Nuova raccolta di materiale per i profughi di Idomeni

Foto "Idomeni" by Mario Fornasari - flickr

Foto “Idomeni” by Mario Fornasari – flickr

Il Comune di Scandicci (Fi) e la Pubblica Assistenza Humanitas di Scandicci hanno deciso di sostenere la raccolta di beni della Fondazione Time4life International che si occupa dei bambini che vivono nel campo profughi di Idomeni al confine tra Grecia e Macedonia.

Vengono raccolti i seguenti materiali:

  • Latte in polvere (di qualsiasi marca).
  • Vitamine (non liquide) per bambini.
  • Carne e pesce in scatola (non maiale).
  • Tachipirina in gocce.
  • Pannolini per bambini.
  • Zaini e borsoni da usare come contenitori.
  • ciabattine tipo Crocs nuove o usate fino al numero 40.
  • Torce, tende e materassini da campeggio.

La raccolta sarà effettuata da lunedì 2 a giovedì 11 maggio 2016 nei seguenti orari:

  • Dal lunedì al venerdì dalle 16.30 alle 19.00 nell’atrio del palazzo Comunale di Scandicci, in Piazzale della Resistenza.
  • Il 7 e l’8 maggio 2016 durante le celebrazioni del patrono San Zanobi al Castello dell’Acciaiolo, presso la postazione di raccolta della Pubblica Assistenza Humanitas, dalle 16.30 alle 19.00.

Il materiale raccolto sarà trasportato a Idomeni dai Volontari della Pubblica Assistenza Humanitas di Scandicci con una missione che partirà il 13 maggio.

Per informazioni sulla raccolta:

Foto "Idomeni village" by Nonviolent Peaceforce

Foto “Idomeni village” by Nonviolent Peaceforce

Appesi a un filo… al buio.

Foto "Light vs Dark" by JackPeasePhotography - flickr

Foto “Light vs Dark” by JackPeasePhotography – flickr

Il dramma del pullman delle ragazze di Erasmus e  le bombe di Bruxelles ci sbattono in faccia tre tristi verità. La prima è che le nostre vite sono appese a un filo, la seconda è che spesso dipendono dalle vite di di altre persone che non conosciamo e che incontriamo per caso: da un autista stressato da ritmi massacranti di lavoro che ha un colpo di sonno, al terrorista che ha deciso di togliersi la vita  togliendola contemporaneamente a chi quella mattina frequenta i suoi stessi luoghi. La terza verità è che viviamo tempi bui da cui temo scaturirà un futuro con sorprese ancora più amare… Non è difficile prevedere che i governi europei, incapaci di stanare e arrestare i terroristi alla periferia di Bruxelles, ne approfittino per prendersela ed uccidere degli innocenti a migliaia di km di distanza, magari in qualche sperduto villaggio libico, alimentando così la spirale di guerre, violenze, odio verso l’occidente e profughi in fuga dalle bombe…

Preso atto che viviamo al buio appesi a un filo, passato il periodo del dolore e dell’indignazione, come cambieranno le nostre vite? Ci rinchiuderemo il più possibile nelle nostre case? Alimenteremo ancora l’odio, magari sfogando la nostra rabbia sul primo vicino di casa con la pelle un po’ più scura della nostra o con qualche vicina che indossa il velo? Oppure accenderemo una fiammella di speranza che rischiari il buio di questi anni tragici, ricordandoci di chi tra le bombe ci vive quotidianamente?

