Emergency a Firenze raccoglie telefonini vecchi.

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Foto “Dooky! Pick up the phone!!” by Matthijs – flickr

La sezione fiorentina di Emergency, come accaduto più volte anche in passato, ha ricominciato a raccogliere telefoni cellulari usati (anche rotti) che verranno poi girati ad una ditta specializzata per il corretto smaltimento e il recupero dei metalli contenuti (tra cui il famigerato coltan, causa di tante guerre in Africa). Tale ditta devolverà parte dei ricavi derivati dallo smaltimento ad Emergency per le azioni umanitarie nel mondo.

I cellulari possono essere consegnati presso il Bar del Circolo della Società di Mutuo Soccorso di Rifredi 1883 in via VITTORIO EMANUELE II n.303 a Firenze dove Emergency ha la sua sede fiorentina. Chi avesse dei telefonini da donare ma non può recarsi a Rifredi può contattare i volontari di Emergency Firenze alla mail info@emergency.firenze.it oppure chiamando il nr. 366 8186654.

A Firenze lo Shiatsu sta con Emergency.

Foto "Io sto con Emergency_4" by blind^ - flickr
Foto “Io sto con Emergency_4” by blind^ – flickr

Nei giorni 15-16 Settembre 2012 dalle 10.00 alle 19.00 c/o il Circolo SMS RIFREDI in Via Vittorio Emanuele II 303 – 50134 a Firenze  il  COORDINAMENTO NAZIONALE SHIATSU organizza

” Lo SHIATSU STA con Emergency “

Due giornate di trattamenti shiatsu ad un costo promozionale per raccolta fondi a favore di Emergency. Tutto il ricavato sarà devoluto all’Ospedale Pediatrico di Emergency di GODERICH (Sierra Leone).

L’offerta minima per un massaggio è di 20€ e, vista la disponibilità di diversi operatori, non è necessario prenotarsi: basta semplicemente presentarsi all’SMS di Rifredi.

Per maggiori informazioni:

A Firenze la Festa di Primavera “Shalom”

Foto "Go Directly to Jail (23/366)" by 427 - flickr
Foto "Go Directly to Jail (23/366)" by 427 - flickr

La sezione fiorentina del Movimento Shalom invita tutti presso la Società di Mutuo Soccorso di Rifredi  in  via V. Emanuele II, 303 a Firenze, Sabato 14 aprile 2012 alle ore 15,30 per la consueta Festa di Primavera.

Il pomeriggio sarà dedicato all’incontro dei membri e amici di Shalom, ad un dibattito e ad un rinfresco conviviale a fine serata.

Il tema di quest’anno della festa di Primavera sarà: “CARCERE- UNA REALTA’ SCONOSCIUTA” e interverranno:

A conclusione della serata un momento conviviale!

Festa di Primavera Shalom: un breve resoconto (terza e ultima parte)

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Foto "passport" by megoizzy - flickr

Concludo con questo articolo le riflessioni circa il pomeriggio di Sabato 9 Aprile sul dibattito sull’immigrazione, tenutosi all’interno della festa di Primavera della sezione Fiorentina del Movimento Shalom (qui il post sull’iniziativa qui la prima parte, qui la seconda).

Se sei ricco (e bianco) viaggi, altrimenti rimani a casa tua…

Questa è la testimonianza che mi ha impressionato di più fra tutte quelle ascoltate nel pomeriggio e proviene da una normalissima ragazza italiana che, un po’ di tempo fa,  ha avuto la semplice idea di far conoscere il suo ragazzo ai propri genitori. La storia è lunga ed ingarbugliata: cercherò di metter giù quello che ricordo ma giuro che sarebbe da scriverci un libro, una sorta di…”Promessi sposi del terzo millennio”.

Questa ragazza si laurea (se non ricordo male in biologia) e parte per lavoro con una organizzazione umanitaria che opera in Madagascar. Durante la sua permanenza sull’isola si innamora di un ragazzo del luogo con cui lavora e nasce una bella storia d’amore. Al termine della sua esperienza lavorativa questa nostra “Lucia” torna in Italia e vorrebbe far conoscere  il suo “Renzo” ai propri genitori, per cui inizia a fare le pratiche e i documenti per fargli ottenere un visto turistico di 3 mesi per venire a trovarla in Italia (alla scadenza dei 3 mesi il fidanzato sarebbe tornato a lavorare in Madagascar).

