Kilometro Zero

Siete in attesa della finale di Sanremo? O Sanremo vi è già venuto a noia… In ogni caso c’è una Uova Proposta… anzi Duova proposta… con Kilometro zero, che poi si rifà anche al tema della spesa e dei sacchetti di plastica dei post precedenti! Buon divertimento e Buon fine settimana!

Un’idea per un week end lungo: venite a Firenze per la Rificolona!

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Foto “festa della rificolona” by Dan Hoogestraat – flickr

Dopo il post precedente è difficilissimo cambiare argomento ma è da alcuni giorni che lavoravo a questo articolo e visto il calendario, non potevo rimandarlo. Se avete ancora qualche scampolo di ferie e potete permettervi un week-end lungo, veramente last minute, vi consiglio di venire a Firenze questo fine settimana e di allungare la vostra presenza fino all’8 Settembre per i festeggiamenti della “Rificolona”.

Quella della Rificolona è ormai l’unica festa veramente popolare rimasta a Firenze, dopo che il Calcio storico è diventato una manifestazione per turisti e la Festa del Grillo è stata ridotta ad un mero mercato ambulante. La festa è legata alla data dell’8 Settembre in cui la Chiesa Cattolica celebra la nascita della Madonna che, per Firenze, è storicamente una delle date più importanti dell’anno. Basti pensare che la prima pietra del Duomo è stata posta l’8 Settembre 1296 e che i nuovi “castelli”, che dovevano proteggere l’accesso a Firenze, venivano fondati nello stesso giorno: ad esempio il paese di Scarperia, in Mugello, fu fondato dai fiorentini l’8 Settembre 1306.

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Foto “Rificolona” by Paige Taff – flickr

Dato che ad ogni festa religiosa corrispondeva anche un mercato, dal Seicento divenne tradizione l’abbinamento con una fiera che si teneva in piazza Santissima Annunziata, principale santuario mariano di Firenze. Per essere sicuri di trovare un buon posto in piazza, i contadini scendevano in città la notte precedente illuminando la via con le loro lanterne e aspettavano la mattina dormendo sotto i loggiati dello Spedale degli Innocenti del Brunelleschi. I giovani fiorentini accorrevano quindi per dare la caccia alle lanterne facendole bruciare e a prendere in giro i poveri contadini e le loro mogli, chiamate “fieruculone”… da cui derivò il nome di “rificolona” che ancora oggi indica sia le lanterne in carta che delle signore eccentriche e vestite di dubbio gusto…

La festa attuale si apre, proprio in Piazza Santissima Annunziata,  Sabato 5 e Domenica 6 Settembre con la “Fierucola del Pane” che propone prodotti biologici a km 0 e artigianato tradizionale di piccole aziende agricole locali. Il culmine sarà poi nella serata del 7 Settembre con cortei di rificolone in tutti quartieri, sia del centro che periferici, spesso organizzati da associazioni di beneficenza e/o sportive. Tra musica, balli e dolciumi vi potrebbe capitare di trovarvi nel mezzo di una battaglia, fra i possessori delle rificolone illuminate dalle candeline e frotte di ragazzini muniti di cerbottane e di stucco, intenti a colpirle per farle incendiare…

Dato che poi l’8 Settembre è il compleanno del Duomo di Firenze, come da tradizione, in quella data saranno ad ingresso gratuito l’accesso alla Cupola e ai sotterranei del Duomo, al Battistero, al Campanile di Giotto e saranno eccezionalmente aperte anche le terrazze sul tetto del Duomo. Quest’anno il museo dell’Opera del Duomo invece resterà chiuso per ristrutturazione.

Per completare il week-end aggiungete che è la prima domenica del mese e quindi anche i musei statali sono gratuiti e pure che il 5 Settembre l’Hard Rock Café organizza, per il terzo anno consecutivo, il “Freddy for a Day”, mega festa di beneficenza per la ricerca sull’HIV-AIDS in memoria di Freddy Mercury…

E se tutto questo non vi basta, la sera dell’8 Settembre potete spostarvi a Scarperia (circa 30 km da Firenze) per il “palio del Diotto” …State già facendo le valigie?

