Metti in campo il cuore: la Nazionale Italiana Cantanti per Shalom.

230

Sabato 23 Aprile 2016 alle 20.45 presso lo Stadio Castellani di Empoli si terrà Metti in campo il cuore” una partita di beneficenza tra la “Nazionale Cantanti” e i “Campioni del Cuore” i cui proventi saranno destinati a favore delle adozioni a distanza del Movimento Shalom.

Da quasi 30 anni il Movimento Shalom è impegnato nei paesi più poveri di Africa e Asia per sostenere le popolazioni locali, in particolar modo i bambini. Il primo impegno è garantire loro il necessario per vivere, quindi cibo, acqua potabile e cure mediche, primo passo indispensabile per permettere poi l’accesso all’istruzione. Dal 1995 oltre 16.000 bambini sono stati sostenuti grazie alle adozioni a distanza, hanno quindi ricevuto il necessario per vivere e crescere e un’istruzione che fa e farà di loro degli uomini e delle donne attori del proprio futuro e dello sviluppo nei propri paesi.

I biglietti possono essere acquistati nei punti vendita di Ticketone, presso i supermercati di Unicoop Firenze e presso la sede di Shalom a San Miniato (Pi). Coloro che acquisteranno i biglietti c/o i supermercati Coop riceveranno 200 punti sulla tessera Coop per ogni biglietto comprato, mentre chi li acquisterà presso la sede di Shalom potrà avere un biglietto omaggio per un bambino Under 14 anni a fronte dell’acquisto di un biglietto per un adulto.

I cancelli dello stadio apriranno alle ore 18.00. Dalle ore 19.00 inizierà un pre-show con musica e balli. Alle 20.45 inizierà la partita…

Hanno dato la loro adesione (lista in aggiornamento, ripresa dal sito e dalle pagine facebook del Movimento Shalom)

  • Renzo Ulivieri
  • Lorenzo Fragola
  • Neri Marcorè
  • Roberto Pruzzo
  • Giancarlo Antognoni
  • Enrico Ruggieri
  • Francesco Gabbani
  • Luca Barbarossa
  • Yuri Chechi
  • Alessandro Birindelli
  • Clementino
  • Briga
  • Ermal Meta
  • Cristiano Militello
  • Rocco Hunt
  • Pietro Vierchowod
  • Giuseppe Zeno
  • Paolo Conticini
  • Fabrizio Mori
  • Paolo Bettini
  • Paolo Vallesi
  • Marco Masini
  • Nicola Vizzoni
  • Francesco Guasti
  • Lorenzo Carboncini
  • Salvatore Sanzo
  • Andrea Maestrelli
  • Nicola Giusti
  • Lorenzo Bertini
  • Leonardo Pettinari
  • Antonio Maggio
  • Cecco e Cipo
  • Francesco Pratali
  • Moreno Roggi
  • Marco Macelloni
  • Giorgio Manetti
  • Dario Parrini
  • Luca Lotti

Se 14 milioni di italiani fossero coerenti…

Foto "Old gas station" by Carsten aus Bonn - flickr

Foto “Old gas station” by Carsten aus Bonn – flickr

Purtroppo il referendum sulle trivelle non ha raggiunto il quorum e quindi non è valido. Lascio ai Tg, ai giornaloni e ai vari politici tutte le analisi sul caso. Faccio però una piccola osservazione: circa 14.000.000 di italiani hanno votato “SI”, dicendo che non vogliono le trivelle nei nostri mari. Se tutte queste persone, coerentemente col loro voto, cominciassero a lasciare l’auto nel garage e a muoversi a piedi, con le bici o con i mezzi pubblici, anche solo uno o due giorni a settimana e se magari in inverno abbassassero la temperatura del riscaldamento di solo 1 grado, forse le trivelle chiuderebbero da sole per scarsa convenienza economica.

Diamoci da fare! 14.000.000 siamo in tanti! Sarebbe una rivoluzione!

