Una ricetta: il panforte di Siena.

Foto

Foto “Panforte di Siena / Panforte cake” by unpodimondo – flickr

In Toscana i dolci natalizi della tradizione sono i dolci senesi: ricciarelli, cavallucci e soprattutto il panforte nelle sue diverse varianti (panforte margherita, panpepato, torta di cecco…). I miei nonni raccontavano che anche in tempo di guerra un pezzettino di panforte non è mai mancato. Due mandarini, qualche noce e una fettina di panforte riempivano la calza della Befana dei miei genitori da bambini, proprio negli anni a cavallo fra i ’30 e ’40…

Di solito compriamo i panforti artigianali (ce ne sono di ottimi, ad esempio quelli della famiglia di Gianna Nannini) ma quest’anno, per la prima volta nella mia vita, l’ho fatto in casa. L’ispirazione m’è venuta quando, facendo zapping, mi sono imbattuto in Benedetta Parodi, che faceva il panforte in tv. Dopo aver preso nota della ricetta sono andato su Google alla ricerca di versioni provenienti da blog e siti internet senesi per confrontarla con quella data alla tv (senza offesa per la Parodi, mica potevo fare il panforte senese basandomi su una ricetta data da una piemontese!).

E così, con una dose di buon senso e un po’ di intuito ho preso dalle varie ricette le parti che mi sembravano migliori e mi sono creato la mia ricetta del panforte… Visti gli apprezzamenti che il dolce autoprodotto ha ricevuto nel pranzo di Natale vi lascio la ricetta….

Ingredienti:

  • 450 gr. di frutta secca (io ho messo 300 gr. di mandorle e 150 gr. di nocciole)
  • 300 gr. di canditi (io ho messo  150 gr. di cedro candito e 150 gr. di arancia candita).
  • 100 gr. di miele
  • 100 gr. di zucchero
  • 70 gr. di farina
  • 15 gr. di cannella in polvere
  • 10 gr. di coriandolo in polvere
  • 6 o 7 chiodi di garofano.
  • 5 o 6 grani di pepe nero.
  • una bella grattata di noce moscata.
  • 2 cucchiai di acqua.
  • zucchero a velo.

Tagliare a cubetti i canditi e metterli in una ciotola con la frutta secca intera, la farina, la cannella, il coriandolo, i chiodi di garofano e i grani di pepe che avrete pestato o triturato grossolanamente ed aggiungere una bella grattata di noce moscata. Mescolare il tutto.  Mettere un tegame sul fuoco col miele, lo zucchero e i due cucchiai di acqua: fare uno sciroppo senza che lo zucchero e il miele caramellino (per vedere quando è pronto buttare una goccia di sciroppo in una tazza d’acqua fredda e vedere se fa una pallina).

Quando lo sciroppo sarà pronto versarci tutti gli ingredienti e amalgamare il tutto. Nel frattempo foderare una teglia non tanto grande con la carta forno e versarci tutto il composto. Secondo la ricetta tradizionale al posto della carta forno si può foderare la teglia con delle ostie alimentari che rimarranno come base del panforte. Con le mani bagnate di acqua fredda premere il composto in modo da pressarlo e livellarlo.

Metterlo in forno preriscaldato a 150° per circa 35 minuti. Passati i 35 minuti spegnere il forno e lasciare il panforte nel forno fino a quando si sarà freddato completamente. Io l’ho lasciato una notte intera. Quando il panforte sarà freddo toglierlo dalla teglia, rimuovere la carta forno ed avvolgerlo ben bene nella pellicola o nella carta stagnola e riporlo al buio fino al momento di servirlo. Se possibile lasciatelo al buio a maturare per almeno 4 o 5 giorni in modo che tutti i sapori si amalgamino bene.

Al momento di servirlo rimuovere la pellicola metterlo su un vassoio e cospargerlo di zucchero a velo: avrete fatto il famoso “Panforte Margherita”.

