La bolla speculativa degli spumini…

Foto: DSC_0875.JPG by Sheldon Pax  - flickr
Foto: DSC_0875.JPG by Sheldon Pax – flickr

Avrei voluto scrivere dei risultati elettorali ma farlo adesso, a quattro giorni dalle votazioni, non ha più senso in quanto avete già letto tutto e il contrario di tutto e io non aggiungerei niente che non sia già stato scritto. Purtroppo quando gli italiani votano e poi si stravaccano sul divano in attesa dei risultati elettorali, io sto lavorando duro… proprio a quelle cifre a cui tutti ambiscono.

Solo oggi ho un po’ di respiro e posso dedicarmi al blog: quindi niente notizie elettorali, ma un curioso articolo di Repubblica che mi è stato segnalato da un amico la settimana scorsa. Fatevi adesso delle meringhe (o spumini come si chiamano dalle mie parti) perchè in futuro potrebbero diventare un lusso… Se potessero leggere, mi piacerebbe conoscere il parere delle galline. Siamo alla follia…

Scoppia la “bolla dell’albume”. Vola il prezzo, è sorpasso sul tuorlo. di Ettore Livini (La Repubblica)

[…] Tutti pazzi per l’albume. La mania delle diete a basso contenuto di colesterolo rivoluziona le gerarchie interne all’uovo e manda in fibrillazione i mercati delle materie prime alimentari. Le regole, al riguardo, sembravano scolpite nella pietra. Il prezioso cibo monocellulare – dice la storia della gastronomia dall’Artusi in giù – è fatto di due parti: il bianco, considerato per secoli una sorta di scarto, e il tuorlo. Più saporito, ricco di vitamine (assenti nella chiara) e da sempre ingrediente base di migliaia di ricette, dalla pasta fino ai dolci. E l’economia ha da sempre replicato in fotocopia queste considerazioni, facendo pagare il dovuto per il “giallo” e svendendo a prezzi di saldo la sua povera pellicola protettiva.

Il mondo però è bello perchè è vario. E così da un paio di anni a questa parte è partito l’albume-pride. I medici, manuali del wellness e i guru dell’alimentazione bilanciata hanno iniziato a mettere in guardia il pianeta dalle diete troppo ricche di colesterolo. E il tuorlo (un uovo di 60 grammi contiene due terzi della razione giornaliera consigliata della molecola di sterolo) è finito dritto-dritto sul banco degli imputati. Che fare? Le multinazionali dell’alimentazione, grande consumatrici, hanno fatto di necessità virtù. L’uovo non può essere escluso dalle ricette dei loro prodotti. Ma per evitare di finire nelle liste di prescrizione dei salutisti hanno ripudiato il giallo e si sono convertite all’improvviso all’uso dell’albume.

La svolta – come ha raccontato il Financial Times – ha avuto effetti economici devastanti in un mondo diventato ormai globale. McDonald è stata la prima a lanciare il White delight McMuffin, tutto a base di chiare. Molti si sono messi in scia e la domanda di albume ha fatto saltare il banco. Il suo prezzo è balzato in un anno dell’80% a oltre una sterlina per libbra, calcola la società di rilevazioni Urner Barry. E con una svolta copernicana ha superato per la prima volta quello del tuorlo. La salute, ovvio, non ha prezzo. E il boom dell’albume, che ha il pregio di non intasare le nostre arterie dell’odiato colesterolo, non pare destinato ad arrestarsi a breve. Le scorte di materia prima seccata o congelata sono crollate del 46% nell’ultimo anno. Oggi rappresentano solo un terzo del totale, mentre i magazzini sono pieni di tuorli che non vuole più nessuno. “Siamo a livelli che garantiscono solo la domanda standard” dicono alla Urner Barry. Così bassi come non si vedevano dal 2004, anno del boom della dieta Atkins. La bolla continua, il colesterolo trema e sul mercato dell’alimentazione – con i tempi che corrono – c’è una sola certezza: meglio un bianco d’uovo oggi che una gallina domani.

tratto dall’articolo di Ettore Livini pubblicato sul sito di Repubblica il 20/05/2014

 

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Il messaggio di Alex Zanotelli per la Pasqua 2012.

