchè solitamente sono l’unico che torna a casa per pranzo… Poi mi vesto e vado al lavoro a piedi.

– Giorni non lavorativi: essendo l’unico che si alza presto (cioè al solito orario degli altri giorni) mi alzo, mi lavo e poi bevo acqua tiepida col succo di un limone per alcalinizzarmi. Mi vesto e vado a fare la mia consueta camminata per un tempo che va da un minimo di un’ora fino anche a  tre ore. Quando torno a casa faccio una doccia, colazione con la famiglia e son pronto per le altre attività…

A tutto ciò, sia nei giorni lavorativi che in quelli non lavorativi, mi piacerebbe aggiungere un quarto d’ora di Daoyin o di meditazione, ma per ora non ce la faccio…

4. Se non abitassi nella tua città, dove vorresti vivere?

Mi piacerebbe vivere in uno dei tanti paesini sui Pirenei… ad esempio nei Pirenei francesi (Ariège) o in quelli Catalani, oppure nei Pirenei Aragonesi… Diciamo che, essendo un tipo da montagna d’estate e mare d’inverno, una collocazione in campagna,  equidistante da mare e monti, sarebbe perfetta!

5. Qual è l’hobby o attività a cui non rinunceresti per nulla al mondo?

In questo momento il Daoyin Yangsheng Gong perchè mi sta aiutando molto ad affrontare un periodo che non è proprio dei migliori…

6. Hai mai detto: … mi ha cambiato la vita? Se sì, in quale occasione?

In ogni periodo della vita c’è qualcosa o qualcuno che ci aiuta e ci fa cambiare la vita. Adesso è il Daoyin, da adolescente lo studio della musica, fino a qualche anno fa l’atletica… E poi tante persone: da mia moglie in poi…

7. Consiglia un libro ai tuoi lettori e spiega la motivazione

Leggo tantissimo e qui sul blog trovate tante recensioni… Dovendo scegliere fra tanti libri ne scelgo tre. Fra i classici “Pinocchio ” e “I promessi sposi”, gli unici libri letti a scuola per dovere e riletti a casa per piacere. Fra gli attuali “Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari” di Fabio Geda. Dopo averlo letto la parola “immigrato” assume un significato differente…

8. Qual è stato, finora, il giorno più bello della tua vita?

Sarà banale: il giorno del mio matrimonio, la nascita di mia figlia e poi tutte le tappe della sua vita: dall’asilo all’attuale Università…

9. Immagina di poter trascorrere la serata con chi vuoi tu (anche personaggi famosi). Chi sceglieresti?

Per una cena e quattro chiacchiere direi Gino Strada e/o Papa Francesco. Per una lezione di Daoyin il maestro Zhang Guangde, mentre per una corsetta lenta lenta, Haile Gebrselassie. Quando tanti anni fa facevo anche il musicista avrei aggiunto pure una jam session con Miles Davis…

10. Esprimi un desiderio.

Fatto! Non lo dico, altrimenti non si avvera….

Nominare altri 10 blog

Adesso veniamo al punto più importante: nominare altri 10 blog per il premio. Tralasciando quelli che ho segnalato le altre due volte precedenti (qui il primo elenco e qui l’altro), cerco di nominarne altri 10, tutti  differenti e tutti meritevoli…

Porre 10 domande.

Vanno molto bene le dieci poste da Tatiana… quindi…

  1. Qual è l’argomento principale di cui parla il tuo blog? Da quanto tempo te ne interessi?
  2. Descriviti con 3 aggettivi
  3. Cosa fai la mattina appena sveglio?
  4. Se non abitassi nella tua città, dove vorresti vivere?
  5. Qual è l’hobby o attività a cui non rinunceresti per nulla al mondo?
  6. Hai mai detto: … mi ha cambiato la vita? Se sì, in quale occasione?
  7. Consiglia un libro ai tuoi lettori e spiega la motivazione
  8. Qual è stato, finora, il giorno più bello della tua vita?
  9. Immagina di poter trascorrere la serata con chi vuoi tu (anche personaggi famosi). Chi sceglieresti?
  10. Esprimi un desiderio.