Se sei occidentale, bianco e mediamente benestante puoi andare all’estero per turismo in tutta tranquillità: basta riempiere un po’ di fogli, pagare il visto (talvolta anche all’aeroporto) e … buon viaggio! Se invece sei africano e provieni da un paese povero non puoi fare il turista… per la burocrazia sei per forza uno che vuole approfittare del visto turistico per poi darsi alla clandestinità e allora le ambasciate faranno di tutto per metterti i bastoni fra le ruote…

I due fidanzati vogliono fare tutto legalmente alla luce del sole e perciò preparano tutti i documenti come Dio comanda: “Lucia” dall’Italia si informa con le ambasciate, telefona, etc… “Renzo” invece lascia il suo villaggio e si trasferisce nella capitale per presentare tutta la documentazione… Passano i giorni e il visto viene negato per ben due volte, con le ambasciate che non sono tenute a dare alla coppia nemmeno le motivazioni del diniego. Sembra un caso internazionale: Francia, Italia, Madagascar, Sud Africa è il balletto degli uffici e degli stati contattati dai fidanzatini… Il tempo passa e quella che noi chiamiamo “Lucia” riparte e va a lavorare in Sudan per un’altra organizzazione umanitaria: spera così di riunirsi col suo ” Renzo” per poi fare questo sospirato viaggio dai suoceri in Italia. Coinvolgono di nuovo le ambasciate di metà Africa (Sudan, Sudafrica, Kenya, Egitto) fino a quando il buon “Renzo” parte in aereo per il Sudan, via Egitto. Fra le richieste delle ambasciate, lui deve presentarsi agli aeroporti con 900€ in contanti per testimoniare che ha i soldi per pagare il viaggio di ritorno. Al suo scalo al Cairo viene fermato dalla polizia e per una serie di documenti che non sembrano in regola gli vengono presi i 900€, viene scortato da due guardie  (o meglio “bravi” di Manzoniana memoria) e come un delinquente  viene rispedito in Madagascar…

Come in un brutto gioco dell’oca la storia riparte dal “via” fra bolli, fogli e ambasciate. Alla fine i due ragazzi riescono a vedersi in Sudan e poi finalmente a venire in Toscana a conoscere la famiglia di lei… Ma, mentre ad un cittadino italiano che va all’estero, per un visto turistico,  sarebbe bastato  il passaporto, un po’ di soldini  e qualche timbro,  questo novello “Renzo Tramaglino”, per venire in Italia ha dovuto:

  • Presentarsi all’aeroporto con i soldi in contanti per pagare il biglietto di ritorno (900€).
  • Portare le prove che in Madagascar aveva un conto corrente con almeno 10.000€ e un lavoro.
  • Presentare un invito degli alberghi dove avrebbe alloggiato nei vari paesi dove faceva scalo.
  • Un contratto d’affitto o di comodato registrato all’agenzia delle entrate fatto con la famiglia della sua ragazza che l’ospitava per il periodo del soggiorno.
  • In più i consueti fogli, timbri e pagamenti che ogni cittadino occidentale  “normale” deve fare per avere  un visto turistico.

p.s. Se avete letto fino a qui è giusto darvi anche il lieto fine… La coppia adesso abita in Toscana ed è in attesa del loro primo bimbo!

Festa di Primavera Shalom: un breve resoconto (parte seconda)

Raw Greed On Visage Of Italian 'Deal Or No Deal' Equivalent Contestant (Photo By Biotron)
Foto "Raw Greed On Visage Of Italian Deal Or No Deal Equivalent Contestant (Photo By Biotron)" by Mot - flickr

Continuo le riflessioni sul pomeriggio di Sabato 9 Aprile dedicato  al dibattito sull’immigrazione all’interno della festa di Primavera della sezione Fiorentina del Movimento Shalom (qui il post sull’iniziativa , qui la prima parte delle riflessioni).

Ci rovina tutti la televisione.

Alessandro Martini (Direttore Caritas Diocesana di Firenze) ci ha raccontato la sua esperienza diretta con i 15 migranti tunisini appena arrivati da Lampedusa ed ospitati in una struttura della Caritas a Sesto Fiorentino. Vi tralascio le disavventure della traversata, i soldi dati agli scafisti e tutta una serie di notizie sulla vita di tutti i giorni nel centro di accoglienza, per raccontarvi un piccolo aneddoto molto significativo. Nel periodo che Alessandro passa quotidianamente con questi tunisini c’è un orario in cui tutti questi ragazzi si riuniscono insieme per guardare appassionatamente la tv. Alessandro per primo si sarebbe aspettato che guardassero il Tg o il calcio e invece la trasmissione che attira tutti i tunisini davanti alla tv sono i pacchi di  “Affari tuoi”! Parlando con loro Alessandro ha scoperto che, anche in Tunisia,  guardano “Affari tuoi” su Raiuno  e effettivamente credono che in Italia basti aprire un pacco per diventare tutti ricchi! In pratica la nostra tv, tra pacchi, milionari, eredità, servizi sul calcio e il gossip fa credere agli extracomunitari che viviamo tutti in un mega Luna Park con soldi facili per tutti, tanto che molti affrontano tutte le insidie possibili pur di venire a prendersi una fetta, o anche solo le briciole, di questa splendente torta alla panna!

