Ok il prezzo è giusto.

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Foto “Money” by 401(K) 2012 – flickr

Riguardo all’ultimo post su Flora Firenze, all’interno del commento che ha lasciato Francesco del blog SaldiMentali, c’è questa frase che mi ha particolarmente colpito: […] Di solito sono contrario agli ingressi gratuiti, perché rischiano di dare una cattiva impressione e svalutare i contenuti […] Premettendo che nel caso specifico di FloraFirenze non chiedevo l’ingresso gratuito, ma semplicemente un biglietto ad un prezzo ragionevole, vorrei fare una riflessione più generale su questa affermazione.

Siamo così immersi in questa cultura turbocapitalista che ogni cosa e ogni persona devono avere per forza un prezzo e se talvolta sono gratis ne ricaviamo, subito e  a prescindere, una cattiva impressione e le consideriamo svalutate. Vi faccio due banali esempi di come questo atteggiamento sia così radicato nella mentalità dell’italiano medio:

Come alcuni sanno lavoro in un Centro Elaborazione Dati che supporta circa 300 dipendenti. Montiamo su tutti i pc le suite per ufficio opensource Libreoffice e/o Openoffice, usate ormai da diversi anni e perciò già testate ampiamente. Eppure c’è sempre qualcuno che non si fida e pretende di avere Microsoft Office perchè “se è a pagamento sarà sicuramente meglio”… In questi casi, visto che ci avanzano delle vecchie multilicenze di Office 2000, gli montiamo questa versione e così l’impiegato “furbo” se va via contento di aver rinunciato all’ultima e aggiornata versione di Libreoffice per avere in cambio una suite Office: a pagamento, ma del 1999.

Nei giorni scorsi ho pubblicato la ricetta della frittata con i fiori d’acacia. Conosco delle persone che se proponessi loro di andare a raccogliere i fiori d’acacia o le erbe di campo per farsi la frittata mi guarderebbero storto ma se, lo stesso piatto, magari chiamato “Omelette aux fleurs d’acacia con riduzione di balsamico” lo trovassero nel menù di Eataly o di qualche ristorante stellato, sarebbero disposti a pagarlo come e più di una bistecca…

Per non parlare poi del prezzo delle persone: basta sfogliare le pagine di un giornale per capire che merita più attenzione la distorsione della caviglia di un giocatore di calcio piuttosto che 700 morti in un battello in fondo al mare.

Insomma, ci hanno così lavato il cervello che non sappiamo più distinguere la differenza fra “prezzo” e “valore” e non ci accorgiamo che a volte ci sono cose pompate dalla pubblicità  con un prezzo altissimo ma che non valgono niente e cose che non costano niente, ma valgono tanto, come osservare un tramonto sul mare  o stare distesi su un prato sulle Dolomiti… E se qualcuno ci fa un regalo o un piacere gratis siamo così prevenuti che pensiamo subito che lo faccia con un secondo fine o che abbia un tornaconto. Proprio non ci riesce pensare che qualcuno, magari nel tempo libero,  provi soddisfazione nell’aiutare i suoi simili, nel vedere il sorriso di qualcuno a cui ha risolto un problema o a cui  ha semplicemente detto “Buongiorno”.

Diceva nell’Ottocento uno che se ne intendeva:

Le persone oggigiorno conoscono il prezzo di ogni cosa e il valore di niente.

Oscar Wilde (scrittore 1854 -1900)

p.s. Come sapete la prima Domenica del mese nei Musei statali non si paga il biglietto. So che la tentazione è alta ma per favore non andateci. Per colpa vostra il “David” di Michelangelo e la “Venere” di Botticelli quel giorno lì verrebbero svalutati… “La vergine delle Rocce” di Leonardo e i “Girasoli” di Van Gogh invece non valgono un fico secco: sono alla National Gallery di Londra e lì si entra gratis sempre.

Flora Firenze ha fatto… FLOP!

Al Parco delle Cascine di Firenze è in corso la prima edizione di “Flora Firenze” una mega mostra mercato di Piante e Fiori  dal sottotitolo pomposo “La Natura diventa arte”. Secondo le esagerazioni di alcuni giornali locali avrebbe dovuto essere la risposta floreale e fiorentina nientemeno che all’Expo di Milano e invece sembra che stia diventando un colossale flop. Eppure avevano fatto di tutto per fare le cose in grande: manifesti e pubblicità in ogni luogo e poi la location dell’Ex Ippodromo delle Mulina, che doveva rilanciare il progetto de “Le Grandi Cascine”, voluto dall’ex sindaco Matteo Renzi e proseguito dal successore Dario Nardella. Io, che per i miei allenamenti frequento il Parco almeno due o tre volte a settimana, ho visto nei mesi scorsi il terreno incolto e abbandonato dell’ippodromo trasformarsi in un giardino dove da un giorno all’altro sbucava un palmeto da una parte e un baobab dall’altra. L’inaugurazione, in pompa magna e con tutta la stampa, è avvenuta addirittura alla presenza della first lady Agnese Renzi che, secondo il mio modesto parere, si sforza tanto per imitare Michelle Obama, ma purtroppo con risultati davvero scarsi…

