Tagliandi.

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Foto “Mechanic” by Free for Commercial Use – Flickr

La scorsa settimana sono andato dal medico di base per farmi segnare le analisi del sangue e, dal momento che il dottore era in ferie, mi sono imbattuto nella sostituta. Che non ho molta fiducia in tutta la classe medica forse l’avete già capito da precedenti post, però dovendo scegliere, ho molta più fiducia nei medici giovani. Sono appena usciti dall’Università quindi dovrebbero essere freschi di studio e ben aggiornati, di solito parlano e ascoltano i pazienti volentieri e non sono ancora diventati quelle “ciniche-macchinette-spara-ricette-e-avanti-un-altro…”. Insomma ero proprio ben disposto e oltretutto, essendo la dottoressa anche molto carina, la lancetta della fiducia era quasi al massimo.

Chiedo alla dottoressa di fare le analisi che avevo fatto lo scorso anno (le classiche, colesterolo, trigliceridi, urine, etc… etc…) cosicché si mette a digitare sul computer e dopo un po’ mi dice: «Le analisi dello scorso anno andavano bene, perciò lei non dovrebbe farle. Le analisi si fanno ogni due anni». Ed io: «Mah veramente le faccio ogni anno, giusto  per controllo e il dottore me le ha sempre segnate senza problemi». La dottoressa insiste e io, prevedendo un pippone, metto subito le mani avanti: «Guardi che di solito io tutti gli anni faccio anche un eco-addome completo, una visita dal cardiologo con ecocolordoppler cardiaco  e vado pure dall’oculista». La dottoressa tira fuori il sorriso cinico e smagliante di chi la sa lunga e con sufficienza fa la sua diagnosi: «Ho capito, lei è uno di quelli paurosi!» Che io sia pauroso non ho problemi a confermarlo ma ho le mie buone ragioni e infatti le metto sul tavolo come se calassi l’asso di briscola per prendere un altro carico… «Vede dottoressa, più che pauroso io sono il marito di una signora che 10 anni fa, facendo una banale ecografia per controllare i calcoli alla cistefellea ha trovato un tumore maligno, totalmente asintomatico, al rene sinistro. Se oggi è sana e salva e non sotto due metri di terriccio lo deve a quell’ecografia fatta quasi per caso». Fortunatamente nel frattempo la stampante aveva fatto uscire la prescrizione delle mie analisi, per cui le ho prese, ho salutato e sono uscito dall’ambulatorio pensando, che la dottoressa, giovane per età forse come medico era più vecchia del titolare dell’ambulatorio…

A questo punto io mi domando: se per la caldaia del metano tutti gli anni vanno fatti i controlli, se all’automobile ogni anno si fa il tagliando, è così da marziano pensare che uno che ha passato il mezzo del cammin della sua vita, voglia fare una volta l’anno un tagliando a quella macchina che è il suo corpo?

P.S. Ci tengo a precisare che, visti i costi dei ticket e i tempi di attesa, molti di questi esami li faccio privatamente, quindi non gravo nemmeno sul SSN, che non dovrebbe far altro che ringraziarmi! Tanto per capirsi coi soldi spesi per il ticket delle analisi potevo portare a cena fuori tutta la famiglia… E poi ci scassano gli zebedei con la prevenzione!

Un libro: “Dove comincia la foresta vergine” di Albert Schweitzer.

Foto presa da Internet

Foto presa da Internet

E’ tanto tempo che non pubblico recensioni di libri: ultimamente ho letto alcune antologie di letteratura francese e anglo-americana in lingua originale e altri saggi che ritengo poco interessanti da recensire.

Riparto con “Dove comicia la foresta vergine” del premio Nobel per la pace del 1952  Albert Schweitzer. Il libro è stato pubblicato originariamente nel 1921 ed ha avuto altre due edizioni nel 1923 e nel 1951. In Italia è stato pubblicato la prima volta dalle Edizioni di Comunità nel 1959 alla quale è seguita nel 2011 questa ristampa delle Edizioni San Paolo.

