La bicicletta dei ricordi.

Ho appena letto un bellissimo post sul blog di Silvia (Ricordi), che racconta di babbi e di biciclette e mi ha fatto venire in mente una bicicletta che ha segnato la mia vita.

Era un giorno di primavera del 1995 e mio suocero se ne tornò dall’orto con una bicicletta olandese da donna, trovata abbandonata ad un cassonetto. Il mezzo era davvero in condizioni pietose ma mio suocero, come l’amico della famosa canzone di Lucio Battisti, era uno che con i cacciaviti sapeva davvero far miracoli. Fu l’unica volta in cui, lui esperto e io imbranatissimo in qualsiasi cosa che sappia di bricolage, lavorammo insieme. Lui smontò la bicicletta, la riparò e l’ingrassò mentre io ridipinsi tutto il telaio: metà bianco a pallini bordeaux e l’altra metà bordeaux a pallini bianchi.

Alla fine venne fuori una bicicletta bellissima che, dotata di apposito seggiolino, divenne il mezzo di trasporto con cui andavo quotidianamente dai nonni a prendere e riportare mia figlia che allora aveva un anno e mezzo e non andava al nido. Quella bicicletta  divenne la compagna di tante avventure: bastava un pomeriggio libero e in una ventina di minuti portavo mia figlia in campagna a vedere le paperelle nel lago, i cavalli, le caprette e le galline. Quando con la bicicletta arrivavo dai nonni e scampanellavo era una festa, mentre quando tornavamo a casa, spesso mia figlia si addormentava nel suo seggiolino.

Dopo pochi mesi un tumore si portò via improvvisamente mio suocero e quella bicicletta rimase come un ricordo dell’unico lavoretto fatto insieme. Mia figlia crebbe e così il seggiolino fu spostato dal manubrio alla ruota posteriore e, quando anche lei ebbe la sua bicicletta, finì in soffitta. Continuai ad usare quella bici per molti anni fino a quando mia moglie mi regalò una city bike nuova fiammante di negozio. Non avendo spazio dove tenerla la regalai a un muratore albanese per il quale divenne l’unico mezzo di trasporto. Da allora non l’ho più vista ma resta ancora nel mio cuore.

p.s. questo post non ha foto a corredo perchè vorrei, qualora la ritrovassi in un qualche cassetto, mettere una foto della bici originale.

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La riunione per il viaggio studio…

Foto "Dublin Castle - Exterior" by faraz_memon - flickr
Foto "Dublin Castle - Exterior" by faraz_memon - flickr

Mia figlia fa l’istituto tecnico per il turismo e come  da POF della scuola, in quarta è previsto il viaggio-studio di due settimane in una località a scelta, dove si parla una delle lingue che i ragazzi studiano a scuola (quest’anno Dublino, Monaco di Baviera, Parigi oppure Granada). Chi non vuole/può partecipare al viaggio studio deve, obbligatoriamente, fare un corso intensivo di due settimane di una lingua a scelta c/o il British Institute, l’Instituto Cervantes, il Goethe-Institut o l’Institut Français (tanto a Firenze ci sono tutti e quattro…). Insomma, queste attività, benché economicamente a carico delle famiglie, fanno parte integrante  del POF e i genitori lo sanno già dal momento dell’iscrizione alla prima classe: anzi gli viene detto addirittura all’Open day in terza media.

L’altro giorno c’è stata la riunione con i genitori per presentare il viaggio studio dei nostri pargoli e ho avuto la sfortuna di parteciparvi…  Non ho molta esperienza in materia ma credo che si avvicinasse molto ad una riunione di condominio.  La platea era divisa in due partiti urlanti:

– I babbi erano il partito dei soldi, per la serie, meno si spende meglio è. Perchè due settimane? Non ne bastava una? (e io aggiungo, perchè non un fine settimana o solo un paio d’ore? Giusto il tempo di un birrozzo a Dublino?) E perchè l’aereo? E perchè prenotare con largo anticipo? E perché quella compagnia aerea? (…e perchè non affittare una catapulta o una megafionda per “sparare” i figli in direzione Granada?) E perchè l’alloggio nelle famiglie? Ma non ci sarebbe un posto più economico? (… ma sotto ai Ponti lungo la Senna ci avete pensato? Fa così bohemienne e si spende poco!)

