Novantaquattro centesimi.

Foto
Foto “Fireworks” by John Holzer – flickr

Li vedete i fuochi d’artificio? E la banda la sentite? E il dj che mette le musichette brasiliane? Pepè pepepè, pepè , pepepè, pepèèèèèèèèèè! Volete accodarvi anche voi al trenino???? Si lo so che non è l’ultimo dell’anno e nemmeno la festa patronale… E’ che a casa mia stiamo festeggiando la maturità della figliola, presa appunto con novantaquattro centesimi…

Si lo so le prospettive non sono buone ….il futuro ci riserverà l’Università fuori sede e forse anni di precariato e disoccupazione… Per ora festeggiamo, poi vedremo… C’è nessuno che vuole una fetta di torta? Pepè pepepè, pepè , pepepè, pepèèèèèèèèèè!!!!!

pssss… non lo dite a nessuno ma pare che i fuochi d’artificio siano stati fatti dando fuoco alle fotocopie di tedesco…

Un paese civile si riconosce anche da queste piccole cose…

Foto "17/365" by DorteF - flickr
Foto “17/365” by DorteF – flickr

Nelle settimane scorse abbiamo discusso su vari blog dell’opportunità di tenere aperti i negozi la domenica e nelle giornate di festa, soprattutto nelle località turistiche. Non voglio tornare sull’argomento ma colgo l’occasione per farvi conoscere un’usanza che ho trovato in Austria.

La Domenica in Austria tutti i negozi sono chiusi, sia che vi troviate nei paesini di montagna sia che vi troviate nel centro storico di Vienna: uniche eccezioni qualche bar, qualche ristorante e qualche museo (ma non tutti). Sono chiuse perfino le edicole e quello che vedete nella foto è il modo per comprare il giornale la Domenica mattina: ai semafori, ai pali della luce e ai cartelli stradali sono appese delle buste con i quotidiani e un mini salvadanaio con un lucchetto dove mettere le monete per pagare il giornale. Si mette il soldino  e si prende la propria copia: l’anno scorso l’ho fatto anch’io quando ero a Vienna in occasione del concerto di Lady Gaga…

Immaginatevi una cosa del genere in Italia… qualcuno si porterebbe via tutti i giornali senza pagare, oppure sbarberebbe il salvadanaio e magari romperebbe anche il palo pur di arraffare quella decina di euro che ogni scatolina contiene. Qualcun altro lo farebbe solamente per danneggiare un quotidiano che ha una linea politica diversa dal proprio pensiero.

Secondo me, queste buste appese ai cartelli stradali, sono un segno di civiltà e di rispetto che purtroppo noi italiani non possiamo permetterci. Ogni palo esprime il rispetto del lavoro e del riposo altrui, la fiducia nel prossimo e indica che almeno la Domenica non è fatta per produrre e consumare senza sosta.

E tutto sommato, anche per i turisti, la Domenica austriaca diventa piacevolmente diversa: passeggiare con i negozi chiusi e le vetrine spente diventa l’occasione per concentrarsi sulle architetture, sui monumenti a cielo aperto e sulle persone del luogo. A volte si colgono dei dettagli che, attirati dal luccichio delle vetrine, magari ci sarebbero sfuggiti… E se poi un museo dovesse essere chiuso, rimane sempre qualche parco o qualche panchina dove sedersi e, con lentezza, ammirare un paesaggio nuovo e tutta la vita che scorre intorno…

Come è andata a finire… la festa de “Il Kantiere”.

