Domani, la notte europea dei musei 2016.

Villa Medicea La Petraia - Foto by unpodimondo

Villa Medicea La Petraia – Foto by unpodimondo

Domani Sabato 21 maggio 2015 torna la Notte dei Musei. Moltissimi musei statali e di enti locali saranno aperti dalle ore 19.00 alle 24.00 col biglietto al prezzo simbolico di 1€, (quelli che normalmente sono ad ingresso gratuito resteranno gratuiti anche di notte).

Questi sono i musei aperti in Toscana

  • Firenze – Galleria degli Uffizi – ore 19.00 – 22.00
  • Firenze – Galleria dell’Accademia – ore 19.00 – 22.00
  • Firenze – Opificio delle Pietre Dure – ore 20.00 – 23.00
  • Firenze – Museo San Marco ore 20:00 – 23:00 – Concerto degli allievi del Conservatorio Cherubini di Firenze.
  • Firenze – Museo Archeologico – ore 20:00 – 23:00
  • Firenze – Cenacolo di Andrea del Sarto – ore 20:00 – 23:00
  • Firenze – Villa medicea della Petraia – ore 19:00 – 22:00 – Visite guidate (la foto in alto si riferisce alla mia visita a questa villa dello scorso anno – qui il post)
  • Arezzo – Museo Nazionale di Arte medievale e moderna – ore 20:00 – 23:00
  • Arezzo – Museo Archeologico Nazionale – ore 19:30 – 22:30
  • Arezzo – “Museo Musicale” a cura delle classi di musica da camera del Liceo Musicale “F. Petrarca”
  • Poggio a Caiano (Po) -Villa Medicea – ore 19:00 – 22:00 – Concerti di musiche per organo di autori pistoiesi e fiorentini del Settecento del prof. Francesco Giannoni e della Scuola di musica di Poggio a Caiano “L’Ottava Nota”
  • Calci (Pi) – Museo nazionale della Certosa di Calci – ore 19:30 – 22:30 – Conferenza “La Farmacia della Certosa di Calci: erbe, droghe e medicamenti”.
  • Cerreto Guidi (Fi) – Villa Medicea di Cerreto Guidi – ore 20:00 – 23:00 Concerto dell’Insieme di Archi dell’Accademia Musicale di San Miniato Basso
  • Lucca – Pinacoteca nazionale di Palazzo Mansi – ore 19:30 – 22:30 -Alle 19:30 Concerto per organo del maestro Sergio Chierici su musiche di Bernardo Pasquini.
  • Monsummano Terme (Pt) – Museo di Casa Giusti – ore 19:00 – 22:00 Concerto degli allievi della Scuola di Musica di Montecatini
  • Pisa – Museo Nazionale di San Matteo – ore 20:00 – 23:00
  • Pisa – Museo di Palazzo Reale – ore 20:00 – 23:00 Concerto “Arte e Musica a corte” in collaborazione con i Du’ note, i violinisti Camilla Bonanini e Paolo Cimino
  • Portoferraio (Li) – Museo Nazionale delle Residenze napoleoniche – Villa di San Martino e Palazzina dei Mulini – ore 19:30 – 22:30
  • Siena – Pinacoteca nazionale – ore 19:30 – 22:30 – Visite guidate
  • Ansedonia – Cosa (Gr) -Museo archeologico nazionale di Cosa – ore 19:00 – 22:00
  • Chiusi (Si) – Museo archeologico nazionale di Chiusi – ore 20:00 – 23:00
  • Fiesole (Fi) – Museo Civico Archeologico e Museo Bandini – ore 19:00 – 23:00.  Visite guidate.
  • Prato – Museo di Palazzo Pretorio – ore 21.00 -24.00 – Proiezioni documentari sugli Etruschi
  • Borgo San Lorenzo (Fi) – Villa Pecori Giraldi – Museo Manifattura Chini – ore 21.00 – 23.00
  • Lastra a Signa (Fi) – Villa Caruso Bellosguardo – ore 21.15 – Nel buio fra le statue del parco – Visita del parco con torce elettriche nel buio…
  • Roselle (Gr) – Area Archeologica – ore 19.00 – 22.00
  • Carmignano (Po) – Area archeologica di Montefortini – ore 20.00 – 23.00

