Il tempo delle cattedrali.

Vedere Notre-Dame in fiamme fa male, molto male… Potrei raccontare delle mie disavventure a Parigi (nel 2007 sono stato salvato dai  sapeurs-pompiers) ma non voglio fare un post di ricordi personali.

Notre-Dame fa male perchè, prima di tutto è un simbolo. Notre-Dame non è una cattedrale, è LA cattedrale! Ce ne sono centinaia di cattedrali, sicuramente più belle di Notre-Dame, ma se penso all’idea stessa di cattedrale, togliendo (per puro campanilismo) il Duomo di Firenze, rimangono due sole grandi chiese: la cattedrale del passato (Notre-Dame) e quella del futuro (la Sagrada Familia). Ci sono tanti luoghi di culto (non solo cattolici) che sono immensi, altri che custodiscono opere d’arte ma solo pochi sono quelli che io definisco “cattedrali”: ovvero oasi dello spirito, bolle di pace dentro alle città, astronavi fuori dal tempo… Ma cosa rende una chiesa di pietra un’astronave dello spirito?

Secondo me innanzitutto c’è qualcosa di mistico, un senso di pace che ti prende quando ci entri. Sei a migliaia di km da casa, in un luogo che magari  non hai mai visto eppure quando ci metti piede e alzi lo sguardo ti senti come “essere a casa”. Trovarti in un luogo e sentirne la serenità: un luogo “sconosciuto” ma allo stesso tempo “familiare” dove la tua anima trova pace. Può essere una chiesa ma potrebbe essere anche un bosco… una cattedrale della natura. Saranno solo suggestioni, ma non è un caso che le cattedrali sono costruite su antichi templi e magari i templi su strutture ancora più antiche e sempre riconosciute come luoghi spirituali. Ci sono teorie di linee e nodi energetici sui cui sorgerebbero molti luoghi di culto. Un esempio è la linea energetica che unirebbe le tre grandi chiese dell’Arcangelo Michele: Mont Saint Michel, la Sacra di San Michele in Piemonte e Monte Sant’Angelo sul Gargano. Chissà…

Le cattedrali sono anche astronavi fuori dal tempo. Chi l’ha fondate e ne ha iniziato la costruzione è morto senza vederne la fine, forse ne ha visto solo un piano o le fondamenta. Chi ha fatto il tetto o la Flèche come Viollet-le-Duc  a Notre-Dame è arrivato dopo 6 secoli da chi magari aveva scolpito i portali nel 1250. A Notre-Dame c’è il Gotico ma anche il Rinascimento, il Barocco , il Neoclassico e ci sarà in futuro qualche nuovo stile che ancora non immaginiamo… magari in un quadro o in un arredo. Partire dal passato ed essere proiettati nel futuro, oltre le generazioni, è il fascino delle cattedrali: sopravvivere in età alle vite umane e portarne il segno di tutte (come ad esempio l’astronauta nel portale della cattedrale di Salamanca). E’ questo che attira tante persone alla Sagrada Familia di Barcellona: vedere una cattedrale in divenire pur sapendo che non basterà una vita per vederla completata. Nel nostro mondo consumista del tutto e subito i tempi delle cattedrali sono un’assurdità e anche investirci dei soldi senza averne un tornaconto immediato può sembrare senza senso… E’ come piantare un seme sapendo che i primi frutti di quell’albero li mangeranno i tuoi nipoti, quando ormai tu sarai morto da anni. In fondo anche chi finanziava le cattedrali nel Medioevo al massimo sperava di averne un tornaconto nell’altra vita, magari accorciando la permanenza in Purgatorio.

Infine le cattedrali sono forse l’unico monumento davvero di tutti. Quelle pietre nel tempo sono state calpestate da ogni strato sociale: dai mendicanti agli imperatori che andavano a farsi incoronare, dai fedeli che vanno alla messa fino ai turisti, da chi vi cercava rifugio per l’anima a chi più prosaicamente per scampare alla giustizia.  E anche in quelle opere d’arte che ammiriamo col naso all’insù, c’è di tutto: dall’artista famoso, fino all’umile scalpellino o falegname che ha dato forma fisica al progetto del grande architetto. E non di rado nelle mura esterne delle cattedrali c’è qualche effige di animale che ha partecipato ai lavori… cavalli, asini e muli che hanno trainato le pietre o il legname per costruire quei muri. Per questo odio profondamente chi fa pagare un biglietto per entrare in una cattedrale, che è e dovrebbe restare una “casa” di tutti, indipendentemente dall’essere religioso o meno…

Insomma, dai poveri ai ricchi, dal medioevo a oggi la storia di una comunità (cittadina ma anche continentale) è racchiusa in quell’astronave chiamata cattedrale. Per questo fa male vedere Notre-Dame in avaria…

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La Bosch richiama alcuni lotti di lavastoviglie a rischio incendio.

