Riflessioni con due borsoni…

Foto "DSC_0348" by ChadBriggs - Flickr

Foto “DSC_0348” by ChadBriggs – Flickr

Venerdì sera con mia moglie abbiamo preparato due bei borsoni col materiale trovato in casa per la raccolta a favore dei profughi di cui vi avevo parlato nel precedente post… Sabato mattina, avendo in programma la mia consueta camminata di un paio d’ore, mi è venuta la balzana idea di portare le borse a mano… unendo l’utile al dilettevole.

Col senno di poi, il  percorso fra casa mia e il Circolo in via delle Porte Nuove (5 km e mezzo sola andata) è stato ampiamente fattibile dalle mie gambe… ma molto meno dalle mie braccia che ho appurato non essere per niente allenate. Se i primi km sono andato via allegramente, con le borse che sembravano leggere, via via che mi avvicinavo alla meta… le borse diventavano sempre più pesanti e le braccia indolenzite… Questa situazione, unita al fatto che nel mio tragitto, ho attraversato il Parco delle Cascine dove si stava svolgendo il Campionato Italiano di Duathlon Sprint (corsa-bici-corsa)… mi ha fatto fare alcune riflessioni…

  • Quei 5 km e mezzo che ho percorso, li ho fatti di mia spontanea volontà, con mille motivazioni: per divertimento, per salute, per stare in forma, perchè era una bella giornata. E quelle borse che mi sembravano così pesanti non contenevano altro che oggetti superflui. Tutta roba che giaceva in armadi da anni in attesa di tornare utile, conservata perchè in futuro… non si sa mai. Camminando ho pensato a quei disgraziati di profughi.. che camminano, non per stare in forma, ma per salvarsi la vita, non per sfuggire al colesterolo e ai trigliceridi ma per sfuggire alle bombe e alle mitragliatrici, non 5 km sotto al sole, ma migliaia di km con qualsiasi tempo. E mentre io nelle borse avevo zainetti e t-shirt, buone ma non usate perchè fuori moda, pensavo a quei borsoni che si trascinano i rifugiati. Lì dentro non hanno il superfluo ma tutta la loro esistenza: magari una borsa unica che allo stesso tempo è armadio, casa, ricordi e dispensa di quelle pochissime e misere cose che hanno potuto salvare o raccogliere durante la strada…
  • Ho poi pensato agli atleti che correvano il duathlon sport e a quelli che come me che avrebbero corso altre gare (ieri ho fatto la gara podistica Corri la Romola). Gente che dura fatica e corre per divertimento e alle quali, dietro pagamento di (più o meno lauta) tassa di iscrizione, vengono forniti ottimi servizi: strade chiuse per correre in sicurezza, forze dell’ordine e volontari a presidiare ogni incrocio, spogliatoi, docce, ristori abbondanti, parcheggi, servizio sanitario, etc… E poi ho pensato ai profughi: fermati nel loro cammino, respinti e bastonati dalle forze dell’ordine, bloccati in campi senza un minimo di servizi, con gravi carenze igieniche e sanitarie… Insomma se corri e cammini per sport ti mettono i tappeti rossi, se invece fuggi da guerre e dittature fanno di tutto per farti tornare indietro e farti rimpiangere di essere partito dal via…

p.s. Se volete seguire l’andamento (ottimo) della Raccolta per i profughi vi consiglio di leggere questa pagina facebook.

21 thoughts on “Riflessioni con due borsoni…

  1. I profughi vanno bene quando stanno a casa loro… o quando diventano business. Altrimenti sono un fastidio, un disturbo, un “pericolo”… almeno servissero per riflettere sul come siamo fortunati, invece di pensare che sia tutto dovuto e tutto esclusivamente per noi! State facendo un ottimo e lodevole lavoro… c’è sempre l’impressione di vuotare il mare con un cucchiaino, ma se ognuno nel suo piccolo prendesse coscienza delle ingiustizie del mondo… ma ne abbiamo già parlato. Speriamo! Bisogna.

