Come è andata a finire… La Giornata Nazionale delle Persone con sindrome di Down.

Foto "Banchino Lastra a Signa per Trisomia 21" by Cristiano B.
Foto "Io ed Emanuela al banchino Lastra a Signa per Trisomia 21" by Cristiano B.

L’appuntamento con Cristiano  è per le 9.00 di Sabato 8 Ottobre 2011 all’Ipercoop di Lastra a Signa, dove abbiamo il banchino per vendere le cioccolate del commercio equo e solidale in occasione della Giornata nazionale delle Persone con Sindrome di Down. Cristiano è un amico e “collega” podista dell’Atletica Signa ed è grazie a lui e alla sua famiglia che ho conosciuto Trisomia 21 e la mitica scimmietta

Da allora, quando Cristiano e Antonella chiamano, non ci tiriamo mai indietro e perciò dopo colazione, prendo la mia macchinetta e mi reco all’Ipercoop, dove Cristiano ha già allestito il banchino e dove faccio conoscenza con Emanuela, che viene da Empoli e sarà la mia compagna in questa mattinata a favore di Trisomia 21.

Il nostro ruolo è abbordare le persone che hanno appena fatto la spesa, distribuire i volantini per far conoscere l’Associazione e convincerli a comprare le cioccolate per finanziare i progetti a favore dei ragazzi Down… Io è la prima volta che lo faccio per Trisomia 21 ma ho una certa esperienza: mi sono fatto le ossa negli anni scorsi a vendere le Mele per la Pace di Shalom

Dopo che Cristiano ci ha immortalato in questa foto iniziamo l’opera… sorriso, educazione, gentilezza e un po’ di faccia tosta sono le nostre armi: inseguiamo tutti: carrello, carrello, distribuiamo i volantini e proponiamo l’acquisto della cioccolata, spiegando il più velocemente possibile che è la giornata delle persone con la Sindrome Down e che i proventi vanno ai progetti per l’integrazione di questi ragazzi…

La stragrande maggioranza delle persone tende a svicolare senza degnarti di uno sguardo, accelera il passo e cerca di guadagnare l’uscita per farla franca… (compreso un mio vicino di casa che per evitarmi ha fatto uno slalom a capo basso fra i carrelli) ma noi non ci arrendiamo e cerchiamo di fermare tutti… Abbiamo anche due preziosi alleati: i palloncini che regaliamo ai bimbi (ne ho gonfiati a decine) e il banchino che distribuisce le figurine del WWF che la Coop regala ai suoi clienti… Chi si reca a ritirare figurine per forza, deve passare davanti a noi… 😉

Alcune persone cercano di giustificarsi con le scuse più strane «Torno domani» «Ehm… fai apposta: noi ci siamo solo oggi!», «Ho già dato…», «Ma se abbiamo aperto adesso e non sei mai passato da  qui», «Ho finito i soldi, faccio un bancomat e poi ritorno…», «Cavolo, dev’esser rotto il bancomat, sono due ore che non torna…», «Guardi faccio tanto del bene io, sa sono iscritto alla tale associazione, alla talaltra, ad un ‘altra ancora…» «E allora  fai proprio il tirchio solo con noi?», «Non mi piace la cioccolata», «Vabbè potevi inventare una scusa migliore, quasi quasi ti frugo nel carrello per vedere se è vero che non ti piace la cioccolata!» «Io a quello lì (indicando la foto di Zanetti) i miei soldi non li do!» «Allora dillo che sei milanista e non sopporti che il nostro testimonial sia il capitano dell’Inter e della nazionale Argentina!» Le frasi in rosso ce l’hanno dette per davvero, quelle in blu le avremmo volute dire noi, ma siccome siamo personcine educate le abbiamo solo pensate. Infatti abbiamo risposto a tutti: «Grazie lo stesso, le lasciamo il volantino così può leggere chi siamo. Buona giornata!»