Comunicare la nomina ai 10 blog scelti.

Visto che con molti blog  siamo reciprocamente follower il post lo considero valido come notifica perchè non vorrei importunarvi tutti con e-mail o avvisi (non sono nemmeno sicuro che tutti approvino o apprezzino gli Awards). Se poi se mi capiterà di commentarvi vi avviserò…

In ogni caso vi abbraccio tutti, vi ringrazio per le cose belle che scrivete e per il tempo che dedicate ai vostri blog!

Marco

Angelo Raffaele Meo e la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

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Foto “Gospel Lectionary, The feeding of the five thousand, Walters Manuscript W.535, fol. 107r” by Walters Art Museum Illuminated Manuscripts – flickr

Alcuni bei post che ho letto sul blog di bloodyivy e che parlano della storia e delle tematiche relative al copyright mi hanno fatto tornare in mente un’interessante e divertente conferenza sullo stesso tema del Prof. Angelo Raffaele Meo a cui ho assistito una decina d’anni fa. Meo è un professore del Politecnico di Torino (adesso in pensione) che è stato uno dei pionieri dell’informatica italiana, quando il nostro paese era all’avanguardia e nel mondo i computer li facevano solo in due: Ibm in USA e Olivetti in Italia.

Sul tema del Copyright Meo esordiva leggendo la storia del miracolo dei pani e dei pesci nel quale Gesù, partendo da cinque pani e due pesci, sfamò 5.000 persone e ne avanzarono 12 ceste… Ecco, con la tecnologia attuale (Cd, DVD, Streaming, you tube, condivisione, P2P, clouding, Ebook etc…), siamo riusciti ad effettuare la moltiplicazione dei pani e dei pesci di quasi tutti i prodotti culturali. Uno scrittore, un musicista, un regista possono, con un pc e con la rete, diffondere le loro creazioni in tutto il mondo in infinite copie a costi bassissimi (quasi zero), raggiungendo qualsiasi potenziale fruitore senza la necessità di nessun intermediario come gli editori. Con una stampante 3d, si possono già adesso condividere e moltiplicare persino le sculture!

Nella storia umana l’unica rivoluzione che assomigli a quella attuale è stata quella della stampa a caratteri mobili di Gutenberg. Secondo wikipedia (qui) a 50 anni dall’invenzione della stampa erano già stati prodotti 30.000 titoli con una tiratura superiore a 12 milioni di copie. Come prima conseguenza Meo raccontava che la categoria dei frati amanuensi si estinse più o meno come fecero i dinosauri e, se all’epoca fosse esistito, il sindacato dei frati avrebbe potuto sbraitare quanto voleva ma sempre all’estizione della categoria si sarebbe arrivati… La stessa situazione si sta ripetendo adesso: gli editori potranno farsi fare le leggi che vogliono, potranno multare i ragazzini che scaricano i film on line, ma alla lunga il loro destino è pari a quello dei fabbricanti di carrozze o degli stagnini: superati dai tempi e dalle tecnologie.

Alcuni degli interlocutori chiedevano al Prof. Meo come camperanno gli artisti il giorno in cui libri, cd, film saranno completamente gratuiti e scaricabili in rete. Meo sorrideva e chiedeva alla platea come campava, senza mai aver fatto un disco, Mozart nel 1700. O come, da modeste origini, diventarono ricchi Verdi o Rossini. Semplicemente suonando dal vivo! Gli attori recitando in teatro e gli autori di libri facendo gli ospiti a pagamento nei salotti letterari, oppure in quelli della Bignardi o della De Filippi! Meo ci metteva pure il carico da 90 chiedendo da quanti anni l’uomo suona e da quanti anni gli editori fanno i dischi. L’uomo suona pifferi di osso da quando stava nelle caverne mentre gli editori fanno i dischi solo dall’invenzione del grammofono, cioè solo da un centinaio di anni.

