Buona Pasqua !

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Foto “Kensington Resurrection” by Dean Ayres – flickr

Un sincero Augurio di Buona Pasqua a tutti gli amici e lettori del blog, allargato a tutte le vostre famiglie!
Che il rinnovamento portato dalla Santa Pasqua faccia avvicinare quello che ognuno di noi è a quello che, nell’intimo del proprio cuore, aspira ad  essere!

Buona Pasqua!

Pasqua a New York.

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Foto “neon cross” by sashamd – flickr

Cercavo un  testo da pubblicare in questo Venerdì Santo. Un testo che non fosse ne’ banale ne’ buonista… Mi sono imbattuto in questa poesia scritta nel 1912 dal poeta svizzero-francese Blaise Cendrars. E’ un po’ lunga ma è molto toccante. Buona lettura e Buona Pasqua!   …comunque se, fra i vari impegni ce la faccio, tornerò a farvi gli Auguri anche Domenica prossima.

Pasqua a New York

Oggi è il giorno del tuo Nome, Signore,
Ho letto in un vecchio libro le gesta della tua Passione,

E la tua angoscia e i tuoi travagli e le tue buone parole
Sono le lacrime di quel libro, dolcemente monotone.

Un monaco di un altro tempo mi parla della tua morte.
Tracciava la tua storia con lettere d’oro

In un messale posato sulle ginocchia.
Piamente lavorava ispirandosi a Te.

Seduto con la sua veste bianca, dietro l’altare,
Lentamente lavorava dal lunedì alla domenica.

Le ore si fermavano al limitare del suo eremo.
Chinato sulla tua immagine, lui si dimenticava di tutto.

A vespro, quando salmodiavano le campane,
Il buon frate non sapeva se era il suo amore

O se era il Tuo, Signore, o il Padre tuo
A bussare a gran colpi alle porte del monastero.

Sono come quel buon monaco, stasera, mi sento inquieto.
Nella stanza accanto, un essere triste e muto

Aspetta dietro la porta, aspetta che io lo chiami!
Sei Tu, è Dio, sono io – è l’Eterno.

Non Ti ho conosciuto allora – e neppure adesso.
Non ho mai pregato quando ero un bambino.

Ma stasera Ti penso con terrore.
La mia anima è una vedova in lutto ai piedi della tua Croce;
La mia anima è una vedova in nero – è tua Madre
Senza pianto e senza speranza, come l’ha dipinta Carrière.

Conosco tutti i tuoi quadri appesi nei musei;
Ma Tu stasera cammini, Signore, al mio fianco.

Scendo a gran passi verso i quartieri più miseri,
La schiena curva, il cuore teso, lo spirito febbrile.
Il tuo costato aperto è come un sole immenso
E le tue mani attorno palpitano di scintille.

I vetri delle case sono invasi di sangue
E, dietro, le donne sono fiori di sangue,
Strani fiori del male, avvizziti, orchidee,
Calici capovolti aperti sulle tue tre piaghe.

Il tuo sangue raccolto, non l’hanno mai bevuto.
Hanno labbra dipinte e sottovesti di pizzo.
I fiori della Passione sono bianchi, come ceri,
Sono i fiori più dolci nel Giardino della Vergine.

È a quest’ ora, Signore, è verso l’ora nona,
Che la tua Testa ricadde sul tuo Cuore.

Sono seduto in riva all’oceano
E mi ripeto un cantico tedesco,
Dove si dice con parole dolcissime, assai semplici e pure,
La bellezza del tuo Volto nella tortura.

In una chiesa, a Siena, in una cripta,
Ho visto lo stesso Volto, sul muro, dietro una tenda.
E in un romitaggio, a Burrie- Wladislasz,
E’ sbalzato a oro in un reliquiario.

Delle gemme opache sono al posto degli occhi
E dei contadini baciano inginocchiati i Tuoi occhi.

È impresso sul velo della Veronica
Perciò la Veronica è la Tua santa.

E’ la reliquia più efficace che si porti in giro nei campi,
Guarisce tutti i malati, tutti i malvagi.
Fa mille e mille altri miracoli,
Ma non ho mai assistito a queste scene.

Forse mi manca la fede, Signore, mi manca la bontà
Per vedere tale irradiare della tua Bellezza.

Eppure, Signore, ho compiuto un periglioso viaggio
Per contemplare in un berillo il rilievo della tua effigie.

Fa, Signore, che il mio volto premuto nelle due mani
Vi lasci cadere la maschera d’angoscia che mi serra.

Signore, fa che le mie due mani posate sulla bocca
Non conoscano la schiuma di una disperazione crudele.

Sono triste e ammalato. Forse per causa Tua,
Forse per causa di un altro. Forse per causa Tua.

Signore, la folla dei poveri per cui facesti il Sacrificio,
È qui, stipata come bestiame, negli ospizi.
Immense navi nere arrivano dagli orizzonti
E li sbarcano, a mucchi, sui pantani.

Vi sono Italiani, Greci, Spagnoli,
Russi, Bulgari, Mongoli, Persiani.
Sono bestie da circo che saltano i meridiani.
Si getta loro un pezzo di carne nera, come ai cani.

