Cos’è la sinistra…

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Foto “Sono un pedone” by Elena Torre – flickr

Stavo leggendo on line le solite considerazioni post-elettorali su chi ha vinto e chi ha perso alle amministrative dell 11 Giugno. Tra una marea di articoli fotocopia con le solite analisi da tre soldi, mi ha colpito un post bellissimo di Massimo Pillera pubblicato su “Il fatto quotidiano”. E’ stata una sorpresa perchè il titolo non prometteva niente di buono: “Sinistra renziana e follia grillina, perché i partiti italiani soffrono di ludopatia” e invece il contenuto va aldilà del risultato di questi giorni.  Vi metto alcuni stralci, togliendo i riferimenti alle elezioni di questa settimana, per dimostrare che il bello di questo articolo è l’essere universale e senza tempo…

“Sinistra renziana e follia grillina, perché i partiti italiani soffrono di ludopatia” di Massimo Pillera.

Jeremy Corbyn e Bernie Sanders ci danno una lezione storica che dovremmo mettere a frutto qui da noi. Le loro storie ci interrogano sul significato profondo di una domanda: cosa significa vincere o cosa significa perdere, in questa epoca? E’ un vincitore Donald Trump che oggi viene chiamato a chiarire al popolo americano se ha mentito? E’ un perdente Bernie Sanders che ha riempito di poster le stanze dei giovani americani, manco fosse il leader di una band rock? […]

Chi vince, quando muoiono in mare donne e bambini, considerati macchioline colorate sui sonar? Chi perde quando da un grattacielo di Shangai un manager senza sonno festeggia il suo ennesimo miliardo di utile pronto a svanire dopo pochi giorni nel caos dei grafici di borsa? […] Non esiste la vittoria come non esiste la sconfitta. Sono solo nostre semplificazioni, convenzioni mediatiche di cui ci serviamo per dare risposte all’ansia dei popoli che non sopportano i pareggi. […] La vita come un gioco, una gara che si vince o si perde, dimenticandosi che la vita si vive e basta… questo ci è concesso a noi umani.

La sinistra, quella vera, quella che magari è lenta ed ha il passo di chi sale in montagna, ha abbandonato la ricerca della vittoria a tutti i costi. Non si vince e non si perde. Si esiste e basta e si lotta e basta. La lotta di oggi può anche sembrare una sconfitta, ma la vecchietta che si arrampica sul bidone della differenziata per buttare nel contenitore del vetro la sua bottiglia, o il bambino che riprende il papà che butta il fazzoletto per strada, alla fine sono le vere vittorie. […]

La sinistra, vincerà perdendo, non è un suo difetto, è la sua essenza costitutiva. La sinistra unica entità non contagiata dalla ludopatia politica, avrà sempre un suo Corbyn, un Mandela, un Sanders, un Mujica, un Che sulle magliette, che riempiranno le stanze di giovani sognatori. E ci sarà sempre, lì dove si lotta contro una trivella o per salvare una spiaggia, o ad allungare un braccio per mettere in salvo qualcuno disperso in mare, o a somministrare un pasto caldo in una mensa, o a tenersi il volto in lacrime quando il monitor dice con la sua linea piatta che la vita è finita e bende e medicinali nell’ospedale non sono bastati per salvare il bambino finito sotto una qualsiasi maceria. La sinistra ci sarà sempre, perché sa bene che la vita non è un gioco, ma è la vita e basta. E’ uguale e bella per tutti. Sovrasta ogni altro valore.

Tratto dall’articolo “Sinistra renziana e follia grillina, perché i partiti italiani soffrono di ludopatia” di Massimo Pillera pubblicato su “Il fatto quotidiano”.