– Le mamme invece erano il partito dell’amore… Ma il mio bambino come farà da solo in una famiglia straniera? (insomma signora, è in una casa di una famiglia europea, non è in una capanna dei tagliatori di teste del Borneo) E se gli danno il rognone a colazione, e gli spaghetti sconditi per contorno? (stia tranquilla che suo figlio,  gira che ti rigira, un McDonalds per mangiare le solite schifezze che mangia a Firenze lo trova ovunque) Ma quanti calzini deve portare e quanti maglioni? Ma non dovranno mica rifarsi il letto e magari provare anche a fare una lavatrice?  Ma il mio bambino come farà se dovrà  prendere da solo l’autobus o la metro per andare dalla casa della famiglia che lo ospita alla  scuola? (non vi preoccupate care mamme, la scuola doterà tutti i pargoli di sherpa tibetani, autisti, maggiordomi, tate, colf e bodyguard per garantire agli infanti diciottenni il soggiorno più sicuro e tranquillo, logicamente tutto al minor costo possibile)

Dopo un’ora e un quarto di queste storie ho alzato la mia manina ed ho chiesto: “Scusate ma ci spiegate come funziona il corso di lingue? Quanto studieranno i ragazzi? Come sono composte le classi e cosa impareranno? Dovranno fare un esamino? Avranno un attestato?” Attimo di smarrimento: improvvisamente la platea si è accorta che i pargoli andranno all’estero a studiare e che il viaggio studio è un investimento sulla cultura e l’autonomia dei propri figli… Non vi preoccupate: è stato solo un momentino… qualche fugace spiegazione da parte dei prof e subito dopo è ricominciata la caciara sui prezzi…

In compenso alla fine della riunione i babbi che non volevano spendere nulla si sono rimessi i loro Woolrich da centinaia di  euro e sono saliti sui Megasuv, mentre le mamme iperprotettive si sono dimenticate di allacciare le cinture di sicurezza (giusto per non sgualcire gli abiti firmati) e tutti insieme si sono diretti alla prima rosticceria, per portare a casa un pasto sano per i pargoli!

Venti anni di Berlusconi  forse vogliono dire anche questo… che per molti genitori i soldi per l’istruzione e la cultura sono spesi male, mentre quelli per “apparire” sono spesi benissimo!

Gli SMS di Don Mazzi…

Foto "Don Mazzi" by alecani - flickr
Foto "Don Mazzi" by alecani - flickr

Come sanno i miei lettori uno dei miei difetti è quello di essere prolisso. Nonostante tutti gli sforzi devo riconoscere che spesso non ho capacità di sintesi. Sicuramente quando il buon Dio ha distribuito la capacità di sintesi dovevo essere distratto o forse sono arrivato in ritardo!  Immaginate perciò il sottoscritto quando deve scrivere un SMS: a parte il fatto che mi annodo sempre col T9, con i 160 caratteri di un SMS non riesco a scrivere un bel niente! Invece guardate quante cose intelligenti e interessanti è riuscito a scrivere Don Antonio Mazzi con i 160 caratteri di un SMS in questo articolo tratto dal suo blog…

Messaggini per l’estate

Ci sono tanti modi per mandare messaggi, consigli, saluti. Supponete che, stavolta, i messaggini, invece di arrivare dai vostri figli, dalla nonna, dagli amici, vengano da me. Vi considero più che amici e mi fa “dolce” spedirvi, a mezzo di sms, alcuni consigli (camuffati da pseudo-proverbi). Aprite il telefono?!!?

