Più neve per tutti!

Foto
Foto “Arno” by Patrice Wangen – flickr

Ieri è nevicato a Firenze… d’altra parte potevamo essere da meno di Roma e Napoli? E’ iniziato a nevicare all’una e mezzo di notte (dicono i TG,  io dormivo) ed è durato fino alle 11.00. Dopo è iniziato a piovere, tanto che oggi la neve è quasi tutta sparita.

La nevicata era così ampiamente prevista che perfino Nardella, (oh, dico Nardella non Churchill), ha fatto la sua porca figura. La mattina alle 7.00 gli spalaneve avevano già pulito buona parte delle strade ed era stato anche sparso il sale. Ma soprattutto si sono comportati bene i fiorentini! Hanno lasciato a casa le auto. Perfino il mio collega di scrivania è venuto al lavoro in tramvia, lui che se potesse, con la macchina sotto alle chiappe, andrebbe dalla cucina al bagno. E, quei pochi  che giravano, andavano piano e rispettavano pure quei pedoni che stavano in mezzo alla carreggiata, perchè è vero che le strade erano pulite ma i marciapiedi erano poltiglia!

Il bello della neve in città non è che si torna bambini e si fanno i pupazzi. Il bello è che tutto rallenta e tutti si adattano. Si arriva in ritardo al lavoro e non si viene sgridati, si scopre che certe cose urgenti possono essere rimandate al giorno dopo, senza troppi problemi. Che la tramvia sostituisce molto bene il motorino e più in generale che la lentezza a volte aiuta: aumenta la concentrazione, si fanno meglio le cose e siamo meno stressati. La candida neve rende tutti più umani, direi quasi …più buoni: nei tg locali s’è visto perfino che i volontari che andavano a portare le provviste ai senza tetto erano così tanti che quasi si davano noia a vicenda…

Stamani invece siamo ritornati al solito bailamme: code nelle strade, clacson, gente stressata, insulti, lamentele, piagnistei e così via… E mentre rimpiango la giornata di ieri, mi chiedo: «C’è un partito che nel programma ha “più neve per tutti”?». No, perchè domenica potrei votarlo…

Annunci

Oggi, occhio al meteo!

Foto
Foto “April rain” by laura.bell – flickr

Dalle mie parti c’è un proverbio che recita: “Se piove il tre Aprilante quaranta dì durante”. Quindi oggi, occhio al meteo! Avviso agli stonati come me: se non volete quaranta giorni di pioggia evitate di cantare nella giornata odierna! Grazie.

Firenze allagata e… Matteo da Bruno Vespa.

 Foto "Firenze allagata, si teme per la piena del Mugnone" tratta dal sito de "Il sole24 ore"
Foto “Firenze allagata, si teme per la piena del Mugnone” tratta dal sito de “Il sole24 ore”

A Firenze ieri è piovuto (a dire il vero sta piovendo anche adesso). E’ bastato un acquazzone iniziato alle 14.00 e durato più o meno 4 ore per fare allagare larghe zone della città, mandare il traffico in tilt, riempire d’acqua diversi sottopassi, far saltare la corrente  e far salire ai piani alti gli abitanti della zona intorno al fiume Mugnone e di tutta l’area Statuto-Puccini. Logicamente, mentre Firenze era sott’acqua, il nostro beneamato sindaco si trovava a Roma a registrare la sua bella puntata di Porta a Porta. Solo dopocena, al suo ritorno in città, quando il livello del torrente Mugnone era già abbassato di un paio di metri e il peggio era passato, Matteo Renzi ha pensato bene di riunire l’unità di crisi e, come è riportato dalla stampa, si è lamentato del fatto che la Regione Toscana gli avesse mandato le  previsioni meteo sbagliate.

