L’appello di Padre Alex Zanotelli per il SI al referendum sulle trivelle.

Foto "Padre Alex Zanotelli" by Gianfranco Reppucci - flickr

Foto “Padre Alex Zanotelli” by Gianfranco Reppucci – flickr

Fra poco più di quindici giorni saremo chiamati al Referendum per dire “SI” o “NO” alle trivellazioni infinite, fino a totale esaurimento dei pozzi di petrolio, nel nostro mar Mediterraneo. Sarà difficilissimo raggiungere il quorum ma in ogni caso dobbiamo provarci e per fortuna la rete sta dando il giusto risalto e le giuste informazioni che vengono negate o nascoste dai media di regime… troppo legati alle multinazionali dei petrolieri…

Se la prossima estate anche voi pensate di portare al mare le vostre chiappe chiare, oltre alla prova costume e alla ricerca dell’albergo, quest’anno dovrete andare anche in cabina elettorale a dire che non volete le trivelle… o le vostre chiappe rischiano di diventare nere di petrolio!

Pubblico perciò l’appello di Padre Alex Zanotelli, il missonario comboniano da sempre paladino dei beni comuni, del rispetto dell’ambiente e della solidarietà agli ultimi… Nei prossimi giorni seguiranno altri appelli…

Padre Zanotelli: Il petrolio resti sotto terra!

Il 17 aprile dobbiamo tutti/e prepararci ad andare a votare il nostro SI’per il Referendum, proposto da nove regioni e dai comitati No Triv. (Ricordiamoci che si tratta di un Referendum abrogativo di una legge del governo Renzi sulle trivellazioni petrolifere, per cui è da votare SI’ all’abrogazione!). La sola domanda referendaria su cui dovremo esprimerci sarà: “Si può estrarre petrolio fino all’esaurimento dei pozzi autorizzati che si trovano lungo le coste italiane entro le 12 miglia?” Inizialmente erano sei le domande referendarie proposte dalle nove regioni (Basilicata, Puglia, Molise, Veneto, Campania, Calabria, Liguria, Sardegna e Marche). Ma la Cassazione ha bocciato l’8 gennaio le altre cinque domande perché il Governo Renzi, nel frattempo, aveva furbescamente riscritto due commi del Decreto Sblocca Italia 2016. Per cui ne rimane una sola. Le ragioni date dai comitati NO TRIV per votare SI’ sono tante: il pericolo di sversamenti di petrolio in mare con enormi danni alle spiagge e al turismo, il rischio di movimenti tellurici legati soprattutto all’estrazione di gas e l’alterazione della fauna marina per l’uso dei bombardamenti con l’aria compressa. Ma la ragione fondamentale per votare SI’ è, che se vogliamo salvarci con il Pianeta, dobbiamo lasciare il petrolio ed il carbone là dove sono, cioè sottoterra! Il Referendum ci offre un’occasione d’oro per dire NO alla politica del governo Renzi di una eccesiva dipendenza dal petrolio e dal carbone per il nostro fabbisogno energetico. Gli scienziati ci dicono a chiare lettere, che se continuiamo su questa strada, rischiamo di avere a fine secolo dai tre ai cinque centigradi in più. Sarà una tragedia!

Papa Francesco ce lo ripete in quel suo appassionato Laudato Si’:”Infatti la maggior parte del riscaldamento globale è dovuto alla grande concentrazione di gas serra emessi soprattutto a causa dell’attività umana. Ciò viene potenziato specialmente dal modello di sviluppo basato sull’uso intensivo dei combustibili fossili (petrolio e carbone) che sta al centro del sistema energetico mondiale.” Il Vertice di Parigi sul clima, il cosiddetto COP 21, dello scorso dicembre, lo ha evidenziato, ma purtroppo ha solo invitato gli Stati a ridurre la dipendenza da petrolio e carbone. E così gli Stati, che sono prigionieri dei poteri economico-finanziari, continuano nella loro folle corsa verso il disastro. Per questo il Referendum contro le trivellazioni diventa un potente grimaldello in mano al popolo per forzare il governo Renzi ad abbandonare l’uso dei combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili.

Trovo incredibile che il governo Renzi non solo non abbia obbedito a quanto deciso nel vertice di Parigi, ma che non abbia ancora calendarizzato la discussione parlamentare per sottoscrivere gli impegni di Parigi entro il 22 aprile. In quel giorno infatti le nazioni che hanno firmato l’Accordo di Parigi si ritroveranno a New York per rilanciare lo sforzo mondiale per salvare il Pianeta. Sarebbe grave se mancasse l’Italia. Per questo mi appello alla Conferenza Episcopale Italiana perché, proprio sulla spinta di Laudato Si’, inviti le comunità cristiane ad informarsi su questi temi vitali per il futuro dell’uomo e del Pianeta, e votare quindi di conseguenza.