Se poi volete capire cosa c’entrino Renzi e Grillo con tutto ciò cliccando sul link potete leggere l’articolo completo…

AGGIORNAMENTO DEL 15/06/2017
Come avete visto sono indietro (di qualche post) nel rispondere ai commenti di tutti, perciò faccio qui una precisazione che vale per tutti coloro che stanno commentando questo post. La Sinistra per me é: Emergency, Amnesty International, i No tav, i contadini di Genuino clandestino e di Mondeggi, i No ttpi e i No Ceta, i No muos, Libera, il Commercio equo e solidale, la Banca Etica, Medici senza frontiere, Oxfam, Mani Tese, Emmaus, Survival International, Movimento Shalom, quelli di Stop Glifosato, quelli di Comune-info.net, gli spacciatori di pasta madre, gli inventori dei Kostnix, i Bookcrosser, i ciclisti di Critical mass, i Gruppi d’aquisto Solidale, etc…, etc… E quando penso a personaggi di sinistra penso a Gino Strada, Erri De Luca, Ascanio Celestini, Alex Zanotelli, Roberto Saviano, Don Ciotti, Pepe Mujica, Vandana Shiva, perfino Thich Nhat Hanh e poi il più a sinistra di tutti, quel gesuita tutto vestito di bianco… come si chiama? Quello argentino che abita a Roma? Ah si… Jorge Mario, detto Francesco per i compagni!

Risposta ad Aida (e non solo) sul post di ieri.

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Foto “Lake of Gold” by Tom Simpson – flickr

Il post di ieri ha avuto le sue interessanti reazioni e risposte, sia sul mio blog che su quello di aspirante runner che ringrazio per la condivisione. Avevo preparato una risposta, in particolare al lungo commento di Aida, ma visto che diventava piuttosto lunga ho pensato di farne un post, da dedicare soprattutto a chi ha usato il termine utopia…

Il mio primo lavoro serio (nel 1988) è stata l’informatizzazione di una ASL. Fino ad allora tutta la contabilità era gestita a mano, cioè con mega schede cartacee riempite con la biro Bic e i conti venivano fatti con quelle calcolatrici col nastro di carta che arrivava fino a terra, come nei fumetti di zio Paperone… Immaginate che ogni volta che facevi un conto, per essere sicuro di non aver sbagliato, lo dovevi rispuntare con un collega, cifra per cifra. L’informatizzazione e, più in generale tutta l’evoluzione tecnologica, hanno fatto si che dove prima lavoravano 10 persone oggi ne bastano 4 e in futuro magari ne basteranno 2.

Come hanno affrontato questa situazione sia il privato che il pubblico? Il privato semplicemente licenziando e aumentando la precarietà, il pubblico col blocco del turnover, cioè non rimpiazzando i dipendenti che vanno in pensione. I posti lasciati vuoti dai pensionamenti non vengono ricoperti oppure (in un numero molto limitato di casi) vengono ricoperti grazie alla mobilità interne, cioè al ricollocamento di altro personale pubblico in esubero, come ad esempio sta accadendo adesso con le ex-Province.

Se a ciò aggiungiamo l’innalzamento dell’età pensionabile è logico che nel pubblico (ma anche nel privato) le assunzioni saranno fatte sempre col contagocce creando il corto circuito segnalato nell’articolo di Mimmo Tringale. Meno lavoro per tutti e contemporaneamente ultra cinquantenni stressati inchiodati alla scrivania con la pensione sempre più lontana e giovani precari e disoccupati in strada, con in aggiunta un esercito di immigrati anch’essi in cerca di lavoro. E’ una guerra tra poveri voluta dal capitale economico-finanziario e avallata dai politici, tanto che come rilevano le statistiche, anche in occidente i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, compresa la classe media che da anni scivola piano piano verso la povertà.

Bisognerebbe quindi smettere questa guerra in cui i poveri perdono sempre, unire le forze e chiedere ad alta voce di lavorare meno e lavorare tutti!!! Per iniziare basterebbe dar credito e voce a quelle forze politiche, sindacali e culturali che portano avanti queste battaglie e che sono ignorate dai mass media in mano al capitale! Anche se sembra un’utopia, già parlarne è un passo avanti: magari noi non vinceremo però  potremo lottare e forse porre le basi per far vincere, se non i nostri figli, almeno i nostri nipoti…

E se non si lotta per le utopie per cosa si dovrebbe lottare? Forse per catturare i Pokemon?

Lavorare meno, lavorare tutti.

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Foto “Workers” by Justin Lynham – flickr

Il numero di Settembre 2016 del mensile “Terra Nuova” si apre col consueto editoriale del direttore Mimmo Tringale che è dedicato al tema della riduzione dell’orario lavoro, ovvero al lavorare meno per lavorare tutti. Trovo molto interessante che questo tema si riaffacci nel dibattito culturale e politico ed è curioso che a rilanciarlo siano i movimenti ecologisti e della decrescita felice piuttosto che la politica e i sindacati che, purtroppo, guardano proprio da altre parti… I politici pensano ad aumentare le ore di lavoro dei dipendenti pubblici (qui) mentre i sindacalisti intanto vanno in crociera e comprano Swarovski a spese dei lavoratori (qui e qui). Buona lettura!