Variante 1:  Il panpepato

Fate il panforte allo stesso modo della ricetta precedente: al momento di servirlo, invece di cospargerlo di zucchero a velo cospargetelo di una miscela delle spezie simile a quella che avete messo all’interno ma dove dovrà prevalere l’abbondante pepe nero macinato da mulinello…

Variante 2: La torta di Cecco

Fate il panforte come nella ricetta base con la differenza di tritare finemente la frutta secca (mandorle e nocciole), poi proseguite con la ricetta tradizionale. Prima di servire il panforte copritelo col cioccolato fuso e fate raffreddare. Quando il cioccolato sarà freddo cospargete la torta anche di cacao in polvere (preferibilmente amaro).

Varianti sugli ingredienti base.

La frutta secca può  essere composta in maniera variabile da mandorle, noci o nocciole, mantenendo una netta prevalenza delle mandorle (i panforti industriali sono fatti quasi esclusivamente con mandorle). Parte dei canditi può essere sostituita da fichi secchi. Un tipo di canditi molto usato nei panforti industriali (oltre e cedro ed arancia) ma più difficile da trovare al supermercato, sono le bucce di melone candite.

Note storiche

Per gli amanti della storia il panpepato (detto anche panforte nero) è il tradizionale dolce che trae le sue origini dall’anno Mille e che veniva preparato dagli speziali e dai farmacisti per i ricchi e per il clero. Nel 1879, in occasione di una visita della Regina Margherita di Savoia a Siena, un pasticcere sostituì la copertura di pepe con lo zucchero a velo, creando il delicato dolce che fu offerto alla regina e che prese il nome di Panforte Margherita o Panforte bianco.

Pasqua equa 2012…

Foto "Pasqua equa e solidale 2012 / Fair trade Easter 2012" by unpodimondo - flickr

Foto "Pasqua equa e solidale 2012 / Fair trade Easter 2012" by unpodimondo - flickr

Tra pochi giorni sarà Pasqua e nel rispetto delle nostre tradizioni, regaleremo e porteremo in tavola le consuete  uova di cioccolato e la Colomba. Io come tutti gli anni opto per le Uova di cioccolato e le colombe del Commercio equo e solidale perchè, mentre si portano in tavola dei prodotti simpatici e buonissimi (spesso anche biologici), si offre alle popolazioni del Sud del mondo un’opportunità per un’economia sana e uno sviluppo attento alle esigenze e alla dignità dei lavoratori, dei loro figli e delle loro comunità.

E così, dopo aver ordinato tramite il mio Gruppo d’Acquisto Solidale ed il negozio di Equobi, due piccole uova di cioccolata e una colomba di Altromercato, nello scorso fine settimana sono andato a fare un po’ di spesa fra le golosità di Equoland la fabbrica di cioccolato di Calenzano (Fi). Il bambinone che è in me ha comprato l’uovo di cioccolata della linea Ciocador nella foto, scegliendolo con  la carta dei bambini di tutto il mondo, più una serie di prodotti non necessariamente legati alla Pasqua: diverse tavolette di cioccolata, la mitica Estrella Primera (la crema da spalmare fondente che secondo me dal punto di vista del gusto surclassa notevolmente quella dell‘uomo più ricco d’Italia), alcune saponette indiane ajanta ed infine,  per smaltire gli eccessi cioccolatosi dei prossimi giorni (con relativi sensi di colpa che si materializzano una volta saliti sulla bilancia), alcune tisanine depuranti fra cui la Tulsi che mi dicono essere miracolosa…

E’ curioso ma leggendo le etichette delle tre uova e della Colomba si scopre che mi sono portato in casa veramente un bel pezzo di mondo: tra i produttori degli ingredienti alimentari, quelli delle carte per il confezionamento e quelli delle sorprese delle uova si può fare un bel giro del mondo….: Ecuador, Sri Lanka, Bangladesh, Indonesia, Repubblica Dominicana, Paraguay, Nepal, India, Palestina, Sud Africa, Costa Rica, Mauritius…

Se anche voi avete vicino a casa una Bottega del Commercio Equo e Solidale vi auguro di farci un salto per un… giro del mondo alimentar-pasquale!