Mi appello a tutti i sacerdoti perché nelle omelie domenicali spieghino ai fedeli la drammatica crisi ecologica che ci attende se continueremo a usare petrolio e carbone. Mi appello alle grandi associazioni cattoliche (ACLI, Agesci, Azione Cattolica…) a mobilitare i propri aderenti perché si impegnino per la promozione del SI’ al Referendum.“Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti… Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, anche fra i credenti, vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche. Abbiamo bisogno di nuova solidarietà universale. Come hanno detto i vescovi del Sudafrica” I talenti e il coinvolgimento di tutti sono necessari per riparare il danno causato dagli umani sulla creazione di Dio.”

Diamoci da fare tutti/e, credenti e non, per arrivare al Referendum con una valanga di SI’ per salvarci con il Pianeta.

Alex Zanotelli
Napoli,14 marzo 2016

Appello di Padre Alex Zanotelli pubblicato sul sito www.fermaletrivelle.it

15 thoughts on “L’appello di Padre Alex Zanotelli per il SI al referendum sulle trivelle.

  1. sposo tutto il discorso di alex, con un grosso punto di domanda su un aspetto (pur ammirando zanotelli per la sua imprescindibile tenacia, e pur consapevole che il mio parere da non credente sia ovviamente di parte): non ho molta fiducia nelle omelie domenicali – e forse vorrei che ce ne fosse sempre meno. nel mio paese il sacerdote è un “attivista” dell’opus dei, vigile sentinella-in-piedi, punta di diamante del clero smaccatamente orientato verso valori più simili a credere obbedire combattere che a ama il prossimo tuo, indiscutibilmente fanatico del neoliberismo. è un esempio estremo, ma ciò è per dire che figure come queste, in italia, anche più “morbide” per carità, ne esistono tante, muovono (in)coscienze e sono, dal mio punto di vista, pericolosissime. sono le stesse che non vorremmo mettessero becco in un referendum sulla fecondazione assistita, e che regolarmente spostano migliaia di voti nei momenti più inopportuni. mi costa dire questo, ma – da non credente, ripeto – preferirei che queste prese di coscienza fossero piuttosto associate a un lavoro “alla base”, come quello di alex, e non rimessero meri slogan (che in questo caso possono anche essere a mio “vantaggio”, ma più spesso si rivelano, al contrario, fastidiose ingerenze)

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    • Seguo Alex Zanotelli da quando nel 1978 era direttore della rivista Nigrizia e dalla quale fu cacciato nel 1987 dai suoi confratelli Comboniani, proprio per le sue posizioni e le sue denunce. Insomma, Zanotelli è come Don Gallo: non è un prete come gli altri ed è il primo lui a sapere che il 99% dei preti non dirà niente del genere nelle omelie… diciamo che li invita più per dovere di appartenenza alla Chiesa che per altro.
      Se Zanotelli fosse il mio parroco andrei a Messa tutte le domeniche… e invece ci sarà un motivo se a Messa vado solo a Pasqua e a Natale e se quando io (che ho 50 anni) entro in chiesa abbasso nettamente l’età media dei fedeli!
      Il mio parroco non è cattivo ma amministra i sacramenti con la voglia dell’impiegato delle poste… L’ultima perla è di quest’anno: ha deciso di non fare la benedizione pasquale nelle case e ha invitato tutti a benedirsele da soli chiedendo di non andare da lui a prendere l’acqua benedetta ma di autobenedirsi con l’acqua del rubinetto che tanto quello che conta è il gesto e la preghiera. D’altra parte, io che abito di fronte alla chiesa, non l’ho mai visto spostare i suoi oltre 100 kg aldilà del tragitto “canonica-bar accanto alla chiesa” e viceversa….

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      • ecco, io penso che in quel “non è cattivo ma” tu abbia detto tutto. e parlo con tutto il rispetto che, nonstante tutto, può avere un adesso non credente nei confronti di una realtà, la chiesa cattolica, nella quale in passato ha abitato per lungo tempo. ma dalla quale ha anche trovato troppe risposte senza un senso a quelle che avrebbe voluto rimanessero domande. anche alex, se ci pensi, usa l’acqua del rubinetto per benedire (a korogocho, dove stetti un po’ di tempo con lui, pure quella non propriamente potabile delle taniche vendute a peso d’oro da chi controllava l’acqua), ma è uno dei pochi – forse l’unico – prete che ho conosciuto che io abbia sentito dire: restate nella domanda, abbiate il coraggio di restarci.