E invece i fiorentini la mostra non se la sono filata per niente, come potete vedere dalle foto alla fine del post, scattate nel tardo pomeriggio di Mercoledì 6 Maggio 2015. Ingresso e biglietterie deserte, navette semivuote e persino pochissime presenze ai banchini nei vialetti all’esterno alla mostra…

Forse i fiorentini non amano il Parco delle Cascine? Nemmeno per sogno… il parco è frequentatissimo tutta la settimana e soprattutto nel weekend tanto che gli eventi che vi si organizzano sono sempre affollati. Nelle ultime settimane hanno fatto il pieno di visitatori i Giochi di Carnasciale del 4-6 Aprile, (torneo di giochi medievali con tanto di disfida a cavallo),  lo Streeat Foodtruck Festival del 10-12 Aprile (un’ora di coda solo per comprare un panino) e pure il villaggio della Bicicletta in occasione della Gran Fondo Firenze (19 Aprile), preso d’assalto da adulti e bambini…

Allora i fiorentini non amano i fiori?  Eppure dal 25 Aprile al 1° Maggio hanno affollato la tradizionale Mostra Mercato Primaverile di piante e fiori organizzata dalla Società Toscana di Orticultura. Ci sono stato anch’io e c’era una tale ressa che talvolta i banchi rimanevano senza piante (io ad esempio non sono riuscito a comprare le piante di Goji). E anche Botanica, la mostra di Piante e fiori nella villa del tenore Enrico Caruso a Lastra a Signa del 19/4, fu presa d’assalto nonostante il tempo inclemente e il vento freddo, tanto che io e mia moglie ci andammo col piumino e col cappotto… Per non parlare delle tante fiere dei fiori che si tengono in tutti i Comuni della Provincia…

Non sarà mai, per caso, che i fiorentini non si sono fatti abbindolare dal costo particolarmente esoso del biglietto, di ben 20€? E che magari anche i biglietti ridotti (fra i 15 e i 17€) sono comunque troppo cari? Fate da soli il conto di quanto avrebbero speso due o tre persone per entrare… E poi, se uno spende così tanti soldi per l’ingresso, quanti pensate che possa spenderne per acquistare le pianticelle da portarsi a casa?

Biglietti di ingresso per le varie Manifestazioni primaverili e per i giardini fiorentini:

  • Giochi di Carnasciale – INGRESSO GRATUITO
  • Streeat Foodtruck Festival – INGRESSO GRATUITO
  • Villaggio della bici alla Gran Fondo Firenze – INGRESSO GRATUITO
  • Mostra Mercato Primaverile di piante e fiori all’Orticultura  – INGRESSO GRATUITO
  • 58° concorso internazionale dell’Iris – Giardino dell’Iris Piazzale Michelangelo – INGRESSO GRATUITO
  • Giardino delle Rose – Piazzale Michelangelo (1000 varietà botaniche tra cui 350 rose antiche + statue di Folon)  – INGRESSO GRATUITO
  • Botanica,  mostra mercato di Piante a Villa Caruso Bellosguardo a Lastra a Signa – Ingresso Intero 3,00€
  • Orto Botanico di Firenze – Ingresso Intero 3,00€
  • Mostra internazionale dell’Artigianato Firenze – Ingresso Intero 6,00€ – ridotto 4,00€
  • Giardino di Boboli – Firenze – Ingresso Intero 7,00€ – ridotto 3,50€ – INGRESSO GRATUITO per i residenti a Firenze e la prima domenica del mese
  • Museo degli Uffizi (dove davvero la Natura diventa arte, come nella Primavera del Botticelli) Ingresso Intero 8,00€ – ridotto 4,00€ – INGRESSO GRATUITO  la prima domenica del mese
  • Flora Firenze – Ingresso Intero 20,00€ – ridotti da 15,00 a 17,00€

E’ sufficiente come spiegazione del flop? Si chiama legge della domanda e dell’offerta….

Le foto sono state scattate intorno alle 18.00 di Mercoledì 6/5/2015, …logicamente dall’esterno della Mostra.

(anche per esse vige la licenza Creative Commons di tutto il blog)

Aggiornamento del 12/05/2014

Se ne sono accorti anche al Corriere fiorentino il 9/5/2014 e m’hanno pure copiato il titolo del post…(io l’ho fatto due giorni prima il post)   “Alle Cascine il flop di FloraFirenze

Il Salvagente: comunque vada, che brutta fine!