Ultimo appello per fermare le trivelle…

notriv_09Ho letto molto in questo periodo sulle trivelle oggetto del referendum e sull’ecosistema marino del Mediterraneo (e per me che sono un’amante della montagna è tutto dire). Avrei voluto scrivere di più sul blog ma il tempo è quello che è e perciò vi lascio con due pensieri tratti da tutto il materiale che ho letto e con alcuni link di persone più competenti del sottoscritto…

  • Il petrolio presente nei nostri mari è pochissimo. Se oggi estraessimo tutto inseme il petrolio e il metano presenti nei giacimenti nazionali e fosse usato per coprire i bisogni dell’Italia avremmo, nella migliore delle ipotesi, petrolio per 8 settimane e metano per 6 mesi. In realtà il petrolio estratto sarebbe di proprietà delle multinazionali e potrebbero decidere di venderlo all’estero. Allo Stato italiano resterebbe un’elemosina di royalties e l’onere di ripristinare eventuali danni ambientali che si ripercuoterebbero sul turismo.
  • E’ almeno dagli anni ’60 del secolo scorso che viene estratto metano e petrolio dalle coste italiane, in particolare nel mare Ionio e nel ravennate. Ora, se il petrolio e il metano fossero davvero la fortuna che i petrolieri vorrebbero farci credere, Basilicata e Calabria sarebbero  da 50 anni le regioni più ricche d’Italia e quasi trainerebbero da sole l’economia nazionale… Mi sembra invece che siano tra le regioni più povere e con più disoccupazione dell’intero stivale il che la dice lunga sui vantaggi del petrolio. Credo che se ci sarà una rinascita per la Basilicata questa sarà legata a Matera capitale della Cultura 2019, al turismo e alla tutela dell’ambiente. E che dire di Ravenna? Città bellissima che, a causa delle trivellazioni del metano, sprofonda ogni anno di 2 cm… leggete questo articolo del 2014… quindi non influenzato da logiche referendarie. Se volete vedere i famosi mosaici bizantini di Ravenna sbrigatevi a fermare le trivelle o in futuro per ammirarli, potreste avere bisogno del brevetto da sub!

Persone che hanno scritto meglio e con più competenza del sottoscritto:

#TAG l’auto che vorrei.

Foto "Village 2CV à Tours" by Claude37 - flickr

Foto “Village 2CV à Tours” by Claude37 – flickr

Ringrazio Aspiranterunner per avermi nominato in questo tag.

Uso pochissimo la macchina e quelle poche volte farei volentieri a meno… In città vado a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici… Le uniche volte in cui uso l’auto sono:

  • Una volta a settimana per fare la spesa, ma giuro che riesco a caricare le borse della spesa anche in bici (lo facevo quando andavo al Gruppo d’Acquisto Solidale)
  • Alcune volte per andare alle corse podistiche quando, per distanze e tempi, non posso andare in bici o con i mezzi (la domenica mattina alle 7.00 non sempre ci sono i mezzi pubblici per spostarsi nei vari paesi della provincia di Firenze).
  • Per andare in ferie. Io andrei volentieri in aereo ma la moglie ha il terrore di volare e non sempre i treni sono comodi come l’auto.

Le regole del tag sono le seguenti:
1- Citare il blog che lo ha ideato che è Opinionista per caso 2
2- Ringraziare il blog che vi ha taggato
3- Rispondere a 10 domande e se volete potete illustrare foto di automobili
4- Avvisare con un commento il blog che avete taggato
5- Nominare da un minimo di 5 al massimo di  dieci blog.

Domande.

1 – A che età sei diventato proprietario/a di una auto ?

Penso di aver avuto circa 20-21 anni. Prima guidavo la Fiat 126 di famiglia.

2- Hai mai ricevuto in regalo un automobile?