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Foto “Rificolona” by Paige Taff – flickr

Domani a Firenze Agricool: mercato contadino con molto swing!

Agrikulturae è il Mercato contadino a km zero che solitamente si tiene il secondo sabato del mese c/o la BiblioteCaNova all’Isolotto in via Chiusi 4/3 a  Firenze. Già un mercato contadino che si tiene in una biblioteca, tra presentazioni di libri, dibattiti, musica e teatro è piuttosto originale ma per questo mese diventa davvero rivoluzionario perchè si svolgerà in notturna e sarà a tutto ritmo….

GIOVEDI’ 9 LUGLIO 2015 : AGRICOOL !! – SWING CONTADINO –

Programma:

  • Dalle ore ore 17.00-23.00: Vendita di pane, pasta, olio, vino, verdure, conserve, miele, marmellate e formaggi della nostra terra e prodotti ecologici per la casa e per il corpo.
  • Dalle ore ore 17.00-23.00: “Scambisti per caso” Mercatino dello scambio perchè quello che non serve più a noi può servire a qualcun altro.
  • ore 19.00: APERICENA DI FINANZIAMENTO – porta da casa piatto, posate, bicchiere , qualcosa da condividere a tavola e qualche spicciolino per contribuire ai costi di organizzazione del mercato.
  • dalle 21.00:  SWING CONTADINO – in collaborazione con l’associazione TUBALLOSWING: lezione “popolare” (primi passi) di swing – e balli in piazza ad oltranza.

Se vi chiedete quali motivazioni culturali possano unire lo swing, un mercato contadino e una biblioteca vi lascio ai volantini che gli organizzatori hanno predisposto per invogliare i consumatori critici a ballare e i ballerini a provare i prodotti contadini a km zero… Sono simpaticissimi e sono sicuro che in questi testi c’è lo zampino del mio amico Gianluca B…

Locandina Agricool 2015
Locandina Agricool 2015
Locandina Agricool 2015
Locandina Agricool 2015

A Firenze raccolta di indumenti per il centro di prima accoglienza di Augusta.

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Foto “Augusta” by fragavio – flickr

Ad Augusta (SR) esiste un centro di prima accoglienza che ospita circa 180 minori immigrati e che purtroppo è al collasso (qui una notizia da Siracusanews). Pamela, una cara e fidata amica che abita a Firenze e che è in contatto diretto con i volontari che danno una mano al centro, sta promuovendo una raccolta di vestiario estivo da mandare giù al più presto.

Vi metto il suo appello: se qualcuno potesse portare qualcosa farebbe un bel gesto!

Buongiorno,
allora per il vestiario da mandare al centro di prima accoglienza di Augusta faremo un punto raccolta ad AGRIKULTURAESabato 14 Giugno, dalle 10 alle 12 c/o la BiblioteCaNova Isolotto, in Via Chiusi, 4/3 A –  Firenze. […]
Ricordo che, considerata l’età e la condizione fisica dei ragazzi che arrivano e che vengono ospitati ad Augusta, servono queste cose:
Maglie: taglia S/M
Pantaloni o tute: taglia 40-42
Scarpe: dal num 41 in sù
Biancheria intima: S/M
Tutto, comunque, per maschi dai 10 anni in sù, ESTIVO.

Grazie,
Pamela (GasMontagnana)

Ricordo che Agrikulturae è il Mercato contadino a km 0 che si tiene ogni 2° Sabato del mese nel giardino adiacente alla BiblioteCaNova Isolotto di Firenze, quindi chi verrà a portare degli indumenti avrà l’occasione di acquistare anche degli ottimi prodotti dei nostri agricoltori locali. A questo link trovate tutto il programma del mercatino del 14.6.2014.

Aggiornamento del 16.6.2014

La raccolta di indumenti per il centro di Prima accoglienza di Augusta continua (solo per questa settimana) presso la Bottega del Commercio equo e solidale “Il Bottegotto” in via Modigliani 51 a Firenze (quartiere Isolotto) durante il  normale orario di apertura della Bottega: dal mercoledì al sabato dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:30

La crisi e le scelte virtuose: si consuma meno ma meglio.