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Foto “Il salvagente” by Gianna Ferretti – flickr

Come ho scritto più volte su questo blog sono (ero) abbonato alla rivista settimanale dei consumatori “Il Salvagente”. Cominciai a comprarla oltre venti anni fa, quando era un supplemento del quotidiano “l’Unità” che leggevo in corriera nei miei trascorsi da pendolare, quando facevo 80km al giorno per andare e tornare dal lavoro. Quando poi “Il Salvagente” divenne una rivista autonoma mi abbonai e sono rimasto abbonato fino allo scorso 15 Dicembre 2014 in quanto la ritengo (ritenevo) una rivista molto utile per la tutela di noi poveri consumatori. Più volte i suoi consigli mi sono stati utili nella vita di tutti i giorni: dalle dichiarazioni dei redditi, alle ricette, a consigli su acquisti…

Quest’anno non mi è arrivato a casa il consueto bollettino di conto corrente postale per il rinnovo dell’abbonamento. Ho pensato ad un disguido postale e così, da buon cittadino, il 29 Dicembre 2014 ho preso un bollettino bianco l’ho riempito e sono andato alla posta per rinnovare il mio abbonamento e per esser furbo l’ho fatto come “sostenitore” alla cifra di 60€. Tornato a casa ho mandato fiduciosamente le ricevute all’Ufficio abbonamenti rimanendo in attesa di conferma del rinnovo e della nuova copia della rivista che, come dichiarato dal direttore sull’ultimo numero del 2014 (nr.47), sarebbe dovuta arrivare agli abbonati lo scorso 8 Gennaio.

E invece che è successo? E’ successo che dopo due giorni,  il 31/12/2014 appare sul sito della rivista (sito attualmente chiuso) il seguente comunicato:

Stop a Il Salvagente e a Il Salvagente.it, la coop è in liquidazione.

Care lettrici, cari lettori,
quella che vi diamo è una notizia che non avremmo mai voluto comunicarvi. Il Salvagente e Il Salvagente.it sono in liquidazione amministrativa coatta.
Finisce, dunque, la storia di 22 anni, che ha accompagnato la nostra cooperativa e che ci ha permesso per tanto tempo di mandare in edicola un settimanale e, negli ultimi anni, di pubblicare anche un quotidiano on line, gestito (realtà quasi unica nel nostro paese) da una cooperativa di giornalisti e di poligrafici. […]

La nostra cooperativa, infatti, proprio in virtù del conto economico negativo è stata posta, come dicevamo all’inizio, in liquidazione coatta amministrativa e nelle ultime ore ci è stato imposto anche lo stop alle pubblicazioni. Un evento improvviso che non ci ha consentito neppure di avvertirvi attraverso il giornale.[…]

Quanto all’abbonamento siamo coscienti del danno che questa interruzione provocherà ai cari abbonati del settimanale. Da parte nostra, come potrete immaginare, ce la metteremo tutta per far sì che possano tornare a ricevere e a leggere il Salvagente il più presto possibile. La nostra convinzione, lo ripetiamo, è che nel nostro paese ci sia ancora bisogno e spazio per uno strumento di informazione come questo.[…]

tratto dal comunicato pubblicato sul sito Internet de “Il Salvagente” il giorno 31/12/2014 (attualmente sito non più online)

Se la chiusura mi dispiace tantissimo, soprattutto per i lavoratori de “Il Salvagente” e per le loro famiglie, alle quali va tutta la mia solidarietà, il metodo con cui è avvenuta e la totale mancanza comunicazioni e  di rispetto verso gli abbonati la reputo non degna di una rivista che come scopo principale avrebbe avuto quello di tutelare i consumatori. Insomma, credo che certe situazioni non siano proprio improvvise… potevano avvertire almeno gli abbonati con un po’ di anticipo. Magari col sostegno dei lettori poteva essere fatta una colletta o come si chiama ora, un crowdfunding, per non arrivare alla chiusura. I 60€ che forse ho buttato nel cesso il 29/12/2014 li avrei tirati fuori in anticipo e magari pure con qualche euro in più se fossero serviti per non chiudere così in malo modo.

Dopo che i siti del Salvagente sono stati chiusi leggo oggi su Articolo 21, un comunicato della redazione del quale metto uno stralcio e che racconta i contorni di quella che definirei una tipica storia “all’italiana”

“Il Salvagente a Fago, i lavoratori a casa”