 Foto "Pasqua equa e solidale 2012 / Fair trade Easter 2012" by unpodimondo - flickr

Foto "Pasqua equa e solidale 2012 / Fair trade Easter 2012" by unpodimondo - flickr

Aggiornamento delle 17.00 del 4/4/2012

Sono appena tornato dal Bottegotto di Equobi dove ero andato a cercare una seconda colomba di Altromercato per un pensierino improvviso… :-( Sigh! Non l’ho trovata… In tutta la bottega c’era un solo uovo di pasqua e una unica colomba senza colomba (voi come la chiamereste una colomba senza granella di zucchero e senza canditi?). Da una parte sono contento perchè significa che avete venduto tutto ma non trovare più niente ad ancora quattro giorni dalla Pasqua è un po’ desolante… quell’unico uovo e quella sola colomba, spersi nella vetrina, davano un senso di tristezza…

C’era una volta una piccola ricettina…

C’era una volta…. una piccola ricettina… una ricetta semplice, umile, di una tortina fatta con il pane raffermo che stava buona buona in una pagina di questo blog, fin dal lontano 2008 (qui). Ogni tanto veniva rilanciata da qualche altro blog o da qualche motore di ricerca e quando qualcuno veniva a scoprila lei, timida timida, si mostrava così com’era… non lievitata, senza fronzoli, creme o decorazioni, ma col gusto rustico  dei suoi ingredienti semplici semplici…

Dopo tanti anni di umile ma degna e rispettabile carriera questa ricettina è stata contestata da una certa Sofia che con un bel po’ di astio l’ha definita “NON COMMESTIBILE” dedicandoci, non uno, ma ben tre commenti, uno più cattivo dell’altro… (l’ultimo ieri mattina). Curiosamente ne è venuta fuori una gara fra commentatrici per indovinare se per caso mancasse qualche ingrediente.

Dopo aver ripetuto fra i commenti che la ricetta era proprio quella  e che non mancava nessun ingrediente, per tutti i San Tommaso che se non vedono non credono, oggi faccio un post apposito e vi pubblico direttamente il libro e la pagina da cui l’ho tratta (cliccando sulle foto le immagini si ingrandiscono). Tra la ricetta originale e la mia versione c’è solo una piccola variazione del peso dello zucchero  (+ 10 gr.) perchè io uso quello di canna biologico e del commercio equo e solidale.

Ringrazio innanzitutto il professor Gatteschi per questo libretto di ricette molto carino e  prezioso. Ringrazio anche la signora Sofia (o chi si nasconde dietro questo pseudonimo) perchè nonostante tutto mi ha dato l’occasione di riportare, dopo 4 anni, questa ricettina sulla prima pagina di questo blog. Buon appetito a tutti!!!!

p.s. Sig.ra Sofia, visti i suoi aspri giudizi, per caso lei mica è parente di Rudy Zerbi?  ;-)

Foto by unpodimondo tratte dal Volume di Sergio Gatteschi pubblicato da Vallardi

Foto by unpodimondo tratte dal Volume di Sergio Gatteschi pubblicato da Vallecchi

Natale Solidale: le golosità di Trisomia 21… e una bella lotteria!

Il Natale è anche tempo di tavolate, brindisi e tante dolcezze da condividere golosamente con amici e parenti… Quindi cosa c’è di meglio che regalare e regalarsi ottimi dolci, squisiti vini e golose cioccolate? Farlo attraverso una donazione a Trisomia 21 di Firenze, per sostenere le attività a favore dell’autonomia e dell’integrazione delle persone con sindrome di Down.

Voi fate una donazione a Trisomia 21 e in cambio vi verranno regalate le  golosità che vedete in queste foto… Ad esempio con una donazione di 5€ vi verrà offerta la mitica cioccolata equa e solidale a forma di busta da lettere… Con 7€ sarete sommersi di dolcezza grazie ad uno squisito vasetto di miele e così via… Più sarete generosi e più Trisomia 21 vi ricambierà con pacchi e pacchettini!

E se qualcuno è a dieta a Trisomia 21 hanno pensato anche a lui e vi ricambieranno con dei bellissimi libri: il coloratissimo “Pri-pri e Pe-pe, le strambe avventure di Primavera e Pedro” se il destinatario del dono è un bimbo, oppure il commuovente “Chi lo legge questo libro? Persone e sindrome di Down” se il destinatario è un adulto.