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    • Condivido tutto il tuo pensiero al 100%… solo che questa raccolta mi ha insegnato una cosa: io ho portato solo due borse ma gli organizzatori alla fine hanno raccolto così tanta roba che han dovuto trovare un magazzino di 1.000 metri quadri dove metterla e il camion che avevano previsto non basta più. Insomma se ognuno porta il suo cucchiaino… tanti cucchiaini abbassano il livello del mare…..

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  2. Non posso non esprimere la mia opinione a riguardo e ultimamente sono certa che avrai capito di che pasta sono fatta… Purtroppo.
    Il problema dei profughi è sempre esistito. Lo stesso trattamento lo ricevettero gli europei emigrati in America o gli italiani in svizzera negli anni 50. Peggio delle bestie. Tu mi dirai: “Si, ma siamo nel 2016 e della storia abbiamo dovuto trarre un insegnamento. Siamo esseri umani e non animali e oggi dovremmo avere più sensibilità per certe situazioni.”
    In realtà ti do tutto il mio appoggio, ma al contrario credo che dovrebbero esserci delle regole di fondo sul tema dell’immigrazione. Regole che possano bilanciare la sovranità di una nazione con il diritto di asilo politico dei rifugiati. Non è materialmente possibile accogliere migliaia di persone al giorno, perchè anche se fosse possibile non ci sono le strutture adeguate e i controlli per reggere bene la situazione. Non so come si possa risolvere la faccenda, mi fa male sapere che scappano da situazioni che noi al contrario ci sogneremo e ancor di più mi fa rabbia sapere che alcune nazioni sono capaci di usare violenza nei loro confronti. Ma non saprei dirti altro.

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    • Se non fossimo noi occidentali la causa di tutte queste disgrazie potremo anche fare dei distinguo, dire dei “se” o dei “ma”…. Se invece di esportare bombe e “democrazia” esportassimo scuole e ospedali forse avremo meno rifugiati…. ma così non girerebbe l’economia delle multinazionali e delle armi…

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        • In rete ci sono migliaia di siti dove puoi trovare le risposte…

          Sai quante armi l’Occidente vende ai paesi “amici” del Golfo, dall’Arabia, alla Turchia, all’Egitto? Sai quante di queste armi vengono poi girate ai terroristi? E non ti immagini che i miliardi dati dall’Europa alla Turchia per tenersi i profughi possano venire impiegati per armi? E i proventi del petrolio e della droga? E l’Isis lo sai chi per primo l’ha finanziata in funzione anti-Assad? Beh… gli Stati Uniti…

          Se non ti accontenti delle risposte preconfezionate delle tv di regime in rete trovi un sacco di cose… scritte anche da notevoli professori universitari e premi Nobel… non dal primo hacker diciassettenne brufoloso!

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    • Come ho scritto sopra non ho fatto un gran che… e non l’ho fatto per l’onore. Ho banalmente fatto quel poco potevo ma che sentivo di fare… E sono sicuro che avrei anche potuto fare di più… In ogni caso non per l’onore ma per restare umani.

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  3. ciao! hai scritto un articolo bellissimo e soprattutto sono d’accordo con te.
    Purtroppo, c’è chi paga per avere tutti i confort del mondo, credendo che siano indispensabili per una vita decente, ma non pensiamo che c’è chi vede il minimo indispensabile, ovvero la sola speranza di poter vivere come i profughi…
    Un caro saluto e ti seguirò di sicuro!
    Anna

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  4. Pingback: Appesi a un filo… al buio. – Un po' di mondo

  5. Hai unito l’utile al dilettevole, anche se le braccia ne hanno un po’ risentito, ma ne è valsa la pena visto la motivazione racchiusa in quei due borsoni.
    Bravissimo Marco, un esempio da imitare il tuo.
    Un caro saluto e Serena Pasqua a te e ai tuoi cari.
    Pat

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