La crisi e le scelte virtuose: si consuma meno ma meglio.

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Nell’unico post che ho fatto la settimana scorsa  (Granelli di sabbia… per una nuova economia.) scrivevo che, per uscire dalla crisi, dovremo cambiare  i nostri consumi spostando i nostri soldi dall’economia liberista e di mercato verso un’economia solidale e rispettosa dei diritti di tutti, magari anche di qualità. Senza saperlo avevo scritto una cosa che già facciamo e che è oggetto di studio di Università e di Agenzie di Marketing. Vorrei perciò condividere con voi l’articolo seguente pubblicato sulla rivista “Il Salvagente” di questa settimana e che è stato scritto dalla Presidente di una delle più note agenzie di Marketing di Milano.

La crisi e le scelte virtuose: si consuma meno ma meglio.

di Daniela Ostidich Presidente di Marketing & Trade  e pubblicato sul nr. 14/2014 de “Il salvagente

La contrazione delle capacità di spesa ha indotto cambiamenti significativi in molti comportamenti dei consumatori, come conferma anche l’ultima ricerca dell’Osservatorio Fedeltà dell’Università di Parma dalla quale risulta che per risparmiare i consumatori indugiano 6 minuti in più rispetto al passato davanti agli scaffali pur di scegliere in modo più conveniente. Il mito della “quantità” (che reggeva il concetto di consumismo) è stato sostituito da quello della “qualità” (consumo meno, ma meglio, cerco benessere e valore).

Ne consegue che le modalità di acquisto nei punti vendita cambiano: meno frenesia sulle promozioni e meno impulso, più attenzione e analisi sui prodotti prima di metterli nel carrello. Comprando meno ma spendendo in modo più ragionato.

Se questo è il quadro dello shopping, ne consegue che anche i motivi di attrattività cambiano: diminuiscono in modo significativo le persone che amano lunghe visite nei negozi, alla ricerca di impulsi di acquisto non pianificato, di un “passatempo” giocato sulla merce e sul piacere di comprare. Aumentano invece le persone che ricercano il piacere di “consumare”.

La disponibilità di tempo nei negozi si comprime: si vuole perdere meno tempo a cercare il prodotto e più tempo per valutarlo e giudicarlo. I format più performanti in questo momento sono quelli che riescono a offrire un assortimento facile da leggere, con poche sovrapposizioni, ma stimolante, ricco di novità, qualitativo. Non dimentichiamoci che le tipologie di acquisti in maggiore aumento sono quelle del biologico, della tipicità locale o a chilometro zero, dell’etico e del solidale. Il mercato del food retail biologico cresce di oltre il 12% annuo a fronte di un mercato in generale contrazione.

Meno tempo per lo shopping, più tempo per la qualità della vita e per godersi i minori ma migliorati consumi.

Ben diverso è il tema dei discount. Qui la velocità del processo di acquisto è più garantita della semplicità dell’assortimento che dall’assenza di stimoli per acquisti di impulso. Manca in questo caso anche la maggiore accuratezza di valutazione qualità dei prodotti. Ma rimane una sicura convenienza unita a una grande facilità di acquisto.

Probabilmente questo ultimo caso non segna il futuro dei consumi, sembrerebbe ancora legato ai meccanismi del mondo del consumo che fu, se non fosse fortemente giustificato dall’esistenza di coloro che proprio non riescono ad arrivare alla fine del mese. E allora che risparmio sia. La qualità della vita e del consumo è rimandata a tempi migliori.

tratto dall’articolo “La crisi e le scelte virtuose: si consuma meno ma meglio.” di Daniela Ostidich Presidente di Marketing & Trade pubblicato a pag. 8 de “Il Salvagente” n.14/2014

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Granelli di sabbia… per una nuova economia.