È tutta la loro felicità questo cibo immondo.
Signore, pietà per i popoli che soffrono.

ei ghetti, Signore, brulica la turba degli Ebrei
Vengono dalla Polonia e sono tutti rifugiati.

Certo che lo so,ti hanno processato;
Ma credimi non sono del tutto malvagi.

Stanno nelle loro botteghe sotto lampade di ottone,
Vendono abiti vecchi, libri usati, armi.

A Rembrandt piaceva dipingerli nelle loro zimarre.
lo, stasera, ho contrattato un microscopio.

Ahimè! Signore, T’u non ci sarai più, dopo Pasqua
Signore, pietà per gli Ebrei delle baracche.

Le umili donne, ignare, che ti accompagnarono al Golgota,
Stanno nascoste. In fondo ai tuguri, su immondi sofà,

Sono bruttate dalla miseria degli uomini.
Dei cani hanno rosicchiato le loro ossa, e nel rum

Nascondono il vizio incallito che va perdendo le squame.
Quando una di queste donne mi parla, Signore, io sto male.

Vorrei essere Te per amare le prostitute.
Pietà, Signore, per le povere prostitute.

Signore, sono nel quartiere dei bravi ladri,
Dei vagabondi, dei mendicanti, dei ricettatori.
Penso ai due ladroni che erano con te al Supplizio,
So che ti degni sorridere della loro miseria.

Signore, uno vorrebbe una corda con un nodo in cima,
Ma non è gratis, la corda, costa venti soldi.
Ragionava come un filosofo, quel vecchio bandito.
Gli ho dato un po’ d’oppio perché vada più svelto in paradiso.

Penso anche ai suonatori di strada,
Al violinista cieco, al monco che suona l’organetto,
A quella che canta col cappello di paglia a rose di carta;
So che sono loro che cantano nell’eternità.

Dà loro l’elemosina, Signore, non solo la luce dei fanali a gas,
Signore, fa loro la carità di un po’ di soldi in questa vita.

Quando moristi, Signore, la cortina si lacerò,
Ciò che si vide dietro, nessuno l’ha detto.

La strada è come una piaga nella notte,
Tutta oro e sangue, fuoco e immondizie.

Quelli che avevi cacciati dal tempio con la tua frusta,
Sferzano i passanti con una manciata di misfatti.

La Stella che sparì allora dal tabernacolo,
Brucia sui muri nella luce cruda degli spettacoli.

Signore, la Banca illuminata è come una cassaforte,
Dove,si è coagulato il Sangue della tua morte.

Le strade si fanno deserte, divengono più nere.
lo vacillo come un ubriaco sui marciapiedi.
Ho paura dei grandi lembi d’ombra che proiettano le case.
Ho paura. Qualcuno mi segue. Non ho il coraggio di voltarmi.

Un passo zoppicante saltella sempre più vicino.
Ho paura. Ho il capogiro. Mi fermo apposta.
Uno spaventoso mariolo mi ha lanciato un’occhiata
Acuta, poi è passato, sinistro, come un pugnale.

Signore, non è mutato nulla da quando non sei più Re.
Il Male si è fabbricato una gruccia con la tua Croce.

Scendo i gradini consunti di un caffè
Eccomi seduto dinanzi a un bicchiere di tè.

‘È Un locale di Cinesi, sorridono con la schiena,
Per questo si chinano, pieni di moine come macachi.

Il locale è piccolo, con un intonaco rosso,
E curiose fotografie dentro cornici di bambù.

Ho-Kousai ha dipinto i cento profili di una montagna,
Come sarebbe il tuo Volto dipinto da un Cinese?..

Quest’ultima idea, Signore, mi ha in principio fatto sorridere.
Ti vedevo di scorcio nel tuo martirio.

Ma tuttavia il pittore avrebbe dipinto il tuo, tormento
Con più crudeltà dei nostri pittori Occidentali.

Lame ondulate avrebbero segato le tue carni,
Pettini e pinze avrebbero striato i tuoi tendini,

Ti avrebbero fatto passare il collo in una gogna,
Ti avrebbero strappato le unghie e i denti,

Immensi dragoni neri si sarebbero gettati su di Te,
E ti avrebbero soffiato le loro fiamme nel collo,

Ti avrebbero strappato la lingua e gli occhi,
Ti avrebbero impalato su di una pertica.

Così, Signore, avresti sofferto ogni infamia,
Poiché non esiste posizione più crudele.
Poi, ti avrebbero gettato ai porci
Che ti avrebbero divorato il ventre e le viscere.

Adesso sono solo, gli altri sono usciti,
Mi sono disteso su un banco lungo il muro.
Avrei voluto entrare, Signore, in una chiesa;
Ma non esistono campane, Signore, in questa città.

Penso alle campane silenziose: – ma dove sono le antiche campane?
Dove sono le litanie e le dolcissime antifone?
Dove sono i lunghi uffizi e dove i bei cantici?
Dove sono le liturgie e dove le musiche?

Dove sono i tuoi fieri prelati, Signore, dove le tue religiose?
Dove il camice bianco, l’amitto dei Santi e delle Sante?

La gioia del Paradiso scompare nella polvere,
I mistici fuochi non rosseggiano più sulle vetrate

L’alba tarda a venire, e nello stretto tugurio
Delle ombre crocefisse agonizzano alle pareti.
È come un Golgota notturno in uno specchio
Dove lo si veda rossastro tremolare sul nero.