Il libro è un diario in cui il medico, teologo luterano, nonchè organista Albert Schweitzer  racconta il suo primo viaggio e la sua prima permanenza in Africa con la moglie. Dal 1913 al 1918 la coppia vive nella missione protestante di  Lambaréné dove Schweitzer apre il primo ospedale del Gabon, riadattando un vecchio pollaio. I rapporti (all’inizio tesi) con gli abitanti del luogo, le malattie e le peripezie per curarle, le operazioni chirurgiche nella foresta, la vita della missione protestante: insomma è la storia quotidiana di un medico di cento anni fa nell’Africa nera, mentre in Europa scoppiava la prima guerra mondiale. E come sottofondo ha la musica d’organo di Bach, di cui Schweitzer è stato uno dei migliori esecutori del suo tempo e che il dottore suonava la sera, sotto la veranda, dopo aver passato la giornata ad operare e medicare decine di fratelli neri…

Una bella storia di solidarietà e fratellanza in un libro piacevole da leggere, in certe parti un po’ antiquato, quasi alla Salgari, ma che illustra bene la figura e le idee di questo medico, nonchè filosofo e teologo del ‘900.  Una lettura che mi ha fatto venire la voglia di approfondire la conoscenza di Albert Schweitzer,  magari cercando i suoi scritti successivi: quelli più filosofici o etici oppure la corrispondenza tra lui e Albert Einstein sui temi della minaccia atomica. Vi lascio con un estratto dall’ultimo capitolo di questo libro, ricordandovi che questo è un testo del 1923.

[…] Noi siamo dei privilegiati: quando in casa nostra qualcuno cade ammalato si chiama subito il medico o, se è necessaria un’operazione, la porta di una clinica ci si spalanca immediatamente davanti. Ma ognuno di noi dovrebbe pensare a quei milioni di esseri umani che soffrono in questi paesi senza speranza di soccorso.[…] Cerchi qualcuno di immaginare quale sarebbe stata la storia della sua famiglia negli ultimi dieci anni, se avesse dovuto vivere senza l’assistenza di un medico. […]

Quelli che hanno imparato per esperienza che cosa sia l’angoscia e il dolore fisico sono uniti in tutto il mondo da un legame misterioso. […] [Chi] ha fatto conoscenza colla sofferenza e l’angoscia deve ora spingersi aldilà di esse, contribuendo nella misura del possibile alla salvezza altrui poichè anche lui è stato salvato. […] L’uomo che è stato sottratto alla morte o alle torture della sofferenza con un’operazione chirurgica deve offrire il suo aiuto a coloro che vivono sotto il dominio della morte e del dolore, perchè il benefico anestetico e il bisturi pietoso possano cominciare la loro opera.

Ogni madre che deve all’assistenza medica se il suo bimbo appartiene a lei e non alla fredda terra, pensi alla povera madre che non ha potuto, come lei,  essere risparmiata perchè non aveva un dottore. […] Le sofferenze che ho visto mi danno tuttavia coraggio e la mia fiducia è incrollabile perchè ho fede nell’umanità. […] Voglia Iddio  che schiere sempre più numerose di medici siano inviate ai quattro angoli della terra dalla confraternita di coloro che il dolore ha segnato col suo marchio.

tratto dal libro “Dove comincia la foresta vergine” di Albert Schweitzer

Ananas per le risonanze magnetiche.

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Foto “pc ananas 1971” by janwillemsen – flickr

Dopo due post deprimenti sulle condizioni della politica e del lavoro è meglio cercare qualche buona notizia, giusto per tirarsi su e scoprire che, per fortuna, l’Italia non è soltanto quella dei politici.

Da due anni all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna viene usato come mezzo di contrasto per le risonanze magnetiche al fegato e alle vie biliari del normalissimo succo di ananas puro al 100%. Oltre 800 persone hanno affrontato la risonanza dopo aver bevuto due semplici bicchieri di succo d’ananas.

Il primo vantaggio è per i pazienti, che bevono un alimento naturale e atossico al posto del lumirem, ovvero di un mix  ferro, metile e propile paraidrossibenzoato di sodio.

Il secondo vantaggio è per le casse della Asl che è passata da una spesa annua di 14.000€ per il Lumirem a soli  380€  per il succo d’ananas.

Pare che secondo la letteratura scientifica anche altri succhi possano prestarsi allo scopo, più o meno per tutte le radiografie e risonanze che  richiedono il mezzo di contrasto: il mirtillo nero, la mela rossa, l’uva, la mora e la barbabietola rossa. Bologna è stata finora il primo e unico ospedale al mondo ma con la crisi attuale è auspicabile che in tante ASL possano seguirla.

Appuntamenti per il fine settimana (un po’ di tutti i tipi).

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foto "DSC_0177c" by "L'ITALIA NON È UN BORDELLO" - flickr

Vi metto un elenco di appuntamenti (di tutti  i tipi) per il prossimo week-end.

