Firenze – Via degli Arcipressi, 27 Aprile 2016.

I padroni che non raccolgono i bisognini dei loro cani sono estremamente maleducati e se i vigili urbani non stessero dietro alle scrivanie al chiuso degli uffici, qualche multa produrrebbe sicuramente strade più pulite, entrate extra per il bilancio del Comune e rapporti più sereni fra i cittadini. Invece, nell’indifferenza più totale, la maleducazione genera altra maleducazione e la città del Rinascimento diventa città dell’imbarbarimento…

Foto "Firenze, via Arcipressi" by Unpodimondo

Foto “Firenze, via Arcipressi” by Unpodimondo

Se 14 milioni di italiani fossero coerenti…

Foto "Old gas station" by Carsten aus Bonn - flickr

Foto “Old gas station” by Carsten aus Bonn – flickr

Purtroppo il referendum sulle trivelle non ha raggiunto il quorum e quindi non è valido. Lascio ai Tg, ai giornaloni e ai vari politici tutte le analisi sul caso. Faccio però una piccola osservazione: circa 14.000.000 di italiani hanno votato “SI”, dicendo che non vogliono le trivelle nei nostri mari. Se tutte queste persone, coerentemente col loro voto, cominciassero a lasciare l’auto nel garage e a muoversi a piedi, con le bici o con i mezzi pubblici, anche solo uno o due giorni a settimana e se magari in inverno abbassassero la temperatura del riscaldamento di solo 1 grado, forse le trivelle chiuderebbero da sole per scarsa convenienza economica.

Diamoci da fare! 14.000.000 siamo in tanti! Sarebbe una rivoluzione!

Ultimo appello per fermare le trivelle…

notriv_09Ho letto molto in questo periodo sulle trivelle oggetto del referendum e sull’ecosistema marino del Mediterraneo (e per me che sono un’amante della montagna è tutto dire). Avrei voluto scrivere di più sul blog ma il tempo è quello che è e perciò vi lascio con due pensieri tratti da tutto il materiale che ho letto e con alcuni link di persone più competenti del sottoscritto…

  • Il petrolio presente nei nostri mari è pochissimo. Se oggi estraessimo tutto inseme il petrolio e il metano presenti nei giacimenti nazionali e fosse usato per coprire i bisogni dell’Italia avremmo, nella migliore delle ipotesi, petrolio per 8 settimane e metano per 6 mesi. In realtà il petrolio estratto sarebbe di proprietà delle multinazionali e potrebbero decidere di venderlo all’estero. Allo Stato italiano resterebbe un’elemosina di royalties e l’onere di ripristinare eventuali danni ambientali che si ripercuoterebbero sul turismo.
  • E’ almeno dagli anni ’60 del secolo scorso che viene estratto metano e petrolio dalle coste italiane, in particolare nel mare Ionio e nel ravennate. Ora, se il petrolio e il metano fossero davvero la fortuna che i petrolieri vorrebbero farci credere, Basilicata e Calabria sarebbero  da 50 anni le regioni più ricche d’Italia e quasi trainerebbero da sole l’economia nazionale… Mi sembra invece che siano tra le regioni più povere e con più disoccupazione dell’intero stivale il che la dice lunga sui vantaggi del petrolio. Credo che se ci sarà una rinascita per la Basilicata questa sarà legata a Matera capitale della Cultura 2019, al turismo e alla tutela dell’ambiente. E che dire di Ravenna? Città bellissima che, a causa delle trivellazioni del metano, sprofonda ogni anno di 2 cm… leggete questo articolo del 2014… quindi non influenzato da logiche referendarie. Se volete vedere i famosi mosaici bizantini di Ravenna sbrigatevi a fermare le trivelle o in futuro per ammirarli, potreste avere bisogno del brevetto da sub!