Sotto la lampada il fumo sembra un panno stinto
Che si avvolge attorcigliato attorno ai tuoi fianchi.
Al di sopra è sospesa la lampada fioca
Come la tua Testa, è triste esangue morta.

Degli strani riflessi palpitano ai vetri…
Ho paura, – e sono triste, Signore, d’essere così triste.

«Dic nobis, Maria, quid vidisti in via?»
- Tremare la luce, umile nel mattino.
«Dic nobis, Maria, quid vidisti in via?»
- Palpitare come mani biancori smarriti.

«Dic nobis, Maria, quid vidisti in via? »
- Trasalirmi nel seno il presagio di primavera.

Signore, l’alba è scivolata fredda come un sudario
E ha messo a nudo nell’aria i grattacieli.

Già un rumore immenso risuona sulla città.
Già balzano i treni, rombano e passano.
La metropolitana corre e rimbomba sottoterra.
I ponti vibrano al passare dei treni.

La città trema. Grida, fuoco, fumo,
Urlano rauche le sirene a vapore.
Una folla sudata per la febbre dell’oro
Si pigia e sprofonda in lunghi corridoi.

Offuscato, nell’intrico dei tetti fumanti,
Il sole, è il tuo Volto lordato dagli sputi.

Signore, rincaso stanco, solo, estremamente depresso…
La mia camera è spoglia come una tomba…
Signore, sono solo e ho la febbre…
Il mio letto è gelato come una bara…

Signore, chiudo gli occhi e batto i denti…
Sono troppo solo. Ho freddo. Ti chiamo…

Centomila trottole vorticano davanti ai miei occhi…
No, centomila donne… No, centomila violoncelli…

Penso, Signore, alle mie ore infelici…
Penso, Signore, alle mie ore per le strade…
Non penso più a Te. Non penso più a Te.

Blaise Cendrars, New York, aprile 1912

Uno strumento che sempre dà, la stessa nota… ratatata

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Foto “…and let me play – 138/365″ by morberg – flickr

Oltre 20 anni fa ero un giovane jazzista di belle speranze e all’epoca, pur essendo sempre stato un amatore, mi sono tolto delle discrete soddisfazioni: ho suonato con i migliori jazzisti di Firenze, tra cui un giovanissimo ma già talentuoso Stefano Bollani. Con un gruppo in cui suonavo agli inizi degli anni ’90 siamo stati a Videomusic, abbiamo aperto 7 concerti del tour “Oltre” di Claudio Baglioni del quale ricordo  pure  una session fatta dietro le quinte con Tony Levin (bassista dei King Crimson, Yes, Peter Gabriel, John Lennon, Pink Floyd etc, etc…) e Gavin Harrison (batterista dei Porcupine tree, dei King Crimson e di molti artisti inglesi degli anni ’80). Nonostante lavorassi già come informatico, all’epoca mi esercitavo più o meno un’ora tutti i giorni e penso di essere stato il tormento dei miei vicini di casa: sentire qualche classico del  jazz ogni tanto poteva essere anche piacevole, ma ascoltare me che studiavo quotidianamente la tecnica, con tutte le scale blues, per i miei vicini doveva essere una tortura cinese. Quando è nata mia figlia ho smesso, perchè non ce la facevo a lavorare, gestire la famiglia, studiare musica e suonare nei locali (e quando suoni con dei professionisti questi non intendono scuse…)

Da alcuni mesi ho un nuovo inquilino al piano di sotto e anche lui ha deciso di romperci i timpani con i suoi assoli. Quasi tutti i giorni si dedica al suo hobby e ci allieta col suo strumento preferito: alcune volte anche dopocena, una volta addirittura alle 23.15, tanto che ci siamo messi a battere con la scopa sul pavimento per farlo smettere.

Amo tutta la musica: dalla classica al jazz, dal rock al soul, dagli oldies alla contemporanea; gli amici di mia figlia mi hanno fatto apprezzare perfino qualche brano di rock duro. La musica dell’inquilino del piano di sotto invece non la sopporto proprio perchè, come cantava Gianni Morandi, lui usa “uno strumento che sempre dà, la stessa nota ratatata…” Se io all’epoca suonavo Miles Davis, Charlie Parker e Sonny Rollins lui credo che abbia gli spartiti di un unico artista: il famoso compositore statunitense Black & Decker e i suoi notissimi concerti per trapano solista, …strumento di cui il mio vicino è un virtuoso, quasi un novello Niccolò Paganini specializzato in punte e mandrini!

Giuro che se continua a trapanare un giorno si e uno no (lo fa più o meno a tutte le ore, festivi compresi),  io salgo in soffitta e tiro giù tutta l’artiglieria musicale. Ho un sax tenore, un sax contralto, un clarinetto in si bemolle, tre chitarre (elettrica, acustica e classica) e pure una piccola tastiera, che usavo per le basi ma che non so suonare. Non mi manca niente: ho almeno tre scatoloni di spartiti (tra cui diversi Jazz Real Books) ma soprattutto ho vent’anni di astinenza dal Sax che potrei voler recuperare tutti insieme…

E poi vediamo un po’ chi fa più confusione…

Windows XP non verrà più aggiornato. Che fare?