Ma dove potete prendere tutte queste golosità? Naturalmente a Firenze in Viale Alessandro Volta n.16 nella palazzina di Trisomia 21 dove potrete anche vedere con i vostri occhi tutti i progetti che l’Associazione porta avanti  per l’integrazione e l’autonomia delle persone con sindrome di Down.

Oppure vi sentite fortunati come Gastone Paperone o come il mio amico Simone? Beh in quel caso Trisomia 21 ha in serbo per voi una fantastica lotteria con un sacco di bei premi… Con un biglietto da soli 3€ potete portarvi a casa un buono da spendere in un’agenzia di viaggi del valore di 1.400€  o un bel televisore, un cellulare, un ipod, un lettore dvd e tanti buoni per assistere a concerti, per cene, massaggi, trattamenti estetici e così via.

L’elenco completo dei premi della lotteria lo trovate seguendo questo link mentre vi anticipo che l’estrazione verrà effettuata il 16 Dicembre nell’ambito della festa “Vinellando e Birreggiando” il cui programma potete leggere in anteprima a questo link.

Natale solidale

Natale solidale

p.s. tutte le foto, tranne il logo “Natale Solidale”, sono tratte dal sito di Trisomia 21

La mia non-ricetta per la Raccolta “speziale”!

Una raccolta speziale dal blog di Trisomia 21

Una raccolta speziale dal blog di Trisomia 21

Della Raccolta “speziale” per il buffet di Trisomia 21 ve ne ho parlato nel mio post dello scorso 23 Agosto, perciò non mi ripeto. Se volete, tutto il regolamento ufficiale lo trovate sul  blog  di Accanto al camino. A questo punto dovrei dare il mio contributo postando una ricettina, ma sinceramente non sarei nello spirito di sfornellare, spignattare e così via…  Considerato però che di fronte ai cuochi speziali di Trisomia 21 non posso certo tirarmi indietro, cerco di cavarmela alla meno peggio facendo prima una breve premessa…

Premessa

Non mi ritengo, anzi non sono un foodblogger (l’ho già scritto in passato) quindi abbiate pazienza. La non-ricetta è appunto una non ricetta: qui conta solo  la bontà degli ingredienti e non l’abilità del cuoco: d’altra parte come cuoco io sono moooolto scarso. Anche la foto è fatta alla buona: sul tavolo di cucina, con una macchinetta  digitale vecchiotta e senza stare a studiare luci ed esposizione.

Inoltre in questo periodo sono allergico alla cucina:  il caldo dei giorni scorsi mi ha reso antipatici forno e fornello e soprattutto i chili accumulati in ferie mi costringono ad una dieta ferrea per recuperare un po’ forma e ricominciare la stagione podistica. Quindi più lontano sto dal frigorifero e dalla dispensa e meglio è…

Fatte tutte queste premesse e con una buona dose preventiva di cenere sul capo (per rispetto ai veri foodblogger), vi posto la mia sciocchezzuola…

MARGHERITINE DI TOMA VALDOSTANA CON MIELE DI CASTAGNO E NOCI

foto "Margherite di toma valdostana con miele di castagno e noci. Cheese daisies with chestnut honey and walnuts" by unpodimondo - flickr

foto "Margherite di toma valdostana con miele di castagno e noci. Cheese daisies with chestnut honey and walnuts" by unpodimondo - flickr

  • Toma valdostana fresca (o altro formaggio fresco…)
  • Miele di castagno (o altro miele robusto)
  • Gherigli di noce

Prendete un formaggio abbastanza fresco e di gusto rotondo, ma non forte. Essendo appena tornato dalla Val d’Aosta ho usato una toma d’alpeggio valdostana. Potete usare altri formaggi freschi come un latteria, un asiago, una fontina valdostana o un montasio, badando che abbiano una stagionatura fra i 2 e i 3 mesi (4 al massimo). In alternativa potete usare anche un pecorino, sempre fresco. In ogni caso evitate formaggi troppo salati, troppo stagionati, o di gusto troppo forte o piccante.

Fate delle fette di spessore adeguato (io non ho misurato, diciamo che ad occhio saranno state tra mezzo centimetro e 1 centimetro)  e con gli stampini dei biscotti ricavate delle margherite che metterete nel piatto di portata.