[…]La testata è stata posta in liquidazione coatta amministrativa il 3 novembre scorso. Il Commissario liquidatore nominato dal Ministero dello Sviluppo Economico, il dottor Stefano Battistini, non appena insediato e senza mai incontrare l’assemblea dei lavoratori, ha deciso dapprima la sospensione delle pubblicazioni e poi in tutta fretta, prima delle festività natalizie, ha avviato le procedure di licenziamento collettivo di tutti i dipendenti, giornalisti e poligrafici, della Cooperativa.
Stupisce che questa decisione sia stata presa subito dopo aver ricevuto una proposta di acquisto della testata da parte di Editoriale 90, che fa capo all’imprenditore Matteo Fago, e che lo stesso Commissario non abbia promosso un incontro tra l’acquirente e i lavoratori nel tentativo di salvaguardare il maggior numero di posti di lavoro.
Inoltre, di fronte alla richiesta dei giornalisti dipendenti di attivare le tutele sociali riconosciute dalla legge in questi casi, ossia la cassa integrazione a zero ore per cessazione di attività aziendale, il liquidatore, Stefano Battistini, si è inspiegabilmente rifiutato di acconsentire favorendo in questo modo esclusivamente gli interessi dell’azienda di Fago, che potrebbe aggiudicarsi la testata a un prezzo stracciato senza i lavoratori che ne hanno costruito la storia.
Il futuro dei giornalisti della Cooperativa Il Salvagente è ora nelle mani del Ministero del Lavoro che incontrerà nei prossimi giorni le rappresentanze sindacali dei lavoratori.
Esprimiamo, infine, la nostra solidarietà ai colleghi di Left che stanno vivendo un momento drammatico come il nostro, alle prese con lo stesso imprenditore e con lo stesso progetto di acquistare la testata lasciando a casa la redazione che da anni, con molti sacrifici, manda avanti il settimanale.

Comunicato pubblicato su Articolo 21 il 14/01/2015

Su Globalist.it (qui l’articolo) scrivono che la testata de “Il Salvagente” sarà messa all’asta domani e che anche i redattori vi parteciperanno. Cari redattori vi auguro di tutto cuore di farcela e di tornare presto in edicola e nella mia buca delle lettere. Dato che ho un abbonamento sostenitore in corso per il 2015 vorrei che il giornale fosse fatto ancora dalle stesse persone che l’hanno fatto da 22 anni. Visto quello che sta succedendo a Left e a l’Unità (vedi articolo di Repubblica) preferirei proprio che il Salvagente non finisse nelle mani di Matteo Fago. Coraggio! In bocca al lupo!

P.S. 1 – “Carta”, “Diario”, “Left-Avvenimenti”, “E-il mensile”, “Il Salvagente”… possibile che a sinistra prima o poi debbano tutti chiudere? E io da ora in poi cosa leggo?

P.S. 2 – Leggo anche che ieri ha chiuso il bellissimo blog della mia amica Libera! Oh gente! In questo 2015 fra attentati, malattie, amici che ci lasciano, giornali e blog che chiudono non c’è una notizia buona che sia una! Almeno tu Libera non dargliela vinta e non mollare! Se non avessi disabilitato i commenti te ne avrei scritte 4 sul tuo blog! Un abbraccio… e ripensaci!!!!!!!

Zerorelativo è diventato a pagamento: voi che fate?

Foto "Zerorelativo entra in Metafora" by Metafora AD Network -flickr

Foto “Zerorelativo entra in Metafora” by Metafora AD Network -flickr

Zerorelativo è il primo sito italiano di riciclo, riuso, baratto e scambi online. Nato nel 2006 è stato fino allo scorso anno un’alternativa gratuita ai siti di compravendita come Ebay ed era diventato una community di persone che, in nome della decrescita felice, scambiavano oggetti senza l’uso del denaro! Come potete vedere da questa foto di qualche anno fa, Zerorelativo adottava due slogan “Io non ho bisogno di denaro” e “…il tuo oggetto è la tua moneta“.

Con una email arrivata all’improvviso ai membri della Community, lo scorso Dicembre Zerorelativo ha fatto sapere che il sito diventava a pagamento, rimangiandosi gli slogan sul non bisogno di denaro, sugli oggetti che sono la nostra moneta e su tutte le pagine a favore del baratto, prima forma storica di scambio commerciale. Insomma, chi vuole restare nella Community deve pagare una cifra secca di 18€ annui, indipendentemente dal numero di scambi che effettua e che diventano 35€ in caso di iscritto sostenitore. Diciamocelo chiaramente: da una parte ci sono i principi, dall’altra i costi di manutenzione del servizio che pare abbiano costretto Zerorelativo a questa scelta davvero contraddittoria e incoerente con lo spirito originario del gruppo.

Quello che ha dato noia a diversi iscritti sono state le modalità  con cui è stata fatta l’operazione…