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La salita al potere di Matteo Renzi ha suscitato sentimenti opposti: grandi entusiasmi (come in questo articolo di Jacopo Fo) e grandi sospetti (come in questo articolo di Alessandro Robecchi). Io non mi fido e sto tra i sospettosi anche perchè, molte delle manovre previste da Renzi, come il taglio di 85.000 statali, i tagli alla sanità e i 3 anni senza diritti per i precari, sono manovre che abbiamo già visto negli anni scorsi in Grecia, paese dove purtroppo spesso ci tocca leggere il nostro futuro. D’altra parte, come scrive SDRENG in questo articolo, se Marchionne elogia Renzi… io mi preoccupo. Ad essere ottimisti siamo alle solite lacrime e sangue di Monti solo che Matteo Renzi ce le infiocchetterà e impacchetterà con la carta colorata come la sorpresa di un prossimo uovo di Pasqua! E se con una mano ci darà i famosi 80€ in busta paga, c’è il rischio che attraverso le nuove tasse (Tari-Tasi o come diavolo si chiameranno), ce ne riprenda il doppio.

Diciamoci la verità: il problema non è la persona di Matteo Renzi ma il fatto che lui, come i suoi predecessori e come tutti quelli che comandano nell’Unione Europea, Troika, Fmi, etc…, sono i rappresentanti di quel capitalismo liberista e finanziario che, in nome del profitto ad ogni costo, ha causato la crisi che stiamo vivendo, aumentando la povertà di tanti cittadini e di tante nazioni. D’altra parte il rapporto appena uscito di Oxfam (qui una bella sintesi in italiano)  dichiara che 85 super ricchi possiedono l’equivalente di quanto detenuto da metà della popolazione mondiale e che negli ultimi anni le leggi sono state fatte per favorire i più ricchi a scapito dei più poveri tanto che, dal 1970 a oggi, in 29 nazioni sulle 30 analizzate da Oxfam, i ricchi guadagnano molto di più e pagano molte meno tasse.

Il sistema economico liberista è al collasso e l’unico modo per uscirne è andare verso un’economia solidale, più rispettosa dell’ambiente, dei diritti umani sia dei cittadini che dei lavoratori. Chiedere  un’inversione di rotta alla classe dirigente mondiale che è stata la prima causa della crisi è una pia illusione, pensare che tale inversione sia indolore, altrettanto. Quindi Renzi o non Renzi lacrime e sangue sono e lacrime e sangue resteranno, almeno nel breve e medio periodo.

In una discussione fatta alcune settimane fa con alcuni amici del Gruppo d’Acquisto Solidale di cui faccio parte ci siamo chiesti cosa possiamo fare come cittadini per scardinare questo sistema, senza farsi troppo male, cioè senza acuire la crisi che già stiamo vivendo. Tralasciando le posizioni estremistiche, un tantinello rivoluzionarie e soprattutto impraticabili come il ritorno di tutti alla terra tramite la proprietà collettiva dei terreni, l’autosufficienza alimentare e il baratto, rimane la proposta concreta e già attuata da molte persone, indicataci dall’amico G.

Spostare poco a poco i nostri soldi dall’economia liberista e di mercato ad un’economia solidale e rispettosa dei diritti di tutti. Attenzione! Non si tratta di fare beneficenza o volontariato ma semplicemente di usare i soldi che riceviamo come stipendio per acquistare beni e servizi da imprese rispettose dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori.  Ad esempio G. lavora per una multinazionale e il suo stipendio che viene accreditato sul suo conto corrente presso l’unica Banca Italiana che non fa finanza speculativa ma che finanzia piccole realtà del terzo settore e di cui anch’io sono correntista: Banca Popolare Etica. Allo stesso modo se decidiamo di mangiare un’ottima pizza perchè non farlo in uno dei tanti ristoranti gestiti da onlus che in questo modo offrono un lavoro a delle persone svantaggiate come i disabili? E perchè non comprare il caffè equo e solidale invece di quello di George Clooney che è causa di tanti disastri nel mondo?  E perchè comprare la frutta e la verdura proveniente dall’altra parte del pianeta, quando si potrebbe comprare dal contadino accanto a casa a prezzi inferiori, magari anche biologica, contemporaneamnte salvaguardando l’ambiente in cui viviamo?