Persone che hanno scritto meglio e con più competenza del sottoscritto:

#NonnaVotaSi

Mi ero ripromesso di parlare ancora del referendum che si terrà Domenica prossima sulle trivellazioni nel mar Mediterraneo. Dal momento che in questo periodo non ho molto tempo da dedicare al blog oggi vi lascio due video molto simpatici in cui si chiede di coinvolgere le nonne e tutte quelle persone ancora indecise per farle recare al seggio Domenica prossima… Buona visione…

E se questo non basta a portare le nonne in cabina elettorale… rimane sempre l’appello di Greenpeace col fascino di Flavio Insinna e di altri vip della tv per invogliarle a dare il loro “SI” al referendum sulle trivelle… «E dai Nonna… se te lo dice anche il medico in famiglia e pure il commissario Cecchini di Don Matteo…»

Ai prossimi giorni…

L’appello di Padre Alex Zanotelli per il SI al referendum sulle trivelle.

Foto "Padre Alex Zanotelli" by Gianfranco Reppucci - flickr

Foto “Padre Alex Zanotelli” by Gianfranco Reppucci – flickr

Fra poco più di quindici giorni saremo chiamati al Referendum per dire “SI” o “NO” alle trivellazioni infinite, fino a totale esaurimento dei pozzi di petrolio, nel nostro mar Mediterraneo. Sarà difficilissimo raggiungere il quorum ma in ogni caso dobbiamo provarci e per fortuna la rete sta dando il giusto risalto e le giuste informazioni che vengono negate o nascoste dai media di regime… troppo legati alle multinazionali dei petrolieri…

Se la prossima estate anche voi pensate di portare al mare le vostre chiappe chiare, oltre alla prova costume e alla ricerca dell’albergo, quest’anno dovrete andare anche in cabina elettorale a dire che non volete le trivelle… o le vostre chiappe rischiano di diventare nere di petrolio!

Pubblico perciò l’appello di Padre Alex Zanotelli, il missonario comboniano da sempre paladino dei beni comuni, del rispetto dell’ambiente e della solidarietà agli ultimi… Nei prossimi giorni seguiranno altri appelli…

Padre Zanotelli: Il petrolio resti sotto terra!

Il 17 aprile dobbiamo tutti/e prepararci ad andare a votare il nostro SI’per il Referendum, proposto da nove regioni e dai comitati No Triv. (Ricordiamoci che si tratta di un Referendum abrogativo di una legge del governo Renzi sulle trivellazioni petrolifere, per cui è da votare SI’ all’abrogazione!). La sola domanda referendaria su cui dovremo esprimerci sarà: “Si può estrarre petrolio fino all’esaurimento dei pozzi autorizzati che si trovano lungo le coste italiane entro le 12 miglia?” Inizialmente erano sei le domande referendarie proposte dalle nove regioni (Basilicata, Puglia, Molise, Veneto, Campania, Calabria, Liguria, Sardegna e Marche). Ma la Cassazione ha bocciato l’8 gennaio le altre cinque domande perché il Governo Renzi, nel frattempo, aveva furbescamente riscritto due commi del Decreto Sblocca Italia 2016. Per cui ne rimane una sola. Le ragioni date dai comitati NO TRIV per votare SI’ sono tante: il pericolo di sversamenti di petrolio in mare con enormi danni alle spiagge e al turismo, il rischio di movimenti tellurici legati soprattutto all’estrazione di gas e l’alterazione della fauna marina per l’uso dei bombardamenti con l’aria compressa. Ma la ragione fondamentale per votare SI’ è, che se vogliamo salvarci con il Pianeta, dobbiamo lasciare il petrolio ed il carbone là dove sono, cioè sottoterra! Il Referendum ci offre un’occasione d’oro per dire NO alla politica del governo Renzi di una eccesiva dipendenza dal petrolio e dal carbone per il nostro fabbisogno energetico. Gli scienziati ci dicono a chiare lettere, che se continuiamo su questa strada, rischiamo di avere a fine secolo dai tre ai cinque centigradi in più. Sarà una tragedia!