Per le iniziative nel resto d’Italia vi rimando alla pagina apposita sul sito del Ministero dei Beni culturali anche se vi consiglio di controllare la stampa e siti internet locali  perchè spesso gli orari differiscono da zona a zona e non è detto che sia tutto aggiornato sul sito del Ministero e che manchi qualche piccolo museo…

Come è andata la manifestazione contro gli inceneritori.

Nel precedente post vi avevo accennato della manifestazione delle “Mamme no inceneritore” di Sabato scorso a Firenze. Mi ero organizzato per partecipare a tutto il corteo, fin dalle 14.30,  ma Giovedì sera mia figlia ha cambiato tutti i piani quando mi ha informato di essere stata chiamata a cantare in un concerto di beneficenza a favore di Dynamo camp che si teneva proprio Sabato pomeriggio nelle stesse ore… Dopo una giornata di dubbi il genitore e l’attivista dentro di me erano giunti ad un compromesso: il genitore avrebbe assistito al concerto (e fatte le riprese video) fino all’esibizione della figlia, poi avrebbe lasciato spazio all’attivista che sarebbe andato alla conclusione della manifestazione contro gli inceneritori.

Così è stato e l’attivista è arrivato in Piazza della Repubblica alle 18.30, praticamente quasi alla fine della manifestazione, come si dice dalle mie parti  “…come arrivare in Chiesa all’ora di spegnere le candele”. Però era una di quelle occasioni in cui BISOGNAVA ESSERCI E IO, C’ERO, ritardatario ma orgogliosamente presente fra gli oltre diecimila che avevano sfilato e festeggiato gridando il NO a quei tumorifici chiamati termovalorizzatori. Per quello che ho visto io è stata una bella manifestazione, pacifica, allegra e con tanti bambini: insomma una manifestazione che fa sperare e allarga il cuore! Verso le 20.00 sono tornato a casa dopo aver comprato due fighissime borracce in acciao per finanziare l’attività delle mamme no inceneritore!
Vi metto un po’ di foto… logicamente tenete conto che un sacco di gente era già andata via… ma il clima si dovrebbe capire lo stesso. Appena posso riattiverò anche il canale youtube del blog perchè ho alcuni bei video musicali dei Gruppi Malasuerte e Bamboozled…

Sabato 14 Maggio 2016 in corteo con le mamme no inceneritore!

Foto "Inceneritore San Donnino" by Assanir - Wikipedia

Foto “Inceneritore San Donnino” by Assanir – Wikipedia

Il primo grande “monumento” che può scorgere chi arriva a Firenze dall’autostrada A1, ancora prima di uscire dal casello, è l’ex inceneritore di San Donnino. Un mostro, chiuso nel 1986 per esalazioni di diossina e contaminazione permanente dei terreni della zona (mai bonificati), che portò all’aumento del 126% dei casi di sarcoma e percentuali simili per i casi di linfoma non Hodgkin (vedi su wikipedia).

Nel 2016, dopo 30 anni di ricerche che hanno confermato la nocività di questi tumorifici chiamati inceneritori e dopo 30 anni di alternative ecologiche all’incenerimento, tanto da portare città come San Francisco verso il traguardo dei rifiuti zero, i compagni del Partito Democratico vogliono imporre ai fiorentini un nuovo e più devastante inceneritore, praticamente negli stessi luoghi del vecchio: a due passi dal centro della città, in quella piana che ormai è un unico centro abitato che parte da Firenze, passa per Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Prato e arriva fino a Pistoia! Per Renzi, Nardella e tutta la bella compagnia di multinazionali e multiutility che ruota intorno agli affari del PD l’inceneritore s’ha da fare… e chi se ne importa delle centinaia di migliaia di cittadini che vivono in quell’area di 25 kmq dove il vento potrà diffondere le venefiche emissioni portatrici di tumori!