A circa venti anni ho ricevuto in regalo una Uno Bianca, comprata da un dipendente Fiat di seconda mano. Avrei voluto tanto una Citroen 2 cavalli ma mio babbo mi disse: «…o questa o a piedi»

3- Ti è capitato di dormire in automobile oppure fare anche l’amore ?

Entrambi. Fare l’amore nel 126 era proprio da contorsionisti, nella Uno andava meglio. Il periodo in cui facevamo l’amore in macchina era quello del mostro di Firenze e avevamo una paura bestia (una mia cara amica purtroppo fu una delle vittime). Allora ci organizzavamo in parcheggi e strade di periferia: tipo un parcheggio con una ventina o trentina di auto dove tutti dentro facevano l’amore… La mattina dopo il piazzale era un prato di preservativi!!! Fortunatamente, vista la grave situazione, la gente e le istituzioni erano comprensivi…

4- Quale è stata la destinazione più lontana che hai fatto in auto ?

Madrid, poi Ostrava (Rep. Ceca), Bratislava, i Pirenei…

5- Di che modello era oppure è  la tua prima auto ?

La prima guidata una Fiat 126, la prima posseduta una Fiat Uno.

6- Qual è la tua radio preferita che ascolti quando sei alla guida ?

Quando sono con mia moglie lei mi fa ascoltare Radio Dimensione Suono. Le poche volte che sono da solo ascolto Controradio (network di Radio Popolare) oppure dei cd o, come ultima spiaggia, Radio 2.

7- Puoi dirci di quale casa automobilistica è l’auto dei tuoi sogni ?

Non ho auto dei sogni. L’auto per me non è uno status symbol ma solo un mezzo da usare quando non posso proprio farne a meno. Spero presto di non averne una a mio nome… e magari  di fare l’abbonamento al car sharing.

8- Quando vuoi acquistare o cambiare l’auto per te è più importante il prezzo , il colore o la marca ?

Il prezzo, la sicurezza e la possibilità di avere un motore ecologico (adesso abbiamo un’auto a metano).

9- Hai più  paura di metterti alla guida quando nevica e c’è il maltempo oppure quando c’è tanto traffico e sei in coda ?

Il traffico cittadino lo odio, mi piace invece girare per strade secondarie ammirando il paesaggio: con la macchina preferisco andare una volta l’anno in ferie, piuttosto che girare in città tutti i giorni… Insomma meglio una bella tirata fino al Polo Nord piuttosto che i viali di Firenze tutti i dì!

10- Ti è mai capitato di trovarsi in strada con una gomma bucata oppure un altro imprevisto ? Se la risposta è si ci racconti come hai fatto a risolvere questo imprevisto.

E’ successo circa 20 anni fa quando ci si ruppe la cinghia di trasmissione e si fuse tutto il motore della Clio… Ci successe in Svizzera e restammo, per forza di cose, confinati in una pensioncina in un paesino a Nord di Lugano per una settimana, in attesa che ci rifacessero tutto il motore. Alla fine spendemmo il doppio di quanto avremmo speso se il guasto fosse avvenuto in Italia. Ma la beffa fu un’altra: quando si fuse la macchina stavamo andando a Wilderswil, nello Jungfrau, per un fine settimana vinto ad un concorso a premi dell’Ente del Turismo Svizzero… Soggiorno che andò perso definitivamente…

Foto "2CV Charleston" by Gintaras Rumšas - Flickr

Foto “2CV Charleston” by Gintaras Rumšas – Flickr

A questo punto dovrei nominare 5 o 10 blog per continuare il Tag ma, visto che come avete capito non mi entusiasmano molto le auto e che siamo anche nella settimana del referendum sulle trivelle petrolifere, preferisco non nominare nessuno e concludere con la frase dell’ex sindaco di Bogotà che fino a qualche settimana fa campeggiava nella prima pagina del blog “Dove gira il sole” di Cristiana.

Un paese è sviluppato non quando i poveri posseggono automobili ma quando i ricchi usano mezzi pubblici e biciclette.