  • Si comunica la decisione all’improvviso per e-mail, senza tante discussioni ne’ alternative. Come quando WordPress ha messo la pubblicità sui blog come questo, si scopre che le tante belle parole sulle “community” svaniscono come la neve al sole. Quando entrano in ballo i soldi, la grande famiglia della community in rete si rivela per quello che in realtà è: un fornitore di un servizio e tanti utilizzatori che non sono altro che dei clienti-sudditi a quali viene detto: “O mangi la minestra o salti dalla finestra!”
  • Un sito che ha fatto del baratto e dello scambio la sua bandiera non ha pensato a forme differenti di pagamento del servizio. Poteva finanziarsi con dei banner pubblicitari che sono uggiosi ma almeno non richiedono agli utenti di metter mano al portafoglio. In alternativa poteva accettare pagamenti attraverso qualche oggetto di quelli che gli iscritti mettono in scambio. Io magari avrei pagato in barattoli di marmellata o pommarola fatta in casa… Oppure poteva pensare a metodi di pagamento alternativi come gli Scec o le monete virtuali che usano altri siti di scambio. Invece no, come direbbero a Roma, “Vonno proprio li sordi!
  • Si mette una cifra secca di 18€ annui che vale per tutti, in puro stile Fornero-Monti (cioè poco equo). Dopo il primo scambio devi pagare 18€, così chi fa uno o due scambi paga la stessa cifra di chi ne fa migliaia. Io ad esempio facevo mediamente due o tre scambi all’anno: succede così che pagherei di più il servizio, del valore degli oggetti che baratto (spesso libri vecchi o gadgets di pochissimo valore). A questo punto è più equo Ebay dove paghi una percentuale in proporzione quello che vendi o non paghi per niente se non usi il servizio.

Alla fine della storia ho chiesto alle persone con cui ho scambiato in passato che cosa avrebbero fatto e ho avuto diverse risposte: alcuni hanno pagato perchè apprezzano il servizio di Zerorelativo, qualcuno addirittura come sostenitore. Altri hanno cancellato l’account e sono migrati in altri siti di scambio, anche perchè qualcuno usa il baratto per difendersi dalla crisi scambiando ad esempio i vestiti dei bimbi e vorrebbe continuare a scambiare gratuitamente.  Io non ho ancora deciso e al momento sto informandomi sulle alternative in rete. Metto qui sotto le prime impressioni sui vari servizi che ho trovato in rete. C’è qualcuno con più esperienza del sottoscritto che mi può consigliare? Voi che fate?

Mie impressioni (opinabili) sui vari servizi che ho trovato.

SERVIZIO  PRO CONTRO
ZERORELATIVO.IT  Il primo e il più antico. Con tantissimi annunci e una comunità molto piacevole. Scambio sincrono*  A pagamento dopo il primo scambio: 18€ quota fissa annuale indipendentemente dal numero di scambi fatti. Server lento. Mancanza di scambi asincroni** con crediti o monete virtuali.
 E-BARTY.IT  Tantissimi annunci con scambio sincrono* e asincrono** (con moneta virtuale “barty”, eventualmente acquistabile). Il proprietario decide la valutazione in moneta virtuale. Uso di codice a barre e webcam per creare gli annunci.  Obbligo dell’uso del corriere Bartolini in caso di spedizione. I costi di spedizione potrebbero essere troppo alti per oggetti di scarso valore. L’unica alternativa è lo scambio a mano. O forse l’obbligo di usare Bartolini è aggirabile?
 REOOSE.COM  Community e numero di annunci abbastanza grande. Scambio asincrono** (con moneta virtuale “crediti” eventualmente acquistabili). Regalo di 5 “crediti” all’iscrizione e possibilità di guadagnare “crediti” gratuitamente tramite facebook o presentazione di amici. Sito e comunità sono molto  attenti alla solidarietà e al volontariato: i crediti si acquistano eventualmente tramite Banca Etica e volendo si possono devolvere ad Associazioni di Volontariato.  Solo scambio asincrono**, non è possibile fare scambi sincroni*. Il sito decide il valore in crediti dell’oggetto offerto. Il proprietario non può decidere il valore dei suoi oggetti e se ritiene che la valutazione fatta dal sito sia troppo bassa potrebbe non pubblicare l’annuncio. Alla fine c’è il rischio di trovare solo oggetti di scarso valore. Le categorie proposte a volte sono assurde: ad esempio trovo improponibile la categoria “Oggetti non funzionanti e collezionismo” (sarà che io sono collezionista e che gli oggetti della mia collezione non li vorrei mai  se rotti o non funzionanti)
 COSEINUTILI.IT  Community per annunci di scambio asincrono** di oggetti e di prestazioni di tempo (con moneta virtuale “crediti” non acquistabile). E’ l’unica che funziona anche come Banca del Tempo. Il proprietario decide la valutazione in moneta virtuale. Gratuita nel 2012-2013. Regalo di 30 “crediti” all’iscrizione e possibilità di guadagnare crediti con ogni feedback positivo ricevuto. Rivolto anche ai Gruppi d’Acquisto Solidale con sezione e programmi appositi.  Comunità abbastanza piccola e con pochi annunci. Non è possibile fare scambi  sincroni*. Diventerà a pagamento nel 2014: molto probabilmente dopo 3 scambi si pagherà una quota annua di 12€
 SWAPPYDO.COM  Annunci con scambio sincrono* e asincrono** (con moneta virtuale “swappydollars”, eventualmente acquistabile). Il proprietario decide la valutazione in moneta virtuale. Per ogni oggetto scambiato il sito regala 10 “swappydollars”  Comunità piccolissima e con pochissimi annunci. Alla data di oggi (25/1/2013) è stato pubblicato un solo annuncio dall’inizio del 2013 e i precedenti risalgono al 18/12/2012. Tutta una serie di servizi sono a pagamento in “swappydollars”: ad esempio in un annuncio la prima foto è gratuita le successive vanno pagate in  “swappydollars”. Il sito sembra poco aggiornato:  alla data di oggi (25/1/2013) ci sono ancora i banner con gli Auguri di Natale
 SOLOSCAMBIO.IT  Community abbastanza grande di scambio sincrono* con un bel numero di oggetti.  Si possono scambiare soltanto Libri, Dvd, CD, e Videogiochi. Mancano tutte le altre categorie, per cui alla fine è più comodo iscriversi ad un sito dove si può scambiare di tutto. Non si possono fare scambi asincroni**