Lavorare meno per lavorare tutti.

Mai come in questi ultimi anni il lavoro è diventato un’ossessione generalizzata. La società appare divisa in due mondi: i più giovani, colpiti da un tasso di disoccupazione vicino al 40%, e gli over 40, assillati da un carico di lavoro spesso eccessivo e poco gratificante… Le ragioni di questa situazione sono numerose e in gran parte note, ma come se ne esce? Le ricette propinate in questi anni per creare nuovi posti di lavoro, aumentare il Pil e uscire dalla recessione non sembrano aver colpito nel segno. E se la soluzione fosse lavorare meno, lavorare tutti? A riesumare il vecchio slogan in questi giorni è il libro “Utopia for realists: the case for a universal basic income, open borders and a 15-hour workweek” di Rutger Bregman, dove viene proposto un reddito minimo per tutti e un orario di 15 ore come soluzione alla disoccupazione e alla crescente povertà.

In verità, il dibattito sulla riduzione dell’orario di lavoro è vecchio quasi come la rivoluzione industriale. Già Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, aveva previsto un futuro di quattro ore lavorative al giorno. In tempi più recenti, Serge Latouche e Maurizio Pallante, ispiratori del movimento della decrescita felice, hanno rivolto una critica profonda al paradigma produttivo e consumistico. Concetti resi popolari da Beppe Grillo, che nel programma del Movimento 5 Stelle ha riproposto il lavorare meno, lavorare tutti in chiave ancora più radicale: una settimana lavorativa di appena 30 ore e un reddito di cittadinanza per tutti.

Solo utopie? In realtà, se si fa un’analisi dei paesi europei con tassi di occupazione oltre il 70%, si scopre che hanno tutti ridotto l’orario di lavoro. In Germania e Francia è passato dalle 1800 ore del 1990 alle attuali 1400. Anche Norvegia e Olanda hanno orari di 1400 ore, seguiti da Danimarca (1500 ore), Svezia e Finlandia (1600 ore). In fondo alla classifica troviamo Italia, Grecia e Spagna, con tassi di occupazione inferiori al 60% e orari di lavoro più lunghi: dalle 2034 ore della Grecia alle 1752 dell’Italia.

Sembrerebbe proprio che dove si lavora meno ore l’economia vada meglio. Su questa onda, la Svezia ha iniziato a sperimentare negli uffici pubblici un orario di sole 6 ore. Esperimenti che si stanno diffondendo anche nelle aziende private: nella sede di Göteborg della Toyota si lavora 6 ore al giorno da ormai tredici anni. Dai primi report sembrerebbe che i risultati siano estremamente positivi: maggiore produttività per l’azienda, più soddisfazioni e meno malattie per i lavoratori.

Sì, forse è ancora un’utopia, ma secondo Bregman con la riduzione dell’orario di lavoro e la concessione di un reddito minimo per tutti, migliorerebbero sia la qualità della vita, sia l’ambiente. Si ridurrebbe l’impatto ecologico, si combatterebbero disoccupazione, diseguaglianze economiche e di genere. Saremmo, insomma, tutti un po’ più felici e soddisfatti.

In più, aggiungiamo, nel tempo «liberato» dal lavoro potremmo essere più disponibili per il volontariato e per la gestione della cosa pubblica. Così, forse anche l’impegno politico potrebbe tornare a essere una passione, e potremmo liberarci dai professionisti della politica che tanti danni hanno fatto e stanno facendo al nostro paese.

 Di Mimmo Tringale, tratto dall’editoriale del Numero di Settembre 2016 di “Terra Nuova”.

p.s. Da alcuni mesi anche l’azienda dove lavora mia moglie ha deciso di chiudere il Venerdì pomeriggio, nonostante gli affari vadano bene. La ditta ha preso questa decisione perchè, rimanendo uguale la  produttività, risparmia di energia elettrica, riscaldamento, condizionamento etc… Peccato però che ai dipendenti quelle ore vengano sottratte dalle ferie!