Altre persone si sono dette dispiaciute per non aiutarci e ci hanno raccontato i drammi di un’Italia in crisi, sotto tutti i punti di vista: disoccupati, cassaintegrati, pensionati con la minima e un sacco di medicine da pagare, la mamma di un ragazzo autistico che ci ha detto di sentirsi abbandonata dalle istituzioni… Una ragazza, senza lavoro da un anno, ci ha offerto 2€ e si è scusata perché di più non poteva… Purtroppo l’unica cosa che noi potevamo dare a tutti loro era un sorriso ed un augurio per un futuro migliore…

In tantissimi hanno comprato le tavolette di  cioccolata, qualcuno anche il libro di “Pri-Pri e Pe-Pe” (quello della favola del post di Libera – Accantoalcamino)  e come altre volte  queste persone mi hanno dimostrato che la generosità non ha sesso, ne’ età, ne’ condizione sociale, ne’ colore della pelle. Ci hanno comprato le cioccolate: pensionati, giovani, famiglie con bambini, persone dall’aspetto modesto, signore super ingioiellate e anche diversi stranieri provenienti da altri continenti. Dalle mie esperienze passate ho imparato a fermare chiunque, perchè la generosità la fa il cuore e non l’abito o l’apparente classe sociale!

Abbiamo avuto anche un caso curioso ed uno tenerissimo. Il caso curioso è quello di un signore distinto che arrancava nel supermercato:  con una mano spingeva un carrello strapieno e pesantissimo e con l’altra portava 6 o 7 grucce appena ritirate dalla lavanderia. Emanuela non se l’è sentita di fermarlo… L’ho fatto io e sono stato così convincente che il signore, con un equilibrismo, ha frenato il carrello, posato le grucce e ha comprato la cioccolata. Il caso  tenerissimo è quello di una famigliola nordafricana (ad occhio e croce magrebina…) con tre bambini, ai quali abbiamo regalato un palloncino per uno… Mentre stavamo spiegando al padre chi eravamo, il bimbo più piccolo (direi di circa due anni) mi ha tirato per la maglia e con un sorriso mi ha messo in mano un centesimo di euro per il suo palloncino… L’ho ringraziato e ho restituito il centesimo al suo papà… apprezzando il gesto tenerissimo…

Alle 11.30 telefono a Cristiano: «Senti Cristiano, stiamo finendo le cioccolate, forse non bastano per il turno del pomeriggio» «Guarda che ce n’è una scatola sotto il banchino» «L’abbiamo già vuotata…»… Alle 12.00 io ed Emanuela terminiamo il nostro turno e lasciamo il  banchino, con le ultime 40 cioccolate in mano a Patrizia… un’altra compagna di scorribande podistiche dell’Atletica Signa, mentre l’inossidabile Cristiano si era già messo in moto ed era in giro per  supermercati a caccia di nuove scatole di cioccolata da vendere nel pomeriggio….

Dopo pranzo, mentre Cristiano continuava l’operazione cioccolata mi sono preso una mezz’oretta per andare a trovare altre quattro splendide persone che, provenienti da tutta Italia, stavano lavorando per Trisomia 21: Giovanni da Siena, Valentina da Roma, Fabiana da Genova e la mitica Libera da Udine… Le loro storie e le loro emozioni  potete leggerle e vederle quiquiqui, qui, qui, qui  e qui

Alla fine tutti quanti, ognuno con le sue capacità e con il suo tempo libero, ma uniti dallo stesso spirito e dalla stessa gioia, abbiamo messo un mattoncino per questa bella giornata!  Ma soprattutto siamo tornati a casa tutti molto gratificati da questa bella esperienza! Grazie a tutti, e in primo luogo alla scimmietta!

p.s. Ringrazio Libera per lo splendido segnalibro… appena arrivato a casa è stato apprezzato e requisito dalla pargola!

La mia non-ricetta per la Raccolta “speziale”!

Una raccolta speziale dal blog di Trisomia 21
Una raccolta speziale dal blog di Trisomia 21

Della Raccolta “speziale” per il buffet di Trisomia 21 ve ne ho parlato nel mio post dello scorso 23 Agosto, perciò non mi ripeto. Se volete, tutto il regolamento ufficiale lo trovate sul  blog  di Accanto al camino. A questo punto dovrei dare il mio contributo postando una ricettina, ma sinceramente non sarei nello spirito di sfornellare, spignattare e così via…  Considerato però che di fronte ai cuochi speziali di Trisomia 21 non posso certo tirarmi indietro, cerco di cavarmela alla meno peggio facendo prima una breve premessa…

Premessa

Non mi ritengo, anzi non sono un foodblogger (l’ho già scritto in passato) quindi abbiate pazienza. La non-ricetta è appunto una non ricetta: qui conta solo  la bontà degli ingredienti e non l’abilità del cuoco: d’altra parte come cuoco io sono moooolto scarso. Anche la foto è fatta alla buona: sul tavolo di cucina, con una macchinetta  digitale vecchiotta e senza stare a studiare luci ed esposizione.