Ora, se il sindaco avesse visto la diretta di RTV38 dalla zona sott’acqua avrebbe notato che l’allagamento, come testimoniato da svariati cittadini e dalla giornalista della tv, era dovuto alle caditoie intasate che non ricevevano l’acqua perchè da giorni, forse da settimane, non venivano rimosse le  foglie cadute dagli alberi…

Eh, si sa… in autunno le foglie hanno la pessima abitudine di cadere ed  è anche facile che piova… Ma purtroppo rimuovere le foglie dalle caditoie non fa salire le percentuali nei sondaggi come andare in tv un giorno si e l’altro pure…

E a questi, domenica prossima, volete dare in mano il futuro dell’Italia? Povera Patria!

Link

Foto ripresa daFacebook e pubblicata sul sito de "La Repubblica"
Foto ripresa daFacebook e pubblicata sul sito de “La Repubblica”

Happy like a pig in the mud…

***

Domenica scorsa ho partecipato, con diverse centinaia di intrepidi eroi,  alla 23ma edizione della gara podistica “Corri alla Romola” gara  di 14,500 km organizzata dalla Podistica Val di Pesa. La gara è una classica di primavera con un percorso collinare quasi totalmente su strade bianche  e con dei notevoli dislivelli sia in discesa che in salita. Insomma, si tratta di  una gara dura anche in condizioni normali… ma domenica non è stata per niente  una giornata normale…

Mi sono svegliato a fatica (col passaggio all’ora legale abbiamo anche dormito un’ora in meno), mi sono affacciato alla finestra e ho visto che stava diluviando… Una persona mediamente sensata sarebbe tornata a letto, ma io ho deciso di vestirmi e di andare comunque alla gara. La mia società sportiva aveva fatto le preiscrizioni da tempo e non mi sembrava corretto non presentarmi alla partenza. Arrivato alla Romola ho trovato tutti sotto gli ombrelli che discutevano su cosa fare… andiamo, non andiamo, facciamo la corta oppure la lunga. Alla fine abbiamo deciso che eravamo in ballo e che quindi valeva la pena  di ballare fino in fondo: tanto fare 7 km o farne 14,5  non avrebbe cambiato niente… acqua e fango fin dentro alle mutande in ogni caso… e quindi, pronti, attenti… via!

Il percorso, che di solito spazia tra il bosco e gli olivi ed offre degli splendidi panorami delle colline della Val di Pesa, era diventato un fiume  e il panorama un muro d’acqua. Lo sguardo era fisso sul terreno per evitare le pozzanghere più grosse ma in realtà io non vedevo quasi niente per via delle gocce di pioggia sugli occhiali (senza occhiali sarebbe andata ancora peggio). In alcuni passaggi in discesa il sentiero era diventato un ruscello di terra rossa e fango che correva più di noi podisti… nemmeno sui campi del Roland Garros hanno mai visto scorrere tanta terra rossa tutta insieme… In certi tratti ripidi, l’insensatezza che ci ha spinto a partecipare alla corsa, ha lasciato il passo alla prudenza e  abbiamo rallentato perché la faccenda era diventata veramente troppo scivolosa…

Passati i km e i minuti, finalmente  siamo arrivati in vista dello striscione del traguardo dove ci attendeva un ricco il ristoro con dolci fatti in casa e una fumante cioccolata che ci hanno ricompensati di quasi un’ora e mezza passata sotto l’acqua e  tra il fango. Nonostante tutto ci siamo divertiti un sacco e come direbbe il proverbio anglosassone riportato nel titolo, siamo  stati “Felici come un maiale nel fango”… Non è molto romantico ma rende bene l’idea della corsa di domenica scorsa…

P.s. “Corri alla Romola” è stata anche la degna conclusione della carriera delle mie Mizuno Wave Nexus 2, che mi hanno accompagnato negli ultimi 6 mesi di running. Il cambio delle calzature era già previsto da alcune settimane, ma il fango ha dato un tono eroico all’ultima impresa delle mie Mizuno!

*** foto A pig in mud by Tamsin Slater – flickr