FIRENZE – SABATO 12 FEBBRAIO ore 11.00 – CORTEO CON CACEROLAZO: L’ITALIA NON È UN BORDELLO!

Quarto Corteo con  Cacerolazo da Piazza Sant’Ambrogio a Piazza Pitti. Da tre sabati semplici cittadini fiorentini si ritrovano alle 11.00 in Piazza di Sant’Ambrogio e sfilano per le vie del centro facendo rumore con pentole e mestoli per chiedere  le dimissioni di Berlusconi, perché non sopportano più un governo completamente immobile e con un Primo Ministro travolto dagli scandali.

CAMPI BISENZIO (Fi) – SABATO 12 FEBBRAIO ore 17.00 – “SONO COSA MANGIO” c/o  il centro Culturale Canapè in Via Giusti 7

All’interno del ciclo di incontri “DisCorso PerCorso Benessere”, incontro sul tema “Sono cosa mangio” con Daniela Pasini insegnante di educazione fisica ed esperta di alimentazione, a cura della Cooperativa Sociale Macramè e del Gruppo d’Acquisto Solidale Campiingas. Seguirà una degustazione di prodotti biologici offerta dai produttori di Campiingas. L’ingresso è gratuito. Per eventuali informazioni campiingas@yahoo.it

FOSSATONE (Bo) – Sabato 12 Febbraio – ore 20.30 CENA DI BENEFICENZA PER IL BURKINA FASO.

Il gruppo Shalom di Medicina (Bo) organizza una Cena di Beneficenza per i progetti in Burkina Faso del Movimento Shalom c/o il Centro Sociale Nuova Vita a Fossatone (Bo).  La cena sarà allietata dalla Compagnia “La Garisenda” – Pierluigi Foschi.  Costo 13€. Per informazioni: Vilma 328-8513292, Nadia 348-2228593, Gabriella 331-9047609

FIRENZE (E TUTTA ITALIA) – Domenica 13 Febbraio ore 14.00 – SE NON ORA QUANDO.

Manifestazione delle donne italiane  a difesa della dignità e del rispetto per tutte le donne. A Firenze il ritrovo è in Piazza dei Giudici alle ore 14.00 con corteo fino a Piazza della Repubblica.

CALENZANO (Fi) Domenica 13 Febbraio ore – 17.00 – 19.30 L’ULTIMA NOTTE DI SHERAZADE

Equoland, la fabbrica di cioccolato equo e solidale di Calenzano, vi aspetta dalle 17.00 alle 19.30, c/o la propria sede in via delle Bartoline 41 con “L’ultima notte di Sherazade”,  spettacolo di danza del ventre con  coreografie nei vari stili: dal sanguigno saido, alle armoniose e fluenti danze con i veli, al raffinato sharqi, al ritmo incalzante e vivace delle percussioni, all’originalitá delle ali d’Isis e all’istintivitá e passionalitá della danza gitana. Lo spettacolo è a cura del Ballet Academic Studio di Calenzano e Sesto Fiorentino.  Equoland offrirà una degustazione di cioccolatini artigianali e cioccolata calda del commercio equo e solidale.

Equoland aspetta anche tutti gli innamorati con una serie di prodotti graziosi e golosi da regalare per San Valentino, per un amore sincero, equo e solidale: cioccolatini, oggetti in pietra saponaria, collane in malachite e lapislazzuli e molto altro ancora, per pensieri grandi e piccoli!

 

 

Un libretto: La salute è servita: come mangiare buono, sano, toscano.

Piramide alimentare

foto "Piramide alimentare" by googlisti - flickr

Ho appena finito di leggere un libretto interessante, dedicato alla piramide alimentare toscana, il cui titolo è “La salute è servita: come mangiare buono, sano, toscano” e la cui versione in pdf potete scaricare liberamente cliccando qui.

Il libretto è stato redatto dalla Regione Toscana insieme ad una serie di esperti di enti ed università toscane che vanno dai medici agli agronomi, dai nutrizionisti agli economisti e ai veterinari.  Il criterio che sta alla base delle 32 pagine del testo è che la qualità della nostra vita dipende molto dalle nostre scelte alimentari, tanto da poter dire che noi “siamo quello che mangiamo”. Se a queste scelte alimentari aggiungiamo altri comportamenti salutistici come fare sport e bere tanta acqua possiamo dire di aver fatto un bel passo  avanti per la prevenzione delle malattie e per migliorare la qualità della nostra vita.