Foto "Money and Religion" by World of Oddy - flickr
Foto "Money and Religion" by World of Oddy - flickr

Il blog augura a tutti i lettori e alle loro famiglie una serena Pasqua e vista la crisi imperante lo fa in modo provocatorio, postando il messaggio di Pasqua di Padre Alex Zanotelli. Nel rinnovarvi gli Auguri vi invito a leggerlo e a rifletterci un po’ su… Buona Pasqua!

LA DITTATURA DELLA FINANZA : abbiamo tradito il Vangelo? di P. Alex Zanotelli

In questo periodo quaresimale sento l’urgenza di condividere con voi una riflessione sulla ‘tempesta finanziaria’ che sta scuotendo l’Europa, rimettendo tutto in discussione: diritti, democrazia, lavoro… In più arricchendo sempre di più pochi a scapito dei molti impoveriti. Una tempesta che rivela finalmente il vero volto del nostro Sistema: la dittatura della finanza.

L’Europa come l’Italia è prigioniera di banche e banchieri. E’ il trionfo della finanza o meglio del Finanzcapitalismo come Luciano Gallino lo definisce :“Il finanzcapitalismo è una mega-macchina ,che è stata sviluppata nel corso degli ultimi decenni, allo scopo di massimizzare e accumulare sotto forma di capitale e insieme di potere, il valore estraibile sia del maggior numero di esseri umani sia degli eco-sistemi.” Estrarre valore è la parola chiave del Finanzcapitalismo che si contrappone al produrre valore del capitalismo industriale, che abbiamo conosciuto nel dopoguerra. E’ un cambiamento radicale del Sistema!
Il cuore del nuovo Sistema è il Denaro che produce Denaro e poi ancora Denaro. Un Sistema basato sull’azzardo morale, sull’irresponsabilità del capitale , sul debito che genera debito. E’ la cosidetta “Finanza creativa” , con i suoi ‘pacchetti tossici’ dai nomi più strani (sub-prime, derivati, futuri, hedge-funds…) che hanno portato a questa immensa bolla speculativa che si aggira, secondo gli esperti, sul milione di miliardi di dollari! Mentre il PIL mondiale si aggira sui sessantamila miliardi di dollari. Un abisso separa quei due mondi:il reale e lo speculativo. La finanza non corrisponde più all’economia reale. E’ la finanziarizzazione dell’economia.
Per di più le operazioni finanziarie sono ormai compiute non da esseri umani, ma da algoritmi, cioè da cervelloni elettronici che, nel giro di secondi, rispondono alle notizie dei mercati. Nel 2009 queste operazioni, che si concludono nel giro di pochi secondi, senza alcun rapporto con l’economia reale, sono aumentate del 60% del totale. L’import-export di beni e servizi nel mondo è stimato intorno ai 15.000 miliardi di dollari l’anno. Il mercato delle valute ha superato i 4.000 miliardi al giorno: circolano più soldi in quattro giorni sui mercati finanziari che in un anno nell’economia reale. E’ come dire che oltre il 90% degli scambi valutari è pura speculazione.

Penso che tutto questo cozza radicalmente con la tradizione delle scritture ebraiche radicalizzate da Gesù di Nazareth. Un insegnamento, quello di Gesù, che, uno dei nostri migliori moralisti,don Enrico Chiavacci, nel suo volume Teologia morale e vita economica , riassume in due comandamenti, validi per ogni discepolo: “Cerca di non arricchirti” e “Se hai, hai per condividere” Da questi due comandamenti , Chiavacci ricava due divieti etici: “divieto di ogni attività economica di tipo esclusivamente speculativo” come giocare in borsa con la variante della speculazione valutaria e “divieto di contratto aleatorio”. Questo ultimo Chiavacci lo spiega così: ”Ogni forma di azzardo e di rischio di una somma, con il solo scopo di vederla ritornare moltiplicata, senza che ciò implichi attività lavorativa, è pura ricerca di ricchezza ulteriore”. Ne consegue che la filiera del gioco, dal ‘gratta e vinci’ al casinò è immorale. Tutto questo, sostiene sempre Chiavacci “cozza contro tutta la cultura occidentale che è basata sull’avere di più. Nella cultura occidentale la struttura economica è tale che la ricchezza genera ricchezza”.