Nel precedente post vi ho segnalato la festa che si è tenuta Venerdì scorso presso il centro culturale il Kantiere di Firenze. E’ stata la prima volta che il Gruppo d’Acquisto Solidale di cui faccio parte (Mondogas) è, come dire… uscito allo scoperto. Da più di tre anni  le nostre 15 famiglie fanno la loro spesa alternativa, biologica, biodinamica, a km zero, equa e solidale: così semplicemente, senza tanti fronzoli. Con la festa di Venerdì scorso abbiamo fatto vedere chi siamo, cosa facciamo e soprattutto abbiamo fatto assaggiare a tutti  un po’ delle cose buone che mettiamo sulle nostre tavole ogni giorno. Abbiamo allestito il nostro banchino all’esterno de il Kantiere, insieme alle molte altre associazioni che erano presenti… Mi sarebbe piaciuto visitare più approfonditamente anche gli altri banchini ma il successo del nostro è stato tale che sono stato quasi sempre occupato…

IL FOTORACCONTO (… per i blogger curiosi io ero il fotografo e quindi non appaio mai nelle foto)

Il banchino in fase di allestimento: tovaglia tradizionale a quadrettoni di Eleonora e insegna tecnologica del Leo… Il succo del G.A.S.: internet e le nuove tecnologie come mezzo per comprare prodotti di una volta….

Foto "Festa Kantiere/Mondogas 2012" by unpodimondo - flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012” by unpodimondo – flickr

In primo piano i frolloni al farro e al cioccolato del nostro amico e fornitore Daniele Scapigliati (qui un post dedicato ai biscotti e qui un altro) e più indietro le gallette e la crema spalmabile comprati all’ultimo momento da Stefania alla bottega del commercio equo e solidale… Potevamo lasciare i bambini senza crema alla nocciola?

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Appunto, inziamo a spalmare…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

I nostri volantini di presentazione insieme al parmigiano biodinamico che il nostro Felice ha tirato fuori dalla sua dispensa per sacrificarlo sul nostro banchino con i mieli biologici dei  nostri fornitori Sabrina e Emiliano. Oltre ai classici millefiori e acacia abbiamo unito in matrimonio il Parmigiano con i mielini aromatizzati al peperoncino, alla lavanda e allo zafferano…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

E da bere? Chianti, Vin Santo di Caratello  e per i bimbi succo di mela… (tutto sempre biologico…)

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

La merenda è una lotta fra dolce e salato: da una parte gallette di riso integrali con crema di nocciole, entrambe del commercio equo e solidale, dall’altra pane semintegrale ai cinque cereali con olio biologico dell’Impruneta… A fine serata la tradizione del pane con l’olio straccerà la crema di nocciole…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Cominciano ad arrivare i primi visitatori…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Degustiamo tutti insieme … di qua e di là dal banchino…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Si assaggia, si mangia e si racconta cos’è un Gruppo d’Acquisto Solidale: un gruppo di famiglie che si riunisce insieme per fare una spesa alternativa… Lo spieghiamo soprattutto a chi ci scambia per produttori o venditori e vorrebbe comprare tutto quello che abbiamo sul banchino…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Giovani gasiste* mangiano… e crescono!!!

*dicesi gasista persona che fa parte di un G.a.s.

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Il Parmigiano va a ruba….

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

… soprattutto se accompagnato da un buon chianti…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Si illustra il contenuto del nostro volantino… Nel frattempo termina il pane ai cinque cereali semintegrale… Ci viene in aiuto il ristorantino de il Kantiere che ci offre un sacco di pane bianco… per continuare a preparare il pane con l’olio e con la crema di nocciole…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Ed in effetti spalmiamo e vinelliamo fino a notte fonda…

https://i0.wp.com/farm9.staticflickr.com/8147/7490016966_ae8212fbd7.jpg
http://farm9.staticflickr.com/8147/7490016966_ae8212fbd7.jpg

Ringraziamenti:

  • Al Kantiere che ha organizzato la festa e che ci ospita da oltre 3 anni.
  • Ai nostri  fornitori che ci hanno regalato alcuni dei prodotti che erano sul banchino (Scapigliati, Le Montanine, Sabrina Accioli).
  • A tutti i gasisti di Mondogas che hanno partecipato alla festa: a chi ha allestito il banchino, a chi ha comprato e portato i vari prodotti, spesso togliendoli dalla propria dispensa, a chi ha fatto i volantini e l’insegna, a chi ha distribuito sorrisi e informazioni e infine ai gasisti che erano in ferie ma che ci hanno sostenuto anche da lontano… con idee e suggerimenti!
  • Alle altre associazioni che erano presenti alla festa insieme a noi (Coopi, Informatici senza frontiere, Piccoli passi, Equobì-Bottegotto, Compagnia delle arti di Romena, Cepiss e sicuramente diversi altri che ho dimenticato)