Lo scandalo Hexavac: un vaccino inefficace per 2.500.000 di bambini?

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Foto “Vaccination Without Vaccine” by Truthout.org – flickr

C’è voluta un’interrogazione parlamentare di 6 senatori del Movimento 5 stelle e la copertina del settimanale “Il salvagente” della scorsa settimana per portare all’attenzione dell’opinione pubblica lo scandalo del vaccino esavalente Hexavac, prodotto dalla Sanofi Pasteur MSD e somministrato a 2.500.000 di neonati tra il 2000 e il 2005.

La storia del vaccino, che avrebbe dovuto proteggere i bambini da difterite, tetano, poliomielite, epatite B, pertosse ed emofilo tipo B, iniziò con la sua commercializzazione nell’anno 2.000, per le consuete vaccinazioni obbligatorie. Nel 2005 il  Comitato dell’Agenzia per i medicinali per uso umano (Chmp) sospese l’autorizzazione per l’Hexavac a causa di forti sospetti di inefficacia nella protezione a breve e lungo termine contro l’Epatite B.

Uno studio, condotto in 6 centri vaccinali italiani tra il 2008 e il 2009 i cui risultati furono pubblicati sulla rivista “Vaccine”, rilevò come solo il 60,1 per cento dei bambini vaccinati presentava un livello di anticorpi antiHBS maggiore di 10mlU/ml, valore attestante l’efficacia dell’immunizzazione.

Nel 2012 Sanofi Pasteur MSD ha ritirato dal commercio il vaccino Hexavac ma è rimasto il problema dei bambini vaccinati tra il 2000 e il 2005 , che è ritornato alla ribalta adesso con un nuovo studio su 750 bambini vaccinati dieci anni fa, iniziato lo scorso Gennaio e  che prevede una nuova rivaccinazione.

Come riportato dall’interrogazione dei senatori del Movimento 5 stelle e come testimoniato dall’intervista che “Il salvagente” ha fatto al pediatra  Eugenio Serravalle, ci sarebbero forti sospetti sulla sicurezza di una nuova vaccinazione per quel 60,1% di bambini che hanno comunque già sviluppato gli anticorpi contro l’Epatite B. In ogni caso, i 750 genitori che decideranno di far rivaccinare i propri figli riceveranno un un omaggio che comprende: un termometro digitale, un righello, una tessera identificativa ed un diario dove annotare la temperatura del bambino ed eventuali reazioni locali nei 14 giorni successivi all’iniezione.

Se per caso siete genitori o parenti di bambini nati tra il 2000 e il 2005 che potrebbero essere stati vaccinati con l’Hexavac parlatene col vostro pediatra di fiducia…

Per la scrittura di questo post mi sono avvalso di queste fonti (che potete consultare per approfondire)

AGGIORNAMENTO (retroattivo…)

Mentre stavo scrivendo questo post mi sono imbattuto in un altro caso simile, segnalato da “Informare per resistere” nel 2012. Il caso del vaccino esavalente Infanrix Hexa (Codice 34905) della ditta belga GlaxoSmithKline Biologicals s.a., lotto A21CB191B con data di scadenza 31-01-2014, che a causa di una probabile contaminazione batterica, dal 2012 è stato ritirato in molti paesi come Slovacchia, Spagna, Germania, Australia, Francia e Canada. Se avete vaccinato con l’esavalente dei bambini tra il 2012 e gennaio 2014, magari approfondite anche questa notizia…

Fonte di questo aggiornamento:

Burattini senza fili.

I’Vale e i’Leo sono due miei amici, grillini militanti. Quando li ho conosciuti il Movimento 5 stelle era ancora di là da venire e posso dire che i’ Vale e i’Leo sono due persone perbene, dalle quali comprerei una macchina usata. Da Beppe Grillo e da Casaleggio  penso che invece una macchina usata non la comprei mai, forse non comprerei nemmeno un triciclo!

Ora io mi immagino (e mi auguro per il bene dell’Italia) che i deputati e senatori eletti nel Movimento Cinque Stelle assomiglino di più a i’Vale e i’Leo che a Grillo e Casaleggio. Sono sicuro che i’Vale e i’Leo, se fossero in Parlamento, non riconsegnerebbero la nazione a Monti e Berlusconi, quelli che i grillini chiamano “Rigor Montis” e “Nano Malefico”. I’Vale e i’Leo si turerebbero il naso, userebbero il loro buon senso di precari e, con della sana diplomazia, tratterebbero da pari a pari con Bersani, per il bene del paese.