Da alcuni anni sulla strada dei signori dell’inceneritore si è però messo di traverso un gruppo che, come ci insegnano sia la natura che la storia, è tra i più coriacei e determinati: quello delle mamme pronte a difendere il futuro dei loro cuccioli! Le leonesse di Firenze si chiamano “Mamme no inceneritore” e davvero stanno facendo vedere i sorci verdi a Nardella & co…

Dall’alto della sua arroganza Renzi le definirebbe come un “comitatino di gufi che sa sempre dire No” ma in realtà queste mamme sono preparatissime, organizzatissime e piene di proposte tanto da vincere, giusto qualche settimana fa un prestigioso premio europeo col loro progetto di distribuire 1200 borracce al posto delle bottigliette di acqua (qui la notizia).

Le mamme no inceneritore aspettano tutti Sabato 14 Maggio 2016 al corteo-manifestazione nazionale “Fermiamo gli inceneritori!” che partirà dal Parco di San Donato in via di Novoli alle 14.30 e terminerà in Piazza della Repubblica a Firenze. Cammineremo tutti uniti sotto allo slogan/hastag #UNVISIFAFARE e ci accompagneranno le musiche della Bandabardò, di Bobo Rondelli e di altri artisti che stanno aderendo alla manifestazione… Dario Nardella, che da sempre evita le mamme no inceneritore come la peste, il prossimo weekend pare sia in Giappone. Sono sicuro che le voci delle mamme no inceneritore arriveranno anche lì… Si ricordi che sull’inceneritore è già caduta la giunta di Sesto Fiorentino e che le leonesse che lottano per i loro cuccioli non mollano mai!

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P.s. Questa situazione, insieme a quella delle unioni civili, dimostra come i nostri politici siano indietro di 30 anni, non solo rispetto alle altre nazioni occidentali, ma anche rispetto al comune sentire della gente normale.

Firenze – Via degli Arcipressi, 27 Aprile 2016.

I padroni che non raccolgono i bisognini dei loro cani sono estremamente maleducati e se i vigili urbani non stessero dietro alle scrivanie al chiuso degli uffici, qualche multa produrrebbe sicuramente strade più pulite, entrate extra per il bilancio del Comune e rapporti più sereni fra i cittadini. Invece, nell’indifferenza più totale, la maleducazione genera altra maleducazione e la città del Rinascimento diventa città dell’imbarbarimento…

Foto "Firenze, via Arcipressi" by Unpodimondo

Foto “Firenze, via Arcipressi” by Unpodimondo

Mezza maratona con capitombolo.

Medaglia Mezza Maratona di Firenze 2016 - Foto by Unpodimondo - WordPress

Medaglia Mezza Maratona di Firenze 2016 – Foto by Unpodimondo – WordPress

Domenica 3 Aprile 2016 ho corso la Mezza Maratona di Firenze. E’ stata una mezza maratona speciale perchè è arrivata a 3 anni e mezzo di distanza dalla precedente, dopo un periodo sportivamente molto travagliato. Prima gli infortuni da sovrallenamento (fascite plantare e tendiniti varie) poi tutta la questione dell’ipertensione che vi ho raccontato nei mesi scorsi (e di cui vi devo altri post) che ha culminato in tre medici che avevano sentenziato: «Lei non deve più correre», …salvo smentirsi 6 mesi  dopo (e 18 chili meno).