Gesti banali che sembrano sciocchezze ma che stanno già creando una nuova economia. Per ora si tratta di numeri piccolissimi ma in continua crescita, al contrario di quelli perennemente in rosso dell’economia liberista. Leggete questo articolo di “Repubblica” su Banca Etica oppure quest’altro, sempre su Banca Etica, di “Avvenire”. Infine leggete anche questo bellissimo pezzo sull’Imprenditoria sociale e sul Mercato Virtuoso de “Il Fatto Quotidiano”.

Il mio amico G. vi direbbe che ogni euro spostato dall’economia liberista a quella etica e sociale è come un granello di sabbia che cade nell’ingranaggio del liberismo, col vantaggio che quando quell’ingranaggio si incepperà definitivamente ne avremo già sviluppato un altro, molto più funzionale e soprattutto più rispettoso delle persone e dell’ambiente. Noi forse non ci saremo più ma avremo lasciato ai nostri nipoti un’economia nuova!

Piccole soddisfazioni…

Per oggi avevo quasi finito di  preparare un altro post quando ieri mi è arrivata un’e-mail della quale vi devo proprio raccontare… I miei più antichi lettori sanno che fino allo scorso settembre ho dato molta parte del mio tempo libero e delle mie energie al Gruppo d’Acquisto Solidale di cui ho fatto parte per diversi anni (qui un post). Poi una serie di incomprensioni con alcuni membri, differenze di vedute su come era gestito il gruppo e sul fatto che chi lavorava sodo non contava nulla mentre chi non faceva nulla (o poco) era sempre difeso da tutti, mi hanno fatto abbandonare il gruppo… (qui un post, qui un altro). Fu una decisione molto sofferta, presa a malincuore ma che sinceramente, ad un anno di distanza e ad acque ormai ferme,  rifarei nuovamente…

Perchè ritorno su una questone chiusa da quasi un anno a cui non pensavo quasi più? Perchè ieri mi è arrivata una mail del mio ex-gas dove mi chiedevano informazioni per la gestione della mailing list e per alcune foto fatte in occasione di eventi a cui il gruppo aveva partecipato.

Logicamente i miei ex-compagni di gas, quelli con cui avevo condiviso quattro anni di cammino (e purtroppo di incomprensioni), si sono guardati bene dallo scrivermi… Col coraggio tipico di Don Abbondio mi hanno fatto scrivere da una nuova esponente del G.A.S., una persona che non conosco e che non ho mai incontrato, ma che è piena di entusiasmo e buona volontà… Come in guerra, le reclute vengono mandate allo sbaraglio in prima linea, mentre i generali se ne stanno al calduccio nelle retrovie… Quattro anni di lavoro fatto insieme, non sono bastati ai miei ex- compagni di Gas per dargli il coraggio di chiamarmi e chiedere informazioni direttamente… Mi ricordano il vecchio Arthur Fonzarelli che non riusciva a dire “scu.. scu.. scu…”

Questa mail di richiesta di informazioni è stata una piccola soddisfazione: se dopo un anno qualcuno ha ancora bisogno di notizie dal sottoscritto si vede che il mio lavoro non era proprio da buttare e che le mie rimostranze forse non erano proprio campate in aria…

Come succede in questi casi, fatemi un po’ divertire e fatemi recitare la parte dell’antipatico, quello che proclama sempre motti e proverbi… Da che parte inizio? Ma dalla mamma che ripete “te l’avevo detto…” oppure dai nodi che vengono al pettine o da Enrico IV che prima o poi viene a Canossa… Ma soprattutto mi viene in mente quel proverbio cinese che non ricordo proprio bene ma che parla di mettersi sul fiume, coi piedi al fresco,  ad aspettare… che prima o poi il tuo ex-gruppo d’acquisto solidale passa…

p.s. per domani giuro che vi prometto un post un po’ più serio….