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Foto “14/52 – Value” by whatmattdoes – Flickr

Nell’unico post che ho fatto la settimana scorsa  (Granelli di sabbia… per una nuova economia.) scrivevo che, per uscire dalla crisi, dovremo cambiare  i nostri consumi spostando i nostri soldi dall’economia liberista e di mercato verso un’economia solidale e rispettosa dei diritti di tutti, magari anche di qualità. Senza saperlo avevo scritto una cosa che già facciamo e che è oggetto di studio di Università e di Agenzie di Marketing. Vorrei perciò condividere con voi l’articolo seguente pubblicato sulla rivista “Il Salvagente” di questa settimana e che è stato scritto dalla Presidente di una delle più note agenzie di Marketing di Milano.

La crisi e le scelte virtuose: si consuma meno ma meglio.

di Daniela Ostidich Presidente di Marketing & Trade  e pubblicato sul nr. 14/2014 de “Il salvagente

La contrazione delle capacità di spesa ha indotto cambiamenti significativi in molti comportamenti dei consumatori, come conferma anche l’ultima ricerca dell’Osservatorio Fedeltà dell’Università di Parma dalla quale risulta che per risparmiare i consumatori indugiano 6 minuti in più rispetto al passato davanti agli scaffali pur di scegliere in modo più conveniente. Il mito della “quantità” (che reggeva il concetto di consumismo) è stato sostituito da quello della “qualità” (consumo meno, ma meglio, cerco benessere e valore).

Ne consegue che le modalità di acquisto nei punti vendita cambiano: meno frenesia sulle promozioni e meno impulso, più attenzione e analisi sui prodotti prima di metterli nel carrello. Comprando meno ma spendendo in modo più ragionato.

Se questo è il quadro dello shopping, ne consegue che anche i motivi di attrattività cambiano: diminuiscono in modo significativo le persone che amano lunghe visite nei negozi, alla ricerca di impulsi di acquisto non pianificato, di un “passatempo” giocato sulla merce e sul piacere di comprare. Aumentano invece le persone che ricercano il piacere di “consumare”.

La disponibilità di tempo nei negozi si comprime: si vuole perdere meno tempo a cercare il prodotto e più tempo per valutarlo e giudicarlo. I format più performanti in questo momento sono quelli che riescono a offrire un assortimento facile da leggere, con poche sovrapposizioni, ma stimolante, ricco di novità, qualitativo. Non dimentichiamoci che le tipologie di acquisti in maggiore aumento sono quelle del biologico, della tipicità locale o a chilometro zero, dell’etico e del solidale. Il mercato del food retail biologico cresce di oltre il 12% annuo a fronte di un mercato in generale contrazione.

Meno tempo per lo shopping, più tempo per la qualità della vita e per godersi i minori ma migliorati consumi.

Ben diverso è il tema dei discount. Qui la velocità del processo di acquisto è più garantita della semplicità dell’assortimento che dall’assenza di stimoli per acquisti di impulso. Manca in questo caso anche la maggiore accuratezza di valutazione qualità dei prodotti. Ma rimane una sicura convenienza unita a una grande facilità di acquisto.

Probabilmente questo ultimo caso non segna il futuro dei consumi, sembrerebbe ancora legato ai meccanismi del mondo del consumo che fu, se non fosse fortemente giustificato dall’esistenza di coloro che proprio non riescono ad arrivare alla fine del mese. E allora che risparmio sia. La qualità della vita e del consumo è rimandata a tempi migliori.

tratto dall’articolo “La crisi e le scelte virtuose: si consuma meno ma meglio.” di Daniela Ostidich Presidente di Marketing & Trade pubblicato a pag. 8 de “Il Salvagente” n.14/2014

Le pesche cilene a 9,80€ al chilo? La Coop non sono io!

Foto "Pêche" by Seb Przd - flickr
Foto "Pêche" by Seb Przd - flickr

Una decina di giorni fa ero a fare la spesa alla Coop con mia moglie e mentre lei era in coda al banco degli affettati, io mi sono messo a gironzolare nel reparto della frutta. Ad un certo punto un bel cestino, pieno di pesche e albicocche, ha attirato la mia curiosità… Mi sono avvicinato per consultare l’etichetta e ho letto: “Prezzo 9,80€ al Kg. Provenienza Cile”.

