Delle mele a 60€ al kg, il mio amico Walter e i’ baho Gigi!

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foto "natureaddicts1.jpg" dal sito Trashfood.com

Comprereste delle mele al “modico prezzo” di 60€ al chilo? Sicuramente la vostra risposta è NO ma non fatevi illusioni, perchè non si è mai del tutto sicuri di quello che realmente  si compra, soprattutto  se non si leggono bene le etichette! Magari avete già comprato le mele a 60€ al Kg e non ve ne siete neanche accorti… Basta un’idea nuova di qualche ditta alimentare e una campagna di marketing accattivante e ci rifilano quello che vogliono…

Nei giorni scorsi su Trashfood, il sito della prof. Gianna Ferretti è apparso l’articolo  “Cosa fanno 2 mele + 16 g di pesca? fanno N.A.” del quale vi metto un estratto:

[…]Sono le bustine di N.A. -nature addicts. “L’essenza della frutta in tasca”.[…] Di cosa si tratta? esiste in diverse varianti, Con Lampone, o Fragola, con Pesca o Ribes nero.

Hanno tutte un denominatore comune: il succo di mela concentrato (50%). Altri ingredienti sono purea di mela concentrata, pectina, e aromi naturali. Nella varietà con ribes nero troviamo anche purea di ribes neri concentrata (5%), succo di bacche di sambuco concentrato e fibre della frutta.
Nella varietà “con pesca” troviamo purea di pesche concentrata (7%) e ugualmente fibre della frutta. Il tutto concentrato in gomme dolcissime, e infatti gli zuccheri semplici contenuti sono 79 grammi su 100 grammi, nella confezione da 30g ce ne sono 24g,

Come si arriva a 30g di Nature addicts? sulla confezione leggo che per i dadini di frutta con ribes neri sono serviti 2 mele + 7g di ribes neri. La varietà con pesche si ottiene da 2 mele + 16 g di pesca.

In conclusione, il 90-97% dei dadini è quindi mela o meglio prodotto derivato dalla lavorazione della mela (succo di mela concentrato+purea di mela) forse sarebbe piu’ giusto chiamarle dadini di mela con un po’ di ribes o pesca.

Il costo è di circa 60 euro al chilo, non male.

Mi sembra inoltre davvero inappropriato il confronto con la frutta fresca, conoscete forse un frutto che ha 79 g di zucchero su 100 g?

tratto dall’articolo di Gianna Feretti “Cosa fanno 2 mele + 16 g di pesca? fanno N.A.” pubblicato su Trashfood.com

Non avendo mai comprato queste caramelline (e non avendo nemmeno intenzione di comprarle) prendo per buoni i dati riportati nell’articolo di Gianna per fare qualche breve riflessione generale.

  • Secondo Gianna il  90%-97% delle caramelline è costituito da mele o derivati da mela che ci vengono vendute a 60€ al chilo. Ora le considerazione da trarre sono due: o chi ha inventato queste caramelle (e gli addetti marketing che hanno creato la campagna pubblicitaria) sono dei geni oppure noi consumatori che compriamo queste “mele”, pagandole più di Adamo ed Eva, siamo dei tontoloni! Neppure il miglior Sidro di Normandia costa così tanto!
  • Nel mio Gruppo d’Acquisto Solidale compriamo, dal nostro amico Walter,  delle ottime mele da agricoltura biologica a km 0 al prezzo di 5€ per 3 kg di mele. Facendo le debite proporzioni vuol dire che col costo di un chilo di caramelline (60€) compriamo la bellezza di 36 kg di mele Bio! Avete notato che differenza?????
  • La pubblicità insiste sulla natura (100% frutta, nessun edulcorante o conservante) ma come ha scritto anche Gianna non esiste un frutto con tanto zucchero e poi, lasciatemelo dire, un conto è mangiare un frutto fresco colto dall’albero da poche ore, un conto è mangiare una caramella fatta con mele e trasformati di mele che molto probabilmente hanno subito cotture e trattamenti che forse ne hanno alterato o distrutto vitamine e minerali. Non è meglio mangiare delle mele, delle pesche e del ribes freschi quando sono nel pieno della loro stagione?
  • Le mele biologiche  del mio amico Walter sono così vive e naturali che spesso ci trovi dentro il vermetto, quello che a Firenze viene amichevolmente chiamato il Baco Gigi ( o meglio i’ baho Gigi). Dicevano le nostre nonne che il Baco Gigi è un tipo talmente esigente che la sua presenza significa che la mela è sana e ottima e secondo me non avevano tutti i torti. Io penso che nelle caramelline alle mele il Baco Gigi non ci vivrebbe tanto facilmente:  ammesso che riesca a viverci come minimo prenderebbe il diabete!

Sullo stesso argomento un articolo dal blog di Papille Vagabonde!

p.s. Inutile dire che a Firenze il  solito Riccardo Marasco  ha dedicato una canzone anche al Baco Gigi

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6 thoughts on “Delle mele a 60€ al kg, il mio amico Walter e i’ baho Gigi!