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Foto”Sitting on the Log in the River” by CaptPiper – flickr

Fermamente convinto… Champagne!

Nel post precedente (qui) vi ho raccontato che ho lasciato il mio Gruppo d’Acquisto Solidale, per incomprensioni con alcuni membri e conseguente stress… Da quando ho comunicato via e-mail la mia decisione mi sono arrivate risposte da diverse persone: chi è triste, chi mi chiede di ripensarci, chi dice «ti capisco», chi dice «non si fa così», chi ancora non ci crede e chi invece non mi ha scritto… perchè non mi sopporta.

Una mail mi ripropone il solito ritornello che, ormai da quattro anni, mi sento ripetere quando mi incavolo e sbotto contro i componenti del gruppo che non fanno il loro dovere…  Riferendosi a me, questa persona dice sempre: «lui è fermamente convinto dell’attività del gruppo». In realtà questa frase è come un gioco di parole:  un po’ come la parola “termovalorizzatore” nasconde la parola “inceneritore” o come  “escort” nasconde “puttanone”, dire «lui è fermamente convinto dell’attività del gruppo» è come dire che «lui  (cioè io, il sottoscritto) è rigido, rompiscatole, intransigente, talebano, insomma è come un gattino attaccato agli zibidei degli altri componenti del gruppo…»

Ebbene si, lo ammetto: quando vedo un’ingiustizia o qualcosa che non mi piace, tipo chi non si impegna o chi non rispetta il lavoro altrui, divento proprio una bestia!

Cari amici del mio vecchio gas, avete proprio ragione: sono proprio un gran rompiscatole. Anzi, vi dirò di più: «Se io fossi in voi e mi fossi liberato di un rompiscatole come me stesso, io sarei il primo a festeggiare con una bella bottiglia di spumante, …anzi no di Champagne !!!!»

Foto "Champagne" by faberzeus - flickr
Foto “Champagne” by faberzeus – flickr

A volte anche le cose belle, quelle a cui tieni… finiscono.

Foto "End" by mrjoro - flickr.com
Foto “End” by mrjoro – flickr.com

Ogni tanto mi capita di andare sul sito di e-ilmensile-peacereporter salvo poi accorgermi che le notizie sono sempre le stesse da quando, lo scorso 27 Luglio Emergency, per bocca di Cecilia Strada, Gianni Mura e Maso Notarianni, ha comunicato che il mensile e il sito internet sarebbero stati chiusi. Anche in questo Emergency, ha dimostrato la sua serietà: ha preso una decisione sicuramente sofferta, l’ha comunicata e non è tornata sui propri passi, nonostante gli appelli dei lettori che continuano ancora a riempire di commenti i comunicati di chiusura.  La decisione di Emergency mi è dispiaciuta, ma tutto sommato l’idea di averla presa e di sopportarne con coerenza tutto il peso, senza voltare gabbana e senza ripensamenti, mi piace. Sarà che in Italia la coerenza è una cosa rara…

Purtroppo a volte anche le cose belle e interessanti, quelle a cui teniamo e a cui magari abbiamo dedicato il nostro tempo libero e le nostre passioni finiscono.

Nel mio piccolissimo anch’io sto mettendo fine ad un’esperienza a cui ho dedicato molto del mio tempo libero e delle mie energie negli ultimi anni. Un’esperienza ricca di soddisfazioni umane (personali e di gruppo), di piccoli e grandi successi, ma anche di incomprensioni, sconfitte, litigi. Un’esperienza che mi ha permesso di condividere un pezzo di strada con delle persone belle, che stimo, anche se con qualcuno c’era una profonda diversità di vedute. Un’esperienza in cui credo ancora e che rifarei tutta daccapo ma che ora sento di dover terminare, perchè è diventata stressante e fonte di amarezze e problemi.