Non va negato che il libretto ha anche una funzione  economica che va aldilà dalla promozione della salute e che è quella della promozione degli alimenti tipici della Toscana.  Questo non deve però trarre in inganno i lettori (soprattutto i non toscani) perché fortunatamente la brochure è divisa in due parti ben distinte: le prime 18 pagine, che  comprendono la piramide alimentare e tutti i consigli per la salute, rispondono a criteri scientifici e nutrizionali generali e sono applicabili in qualsiasi zona geografica d’Italia. Le restanti pagine, che presentano le eccellenze alimentari toscane, possono essere benissimo lette, dai non toscani,  come un’informazione  culturale ma questo non inficia il valore della piramide alimentare:  insomma nella propria piramide ognuno cercherà di mettere le eccellenze alimentari del suo territorio anche perchè non credo che a livello nutrizionale ci sia molta differenza fra un pecorino toscano e uno sardo o fra un insaccato toscano ed uno emiliano (giusto per fare due esempi).

Quando ho letto questo libretto l’ho subito confrontato con la dieta che  sto seguendo ormai da circa 3 mesi. Confrontando la piramide con gli alimenti e le quantità che mi ha consigliato la mia dietista ho notato con piacere che questi si incastrano perfettamente nei vari livelli e nelle varie proporzioni della piramide alimentare… Mi nutrivo secondo i dettami della piramide e non lo sapevo!

 

Il vaccino dell’influenza H1N1: 13 morti (più altri 30) e molti dubbi

Vacuna influenza / Flu vaccine

foto "Vacuna influenza / Flu vaccine" by alvi2047- flickr

Alcune settimane fa mi è capitato di parlare del vaccino contro l’influenza H1N1 (e anche di altri vaccini) col mio medico di famiglia e sinceramente mi ha confessato che lui non crede a questi vaccini, soprattutto perchè egli sostiene che  i vaccini arrivino ai medici di base fra capo e collo, con pochissime sperimentazioni alle spalle, scarsa letteratura scientifica da studiare e  con una pressione  fatta dai mass media  sulla popolazione che mette in  difficoltà il medico.  In pratica mi ha detto che si trova fra l’incudine e il martello: le persone richiedono tutte il vaccino perchè sentono la tv che parla di pandemia ma le informazioni scientifiche su cui lui dovrebbe basarsi per decidere a chi somministrare i vaccini sono talmente poche e lacunose da metterlo in difficoltà.

Questa discussione mi è tornata in mente quando ho letto queste tre notizie apparse sulla stampa (ma delle quali non ho trovato traccia in tv)… Leggete un po’…

Influenza A, 13 morti dopo il vaccino

In Germania, in Cina e in Svezia fonti ufficiali hanno fatto sapere che, dopo la vaccinazione contro l’influenza A, sono morte rispettivamente 7, 2 e 4 persone.

Sono almeno 7 le persone decedute in Germania dopo essersi premunite contro l’influenza A facendosi inoculare il vaccino “Pandemrix”. Lo afferma il quotidiano ‘Bild’, secondo il quale tra le vittime figura anche un bambino di 21 mesi, morto per infarto polmonare il giorno dopo essere stato vaccinato. Secondo il giornale, il bambino soffriva già di altre patologie. Susanne Stoecker, portavoce del “Paul-Ehrlich-Institut”, l’istituto federale per la vaccinazione, ha spiegato che “nel caso di pazienti a rischio per patologie gravi, ai quali viene raccomandata la vaccinazione, il decesso può essere provocato dalle malattie pregresse, senza che vi sia alcuna responsabilità del vaccino”. In Cina il 13 novembre il governo ha ammesso ufficialmente che due persone sono morte dopo avere ricevuto la vaccinazione, mentre in Svezia la Associated Content ha comunicato che i morti dopo vaccinazioni sono quattro e 350 gli eventi avversi segnalati. Ci sono poi state segnalazioni di problemi gravi nell’Irlanda del Nord e in Ungheria. Le istituzioni continuano però a sostenere l’opportunità della campagna di vaccinazione di massa.

Articolo “Influenza A, 13 morti dopo il vaccino” pubblicato il 17/11/2009 sul sito di AAM Terra Nuova.

Ieri, sul sito del settimanale “Vita”, è apparso un altro articolo con la notizia di 30 persone, morte in Canada dopo aver fatto il vaccino…

“Influenza A. 30 morti in Canada, ritirato vaccino” di Gabriella Meroni.