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Foto “Windows XP Professional” by Energetic Spirit – flickr

Leggendo i giornali o guardando la tv tutti avrete saputo che dallo scorso 8 Aprile 2014 Microsoft non aggiorna più il sistema operativo Windows XP. A parte che ad un mio collega è arrivato un aggiornamento di XP il 10 di Aprile, in tanti mi hanno chiesto cosa fare, visto che  gli articoli di stampa sono allarmistici e pronosticano, a chi resterà con Windows Xp, un futuro pieno di virus, hacker e problemi vari.  Analizziamo la situazione, partendo in un  modo un po’ bislacco…

Ipotizziamo che 13 anni fa, al posto di Windows XP, voi abbiate comprato un frullatore. Dopo due anni è scaduta la garanzia ma il frullatore funzionava egregiamente. Che avete fatto? Lo avete buttato perchè è scaduta la garanzia? No, lo avete tenuto e continuate ad usarlo tranquillamente. Ipotizziamo poi che oggi la ditta produttrice vi dica: «Da ora in poi non faccio più i ricambi per il vostro frullatore, quindi se vi si rompe vi dovete arrangiare». Che fate? Lo buttate se ancora funziona e vi fa degli ottimi frullati? No, lo tenete e continuate a farci i frappé fino a quando non si romperà definitivamente. Al massimo, se proprio il frullatore non vi piace più, voi ne comprate uno nuovo con delle funzioni aggiuntive e quello vecchio lo passate alla nonna che continuerà felicemente a farsi i suoi frullati, infischiandosene del rappresentante di commercio che continuerà a dirle ossessivamente che il frullatore è un modello ormai vecchio e superato…

Ecco, la situazione di Windows XP è come quella del frullatore e molti degli allarmi che vengono lanciati a mezzo stampa sembrano più maliziose sirene di Ulisse per invitarvi a comprare un nuovo pc, che sirene dei Vigili del Fuoco che vi avvisano di un reale pericolo imminente. A questo punto voi mi direte che Windows XP è un sistema operativo e non un frullatore e che là, nel mondo della rete è pieno di hacker e virus pronti ad attaccare il vostro vecchio Windows XP…

Ok, passiamo allora ad altre considerazioni:

  1. Prima di Windows Xp è cessata l’assistenza per altri sistemi operativi più vecchi e non c’è stato questo allarmismo. Ad esempio anni fa è cessata l’assistenza per Windows 98 e poi per Windows ME. Eppure noi in ufficio abbiamo ancora un pc con Windows 98 che fa dignitosamente il suo piccolo e sporco lavoro: scarica le timbrature di oltre 250 persone ogni giorno… e non ha mai preso un virus. Non è sospetto che stavolta si sia creato un allarme troppo grande? Forse perchè i pc con Windows XP sono ancora tantissimi e tutto sommato funzionano ancora bene?
  2. I pc con Windows XP, se non protetti con appositi antivirus, firewall e antispyware erano soggetti ad attacchi di virus e hacker anche nel passato,  come lo sono adesso.  Fino allo scorso 8 Aprile il vostro pc con XP non aveva mai preso un virus? Un buon antivirus aggiornato (quello si che deve essere aggiornato) e una passata ogni tanto con un antispyware sono sempre stati più sicuri dell’assistenza e degli aggiornamenti della Microsoft.
  3. Quando vi si è piantato un qualche programma e vi è apparso il messaggio di inviare la segnalazione alla Microsoft, vi hanno mai risposto dicendovi cosa non andava sul pc? Qualcuno vi ha mai contattato in merito ad una segnalazione che avete inviato dopo un crash?

Viste queste considerazioni, se avete un pc con Windows XP, quali consigli mi sento di darvi?

  • Continuate ad usare il vostro Windows XP avendo cura di tenere aggiornato l’antivirus, facendo ogni tanto un passaggio con un buon antispyware.
  • Usate preferibilmente programmi per Windows XP che,  se anche un po’ vecchiotti svolgono bene il proprio mestiere. Tenete conto che su XP può creare più problemi un programma nuovo che uno vecchio: non avrete problemi di compatibilità,soprattutto il software richiederà meno risorse e il vostro PC girerà con meno fatica.
  • Se proprio non vi fidate più a andare su internet col pc con Windows Xp, usatelo fuori rete, per scrivere testi, fare fogli di calcolo e altre attività. XP rimane comunque un sistema piuttosto solido e affidabile ed è un peccato buttarlo via solo perchè è finita l’assistenza. Io a casa ho un pc con Windows XP, uno con Windows 7 e uno con Linux: li uso tutti e tre, logicamente per fare cose differenti: ognuno secondo le sue compatibilità e le sue lentezze…
  • Se proprio decidete di passare ad un altro sistema operativo, comprando un nuovo pc, il vecchio non buttatelo via. Con la crisi attuale tante scuole, onlus e associazioni farebbero faville per avere un pc funzionante, anche se con Windows XP.