Ora, comprare le pesche e le albicocche a Dicembre e Gennaio mi sembra:

  1. Una fesseria economica e gastronomica. Ci lamentiamo della crisi, del caro-vita, della perdita d’acquisto di salari e pensioni  e delle varie manovre e poi c’è chi paga 9,80€ al kg per mangiare le pesche a Natale! Chi a Dicembre ha nel carrello della spesa le pesche si merita come minimo una visita dell’Agenzia delle Entrate e magari anche altre due o tre manovre di Monti (ma solo a chi compra le pesche a Dicembre, mi raccomando…) E poi, dal punto di vista del gusto e nutrizionale, quanto saranno fresche e gustose delle pesche che vengono dall’altra parte del mondo e che hanno viaggiato così tanto?
  2. Un crimine ambientale. Ma soprattutto, in termini ambientali, quanto è costato al pianeta terra far fare, ad una cassetta di pesche, quasi 12.000 km per arrivare dal Cile a Firenze? Quanto petrolio è stato sprecato e quanto ha inquinato un trasferimento aereo intercontinentale per soddisfare le voglie di qualcuno che ha voluto mettere in tavola  le albicocche  per Capodanno o per l’Epifania?

Come socio Coop mi è venuta la voglia di scrivere alla catena di supermercati per protestare, ma ho desistito perchè so già la risposta che la Coop mi avrebbe dato  (e che ha già dato sul suo giornalino “L’informatore”  in casi analoghi): “Lei ha ragione ma i clienti ci chiedono questi articoli e noi glieli diamo, anche perchè la concorrenza li ha sui propri scaffali e noi non possiamo essere da meno” che tradotto in italiano suona più o meno come  “E’ il mercato baby…”

La Coop, la stessa Coop che ci propone in tv gli spot sulla salvaguardia degli alberi fatti dalla Litizzetto, dovrebbe per coerenza ambientale lasciare le pesche in Cile, insieme a tutta la frutta e verdura fuori stagione!

La Coop sei tu? Se la Coop è quella delle albicocche a Gennaio, mi dispiace tanto ma la Coop non sono io!

A questo punto prendo la mia Equoagenda del 2012 (qui il post di presentazione) e vi metto la frutta e verdura del mese di Gennaio…

Frutta: arance, mandarini, pere, mele, pompelmi
Verdura: carciofi, cardi, cavoli, cicoria, indivia, porri, scarola, prezzemolo.

tratta dalla pagina del 1° Gennaio della Equoagenda 2012.

4° Fiera delle Economie Solidali a Colonnata (Sesto Fiorentino)

Locandina 4° Fiera delle Economie Solidali
Locandina 4° Fiera delle Economie Solidali

Stasera inizia la 4° Edizione della Fiera delle Economie Solidali che si tiene nei locali e negli spazi adiacenti al Circolo Unione Operaia della frazione  di Colonnata  (Sesto Fiorentino) e che è organizzata dal circolo stesso e dall’Associazione e Gruppo d’Acquisto Equobaleno.

Questo il programma…

Venerdì 30 settembre ore 21.00 L’AltroCinema proiezione del film:The Age of Stupid.”

Introduzione al film di un esponente del WWF Firenze.

Sabato 1 ottobre ore 20.00 Cena EquaeSolidale a km Zero
euro 20 – ragazzi da 3 a 12 anni 10 euro – sotto i 3 anni gratis
prenotazioni a Cristiana dopo ore 15 tel. 3398740997 oppure ad Alfiero tel. 3382136220

“Domenica delle Economie solidali”
2 ottobre dalle ore 10 alle ore 18 :
Stands gastronomici di prodotti bio e solidali
Stands di produttori e artigiani locali
Stands di associazioni no profit
Lo stand di Equobaleno con: il Riciclabito, la Pesca Solidale e il BarattoGiocattolo
Laboratori di autoproduzione:

  1. Sapone a cura di Casa Roester ore 15.00.
  2. Pannelli Solari a cura della Rete Solare per l’autocostruzione ore 15.00.
  3. Orto Sinergico a cura dell’Associazione Pachamama ore 15.30 (numero chiuso e a pagamento 7 euro con prenotazione dalla mattina allo stand di Equobaleno).
  4. Cosmetici ecobio a cura di Franca Aperti ore 16.30.