Su ogni margherita mettete un cucchiaino di miele di castagno biologico che , col suo retrogusto amarognolo, esalterà il sapore delicato del formaggio. In alternativa potete usare qualche altro miele dal sapore deciso, tipo miele di eucalipto o di melata. Evitate i mieli molto dolci tipo acacia o millefiori.

Completate ogni margherita con un’abbondante quantità di gherigli di noce tritati… In Spagna questa composizione viene considerata un dessert e vi verrebbe servita guarnendo il piatto con un bel ciuffo di panna montata in cui è stato mescolato un po’ del trito di gherigli di noce. Buon appetito!

Una ricetta: Torta sbriciolata alla ricotta e al cioccolato fondente.

Foto "Torta sbriciolata con ricotta e cioccolata / Shattered cake with cottage cheese and Chocolate" by unpodimondo - Flickr

Foto "Torta sbriciolata con ricotta e cioccolata / Shattered cake with cottage cheese and Chocolate" by unpodimondo - Flickr

Sarà la dieta che dovrei seguire ma che quest’anno, fra mille sensi di colpa, non riesco proprio a fare, saranno tutti quei post dedicati all’acqua e al nucleare ma è tantissimo tempo che non vi pubblico una ricettina. Sicuramente ne sono debitore a tutte le food blogger che per un verso o per l’altro girellano anche su questo blog… Ecco perciò un dolcino veloce e di sicuro successo: dove l’ho portato è stato spolverato in un baleno!! Mi scuso subito con le food blogger per la scarsa qualità della foto: nonostante questo garantisco la bontà del dolce!!!!

Torta sbriciolata alla ricotta e al cioccolato fondente.

Ingredienti per la base

  • 300 gr. di farina
  • 100 gr. di zucchero
  • 100 gr. di burro
  • 1 uovo
  • 1 bustina di lievito per dolci (io uso il cremor tartaro perchè al contrario delle Marie Rose e degli Angioletti non contiene polifosfati)
  • 1 pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno

  • 1/2 kg di ricotta (io uso quella di pecora biologica)
  • 150 gr. di zucchero
  • 100 gr. di cioccolato fondente (io uso le tavolette Mascao biologico del commercio equo e solidale)

Mescolare la farina, il lievito, lo zucchero e il sale. Unire il burro fuso e l’uovo, mescolando il tutto con le mani fino ad ottenere delle grosse briciole. Dividere il composto in due parti (3/4 per la base e 1/4 per la copertura della torta). Nel frattempo mescolare la ricotta con lo zucchero e la cioccolata tritata a grosse scaglie.

In una teglia imburrata o nello stampo al silicone mettere i 3/4 della base, livellare e mettere sopra il ripieno di ricotta e cioccolato. Coprire il tutto col restante quarto di  briciole  e cuocere  per mezz’ora in forno a 180°. Buon appetito!

p.s. la ricetta originale prevede anche l’impiego della vanillina, che io non uso… Un giorno vi spiegherò come viene  fatta la vanillina, così smetterete di usarla anche voi…

“E’ sciocco?”… una raccolta di ricette molto particolari…

Visto che siamo a parlare di cucina vorrei presentare a tutte le food blogger “E’ sciocco?”, una raccolta molto particolare di ricette che è curata dai ragazzi down dell’Associazione Trisomia 21“E’ sciocco?” (in fiorentino “è senza sale?” “é insipido?”) è ospitato nel Blog di trisomia 21 dove ogni venerdì  troverete una nuova ricetta:  quelle sotto sono quelle delle due prime settimane… Se passate di là per qualche ricetta lasciate un saluto ad Antonella (la curatrice del blog….) e passate parola! Grazie.