Infine vi racconto cosa abbiamo deciso di fare nel nostro ufficio. Abbiamo fatto una stima: due terzi dei nostri pc (cioè oltre 160) sono con Windows XP, lavorano egregiamente e in alcuni casi sono indispensabili (nel senso che ci girano programmi che sui sistemi più nuovi come Windows 7 non funzionano). Abbiamo perciò deciso di tenerli, primo perchè non abbiamo le risorse economiche per ricomprali tutti insieme e poi perchè tutto sommato rimangono affidabili. Ci comportiamo come abbiamo fatto da sempre (ovvero negli ultimi 20 anni):  andremo a sostituirli con nuovi computer via via che si romperanno. Se in qualche ufficio  i pc con Windows XP non saranno più adatti ai compiti che devono svolgere, faremo come si faceva una volta con i pantaloni fra fratelli: passeremo il pc con XP al “fratello minore” e compreremo un pc nuovo al “fratello maggiore” ovvero all’ufficio che ha maggiori necessità…

p.s. Se proprio avete paura de virus… beh preoccupatevi piuttosto di Heartbleed che è ben più grave della fine dell’assistenza su Windows XP (alcuni consigli qui e qui).

Torna Botanica alla Villa Caruso Bellosguardo

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Foto “Villa Caruso Bellosguardo” by unpodimondo – flickr

Lo scorso Ottobre avevo pubblicato due post (qui il primo, qui il secondo)  in cui raccontavo l’edizione autunnale di Botanica, mostra di piante e fiori,  presso la Villa Museo appartenuta al Tenore Enrico Caruso a Lastra a Signa (Fi).

Nelle settimane scorse mi hanno scritto  dalla Villa ringraziandomi per i post, segnalandomi la versione primaverile di Botanica che si terrà presso Villa Caruso nelle giornate del 12 e 13 Aprile 2014. Questo è il programma della manifestazione. Come potete osservare ci sono attività e mostre per  tutti i gusti: dalle piante ai molluschi, dai giochi per bambini fino agli ormai onnipresenti Food Show

[...] BOTANICA 12-13 aprile 2014 VILLA CARUSO BELLOSGUARDO Lastra a Signa (FI)

Il parco storico monumentale di Villa Caruso per l’occasione ospiterà espositori con una vasta gamma di fiori, arbusti, piante da frutto e, in particolare, quest’anno, grazie alla collaborazione con l’Associazione Cactus & Co, una ricca collezione di piante succulente con vivaisti provenienti anche dall’estero, una mostra fotografica monotematica nonchè conferenze a cura di esperti di questo gruppo di piante. Sarà inoltre presente l’Associazione Zafferano Italiano, realtà che opera per la tutela e salvaguardia di questa prodotto tipico. Botanica si avvale del patrocinio di Provincia di Firenze, Regione Toscana, della collaborazione dell’Istituto Tecnico Agrario di Firenze, dei Vivai Belfiore e del sostegno di CIA, Coldiretti, Confagricoltura.

Sabato 12 aprile

Ore 12.00: Inaugurazione della manifestazione e inaugurazione mostre “Il mondo sconosciuto dei molluschi” allestita dal Museo di Storia naturale dell’Accademia dei Fisiocritici di Siena. La mostra è presentata dallo zoologo Andrea Benocci “Le Succulente e i loro ambienti” a cura di Cactus & Co.

Ore 14.00: Villa – Sala Biliardo “Il mondo sconosciuto dei molluschi” A cura dello zoologo Andrea Benocci

Ore 14.30: Museo Enrico Caruso Visita guidata (su prenotazione) con ascolto della voce del grande tenore da un grammofono d’epoca

Ore 15.00: Villa – Sala Biliardo “Dhofar, ambienti e piante sulla via dell’incenso” Conferenza a cura di Laura Guglielmone

Ore 16.00: Villa – Sala Biliardo “Tesori nascosti e suggestioni sulle alture boliviane” Conferenza a cura di Alessandro Gentili

Ore 17.00: Villa – Sala da pranzo “La merenda stellata della Tenda Rossa” Food show con Natascia Santandrea del Ristorante “La Tenda Rossa”

Domenica 13 ottobre

Ore 10.00: Apertura della manifestazione e apertura mostre “Il mondo sconosciuto dei molluschi” allestita dal Museo di Storia naturale dell’Accademia dei Fisiocritici di Siena. La mostra è presentata dallo zoologo Andrea Benocci “Le Succulente e i loro ambienti” a cura di Cactus & Co.

Ore 10.30: Villa – Sala Biliardo “Il mondo sconosciuto dei molluschi” A cura dello zoologo Andrea Benocci

Ore 11.30 : Villa – Sala Biliardo “Il grande patrimonio dell’etnobotanica” Conferenza sulla flora africana a cura di Marco Billi – Shangri-la

Ore 12.30: Villa – Sala Biliardo “Virtù delle piante e segreti del mondo vegetale” Conferenza a cura di Maria Grazia Moretti /Archeofisica

Ore 14.30: Museo Enrico Caruso Visita guidata (su prenotazione) con ascolto della voce del grande tenore da un grammofono d’epoca

Ore 15.00: Villa – Sala Biliardo “I fiori e il gelato” Food show a cura di Associazioni Gelatieri Fiorentini

Ore 16.30: Nel Parco “Il piccolo botanico” Gioco di osservazione della natura nel parco

Ore 16.30: Villa – Sala Biliardo “Bruno Bartoletti: una vita tra musica e organizzazione musicale” Conversazione a cura di Silvano Sanesi (Amici del Maggio Musicale Fiorentino) e Angelica Vettori

Ore 18.30: Concerto di chiusura

Info: Ufficio Turistico del Comune di Lastra a Signa ufficioturistico@comune.lastra-a-signa.fi.it Referente Silvia Bazoli tel.055 8725770 (orario dal lunedì al venerdì 9.15 – 13.15) Associazione Villa Caruso info@villacaruso.it Referente Silvia Parretti tel.055 8721783 (orario dal lunedì al venerdì 9.15 – 13.15)

programma ricevuto via mail da Silvia Parretti di Villa Caruso.