Il caso ha voluto che questi fatti si incrociassero con la raccolta dei beni per i profughi a Idomeni che è partita qui in Toscana dalla piccola Casa del Popolo di Coiano (Prato) di cui ci ho parlato nei due post precedenti (qui e qui). Ieri, mentre arrivavano le notizie di Bruxelles, a me arrivavano queste altre notizie. Il Circolo Arci di Coiano era strapieno di scatole tanto che  hanno dovuto trovare a Poggio a Caiano un luogo di 1.000 metri quadri dove (a ieri) andavano ancora portate le 180 scatole raccolte in via delle Porte Nuove a Firenze, insieme ad un altra settantina di scatole raccolte in altri luoghi a Firenze e alle quelle raccolte in Versilia e ferme a Viareggio! La solidarietà è stata così imprevista che ha messo in ginocchio la logistica, tanto che ieri hanno lanciato un appello per cercare un camion per trasferire tutte le scatole a Poggio a Caiano…

Vi lascio col bel messaggio di stanotte da parte di una delle organizzatrici: Sandra Carpi Lapi.

Grazie a tutti coloro, tanti veramente, che hanno partecipato a questa raccolta veramente straordinaria. Al Circolo ARCI di Porta a Prato abbiamo circa 180 scatole di materiale che avete portato tutti voi, esattamente le cose che erano state richieste.
Abbiamo raccolto fino ad ora 1925 euro: vi faremo un resoconto dettagliato del loro utilizzo (può darsi che una parte serva per il viaggio, dato che il camion previsto non basta più, ne serviranno altri).
E’ stata davvero un’espressione forte di interesse e di solidarietà verso le persone che i governi dell’Europa considerano vite “a perdere”, lasciandole marcire nella disperazione, incapaci di assumersi, dall’alto della loro civiltà, la responsabilità dei disastri che hanno creato nel resto del mondo.
Tutti noi abbiamo cercato di dare un contributo al sostegno di chi si trova abbandonato in una terra di nessuno, ma possiamo fare di più: possiamo usare la nostra indignazione perché diventi protesta, per far sentire la nostra voce al governo italiano e ai governi europei, per dire che i cittadini dell’Europa non accettano di calpestare i diritti umani, rifiutando chi fugge dalla guerra e dalla fame, togliendo il futuro ad intere generazioni di esseri umani.
Per questo non dobbiamo fermarci qui, dobbiamo continuare ad agire insieme perché la situazione delle migliaia e migliaia di profughi ai nostri confini diventi l’occasione per affermare i diritti umani e la volontà di convivenza pacifica.
Vi terremo informati del viaggio e, dopo, ci ritroveremo per raccontarvelo e parlarne.
Grazie ancora a tutte e a tutti.

Messaggio pubblicato da Sandra Carpi Lapi il 22/03/2016 sulla pagina facebook della raccolta.

p.s. Scusate se non ho ancora risposto ai vostri commenti dei giorni scorsi… Appena posso risponderò a tutti!!!!

Riflessioni con due borsoni…

Foto "DSC_0348" by ChadBriggs - Flickr

Foto “DSC_0348” by ChadBriggs – Flickr

Venerdì sera con mia moglie abbiamo preparato due bei borsoni col materiale trovato in casa per la raccolta a favore dei profughi di cui vi avevo parlato nel precedente post… Sabato mattina, avendo in programma la mia consueta camminata di un paio d’ore, mi è venuta la balzana idea di portare le borse a mano… unendo l’utile al dilettevole.

Col senno di poi, il  percorso fra casa mia e il Circolo in via delle Porte Nuove (5 km e mezzo sola andata) è stato ampiamente fattibile dalle mie gambe… ma molto meno dalle mie braccia che ho appurato non essere per niente allenate. Se i primi km sono andato via allegramente, con le borse che sembravano leggere, via via che mi avvicinavo alla meta… le borse diventavano sempre più pesanti e le braccia indolenzite… Questa situazione, unita al fatto che nel mio tragitto, ho attraversato il Parco delle Cascine dove si stava svolgendo il Campionato Italiano di Duathlon Sprint (corsa-bici-corsa)… mi ha fatto fare alcune riflessioni…