A dire il vero avrei preferito farne una di quelle più tranquille, con meno gente e un percorso più semplice (tipo Scandicci o Fucecchio), ma purtroppo altri impegni concomitanti me l’hanno impedito e quindi ho optato per forza su Firenze…

Anche se da Gennaio avevo già corso altre cinque o sei garette la mezza maratona è un’altra cosa e quindi, con queste premesse, immaginatevi con che ansia sono arrivato all’appuntamento. L’agitazione mi è cominciata Sabato mattina quando sono andato a ritirare il pettorale ed è continuata fin quasi alla partenza, tanto che nella notte fra Sabato e Domenica ho dormito poco e pure male. Agli amici che, prima della gara, mi hanno chiesto quanto pensavo di metterci ho risposto che, vista la mia assenza di tre anni e mezzo e visto il mio scarso allenamento, il primo obiettivo era finirla entro il tempo massimo di 2 ore e mezza. Sotto le due ore e un quarto sarebbe stato un successo, sotto le due ore un trionfo!

Prima della partenza mi sono messo in un angolino e ho fatto la mia consueta mezz’ora di esercizi Daoyin che, allo stesso tempo mi rilassano e mi riscaldano tutte le articolazioni (più delle corsette e dello stretching). Allo sparo dello starter l’ansia era sparita ed ero sereno…

La condotta di gara era quella di tenere un’andatura tranquilla nei primi 10 km ed eventualmente vedere come andavano le cose nei successivi 11, se non che al 6° km è successo l’imprevisto… Ero in un gruppo piuttosto fitto di corridori e nella curva con cui salivamo sul Ponte alla Carraia, qualcuno da dietro, spero involontariamente, ha agganciato il mio piede e mi ha sgambettato! Sono state frazioni di secondi… quando ho capito che non riuscivo a tenere l’equilibrio ho avuto la prontezza di fare una torsione e, invece di stendermi a pelle d’orso, sono riuscito a cadere di culo a bordo strada tra gli «ohhhh» degli spettatori. Fortunatamente i podisti che sopraggiungevano sono riusciti a scansarmi e non abbiamo fatto il monte! Ho battuto la coscia e il polpaccio destri e, dopo aver verificato di non avere ne’ tagli ne’ escoriazioni, sono ripartito cercando di capire se il dolore sarebbe sparito oppure no.

Visto che comunque sarei dovuto tornare in Piazza Santa Croce a prendere le mie cose, tanto valeva continuare… Il dolore al polpaccio è sparito quasi subito mentre quello alla coscia si è fatto via via più sopportabile tanto che alla fine del primo giro ho deciso di continuare e finire la Mezza maratona. Al traguardo la gioia è stata tale che, dopo essermi cambiato, ho messo al collo il medaglione e l’ho esibito fino a quando non sono arrivato a casa… Cioè ho attraversato tutto il centro storico di Firenze e perfino viaggiato in tranvia con la patacca ben in vista!

Arrivato a casa ho scoperto anche una bella vescica all’alluce sinistro perchè, col senno di poi, avevo perfino sbagliato la scelta dei calzini. A freddo poi sono arrivati i dolori, tanto che ancora oggi nutro la mia coscia con abbondanti dosi di crema all’Arnica. Quando ieri sono andato su internet a vedere le foto mi sono stupito di quanto fosse sofferente la mia faccia all’arrivo. Strano, perchè ricordo in quel momento di essere stato felice come un bambino e perchè, già nel pomeriggio di domenica, stavo sfogliando i volantini per trovare un’altra Mezza Maratona da fare prima dell’estate… Ok, me lo dico da solo… sono proprio matto!

P.S. (1) Per la cronaca (ma è la cosa meno importante) ho chiuso la gara 1h:50m:50s

P.S. (2) Stamani WordPress mi ha informato che ieri questo blog ha compiuto 8 anni. Sinceramente se io fossi un mio lettore mi sarei già venuto a noia… Quindi grazie a tutti voi e alla vostra pluriennale pazienza… Più che dei lettori siete dei Santi! Se continuo a scrivere ancora per qualche anno voi vi guadagnate il Paradiso!

Contromano in bicicletta.

