Bologna, l’altare dei sacrifici al dio delle ferie!

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Foto “Appenninico Minuetto” by Antonio Martinetti – flickr

Anche se vivo a Firenze da 27 anni,  sono nato e cresciuto in Mugello, sull’Appennino a nord di Firenze. Noi mugellani (ma anche i casentinesi come mia moglie) siamo dei toscani un po’ anomali. Di solito non andiamo al mare in Versilia: il nostro mare è l’Adriatico, anche per le gite dalla mattina alla sera. Basta “scollinare” e sei in Romagna! Che tu faccia il passo della Colla, il Muraglione o i Mandrioli in un tempo ragionevole arrivi a Faenza o Forlì e da lì al mare il passo è breve! Resta negli annali la storia di un mio compagno di classe che disse alla madre che andava a trovare un amico e invece andò dalla mattina alla sera a Rimini facendosi tutta la tratta andata e ritorno col Ciao Piaggio. Chi in gioventù ha messo le sue chiappe su un Ciao immagini farsi in un giorno 280 km… per stare 3 ore sulla spiaggia di Rimini! Fosse andato a Punta Marina avrebbe risparmiato 50 km, ma per un adolescente degli anni ’80… Rimini era Rimini!

Già andare al mare era di per sè un viaggio: se i tornanti dei passi appenninici ti davano il mal di mare c’era sempre il treno, lungo la mitica ferrovia faentina, una delle più belle linee italiane. Il treno partiva da Firenze all’alba, arrivava a Borgo San Lorenzo e da lì saliva sull’Appennino tra gallerie, viadotti e panorami spettacolari con castagneti, ruscelli e cascate. Quando intravedevi i tre colli di Brisighella, che annunciavano la pianura, sentivi già aria di mare e di lì a poco saresti arrivato a Ravenna per poi fare tutte le stazioncine della costa: da Punta Marina a Rimini passando per Cervia, Cesenatico, Gatteo, Bellaria e così via.

Eravamo tra gli anni ’80 e gli ’90 del secolo scorso e la ferrovia faentina era sempre affollata, nonostante fosse ottocentesca, lenta e senza aria condizionata. Oltre ai panorami, c’era un altro motivo che ce la faceva preferire: era sicura! La strage dell’Italicus del 1974, quella della stazione di Bologna del 1980 e quella del Rapido 904 del 1984 erano un buon motivo per andare in treno al “nostro” mare di Romagna, ma …senza passare da Bologna!

Questi pensieri mi sono tornati in mente l’altro giorno, quando ho visto lo scoppio dell’autocisterna sulla tangenziale di Bologna. Cambiano i tempi, la politica, la società eppure, quel suo essere snodo della viabilità, ha reso ancora una volta Bologna l’immenso altare su cui avvengono i sacrifici umani al dio delle ferie! E meno male che è andata bene perchè le vittime potevano essere molte di più!

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15 pensieri riguardo “Bologna, l’altare dei sacrifici al dio delle ferie!

  1. un ricordo in cui mi ritrovo. Io torinese la strada per arrivare alla riviera ligure a Raoallo e poi da Roma il passo del Bracco a passo passo tra un vomito e un altro.
    Bologna. Brutte storie di un Italia che oggi dimentica.

    sheramentrediluviaetuona

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  2. Il mare da me dista 20 minuti di auto. E’ il punto più vicino e puoi arrivarci con la strada provinciale, con la strada di montagna o con il treno. E’ il punto più vicino perché versa sul tirreno, ma in tanti preferiscono andare sullo ionio dove ci sono zone che ricordano molto la famosa Rimini (fondali bassissimi, distese di ombrelloni, spiagge affollatissime, ecc…). Anche per lo ionio si può prendere la provinciale o il treno, e chi si rivolge a queste spiagge sono coloro che abitano nell’entroterra calabrese.
    Per fortuna non siamo a Bologna, e la tragedia dell’altra volta mi ha messo davvero i brividi. Conta che era giornata da bollino rosso e mancava poco che la tragedia si trasgormarre in strage. E’ lo scotto che si deve pagare per le ferie, ma anche una serie di vicissitudini che andrebbero controllate con maggior perizia.
    Meglio il treno? Da me no, perché l’ultima volta che lo presi fu un trauma. Preferisco la macchina a questo punto!

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    1. Credo che da voi se il treno è un dramma il mare invece dovrebbe essere bellissimo… Penso che da voi, ovunque vai, trovi un mare migliore dei nostri… Forse l’Elba o qualche zona in Maremma possono avvicinarsi!

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      1. Il nostro mare è spettacolare. Ogni punto è bellissimo ed abbiamo spiagge meravigliose. Lo ammetto.
        Ma ci sono zone (e credo che esistono ovunque), dove c’è la cosiddetta zingarama, ossia gentaglia che scende con gazebo al posto degli ombrelloni, fa caos ovunque e lascia monnezza e schifo in ogni angolo.
        Ci sono tratti di spiaggia ideali per chi ha la passione della pesca: tranquilli, lontano dal caos e non dai fastidio a nessuno. Poi scendi e trovi preservativi ovunque perché quelle spiagge sono anche le aree più gettonate dalle coppiette.
        Capisco il desiderio di farlo sotto le stelle, ma che costa portarsi dietro una busta e pulire la spiaggia? Costa davvero tanto sporcare un’area libera per il semplice desiderio sessuale?
        Voi avete la maremma e l’Elba, la Versilia (mio cugino me ne parla benissimo ogni anno), e noi abbiamo 800 km di costa. Ma voi avete l’organizzazione, il divertimento e sapete cosa significa fare turismo.
        Mio fratello è stato a Tropea la scorsa settimana. A parte pizzerie e ristoranti aperti non c’erano spettacoli, anche a pagamento, che intrattenessero le persone. Catanzaro era fino a qualche anno fa la Milano Marittima del sud (la Rimini è Villapiana). E’ bastata un’ordinanza del sindaco (niente musica dopo mezzanotte nei centri abitati) che è diventata un mortorio dopo un paio di mesi!

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    1. Il tuo commento mi onora parecchio. Sono stato indeciso fino all’ultimo se pubblicare o meno il post. La svolta a U del post temevo fosse irrispettosa e ardita… poi mi sono detto: – Premo invio, e come va… va! –
      Grazie Gaber!

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    1. Lo scoppio è stato impressionante e che non sia diventata una strage è stato un miracolo!
      Io non lo avevo ancora visto in tv… che mia moglie, per rendere l’idea, me l’ha descritto dicendo che sembrava un film d’azione!

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