Ora che ho adempiuto al mio dovere di segnalatore dell’iniziativa vorrei togliermi un piccolo sfizio raccontandovi un aneddoto che la dice lunga sulla gestione dei musei in Italia. Mi ha fatto molto piacere ricevere la mail con i complimenti  di Silvia Parretti perchè, quando ad ottobre ho vistato il Museo di Villa Caruso, l’accoglienza non fu delle più calorose. Dopo aver pagato il regolare biglietto, come faccio da tempo in tutta Europa, chiesi se potevo fare delle foto senza l’uso del flash. Le addette alla cassa mi guardarono di traverso e mi dissero che era vietato, poi vista l’espressione che devo aver fatto io, con fare molto italico mi dissero che se le facevo quando non c’era nessuno e senza flash avrebbero chiuso un occhio… Insomma feci le foto che potete vedere sulla mia pagina di Flickr oppure qui, tutte di soppiatto, come se fossi un ladro che ruba chissà che cosa…

Ora che anche le macchinette digitali più scarse hanno la funzione “Museo” che esclude automaticamente il flash e consente di fare delle foto dignitosissime, in molti  musei d’Europa  è pacifico che i visitatori facciano delle foto delle opere e che queste vengano pubblicate in rete. In fondo è un piccolo e innocuo piacere che viene concesso al visitatore ma che ha anche un ritorno di immagine pubblicitaria per il Museo stesso. In Europa l’hanno capito anche i musei più grandi (ad esempio io ho fatto tantissime foto al Kunsthistorisches Museum di Vienna, tra cui a tutti i quadri di Pieter Bruegel). Possibile che in Italia musei grandi e piccoli continuino con l’anacronistico e antipatico divieto di fare le foto?

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Bicicletta: che faccio? L’etichetto? Oppure no?

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Foto “Bicicletta nella neve / Bicycle on the snow” by unpodimondo – flickr

Dalle mie parti sta partendo in vari comuni l’iniziativa di etichettare le biciclette, come antidoto contro i furti. Empoli è già partita qualche mese fa (qui la notizia), Prato lo scorso anno (qui),  Firenze sta partendo in questi giorni (qui) ed esperienze analoghe sono già  diffuse da diversi anni  del pisano.

Per evitare i furti, ogni telaio di bicicletta viene punzonato con un codice alfanumerico indelebile e inamovibile a cui è associato, in un database in possesso dei Comuni, il nome del proprietario. Tale operazione dovrebbe scoraggiare i furti di biciclette che stanno aumentando vertiginosamente, anche da parte di ladri professionisti, come testimoniato da questo articolo di Repubblica. L’etichettatura fino ad ora è stata proposta su base volontaria, a costi nulli o bassissimi: di solito la prima bici per famiglia viene etichettata gratis, mentre le successive vengono etichettate a costi di qualche euro (dai 2€ ai 5€).

Vediamo i vantaggi di questa operazione.

  • Le bici etichettate dovrebbero essere meno appetibili per i ladri (anche se più dell’etichetta valgono una bella catena e un lucchettone).
  • Quando una bici rubata viene ritrovata si può risalire subito al proprietario a cui può essere riconsegnata velocemente. I depositi di bici dei comuni sono pieni di biciclette ed è difficile per i proprietari dimostrare che quella bici lì è proprio la loro… A volte si può provare con una foto ma non è detto che il Comune l’accetti. Se invece la bici non è stata rubata ma è stata rimossa dai vigili perchè parcheggiata in divieto di sosta a volte è più conveniente abbandonarla al Comune e comprare una bici nuova piuttosto che pagare tasse e multe, soprattutto se la bici rimossa dai vigili è vecchiotta.
  • Queste iniziative portano qualche euro nelle casse sempre asfittiche dei Comuni e creano nuovi posti di lavoro: ad esempio ad Empoli l’operazione di etichettatura è fatta da una Onlus in cui lavorano dei disabili.