* Scambio sincrono. Due persone si mettono d’accordo per scambiare due oggetti: ad esempio io do a Mario un libro e lui mi dà in cambio un DVD.

** Scambio asincrono. Una persona dà un oggetto ad un’altra in cambio di un corrispettivo in moneta virtuale che verrà usata per ottenere un nuovo oggetto da una terza persona: esempio io do a Mario un libro che mi dà in cambio un controvalore in moneta virtuale (10 crediti o barty o swappydollars), poi io uso il controvalore in moneta virtuale ricevuto da Mario per prendere un DVD da Luisa.

Alieni sul blog (ovvero la pubblicità di WordPress…)

Foto "Space Invaders" by mistersnappy - flickr

Foto “Space Invaders” by mistersnappy – flickr

Dopo il mio post dello scorso 26 Ottobre (Alla fine sono sbarcati anche qui) ritorno sul tema della subdola pubblicità che WordPress ha deciso di piazzare in tutti i blog gratuiti per fare un bilancio di quasi un mese e mezzo di spot pubblicitari apparsi sul mio sito…

Ecco le pubblicità che mi sono state imposte da WordPress…

  • Birra Heineken
  • Corriere TNT Post (cartoline auguri di Natale con offerta per il Wordfood Program delle Nazioni Unite)
  • Imesh (software per ricercare e scaricare musica e film da internet)
  • regclean.pro (software per la pulizia del registro del pc)
  • Adopt us kids (servizio di adozioni statunitense)
  • Auto Mini
  • planet49 (ditta tedesca che organizza concorsi a premi ma che stando a quanto ho trovato su internet pare che abboni automaticamente i partecipanti ai concorsi a servizi a pagamento via cellulare… –  fonte)
  • ebay
  • commissione europea
  • aspirapolvere vowerk folletto (ma non gli bastava suonare porta a porta in tutta Italia ed essere presenti a tutte le fiere e sagre di paese?)

Come potete capire c’è di tutto: dalle auto alla birra, passando a spazzatura varia: roba degna dei migliori spammer… Ecco ad esempio come appare uno dei miei ultimi articoli con lo spot della Mini…

Il mio blog con lo spot della Mini sotto al post sulla Palestina.

Il mio blog con lo spot della Mini sotto al post sulla Palestina.

La cosa più assurda e più subdola è che queste pubblicità sono messe ad insaputa del blogger proprietario del sito, che spesso non si accorge neanche che il suo sito è stato preso di mira dagli…. spot alieni! Vi spiegherò perciò perchè spesso gli autori non vedono le pubblicità mentre i lettori si… scusate se in alcuni punti sarò un po’ tecnico…