Inoltre in questo periodo sono allergico alla cucina:  il caldo dei giorni scorsi mi ha reso antipatici forno e fornello e soprattutto i chili accumulati in ferie mi costringono ad una dieta ferrea per recuperare un po’ forma e ricominciare la stagione podistica. Quindi più lontano sto dal frigorifero e dalla dispensa e meglio è…

Fatte tutte queste premesse e con una buona dose preventiva di cenere sul capo (per rispetto ai veri foodblogger), vi posto la mia sciocchezzuola…

MARGHERITINE DI TOMA VALDOSTANA CON MIELE DI CASTAGNO E NOCI

foto "Margherite di toma valdostana con miele di castagno e noci. Cheese daisies with chestnut honey and walnuts" by unpodimondo - flickr
foto "Margherite di toma valdostana con miele di castagno e noci. Cheese daisies with chestnut honey and walnuts" by unpodimondo - flickr
  • Toma valdostana fresca (o altro formaggio fresco…)
  • Miele di castagno (o altro miele robusto)
  • Gherigli di noce

Prendete un formaggio abbastanza fresco e di gusto rotondo, ma non forte. Essendo appena tornato dalla Val d’Aosta ho usato una toma d’alpeggio valdostana. Potete usare altri formaggi freschi come un latteria, un asiago, una fontina valdostana o un montasio, badando che abbiano una stagionatura fra i 2 e i 3 mesi (4 al massimo). In alternativa potete usare anche un pecorino, sempre fresco. In ogni caso evitate formaggi troppo salati, troppo stagionati, o di gusto troppo forte o piccante.

Fate delle fette di spessore adeguato (io non ho misurato, diciamo che ad occhio saranno state tra mezzo centimetro e 1 centimetro)  e con gli stampini dei biscotti ricavate delle margherite che metterete nel piatto di portata.

Su ogni margherita mettete un cucchiaino di miele di castagno biologico che , col suo retrogusto amarognolo, esalterà il sapore delicato del formaggio. In alternativa potete usare qualche altro miele dal sapore deciso, tipo miele di eucalipto o di melata. Evitate i mieli molto dolci tipo acacia o millefiori.

Completate ogni margherita con un’abbondante quantità di gherigli di noce tritati… In Spagna questa composizione viene considerata un dessert e vi verrebbe servita guarnendo il piatto con un bel ciuffo di panna montata in cui è stato mescolato un po’ del trito di gherigli di noce. Buon appetito!

Come nasce una merendina industriale

Forse questa gag radiofonica l’avete già sentita se siete frequentatori del blog  Trashfood.com, oppure di Ecoblog.it. Io la riposto, per  i lettori che ancora non l’hanno ascoltata, perchè mi sembra molto interessante (purtroppo). L’attrice Carla Signoris, con una buona dose di ironia, vi racconta come vengono prodotte le merendine industriali… Buon Ascolto e Buon Appetito!

Una ricetta: Torta al Cacao “El Ceibo-Estrella primera”.

Torta al Cacao "El Ceibo-Estrella primera" - Chocolate cake "El Ceibo-Estrella primera"
foto "Torta al Cacao El Ceibo-Estrella primera - Chocolate cake El Ceibo - Estrella primera" by unpodimondo - flickr

E’ da tanto tempo che non pubblico una ricetta, essenzialmente per due motivi:

  • Fino alle Feste sono stato a dieta… perciò anche lontano dalla cucina e poi, sinceramente, non potevo mettere sul blog ricette di verdure lesse, pesce lesso e simili.
  • Da quando frequento i blog di vari foodblogger mi sento veramente scarso e mi vergogno un po’… Insomma sono spartano:  faccio ricette semplici, non elaborate e non mi perdo in guarnizioni, presentazioni e simili. Metto il piatto sulla tavola della mia tavernetta e scatto al volo una foto… banale, come quella sopra. Abbiate pazienza ma  non allestisco uno studio fotografico con tanto di luci per fotografare un dolce, anche perchè bado più alla sostanza che all’apparenza. Chiedo scusa ai/alle foodblogger professionali che magari verranno a leggere questo blog: prendete questa ricetta così come è… semplice e banalotta….