La conferma a questa situazione ci è venuta da una ragazza eritrea che era in sala e che ha portato la sua esperienza. L’Italia vista in tv dall’estero sembra un paradiso e queste persone ci credono talmente tanto che quando arrivano qui e scoprono che la situazione è molto diversa rimangono profondamente deluse. La ragazza eritrea ha candidamente confessato di essere andata in crisi quando, una volta arrivata a Firenze, ha scoperto che anche qui ci sono i mendicanti a chiedere l’elemosina per la strada!

La stessa ragazza ci ha però mostrato che anche noi occidentali siamo ingannati dalla televisione e pensiamo sempre ad un’Africa fatta solo e completamente di capanne, di poveri, analfabeti e straccioni. In realtà ci ha detto che anche da loro, accanto alle capanne,  ci solo i villoni, le ville, i condomini e le casette, così come ci sono persone istruite e laureate (lei se non ricordo male è laureata in giurisprudenza), lavoratori, studenti, persone ricche e poveracci. Anche le tecnologie come radio, tv e internet sono presenti in molte parti dell’Africa. Logicamente, in tutti questi casi,  le proporzioni sono molto diverse  rispetto all’Italia e la forbice fra ricchi e poveri è molto più ampia, ma l’inganno perpetrato dai mass media è lo stesso.

Solo la conoscenza, il rispetto e il dialogo ci consentono di liberarci da questi stereotipi e di affrontare i problemi e le situazioni realmente, per quello che sono…

Festa di Primavera Shalom: un breve resoconto (parte prima)

I colori della cittadinanza #3
Foto "I colori della cittadinanza #3" by Noemi Bisio - flickr

Sabato scorso ho assistito al dibattito sull’immigrazione che si è tenuto nel corso della festa di Primavera della sezione Fiorentina del Movimento Shalom (qui il post sull’iniziativa). Abbiamo ascoltato le testimonianze dirette degli stessi immigrati e delle associazioni che lavorano con loro.  Logicamente non posso riassumervi oltre due ore di discussione ma posso raccontarvi 3 semplici storie che parlano di queste persone e del loro rapporto con l’Italia, perchè non dobbiamo dimenticare che dietro i numeri che appaiono sui mezzi di comunicazione ci sono delle persone, tutte con una loro storia… Comincio dalla prima: le altre due nei prossimi giorni…

L’articolo 1 della Costituzione.

La prima testimonianza è venuta da Adam, un senegalese che lavora nelle concerie di Santa Croce sull’Arno e che è intervenuto come rappresentante della Comunità senegalese di Fucecchio. Il suo intervento è stato incentrato sul rispetto e sull’uguaglianza fra le diverse culture e sui benefici che nascono dalla conoscenza reciproca e dallo scambio di esperienze culturali. L’incontro con l’altro permette di crescere insieme, cogliere le parti più belle di tutte le culture ed andare verso la multiculturalità, senza però rinunciare alle proprie radici. Adam ha sostenuto che lui, nonostante  viva in Italia da tanti anni, si sente sempre senegalese e ci ha illustrato questo sentimento con un proverbio della sua terra che recita: “Il tronco d’albero può rimanere in acqua per molto tempo, ma non diventerà mai un Coccodrillo.” Nonostante questo apprezza e stima la nostra cultura, le nostre tradizioni e le cose belle che contraddistinguono l’Italia e gli italiani.

Adam a questo punto ha rivelato la cosa più bella che lui ama della nostra nazione. E’ stato spiazzante perchè io mi sarei immaginato il classico elenco che fanno tutti gli stranieri che arrivano in Italia ovvero arte, cucina, paesaggio, musica etc… Invece lui ha detto che ama e apprezza soprattutto la prima parte dell’articolo 1 della nostra Costituzione, ovvero il fatto che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” Per noi può sembrare banale, ma una nazione che si basa sulla democrazia e sul lavoro tutela due dei diritti fondamentali che sono negati in tante altre parti del mondo. Adam ci ha fatto proprio notare che gli immigrati che stanno arrivando da noi o che stanno manifestando nel Nord Africa e nel Medio Oriente alla fine dei conti reclamano, in patria o all’estero, queste due necessità primarie: democrazia e lavoro!

Firenze: Festa di Primavera Shalom.

Pane e Coraggio
foto "Pane e Coraggio" by kiki99 - flickr

Come ogni anno, la sezione fiorentina del Movimento Shalom, organizza la consueta  FESTA DI PRIMAVERA “SHALOM” che si terrà Sabato 9 Aprile 2011 dalle ore 15.30 c/o il salone Chalet dell‘SMS di Rifredi in via V. Emanuele II 303 a Firenze.

Il tema dell’incontro di quest’anno sarà purtroppo di estrema attualità (anche se era stato deciso e programmato ben prima degli ultimi fatti di Lampedusa). Discuteremo di:  “MIGRANTI: ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE”.

Saranno presenti con le loro testimonanze:

Moderatore : Don Andrea Cristiani (fondatore del Movimento Shalom)

Al termine del pomeriggio si terrà un momento conviviale per tutti curato dalla sezione fiorentina del Movimento Shalom.