Insomma gli editori avevano un senso quando la cultura necessitava di un supporto fisico (disco, libro), serviva della materia prima per produrlo (carta, vinile) e dei furgoni per distribuirlo… Se la cultura diventerà sempre più bene immateriale che girerà sulle autostrade digitali e se (preferibilmente) verrà prodotta con Licenza Creative Commons, gli editori faranno la fine dei Tirannosauri anche se, prima di estinguersi totalmente, qualche colpo di coda in qua e là continueranno a menarlo…

Se poi  anche voi volete contribuire a questa rivoluzione e magari darle un’accellerata vi invito a pubblicare i vostri blog con una licenza Creative Commons e magari anche ad ascoltare un po’ di musica creative commons su Jamendo oppure una webradio italiana come Reset Radio.

Grazie mille a Monticiana per il Liebster Award!

Apprendo con piacere che Nicoletta del blog “Monticiana” mi ha nominato per il Liebster award, il simpatico premio che permette di promuovere e conoscere nuovi blog.

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Mi attengo alle regole del premio che prevedono:

Ringraziare la blogger  che mi ha nominato.

Quindi grazie mille a Nicoletta per la nomina al premio, ma soprattutto per: raccontarci della sua vita in Bulgaria, delle avvenure del Piccolo Esploratore e delle avventure degli “Italiani in Italia” che spesso han più difficoltà e coraggio di chi parte…

Rispondere alle 10 domande sottostanti.

Se le risposte vi sembra di averle già lette non vi sbagliate: dato che ho già ricevuto il premio lo scorso Gennaio da Viola le risposte sono più o meno le stesse

– Perché hai aperto un blog?

E’ una storia lunga, di tanti anni fa. Volevo fare del volontariato ma le associazioni a cui sono iscritto hanno sedi lontane da casa mia… quindi ho pensato di fare qualcosa on line, col blog…

– Ci parli un po’ delle tue passioni?

Qui ci sarebbe da scrivere un sacco: viaggi, volontariato, letture, studio delle lingue, storia dell’arte, sport (fino a pochi anni fa podismo, adesso solo daoyin e tante camminate), collezionismo, tutela dei consumatori e in genere roba dell’area del consumo critico e dell’economia solidale…

– Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?

Molto: le statistiche e i commenti ti fanno capire le cose che interessano di più  i tuoi lettori, a volte se hai scritto qualche scemenza, ma soprattutto ti fanno conoscere tante persone interessanti…

– Di cosa parli nel blog?

Un po’ di tutto, dai consumi, al volontariato, allo sport, ai viaggi, alla salute, a quello che mi viene in mente o che leggo…

– Hai creato un rapporto di amicizia con altre blogger? Vi siete mai conosciute personalmente?

In modo virtuale ho rapporti d’amicizia con molti blogger, però l’unica che ho conosciuto di persona è Libera di Accanto al camino e devo dire che, nonostante sembri avere un carattere un po’ spigoloso, è proprio una gran bella persona!

– Come immagini il tuo blog tra due anni? Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo?

Proprio non saprei… se guardo agli anni precedenti il blog muta da solo in base al mutare della mia vita. Ad esempio adesso non parlo più di running perchè sono fuori dall’ambiente. Dipende da quello che la vita mi riserverà in futuro…

– La cosa che sai fare meglio?

Posso scrivere “NIENTE”? Diciamo che cerco di fare perbenino alcune cose: l’informatico al lavoro, il padre e il marito a casa, nel tempo libero organizzare qualche viaggetto e poi… Boh! Se chiedete a quella santa donna di mia moglie lei vi direbbe: «in questo periodo la cosa che gli viene meglio è lamentarsi »

– Quanto tempo dedichi al tuo blog?