Ingredienti

Per la torta

  • 200 gr di farina
  • 150 gr. di zucchero
  • 50 gr. di cacao amaro biologico “El Ceibo” [vedi nota 1]
  • 250 ml. di latte intero biologico
  • 1 bustina di lievito per dolci con cremor tartaro [vedi nota 2]
  • Zucchero a velo q.b.

Per la crema

Procedimento

Mescolare bene la farina, lo zucchero, il cacao e il lievito. Successivamente incorporare il latte un po’ alla volta. Versare l’impasto in uno stampo da dolci (infarinato o con carta forno) e cuocere per 1/2 ora nel forno già caldo a 180°.

Lasciar raffreddare la torta, tagliarla a metà e riempirla con la crema ottenuta mescolando bene il mascarpone con la crema al cioccolato. Coprire la torta con zucchero a velo o guarnire a piacimento… (i/le food blogger potranno sbizzarirsi, glassando o componendo qualche opera d’arte).

[Nota 1] Il cacao prescelto è il Cacao equo, magro  e biologico “El Ceibo” di Altromercato che è reperibile nei negozi del Commercio Equo e solidale e nella catena di negozi “Naturasi“. Si tratta di un cacao di origine boliviana che non ha subito il potassamento e che infatti ha un colore più tenue del cacao normale. Il potassamento consiste nell’aggiunta di carbonato di potassio al cacao ed ha lo scopo di addolcirne il sapore. Il cacao “El Ceibo”, non essendo potassato, conserva tutte le note aromatiche della pianta del cacao e una certa acidità che lo rende ideale nelle ricette con il latte.

[Nota 2] Come polvere lievitante preferisco il cremor tartaro che è una sostanza naturale rispetto ai tradizionali lieviti che si trovano al supermercato e che purtroppo contengono polifosfati (magari su questo argomento converrebbe farci un post)

[Nota 3] La Estrella primera classica è una crema al cioccolato artigianale prodotta da Equoland e reperibile nel circuito del Commercio Equo e Solidale. La crema è caratterizzata da un bel gusto fondente e a  mio avviso è la migliore crema al cioccolato del circuito del Commercio Equo e Solidale ed una delle migliori anche al confronto con le creme della grande distribuzione (forse è seconda solo alla crema Novi).  Diciamo che se volete riempire la torta con una crema “cioccolatosa” vi consiglio  di usare la Estrella Primera classica, se invece volete una farcitura più “nocciolatosa” vi consiglio di usare la crema Novi. Con le altre creme (compresa quella più famosa di tutte) il gusto del  ripieno sarà molto più… banale. Comunque anche sulle creme da spalmare ci sarebbe tanto da scrivere e magari presto ci farò un post….


Il Ristorante Shalom alla 40° Sagra del tartufo bianco delle colline Sanminiatesi.

 

Acquisti carini per consolarsi nelle fredde sere di inverno...
foto "Acquisti carini per consolarsi nelle fredde sere di inverno..." by ingroar - flickr.com

San Miniato (Pi) è una delle più importanti città del tartufo italiane e dal 13 al 28 Novembre 2010 ospita la 40° Edizione della Mostra Mercato Nazionale del tartufo delle Colline Sanminiatesi. A questo link  trovate il sito ufficiale col programma della Sagra che, oltre alla mostra del tartufo, propone iniziative culturali, mostre d’arte, spettacoli ed altri eventi che ruotano sia attorno al prezioso tubero che alla millenaria storia del comune di San Miniato.