  • Il libro è una foresta tascabile, eternamente fiorita.
  • I cattivi maestri sono cattivi anche da cadaveri.
  • Non mettere fretta alla storia, il futuro si costruisce un giorno alla volta.
  • Chi si colloca al centro del mondo, inciampa nella circonferenza.
  • Il saggio impara molte cose dai nemici, lo stupido nemmeno dagli amici.
  • Se ami tuo figlio capirai soprattutto quello che non dice.
  • In una casa piena di bambini, il diavolo non entra.
  • Guai a chi si accontenta di poco; la vita lastricata di 6- è stupida.
  • È necessario, almeno una volta al giorno, avere fame di silenzio.
  • Perché non ho più notizie di me, e perdo i sogni che faccio?
  • In amore, qualche ustionatura, ben medicata, fa bene.
  • Chi regala le ore agli altri, vive in eterno.
  • Fai, di tanto in tanto, qualcosa che non ti piace.
  • Torniamo a coltivare le rivoluzioni.
  • Non bisogna giudicare Dio dal balbettio dei suoi preti.
  • L’esperienza è una cosa che puoi avere gratis.
  • Scrivete di più e chattate di meno… chi scrive bene, vive due volte.
  • Le risposte rendono saggi, le domande umani.
  • Non sempre i leoni sono aquile.
  • La fede la si può trovare già nel cercarla.
  • I giovani non sono vasi da riempire, ma lampade da accendere.
  • La vita è un lavoro che bisogna fare in piedi.
  • Soffrire è avere un segreto in comune con Dio.
  • Il diluvio non ce l’ha fatta: è rimasto l’uomo.
  • Affittasi grotta di Betlemme, per borghesi cattolici… in riflessione.
  • L’ateo è felice di essere figlio di n.n.

P.S.: Questa è una prima campionatura. Avete capito che, se li leggete bene e con calma, troverete “il sale” sufficiente per evitare antipatici condimenti estivi!

tratto da questo post sul blog di Don Antonio Mazzi

Medioevo Futuro…

foto Ring-Wraiths by San Diego Shooter - flickr
foto "Ring-Wraiths" by San Diego Shooter - flickr

Nella newsletter del sito di Beppe Grillo di Mercoledì 21 Ottobre è stata  pubblicata una lettera scritta da una persona che si firma N.S. e della quale non è dato sapere altro. Leggetela anche voi… Fantascienza da film oppure uno sguardo inquietante su quello che ci dovremo attendere per il futuro nostro e per quello dei nostri figli?

UNO SGUARDO AL FUTURO di N. S.

Caro Beppe, come ben sai nel giro di pochi anni il nostro pianeta e l’intero sistema umano verranno stravolti da cambiamenti naturali e sociali, avremo: un ambiente naturale “ostile”, una moltitudine di persone divenute “profughi” e una cerchia di persone legate al potere ed all’economia che si imporrà con la violenza e l’ignoranza. Tutte le lotte politico-sociali che combattiamo forse potranno cambiare una parte del mondo, ma dobbiamo essere pronti al peggio; i problemi più gravi sono: la riduzione del fabbisogno energetico mondiale, la riduzione delle risorse di cibo e acqua, la diminuzione delle aree in cui si potrà vivere. (E stiamo escludendo il probabile cambiamento dell’attività solare e le relative conseguenze.)
Le città saranno gli elementi più fragili, essendo totalmente dipendenti (per il loro funzionamento e per il sostentamento dei cittadini) dall’attuale sistema (energetico, politico, di grande distribuzione, ecc.); le aree rurali sempre più inquinate e cementificate non saranno sufficienti per sostenere l’intera popolazione.
Se già oggi assistiamo alla guerra dei poveri, in un futuro potremo assistere a qualcosa di molto peggio.
La mia piccola opinione e che Loro vogliono sterminarci (riducendo l’intera popolazione mondiale e meno di un miliardo), intenzionalmente ci stanno riportando ad una specie di medioevo (da schiavi moderni .. a schiavi) ; ma questa forse è un’altra lettera.
Per ora quello che mi sento di dire che possiamo fare è: diventare vegetariani, andare in bici, vivere di poco e quel poco di autocrearlo (energia, cibo, ecc.), di vivere fuori dalle città e.. di aiutare il tuo prossimo, poiché bisogna cooperare non competere.
Grazie per la tua attenzione.

Pubblicato sulla Newsletter del sito di Beppe Grillo di Mercoledì 21 Ottobre 2009