Come nelle ricette quanto basta…

– Come nascono i tuoi post?

In base a quello che leggo, vedo, sento… o a quello che mi capita nella vita privata…

– Un saluto a chi legge?

Buona fortuna a tutti! E grazie mille se siete arrivati fin qui… Vuol dire che (almeno adesso) avete del tempo da perdere! E per me è un grande onore che vogliate perderlo leggendo queste righe!

Nominare altri 10 blog

Adesso veniamo al punto più importante: nominare altri 10 blog per il premio. Tralasciando quelli che ho segnalato l’altra volta (qui l’elenco), cerco di nominarne 10 differenti fra quelli nuovi, in cui mi sono imbattuto recentemente e che secondo me meritano proprio l’award… Anche stavolta qualcuno resterà fuori ma non prendetevela:  ci saranno altre occasioni…

Comunicare la nomina ai 10 blog scelti.

Visto che con molti blog  siamo reciprocamente follower il post lo considero valido come notifica perchè non vorrei importunarvi tutti con e-mail o simili. Se poi se mi capiterà di commentarvi vi avviserò…

Grazie a tutti: vi abbraccio con affetto!

Marco

Ho fatto il brodo (alla faccia del dado, del cuore di brodo e del liofilizzato)…

Premessa.

Rispetto a quelli dei giorni passati, questo post è decisamente frivolo e anche leggermente provocatorio, quindi scusatemi e non prendetevela. So già in anticipo che mi farò dei nemici fra i foodblogger e non solo…

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Foto “Brodo di pollo / Stock” by unpodimondo – flickr

Oggi ho fatto il brodo, che come insegna Günther, è la cosa più facile del mondo: si prende un pentolone d’acqua, ci si mette un sedano, una cipolla, una o due carote, del prezzemolo e si fa bollire per un’oretta (o anche meno). Se si vuole farlo di carne ci si aggiunge una coscia di pollo senza pelle, così che non venga grasso, oppure un pezzo di lesso, anche piccolo, …mica ci dobbiamo mettere un quarto di manzo. Se invece si  vuole farlo di pesce si buttano nel pentolone qualche testa e un po’ di lische et voilà… il gioco è fatto. Ora non resta che accendere il fuoco e mentre lui bolle si può fare altro: leggere un libro, fare un puzzle, un po’ di ginnastica, guardare un telefilm, magari pure fare l’amore. Intanto il brodo cuoce da solo e alla fine ci ritroviamo con la cena quasi pronta… Se poi la minestrina non vi piace, volendo possiamo usare il brodo per tirare su un risotto come Dio comanda e se ci avanza lo possiamo anche congelare per usi futuri.

Perchè ho scritto questo post? Perchè come mi giro sul web trovo dei/delle foodblogger che postano foto di ricette con ingredienti che fanno inorridire: ovunque dado, cuori di brodo, brodo liofilizzato. E poi dolci con la margarina, zuppe in busta,  barattoli di legumi precotti a iosa, nemmeno fossero Terence Hill e Bud Spencer nel selvaggio west. E tutti a commentare, con una certa ipocrisia: Bravo! Buono! Mmmh! Slurp!

Ognuno è libero di cucinare quello che vuole ma, sia per tutelarmi la salute (vedi altro post di Günther), che per gusto personale, in mancanza del brodo, prima di usare il dado, userei banalmente l’acqua calda. Il mio sistema cardiocircolatorio, prima della margarina userebbe centomila volte l’olio o magari il burro; oserei dire, giunto alla disperazione, perfino lo strutto. Ma la margarina no, proprio no! Allora tanto vale mangiare le merendine coi grassi idrogenati, non perder tempo ed evitare di sporcare la cucina. Se in casa, per nutrire i miei cari, devo usare gli ingredienti di McDonald’s, allora andiamo direttamente da McDonald’s, ci intasiamo le arterie allo stesso modo, senza dover spadellare e amen! …E se compriamo l’Happy meal ci regalano pure il balocchino!