  • Quei 5 km e mezzo che ho percorso, li ho fatti di mia spontanea volontà, con mille motivazioni: per divertimento, per salute, per stare in forma, perchè era una bella giornata. E quelle borse che mi sembravano così pesanti non contenevano altro che oggetti superflui. Tutta roba che giaceva in armadi da anni in attesa di tornare utile, conservata perchè in futuro… non si sa mai. Camminando ho pensato a quei disgraziati di profughi.. che camminano, non per stare in forma, ma per salvarsi la vita, non per sfuggire al colesterolo e ai trigliceridi ma per sfuggire alle bombe e alle mitragliatrici, non 5 km sotto al sole, ma migliaia di km con qualsiasi tempo. E mentre io nelle borse avevo zainetti e t-shirt, buone ma non usate perchè fuori moda, pensavo a quei borsoni che si trascinano i rifugiati. Lì dentro non hanno il superfluo ma tutta la loro esistenza: magari una borsa unica che allo stesso tempo è armadio, casa, ricordi e dispensa di quelle pochissime e misere cose che hanno potuto salvare o raccogliere durante la strada…
  • Ho poi pensato agli atleti che correvano il duathlon sport e a quelli che come me che avrebbero corso altre gare (ieri ho fatto la gara podistica Corri la Romola). Gente che dura fatica e corre per divertimento e alle quali, dietro pagamento di (più o meno lauta) tassa di iscrizione, vengono forniti ottimi servizi: strade chiuse per correre in sicurezza, forze dell’ordine e volontari a presidiare ogni incrocio, spogliatoi, docce, ristori abbondanti, parcheggi, servizio sanitario, etc… E poi ho pensato ai profughi: fermati nel loro cammino, respinti e bastonati dalle forze dell’ordine, bloccati in campi senza un minimo di servizi, con gravi carenze igieniche e sanitarie… Insomma se corri e cammini per sport ti mettono i tappeti rossi, se invece fuggi da guerre e dittature fanno di tutto per farti tornare indietro e farti rimpiangere di essere partito dal via…

p.s. Se volete seguire l’andamento (ottimo) della Raccolta per i profughi vi consiglio di leggere questa pagina facebook.

Appello urgente: a Firenze e Prato raccolta di materiali per i profughi bloccati nei Balcani!

Foto "DSC_0250" by ChadBriggs - Flickr

Foto “DSC_0250” by ChadBriggs – Flickr

Ricevo e condivido:
ENTRO IL 20 MARZO 2016 PARTECIPA ALLA  RACCOLTA DI MATERIALI PER AIUTARE LE MIGLIAIA DI PERSONE BLOCCATE ALLE FRONTIERE SULLA “ROTTA DEI BALCANI”

tutti i materiali raccolti saranno consegnati direttamente sul posto a Idomeni in Grecia.

COSA PORTARE

  • Biancheria intima uomo donna e bambino (mutande, camiciole, calzini, reggiseni…).
  • Asciugamani e prodotti per l’igiene personale (saponi piccoli, shampoo, dentifrici, spazzolini…).
  • Zaini o borse da viaggio.
  • Alimenti in scatola.
  • Eventuali offerte in denaro saranno impiegate per acquistare gli stessi generi raccolti (Carta di Banca Etica IBAN IT25D0359901899050188533922 – Indicare la causale “Raccolta Profughi di Idomeni)”
  • Per il momento non vengono raccolti altri tipi di abbigliamento!

DOVE E QUANDO

A FIRENZE

  • Circolo Arci Lavoratori Porta al Prato, via delle Porte Nuove 33 Firenze. Dal Lunedì al Venerdì dalle 17.00 alle 19.00 – Sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00 – Domenica dalle 10.00 alle 12.00
  • Centro sociale il Pozzo, v. Lombardia 1/p Firenze Tutti i giorni dalle 16.00 alle 19.00
  • Fuori Binario – Redazione via del Leone 76 (Angolo Piazza Tasso) Firenze. Lunedì Mercoledì e Venerdì dalle 15.00 alle 18.00 (solo prodotti per l’igiene personale e asciugamani).
  • Fuori Binario – Bottega di via Gioberti 5r Firenze. Mercoledì, Giovedì e Venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00 (solo prodotti per l’igiene personale e asciugamani).