Gustavo Petro Urrego, sindaco di Bogotà dal 2012 al 2015.

p.s. la scelta dell’auto col ritratto di Coluche non è casuale.

#NonnaVotaSi

Mi ero ripromesso di parlare ancora del referendum che si terrà Domenica prossima sulle trivellazioni nel mar Mediterraneo. Dal momento che in questo periodo non ho molto tempo da dedicare al blog oggi vi lascio due video molto simpatici in cui si chiede di coinvolgere le nonne e tutte quelle persone ancora indecise per farle recare al seggio Domenica prossima… Buona visione…

E se questo non basta a portare le nonne in cabina elettorale… rimane sempre l’appello di Greenpeace col fascino di Flavio Insinna e di altri vip della tv per invogliarle a dare il loro “SI” al referendum sulle trivelle… «E dai Nonna… se te lo dice anche il medico in famiglia e pure il commissario Cecchini di Don Matteo…»

Ai prossimi giorni…

Mezza maratona con capitombolo.

Medaglia Mezza Maratona di Firenze 2016 - Foto by Unpodimondo - WordPress

Medaglia Mezza Maratona di Firenze 2016 – Foto by Unpodimondo – WordPress

Domenica 3 Aprile 2016 ho corso la Mezza Maratona di Firenze. E’ stata una mezza maratona speciale perchè è arrivata a 3 anni e mezzo di distanza dalla precedente, dopo un periodo sportivamente molto travagliato. Prima gli infortuni da sovrallenamento (fascite plantare e tendiniti varie) poi tutta la questione dell’ipertensione che vi ho raccontato nei mesi scorsi (e di cui vi devo altri post) che ha culminato in tre medici che avevano sentenziato: «Lei non deve più correre», …salvo smentirsi 6 mesi  dopo (e 18 chili meno).

A dire il vero avrei preferito farne una di quelle più tranquille, con meno gente e un percorso più semplice (tipo Scandicci o Fucecchio), ma purtroppo altri impegni concomitanti me l’hanno impedito e quindi ho optato per forza su Firenze…

Anche se da Gennaio avevo già corso altre cinque o sei garette la mezza maratona è un’altra cosa e quindi, con queste premesse, immaginatevi con che ansia sono arrivato all’appuntamento. L’agitazione mi è cominciata Sabato mattina quando sono andato a ritirare il pettorale ed è continuata fin quasi alla partenza, tanto che nella notte fra Sabato e Domenica ho dormito poco e pure male. Agli amici che, prima della gara, mi hanno chiesto quanto pensavo di metterci ho risposto che, vista la mia assenza di tre anni e mezzo e visto il mio scarso allenamento, il primo obiettivo era finirla entro il tempo massimo di 2 ore e mezza. Sotto le due ore e un quarto sarebbe stato un successo, sotto le due ore un trionfo!

Prima della partenza mi sono messo in un angolino e ho fatto la mia consueta mezz’ora di esercizi Daoyin che, allo stesso tempo mi rilassano e mi riscaldano tutte le articolazioni (più delle corsette e dello stretching). Allo sparo dello starter l’ansia era sparita ed ero sereno…

La condotta di gara era quella di tenere un’andatura tranquilla nei primi 10 km ed eventualmente vedere come andavano le cose nei successivi 11, se non che al 6° km è successo l’imprevisto… Ero in un gruppo piuttosto fitto di corridori e nella curva con cui salivamo sul Ponte alla Carraia, qualcuno da dietro, spero involontariamente, ha agganciato il mio piede e mi ha sgambettato! Sono state frazioni di secondi… quando ho capito che non riuscivo a tenere l’equilibrio ho avuto la prontezza di fare una torsione e, invece di stendermi a pelle d’orso, sono riuscito a cadere di culo a bordo strada tra gli «ohhhh» degli spettatori. Fortunatamente i podisti che sopraggiungevano sono riusciti a scansarmi e non abbiamo fatto il monte! Ho battuto la coscia e il polpaccio destri e, dopo aver verificato di non avere ne’ tagli ne’ escoriazioni, sono ripartito cercando di capire se il dolore sarebbe sparito oppure no.