Kantiere in festa, domani 29/06/2012

Il Kantiere è un centro culturale del Quartiere 4 di Firenze ubicato in via del Cavallaccio 1/q (zona UCI Cinemas) che durante tutto l’anno ospita al suo interno una serie di attività e associazioni che spaziano dai corsi di lingue ed informatica, al teatro, alle arti, al ballo fino ai gruppi d’acquisto solidale di cui abbiamo parlato nel post precedente. Anche il gruppo di cui faccio parte io (mondogas) si riunisce in questa struttura tutte le settimane…

Domani sera 29/06/2012 , in prossimità con la con la chiusura estiva del centro (che in realtà resterà aperto anche tutto Luglio) la sede ospiterà, KANTIERE IN FESTA, una serata di laboratori, canti, balli e degustazioni gratuite che partirà alle ore 18.30 e si concluderà a notte (quasi) fonda… con lo spettacolo della  Compagnia delle Arti di Romena.

Potete leggere il programma completo nel volantino sottostante… Se poi volete avere maggiori informazioni sui gruppi d’acquisto e assaggiare un po’ di buoni prodotti biologici e biodinamici dei nostri fornitori vi aspettiamo allo stand di Mondogas… Io ci dovrei esserci dalle 18 alle 20… dopo ci saranno altri gasisti… In ogni caso io o qualcun altro del mio gas saremo a disposizione per maggiori informazioni….

p.s. Per chi invece vive lontano da Firenze e magari vorrebbe venire a visitarla ricordo che il Kantiere ospita anche un piccolo, grazioso ed economico ostello e un ristorantino niente male aperto a pranzo!

Locandina Kantiere in Festa.
Locandina Kantiere in Festa.

Natale Solidale: le golosità di Trisomia 21… e una bella lotteria!

Il Natale è anche tempo di tavolate, brindisi e tante dolcezze da condividere golosamente con amici e parenti… Quindi cosa c’è di meglio che regalare e regalarsi ottimi dolci, squisiti vini e golose cioccolate? Farlo attraverso una donazione a Trisomia 21 di Firenze, per sostenere le attività a favore dell’autonomia e dell’integrazione delle persone con sindrome di Down.

Voi fate una donazione a Trisomia 21 e in cambio vi verranno regalate le  golosità che vedete in queste foto… Ad esempio con una donazione di 5€ vi verrà offerta la mitica cioccolata equa e solidale a forma di busta da lettere… Con 7€ sarete sommersi di dolcezza grazie ad uno squisito vasetto di miele e così via… Più sarete generosi e più Trisomia 21 vi ricambierà con pacchi e pacchettini!

E se qualcuno è a dieta a Trisomia 21 hanno pensato anche a lui e vi ricambieranno con dei bellissimi libri: il coloratissimo “Pri-pri e Pe-pe, le strambe avventure di Primavera e Pedro” se il destinatario del dono è un bimbo, oppure il commuovente “Chi lo legge questo libro? Persone e sindrome di Down” se il destinatario è un adulto.

Ma dove potete prendere tutte queste golosità? Naturalmente a Firenze in Viale Alessandro Volta n.16 nella palazzina di Trisomia 21 dove potrete anche vedere con i vostri occhi tutti i progetti che l’Associazione porta avanti  per l’integrazione e l’autonomia delle persone con sindrome di Down.

Oppure vi sentite fortunati come Gastone Paperone o come il mio amico Simone? Beh in quel caso Trisomia 21 ha in serbo per voi una fantastica lotteria con un sacco di bei premi… Con un biglietto da soli 3€ potete portarvi a casa un buono da spendere in un’agenzia di viaggi del valore di 1.400€  o un bel televisore, un cellulare, un ipod, un lettore dvd e tanti buoni per assistere a concerti, per cene, massaggi, trattamenti estetici e così via.