Ricordatevi le uova di cioccolata e la colomba del commercio equo e solidale…

Pasqua equa e solidale / Fair Easter

foto "Pasqua equa e solidale / Fair Easter" by unpodimondo - flickr

Tra pochi giorni sarà Pasqua ed sarà una buona occasione per portare in tavola le uova di cioccolato e le colombe biologiche del Commercio Equo e Solidale. Ingredienti bio e di alta qualità, cioccolata pura al latte o fondente e graziose sorprese fatte a mano da abili artigiani del Sud del Mondo.  Se cercate su Internet troverete sicuramente una bottega del Mondo vicino a casa vostra e così augurerete una Buona Pasqua alla vostra famiglia e a diverse famiglie nel Sud del mondo…

Appuntamento per dopo Pasqua con la foto delle sorprese di quest’anno e l’elenco dei produttori coinvolti nelle uova e nella colomba del Commercio Equo… Qui il post con le sorprese del 2010…

Un po’ di link

Una ricetta: Torta al Cacao “El Ceibo-Estrella primera”.

Torta al Cacao "El Ceibo-Estrella primera" - Chocolate cake "El Ceibo-Estrella primera"

foto "Torta al Cacao El Ceibo-Estrella primera - Chocolate cake El Ceibo - Estrella primera" by unpodimondo - flickr

E’ da tanto tempo che non pubblico una ricetta, essenzialmente per due motivi:

  • Fino alle Feste sono stato a dieta… perciò anche lontano dalla cucina e poi, sinceramente, non potevo mettere sul blog ricette di verdure lesse, pesce lesso e simili.
  • Da quando frequento i blog di vari foodblogger mi sento veramente scarso e mi vergogno un po’… Insomma sono spartano:  faccio ricette semplici, non elaborate e non mi perdo in guarnizioni, presentazioni e simili. Metto il piatto sulla tavola della mia tavernetta e scatto al volo una foto… banale, come quella sopra. Abbiate pazienza ma  non allestisco uno studio fotografico con tanto di luci per fotografare un dolce, anche perchè bado più alla sostanza che all’apparenza. Chiedo scusa ai/alle foodblogger professionali che magari verranno a leggere questo blog: prendete questa ricetta così come è… semplice e banalotta….

Ingredienti

Per la torta

  • 200 gr di farina
  • 150 gr. di zucchero
  • 50 gr. di cacao amaro biologico “El Ceibo” [vedi nota 1]
  • 250 ml. di latte intero biologico
  • 1 bustina di lievito per dolci con cremor tartaro [vedi nota 2]
  • Zucchero a velo q.b.

Per la crema

Procedimento

Mescolare bene la farina, lo zucchero, il cacao e il lievito. Successivamente incorporare il latte un po’ alla volta. Versare l’impasto in uno stampo da dolci (infarinato o con carta forno) e cuocere per 1/2 ora nel forno già caldo a 180°.

Lasciar raffreddare la torta, tagliarla a metà e riempirla con la crema ottenuta mescolando bene il mascarpone con la crema al cioccolato. Coprire la torta con zucchero a velo o guarnire a piacimento… (i/le food blogger potranno sbizzarirsi, glassando o componendo qualche opera d’arte).

[Nota 1] Il cacao prescelto è il Cacao equo, magro  e biologico “El Ceibo” di Altromercato che è reperibile nei negozi del Commercio Equo e solidale e nella catena di negozi “Naturasi“. Si tratta di un cacao di origine boliviana che non ha subito il potassamento e che infatti ha un colore più tenue del cacao normale. Il potassamento consiste nell’aggiunta di carbonato di potassio al cacao ed ha lo scopo di addolcirne il sapore. Il cacao “El Ceibo”, non essendo potassato, conserva tutte le note aromatiche della pianta del cacao e una certa acidità che lo rende ideale nelle ricette con il latte.

[Nota 2] Come polvere lievitante preferisco il cremor tartaro che è una sostanza naturale rispetto ai tradizionali lieviti che si trovano al supermercato e che purtroppo contengono polifosfati (magari su questo argomento converrebbe farci un post)

[Nota 3] La Estrella primera classica è una crema al cioccolato artigianale prodotta da Equoland e reperibile nel circuito del Commercio Equo e Solidale. La crema è caratterizzata da un bel gusto fondente e a  mio avviso è la migliore crema al cioccolato del circuito del Commercio Equo e Solidale ed una delle migliori anche al confronto con le creme della grande distribuzione (forse è seconda solo alla crema Novi).  Diciamo che se volete riempire la torta con una crema “cioccolatosa” vi consiglio  di usare la Estrella Primera classica, se invece volete una farcitura più “nocciolatosa” vi consiglio di usare la crema Novi. Con le altre creme (compresa quella più famosa di tutte) il gusto del  ripieno sarà molto più… banale. Comunque anche sulle creme da spalmare ci sarebbe tanto da scrivere e magari presto ci farò un post….


