Sbarchinpiazza arriva a Firenze e Siena…

Sembra impossibile, ma in questo periodo di crisi e di discussioni sull’articolo 18, esiste anche un’economia diversa, “altra”. Un’economia rispettosa dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori, della legalità. Un’economia fatta di relazioni e di solidarietà, dove la cooperazione e l’aiuto reciproco scacciano via il lavoro nero, il caporalato e la concorrenza spietata.

Si tratta dei vari  progetti portati avanti dalle Reti di Economia Solidale ed in particolare del progetto Sbarchinpiazza che, grazie alla collaborazione dei Gruppi d’Acquisto Solidali Italiani, sta portando in molte piazze del Nord Italia la legalità e la solidarietà del mercatino della carovana  di Ressud, la rete dei produttori solidali di agrumi, mandorle e altri prodotti del nostro Meridione.

Dopo Massa Carrara, Ancona, Fermo, Camerino e Genova, il prossimo fine settimana gli Sbarchinpiazza saranno a:

  • Firenze in Piazza Tasso sabato 24 Marzo dalle ore 9.00 alle ore 18.00.
  • Siena ai Giardini della Lizza Domenica 25 Marzo.

e successivamente andranno a Bergamo, Perugia e Marsciano…

Questo il programma dello Sbarchinpiazza di Firenze:

ore 9-18  FESTA-MERCATO – piazza Tasso – scambio di saperi e prodotti con intrattenimento musicale. Vendita di agrumi e altri prodotti provenienti dal Sud Italia.
ore 15  INCONTRI-DIBATTITI – c/o il Chiostro della Leopoldine.

  • SOVRANITA’ ALIMENTARE con Marta Manni – Mani Tese, “Land Grabbing” Emiliano Terreni – la Fierucola, “decreto riguardante l’alienazione dei terreni agricoli del Demanio”.
  • DIRITTI DEL LAVORO con un migrante-bracciante della RES-SUD, Pape, Comunità Senegalese, Andrea Bigalli, Libera-Toscana.
  • ECONOMIA DELLE RELAZIONI con Roberto LiCalzi -Cons. Legallinefelici, ” Rete di Economia Solidale Sud”, un produttore della Fierucola, “Garanzia Partecipata”, un consum-attore “verso un Distretto di Economia Solidale a Firenze”.

ore 18 PROIEZIONE FILM “Sangue Verde” presso il Circolo Aurora in piazza Tasso

Per maggiori informazioni:

Il video dello sbarco a Genova… (che da solo spiega più di mille parole)

Pesticidi e benzene in frutta e verdura…

Foto "mmmm, organic fruit" by polonium wet dreams - flickr

Foto "spring weather & pesticides" by gribley

Torno ad occuparmi di pesticidi perchè è uscita l’edizione 2009 della  ricerca annuale di Legambiente “Pesticidi nel piatto”. Questa ricerca raccoglie i dati dei controlli fatti nello scorso anno da Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici e traccia una fotografia dello stato di contaminazione  degli alimenti (soprattutto di frutta e verdura) in Italia.

A questo link potete scaricare tutto il rapporto in pdf , mentre  vi riporto alcuni stralci dall’articolo di presentazione del rapporto.

A fronte di una evidente diminuzione dei campioni analizzati (quasi 1300 in meno rispetto all’anno scorso), si riscontra un seppur lieve incremento dei campioni irregolari per concentrazioni troppo elevate di residui di agrofarmaci rispetto ai limiti stabili dalla legge. [...]

Su 3474 campioni di verdure analizzati lo 0,8% è addirittura irregolare (residui oltre i limiti di legge), un valore più o meno stabile rispetto all’anno precedente quando si attestava sullo 0,7%, mentre 565 campioni (il 16,3%) sono regolari ma con residui, in aumento dell’1,6% rispetto all’anno scorso (14,7%). Stesso aumento per i campioni contaminati da uno o più residui tra i prodotti derivati (19,5% rispetto al 18% dello scorso anno). La frutta si riconferma quale categoria “più inquinata”, con un aumento, rispetto all’anno scorso, delle irregolarità. Infatti, su 3507 campioni di frutta, 81 (il 2,3%) sono irregolari con residui al di sopra dei limiti di legge (+ 0,7% rispetto al 2008). Invece, i campioni di frutta regolari con uno o più di un residui chimici risultano pari al 43,9%. Quindi solo un frutto su due (il 53,8% per la precisione) che arriva sulle nostre tavole è privo di residui chimici. [...]

“Gli ultimi dati Istat – ha dichiarato Rossella Muroni [direttrice di Legambiente]- ci dicono che già nel 2007 la quantità totale dei fitosanitari distribuiti per uso agricolo in Italia era aumentata del 3% rispetto al 2006, passando da 148,9 a 153,4 mila tonnellate. Un dato questo, abbastanza preoccupante, perché sembra indicare che lo sforzo sinora sostenuto dall’agricoltura italiana per offrire ai consumatori prodotti sempre più sani e per ridurre l’inquinamento abbia subito uno stop”.

Tra le alte percentuali registrate tra i campioni di prodotti derivati contaminati da più principi attivi contemporaneamente (19,5%) dobbiamo segnalare il caso dei vini: su 639 campioni analizzati, 191 presentano uno o più residui. Dai dati che ci sono pervenuti, risulta che alcuni composti chimici, come il Procimidone (possibile cancerogeno secondo l’EPA), si ritrovano sia nell’uva che nel suo derivato.