Come riportato dal sito de “Il fatto alimentare” e da quello della ditta stessa, la casa tedesca Bosch, sta richiamando alcuni lotti di lavastoviglie prodotti dal 1999 al 2005 perchè un componente difettoso potrebbe causare un principio di incendio. La sostituzione del pezzo incriminato è totalmente gratuita.

Per controllare la propria lavastoviglie occorre verificare i codici di modello, lotto e numero di serie che sono stampati nell’etichetta incollata alla porta dell’elettrodomestico. Una volta reperiti i dati basta inserirli in questa pagina del sito della Bosch per verificare se la lavastoviglie rientra nel lotto incriminato. Chi non ha accesso a internet può comunicare i propri dati al numero verde 00800-19081908 da lunedì a  domenica dalle 7:00 alle  22:00.

Sul numero di lavastoviglie incriminate i pareri sono divergenti: secondo il comunicato della Bosch si tratterebbe di un “numero limitato” mentre, secondo alcuni commenti apparsi in coda all’articolo de “Il fatto alimentare“, i numeri sarebbero ben più alti (il commento della lettrice “Giunela” ipotizza  addirittura  5.000.000 di esemplari)

Immagine tratta dal sito della ditta Bosch
Immagine tratta dal sito della ditta Bosch

L’incendio (con preavviso di un mese)!

Murrieta House Fire #3
foto "Murrieta House Fire #3" by MarkKelley - flickr

La settimana scorsa ricevo dal mio datore di lavoro la seguente e-mail, piuttosto assurda.

Con la presente si trasmette in allegato la comunicazione dell’esercitazione antincendio che si terrà martedì 30 novembre alle ore 17,30.  Grazie e saluti

e-mail ricevuta sul luogo di lavoro

Mi domando (e domando alla mittente della e-mail) «Ma quando scoppia un incendio, le fiamme avvisano il proprietario della casa con un mese di anticipo?». Risposta: «La legge prevede un’esercitazione ogni anno e non si possono fare le esercitazioni antincendio all’improvviso: la norma prevede il preavviso ». Non indago oltre, prendo per buona la risposta della collega: vorrà dire che prima che scoppi il finto incendio avrò il tempo per radunare le mie cose, andare in bagno,  mettermi il giubbotto pesante e, se piove, prendere anche l’ombrello. Per garantire la nostra sicurezza, i colleghi che dovranno gestire l’evacuazione saranno ai loro posti nei vari corridoi e vani scale, con tanto di giubbino fluorescente, già mezz’ora prima del divampare delle fiamme finte.  Vorrei fare l’ultima domanda, ovvero chiedere quanto costa tutta questa farsa ma capisco dalla faccia della mia interlocutrice, che forse è meglio lasciar perdere…

Ma non era più ragionevole scrivere che nella settimana dal 29/11 al 3/12 ad un’ora imprecisata ci sarebbe stata l’esercitazione?

Viva l’esercitazione, viva la Repubblica Italiana!

Un sito web nuovo per la sezione di Prato del Movimento Shalom

Logo della sezione diPrato del Movimento Shalom
Logo della sezione di Prato del Movimento Shalom - dal loro sito

La sezione di Prato del Movimento Shalom, dopo aver inaugurato lo scorso 23 Maggio  una nuova sede in via Ferrara 23d a Prato, sbarca anche sul web con un interessante sito  internet dove vengono illustrati tutti i progetti di solidarietà sostenuti da questo gruppo e tutte le iniziative che la sezione mette e metterà in atto. Il sito è raggiungibile  a questo indirizzo:

http://www.movimentoshalomprato.it/

Fra le varie iniziative previste per il mese di Settembre vi segnalo i corsi di Scrittura Autobiografica, di Lettura ad alta voce e gli incontri sui fiori di Bach.

Assolutamente da non perdere le Gallerie con le splendide foto del Burkina Faso e dei suoi abitanti!

Vi lascio con la favola africana che appare sulla home page del sito e che illustra molto bene gli scopi della sezione Shalom di Prato.

…durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario con una goccia d’acqua nel becco. “Cosa credi di fare?” gli disse il leone, “Vado a spegnere il fuoco” rispose il piccolo volatile.”Con una sola goccia d’acqua?” rise il leone e il colibrì proseguendo il suo volo disse ” Io faccio la mia parte!”

favola africana (dalla home page del sito www.movimentoshalomprato.it)