Intrattenimento con: Yoga della risata, Arci Asino e la ludoteca dei giochi semplici e musica popolare degli Adanzè

Spazio Bambini: Laboratorio didattico “Il Riciclo Divertente” in collaborazione con l’associazione MammeAmiche ore 16.30 – 17.30

Ore 17.00 Dibattito
Titolo: Dopo-Referendum e Energie da fonti rinnovabili – a che punto siamo?
Introduce e modera: Luca Bussani – Equobaleno
Relatori:
Enrico Rainero, divulgatore della cultura ambientalista, titolare dell’agenzia ByInnovation, sostiene le attività che rendono un po’ più efficiente il vecchio mondo
Simone Vezzosi, fondatore e presidente di Retenergie, Cooperativa elettrica di Produttori e Utilizzatori di Energia da fonti rinnovabili.
Marco Catellacci, socio della cooperativa sociale SunAndService, illustra il progetto dal nome “Energie Solidali”

Al termine della Fiera “AperiGas” l’aperitivo bio e a km zero organizzato dai ragazzi dell’UnifiGas e poi…si canta!

Per tutta la settimana sarà presente la mostra fotografica di Greenpeace “Carbone pulito? Una sporca bugia”.

Organizzazione: Associazione/Gas Equobaleno; Circolo Arci Unione Operaia Colonnata.
Partners: UnifiGas, Associazione MammeAmiche, Associazione Arzach.

Con il Patrocinio del Comune di Sesto Fiorentino

A Settignano (Fi): “La giustizia vien mangiando…”

La Casa del Popolo di Settignano (Via San Romano 1 Firenze) e il gruppo fiorentino di ManiTese presentano “La giustizia vien mangiando”, due serate con Apericinema  sui temi della Sovranità Alimentare.

L’iniziativa precede e  promuove il convegno internazionale di Manitese “SIAMO QUEL CHE MANGIAMO – Il diritto al cibo, la democrazia, il mercatoche si svolgerà a Firenze dal 21 al 22 Maggio c/o il Palazzo dei Congressi.

Entrambe le serate sono ad ingresso con offerta libera per l’aperitivo.

Domenica 8 Maggio 2011 –  Casa del Popolo di Settignano

dalle 19.00 Aperitivo biologico e a KM0 e alle 20.30 proiezione del film “Focaccia Blues” di Nico Cirasola dedicato al caso della  focaccia di Altamura che ha sconfitto McDonald’s.

Il trailer del film

Il sito ufficiale del film Focaccia Blues

Domenica 15 Maggio – Casa del Popolo di Settignano
dalle 19.00 Aperitivo biologico e a KM0 e alle  20.30 proiezione del film  “Il mondo secondo Monsanto” di Marie Monique Robin.

Il trailer del film

Tutto il film diviso in 11 parti su Youtube… (link alla prima parte, per chi non potrà andare a Settignano)

A Formaggio donato… non si guarda in bocca!

toronto island sheep
foto "toronto island sheep" by Duchamp - flickr

Di solito non si dovrebbero criticare i regali che si ricevono, soprattutto se sono fatti da persone care ma purtroppo a volte certi doni sono proprio fuori luogo e sicuramente si meritano almeno un post… Nella mia famiglia sanno benissimo che compro quasi esclusivamente prodotti biologici e a km zero e che i miei acquisti li faccio per la maggior parte tramite il mio Gruppo d’Acquisto Solidale o nei farmer market… Eppure a Natale qualcuno ha pensato bene di regalarmi una forma di pecorino del supermercato che io non avrei mai comprato… Il formaggio  che compro io è di solito biologico, fatto da piccoli pastori toscani e come ingredienti ha solo latte, caglio e sale. Visti gli ingredienti semplici  del mio formaggio si potrebbe mangiare anche la crosta ed in effetti le croste vengono messe da parte per  il cagnolino di mia suocera…

Invece leggete un po’ gli ingredienti del pecorino nero dei colli senesi (però stranamente prodotto in provincia di Arezzo) che mi hanno regalato: ….