Noi cristiani d’Occidente dobbiamo chiederci cosa ne abbiamo fatto di questo insegnamento di Gesù in campo economico-finanziario. Forse ha ragione il gesuita p. John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo.” Dobbiamo ammettere che come chiese abbiamo tradito il Vangelo, dimenticando la radicalità dell’insegnamento di Gesù :parole come ” Dio o Mammona,”o il comando al ricco:”Và, vendi quello che hai e dallo ai poveri”. In un contesto storico come il nostro, dove Mammona è diventato il dio-mercato, le chiese, eredi di una parola forte di Gesù, devono iniziare a proclamarla senza paura e senza sconti nelle assemblee liturgiche come sulla pubblica piazza.
L’attuale crisi finanziaria “ha rivelato comportamenti di egoismo, di cupidigia collettiva e di accaparramento di beni su grande scala-così afferma il recente Documento del Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace( Per una riforma del Sistema finanziario e monetario internazionale). Nessuno può rassegnarsi a vedere l’uomo vivere come ‘homo homini lupus’ ”.

Per questo è necessario passare, da parte delle comunità cristiane, dalle parole ai fatti, alle scelte concrete, alla prassi quotidiana: ”Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’ entrerà nel Regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio”(Matteo 7,21). Come Chiese,dobbiamo prima di tutto chiedere perdono per aver tradito il messaggio di Gesù in campo economico-finanziario, partecipando a questa bolla speculativa finanziaria (il grande Casinò mondiale). Ma pentirsi non è sufficiente, dobbiamo cambiare rotta, sia a livello istituzionale che personale.

A livello istituzionale (diocesi e parrocchie):
-promuovendo commissioni etiche per vigilare sulle operazioni bancarie ;
-invitando tutti al dovere morale di pagare le tasse;
-ritirando i propri soldi da tutte le banche commerciali dedite a fare profitto sui mercati internazionali;
– investendo i propri soldi in attività di utilità sociale e ambientale, rifiutandosi di fare soldi con i soldi;
– collocando invece i propri risparmi in cooperative locali o nelle banche di credito; cooperativo;
-privilegiando la Banca Etica, le MAG (Mutue auto-gestione) o le cooperative finanziarie;
-rifiutando le donazioni che provengono da speculazioni finanziarie, soprattutto sul cibo, come ha detto recentemente Benedetto XVI nel suo discorso alla FAO.

A livello personale ogni cristiano ha il dovere morale di controllare:
-in quale banca ha depositato i propri risparmi;
– se è una” banca armata”, cioè investe soldi in armi;
– se partecipa al grande casinò della speculazione finanziaria;
– se ha filiali in qualche paradiso fiscale;
– se ottiene i profitti da ‘derivati’ o altri ‘pacchetti tossici’.

Le banche, che dopo aver distrutto la nostra economia, sono tornate a fare affari– scrive il pastore americano Jim Wallis- devono ricevere un chiaro messaggio che noi troviamo la loro condotta inaccettabile. Rimuovere i nostri soldi può fare loro capire quel messaggio.”

Ha ragione don Enrico Chiavacci ad affermare: ”Questa logica dell’avere di più e della massimizzazione del profitto si mantiene attraverso le mille piccole scelte, frutto di un deliberato condizionamento. Le grandi modificazioni strutturali, assolutamente necessarie, non potranno mai nascere dal nulla: occorre una rivoluzione culturale capillare. Se è vero che l’annuncio cristiano portò all’abolizione della schiavitù, non si vede perché lo stesso annuncio non possa portare a una paragonabile modificazione di mentalità e quindi di strutture. Il dovere di testimonianza, per chi è in grado di sfuggire a una presa totale del condizionamento, è urgente”.

Buona Pasqua di Risurrezione a tutti!

Alex Zanotelli
Napoli,22 marzo 2012

tratto dall’articolo “LA DITTATURA DELLA FINANZA : abbiamo tradito il Vangelo? di P. Alex Zanotelli” pubblicato sul sito http://www.giovaniemissione.it

Buon Natale!

Mammina
foto "Mammina" by La Kissi - flickr

Il blog augura un Buon Natale a tutti i lettori (ma esistono? ma ci sono almeno 3 o 4 lettori?) e alle loro famiglie. Dato che fare i soliti auguri pieni di retorica e di buonismo mi sembra banale e che il tempo per scrivere qualcosa di sensato e di non melenso è ormai poco (purtroppo come ogni Natale arrivo al 24/12 di corsa, in fretta e furia e con un sacco di cose da fare all’ultimo momento) approfitto di una bella lettera scritta da Alessio Di Florio per Peacelink che vi lascio come augurio e spunto di riflessione…

Con affetto e tanti Auguri a voi e alle vostre famiglie.