Foto "Ma dove vai, bellezza in bicicletta" by betulì - flickr

Foto “Ma dove vai, bellezza in bicicletta” by betulì – flickr

La strada dove abito è stretta, a senso unico e nelle ore di punta si forma una coda di auto a causa di un semaforo a duecento metri di distanza. Quando sono in bici e non c’è traffico, ad esempio alle 22.00 quando torno dalla palestra, faccio un pezzo di strada contromano. E se proprio sono costretto, tipo se mi viene incontro un bus, salgo anche sul marciapiede… Giuro, per lo stretto tempo necessario! Insomma, da buon ciclista urbano, faccio contemporaneamente due o tre infrazioni al codice della strada, ma l’alternativa sarebbe un giro più lungo su un viale molto trafficato dove le auto sfrecciano ad alta velocità… Se fossimo in Germania o in Austria collezionerei multe a iosa, ma lì la costante presenza dei vigili in strada è controbilanciata dall’altrettanto presente rete di piste ciclabili…

Sarà che io per primo ho la coscienza sporca o per lo spirito di corpo che nasce tra noi ciclisti urbani,  ma quando da pedone incrocio un ciclista sul marciapiede davanti a casa mia, mi scanso e faccio posto per farlo passare. I motociclisti e gli scooteristi invece mi fanno arrabbiare parecchio: primo perchè, al contrario dei ciclisti, occupano tutto il marciapiede e per farli passare dovrei scendere io in strada (con i rischi relativi), secondo perchè, anche se vanno con un filo di gas, sono troppo pericolosi e rischiano di stendere chi esce dalle case e terzo perchè, rispetto ai ciclisti, sono arroganti. Dalla mia pluriennale esperienza, pur avendo entrambi torto,  il ciclista si scusa e ringrazia mentre il motociclista s’incazza e pretende pure di avere ragione. E poi i motociclisti inquinano l’aria che respiro e quindi sono antipatici a prescindere!

L’altro giorno torno a casa da lavorare e mi viene incontro, sul marciapiede, una ragazza in bicicletta. Io sono l’unico pedone e capisco che lei non si aspettava di trovarmi. Sono frazioni di secondi: appena mi scorge, vedo il panico nei suo occhi… E’ in bicicletta, sul marciapiede, contromano ed è pure straniera: magari si aspetta una ramanzina da parte mia! Invece io, senza nemmeno pensarci e con lo spirito del ciclista urbano, mi faccio da parte, le faccio un segno con la mano e le dico: «Vieni, vieni, passa!». Lei si scioglie in un sorriso a 32 denti, passa pianissimo e quando mi incrocia sussurra un timido: «Scusi, grazie!»

E’ un gesto che mi capita di fare molte volte, sia come pedone che come ciclista, ma questa volta ha avuto un significato speciale perchè, per la prima volta nella mia vita, ho incrociato una ciclista urbana con l’hijab!

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P.S. Mi scuso per non aver fatto un post sulla Pasqua e non essere passato nei vostri blog a farvi gli Auguri. Purtroppo, tranne i giorni rossi nel calendario, ho sempre lavorato e il resto del tempo l’ho dedicato alla famiglia e a Pasquetta anche al giardinaggio (che nel mio caso è più un terrazzaggio)…

Appesi a un filo… al buio.

Foto "Light vs Dark" by JackPeasePhotography - flickr

Foto “Light vs Dark” by JackPeasePhotography – flickr

Il dramma del pullman delle ragazze di Erasmus e  le bombe di Bruxelles ci sbattono in faccia tre tristi verità. La prima è che le nostre vite sono appese a un filo, la seconda è che spesso dipendono dalle vite di di altre persone che non conosciamo e che incontriamo per caso: da un autista stressato da ritmi massacranti di lavoro che ha un colpo di sonno, al terrorista che ha deciso di togliersi la vita  togliendola contemporaneamente a chi quella mattina frequenta i suoi stessi luoghi. La terza verità è che viviamo tempi bui da cui temo scaturirà un futuro con sorprese ancora più amare… Non è difficile prevedere che i governi europei, incapaci di stanare e arrestare i terroristi alla periferia di Bruxelles, ne approfittino per prendersela ed uccidere degli innocenti a migliaia di km di distanza, magari in qualche sperduto villaggio libico, alimentando così la spirale di guerre, violenze, odio verso l’occidente e profughi in fuga dalle bombe…