Latte di pecora, Fermenti, Caglio, Sale, Trattato in crosta con polimeri E203, E235, E172 e olio di Oliva – Crosta non edibile.

Dopo aver letto gli ingredienti che rendono la crosta non edibile ho fatto una breve ricerca su  google che vorrei condividere con voi, facendo una piccola ma importante premessa. Io non sono ne’ un chimico ne’ un biologo, sono un semplice curioso che vorrebbe capire meglio cosa mangia e che, di conseguenza, si diverte a cercare informazioni gironzolando nel web. Prendete perciò la ricerca che ho fatto con le molle… è un puro e semplice divertimento dove la parte più curiosa è stata scoprire in quali altri campi vengono usati i famosi polimeri che sono stati spalmati sul mio … cacio!

Ma partiamo dal fondo dell’etichetta.

“crosta non edibile” è la frase che mi inquieta di più…  vorrebbe dire che la crosta non si può mangiare o meglio, secondo il significato del termine edibile trovato sul sito dell’Accademia della Crusca, si dovrebbe dire più o meno… crosta da non mangiare perchè pericolosa. Ora io mi domando: dov’è il confine preciso fra la parte non edibile della crosta e la parte edibile del formaggio? Se devo togliere la crosta al formaggio quanti millimetri sono non edibili e quanti sono edibili? E se mi sbaglio nel taglio?  Ci vorrebbe una bella riga rossa sul confine tra la parte edibile e quella non edibile…  E poi, chi garantisce sulla eventuale migrazione delle sostanze pericolose dalla buccia al corpo del formaggio, magari sotto alla linea rossa?

E ora passiamo ai polimeri:

E203 Calcio Sorbato – Conservante antimuffa e antimicrobico. E’ di solito considerato innocuo e non tossico. Secondo vari link viene usato: nella crosta dei formaggi (soprattutto in Francia e Italia),  nei grassi e oli (escluso d’oliva), nella margarina, nel burro, nel ripieno di ravioli, tortellini e simili,  nella maionese, nelle marmellate, nei succhi di frutta, nella panificazione e nei prodotti da forno, nei canditi, nel sidro,  nelle creme dessert, nelle albicocche secche,  nelle pizze surgelate, nelle macedonie, nelle gelatine,  nelle bibite, nelle minestre concentrate, nello yogurt, negli alimenti per animali, nei cosmetici e nei prodotti farmaceutici.  (fonti: link1, link2, link3, link4, link5, link6 ).

E235 Pimaricina – Natamicina – Antibiotico antifungino usato contro le eventuali muffe… Si avete letto bene: è un farmaco antibiotico solitamente usato in medicina contro varie infezioni fungine, dai genitali alla bocca, alla pelle e molto probabilmente è lui che rende la crosta non edibile.  C’è in rete diverso materiale per cui vi metto alcuni  estratti e un paio di  link per approfondire:

Natamicina: […] Antibiotico polienico prodotto dalla crescita di Streptomyces natalensis. È un agente antifungino indicato per il trattamento locale di candidiasi, tricomoniasi e delle micosi oculari (cheratite fungina, infezioni da Fusarium solani). È stata utilizzata anche nella aspergillosi. Viene somministrata topicamente come sospensione al 2,5% o come crema dermatologica al 2%, per via orale per trattare la candidiasi intestinale e per inalazione per il trattamento di infezioni dei polmoni e del tratto respiratorio.

La natamicina sul sito www.glossariomedico.it

Leggiamo adesso cosa scrive Roberto Albanesi in merito alla Natamicina e anche … all’altezza a cui va tagliata la crosta del formaggio:

La natamicina è un antibiotico antimicotico a struttura polienica tetraenica, isolato dalle colture di Streptomices natalensis. La natamicina è attiva contro i microorganismi del genere Candida, Torulopsis, Rhodotorula, Aspergillus, Microsporum, Trichophyton, Epidermophyton e Scopulariopsis. Viene utilizzata in infezioni della bocca, dei piedi e dei genitali. Perché parlarne se è un farmaco?
Perché purtroppo è impiegato anche nell’industria casearia in alcuni tipi di formaggio come il provolone (non tutti i provoloni la contengono: leggere l’etichetta) ed è identificata dalla sigla E235.
La natamicina può essere applicata per immersione dell’alimento nella soluzione disinfettante oppure con spray di una soluzione che contiene da 200 a 300 parti per milione di additivo (200-300 mg per litro). La normativa europea richiede che la natamicina non sia presente a una profondità superiore ai 5 mm sotto la crosta: mezzo centimetro è comunque un margine di sicurezza insufficiente perché spesso la crosta del formaggio che si scarta ha uno spessore di soli 2-3 mm.
Notiamo che l’uso della natamicina ha praticamente solo fini estetici per evitare che la crosta presenti muffe o colori disomogenei e si presenti liscia e uniforme.
È sospetta come additivo? – La natamicina è stata utilizzata prevalentemente come farmaco topico per uso esterno (dermatologia, oculistica) e quindi, a parte rarissimi casi di allergia, non ha mai dato grandi effetti collaterali. Sono usciti recentemente farmaci antimicotici in compresse a base di natamicina (Natacyn in compresse), ma è troppo presto per verificare gli effetti indesiderati. In letteratura si trova che per dosi da 5 a 8 mg/kg (300-400 mg per un adulto, una dose nemmeno tanto elevata) i principali effetti collaterali sono nausea, vomito e diarrea.
Il problema è però nell’usare un farmaco come additivo alimentare. Molti medici hanno sollevato il problema della resistenza contro questo antibiotico da parte dei batteri che vengono in contatto con esso. In altri termini,  a loro avviso, il suo impiego nell’industria alimentare ne ridurrebbe di molto la portata come farmaco perché i batteri che dovrebbe sconfiggere sono diventati resistenti a esso a causa del contatto prolungato nel tempo attraverso i cibi.

tratto dall’articolo “La Natamicina” di Roberto Albanesi dal sito www.albanesi.it

Infine un estratto dal sito UK Food Guide

Natamycin (Pimaricin) is an antimyotic food additive used to protect cheese from mould and yeast growth. The use of natamycin on cheese allows manufacturers to produce cheese that is acceptable to the aesthetic demands of consumers by eliminating the growth of mould and yeasts that occur during aging and storage.Other benefits include reducing the risk of mycotoxin growth and a longer shelf life. It is also sometimes used medically to treat candidiasis. May cause nausea, vomiting, anorexia, diarrhoea and skin irritation. Typically found in the rinds of cheeses, and some meat products.

Tratto dalla pagina sulla Natamicina dal sito Uk Food Guide.

Altri link interessanti sulla Natamicina (da Wikipedia FranciaLa Natamicina sul sito dell’Efsa)

E172 Ossido e idrossido di ferro – Colorante innocuo composto da ferro e ossigeno e usato per dare il colore nero alla crosta (ma c’è proprio bisogno che la crosta sia nera?). Detto in parole povere, l’Ossido di ferro non è altro che  una versione sintetica e con un alto grado di purezza di quella che comunemente chiamiamo… ruggine! Giallo, rosso, marrone, arancione e nero sono i colori alimentari che si possono creare tramite l’E172 ma con l’ossido di ferro si possono fare un sacco di altre cose:  dai pigmenti per le ceramiche e per il vetro alle vernici antiruggine, dai toner ai nastri magnetici fino ai prodotti per le saldature per finire con un esplosivo come la termite. (fonti: link1, link2, link3)

Olio di oliva – L’ultimo ingrediente, forse usato  per lucidare la crosta, è l’olio d’oliva… Dopo tutto quello che abbiamo visto fino ad ora, non sarebbe meglio mettercelo extravergine?

Conclusioni

Dopo tutto questo articolo chiedo a chi è più esperto del sottoscritto se è più sano il pecorino biologico della mia amica Sandra che ha il difetto di avere una crosta bitorzoluta, giallognola e che dopo alcune settimane può fare un po’ di muffa  o se è meglio il pecorino del supermercato con la crosta liscia, lucida e nera come un paio di scarpe nuove, ma che non viene mai attaccato dalla muffa…

E contro le infezioni da Candida conviene forse fare degli impacchi con le croste di pecorino? 😉