Ora non chiedo che tutti i foodblogger siano come lei: abilissimi e raffinatissimi chef, fini conoscitori di tutti i presidi slow food e degli ingredienti più strani e nemmeno che (sempre come lei) conoscano le origini delle tradizioni culinarie di mezza Europa. Ma che facciano dei cibi semplici e gustosi, senza usare ingredienti spazzatura, mi sembrerebbe il minimo sindacale!

Oppure mi viene il dubbio che certi foodblogger siano come Cracco che, secondo me, non mangerebbe mai le patatine a cui fa la pubblicità! Cari foodblogger delle zuppe in busta, del brodo liofilizzato e dei fagioli in scatola mi auguro, per il vostro bene e la vostra salute,  che anche voi siate sponsorizzati profumatamente dalle multinazionali del cibo industriale e che non diate (per davvero) da mangiare ai vostri cari quello che pubblicate sul web!

E sei poi il brodo fatto in casa diventasse un gesto rivoluzionario contro l’omologazione del cibo industriale? …Hasta il brodino siempre!

p.s. anche se non sembra quella in blu sarebbe una ricetta…

Boss in incognito

Immagine trovata su internet

Immagine trovata su internet

Su Rai Due sta andando in onda una specie di reality, presentato da Costantino Della Gherardesca, che si chiama “Boss in incognito” e dove il protagonista è il padrone di un’impero industriale: uno di quelli che vivono in ville extralusso con decine di filippini, aereo privato e magari pure con capitali evasi nei paradisi fiscali (ma questo in tv non lo dicono). Lo prendono,  lo truccano, lo travestono con abiti da bancarella cinese (roba che il boss metterebbe mai) e per una settimana lo mandano a lavorare nelle sue fabbriche, circondato da telecamere, con la scusa di girare un documentario sul mondo del lavoro. Un giorno fa il rappresentante, il giorno dopo il commesso, quello successivo l’operaio, etc… e come se non bastasse, vive pure da “sfigato normale”: niente autista personale ma treni e bus dei pendolari, niente suite in hotel a 5 stelle ma normalissimo bed and breakfast con mobili Ikea…

Ma il peggio deve ancora venire perchè nei suoi giorni da “lavoratore in prova” il boss in incognito viene affiancato da operai veri che tentano di insegnarli il mestiere. Gli sceneggiatori, per aumentare il  pathos, scelgono con cura i dipendenti da mettere accanto al boss: mai uno che parli di politica o di sindacato, mai uno che parli male della ditta e soprattutto tutti, ma proprio tutti, precari e casi umani al limite della disperazione… Dall’extracomunitario che non vede i parenti da anni, alla ragazzina orfana che ha lasciato gli studi per campare mamma e  fratellini, a ragazzi tirati via dalla cattiva strada, per concludere con i/le cinquantenni ex-esodati e magari anche separati, che non ce la fanno a pagare gli alimenti, a far studiare i figli e che rinunciano perfino alla pizza del Sabato sera. E tutti quanti rigorosamente disposti a raccontare la loro vita e le loro disgrazie al primo sconosciuto che capita, addirittura davanti alle telecamere e col microfono sotto il naso. Roba che non avrebbe fatto nemmeno la Carrà ai tempi d’oro della lacrima facile…

La trasmissione finisce col padrone che convoca i lavoratori, si smaschera e da buon padre di famiglia offre loro delle regalie: il viaggio al lavoratore extracomunitario per andare a trovare le sorelle, il soggiorno a Disneyland per la ragazza madre col bambino piccolo, la settimana alle terme per la rimessa in forma del/della cinquantenne separato/a che deve “tornare sul mercato”… e perfino, udite udite, rullo di tamburi, a qualcuno pure il contratto di lavoro a tempo indeterminato!