Preso atto che viviamo al buio appesi a un filo, passato il periodo del dolore e dell’indignazione, come cambieranno le nostre vite? Ci rinchiuderemo il più possibile nelle nostre case? Alimenteremo ancora l’odio, magari sfogando la nostra rabbia sul primo vicino di casa con la pelle un po’ più scura della nostra o con qualche vicina che indossa il velo? Oppure accenderemo una fiammella di speranza che rischiari il buio di questi anni tragici, ricordandoci di chi tra le bombe ci vive quotidianamente?

Il caso ha voluto che questi fatti si incrociassero con la raccolta dei beni per i profughi a Idomeni che è partita qui in Toscana dalla piccola Casa del Popolo di Coiano (Prato) di cui ci ho parlato nei due post precedenti (qui e qui). Ieri, mentre arrivavano le notizie di Bruxelles, a me arrivavano queste altre notizie. Il Circolo Arci di Coiano era strapieno di scatole tanto che  hanno dovuto trovare a Poggio a Caiano un luogo di 1.000 metri quadri dove (a ieri) andavano ancora portate le 180 scatole raccolte in via delle Porte Nuove a Firenze, insieme ad un altra settantina di scatole raccolte in altri luoghi a Firenze e alle quelle raccolte in Versilia e ferme a Viareggio! La solidarietà è stata così imprevista che ha messo in ginocchio la logistica, tanto che ieri hanno lanciato un appello per cercare un camion per trasferire tutte le scatole a Poggio a Caiano…

Vi lascio col bel messaggio di stanotte da parte di una delle organizzatrici: Sandra Carpi Lapi.

Grazie a tutti coloro, tanti veramente, che hanno partecipato a questa raccolta veramente straordinaria. Al Circolo ARCI di Porta a Prato abbiamo circa 180 scatole di materiale che avete portato tutti voi, esattamente le cose che erano state richieste.
Abbiamo raccolto fino ad ora 1925 euro: vi faremo un resoconto dettagliato del loro utilizzo (può darsi che una parte serva per il viaggio, dato che il camion previsto non basta più, ne serviranno altri).
E’ stata davvero un’espressione forte di interesse e di solidarietà verso le persone che i governi dell’Europa considerano vite “a perdere”, lasciandole marcire nella disperazione, incapaci di assumersi, dall’alto della loro civiltà, la responsabilità dei disastri che hanno creato nel resto del mondo.
Tutti noi abbiamo cercato di dare un contributo al sostegno di chi si trova abbandonato in una terra di nessuno, ma possiamo fare di più: possiamo usare la nostra indignazione perché diventi protesta, per far sentire la nostra voce al governo italiano e ai governi europei, per dire che i cittadini dell’Europa non accettano di calpestare i diritti umani, rifiutando chi fugge dalla guerra e dalla fame, togliendo il futuro ad intere generazioni di esseri umani.
Per questo non dobbiamo fermarci qui, dobbiamo continuare ad agire insieme perché la situazione delle migliaia e migliaia di profughi ai nostri confini diventi l’occasione per affermare i diritti umani e la volontà di convivenza pacifica.
Vi terremo informati del viaggio e, dopo, ci ritroveremo per raccontarvelo e parlarne.
Grazie ancora a tutte e a tutti.

Messaggio pubblicato da Sandra Carpi Lapi il 22/03/2016 sulla pagina facebook della raccolta.

p.s. Scusate se non ho ancora risposto ai vostri commenti dei giorni scorsi… Appena posso risponderò a tutti!!!!