Visto che comunque sarei dovuto tornare in Piazza Santa Croce a prendere le mie cose, tanto valeva continuare… Il dolore al polpaccio è sparito quasi subito mentre quello alla coscia si è fatto via via più sopportabile tanto che alla fine del primo giro ho deciso di continuare e finire la Mezza maratona. Al traguardo la gioia è stata tale che, dopo essermi cambiato, ho messo al collo il medaglione e l’ho esibito fino a quando non sono arrivato a casa… Cioè ho attraversato tutto il centro storico di Firenze e perfino viaggiato in tranvia con la patacca ben in vista!

Arrivato a casa ho scoperto anche una bella vescica all’alluce sinistro perchè, col senno di poi, avevo perfino sbagliato la scelta dei calzini. A freddo poi sono arrivati i dolori, tanto che ancora oggi nutro la mia coscia con abbondanti dosi di crema all’Arnica. Quando ieri sono andato su internet a vedere le foto mi sono stupito di quanto fosse sofferente la mia faccia all’arrivo. Strano, perchè ricordo in quel momento di essere stato felice come un bambino e perchè, già nel pomeriggio di domenica, stavo sfogliando i volantini per trovare un’altra Mezza Maratona da fare prima dell’estate… Ok, me lo dico da solo… sono proprio matto!

P.S. (1) Per la cronaca (ma è la cosa meno importante) ho chiuso la gara 1h:50m:50s

P.S. (2) Stamani WordPress mi ha informato che ieri questo blog ha compiuto 8 anni. Sinceramente se io fossi un mio lettore mi sarei già venuto a noia… Quindi grazie a tutti voi e alla vostra pluriennale pazienza… Più che dei lettori siete dei Santi! Se continuo a scrivere ancora per qualche anno voi vi guadagnate il Paradiso!

L’appello di Padre Alex Zanotelli per il SI al referendum sulle trivelle.

Foto "Padre Alex Zanotelli" by Gianfranco Reppucci - flickr

Foto “Padre Alex Zanotelli” by Gianfranco Reppucci – flickr

Fra poco più di quindici giorni saremo chiamati al Referendum per dire “SI” o “NO” alle trivellazioni infinite, fino a totale esaurimento dei pozzi di petrolio, nel nostro mar Mediterraneo. Sarà difficilissimo raggiungere il quorum ma in ogni caso dobbiamo provarci e per fortuna la rete sta dando il giusto risalto e le giuste informazioni che vengono negate o nascoste dai media di regime… troppo legati alle multinazionali dei petrolieri…

Se la prossima estate anche voi pensate di portare al mare le vostre chiappe chiare, oltre alla prova costume e alla ricerca dell’albergo, quest’anno dovrete andare anche in cabina elettorale a dire che non volete le trivelle… o le vostre chiappe rischiano di diventare nere di petrolio!

Pubblico perciò l’appello di Padre Alex Zanotelli, il missonario comboniano da sempre paladino dei beni comuni, del rispetto dell’ambiente e della solidarietà agli ultimi… Nei prossimi giorni seguiranno altri appelli…

Padre Zanotelli: Il petrolio resti sotto terra!