Delle mele a 60€ al kg, il mio amico Walter e i’ baho Gigi!

natureaddicts1.jpg

foto "natureaddicts1.jpg" dal sito Trashfood.com

Comprereste delle mele al “modico prezzo” di 60€ al chilo? Sicuramente la vostra risposta è NO ma non fatevi illusioni, perchè non si è mai del tutto sicuri di quello che realmente  si compra, soprattutto  se non si leggono bene le etichette! Magari avete già comprato le mele a 60€ al Kg e non ve ne siete neanche accorti… Basta un’idea nuova di qualche ditta alimentare e una campagna di marketing accattivante e ci rifilano quello che vogliono…

Nei giorni scorsi su Trashfood, il sito della prof. Gianna Ferretti è apparso l’articolo  “Cosa fanno 2 mele + 16 g di pesca? fanno N.A.” del quale vi metto un estratto:

[...]Sono le bustine di N.A. -nature addicts. “L’essenza della frutta in tasca”.[...] Di cosa si tratta? esiste in diverse varianti, Con Lampone, o Fragola, con Pesca o Ribes nero.

Hanno tutte un denominatore comune: il succo di mela concentrato (50%). Altri ingredienti sono purea di mela concentrata, pectina, e aromi naturali. Nella varietà con ribes nero troviamo anche purea di ribes neri concentrata (5%), succo di bacche di sambuco concentrato e fibre della frutta.
Nella varietà “con pesca” troviamo purea di pesche concentrata (7%) e ugualmente fibre della frutta. Il tutto concentrato in gomme dolcissime, e infatti gli zuccheri semplici contenuti sono 79 grammi su 100 grammi, nella confezione da 30g ce ne sono 24g,

Come si arriva a 30g di Nature addicts? sulla confezione leggo che per i dadini di frutta con ribes neri sono serviti 2 mele + 7g di ribes neri. La varietà con pesche si ottiene da 2 mele + 16 g di pesca.

In conclusione, il 90-97% dei dadini è quindi mela o meglio prodotto derivato dalla lavorazione della mela (succo di mela concentrato+purea di mela) forse sarebbe piu’ giusto chiamarle dadini di mela con un po’ di ribes o pesca.

Il costo è di circa 60 euro al chilo, non male.

Mi sembra inoltre davvero inappropriato il confronto con la frutta fresca, conoscete forse un frutto che ha 79 g di zucchero su 100 g?

tratto dall’articolo di Gianna Feretti “Cosa fanno 2 mele + 16 g di pesca? fanno N.A.” pubblicato su Trashfood.com

Non avendo mai comprato queste caramelline (e non avendo nemmeno intenzione di comprarle) prendo per buoni i dati riportati nell’articolo di Gianna per fare qualche breve riflessione generale.

  • Secondo Gianna il  90%-97% delle caramelline è costituito da mele o derivati da mela che ci vengono vendute a 60€ al chilo. Ora le considerazione da trarre sono due: o chi ha inventato queste caramelle (e gli addetti marketing che hanno creato la campagna pubblicitaria) sono dei geni oppure noi consumatori che compriamo queste “mele”, pagandole più di Adamo ed Eva, siamo dei tontoloni! Neppure il miglior Sidro di Normandia costa così tanto!
  • Nel mio Gruppo d’Acquisto Solidale compriamo, dal nostro amico Walter,  delle ottime mele da agricoltura biologica a km 0 al prezzo di 5€ per 3 kg di mele. Facendo le debite proporzioni vuol dire che col costo di un chilo di caramelline (60€) compriamo la bellezza di 36 kg di mele Bio! Avete notato che differenza?????
  • La pubblicità insiste sulla natura (100% frutta, nessun edulcorante o conservante) ma come ha scritto anche Gianna non esiste un frutto con tanto zucchero e poi, lasciatemelo dire, un conto è mangiare un frutto fresco colto dall’albero da poche ore, un conto è mangiare una caramella fatta con mele e trasformati di mele che molto probabilmente hanno subito cotture e trattamenti che forse ne hanno alterato o distrutto vitamine e minerali. Non è meglio mangiare delle mele, delle pesche e del ribes freschi quando sono nel pieno della loro stagione?
  • Le mele biologiche  del mio amico Walter sono così vive e naturali che spesso ci trovi dentro il vermetto, quello che a Firenze viene amichevolmente chiamato il Baco Gigi ( o meglio i’ baho Gigi). Dicevano le nostre nonne che il Baco Gigi è un tipo talmente esigente che la sua presenza significa che la mela è sana e ottima e secondo me non avevano tutti i torti. Io penso che nelle caramelline alle mele il Baco Gigi non ci vivrebbe tanto facilmente:  ammesso che riesca a viverci come minimo prenderebbe il diabete!