Da tempo mi sono dato una regola generale alla quale cerco di attenermi il più possibile. Ci sono delle cose essenziali per la nostra vita (il lavoro, la famiglia, la salute, le amicizie vere, etc…) per le quali è giusto e comprensibile affrontare disagi, sofferenze, sconfitte. Insomma, per le quali vale anche la pena di farsi un fegato grosso così… Ci sono poi altre bellissime attività che svolgiamo nel nostro tempo libero (sports, hobbies, volontariato, impegno in gruppi e associazioni, etc…) che servono per la nostra crescita umana, culturale, spirituale. Attività nelle quali esprimiamo e consolidiamo la nostra personalità, dove socializziamo, dove facciamo dei lavori utili o attività che semplicemente ci aiutano a rilassarci e svagarci in compagnia… Ecco, quando queste attività e i rapporti umani che ci girano intorno diventano fonti di stress, problemi e mal di fegato, questo è il campanello di allarme che ci indica che è l’ora di voltar pagina e dedicare il proprio tempo libero e le proprie energie ad altro. E questo, badate bene, non per voler sfuggire ai problemi o al confronto, ma semplicemente perchè si è perso il senso principale di queste attività che svolgiamo nel tempo libero: quello di fare piacevolmente in compagnia delle cose in cui crediamo…

…Ecco, se su questo blog, per un po’ di tempo non sentirete più parlare di Gruppi d’Acquisto Solidali… sapete il perchè…

Come è andata a finire… la festa de “Il Kantiere”.

Nel precedente post vi ho segnalato la festa che si è tenuta Venerdì scorso presso il centro culturale il Kantiere di Firenze. E’ stata la prima volta che il Gruppo d’Acquisto Solidale di cui faccio parte (Mondogas) è, come dire… uscito allo scoperto. Da più di tre anni  le nostre 15 famiglie fanno la loro spesa alternativa, biologica, biodinamica, a km zero, equa e solidale: così semplicemente, senza tanti fronzoli. Con la festa di Venerdì scorso abbiamo fatto vedere chi siamo, cosa facciamo e soprattutto abbiamo fatto assaggiare a tutti  un po’ delle cose buone che mettiamo sulle nostre tavole ogni giorno. Abbiamo allestito il nostro banchino all’esterno de il Kantiere, insieme alle molte altre associazioni che erano presenti… Mi sarebbe piaciuto visitare più approfonditamente anche gli altri banchini ma il successo del nostro è stato tale che sono stato quasi sempre occupato…

IL FOTORACCONTO (… per i blogger curiosi io ero il fotografo e quindi non appaio mai nelle foto)

Il banchino in fase di allestimento: tovaglia tradizionale a quadrettoni di Eleonora e insegna tecnologica del Leo… Il succo del G.A.S.: internet e le nuove tecnologie come mezzo per comprare prodotti di una volta….

Foto "Festa Kantiere/Mondogas 2012" by unpodimondo - flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012” by unpodimondo – flickr

In primo piano i frolloni al farro e al cioccolato del nostro amico e fornitore Daniele Scapigliati (qui un post dedicato ai biscotti e qui un altro) e più indietro le gallette e la crema spalmabile comprati all’ultimo momento da Stefania alla bottega del commercio equo e solidale… Potevamo lasciare i bambini senza crema alla nocciola?

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Appunto, inziamo a spalmare…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

I nostri volantini di presentazione insieme al parmigiano biodinamico che il nostro Felice ha tirato fuori dalla sua dispensa per sacrificarlo sul nostro banchino con i mieli biologici dei  nostri fornitori Sabrina e Emiliano. Oltre ai classici millefiori e acacia abbiamo unito in matrimonio il Parmigiano con i mielini aromatizzati al peperoncino, alla lavanda e allo zafferano…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

E da bere? Chianti, Vin Santo di Caratello  e per i bimbi succo di mela… (tutto sempre biologico…)