Le notizie sono state confermate dall’Oms. In Canada è stato registrato un insolito numero di gravi reazioni allergiche a un tipo di vaccino contro l’influenza A. Lo ha reso noto l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le autorità canadesi, ha spiegato il portavoce Thomas Abraham, «stanno compiendo ricerche scrupolose» e «hanno richiamato un lotto di vaccini della GlaxoSmithKline». Lo stesso tipo di vaccino, che non è commercializzato in Italia, era stato adottato in Svizzera con raccomandazioni che ne escludevano l’impiego su donne incinte, bambini e anziani.
«Dobbiamo capire cosa sia accaduto in Canada», ha spiegato il portavoce, aggiungendo però che l’Oms non smette di raccomandare l’immunizzazione contro il virus A/H1NI. Nei giorni scorsi, l’Oms aveva reso noto che per la gran parte dei 30 decessi registrati dopo la vaccinazione di massa in corso era stato finora escluso un collegamento con i vaccini. Secondo l’Oms, ogni 100 casi di reazioni avverse al vaccino, 5 sono state così gravi da portare a morte.

Articolo “Influenza A. 30 morti in Canada, ritirato vaccino” di Gabriella Meroni, pubblicato il 24/11/2009 sul sito del settimanale “Vita”.

Infine la scorsa settimana è poi uscita la notizia della presa di posizione del ministro della Sanità polacco, Ewa Kopacz, il  cui discorso sui vaccini potete leggere qui sotto.

Vorrei dire che la mia priorità durante i miei vent’anni di pratica medica è sempre stata: “prima di tutto non fare del male”. Ho portato con me questa regola al Ministero della Sanità. Se mi dovessi trovare nella situazione di raccomandare un farmaco a qualcuno, credo come ogni altro medico, penserei: darei questo farmaco alla mia anziana madre, oppure a mio figlio? E’ esattamente questo modo di ragionare che mi rende estremamente cauta e mi spinge sempre a compiere doppie verifiche su qualsiasi informazione che riguardi un farmaco che il Ministero della Salute si accinge a raccomandare ad ogni cittadino polacco, a milioni di cittadini polacchi che non hanno la preparazione, nel campo della medicina, che ha un ministro e che ha un esperto, il professor Brydak, che ha lavorato sull’influenza per oltre 40 anni.

Il professor Brydak lavora in uno dei 189 centri di ricerca sull’influenza sparsi in tutto il mondo. Uno di questi è proprio in Polonia. Chi potrebbe dunque accusarci di non avere sufficienti conoscenze sull’influenza? E’ possibile dubitare dell’opinione di un professore che ha lavorato sull’influenza per oltre 40 anni, e non certo su un solo tipo di influenza, e che ha pubblicato centinaia di articoli sulla materia? Ho più che altro una sola fondamentale domanda: vogliamo combattere la pandemia di influenza?

Oggi conosciamo bene gli accordi che altri, i governi di paesi più ricchi del nostro, hanno stipulato con i produttori di vaccini. Sappiamo anche cosa è stato proposto alla Polonia. Le trattative sono in corso e non posso parlarne adesso, ma posso dire una cosa: il nostro dipartimento legale ha trovato almeno 20 punti dubbi in questi accordi. Ora, qual è il dovere di un Ministero della Sanità? Concludere accordi che facciano l’interesse dei cittadini oppure siglare accordi che facciano l’interesse delle case farmaceutiche?

So che ci sono tre vaccini disponibili oggi sul mercato, realizzati da tre produttori diversi. Ognuno di loro ha una differente quantità di sostanze attive, non è strano che siano trattati tutti alla stessa stregua? Non è dunque ragionevole che il Ministero della Salute e i suoi esperti nutrano alcuni dubbi in proposito? E’ possibile che uno di questi, magari quello con una quantità inferiore di sostanze attive, sia solo acqua fresca, alla quale attribuiamo il potere di curare l’influenza? Dovremmo pagare per questo? Abbiamo già altri esempi: la Germania ha acquistato 50 milioni di dosi, di cui solo il 10% è stato finora utilizzato. Solo il 13% dei tedeschi vuole assumere questa cura miracolosa subito, ma è un dato fortemente atipico perché i tedeschi hanno una percentuale di cittadini che si vaccinano molto alta, cioè se in Polonia si vaccinano 52 persone ogni 1000 abitanti, in Germania lo fanno in 238, ovvero il 23%. Quindi, come mai solo il 13% dei tedeschi vuole farsi iniettare il vaccino contro la suina e non il 23% come accade solitamente per l’influenza stagionale? Il loro governo ha comprato il vaccino, lo ha reso disponibile gratuitamente e loro non lo vogliono? Cos’è successo? Questo dato potrebbe indurci ad un ripensamento sull’acquisto del vaccino, un farmaco pressoché segreto, oppure no?