Sullo stesso argomento un articolo dal blog di Papille Vagabonde!

p.s. Inutile dire che a Firenze il  solito Riccardo Marasco  ha dedicato una canzone anche al Baco Gigi

Storie di Pandori, Giornali e Pubblicità…

che buono il pandoro
foto “che buono il pandoro” by aluccia – flickr

Sono da anni un affezionato abbonato alla rivista dei consumatori “Il Salvagente” (più o meno da quando era un supplemento de l’Unità: saranno forse 20 anni?). Trovo che abbia dei servizi interessanti  che in molti casi mi sono stati utili nella vita di tutti i giorni.

C’è però una cosa che non sopporto: un giornale dedicato alla tutela dei consumatori dovrebbe non avere la pubblicità,  per coerenza e per fugare i dubbi che possono venire ai lettori/consumatori quando leggono certi test comparativi e certi consigli… Come lettore, se il giornale rinunciasse alla pubblicità e mi garantisse l’imparzialità, sarei disposto a spendere anche il doppio per comprarlo: lo vedrei come un investimento per la mia informazione!

Per capire di cosa sto parlando vi faccio un esempio sfogliando le copie de “Il salvagente” delle ultime settimane e analizzando i Pandori

  • Numero 46 del 25/11/2010 a pagina 2 c’è la pubblicità del Pandoro BALOCCO, mentre a pag. 51 c’è la pubblicità del Pandoro PALUANI
  • Numero 47 del 2/12/2010 a pagina 51 c’è la pubblicità del Pandoro BALOCCO.
  • Numero 48 del 9/12/2010 a pagina 2  c’è la pubblicità del Pandoro BAULI.

Quindi, riepilogando i tre numeri della rivista, in totale ci sono: 2 pubblicità per BALOCCO, 1 per PALUANI e 1 per BAULI

Il giorno 16/12/2010 esce il numero 49 della  rivista e a pag. 15 c’è il  test comparativo sui Pandori e qual’è il pandoro migliore di tutti? Indovina indovinello, apriamo la busta… the winner is Pandoro BALOCCO (con la votazione di Ottimo)! E chi sono i secondi a pari merito? PALUANI, BAULI e MELEGATTI (tutti con la votazione di Buono). Dietro, con votazione più bassa, ci sono tutti gli altri (Tre Marie, Motta, Maina e Del Colle). E’ curioso ma i primi tre Pandori sono quelli che hanno fatto la pubblicità nei numeri precedenti della rivista. Sicuramente sarà solo una banale coincidenza ma, come si dice di solito in questi casi, … “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca!”  In ogni caso a questo link c’è l’articolo con la classifica dei pandori, potete verificare voi stessi…

Più in generale  come lettore e consumatore la mia fiducia nei mass media è inversamente proporzionale alla quantità di pubblicità che mi propinano… (più pubblicità = meno fiducia) e questo vale sia per le riviste online che per le cartacee, per la radio, il web e la tv. Ad ulteriore riprova posso testimoniare, avendolo vissuto in prima persona,  che il caos neve che c’è stato a Firenze  lo scorso Venerdì 17 Dicembre l’hanno raccontato meglio i blog che gli organi di stampa ufficiali!

p.s. Anche il sito web de “il Salvagente” mi sembra che abbia un po’ troppa pubblicità, per essere un sito di una rivista per la tutela dei consumatori…