A PRATO

MAGGIORI INFORMAZIONI

Foto "DSC_0353" by ChadBriggs - Flickr

Foto “DSC_0353” by ChadBriggs – Flickr

Una giornata in ricordo di Mor Diop e Samb Modou.

Foto

Foto “13 Gennaio 2012 – Presidio in Piazza Dalmazia” by {to} bead free -flickr

Il 13 Dicembre 2011 la mano fascista e razzista di Gianluca Casseri uccise Modou Samb e Mor Diop e ferì Sougou Mor, Mbenghe Cheikh e Moustapha Dieng, in quella che rimane una delle pagine più tristi della cronaca fiorentina del terzo millennio. Ad un anno di distanza la città di Firenze ricorda le vittime con due eventi:  un presidio alle ore 17.00 in Piazza Dalmazia organizzato dalla ASFC (Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario) e un concerto al Mandelaforum organizzato dal Comune di Firenze i cui proventi andranno alle famiglie delle vittime e dei feriti dell’attentato dello scorso anno.

Il presidio e l’appello dell’Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario.

Il 13 Dicembre in Piazza Dalmazia alle 17 si terrà un presidio sui fatti avvenuti per esprimere solidarietà alla Comunità Senegalese e la totale condanna di ogni comportamento, di ogni aggressione fascista e razzista. In tale occasione la Comunità Senegalese chiederà ai cittadini e alle istituzione di aderire all’appello in memoria di Samb Modou e Mor Diop: le adesioni potranno essere inviate anche per e-mail ai seguenti indirizzi: kebeazu@hotmail.comassoc.deisenegalesefirenze@yahoo.com.

Testo dell’appello per ricordare Modou Samb e Mor Diop

Il 13 dicembre di un anno fa in Piazza Dalmazia furono assassinati Modou Samb e Mor Diop; furono feriti in modo grave Sougou Mor, MbengheCheikh e Moustapha Dieng (che non potrà più essere autosufficiente).

Nell’appello che come cittadini e cittadine senegalesi facemmo per invitare la Firenze antifascista e antirazzista a reagire a tale crimine dicemmo con chiarezza che non si trattava del gesto isolato di un folle ma del frutto orrendo di un clima diffuso di intolleranza e di ostilità nei confronti dei migranti, degli stranieri, dei “diversi”, un clima alimentato da leggi, provvedimenti, ordinanze mirate a colpire, a reprimere, a perseguire chi non rientrava nello schema “ordine e sicurezza” prescritto dalle forze dominanti. Ed in cui i veleni razzisti si intrecciavano strettamente con i germi estremamente pericolosi dei vecchi e dei nuovi fascismi.

Ebbene, dodici mesi dopo, non molto è cambiato. Non vi è stata quella reazione corale che avrebbe dovuto mobilitare tutte le energie e le risorse positive, tutte le forze culturali, sociali, politiche che hanno come baricentro la Costituzione, tutti gli anticorpi ai veleni razzisti e fascisti presenti nella società italiana.

Ancora oggi sono ancora in vita strutture indegne di un Paese civile come i CIE, continuano a morire in mare profughi e richiedenti asilo che cercano di raggiungere le coste italiane, non vengono prese in considerazione le proposte di legge per dare il voto ai migranti e la cittadinanza ai figli d’immigrati che nascono in Italia, restano in vigore normative come quella denominata Bossi-Fini, nè sono scomparse le ordinanze securitarie che avevano avuto larga diffusione a livello comunale.