Ci sono siti web nei quali i produttori di vaccini sono obbligati a pubblicare gli effetti collaterali della vaccinazione. Le vaccinazioni in Europa sono iniziate il 1° di ottobre 2009. Vi invito a visitare uno qualsiasi di questi siti web e a trovare un qualsiasi effetto collaterale indesiderato. Cercate la conseguenza più trascurabile, trovatene anche solo una, come una piccola reazione allergica sulla pelle. Può succedere anche utilizzando il farmaco più sicuro al mondo. Non esiste un solo effetto collaterale: hanno inventato il farmaco perfetto! E, visto che il farmaco è così miracoloso, come mai le società che lo producono non vogliono introdurlo nel mercato libero e assumersene la completa responsabilità? Perché non dicono “Meraviglioso! E’ un farmaco totalmente sicuro, quindi me ne assumerò io la responsabilità, lo metto sul mercato e tutto sarà chiaro e trasparente”, invece di addossare questo peso sulle nostre spalle, le spalle degli acquirenti?

Non abbiamo risultati di test clinici, nessun elenco di ingredienti e nessuna informazione sugli effetti collaterali. I vaccini sono arrivati al quarto stadio di controllo – controlli molto brevi a dire il vero – e ancora non abbiamo queste informazioni. Inoltre, il controllo sulle persone è stato molto piccolo: un tipo di vaccino è stato testato solamente su 160 volontari tra i 20 e i 60 anni, non infetti. Un altro tipo di vaccino è stato testato su 600 volontari tra i 18 e i 60 anni, tutti in perfetta salute. E’ un buon metodo questo? Mi rivolgo specialmente ai dottori presenti in questa sala: per me non è abbastanza sicuro. Io voglio essere molto sicura nel raccomandare questo vaccino. E’ una nostra competenza: durante la fase di negoziazione dobbiamo prenderci il tempo che ci serve ed utilizzarlo per scoprire quanto più possibile su questo farmaco. Poi, se la commissione sulla pandemia accetterà il vaccino, allora e solo allora lo compreremo.

Inoltre, ci sono 1 miliardo di persone con l’influenza stagionale ogni anno in tutto il mondo. Un milione di persone muoiono ogni anno, sempre per l’influenza stagionale, su scala mondiale. Non sono statistiche di un anno o due, ma dati raccolti in anni ed anni di osservazioni. E’ mai stata annunciata una pandemia a causa dell’influenza stagionale? Tra l’altro, l’influenza stagionale è molto più pericolosa di quella suina: causa molti più decessi e complicazioni più gravi. E’ mai stata dichiarata una pandemia per questo? A quelli che mi spingono a comprare il vaccino voglio chiedere: come mai non avete gridato e sbraitato l’anno scorso, due anni fa e nel 2003? Nel 2003 abbiamo avuto 1 milione e 200mila polacchi con l’influenza stagionale. In quell’occasione, per caso qualcuno in quest’aula ha gridato “Compriamo il vaccino per tutti!”? Non riesco a ricordarmene.
Da ultimo vorrei dire una cosa. Lo Stato polacco è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalle balle con molta precisione. Sono anche in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa.

Traduzione del discorso di Ewa Kopacz, medico e  Ministro della Sanità Polacco (traduzione reperibile sui siti di Byoblu, Disinformazione, vari Forum e blog).

Una piccola riflessione: la Polonia ha un Ministero della Sanità e ha un ministro, che prima di essere un ministro, si ricorda di essere un medico (con venti anni di professione alle spalle) .

L’Italia non ha un Ministero della Sanità (abbiamo la salute accorpata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), il Ministro non mi risulta essere un medico e soprattutto la personalità scelta dal governo per  informare gli italiani sull’influenza, non è ne’ un premio Nobel, ne’  un medico, ne’ uno scienziato, bensì un pupazzo di pezza,… tale Topo Gigio…

Altri Links
La notizia sulle morti in Cina da Cnews

La notizia sulle morti in Svezia da “Digital Journal”

La notizia del Ministro Polacco su “Ticino On Line”

La notizia del Ministro Polacco su  “Repubblica”

La notizia del Ministro Polacco su “La Stampa”

La notizia del Ministro Polacco su “Il Manifesto”

Un articolo sul ruolo dei media su questo caso da “L’Unità”

Il video di Claudio Messora “Byoblu” su “Influenza A: la grande truffa suina”