L’elenco completo dei premi della lotteria lo trovate seguendo questo link mentre vi anticipo che l’estrazione verrà effettuata il 16 Dicembre nell’ambito della festa “Vinellando e Birreggiando” il cui programma potete leggere in anteprima a questo link.

Natale solidale
Natale solidale

p.s. tutte le foto, tranne il logo “Natale Solidale”, sono tratte dal sito di Trisomia 21

Natale Solidale 2011!

Natale solidale
Natale solidale by unpodimondo

Tra poco sarà Natale, tutte le strade si riempiranno di luminarie e inizierà la caccia al regalo. Con questo semplice disegnino  il blog lancia una piccola iniziativa… quella di segnalare alcune idee solidali per i regali di Natale… Regali originali e simpatici che, mentre fanno felice un nostro amico o parente, donano un sorriso e un po’ di felicità anche ad altre persone, magari meno fortunate di noi…

Si può (anzi si dovrebbe) essere contrari alla trasformazione del Natale nella solita festa consumistica ma alla fine, volenti o nolenti,  qualche regalo da fare  ci scappa sempre! Allora facciamo in modo di mettere sotto l’albero un… “Natale Solidale” che scaldi i cuori di tante persone…

Nei prossimi giorni scriverò alcuni post con delle idee… Qui sotto (e nella pagina apposita che vedete in alto) troverete il riassunto di tutto quello che è stato presentato e che presenterò in futuro…

E se avete anche voi delle idee da segnalare siete i benvenuti!

Fratelli d’Italia, secondo alevignozzi!

Quirinale - Roma
foto "Quirinale - Roma" by Alessandro Demetrio - flick

Sui risvolti economici-sindacali-lavorativi della festa del 15o° anniversario dell’Unità d’Italia vi ho già scritto nel mio post dello scorso 8 Marzo. Stavo cercando di scrivere qualcosa da pubblicare sul significato della festa odierna, qualcosa che mi rispecchiasse, che esprimesse il mio essere italiano senza cadere nella retorica vuota e dannosa di quei politici che mentre oggi festeggiano l’Italia, da anni la stanno spolpando voracemente. Per caso, leggendo la rivista “Podismo e Atletica”, mi sono imbattuto nell’articolo “Fratelli d’Italia” scritto da alevignozzi ed essendomi riconosciuto nel bellissimo pezzo ve lo copio e  incollo, non prima di avervi messo due note sull’autore…

Alessandro Vignozzi, classe 1951, è un architetto urbanista, docente c/o la Facoltà di Architettura dell’Università Federico II di Napoli ma, per noi podisti toscani, è  semplicemente “i’ Vignozzi”, podista di Sesto Fiorentino, alto alto e col vizio di correre, sia in estate che in inverno, sempre scalzo. Le rare volte in cui non corre a piedi nudi usa i five fingers… quella specie di calzini ipertecnologici che potete vedere alla fine dell’articolo. Sarà la sua cultura, sarà il contatto diretto dei piedi nudi sul terreno, sarà la sua toscanità, ma trovo i suoi scritti (anche se non gliel’ho  mai detto) veramente illuminanti, arguti e divertenti! E’ l’unico nel settore del podismo che, col pretesto di scrivere di corse, riesce a parlare d’altro e molto spesso di argomenti molto più seri della cronaca di qualche gara… Buona lettura e Viva l’Italia!

Fratelli d’Italia di alevignozzi

Memoria e sgomento

Il 17 marzo saranno 150 anni da che siamo Italiani. Premetto che 150 è un numero al limite della soglia di rilevanza. Si potrebbe, insomma, eccepire se sia davvero degno di esser celebrato. E anche a me viene da scongiurare che in questa bulimica “società dello spettacolo” – come già negli anni ’60 la definiva il filosofo Debord – non si finisca presto per festeggiare anche i 125 e i 175, per passare infine a più rassicuranti cadenze decennali.

Ma non è certo per il timore d’una siffatta inflazione che in questi giorni infuria la polemica fra chi il 17 vuol far festa e chi no.