Ma San Miniato è anche la sede nazionale del Movimento Shalom, l’associazione di volontariato che si occupa di adozioni a distanza e di progetti per la pace e per lo sviluppo dei paesi del Sud del Mondo. E cosa poteva nascere dall’unione tra le tradizioni gastronomiche di San Miniato e l’entusiasmo delle decine di volontari del Movimento Shalom, se non un ristorante dove all’aroma intenso del tartufo si unisce il profumo della solidarietà?

Durante tutto il periodo della Sagra il Movimento Shalom organizza il Ristorante Shalom che si trova presso l’Aula Pacis-San Miniato (con ingresso da piazza del Popolo) e che resterà aperto nei giorni 13-14-20-21-27-28 Novembre (per info e prenotazioni 349-4771689)

Questi alcuni dei piatti previsti nel menù…

  • Crostini toscani
  • Crostini al tartufo
  • Polenta con i funghi
  • Zuppa di pane al tartufo
  • Penne piccanti
  • Tagliolini al tartufo
  • Risotto al tartufo
  • Roast beef
  • Roast beef al tartufo
  • Omelette al tartufo
  • Salsicce e fagioli
  • Erbette di campo
  • Fagioli lessi
  • Dolci e caffè

Il ricavato verrà devoluto al Progetto Amahoro che ha lo scopo di costruire una Università che si proponga come un centro di educazione alla pace, allo sviluppo, alla riconciliazione e alla cooperazione fra le varie etnie che vivono in  Burundi.   Allo stato attuale sono già state costruite le aule e gli spazi comuni mentre restano da completare l’auditorium e altri spazi interni, più tutti gli spazi esterni. Per avere maggiori informazioni sul progetto e per seguire i vari stadi di realizzazione dell’Università potete consultare questa pagina sul sito di Shalom, oppure anche quest’altra pagina.

 

Due parole sull’edizione 2010 della Mezza Maratona di Signa.

Parco dei Renai, Signa, Tuscany
foto "Parco dei Renai, Signa, Tuscany" by AroundTuscany - flickr

Come ogni buon blogger ogni tanto vado a vedere le statistiche degli accessi al mio blog. Negli ultimi giorni ho notato che in tanti (oltre 130) siete finiti sul mio articolo dello scorso anno dedicato alla Mezza Maratona di Signa (“Mezza maratona di Signa, ovvero come fare le nozze con i fichi secchi!” del 7/10/2009). Qualcuno, molto più professionale del sottoscritto, non accorgendosi delle date del post ha ripreso anche la classifica del 2009 e, credendola di quest’anno l’ha ripubblicata in altri siti. Lo so: siamo in tanti alla ricerca della classifica  dell’edizione 2010 che arriverà forse il prossimo fine settimana… Abbiate pazienza, visto che anche quest’anno sarà stilata col pallottoliere, dal momento che si sono protratti gli stessi errori e  difetti del 2009.

Non era mia intenzione fare un nuovo post su questa corsa anche perchè avrei dovuto fare un copia-incolla di quello dello scorso anno, visto che le lamentele sono rimaste le stesse (leggetelo per conferma). Però, visto che siete venuti in tanti a cercare notizie, vi devo un paio di spiegazioni aggiuntive, rispetto al post del 2009.

Un difetto nuovo

Quest’anno ho notato una cosa a cui  lo scorso anno non avevo fatto caso. Il traffico veicolare sul percorso era sempre troppo alto, molti incroci non erano presidiati e anche dove erano presidiati le auto riuscivano ad intrufolarsi fra i podisti, strombazzando e procedendo talvolta più piano dei podisti stessi. Gli addetti agli incroci erano veramente pochi ma va dato loro atto che, poveretti, facevano tutto quello che potevano. In compenso in corsa ho notato tante canottiere gialle dell’Atletica Signa ovvero della squadra che organizzava la mezza maratona e questo non mi è sembrato corretto. Di solito gli atleti delle società che organizzano le gare non dovrebbero partecipare alla corsa ma dovrebbero, come fanno tutte le squadre serie, “fare servizio” presidiando le strade, gestendo i ristori e la logistica alla partenza e all’arrivo.  In pratica dovrebbero lasciare la gara agli ospiti, impegnandosi nei servizi che garantiscano il buon svolgimento  e la messa in sicurezza della corsa (compreso il presidio di tutti gli incroci, magari con un paio di persone ad incrocio).

