Appesi a un filo… al buio.

Foto "Light vs Dark" by JackPeasePhotography - flickr

Foto “Light vs Dark” by JackPeasePhotography – flickr

Il dramma del pullman delle ragazze di Erasmus e  le bombe di Bruxelles ci sbattono in faccia tre tristi verità. La prima è che le nostre vite sono appese a un filo, la seconda è che spesso dipendono dalle vite di di altre persone che non conosciamo e che incontriamo per caso: da un autista stressato da ritmi massacranti di lavoro che ha un colpo di sonno, al terrorista che ha deciso di togliersi la vita  togliendola contemporaneamente a chi quella mattina frequenta i suoi stessi luoghi. La terza verità è che viviamo tempi bui da cui temo scaturirà un futuro con sorprese ancora più amare… Non è difficile prevedere che i governi europei, incapaci di stanare e arrestare i terroristi alla periferia di Bruxelles, ne approfittino per prendersela ed uccidere degli innocenti a migliaia di km di distanza, magari in qualche sperduto villaggio libico, alimentando così la spirale di guerre, violenze, odio verso l’occidente e profughi in fuga dalle bombe…

Preso atto che viviamo al buio appesi a un filo, passato il periodo del dolore e dell’indignazione, come cambieranno le nostre vite? Ci rinchiuderemo il più possibile nelle nostre case? Alimenteremo ancora l’odio, magari sfogando la nostra rabbia sul primo vicino di casa con la pelle un po’ più scura della nostra o con qualche vicina che indossa il velo? Oppure accenderemo una fiammella di speranza che rischiari il buio di questi anni tragici, ricordandoci di chi tra le bombe ci vive quotidianamente?

Il caso ha voluto che questi fatti si incrociassero con la raccolta dei beni per i profughi a Idomeni che è partita qui in Toscana dalla piccola Casa del Popolo di Coiano (Prato) di cui ci ho parlato nei due post precedenti (qui e qui). Ieri, mentre arrivavano le notizie di Bruxelles, a me arrivavano queste altre notizie. Il Circolo Arci di Coiano era strapieno di scatole tanto che  hanno dovuto trovare a Poggio a Caiano un luogo di 1.000 metri quadri dove (a ieri) andavano ancora portate le 180 scatole raccolte in via delle Porte Nuove a Firenze, insieme ad un altra settantina di scatole raccolte in altri luoghi a Firenze e alle quelle raccolte in Versilia e ferme a Viareggio! La solidarietà è stata così imprevista che ha messo in ginocchio la logistica, tanto che ieri hanno lanciato un appello per cercare un camion per trasferire tutte le scatole a Poggio a Caiano…

Vi lascio col bel messaggio di stanotte da parte di una delle organizzatrici: Sandra Carpi Lapi.

Grazie a tutti coloro, tanti veramente, che hanno partecipato a questa raccolta veramente straordinaria. Al Circolo ARCI di Porta a Prato abbiamo circa 180 scatole di materiale che avete portato tutti voi, esattamente le cose che erano state richieste.
Abbiamo raccolto fino ad ora 1925 euro: vi faremo un resoconto dettagliato del loro utilizzo (può darsi che una parte serva per il viaggio, dato che il camion previsto non basta più, ne serviranno altri).
E’ stata davvero un’espressione forte di interesse e di solidarietà verso le persone che i governi dell’Europa considerano vite “a perdere”, lasciandole marcire nella disperazione, incapaci di assumersi, dall’alto della loro civiltà, la responsabilità dei disastri che hanno creato nel resto del mondo.
Tutti noi abbiamo cercato di dare un contributo al sostegno di chi si trova abbandonato in una terra di nessuno, ma possiamo fare di più: possiamo usare la nostra indignazione perché diventi protesta, per far sentire la nostra voce al governo italiano e ai governi europei, per dire che i cittadini dell’Europa non accettano di calpestare i diritti umani, rifiutando chi fugge dalla guerra e dalla fame, togliendo il futuro ad intere generazioni di esseri umani.
Per questo non dobbiamo fermarci qui, dobbiamo continuare ad agire insieme perché la situazione delle migliaia e migliaia di profughi ai nostri confini diventi l’occasione per affermare i diritti umani e la volontà di convivenza pacifica.
Vi terremo informati del viaggio e, dopo, ci ritroveremo per raccontarvelo e parlarne.
Grazie ancora a tutte e a tutti.

Messaggio pubblicato da Sandra Carpi Lapi il 22/03/2016 sulla pagina facebook della raccolta.

p.s. Scusate se non ho ancora risposto ai vostri commenti dei giorni scorsi… Appena posso risponderò a tutti!!!!

Gli eroici ratti sminatori…

A6.jpg

foto "A6.jpg" by Herorat - flickr

Ratti:  solo la parola incute un certo ribrezzo. Siamo abituati ad associare i ratti a sporcizia, fogne, malattie ed altre cose poco piacevoli che al solo pensiero proviamo disgusto. Eppure un’associazione belga (Apopo) ha, con successo, addestrato ed usato i ratti per individuare le mine antiuomo e sminare interi territori in Africa, in particolare in Mozambico.

I ratti hanno un fiuto infallibile, apprendono velocemente, si adattano ad ogni clima e hanno alte  percentuali di successo. Rispetto ai cani (finora usati per  queste operazioni)  i topi hanno il vantaggio che, essendo più piccoli e leggeri (pesano circa 1 kg), non corrono il rischio di saltare sulle mine. Secondo quanto riportato dal sito dell’associazione, solo nel 2009 i ratti sminatori hanno consentito ad Apopo la raccolta di 169 mine, 181 ordigni inesplosi e 3.871 armi leggere e munizioni, restituendo 1.312.027  metri quadri di terra alle popolazioni dei terreni sminati.

I ratti di Apopo non sono solo abili per sminare i terreni ma il loro fiuto consente anche di individuare il batterio della tubercolosi, rendendoli un alleato prezioso per la diagnosi di questa malattia in paesi poverissimi dove laboratori e mezzi diagnostici tradizionali sono ancora un miraggio. Al ratto vengono fatti annusare dei campioni di saliva e quando questi sente l’odore del batterio della tbc si ritrae immediatamente dal campione. Un ratto, in dieci minuti, può annusare i campioni di saliva di 40 persone. Nel 2009, nei  5 ospedali in Tanzania in cui viene sperimentato questo metodo di diagnosi, i topi di Apopo hanno individuato 620 casi di  tubercolosi aumentando i tassi di rilevazione della tbc del 44%.

Per maggiori informazioni vi segnalo:

Il sito ufficiale di Apopo

Herorat: il sito dei sostenitori degli eroici topini (con la possibilità di fare donazioni e di adottare a distanza un ratto)

Un articolo dedicato ai ratti nel numero  di Luglio-Agosto della rivista “Africa Missione e Cultura” (a pag.4)

Dal Belgio arriva la “Ace bank”: la banca trasparente.

Dal Belgio arriva una novità che ha  sconvolto il mercato bancario: la Ace Bank, la banca totalmente trasparente! Guardate questo video (fino in fondo) e poi chiedetevi se anche la vostra banca è trasparente come la Ace Bank!