I grillini eletti in Parlamento ci hanno sempre ripetuto il mantra che loro sono cittadini come noi e che Beppe Grillo è solo il loro megafono. Ecco, adesso che la campagna elettorale è finita, è l’ora si spegnere il megafono, abbassare le urla e di mettersi a discutere attorno ad un tavolo del futuro di 60 milioni di italiani, con ragionevolezza.

La prima e forse più ardua sfida che attende i deputati e senatori del Movimento 5 stelle, è dimostrare all’Italia che ragionano con la loro testa, per il bene del paese e che non sono dei burattini i cui fili sono manovrati da Beppe Grillo e Casaleggio.

Cari deputati e senatori grillini, in questo periodo in cui state studiando intensamente per entrare in parlamento, prendetevi una pausa e ascoltatevi un disco, uscito quando molti di voi forse non erano ancora nati. Si chiama Burattino senza fili” ed è stato composto nel 1977 da Edoardo Bennato. Potrebbe tornarvi più utile di tanti tomi di diritto pubblico…

Cambio di stagione…

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Foto “Springtime / Kikelet” by Robi70 – flickr

Come recita l’adagio, noi Italiani siamo un popolo di santi, poeti, navigatori ma anche di commissari di calcio e da alcuni giorni pure di analisti politici. Dopo aver letto un po’ di tutto sui risultati elettorali, anch’io dico la mia sulle elezioni dello scorso week-end, partendo da alcuni numeri che ho trovato su internet:

Dal 2008 al 2013 la coalizione di centrodestra ha perso più di 8 milioni di voti. Nello stesso periodo il centrosinistra ha perso più di 3.5 milioni di voti. Monti ha ottenuto un risultato inferiore alle aspettative, facendo sparire Udc e Fli e la sinistra radicale resta ancora una volta fuori dal parlamento (fonte). In compenso, grazie soprattutto al Movimento 5 stelle e in parte anche al PD, abbiamo il Parlamento più giovane della storia repubblicana (età media alla Camera 45 anni, al Senato 53 anni) e quello con la maggiore percentuale di donne (32% alla Camera e 30% al Senato), il che non mi pare un male, anzi… (fonte)

Tenendo conto di questi dati faccio la mia modesta analisi.

L’elettorato di centrodestra doveva scegliere fra Monti e Berlusconi. Chi non ha voluto turarsi il naso si è astenuto o ha votato Grillo. Gli altri, secondo il mio modesto parere, si sono tappati le narici e hanno scelto quello che hanno forse ritenuto un male minore: fra un partito espressione delle banche e della grande finanza che si fa dettare la linea politica dalla Germania e il solito caravanserraglio berlusconiano, in disfacimento ma pur sempre tricolore, han scelto il partito patrio che almeno prometteva il rimborso dell’imu… Insomma, parafrasando il discorso di Fassino del 2009… se la Merkel vuole influenzare la politica italiana si faccia il suo partito “Zelta Cifika” e scenda in Italia, senza nascondersi dietro il fantoccio di Monti… E poi siamo sinceri: fra gli elettori inamovibili del Pdl ci sono categorie che, secondo me, si rispecchiano in Berlusconi: ad esempio, chi meglio di Silvio può tutelare il classico idraulico o dentista che non ti rilascia mai la fattura?

Da questa situazione ne discende una sonora lezione anche per il PD: a furia di inseguire il centro montiano e la destra, non solo il PD non prende i voti di Monti e di Berlusconi, ma perde molti più voti fra il suo elettorato tradizionale. La lezione farà bene a ricordarsela soprattutto Matteino Renzi  che  ha sempre tirato il Pd a destra… E’ l’ora che la sinistra capisca che, con la crisi che ci attanaglia, continuare ad andare verso il neoliberismo alla Blair è semplicemente una mossa suicida… D’altra parte se il reddito di cittadinanza  e la riduzione dell’orario di  lavoro le propone Grillo e non il PD e poi Grillo vince le elezioni, una ragione ci sarà.