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  2. Ammiro molto padre Zanotelli, e leggo spesso Nigrizia, la rivista che ha diretto ed è una finestra sull’Africa, quella che i nostri mezzi di informazione scoprono solo se in qualche strage muore qualche italiano; conosco la sua esperienza a Korogocho, sconvolgente, e le battaglie per la legalità e la cosa pubblica, non ultima l’acqua pubblica. Il richiamo al Laudato Sii di papa Francesco è quantomai opportuno, è ovvio che sia rivolto ai credenti sebbene parli di ecologia integrale, ecologia dell’uomo prima di tutto. Fatto questo preambolo, ho dei dubbi su questo referendum per diversi motivi: a) non mi sembra che stia raggiungendo l’obiettivo di sollecitare una discussione sui consumi e sulle fonti energetiche, cioè mi sembra una proposta estemporanea che non è stata coltivata bene; b) in mancanza di questo, anche in caso di vittoria l’effetto sarà quello di tornare alla legge precedente, e cioè all’estrazione fino alla scadenza della concessione; niente vieta di rinnovare le concessioni… in effetti devo dire che non c’è questo lavorio, o almeno non lo vedo, ne a livello della base cattolica ne a livello politico; le varie sinistre sono state dietro per mesi alla Stepchild Adoption, inseguendo le mene di maternità di Vendola; il partito democratico ha se vogliamo gettato la maschera, svelando quanto poco ci sia di democratico in un partito dove, a fronte di un referendum sicuramente subito ma comunque non banale, invece di stimolare una discussione invita gli elettori ad andare al mare (come a dire “ragazzi, lasciateci lavorare. Ci pensiamo noi, non vi fidate forse?”. Forse sarà quest’ultimo il motivo per cui andrò a votare e voterò si: perché Renzi dice di non andarci.

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    • Beh andare a votare per fare un dispetto a Renzi mi sembra già un buon motivo, visti gli scandali sul petrolio che stanno uscendo in questi giorni e nei quali il governo mi sembra che sia immerso fino al collo… E’ un segnale da mandare per avere una nuova politica energetica…
      Per il resto ti rimando all’articolo che ho postato sopra in risposta a “La Il@”

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  3. Aspetto i prossimi post, visto che non ho ancora deciso cosa votare pur essendo sicura di andare.
    Le domande che mi faccio sono:
    – diciamo no in Italia per far spostare le trivellazioni nelle coste dei Paesi di fronte a noi? (Cioè mi chiedo: se il nostro mare fornisce alcune risorse, non ci saranno anche sulle coste qui di fronte?)
    – votiamo sì e poi? Andiamo a importare il petrolio dagli altri paesi, aumentando i costi da sostenere?
    Non ho evidentemente la sensibilità al problema che possono avere i cittadini e i lavoratori delle zone interessate, però sicuramente facendo vincere il sì (sperando di arrivare al quorum), sicuramente non inizieranno a usare i pannelli solari o altre fonti rinnovabili. Secondo me, anzi, andranno a focalizzarsi sull’importazione perché più semplice – anche in termini di investimenti.
    In attesa del 17, comunque, continuerò a informarmi e anzi grazie per questa bella idea degli appelli!🙂

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    • Purtroppo non sono riuscito a fare altri post ma conto di farne la prossima settimana. Mi sono informato molto e posso rispondere alle tue domande… Ora non ho i link degli articoli da cui ho preso le risposte ma se cerchi in rete li trovi…

      1) In Croazia, dopo tanti dibattiti hanno negato i permessi alle trivelle. Ho letto che ad oggi non ci sono trivelle operative in Croazia.
      2) Se oggi si trivellasse tutto insieme tutto il petrolio e tutto il metano dalle trivelle italiane copriremmo solo 6 mesi di fabbisogno di petrolio italiano…
      3) Intanto proviamo a dare un segnale verso le rinnovabili anche se, sinceramente temo che il referendum non raggiungerà il quorum…

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      • Grazie delle info! Appena faccio una pausa, nei prossimi giorni, guardo e vedo cosa trovo anche io. Rimane il fatto che, a quanto sembra, il quesito riguarda più che altro i giacimenti di metano che quelli di petrolio (ovviamente ce ne sono, ma non così tanti se si guarda alle caratteristiche che il quesito impone). Sono d’accordo che – come diciamo qui e tradotto – meglio piuttosto che niente, però non so.
        Sicuramente andrò a votare, al di là della scelta finale. E spero che il quorum venga raggiunto, anche perché alla fine ne stanno parlando abbastanza anche in televisione (senza dare grandi notizie, però lo citano). Staremo a vedere. Nel frattempo ti ringrazio!🙂

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    • E’ logico che quando devi dire “SI” o “NO” ci sono due fazioni che fanno di tutto per convincerti e come si come si sarà capito, sono di una fazione… quella che l’ambiente e la salute delle persone vengono prima del resto…

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