  1. Buongiorno Marco, come si dice: tutto il mondo è paese perchè anche dalle mie parti si dice “el gigetto” no “baho” no, non lo diciamo 😀
    Credo di essere trai i fortunati che non mangiano caramelle, “quelle” caramelle e se dovessero segalarmene un sacchettino lo riterrei uno sgarbo.
    Come sempre ho letto con interesse ed ho immagazzinato tutte queste informazioni.
    Comunque mi sorge spontanea una domanda (premetto che abito vicino alle Valli del Natisone che producono mele a volontà) perchè a volte un kilo di mele costa più di un kilo di banane che, si sa, per arrivare qui da noi devono “tribolare” certamente di più di una cassa di mele…..???
    Ed anche ello spesso quando torna dal supermercato mi dice: ma non può costare più un litro di latte che uno di olio evo…. 😦

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    • Buongiorno Libera, io credo che alla base di tutto ci sia in primo luogo un problema di qualità che incide sul costo e poi anche un problema di informazione…
      Partiamo dall’olio evo che costa meno del latte: qui in Toscana il 2010 è stato una buon anno per l’olio, sia come quantità che come qualità: ebbene il prezzo medio dell’olio evo, comprato direttamente in fattoria o al frantoio, sta intorno ai 9€ al litro (con poche differenze fra biologico e convenzionale). Puoi cercare col lanternino e trovi l’olio a 8€ o a 7€ al litro ma sotto i 7€ non si scende. Nelle annate con minori produzioni il prezzo è andato anche oltre i 10-12€ al litro. Parlando con gli agricoltori scopro che i margini del loro guadagno non sono molto alti per cui mi domando: nelle bottiglie del supermercato che costano meno del latte che tipo di olio c’è? E le olive da cui viene prodotto da dove vengono? E come sono frante? L’olio del super è forse una miscela di olii di provenienza diversa?
      Molto probabilmente stesse analoghe considerazioni si possono fare con le Mele del Natisone: magari paghi una qualità e un lavoro che ti garantiscono un prodotto più sano. Il vantaggio di acquistare gli alimentari attraverso i gruppi d’acquisto solidali e i farmer market è proprio quello di conoscere direttamente i produttori, visitare le loro fattorie, poter fare domande e stabilire un rapporto di fiducia… Io preferisco spendere di più quando ho le informazioni che mi consentono di riconoscere un prodotto di qualità e il valore aggiunto che esso contiene.
      Per quanto riguarda i regali… beh a Natale mi hanno regalato una forma di formaggio che ritengo anch’io uno sgarbo, ma che ho dovuto accettare… magari ci farò un post…

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  2. Grazie Marco, in quanto ad olio quest’anno mi è andata di lusso, vincere il contest/sciroppi di Antonella mi ha dato l’occasione di conoscere un olio evo di olive taggiasche che ha reso le mie lenticchie straordinarimente buone…ad ello hanno regalato 3 bottiglie di olio calabrese che condirà i miei piatti per i prossimi mesi, ma non tutti sono fortunati e, davvero, diventa difficile per tanti mangiare “sano” mentre mangiare “sano” dovrebbe essere il diritto di tutti..mannaggia ma in che mondo viviamo?
    Spesso penso a quelli che speculano sul cibo e mi domando: ma loro ce l’hanno una famiglia, hanno bambini? Hanno persone anziane attorno che devono nutrirsi in modo naturale e non contaminato?…..Le mie domande rimangono senza risposta lasciandomi sempre tanta amarezza 😦
    Ciao e grazie della sollecita e cortese risposta 😀

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    • Ciao Libera,
      sulle speculazioni sul cibo e sul diritto di mangiare sano ti racconto due aneddoti veloci che purtroppo rispondono alle tue domande:
      1) Alcuni anni fa aprirono nel mio quartiere il primo di una lunga serie di hard discount… Alcuni giorni dopo, sul muro del discount apparve la seguente scritta, fatta con una bomboletta spray: “Biologico per i ricchi, veleno per i poveri”. 😦
      2) Alcune persone che conosco e che frequentano i paesi dell’America Latina mi dicono che nonostante in quei paesi la natura sia generosa di frutta e verdura che puoi addirittura cogliere tranquillamente dagli alberi, la pubblicità impone alle persone cibi spazzatura che creano i classici problemi di obesità, colesterolo etc… che affliggono i paesi occidentali… Semplicemente le persone non hanno le conoscenze per capire cosa è sano e cosa non lo è, altrimenti mangerebbero quel ben di Dio che la natura gli mette a disposizione da secoli e che fa parte delle loro tradizioni… 😦

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  3. Già, non serve andare lontano, io abito “quasi” in campagna e vedo la frutta marcire sugli alberi e i “titolari” di cotanta graziadiddio andare a comperare la frutta al supermercato.
    Marco, consapevole che qui non andiamo da nessuna parte (purtroppo) ti saluto e ti auguro una bella e consapevole serata..ciao.

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