Angelo Raffaele Meo e la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

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Foto “Gospel Lectionary, The feeding of the five thousand, Walters Manuscript W.535, fol. 107r” by Walters Art Museum Illuminated Manuscripts – flickr

Alcuni bei post che ho letto sul blog di bloodyivy e che parlano della storia e delle tematiche relative al copyright mi hanno fatto tornare in mente un’interessante e divertente conferenza sullo stesso tema del Prof. Angelo Raffaele Meo a cui ho assistito una decina d’anni fa. Meo è un professore del Politecnico di Torino (adesso in pensione) che è stato uno dei pionieri dell’informatica italiana, quando il nostro paese era all’avanguardia e nel mondo i computer li facevano solo in due: Ibm in USA e Olivetti in Italia.

Sul tema del Copyright Meo esordiva leggendo la storia del miracolo dei pani e dei pesci nel quale Gesù, partendo da cinque pani e due pesci, sfamò 5.000 persone e ne avanzarono 12 ceste… Ecco, con la tecnologia attuale (Cd, DVD, Streaming, you tube, condivisione, P2P, clouding, Ebook etc…), siamo riusciti ad effettuare la moltiplicazione dei pani e dei pesci di quasi tutti i prodotti culturali. Uno scrittore, un musicista, un regista possono, con un pc e con la rete, diffondere le loro creazioni in tutto il mondo in infinite copie a costi bassissimi (quasi zero), raggiungendo qualsiasi potenziale fruitore senza la necessità di nessun intermediario come gli editori. Con una stampante 3d, si possono già adesso condividere e moltiplicare persino le sculture!

Nella storia umana l’unica rivoluzione che assomigli a quella attuale è stata quella della stampa a caratteri mobili di Gutenberg. Secondo wikipedia (qui) a 50 anni dall’invenzione della stampa erano già stati prodotti 30.000 titoli con una tiratura superiore a 12 milioni di copie. Come prima conseguenza Meo raccontava che la categoria dei frati amanuensi si estinse più o meno come fecero i dinosauri e, se all’epoca fosse esistito, il sindacato dei frati avrebbe potuto sbraitare quanto voleva ma sempre all’estizione della categoria si sarebbe arrivati… La stessa situazione si sta ripetendo adesso: gli editori potranno farsi fare le leggi che vogliono, potranno multare i ragazzini che scaricano i film on line, ma alla lunga il loro destino è pari a quello dei fabbricanti di carrozze o degli stagnini: superati dai tempi e dalle tecnologie.

Alcuni degli interlocutori chiedevano al Prof. Meo come camperanno gli artisti il giorno in cui libri, cd, film saranno completamente gratuiti e scaricabili in rete. Meo sorrideva e chiedeva alla platea come campava, senza mai aver fatto un disco, Mozart nel 1700. O come, da modeste origini, diventarono ricchi Verdi o Rossini. Semplicemente suonando dal vivo! Gli attori recitando in teatro e gli autori di libri facendo gli ospiti a pagamento nei salotti letterari, oppure in quelli della Bignardi o della De Filippi! Meo ci metteva pure il carico da 90 chiedendo da quanti anni l’uomo suona e da quanti anni gli editori fanno i dischi. L’uomo suona pifferi di osso da quando stava nelle caverne mentre gli editori fanno i dischi solo dall’invenzione del grammofono, cioè solo da un centinaio di anni.

Insomma gli editori avevano un senso quando la cultura necessitava di un supporto fisico (disco, libro), serviva della materia prima per produrlo (carta, vinile) e dei furgoni per distribuirlo… Se la cultura diventerà sempre più bene immateriale che girerà sulle autostrade digitali e se (preferibilmente) verrà prodotta con Licenza Creative Commons, gli editori faranno la fine dei Tirannosauri anche se, prima di estinguersi totalmente, qualche colpo di coda in qua e là continueranno a menarlo…

Se poi  anche voi volete contribuire a questa rivoluzione e magari darle un’accellerata vi invito a pubblicare i vostri blog con una licenza Creative Commons e magari anche ad ascoltare un po’ di musica creative commons su Jamendo oppure una webradio italiana come Reset Radio.

Astrosamantha? …Ma anche no!

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Foto “Capsule 2” by Jarlo – flickr

Come mi giro sul web mi imbatto continuamente nelle avventure di Astrosamantha dalla base spaziale. Credo sinceramente che Samantha Cristoforetti stia facendo un ottimo lavoro di ricerca scientifica ma non mi piace per niente l’uso di Astrosamantha che stanno facendo i mezzi di comunicazione italiani.