Il 17 aprile dobbiamo tutti/e prepararci ad andare a votare il nostro SI’per il Referendum, proposto da nove regioni e dai comitati No Triv. (Ricordiamoci che si tratta di un Referendum abrogativo di una legge del governo Renzi sulle trivellazioni petrolifere, per cui è da votare SI’ all’abrogazione!). La sola domanda referendaria su cui dovremo esprimerci sarà: “Si può estrarre petrolio fino all’esaurimento dei pozzi autorizzati che si trovano lungo le coste italiane entro le 12 miglia?” Inizialmente erano sei le domande referendarie proposte dalle nove regioni (Basilicata, Puglia, Molise, Veneto, Campania, Calabria, Liguria, Sardegna e Marche). Ma la Cassazione ha bocciato l’8 gennaio le altre cinque domande perché il Governo Renzi, nel frattempo, aveva furbescamente riscritto due commi del Decreto Sblocca Italia 2016. Per cui ne rimane una sola. Le ragioni date dai comitati NO TRIV per votare SI’ sono tante: il pericolo di sversamenti di petrolio in mare con enormi danni alle spiagge e al turismo, il rischio di movimenti tellurici legati soprattutto all’estrazione di gas e l’alterazione della fauna marina per l’uso dei bombardamenti con l’aria compressa. Ma la ragione fondamentale per votare SI’ è, che se vogliamo salvarci con il Pianeta, dobbiamo lasciare il petrolio ed il carbone là dove sono, cioè sottoterra! Il Referendum ci offre un’occasione d’oro per dire NO alla politica del governo Renzi di una eccesiva dipendenza dal petrolio e dal carbone per il nostro fabbisogno energetico. Gli scienziati ci dicono a chiare lettere, che se continuiamo su questa strada, rischiamo di avere a fine secolo dai tre ai cinque centigradi in più. Sarà una tragedia!

Papa Francesco ce lo ripete in quel suo appassionato Laudato Si’:”Infatti la maggior parte del riscaldamento globale è dovuto alla grande concentrazione di gas serra emessi soprattutto a causa dell’attività umana. Ciò viene potenziato specialmente dal modello di sviluppo basato sull’uso intensivo dei combustibili fossili (petrolio e carbone) che sta al centro del sistema energetico mondiale.” Il Vertice di Parigi sul clima, il cosiddetto COP 21, dello scorso dicembre, lo ha evidenziato, ma purtroppo ha solo invitato gli Stati a ridurre la dipendenza da petrolio e carbone. E così gli Stati, che sono prigionieri dei poteri economico-finanziari, continuano nella loro folle corsa verso il disastro. Per questo il Referendum contro le trivellazioni diventa un potente grimaldello in mano al popolo per forzare il governo Renzi ad abbandonare l’uso dei combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili.

Trovo incredibile che il governo Renzi non solo non abbia obbedito a quanto deciso nel vertice di Parigi, ma che non abbia ancora calendarizzato la discussione parlamentare per sottoscrivere gli impegni di Parigi entro il 22 aprile. In quel giorno infatti le nazioni che hanno firmato l’Accordo di Parigi si ritroveranno a New York per rilanciare lo sforzo mondiale per salvare il Pianeta. Sarebbe grave se mancasse l’Italia. Per questo mi appello alla Conferenza Episcopale Italiana perché, proprio sulla spinta di Laudato Si’, inviti le comunità cristiane ad informarsi su questi temi vitali per il futuro dell’uomo e del Pianeta, e votare quindi di conseguenza.

Mi appello a tutti i sacerdoti perché nelle omelie domenicali spieghino ai fedeli la drammatica crisi ecologica che ci attende se continueremo a usare petrolio e carbone. Mi appello alle grandi associazioni cattoliche (ACLI, Agesci, Azione Cattolica…) a mobilitare i propri aderenti perché si impegnino per la promozione del SI’ al Referendum.“Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti… Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, anche fra i credenti, vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche. Abbiamo bisogno di nuova solidarietà universale. Come hanno detto i vescovi del Sudafrica” I talenti e il coinvolgimento di tutti sono necessari per riparare il danno causato dagli umani sulla creazione di Dio.”

Diamoci da fare tutti/e, credenti e non, per arrivare al Referendum con una valanga di SI’ per salvarci con il Pianeta.

Alex Zanotelli
Napoli,14 marzo 2016

Appello di Padre Alex Zanotelli pubblicato sul sito www.fermaletrivelle.it