Papa Francesco ce lo ripete in quel suo appassionato Laudato Si’:”Infatti la maggior parte del riscaldamento globale è dovuto alla grande concentrazione di gas serra emessi soprattutto a causa dell’attività umana. Ciò viene potenziato specialmente dal modello di sviluppo basato sull’uso intensivo dei combustibili fossili (petrolio e carbone) che sta al centro del sistema energetico mondiale.” Il Vertice di Parigi sul clima, il cosiddetto COP 21, dello scorso dicembre, lo ha evidenziato, ma purtroppo ha solo invitato gli Stati a ridurre la dipendenza da petrolio e carbone. E così gli Stati, che sono prigionieri dei poteri economico-finanziari, continuano nella loro folle corsa verso il disastro. Per questo il Referendum contro le trivellazioni diventa un potente grimaldello in mano al popolo per forzare il governo Renzi ad abbandonare l’uso dei combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili.

Trovo incredibile che il governo Renzi non solo non abbia obbedito a quanto deciso nel vertice di Parigi, ma che non abbia ancora calendarizzato la discussione parlamentare per sottoscrivere gli impegni di Parigi entro il 22 aprile. In quel giorno infatti le nazioni che hanno firmato l’Accordo di Parigi si ritroveranno a New York per rilanciare lo sforzo mondiale per salvare il Pianeta. Sarebbe grave se mancasse l’Italia. Per questo mi appello alla Conferenza Episcopale Italiana perché, proprio sulla spinta di Laudato Si’, inviti le comunità cristiane ad informarsi su questi temi vitali per il futuro dell’uomo e del Pianeta, e votare quindi di conseguenza.

Mi appello a tutti i sacerdoti perché nelle omelie domenicali spieghino ai fedeli la drammatica crisi ecologica che ci attende se continueremo a usare petrolio e carbone. Mi appello alle grandi associazioni cattoliche (ACLI, Agesci, Azione Cattolica…) a mobilitare i propri aderenti perché si impegnino per la promozione del SI’ al Referendum.“Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti… Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, anche fra i credenti, vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche. Abbiamo bisogno di nuova solidarietà universale. Come hanno detto i vescovi del Sudafrica” I talenti e il coinvolgimento di tutti sono necessari per riparare il danno causato dagli umani sulla creazione di Dio.”

Diamoci da fare tutti/e, credenti e non, per arrivare al Referendum con una valanga di SI’ per salvarci con il Pianeta.

Alex Zanotelli
Napoli,14 marzo 2016

Appello di Padre Alex Zanotelli pubblicato sul sito www.fermaletrivelle.it

La stella di Natale è nociva.

Foto "Stella di Natale" by Maurizio - flickr

Foto “Stella di Natale” by Maurizio – flickr

Dopo quello di ieri sull’albero di Natale vi posto un altro articolo dedicato ad una delle piante più tipiche delle feste. Sapevate che le stelle di Natale possono essere pericolose? Ricordo che quando mia figlia era  piccola, per alcuni anni rinunciammo proprio alla Stella di Natale. Ecco un articolo pubblicato sul sito dell’Aduc.

“Stella di natale: puo’ essere nociva.” di Primo Mastrantoni.