Fin qui i vantaggi… vediamo un po’ gli svantaggi, pensando anche a quello che potrebbe accadere in futuro…

Iniziamo a dire che con questa crisi le biciclette sono tornate di moda. Come attestato da questo articolo de “Il fatto quotidiano” negli  ultimi anni la vendita di biciclette ha superato quella delle automobili. Ammettiamo poi  che  le biciclette, rispetto alle auto, sono piuttosto anarchiche: non pagano bollo, ne’ assicurazione e inoltre, pedalare fa bene all’ambiente e alla salute (con risparmio di ticket sanitari e tasse sui carburanti). La bicicletta consente al ciclista “sgamato” di prendersi anche qualche libertà: se ti trovi in una città senza piste ciclabili o con le piste trasformate in parcheggi abusivi sei per forza costretto ad aggirare il traffico automobilistico con manovre non proprio legali, come prendere qualche strada contromano (all’estero in alcuni paesi per le bici è un’operazione legale). Oppure se, come nel centro di Firenze, le rastelliere sono insufficienti e perennemente occupate a volte sei costretto a incatenare la bici dove non vorresti, ad esempio a un cartello stradale o a un palo della luce, etc…

Ora, vista la situazione attuale,  pensate un po’ alle  conseguenze che potrebbe avere la punzonatura delle biciclette. Se questa operazione diventasse obbligatoria sarebbe una bella targa messa sulla bici che individua univocamente il proprietario. Da lì a metterci una tassa tipo bollo il passo sarebbe facile e breve. Obbligare (logicamente per il loro bene) i ciclisti a fare un’assicurazione esosa tipo RC Auto, altrettanto. E poi i vigili avrebbero vita facile nel rimuovere le bici in diveto di sosta e ad  appiopparci delle belle multe che spesso supererebbero il valore delle biciclette stesse e che il proprietario verrebbe poi obbligato a pagare, magari dall’Equitalia di turno…

E comunque pensate davvero che le forze dell’ordine abbiano i mezzi e le forze per dedicarsi alle bici rubate? E pensate anche che i ladri non possano in qualche modo fare una bella abrasione sulla punzonatura?

Sulle tasse a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca… Alla punzonatura io preferisco una bici vecchia e maggiore  libertà….

Pensieri, correndo su e giù…

T-shirt Emergency by unpodimondo

T-shirt Emergency by unpodimondo

Lo scorso 20 Febbraio 2014 vi ho messo un post sulle mie condizioni di podista… Anche se ai più non interessa, vi aggiorno sui miei progressi. Da allora ho continuato ad allenarmi: adesso mi sciroppo almeno 45 km a settimana, divisi in 4 sedute. Pur non avendo nessun obiettivo a breve termine (ho scritto nel post di Febbraio che per ora non ho intenzione di fare gare) ho strutturato l’allenamento in questi modi:

  • Lunedì: defaticamento e allunghi per smaltire l’allenamento della domenica.
  • Mercoledì: lavoretto tecnico – fartlek o ripetute (preferibilmente in salita).
  • Venerdì: medio pianeggiante, più o meno fra i 13 e i 15 km.
  • Domenica: percorso collinare di 15 o 16 km oppure percorso pianeggiante di 20 km.

Logicamente il programma è di massima e lo stravolgo a seconda delle mie condizioni e dei miei impegni: ad esempio Domenica scorsa ho fatto 25 km in bicicletta e Lunedì un collinare di 15 km.

Nonostante la fatica, trovo che correre in solitario e senza obiettivi sia molto rilassante: qualcosa che si avvicina molto ad un’esperienza spirituale. Pur abitando a Firenze, nel giro di dieci minuti riesco ad  uscire dalla città e ad allenarmi nella natura. E’ bello uscire presto e correre nel proprio territorio: dall’aria fresca di Febbraio siamo passati ai primi tepori primaverili di questi giorni. In queste settimane mi sono goduto tutto il risveglio della natura: dalle nebbie e dalle brinate mattutine, giorno dopo giorno sono passato alle prime gemme sui rami, agli alberi da frutta in fiore, ai prati punteggiati di  margherite, per arrivare alle cascate di glicini che in questi giorni riempiono l’aria di un profumo inebriante. Anche osservare i lavori nei campi, come in questo periodo la potatura degli olivi, riporta noi impiegati-runners-cittadini ai ritmi naturali delle stagioni.

Allenarsi nel silenzio è un’altra bellissima esperienza: quando corro non uso mai ipod o lettori mp3. Preferisco ascoltare quello che incontro nel mio cammino: in primo luogo il mio respiro, il calpestio dei miei passi e più in generale le sensazioni del mio corpo, e poi le voci della natura che spesso, nel frastuono della vita quotidiana non ascoltiamo: il canto degli uccelli, il vento che muove le foglie, lo scorrere di un ruscello in lontananza, il rumore della pioggia che nello scorso inverno, ha spesso accompagnato le mie uscite.

Osservare il panorama, con le piccole e grandi opere dell’uomo mi riavvicina alla mia comunità, alla storia delle generazioni che in passato hanno modellato il territorio. I filari delle viti, una casa colonica, una pieve romanica, un castello in lontananza, un semplice tabernacolo ti parlano della tua comunità. Se poi, dietro a una curva ti appare lo skyline di Firenze e dei suoi monumenti, allora i tuoi occhi sono davanti all’Arte e alla Storia. Percorrere ansimando una salita con pendenze del 16% e arrivare in cima senza fiato, ti fa capire il motivo per cui  i viandanti dei secoli passati, proprio lì hanno piazzato un tabernacolo con la Madonna Addolorata! La vista del creato, con le colline e  in lontananza delle cime dell’Abetone innevate, il sole che tenta di scaldare le lapidi di un cimitero di campagna, una chiesetta isolata, un tabernacolo cadente, che incrocio nel collinare della Domenica mattina, mi avvicinano a Dio  più di qualsiasi Santa Messa a cui  potrei assistere nelle stesse ore.