Se il sindacato della Camusso e di Landini fosse un pochino moderno avrebbe già manifestato contro questa trasmissione che secondo me, dal punto di vista culturale, fa più danni del Job Act. Per i seguenti motivi:

  • Perchè è uno spottone pubblicitario gratuito di un’ora e mezza per un marchio-brand-ditta, su una rete della televisione pubblica, pagata dal canone di tutti.
  • Perchè è uno schiaffo alla dignità delle persone in una società e in un periodo in cui la disuguaglianza  fra ricchi e poveri sta aumentando. Se quei dipendenti sono precari, non hanno un lavoro sicuro, se non arrivano a fine mese, la colpa di chi è se non dei padroni che delocalizzano, che chiedono costantemente la riduzione dei salari e che chiudono le aziende perchè preferiscono fare i profitti con le speculazioni finanziare piuttosto che con la produzione industriale?
  • Perchè il lavoro è una cosa seria, anzi dovrebbe essere un diritto garantito dalla Costituzione e dovrebbe consentire al lavoratore una vita dignitosa.  Il lavoro non può essere sminuito e diventare una regalia frutto di carità pelosa,  fornita davanti alle telecamere accese, dal padrone ottocentesco in puro stile vittoriano (alla Dickens per intendersi).
  • Perchè il “tenero padre”, una volta spente le telecamere, nella maggior parte dei casi ritorna ad essere il padrone aguzzino e lo squalo della finanza che se ne frega altamente delle condizioni di vita dei suoi sottoposti e che mira a massimizzare il profitto a qualsiasi costo (anche umano).

O forse, come dicono in tanti sui social, potrebbe essere tutto finto: la trasmissione, il padrone e magari chissà… pure il sindacato!

Come va con l’amianto nelle tubature dell’acqua in Toscana?

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Foto “No amianto Publiacqua” dal sito dell’omonimo comitato.

A Novembre e Dicembre del 2014  pubblicai quattro post (primo, secondo, terzo e quarto) sul problema dei 225 km tubature in eternit e cemento-amianto degli acquedotti di Publiacqua che rilascerebbero fibre di amianto nell’acqua potabile di parte delle provincie di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo. A quasi tre mesi di distanza vediamo, tra alti e bassi, a che punto sono le cose.

La petizione su Change.org (che potete ancora firmare qui), per chiedere al Presidente della Regione Toscana di eliminare le tubature che rilasciano le fibre di amianto ha superato le 2.800 firme on line, alle quali vanno aggiunte anche quelle cartacee (ha firmato anche Piero Pelù).

A Dicembre nelle scuole di Agliana (Pt), paese in cui un terzo delle tubature è in amianto, in una riunione “infuocata” i genitori degli alunni hanno chiesto che nelle mense scolastiche del Comune venga servita l’acqua in bottiglia anzichè quella del rubinetto.

Dopo che per 18 anni le istituzioni hanno ignorato il Decreto Ministeriale del 14/05/1996 che impone la rapida sostituzione delle condotte in amianto e il continuo monitoraggio sulla presenza delle pericolose fibre nell’acqua, pressata dalla petizione, la Regione Toscana ha iniziato ad interessarsi del problema prevedendo un monitoraggio delle acque.

L’Autorità Idrica Toscana, dopo aver detto che i costi della rimozione dei 225 km di tubi in amianto sarebbero finiti sulle bollette degli utenti, è tornata sui propri passi dando ragione alla Campagna “No Amianto Pubiacqua”. I tubi verranno eliminati senza nessun aumento in bolletta, con un risparmio complessivo di circa 182 euro per ogni utente di Publiacqua.