A sinistra, almeno a vedere qui a Firenze,  da anni c’è un bel fermento: movimenti per il diritto all’acqua pubblica e i beni comuni, contro le grandi opere, per la legalità, per i diritti dei precari, per la tutela delle minoranze, per l’ambiente, per  le economie alternative (gruppi acquisto solidale, commercio equo, scec, etc…). Tutte persone semplici ma impegnate, volontari che si fanno e si sono fatti un mazzo così e che nel migliore dei casi sono stati ignorati dai partiti della sinistra, quando non sono stati bellamente offesi e presi in giro, soprattutto da quei membri del PD che, chiusi nelle loro stanze, erano  impegnati al governo delle città (e magari anche di qualche fondazione bancaria).

Insomma c’è una marea di gente  e soprattutto di idee di futuro che, vedendosi chiuse le porte in faccia dai partiti tradizionali della sinistra, hanno trovato uno sbocco e orecchie attente alle loro istanze solo nelle liste civiche e nei movimenti, a partire da quello dei 5 stelle. E così mentre il PD rincorreva Monti e mentre la sinistra radicale, con lo sguardo rivolto al passato, rimetteva insieme i soliti vecchi cocci di Rifondazione e dei Comunisti Italiani e riproponeva l’ennesimo magistrato in politica, molte persone di sinistra, evidentemente affamate di futuro,  hanno votato Beppe Grillo.

Dopo questo terremoto elettorale, Bersani ha in mano il destino dell’Italia: attaccarsi al vecchio (Berlusconi, Napolitano e Monti) e continuare a scivolare verso il baratro oppure accettare la sfida di Grillo e sterzare verso un futuro ignoto, difficile e in salita. Se contemporaneamente Grillo la smettesse con le sue offese e boutades, assumesse un tono più istituzionale e alla fine i due si mettessero d’accordo,  forse il futuro potrebbe essere portatore di speranze…

Piccola guida tecnica per non buttare via il voto alle prossime elezioni politiche.

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Foto “Il tristo destino della democrazia” by Boch – flickr

Fra poco più di una settimana saremo chiamati alle urne ed ognuno voterà quello che più gli  pare e piace: … Ci sarà chi voterà col cuore, chi con la  ragione, chi con la pancia e chi col portafoglio. Aldilà di qualsiasi considerazione su partiti e candidati, lo scopo delle elezioni è quello di votare chi ci rappresenterà nel prossimo parlamento e quindi vale la pena prestare un po’ di attenzione a quell’aspetto tecnico che sono le soglie, perchè molti elettori rischiano di votare partiti e persone che non entreranno ne’ alla Camera, ne’ tantomeno al Senato e quindi, per colpa di una legge elettorale pessima, il loro voto potrebbe andare perso, buttato via…

Leggiamo cosa è scritto sul sito della Camera dei Deputati:

Per poter accedere all’assegnazione dei seggi alla Camera, sono previste soglie calcolate sul totale dei voti validi a livello nazionale, pari al 10 per cento per le coalizioni, al 2 per cento per le singole liste che aderiscono ad una coalizione, al 4 per cento per le liste non coalizzate e per quelle le cui coalizioni non hanno raggiunto il 10 per cento. Per il Senato le percentuali di soglia sono più alte: rispettivamente il 20, il 3 e l’8 per cento, calcolate su base regionale, anziché a livello nazionale.

tratto dalla pagina “Elezioni politiche 2013 – Manuale elettorale” dal sito della Camera dei Deputati.

Vediamo un po’ come saranno composte le liste elettorali per la Camera e per il Senato (mi baso sulle liste elettorali della Toscana come pubblicate sul sito del Comune di Campi Bisenzio – qui Camera qui Senato).

Elezioni alla Camera dei Deputati

Coalizioni – La coalizione elegge rappresentanti se supera il 10% dei voti, il singolo partito interno alla coalizione se supera il 2% dei voti (calcolo a livello nazionale).