Insomma si scrive corsa nella natura e si legge libertà… Però, siccome anche la libertà deve avere degli obiettivi, Domenica scorsa mi sono comprato la maglia da running che vedete nella foto e i cui proventi sono andati ad Emergency. Purtroppo la “XL” non c’era e così ho dovuto prendere una “L” che mi sta strettissima e mi fa sembrare l’omino Michelin… Ecco, il primo obiettivo che mi sono posto, da qui al 2015, è quello di dimagrire per poter indossare questa maglia. Il secondo è quello di trovare il modo, quando tornerò nel circo del podismo,  di fare tutte le gare vestendo questa t-shirt.

Concerto di Pasqua per il Cuore si scioglie.

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Foto “[Ital] Unicoop Firenze FIRENZE PONTE A GREVE [2] (Viuzzo delle Case Nuove 9-10 Firenze 50143) Aug11″ by Co-operative Stores – flickr

Mercoledì 9 aprile 2014, alle 21.15, presso il Centro Commerciale Coop di Ponte a Greve (Firenze), all’interno del calendario dei concerti  in collaborazione con l’Athenaeum musicale fiorentino, si terrà il tradizionale Concerto di Pasqua. Appena le casse del supermercato chiuderanno, l’atrio del Centro commerciale diventerà il palcoscenico sui cui si esibiranno alcuni dei migliori gruppi rock dell’area fiorentina.

L’ingresso è libero. Il ricavato delle offerte sarà interamente devoluto ai progetti di solidarietà della Fondazione Il Cuore si scioglie e ad altre associazioni benefiche del quartiere 4 di Firenze.

Il video di uno dei gruppi rock che si esibiranno nella serata… gli Optycal dreams! Da tenere d’occhio, perchè son giovani ma bravissimi…

L’assicurazione contro gli incidenti dall’uso del gas. Quanti la conoscono?

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Foto “Senza titolo” by sunshinecity – flickr

Quando arriva una bolletta, guardate solo l’importo e poi imprecate, come faccio io, oppure ve la leggete tutta, comprese le frasi scritte piccole? E magari andate anche sui siti dei gestori a vedere cosa prevede il vostro contratto? Io non lo faccio e confesso che sono rimasto stupito quando ho scoperto la notizia che sto per darvi e  che non viene molto pubblicizzata.

Lo sapete che da molti anni con la bolletta del metano tutti noi paghiamo un’assicurazione sugli incidenti dovuti al gas ma che quasi nessuno ne è informato? Ogni anno paghiamo 0,25€ (si proprio 25 centesimi) per questa assicurazione che, in caso di incidenti dovuti al metano, vi dovrebbe rimborsare fino a 180.000€ per danni ad immobili, fino a 80.000€ per danni a cose, fino a 250.000€ per morte o invalidità permanente e fino a 8.000€ per spese mediche. Questa assicurazione prevista per legge, ma che fino allo scorso anno valeva soltanto per i privati, dal 2014 è estesa anche a incidenti in luoghi pubblici come ospedali, carceri, scuole, case di cura e di riposo.

Auguro a tutti di non averne mai bisogno, però credo che in ogni caso tutti debbano conoscere che c’è questa possibilità…

Per maggiori informazioni:

Un caffè al giorno… per solidarietà.

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Foto “Caffé Latte – Tulip” by rene.schaefer – flickr

Mi ha scritto una certa Alessia (presumo da Roma e/o dintorni) che mi ha presentato un’iniziativa solidale molto interessante che si chiama 1caffè.org. Si tratta di una onlus che tra i propri fondatori ha l’attore Luca Argentero e che ogni giorno raccoglie fondi per una diversa onlus nazionale o internazionale, basandosi sul principio di offrire un caffé ad un amico.

Così, come si offrirebbe un caffè al Bar, grazie a 1caffe.org è possibile devolvere 1€ tramite il sistema beemov, oppure 1,40€ tramite paypal all’associazione del giorno. Se poi si vuole essere più generosi si può offrire una colazione intera, devolvendo 5€.  1caffe.org assicura che tutti gli importi devoluti verranno girati interamente alla onlus del giorno (qui maggiori informazioni).

Per conoscere le associazioni che, via via sono appoggiate da 1caffe.org potete recarvi sul sito, oppure abbonarvi alla newsletter. Oggi ad esempio è ospitato il “PROGETTO LUCREZIA” che ha come finalità arredare, con materiali ed elementi decorativi, la sala gioco e gli spazi dedicati all’accoglienza e al soggiorno dei piccoli pazienti ricoverati nei reparti del Nuovo Padiglione delle Neuroscienze dell’Ospedale Bellaria di Bologna.

Alessia, che mi ha presentato il progetto, chiede di offrire 1 caffè il prossimo 3 Aprile 2014 per l’ Opera Don Giustino Onlus, comunità fondata da Don Antonio Coluccia che a Roma opera a favore dei senzatetto, anziani e homeless. Dal 2012 all’Opera Don Giustino è stato affidato uno stabile confiscato alla criminalità organizzata che è diventato una casa di accoglienza per 20 senzatetto, come potete leggere su questo articolo pubblicato dal giornale “Il Tempo”.

Insomma, se vi va… offrite 1 caffè! Oggi, domani, domani l’altro o quando vorrete voi… ma sempre su 1caffe.org