A queste vittorie, per altro sulla carta, in quanto ancora non è iniziato ne’ il monitoraggio e nemmeno la rimozione dei tubi, sono corrisposti anche dei passi indietro come l’intervento dell’Assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini che, in consiglio regionale, avrebbe sostenuto che è bevibile un litro d’acqua con dentro 22.500 fibre di amianto, come si capisce da questo articolo apparso sul blog del Comitato:

Per Anna Rita Bramerini i cittadini toscani possono bere tranquillamente un litro di acqua contenente 22.500 fibre di amianto. Lo si evince dalla “rassicurante” risposta fornita in Consiglio regionale sulla vicenda delle tubature in amianto degli acquedotti toscani. E alla Campagna No Amianto Publiacqua questa risposta preoccupa molto, perché palesa un’evidente frattura tra la realtà e la classe politica della giunta guidata da Enrico Rossi.

L’assessore regionale all’ambiente, o chi la consiglia, ignora, ad esempio, la recente classificazione compiuta dall’Agenzia Internazione Ricerca sul Cancro (IARC) che si concentra e analizza tutte le forme di asbestosi sicuramente cancerogene per l’uomo (Gruppo 1) compresa quella derivante dall’amianto ingerito. I cancerogeni del gruppo 1 IARC, infatti, non hanno soglia: l’unica soglia possibile per la sicurezza dei cittadini è zero. Pertanto nell’acqua ‘potabile’ la concentrazione deve essere zero. […]

tratto dall’articolo “L’assessore Bramerini berrebbe un litro di acqua con “sole” 22.500 fibre di amianto?” pubblicato sul blog del Comitato “No Amianto Publiacqua”

Mentre vi invito a seguire le vicende sul blog ufficiale del Comitato (http://noamiantopubliacqua.wordpress.com) vi metto le mie impressioni su questo tema che mi sta molto caro, anche perchè alcuni di questi tubi arrivano vicino a casa mia e sono stato costretto a tornare alle bottiglie di minerale.

  • Il problema non è solo di Publiacqua (che serve Firenze, Prato, Pistoia e il medio Valdarno) ma di tutta la Toscana. Secondo Medicina Democratica (qui il post con i dati di tutte le città Toscane) in regione su  30.993,99 km di acquedotti ci sarebbero 1.859,87 km di tubazioni in eternit e/o cemento amianto.
  • Per assurdo, secondo lo stesso articolo, Firenze, città dove è scoppiata la polemica, è il comune dove c’è meno cemento amianto di tutti (1,43% dei tubi) mentre in altri Comuni, dove ci sono percentuali più alte (Pisa ha il 53,32%), tutto tace. Tacciono perfino i Cinquestelle che governano Livorno,  città col 35% di tubi in cemento-amianto.
  • Conclusione finale: il problema, salito alle cronache anche in altre regioni come l’Emilia Romagna, è sicuramente un problema sanitario nazionale che tende ad essere minimizzato, se non ignorato da tutta la politica, indipendentemente dai vari schieramenti. Servono quindi comitati di cittadini svegli che tengano alta l’attenzione su questo problema, senza abbassare la guardia. E pure blog che raccontino questi fatti. Insomma…diamoci tutti una mano a vicenda!

Altri tre Award! Tantissime Grazie a Viola!

Innanzitutto buona giornata a tutti! Mi scuso se sono assente dal blog ma questo inizio di 2015 è per me un perioduccio e quindi il blog, come molte altre cose che dovrei fare nel tempo libero, stanno andando in cavalleria… Per lo stesso motivo passo poco a commentare in tutti i vostri blog anche se cerco di leggervi…

Ho però un debito verso Viola del blog “Opinionista per caso Viola” che lo scorso 2 Gennaio mi ha insignito di 3 Awards in un colpo solo! Ecco, appunto con un ritardo mostruoso di oltre 20 giorni la ringrazio di tutto cuore e passo a rispondere alle domande e ad adempiere ai compiti richiesti dai vari premi….

1) La Luz Interior

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Ecco qui le regole del premio sono :
– nominare 10 blog che brillano di spontaneità e sincerità;
– avvisare i nominati;
– usare il logo del premio.

2) Liebster Award Le regole del premio sono : Ringraziare il blog che ti ha nominato e  rispondere alle 10 domande sottostanti:

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– Perché hai aperto un blog?