  • Centrodestra (Fratelli d’Italia, Popolo della Libertà, Lega Nord, La Destra, Mir Moderati in Rivoluzione)
  • Centrosinistra (Centro Democratico, Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà)
  • Centro (Futuro e Libertà, Unione di Centro, Scelta Civica con Monti)

Partiti Singoli non coalizzati – Eleggono rappresentati se il partito supera il 4% (calcolo a livello nazionale)

  • Movimento 5 Stelle
  • Io Amo l’Italia
  • Partito Comunista dei Lavoratori
  • Lista Amnistia Giustizia e Libertà
  • Forza Nuova
  • Casapound Italia
  • Rivoluzione Civile
  • Fare per fermare il declino

Elezioni al Senato della Repubblica

Coalizioni – La coalizione elegge rappresentanti se supera il 20% dei voti, il singolo partito interno alla coalizione se supera il 3% dei voti (calcolo a livello regionale)

  • Centrosinistra (Centro Democratico, Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà)
  • Centrodestra (la Destra, Mir Moderati in rivoluzione, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Il popolo della Libertà)

Partiti Singoli non coalizzati – Eleggono rappresentati se il partito supera l’8% (calcolo a livello regionale)

  • Movimento 5 stelle
  • Con Monti per l’Italia
  • Casapound Italia
  • Forza Nuova
  • Partito Comunista dei Lavoratori
  • Lista Amnistia Giustizia e Libertà
  • Rivoluzione Civile
  • Fare per fermare il declino

Basiamoci sull’ultimo sondaggio fatto dal TG di La 7 e vediamo chi potrebbe entrare alla Camera, superando la soglia (qui trovate le slide del sondaggio)con alcune correzioni tratte dal sondaggio di SKY TG 24 (qui le slides)

  • Centrodestra: totale 28.5% – Passerebbero: Popolo della Libertà e Lega Nord. Non prenderebbero nessun deputato perchè sotto soglia:  Fratelli d’Italia,  La Destra, Mir Moderati in Rivoluzione.
  • Centrosinistra: totale 35% – passerebbero Partito Democratico e  Sinistra Ecologia e Libertà. Non prenderebbe nessun deputato perchè sotto soglia: Centro Democratico.
  • Centro: totale 14,1% – Passerebbe Scelta Civica con Monti. Non prenderebbero nessun deputato perchè sotto soglia: Futuro e Libertà e Unione di Centro. Secondo il sondaggio di SKY TG24 l’Unione di Centro potrebbe superare la soglia col 3,3% e quindi eleggere qualche deputato.
  • Movimento 5 Stelle passerebbe col 16%
  • Rivoluzione Civile sarebbe in bilico (Mentana/La7 lo dà fuori col 3,5%, altri sondaggisti lo danno al 4,2%, Sky tg 24 lo darebbe al 5%).
  • Tutti gli altri non entrerebbero alla Camera perchè non raggiungerebbero la soglia minima: Io Amo l’Italia, Partito Comunista dei Lavoratori, Lista amnistia Giustizia e Libertà, Forza Nuova, Casapound Italia, Fare per fermare il declino.

Situazione al Senato, sempre basandosi sui sondaggi di La7 e SKy TG24

Prenderebbero Senatori soltanto i seguenti Gruppi: Partito delle Libertà, Lega Nord, Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Movimento 5 Stelle e Scelta Civica con Monti.

Conclusioni.

Prima di decidere cosa votare, se volete che il vostro voto elegga un parlamentare che vi rappresenti fate bene due conti. Faccio 3 esempi:

  • Se votate “Fare per fermare il declino” molto probabilmente butterete via il vostro voto, sia alla Camera che al Senato perchè quasi sicuramente non raggiungerà lo sbarramento.
  • Se avete intenzione di votare “Rivoluzione Civile” il vostro voto sarà preziosissimo alla Camera per raggiungere e superare la soglia minima del 4%, mentre sarà buttato via al Senato perchè difficilmente il partito raggiungerà l’8%
  • Se avete intenzione di votare per la Coalizione di centro, molto probabilmente l’unico voto che porterà sicuramente rappresentanti in Parlamento sarà quello alla Lista di Monti.

Detto questo non è peregrina l’idea di votare un partito alla Camera ed uno differente al Senato, facendo due calcoli sulle soglie. Ad esempio, se vi ritenete di sinistra, potreste votare Rivoluzione Civile alla Camera e Sinistra Ecologia e Libertà oppure 5 Stelle al Senato. Analoghe considerazioni valgono sia per il Centrodestra che per il Centrosinistra che per il Centro.

Fate il vostro gioco!