Tranne alcune rubriche specialistiche (tipo TGR Leonardo di Raitre o altre sulla carta stampata) che raccontano gli esperimenti scientifici, gli altri stanno trasformando Astrosamantha in una sorta di clown. Samantha che gioca con i mandarini, Samantha che fa roteare il microfono in una finta diretta durante Sanremo  (lo sapevate che l’intervista con Carlo Conti era registrata?), Samantha in radio con Fiorello, Samantha che fa le foto, per finire con Rainews che, con un sondaggio,  vi permette di scegliere con quale canzoncina si sveglierà Samantha la mattina…

Insomma, in un paese alla deriva, con la disoccupazione alle stelle, milioni di italiani sotto la soglia di povertà, la politica che sta smantellando la costituzione,  la corruzione impunita e le guerre che si preannunciano, la faccia pulita e l’ottimo lavoro di Samantha, stanno diventando (loro malgrado) un arma di distrazione di massa. Quella che sarebbe un’eccellenza italiana è stata trasformata in un gadget per tener distratto il popolino al pari di Sanremo, del Campionato di calcio, dell’Isola dei famosi o del gossip vipparolo… E già mi immagino cosa succederà quando Samantha tornerà a casa… ospitate ovunque, come se fosse il giro delle sette chiese: da Renzi e Mattarella alla Clerici, da Fazio alla De Filippi, dalla Bignardi alla D’Urso, per non dimenticare Bruno Vespa (con plastico annesso)… E poi forse, ma solo alla  fine di tutto il pellegrinaggio, magari pure da Piero e Alberto Angela.

Purtroppo le cose che succedono sul suolo italico son troppo più “interessanti” del folclore interstellare. Le avventure di Astrosamantha? Ma anche no!

Torna m’illumino di meno.

Logo M'illumino di meno dal sito di Caterpillar

Logo M’illumino di meno dal sito di Caterpillar

Domani, 13  Febbraio 2015 ritorna “M’illumino di meno”  la consueta giornata dedicata al risparmio energetico che da 13 anni è organizzata dalla trasmissione di RaiRadio2 “Caterpillar”.

Domani sera è chiesto a tutti di effettuare un piccolo gesto simbolico per la riduzione del consumo di energia elettrica. Ogni buona pratica va benissimo: da spegnere le luci in casa a sostituire una lampadina a incandescenza con una a led, a qualsiasi azione più o meno creativa che incarni lo spirito della giornata e contribuisca ad un uso delle risorse sostenibile e allo stesso tempo “luminoso”. Che ne dite ad esempio di una cena a lume di candela o di una passeggiata in centro sotto le stelle?

Trovate maggiori informazioni su questa pagina internet della trasmissione Caterpillar e potete segnalare il vostro piccolo gesto inviando una mail all’indirizzo millumino@rai.it

Mi raccomando, quando lasciate una stanza spegnete sempre la luce e, come diceva Nick Carter: “L’ultimo chiuda la porta!” (se questa non l’avete capita vuol dire che siete molto giovani… beati voi!)

Eravamo una massa d’ignoranti…

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Foto “Berlusconi vai via” by NELA.LAZAREVIC – flickr

Oggi, (forse) si conclude un ventennio ed è abbastanza normale che venga paragonato all’altro ventennio… quello dei nostri nonni…

Ricordo che negli anni ’70, quando io facevo le scuole medie andava di moda studiare la storia recente intervistando i propri nonni e facendosi  raccontare la prima e la seconda guerra mondiale. Ricordo di aver registrato, in qualche audiocassetta ormai persa,  mio nonno e di avergli chiesto come gli italiani avessero potuto seguire e approvare Mussolini e come, mia nonna avesse dato tranquillamente la propria fede matrimoniale in quell’operazione che si chiamava “Oro alla Patria”… Mio nonno scuoteva la testa e con vergogna diceva: «Eravamo una massa di ignoranti… il più istruito aveva si e no la terza elementare e poi la propaganda ci aveva fatto il lavaggio del cervello: i manifesti, la radio e, per chi poteva permetterseli, i cinegiornali ci hanno convinto…»

Cosa risponderò io tra venti anni ai miei nipoti quando mi chiederanno come abbiamo potuto sopportare il ventennio berlusconiano? Dirò: «Siamo andati a scuola, abbiamo studiato eppure ci hanno fatto il lavaggio del cervello lo stesso. Al posto dei cinegiornali ci hanno propinato le tv commerciali, il Drive in, le ragazze cin cin, la Champions league, gli yuppies,  i guadagni facili in Borsa, le veline,  i villaggi turistici, gli outlet, i telefonini e i suv da cambiare ogni 6 mesi. Così ci hanno trasformati di nuovo in una massa di ignoranti… Ignoranti, ma col diploma o la laurea dimenticati nel cassetto.»