  1. Queste pubblicità vengono messe a rotazione da WordPress su TUTTI i blog gratuiti. Per essere certi di non avere la pubblicità andrebbe pagato al signor WordPress un obolo di 30$ annui… quindi se siete un blogger e non avete pagato l’obolo state sicuri che gli spot prima o poi  arriveranno anche sul vostro sito.
  2. Le pubblicità non appaiono visitando la pagina principale del blog ma appaiono solo consultando un singolo articolo, come quando andate su un singolo post per lasciare un commento: per capirsi se venite su questo blog alla pagina https://unpodimondo.wordpress.com non troverete nessuna pubblicità, mentre se andate su un singolo post (ad esempio questo https://unpodimondo.wordpress.com/2012/12/07/xxxviii-festa-della-mondialita-shalom-a-firenze/) in fondo all’articolo è probabile che troverete uno spot pubblicitario.
  3. Se la cosa si limitasse qui tutti vedrebbero gli spot alla fine dei propri articoli ma la cosa è più subdola perchè la pubblicità viene mostrata soltanto ai lettori dei blog che non sono iscritti alla piattaforma di WordPress, per cui molti blogger non vedono la pubblicità che appare sui loro siti.
  4. Quando un blogger si collega al proprio blog per scrivere un articolo o per fare un commento entra nella sua pagina mettendo utente e password. In automatico WordPress salva sul pc del blogger (nella cache del browser) un piccolo file di testo chiamato cookie che permette a WordPress di riconoscere che siete un utente registrato alla piattaforma, che avete un blog e che siete mr.x (nel mio caso che io sono unpodimondo). Per dirla in modo più semplice è un modo per riconoscere che voi fate parte della grande famiglia di WordPress…
  5. Quando vi collegate ad un qualsiasi blog di WordPress, se la piattaforma trova il cookie sul vostro pc,  vi riconosce come “membro della famiglia”: come  conseguenza avrete il privilegio di non vedere nessuna pubblicità su nessun blog di WordPress. Se invece la piattaforma non trova il “biscottino” vi considera un visitatore estraneo al “clan” e quindi vi fa vedere la pubblicità in fondo ai post…
  6. Di conseguenza, se siete dei blogger iscritti a WordPress e volete vedere gli spot sul vostro sito dovete fare in modo da apparire come estranei alla famiglia di WordPress. Ecco alcune istruzioni per  farlo (senza perdere nessuna configurazione e senza danneggiare il vostro blog)
  7. Uscite da WordPress (se vi siete autenticati e siete dentro a WordPress).
  8. Cancellate la cache del vostro browser, rimuovendo soprattutto i cookies (su Firefox: Strumenti – Opzioni – Privacy – Cancellare tutta la cronologia corrente, vistando almeno le caselline Cookie e Cache – Ok) – (Su Internet Explorer: Strumenti – Elimina Cronologia esplorazioni, vistando almeno le caselline  File temporanei su Internet e Cookies – Elimina)
  9. Se usate ADBlock plus disabilitatelo (è l’ottimo programma per cancellare la pubblicità dai siti internet che visitate).
  10. Andate sul vostro blog come se foste un lettore qualsiasi (senza loggarvi col vostro account)
  11. Cliccate su un singolo post, come se doveste andare a mettere un commento
  12. Se siete “fortunelli” in fondo al vostro post ci troverete la pubblicità, altrimenti ritentate con un altro post (precedente o successivo)… e così scoprirete che gli alieni pubblicitari sono sbarcati anche sul vostro blog….

°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°

In ogni caso io rimango contrario a qualsiasi pubblicità imposta ai blogger

Alla fine sono sbarcati anche qui…

Foto "Mars Attacks 50th Anniversary Deleted Scenes and Sketch-Cards" by walt74 - flickr

Foto “Mars Attacks 50th Anniversary Deleted Scenes and Sketch-Cards” by walt74 – flickr

La prima che li ha visti e ha inviato l’allarme a tutti è stata Pif, poi li ho visti anch’io che facevano capolino anche da Mizaar e infine… Aargh! Sono atterrati anche qui!!! Sono ancora un po’ nascosti, piccoli, nelle pagine interne ma ormai sono scesi e hanno preso possesso anche dei post sul mio blog… No, non sono gli alieni (magari fossero stati dei simpatici ometti verdi)… sono i petulanti e insistenti annunci pubblicitari che WordPress ha deciso di mettere nei nostri blog e che appaiono in forma di filmati pubblicitari sotto i nostri post…

Quando nel 2008 ho scelto di aprire questo blog ho proprio  scelto WordPress perchè era una piattaforma stabile, seria e senza pubblicità. Ricordo di aver valutato anche altre piattaforme gratuite e alla fine di aver optato per questa. Come potete vedere dal bollino “AD-FREE  BLOG” nella colonna qui a destra, all’epoca avevo scelto di non mettere nessuna pubblicità e ancora sono dell’idea che il mio blog, per una mia precisa scelta etica,  dovrebbe rimanere senza pubblicità. Purtroppo da alcuni giorni non è più possibile scegliere se e come adottare l’eventuale pubblicità. Semplicemente, sui blog gratuiti come questo, la pubblicità è imposta da WordPress e noi blogger non siamo in grado di rimuoverla ne’ di sceglierla, a meno che non si paghi un obolo annuo di 30$ a WordPress.

LA COSA MI HA DATO MOLTO FASTIDIO PER DIVERSI MOTIVI CHE ELENCHERO’ QUI SOTTO  (Scusate le maiuscole, lo so che in rete le maiuscole sono maleducate ed equivalgono ad urlare, ma in effetti io voglio proprio urlare a WordPress tutto il mio disappunto).