E’ una storia lunga, di tanti anni fa. Volevo fare del volontariato ma le associazioni a cui sono iscritto hanno sedi lontane da casa mia… quindi ho pensato di fare qualcosa on line, col blog…

– Ci parli un po’ delle tue passioni?

Qui ci sarebbe da scrivere un sacco: viaggi, volontariato, letture, studio delle lingue, storia dell’arte, sport (fino a pochi anni fa podismo, adesso solo daoyin e tante camminate), collezionismo, tutela dei consumatori e in genere roba dell’area del consumo critico e dell’economia solidale…

– Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?

Molto, le statistiche e i commenti ti fanno capire le cose che interessano di più  i tuoi lettori, a volte se hai scritto qualche scemenza, ma soprattutto ti fanno conoscere tante persone interessanti…

– Di cosa parli nel blog?

Un po’ di tutto, dai consumi, al volontariato, allo sport, ai viaggi, a quello che mi viene in mente o che leggo…

– Hai creato un rapporto di amicizia con altre blogger? Vi siete mai conosciute personalmente?

In modo virtuale ho rapporti d’amicizia con molti blogger, però l’unica che ho conosciuto di persona è Libera di Accanto al camino e devo dire che nonostante sembri con un carattere un po’ spigoloso è proprio una gran bella persona!

– Come immagini il tuo blog tra due anni? Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo?

Proprio non saprei… se guardo agli anni precedenti il blog muta da solo in base al mutare della mia vita. Ad esempio adesso non parlo più di corse perchè sono fuori dall’ambiente. Dipende da quello che mi riserverà il futuro…

– La cosa che sai fare meglio?

Posso scrivere “NIENTE”? Diciamo che cerco di fare perbenino alcune cose: l’informatico al lavoro, il padre e il marito a casa, nel tempo libero organizzare qualche viaggetto e poi… Boh! Se poi chiedete a quella santa donna di mia moglie lei vi direbbe: «in questo periodo la cosa che gli viene meglio è lamentarsi »

– Quanto tempo dedichi al tuo blog?

Come nelle ricette quanto basta…

– Come nascono i tuoi post?

In base a quello che leggo, vedo, sento… o a quello che mi capita nella vita privata…

– Un saluto a chi legge?

Buona fortuna a tutti! E grazie se siete arrivati fin qui… vuol dire che (almeno adesso) avete del tempo da perdere! E per me è un grande onore che vogliate perderlo leggendo queste righe!

* Nominare altri 10 blog
* Comunicare la nomina ai 10 blog scelti.

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3) Dreamy is the New Selfie . Le regole del premio sono semplicissime vi basta fare solo tre cose ;)

– Fotografatevi mentre indicate la cosa che vi piace o amate che può essere QUALSIASI cosa: un abito o un accessorio, vostro figlio, il vostro animale domestico, l’auto, un posto che amate, un vip, un cibo…quello che volete!

In questo momento ho tanta voglia di Primavera!

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Foto “Primavera_04 Spring_04″ by unpodimondo – flickr

– Postate la vostra foto sul blog, citate il blog da cui vi è arrivato l’invito, scrivete cos’è il #DREAMY e le sue 3 regole con il logo ufficiale DREAMY IS THE NEW SELFIE.
– Taggate a vostra volta 15 blog, avvisandoli di averli coinvolti nella nuova moda.Viva la fantasia e la creatività, ma soprattutto viva i sogni! :)

Ormai giunti alla fine veniamo al punto cruciale… la nomina di 15 blog fra quelli che leggo con più frequenza… Ne ho tantissimi e qualcuno anche stavolta resterà fuori: non ve ne abbiate a male… sia chi c’è che chi non c’è… La notifica a tutti è il post stesso: non voglio importunarvi tutti con e-mail o simili.

Grazie vi abbraccio tutti con affetto!

Marco