E poi penserò agli anni successivi, a un nuovo e ulteriore tragico ventennio dove al posto del cinegiornale e della tv ci sarà stato lavato il cervello con facebook, twitter, instagram e dove, al posto dell’uomo di Predappio e a quello di Arcore, sarà subentrato l’uomo di Rignano sull’Arno.

Cambiano le tecnologie ma in fondo, restiamo sempre una massa d’ignoranti… e ci beviamo il primo che, in maniche di camicia, ci abbindola con le sue promesse…

Aggiornamento delle 23.58…

Beccatevi pure il video della Sora Cesira e fatevi due risate!

Ti presento un amico… 8° Edizione.

Locandina

Locandina “Ti presento un amico” dal blog di Trisomia21

Ritorna a Firenze “Ti presento un amico”, lo spettacolo di varietà i cui proventi vanno a favore di Trisomia 21, l’associazione che lavora  per favorire il migliore sviluppo delle persone con Sindrome di Down e la loro integrazione sociale e che molti blogger hanno conosciuto alcuni anni fa in occasione della campagna di boicottaggio di Gardaland.

Sabato 5 Ottobre 2013 alle ore 21.00, presso il Mandelaforum, si terrà l’ottava edizione di “Ti presento un amico”. La serata sarà presentata da Alessandro Masti e Gaia Nanni e vedrà la partecipazione di:

Il biglietto di ingresso costa 10€ e sarà interamente devoluto a Trisomia 21 (gli artisti partecipano gratuitamente). Prevendite nel circuito BoxOffice, alla sede di Trisomia 21 oppure Sabato direttamente alla cassa del Mandelaforum…

E visto che alcuni di questi personaggi hanno già partecipato a “Ti presento un amico” vi metto due video dell’edizione del 2011.

Paolo Migone

Funk off

Da oggi ho girato la manopola della sintonia…

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Foto “08/05/2010 Notte blu” by Europe Direct Firenze – flickr

Da anni sono un ascoltatore di Controradio, una radio della sinistra fiorentina, che fa musica non banale, che copre con i notiziari la cronaca locale e che è (o almeno diceva di essere), equa, solidale,  attenta al sociale, al mondo del volontariato e così via… Tra l’altro è una radio che si vanta di essere nel circuito di Radio Popolare Network. Pur di ascoltare una  voce onesta come pensavo che fosse Controradio, a volte mi sono sorbito anche certa musica inascoltabile di gruppi tirati fuori da chissà quali cantine e destinati a rientrarvi, dopo aver bruciato come un inutile fuoco di paglia. Pensavo fosse il prezzo da pagare per ascoltare quella che una volta si sarebbe chiamata una “radio libera”…

E invece ho scoperto che la radio non sarebbe ne’ equa, ne’ solidale e neppure tanto di “sinistra” se, come ho letto su varia stampa locale, ha deciso di mettere alla porta una propria giornalista a cui è scaduto il contratto, senza alcuna reale motivazione, nonostante la radio non sia in uno stato di crisi tale da giustificare questo licenziamento. Una radio che si proclama equa, solidale, che campa su tanti finanziamenti pubblici e sul tesseramento di tanti singoli ascoltatori ai quali viene chiesto insistentemente l’obolo annuale della campagna chiamata “il Controradio club”, non dovrebbe comportarsi come un editore qualsiasi… non dovrebbe predicare bene nell’etere e poi razzolare male nel segreto delle proprie stanze…

In effetti molti ascoltatori si stanno indignando… Io, tanto per cominciare, ho girato  la manopola della radio e da stamani mi sono svegliato  con la musica di un’altra stazione… Poi toglierò a Controradio anche il “mi piace” dal mio profilo facebook e per il futuro seguirò come andranno gli eventi…

Per approfondire:

Lettera di Fiona Apple ai fan in Sudamerica.

Un paio di sere fa, mentre andavo a riprendere mia figlia dalle sue prove di ballo, ho ascoltato su Controradio la lettera che la cantautrice americana Fiona Apple ha mandato ai suoi fan per annunciare l’annullamento del suo tour previsto in Sudamerica. L’ho ricercata su Internet e ve la posto integralmente da quanto è commuovente.