  • WORDPRESS HA PRESO QUESTA DECISIONE E MESSO GLI ANNUNCI SENZA NEMMENO AVVISARE I BLOGGER. UN GIORNO SONO APPARSI DAL NULLA, SORPRENDENDO TUTTI. Mandare una mail prima, giusto per avvisare tutti  non era un pochino più educato e rispettoso verso i blogger? Eppure le nostre e-mail non vi mancano!
  • WORDPRESS NON CI HA DATO NESSUNA POSSIBILITA’ DI SCELTA, TRANNE PAGARE L’OBOLO ANNUO DI 30$ O COMPRARE TUTTO IL DOMINIO E TOGLIERE LA PUBBLICITA’ A 99$ L’ANNO. INSOMMA PUNTANO AI SOLDI E BASTA. Se mi avessero contattato e dato la possibilità di scegliere le pubblicità da mettere sul blog avrei reagito meglio. Ad esempio se mi avessero offerto la possibilità di scegliere pubblicità etiche o di enti di beneficenza, culturali o di solidarietà avrei accettato anche le pubblicità. INVECE MI IMPONGONO A MIA INSAPUTA LE PUBBLICITA’ DELLE MULTINAZIONALI!

A QUESTO PUNTO MI CHIEDO E CHIEDO AGLI ALTRI BLOGGER: COSA AVETE INTENZIONE DI FARE?

La prima cosa che farò io è invitare tutti i miei lettori ad installare e ad usare ADBLOCK PLUS. Per chi non la conosce, Adblock Plus è un’estensione per Mozilla Firefox, Google Chrome e altri browser che in pochi istanti permette di cancellare la pubblicità dai siti internet che visitiamo. La uso da anni ed è molto utile:  dedicandoci un po’ di  tempo si ripuliscono tutti i siti internet che visitiamo dalla pubblicità, ottenendo due risultati: i siti si caricano più velocemente e diventano molto più leggibili. Qui potete scaricare  AdblockPlus per Firefox,  qui Adblock plus per GoogleChrome.

Di pagare per togliere la pubblicità  non ho la minima intenzione, visto anche come WordPress ha fatto la cosa, senza nemmeno avvisarci preventivamente. Pagare oggi 30$ per avere un anno senza pubblicità vorrebbe dire cedere alle  loro richieste così che magari il prossimo anno ce ne chiederanno 32$, poi 35$, poi 50$. Allo stesso modo non ho intenzione di comprare il dominio e il pacchetto completo a 99$: sarebbe un altro modo per dargliela vinta.  Se proprio un giorno WordPress dovesse chiudere i servizi gratuiti mi comprerò un dominio presso un provider italiano dove i domini costano meno della metà dei 99$ chiesti da WordPress.

Non potendo rimuovere la pubblicità e non potendo scegliere eventuali annunci che considero più in linea con lo stile del blog (ovvero etici, culturali, solidali, etc…) ho deciso che:

  • Da ora in poi avviserò i lettori che ogni annuncio pubblicitario che apparirà nel blog è stato messo contro la mia volontà da WordPress e li inviterò ad usare Adblock plus per rimuoverlo.
  • Per ogni azienda che farà pubblicità sul mio blog, cercherò di pubblicare un post con i dati sull’eticità della stessa, ripresi da siti internet o da libri ritenuti da me affidabili (come ad esempio il sito “Imprese alla sbarra” o il volume “Guida al consumo critico” del Centro Nuovo Modello di Sviluppo).

Vedo che molti blogger sono alquanto arrabbiati: vediamo un po’ come evolverà la cosa. Se poi, ad un certo punto, verrete a cercarmi e non mi troverete più vorrà dire che WordPress mi ha chiuso il blog….

Modem o altro dispositivo di connessione sul computer remoto non funzionante. Connessione non riuscita.

Foto "Shopping il sabato a Bologna / Saturnday shopping in Bologna" by Luigi Rosa- flickr

Foto “Shopping il sabato a Bologna / Saturnday shopping in Bologna” by Luigi Rosa- flickr

Scena: state per partire dalle ferie e perciò avete ritirato fuori la vostra chiavetta per collegarvi ad internet, avete ricaricato la Sim e state provando a collegarvi ad Internet, quando vi esce il seguente messaggio:

“Modem o altro dispositivo di connessione sul computer remoto non funzionante. Connessione non riuscita.”

A me è successo con una chiavetta di Onda Communication e una Sim della Wind. Avevo già ricaricato la Sim e Wind aveva già scalato dal credito l’importo per la navigazione di un mese. Quando però  mi provavo a collegare mi usciva il messaggio incriminato… Dopo aver controllato la configurazione della chiavetta e dopo aver reinstallato i driver e i software in dotazione, quando  ormai stavo per gettare la spugna, ho affidato le  mie ultime speranze a Google e a furia di cercare ho scoperto l’arcano…

Non c’entrano niente modem, connessioni, computer remoti e altre diavolerie… Nonostante che abbiate già pagato per il collegamento, Wind non vi fa collegare perchè il credito sulla vostra Sim è a ZERO. D’altra parte io non uso tale Sim per chiamate telefoniche ma solo per andare su internet, per cui pensavo che avendo già pagato avrei potuto navigare liberamente…

E’ bastato fare una ricarica minima e… voilà il collegamento adesso funziona! Non potevano scrivere un messaggio più chiaro invece di tirare in ballo  connessioni, modem e computer remoti? Cosa non si farebbe per spillare soldi e far incasinare le persone….