La stella di Natale (Euforbia pulcherrima) puo’ essere nociva. Sembra incredibile ma e’ proprio cosi’ perche’ le foglie e il fusto della pianta, se lacerate, contengono sostanze ad azione nociva, sia per contatto che per ingestione. Il lattice, proveniente dalla lacerazione delle foglie o dal taglio del fusto, a contatto con l’epidermide puo’ provocare eritema, prurito, bruciore della congiuntiva e della mucosa orale e faringea; se ingerito da’ luogo a nausea, vomito, diarrea e perdita di coscienza. E’ proprio la colorazione rossa delle foglie a sollecitare l’attenzione dei bambini e costituire un pericolo: rompere le foglie e metterle in bocca e’ un tutt’uno che puo’ avere gravi conseguenze. Anche gli animali domestici possono essere attratti dalla Stella di Natale e mordere sia le foglie che il fusto, con relative conseguenze. L’Euphorbia pulcherrima ha avuto un notevole successo come pianta natalizia: il colore rosso delle foglie (esistono varieta’ rosa o bianche) da’ un tono di vivacita’, di allegria e di luminosita’ alle nostre case, ricorda climi piu’ caldi e vegetazioni lussureggianti (e’ originaria dell’America centrale), ha una combinazione di colori indovinata (rosso, verde e giallo). Insomma in casa ci sta proprio bene, meglio se posta in alto su un mobile per evitare spiacevoli incidenti.
D’altronde anche una comunissima pianta, molto diffusa nel nostro Paese, quale e’ l’oleandro, e’ nociva per ingestione.

tratto dall’articolo “Stella di natale: puo’ essere nociva.” di Primo Mastrantoni, pubblicato sul sito dell’Aduc.

Suocere e cani.

Foto

Foto “Stamp” by Steve Bowbrick – flickr

Mia suocera ha 85 anni, vive da sola, gode di ottima salute e non sta mai ferma: mentre eravamo in ferie ha preparato oltre un centinaio di barattoli di pomarola e pelati per tutta la famiglia e, non contenta, ha dato una mano alla vicina di casa con i suoi pomodori e pentoloni. Adesso che siamo tornati dalle ferie l’abbiamo accompagnata al paesello natio sull’Appennino per una settimana a casa di un cugino e noi abbiamo portato a casa nostra Billa, la canina della nonna.

Sarebbe tutto bello se non fosse che suocera e cane, pur abitando a 1 km da casa nostra vivono in un altro fuso orario… La nonnina è abituata da una vita ad andare a letto alle 21.00 e ad alzarsi alle 5 di mattina e purtroppo il cane ha lo stesso orario. Così stamani alle 4.45 la bestiola è venuta in camera da letto e ha cominciato a scodinzolare e fare le feste. «Billa vai a cuccia! E’ presto!, Billa dormi, Billa non rompere!». Tutto inutile… il cane era sveglio come non mai… Mia moglie invece dormiva e rigirandosi nel letto ha sentenziato: «Secondo me deve fare i bisogni. Portala fuori!». E così alle 5.15 nel giardino sottocasa c’era un guinzaglio con da un capo una canina vispa e scodinzolante e dall’altro uno zombie morto di sonno. Immaginate la faccia esterrefatta dell’unica persona che ho incontrato alle 5.30: la barista che andava ad aprire la Casa del Popolo di fronte a casa mia.

Sono risalito mi sono buttato sul divano, poi ho fatto una doccia e sono andato al lavoro. Quando sono tornato a mangiare in pausa pranzo la delinquente a quattro zampe dormiva sotto la tavola… «Eh no, bellina… Sveglia! Te tu devi dormire di notte e star sveglia di giorno! E se qualcuno ti fa dormire di giorno domattina ti porta fuori lui/lei alle 5.15!». La scodinzolante mi ha guardato con gli occhi dolci, si è riaddormentata e io sono tornato al lavoro…

«Ora che sono le 19.00, pubblico questo post,  ti porto fuori e ti faccio fare una passeggiatina di almeno sei o sette km. Vediamo se ti stanchi un po’ e domattina mi svegli ad un’ora più decente…»

Aggiornamento del 23/08/2014

Come preannunciato nel post, ieri prima di cena abbiamo fatto una bella passeggiata in campagna di 6,5 km e in occasione dell’ultimo bisognino delle 22.00 un’altra passeggiatina di 20 minuti… Morale della favola, stamani la canina è venuta a svegliarmi alle 6.15…
E’ stato un bel successo! E’ sempre presto ma non sono le 4.45!!!! Brava Billa!