Sono le sei del pomeriggio e sto scrivendo a poche migliaia di amici che non ho ancora incontrato. Sto scrivendo per chiedere loro di cambiare i nostri piani e incontrarci un po’ più tardi. Il motivo è questo.

Ho un cane, Janet, è malata da quasi due anni a causa di un tumore latente nel suo petto, che è cresciuto lentamente. Ha quasi 14 anni. Ce l’ho da quando aveva quattro mesi. All’epoca avevo 21 anni, ero ufficialmente adulta, e lei era la mia bambina.

È un pitbull, è stata trovata a Echo Park con una corda al collo e morsi sulle orecchie e la faccia. Era usata nei combattimenti tra cani per dare fiducia agli avversari. Ha quasi 14 anni e non l’ho mai vista iniziare una lotta, mordere qualcuno o persino ringhiare, e posso capire perché è stata scelta per quel ruolo. È una pacifista.

Janet è stato il legame più duraturo della mia vita adulta, è un dato di fatto. Abbiamo vissuto in molte case e siamo entrate a far parte di alcune famiglie, ma in realtà siamo sempre state io e lei. Lei ha dormito nel mio letto, la sua testa sul mio cuscino, e ha accolto la mia faccia in lacrime isteriche sul suo petto, circondandomi con le zampe, ogni volta che il mio cuore si è spezzato, il mio spirito fiaccato o soltanto perso, e col passare del tempo sono diventata io la figlia, mentre mi addormentavo con il suo mento appoggiato sulla mia testa.

Stava sotto il pianoforte mentre scrivevo canzoni, abbaiava ogni volta che cercavo di registrare qualcosa ed è stata in studio con me tutto il tempo mentre registravamo l’ultimo disco. L’ultima volta che sono tornata dalla fine di un tour era vivace come sempre, è abituata a me che me ne vado per poche settimane ogni sei o sette anni.

Janet Ha il morbo di Addison: per lei viaggiare è pericoloso perché ha bisogno di iniezioni regolari di cortisolo, perché reagisce allo stress e all’eccitazione senza gli strumenti psicologici che trattengono molti di noi dall’andare letteralmente nel panico. Nonostante tutto questo, è spontaneamente gioiosa e giocherellona e ha smesso di comportarsi come un cucciolo soltanto tre anni fa.

È la mia migliore amica, mia madre, mia figlia, la mia benefattrice ed è lei che mi ha insegnato cos’è l’amore. Non posso venire in Sudamerica. Non adesso. Quando sono tornata dopo l’ultima parte del tour americano, è stato molto molto diverso. Non aveva neanche più voglia di camminare. Lo so che non è triste per la vecchiaia o la morte. Gli animali hanno l’istinto di sopravvivenza, ma non hanno il senso della mortalità e della vanità delle cose. Per questo sono molto più presenti delle persone.

Ma so che si sta avvicinando al punto in cui smetterà di essere un cane e diventerà, invece, parte del tutto. Sarà nel vento, nella terra, nella neve e dentro di me, in qualunque posto vada. Non posso lasciarla proprio adesso, cercate di capire. Se me ne vado di nuovo, ho paura che morirà e non avrò l’onore di cantare fino a farla addormentare, di accompagnarla mentre se ne va.

Qualche volta impiego venti minuti per scegliere quali calzini indossare a letto. Ma questa decisione è stata istantanea. Ci sono scelte che facciamo, che ci definiscono. Non sarò la donna che mette la sua carriera davanti all’amore e all’amicizia. Sono la donna che sta a casa e cucina per la sua amica più vecchia e cara. E la aiuta a stare bene, la conforta, la fa sentire al sicuro e importante.

Molti di noi temono la morte di una persona cara. È la triste verità della vita, che ci fa sentire impauriti e soli. Vorrei che potessimo anche apprezzare il tempo che c’è prima della fine del tempo. So che sentirò la più travolgente conoscenza di lei e della sua vita e del mio amore per lei, negli ultimi momenti. Ho bisogno di fare l’impossibile per trovarmi lì per questo. Perché sarà l’esperienza di vita più bella, intensa, arricchente che ho vissuto finora. Quando morirà.

Così resterò a casa e la ascolterò russare e respirare pesantemente, a godermi il respiro più puzzolente e più brutto che sia mai provenuto da un angelo.

Vi chiedo la vostra benedizione.

Ci vediamo,

Con affetto,

Fiona

traduzione del messaggio postato dalla cantante Fiona Apple su facebook e ridiffuso da vari siti internet.