Perchè l’ho corsa di nuovo… e come è andata…

Alla fine di tutte queste lamentele più di una persona si chiederà perché tanti podisti (e anche il sottoscritto) continuano ad andare alla Mezza Maratona di Signa. Io posso rispondere solo per me stesso. Sto preparando la mia prima Maratona e mi serviva per forza un test sulla Mezza Maratona, per programmare le tabelle di allenamento per i prossimi due mesi. Ho scelto Signa per praticità perché era la mezza  più vicina a casa e perché avendola corsa lo scorso anno mi permetteva di fare dei raffronti con i tempi del 2009. Se non dovevo fare questo test sarei andato altrove…

Infine, come è andata? In attesa del tempo e della classifica ufficiale, il mio Garmin ha confermato i miglioramenti dovuti alla dieta e all’allenamento che sto facendo… Ho migliorato il mio tempo personale sulla Mezza (fatto alla Mezza di Prato dello scorso Aprile) di 10 minuti e 39 secondi  e il tempo, rispetto alla Mezza Maratona di Signa del 2009, di  13  minuti e 32 secondi. Insomma con 9 kg di peso in meno … si vola!

Colgo anche l’occasione per raccontarvi della mia dieta. La scorsa settimana ho fatto il controllo con la dietista…  E’ andato tutto bene: dalla categoria “sovrappeso” sono rientrato in quella “normopeso” anche se, per arrivare al peso ideale, dovrei perdere altri 4kg. Sarà il mio prossimo traguardo, da raggiungere entro il nuovo controllo (da fare prima di  Natale). Ho però scoperto una cosa che già sospettavo da tempo:  quella che adesso è la mia dieta diventerà, una volta che avrò raggiunto il peso ideale, il mio regime alimentare normale.  Potrebbe sembrare una notizia  triste ma fortunatamente la dietista mi ha aggiornato la dieta: da adesso è consentito anche qualche dolcetto… Volete perciò sapere con cosa ho festeggiato il mio tempo sulla Mezza Maratona di Signa? Con alcuni cioccolatini artigianali belgi comprati appositamente al Mercato internazionale che si è tenuto la scorsa settimana a Firenze!

Nel frattempo rimaniamo in fiduciosa attesa della Classifica ufficiale della Mezza Maratona di Signa 2010…

Aggiornamento delle 22.51 del 6.10.2010

Finalmente è arrivata la classifica della Demie  Marathon (scaricabile a questo link)

Girotondo… con l’uovo dal mondo…

Uovo di Pasqua equo e solidale / Fair Trade Easter Chocolate Egg
foto "Uovo di Pasqua equo e solidale / Fair Trade Easter Chocolate Egg" by unpodimondo - flickr

Questa foto riproduce una delle delle due uova di cioccolato biologico del commercio equo e solidale che ho mangiato ieri a Pasqua.

Due uova di Pasqua, due confezioni di cioccolatini (ovetti e campanine) equi e solidali e il giro del mondo della solidarietà… Il sorriso di mia figlia che ha aperto le uova per cercarvi le sorprese, si è unito ai sorrisi di bambini che grazie al commercio equo e solidale possono andare a scuola, istruirsi, avere cure mediche perchè i loro genitori hanno un lavoro con una retribuzione giusta… Cioccolata, zucchero,  vaniglia, sorprese artigianali, carta per rivestire le uova etc… sono arrivate da…

  • Paraguay
  • Repubblica Dominicana
  • Nepal
  • Perù
  • India
  • Sri Lanka
  • Indonesia
  • Filippine
  • Bangladesh
  • Ecuador
  • Tanzania

Volete sapere cosa abbiamo trovato nelle due uova? Due trottole in legno dipinte a mano da artigiani dello Sri Lanka.

E voi avete comprato il solito uovo con la sorpresa plasticosa delle solite multinazionali dei dolci che però rendono amara la vita delle popolazioni del sud del mondo???

Trottole sorprese uovo cioccolata equo e solidale - Spinning tops surprises from fair trade chocolate eggs
Foto "Trottole sorprese uovo cioccolata equo e solidale - Spinning tops surprises from fair trade chocolate eggs" by unpodimondo - flickr