Che non sia un Natale cieco e vuoto

Carissim*,
anche quest’anno siamo giunti al Natale. Da diverse settimane siamo immersi, tra luci, regali, addobbi e orpelli vari nell’atmosfera della festa.

Una festa che quest’anno, come tutti gli anni ma forse anche di più, lascerà fuori moltissime famiglie. Sarà un Natale carico di dolore nelle oltre mille famiglie che nel 2009 hanno visto un loro familiare morire sul posto di lavoro. Sarà un Natale triste e mesto nelle migliaia di famiglie che la speculazione finanziaria ed industriale ha lasciato senza un lavoro, togliendo la speranza anche per il 2010.

In questi ultimi giorni le cronache sono state interessate dai disagi per la neve che ha bloccato i trasporti. Treni, aeroporti e autostrade bloccate che hanno ritardato molte partenze per le vacanze e moltissimi rientri a casa di chi abita, per studio o per lavoro, lontano dalla famiglia. Per moltissimi, che forse il Natale neanche ricordano cosa sia, questo gelo (che tanto allieta i volti dei bambini coperti e protetti nelle case e nelle scuole) ha già significato la morte. Nella frenesia dello shopping, nel luccicare degli addobbi stradali non ci siamo accorti, abbiamo tralasciato e in alcuni casi anche calpestato, fratelli e sorelle che vivono ai margini, al limitar delle strade. Persone che le vicende della vita hanno sbalzato via dalla società, costringendoli agli stenti, alla fame e alla miseria. Mentre ci prepariamo al cenone natalizio ricordiamo che esistono anche loro.

Così come esistono gli anziani, spesso lasciati soli e abbandonati in ospedali e ‘ospizi’ vari perché disturbano la festa. E’ Natale questo? E il lusso delle nostre tavole, l’immensa mole di cibo che finirà nella spazzatura, ci venga a nausea. Una nausea che ci sconvolga lo stomaco, al solo pensiero che per milioni di persone, nei sotterranei della storia, la spazzatura è l’unica fonte di sostentamento. Si alzano la mattina e non sanno se la fame e la miseria permetterà loro di giungere a sera.

Maria e Giuseppe rifiutati da tutti gli alberghi, e poche settimane dopo la nascita di Gesù costretti a fuggire clandestinamente in Egitto, ci facciano sentire il cuore duro come macigno nel momento in cui le nostre coscienze non vengono smosse dal fratello rifiutato, da coloro che chiedono dignità e vita e trovano filo spinato, botte, violenze, stupri, muri invalicabili. Il coraggio di Giuseppe, che accetta in casa Maria senza spaventarsi di cosa sarebbe potuto accadere, ci faccia sentire fino in fondo il peso dell’ipocrisia, del perbenismo, della condanna moralistica e arrogante con la quale vengono segnate persone e vite.

Il sorriso del bambino nella culla ci stringa il cuore, perché molti bambini non sorrideranno la notte di Natale. Ci salga una vergogna immensa mentre doniamo giocattoli ai bambini delle nostre famiglie e dei nostri amici, se non ci siamo domandati (e nulla abbiamo fatto di conseguenza) la provenienza di quegli oggetti. Che, per far divertire alcuni bambini, possono essere lacrime e sangue dello sfruttamento di migliaia di loro coetanei. Le tenere braccia del Bambino non ci faccia mai, mai e poi mai dimenticare che molte mani strigono un fucile o si tendono verso la loro Madre in cerca di un cibo che non avranno mai. Braccia che saranno crocifisse, nella morte di quel bambino. Mentre nelle nostre calde ed accoglienti case si festeggierà il Natale, in migliaia di fredde celle qualcuno conterà le ore, i giorni, le settimane con angoscia, in attesa dell’ultimo giorno.

Il presepe in plastica e legno non sostituisca la realtà della vita.
La culla del Bambinello non sostituisca le culle vere.

E allora, vi auguro che non sia un Natale vuoto e cieco!

” Che non sia un Natale cieco e vuoto” di Alessio Di Florio pubblicato il 22/12/2009 sul sito di Peacelink.it