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

La merenda è una lotta fra dolce e salato: da una parte gallette di riso integrali con crema di nocciole, entrambe del commercio equo e solidale, dall’altra pane semintegrale ai cinque cereali con olio biologico dell’Impruneta… A fine serata la tradizione del pane con l’olio straccerà la crema di nocciole…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Cominciano ad arrivare i primi visitatori…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Degustiamo tutti insieme … di qua e di là dal banchino…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Si assaggia, si mangia e si racconta cos’è un Gruppo d’Acquisto Solidale: un gruppo di famiglie che si riunisce insieme per fare una spesa alternativa… Lo spieghiamo soprattutto a chi ci scambia per produttori o venditori e vorrebbe comprare tutto quello che abbiamo sul banchino…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Giovani gasiste* mangiano… e crescono!!!

*dicesi gasista persona che fa parte di un G.a.s.

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Il Parmigiano va a ruba….

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

… soprattutto se accompagnato da un buon chianti…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Si illustra il contenuto del nostro volantino… Nel frattempo termina il pane ai cinque cereali semintegrale… Ci viene in aiuto il ristorantino de il Kantiere che ci offre un sacco di pane bianco… per continuare a preparare il pane con l’olio e con la crema di nocciole…

Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr
Foto “Festa Kantiere/Mondogas 2012″ by unpodimondo – flickr

Ed in effetti spalmiamo e vinelliamo fino a notte fonda…

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Ringraziamenti:

  • Al Kantiere che ha organizzato la festa e che ci ospita da oltre 3 anni.
  • Ai nostri  fornitori che ci hanno regalato alcuni dei prodotti che erano sul banchino (Scapigliati, Le Montanine, Sabrina Accioli).
  • A tutti i gasisti di Mondogas che hanno partecipato alla festa: a chi ha allestito il banchino, a chi ha comprato e portato i vari prodotti, spesso togliendoli dalla propria dispensa, a chi ha fatto i volantini e l’insegna, a chi ha distribuito sorrisi e informazioni e infine ai gasisti che erano in ferie ma che ci hanno sostenuto anche da lontano… con idee e suggerimenti!
  • Alle altre associazioni che erano presenti alla festa insieme a noi (Coopi, Informatici senza frontiere, Piccoli passi, Equobì-Bottegotto, Compagnia delle arti di Romena, Cepiss e sicuramente diversi altri che ho dimenticato)

Kantiere in festa, domani 29/06/2012

Il Kantiere è un centro culturale del Quartiere 4 di Firenze ubicato in via del Cavallaccio 1/q (zona UCI Cinemas) che durante tutto l’anno ospita al suo interno una serie di attività e associazioni che spaziano dai corsi di lingue ed informatica, al teatro, alle arti, al ballo fino ai gruppi d’acquisto solidale di cui abbiamo parlato nel post precedente. Anche il gruppo di cui faccio parte io (mondogas) si riunisce in questa struttura tutte le settimane…

Domani sera 29/06/2012 , in prossimità con la con la chiusura estiva del centro (che in realtà resterà aperto anche tutto Luglio) la sede ospiterà, KANTIERE IN FESTA, una serata di laboratori, canti, balli e degustazioni gratuite che partirà alle ore 18.30 e si concluderà a notte (quasi) fonda… con lo spettacolo della  Compagnia delle Arti di Romena.

Potete leggere il programma completo nel volantino sottostante… Se poi volete avere maggiori informazioni sui gruppi d’acquisto e assaggiare un po’ di buoni prodotti biologici e biodinamici dei nostri fornitori vi aspettiamo allo stand di Mondogas… Io ci dovrei esserci dalle 18 alle 20… dopo ci saranno altri gasisti… In ogni caso io o qualcun altro del mio gas saremo a disposizione per maggiori informazioni….

p.s. Per chi invece vive lontano da Firenze e magari vorrebbe venire a visitarla ricordo che il Kantiere ospita anche un piccolo, grazioso ed economico ostello e un ristorantino niente male aperto a pranzo!

Locandina Kantiere in Festa.
Locandina Kantiere in Festa.