E Casa Pound, dal cui ambito proveniva l’assassino di Piazza Dalmazia, prosegue nelle sue vergognose imprese: l’ultima, di qualche giorno fa, l’interruzione violenta di un incontro – di una festa -, a Pontedera, per l’attribuzione della cittadinanza onoraria alle figlie ed ai figli dei migranti nate/i in quel comune. I pericolosi ritorni fascisti e nazisti non sono peraltro una prerogativa italiana, ma un morbo che si sta diffondendo in altri Paesi europei (vedi Alba Dorata in Grecia).

Per questo vogliamo ricordare, sul luogo dell’atto criminoso, i nostri fratelli assassinati. Si tratta di un ricordo che ci vedrà stringerci insieme, noi e tutte/i coloro che vorranno essere con noi, vicino alla lapide in Piazza Dalmazia con i loro nomi, ma anche dell’occasione per rinnovare l’impegno, rendendolo più efficace, a cambiare le normative che alimentano l’intolleranza ed il razzismo, a contrastare i fascismi risorgenti, avvertendone finalmente tutta la pericolosità, a costruire un clima diverso – di apertura, di accoglienza, di solidarietà. Per una città ed un Paese civili, in cui non siano più possibili atti come quelli di un anno fa.

ASFC (Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario)

Appello girato in internet a cura dell’Associazione dei Senegalesi di Firenze e Circondario.

Il concerto-spettacolo Jokko al Mandela Forum di Firenze

Locandina

Locandina “Jokko” dal sito del Comune di Firenze

Firenze non dimentica. A un anno di distanza dall’attentato che ha colpito al cuore la  città, il 13 dicembre Firenze ospiterà un grande evento di musica per ricordare Mor Diop e Modou Samb. Al Mandela Forum andrà in scena “Jokko! Firenze – Senegal per non dimenticare”, musica e parole per ribadire concetti universali come fratellanza, integrazione e rispetto. Grandi nomi della musica italiana e senegalese si esibiranno insieme in un concerto che vuole essere un’occasione di solidarietà, un momento di incontro tra artisti senegalesi e italiani e al tempo stesso un modo per ribadire, in modo collettivo, che la città non dimentica. In lingua wolof JOKKO infatti vuol dire “dialogo, comunicazione”. Il costo del biglietto è stato fissato in 10 euro e il ricavato della serata sarà interamente devoluto ai feriti e alle famiglie delle vittime dell’attentato.

Artisti presenti alla manifestazione:

  • Youssou Ndour (sia in veste di cantante che di Ministro del Turismo della repubblica del Senegal)
  • Omar Pene
  • i Super Diamono
  • Yoro Ndiaye
  • Souleymane Faye
  • Bandabardò
  • Elio
  • Ginevra Di Marco
  • Paolo Hendel
  • Giobbe Covatta
  • Scena Muta

Ehi!!! …Laggiù sono 27 anni che non sanno che è Natale!!!!

Correva l’anno 1984 e io ero uno studente delle superiori (più o meno della stessa età di mia figlia oggi). Il mondo e Berlino erano ancora divisi in due blocchi, i primissimi pc erano lentissimi e costosissimi, internet era di là da venire, il massimo della tecnologia erano le videocassette e la musica si ascoltava ancora con i dischi in vinile. Ricordo di aver speso tutta la mia paghetta settimanale per comprare le due versioni (sia 45 giri che discomix) di questo disco: ve lo ricordate?