Un sondaggio ha rilevato che l’81% della popolazione la vuol fare; ma non è un dato significativo: le feste piacciono a tutti. Fra chi comanda, invece, lo scontro è assai più incerto. Ed è così violento da mettere in discussione il significato stesso  di quella che – per non so quanto ancora – è pur sempre la nostra patria.

A una persona della mia età questa diatriba non può che fare una strana impressione. L’anno del centenario compivo esattamente 10 anni  e quella ricorrenza mi s’è stampata nella memoria (ricordo ancora i “celo, celo,… manca!!!” quando ci scambiavamo i doppioni davanti alla scuola) perchè tutti facevamo la raccolta delle figurine  con l’incontro di Teano, la battaglia di Solferino e Curtatone e Montanara. Erano altri tempi e imperversava ancora la retorica patriottarda – un po’ alla libro “Cuore” – dei Pietro Micca e degli Enrico Toti. Oggi, le cose sono molto diverse: nel bene; ma anche nel male.

Più quattrini, meno cuore.

Proprio in quell’anno ci arrivarono in classe tre ragazzi di Catanzaro, ospiti di non rammento qual istituto assistenziale.  Avevano i grembiuli spiegazzati e le croste di sudicio ai gomiti: quando parlavano non si capiva nulla e, a parte quello, erano comunque parecchio ignoranti. Confesso che noi autoctoni li tenevamo un po’ a distanza: non eravamo attratti a farci amicizia; né il loro atteggiamento, chiuso e quasi sospettoso, ci incoraggiava più di tanto. Ma nessuno, né noi né i nostri genitori, s’è mai sognato di mettere in discussione il fatto che stessero lì con noi. L’anno dopo andammo alle medie e da allora non li ho più rivisti. Ho però appreso con piacere che uno di loro (Tarantino: il più sudicio di tutti) è oggi un apprezzato professionista: l’impegno profuso dalle istituzioni non era andato sprecato.

Oggi, malgrado la crisi, queste sacche di sottosviluppo sono pressochè scomparse. Ma all’accresciuto benessere si contrappone una diffusa perplessità su alcuni concetti essenziali, quali il nostro rapporto con lo stato e l’idea stessa di nazione. E’ un momento critico, in cui sentirsi entusiasticamente italiani è tutt’altro che scontato. Alla base di questa perplessità c’è una situazione un po’ paradossale, non dissimile da quel quadro di “doppio vincolo” che alcuni psichiatri indicano come uno dei principali fattori della schizofrenia. Da un lato, infatti, ci sono molti che, a torto o a ragione, provano nel sentirsi italiani un imbarazzo di natura contingente, perchè non si riconoscono nell’operato di chi li governa, o più in generale nella nostra classe politica e nell’andazzo  delle nostre istituzioni. Dall’altro lato ce ne sono altrettanti che, appagati dall’attuale maggioranza, ne condividono il proposito di smantellare l’unitarietà del nostro ordinamento; per non dire delle vere e proprie velleità separatiste di quella componente che, ancorchè minoritaria, risulta al momento egemone in virtù del potere di ricatto acquisito con le recenti vicende.

Perchè “non possiamo non dirci italiani”

Io, come la penso, lo si sarà già capito: già nel numero di gennaio esprimevo le mie perplessità sulla montante prospettiva federalista. Sono – in modo convinto non meno che ragionevole – nazionalista e antisecessionista (ma sono anche orgoglioso d’essere, nell’ordine, Toscano, Fiorentino, Sestese, Quintigiano e addirittura Fornacino). Amo la bandiera; litigo invariabilmente con gli amici stranieri se appena si azzardano a rivolgerci critiche malevole; e tifo, anche e soprattutto nel podismo, per tutti i nostri atleti (incluso Schwazer, benchè la lingua di Dante gli crei ancora soverchio imbarazzo).