Foto "Do they know it's Christmas?" by unpodimondo

Foto "Do they know it's Christmas?" by unpodimondo

In quell’anno (1984-1985) una feroce carestia fece più di un milione di morti in tutto il corno d’Africa (in Etiopia in particolare). Il cantante Bob Geldof creò “Band Aid” il supergruppo di star inglesi che incise il brano “Do they know it’s Christmas?” e i cui proventi andarono ad aiutare le popolazioni che stavano morendo di fame e di sete. Le immagini provenienti dall’Etiopia fecero il giro del mondo e si moltiplicarono le iniziative benefiche. Dagli Stati Uniti Michael Jackson, Bruce Springsteen e un folto numero di artisti, sotto il nome di USA for Africa, risposero col singolo “We are the world” e anche l’Italia fece una piccolissima parte con “Musicaitalia per l’Etiopia” che incise una, a mio personale avviso, orribile versione di “Volare” di Domenico Modugno. A questi dischi seguì il famosissimo concerto del Live Aid, che si tenne il 13 Luglio 1985 e che rimane ancora l’evento televisivo più visto al mondo (stimati due miliardi e mezzo di ascoltatori in cento paesi) con esibizioni fantastiche tra cui una memorabile dei Queen. I proventi raccolti furono tantissimi (“Do they know it’s Christmas?” raccolse circa 8 milioni di sterline, il Live Aid 150 milioni di sterline e “We are the World” 100 milioni di dollari) ma soprattutto si svegliarono le coscienze: Bob Geldof  fu nominato baronetto e molti governanti si impegnarono a debellare la fame in Africa.

A 27 anni da allora  il mondo è cambiato, il muro è crollato, Regan e Gorbaciov sono ormai consegnati alla storia, Michael Jackson e Freddy Mercury sono morti ma nel corno d’Africa i bambini, non solo non sanno ancora che è Natale, ma continuano a morire per carestie e fame, molto più di prima e questa volta nella più totale indifferenza dei mass media occidentali.

Se nel 1984 si stima che siano morte 1 milione di persone, oggi la siccità che da due anni sta colpendo tutto il corno d’Africa (Somalia, Etiopia, Kenya e Sud Sudan), potrebbe portare alla morte di  una cifra tra i 10 e i 13 milioni di persone, come se si cancellasse in un colpo solo tutta la popolazione di uno stato medio come  la Grecia o il Portogallo.

Per capire la gravità della situazione basta mettere insieme un po’ di numeri che ho trovato su internet:  un quarto della popolazione della Somalia sta fuggendo dal paese e ogni giorno 1.500 persone varcano i confini del Kenya per cercare un aiuto nei vari campi profughi. Secondo stime dell’Onu  i bambini sotto i 5 anni che sono colpiti da questa carestia sono 2 milioni e nella sola  Somalia  ne muoiono  di fame 6 al giorno.

Foto by Save the Children - flickr

Foto by Save the Children - flickr

COSA FARE

Agire, il coordinamento che riunisce alcune fra le più importanti Ong Italiane (Actionaid, Amref, Asvi, Cesvi, Cispo, Coopi, Cosv, Gvc, InterSos, Save the Children, Terres des Hommes e Vis) ha lanciato una raccolta fondi tramite un SMS solidale che sarà attiva fino al 12 Agosto 2011.  Componendo il numero 45500 si possono donare  2 € inviando un SMS da cellulari Tim, Vodafone, CoopVoce, Poste Mobile e Nòverca o chiamando da rete fissa Telecom Italia e TeleTu. A questo link l’appello di Agire e a questo le altre modalità per effettuare donazioni.

I Missionari Comboniani attraverso la rivista e la fondazione Nigrizia hanno attivato una raccolta fondi alla quale è possibile contribuire con versamenti tramite bollettino postale o bonifico bancario intestati a Fondazione Nigrizia Onlus (“Emergenza Corno d’Africa”), Vicolo Pozzo 1, 37129 Verona.  In posta: IT 87 V 07601 11700 000007452142 (C/C 7452142) (dall’estero: Codice BIC/SWIFT BPPIITRRXXX) In banca: Eur Iban IT 47 M 05035 11702 190570352779 (dall’estero: Codice BIC/SWIFT VEBHIT2M).

Per favore, prima di andare in ferie facciamo un piccolo gesto: se non possiamo far sapere a questi bimbi che è Natale, cerchiamo almeno di toglierli da questo Venerdì di Passione in cui sono immersi da 27 anni!

Per approfondire le notizie:

Per i nostalgici del 1984 -1985