Né è difficile capire il perchè. Ho fatto il dottorato a Torino; insegno a Napoli. Malgrado i vincoli aberranti del nuovo ordinamento, l’università è ancora una comunità allargata: quando incontri un collega, essere siciliani o piemontesi non fa proprio nessuna differenza; quel che conta sono semmai le scuole di pensiero o le preferenze concettuali. Si dirà: ma non è lo stesso anche con gli stranieri? Ebbene no, non è lo stesso. Ho insegnato abbastanza a lungo a studenti americani per capire che – nel bene e nel male (forse, ahimè, più nel male che nel bene; ma è comunque un dato di fatto) – siamo davvero molto diversi. Loro più rigorosi, disciplinati, onesti, convinti; ma anche  inflessibili, acritici, schematici, ingenui. Noi più colti, espressivi, facondi, genialoidi; ma anche pigri, opportunisti, inconcludenti, fatalisti. Insomma, noi Italiani, dopo 150 anni, siamo ormai molto più “Italiani piuttosto che stranieri” che non “emiliani piuttosto che pugliesi”.

Chi lo nega ho la sensazione che lo  faccia, in ultima istanza, solo perchè si vede parte di un sottogruppo di italiani con più quattrini di altri; e gli piglia uno sturbo al pensiero che un po’ delle tasse che non riesce ad evadere vadan a finire nelle tasche  di quelli che se la passan peggio. A costoro, insommma, – a differenza dei nostri genitori – non gli sarebbe proprio andato giù che anche il piccolo Tarantino avesse l’opportunità d’essere allevato come dio comanda.

… senza se e senza ma

Questo modo di pensare, per quanto lecito, mi pare anzitutto imbecille. Tarantino ora  guadagna un sacco di quattrini e, oltre a contribuire al benessere collettivo con le sue qualificate prestazioni, con le tasse che paga compensa ad usura quanto allora fu speso per lui.

C’è poi da tener a mente la rapida alternanza delle umane sorti: lavorando a Napoli, ogni tre per due ho modo di toccar con mano la passata grandezza di una metropoli che fino a ieri insegnava al mondo come si mangia e come si canta; mentre oggi rischia, letteralmente,  di finire sepolta nella merda. Chi oggi è ricco, domani sarà povero, e viceversa (basta pensare ai cinesi: chi l’avrebbe detto vent’anni fa?). Non ha senso costruire steccati che tra breve potremmo trovarci a voler rinnegare invano.

Ma soprattutto, per tornare a noi, mi par che questo modo di pensare sia l’opposto dei valori che illuminano l’ambiente delle corse: solidarietà, uguaglianza, empatia, disponibilità. Sono i valori che stanno alla base di ogni proficua convivenza. E’ l’unità d’una nazione altro non ha a essere se non questo: un modo di sentirsi e comportarsi da fratelli perchè tutti stiano meglio. L’unione, come si suol dire, fa la forza: chi può credere che anche regioni privilegiate come Toscana o Lombardia se la passerebbero meglio in veste di staterelli indipendenti?

Ma è inutile far tanti discorsi: la prova più evidente di quel che dico sta proprio nell’inconscio collettivo, in quella parte profonda di noi che, senza tanti rigiri, sa per istinto con chi deve stare. E questa parte si attiva in modo infallibile proprio quando entra in gioco la competizione sportiva (ovvero per etologi ed antropologi, una guerra ritualizzata): quando giocano gli azzurri, voglio vedere chi è che si mette a tifare per quegli altri!  Vi ricordate “Italia-Germania 4 a 3”: ci hanno fatto anche un film… E allora?

Alla gara d’esordio  del non mai abbastanza lodato Criterium Podistico Toscano (Pannocchia, questa era per te!) ci ha accompagnato l’Inno di Mameli: una volta, forse, m’avrebbe fatto un po’ sorridere, oggi, coi tempi che corrono, ci vado a nozze. Infine: il 17, a Pistoia, fanno una corsa espressamente dedicata a questo 150°. Non so se per l’occasione abbandonerò la consueta livrea nera dell’Outback a favore di una tenuta bianca-rossa-e-verde, ma una cosa è certa: cascasse il mondo non mancherò.

Frateélli d’Itaàlia, papparàpa… papparàpa…

Articolo “Fratelli d’Italia” di alevignozzi pubblicato a pagina 9 di “Podismo e Atletica” del mese di Marzo 2011.

New Shoes, September, 2009
foto "New Shoes, September, 2009" by Maggie Osterberg - flickr