Tra i campioni da record per presenza di sostanze chimiche segnaliamo poi un campione di uva analizzato in Sicilia con ben 9 diverse sostanze chimiche; un campione sempre di uva, analizzato in Puglia, contaminato da 7 diversi residui; una mela analizzata in Campania con lo stesso quantitativo di residui. E ancora, due campioni di fragole analizzate in Puglia rispettivamente con 6 e 4 differenti residui chimici. Tra le verdure spicca un peperone analizzato in Sicilia con 7 diversi principi attivi e un campione di pomodori analizzato dai laboratori campani, contaminato da 4 diverse sostanze chimiche.

“Gli effetti sinergici sulla salute dell’uomo e sull’ambiente del multiresiduo andrebbero adeguatamente verificati – ha dichiarato Francesco Ferrante [responsabile Agricoltura di Legambiente]-. Tra i campioni “da record” infatti sono stati trovati residui di Procimidone, Vinclozolin o Captano, tutti pesticidi che l’EPA (l’Agenzia americana per la Protezione Ambientale) ha da tempo classificato come possibili cancerogeni e dei quali non conosciamo gli eventuali effetti relativi alla sinergia con le altre molecole presenti. [...]

Nel complesso, sono le mele il frutto più frequentemente contaminato. Su quasi il 90% delle mele analizzate in Emilia Romagna è stata rilevata la presenza di residui chimici: su 155 campioni, 30 sono infatti quelle regolari con un solo residuo, 103 con più di un residuo e 3 sono fuori legge. A Bolzano su 60 mele solo 7 sono risultate regolari senza residui, mentre 24 ne hanno uno e 29 più di uno. A Trento, su 22 campioni di mele 9 sono quelle irregolari a causa del superamento dei limiti massimi consentiti di Boscalid (fungicida), 9 sono regolari con un solo residuo e 3 con più di un residuo. Stessa sorte per le mele campane dove l’81% è contaminato da uno o più residui, mentre un campione è risultato irregolare per concentrazione troppo elevate di Boscalid. 18 campioni di mele contaminati su 20 anche in Sardegna.

Preoccupante anche il dato sugli agrumi. In Friuli Venezia Giulia, il 40% dei campioni presenta più di un residuo, nelle Marche il 35,3%, a cui si aggiunge un 47,1% con un solo residuo. E ancora, in Toscana su 145 campioni, il 38,6% presenta più residui. Nello specifico i campioni decisamente fuori legge sono: 17 agrumi, 14 mele, 14 fragole, 8 pere, 8 pesche, 4 campioni di uva e 16 campioni di frutta tra cui albicocche, ciliegie, kiwi, susine, prugne. [...]

tratto dall’articolo “Legambiente presenta “Pesticidi nel Piatto 2009″ pubblicato sul sito di Legambiente.

Restando sempre nell’ambito degli inquinanti in frutta e verdura, le sezioni palermitane di Legambiente, del Movimento difesa del cittadino e dell’ordine dei chimici hanno analizzato per 6 mesi la presenza di benzene nella frutta e nella verdura sia comprata all’aperto (nei mercati a contatto col traffico veicolare) che in confezioni chiuse nel supermercato trovando un risultato drammaticamente inaspettato: tutti i campioni, indifferentemente dal luogo di acquisto, erano contaminati dal benzene e qualcuno anche da toulene e xilene. Qui potete leggere le tabelle di analisi in pdf, mentre concludo  il post con un estratto dalla notizia della presentazione della ricerca.

Sei mesi di indagini e osservazioni. Tanto è durato lo studio che Mdc (Movimento difesa del cittadino), Legambiente Palermo e Ordine dei chimici di Palermo hanno effettuato per indagare sull’eventuale inquinamento di frutta e verdura venduta a stretto contatto con il traffico veicolare. I campioni presi in esame sono stati acquistati tra le bancarelle dei mercati, ma anche all’interno di supermercati, cioè, prendendo in esame campioni di frutta e verdura già lavata, tagliata e imbustata.

Il risultato è stato inaspettato: in tutti i campioni presi in esame è stata rilevata la presenza di benzene, ma anche di toulene e xilene. Una sorpresa, se si pensa che fino a questo momento si è sempre pensato che il benzene, per la sua volatilità, venisse semplicemente inalato. [...] Con questo studio, invece, si è dimostrata una maggiore pericolosità di questa sostanza nociva per l’uomo. E cioè che ogni giorno oltre a respirarla, la ingeriamo assieme ai cibi che arrivano sulle nostre tavole.[...]

L’altro dato sorprendente è scaturito dalla comparazione tra i campioni di verdura acquistati per strada e quelli comprati in busta chiusa nei supermercati: nessuna differenza è stata riscontrata. [...] I dati mostrano che il traffico veicolare locale non dà un contributo significativo e che va ricercata la fonte di contaminazione durante le varie fasi che accompagnano la produzione di ortaggi e verdure sino alla commercializzazione finale.

Il valore di benzene pari 0,1 microgrammi/Kg o 01, nanogrammi/g di verdura costantemente riscontrato in molti dei campioni analizzati siano essi di verdura confezionate, o di verdura acquistata all’interno della grande distribuzione, sia di verdura esposta in stretto contatto con assi viari, sembrerebbe essere oramai un valore della contaminazione di fondo ambientale. Va specificato che il valore che apparentemente sembra molto basso, trasferito in unità chimiche corrisponde a circa 70.000 miliardi di molecole ingeribili per Kg di verdura.
Ma non solo. Sono stati trovati campioni con un livello di concentrazione 10 volte maggiori della media. In questi casi sono stati riscontrati altri composti di elevata pericolosità. In un particolare campione l’analisi dei dati da parte dell’Ordine, ha fatto presupporre la presenza di un attività di verniciatura nelle vicinanze. Presenza confermata al soggetto che ha prelevato le verdure da esaminare. Si può, quindi, dedurre che gli ortaggi e le verdure siano facilmente contaminabili da composti organici volatili.

L’ultima fase della ricerca ha avuto l’obiettivo di verificare l’effetto del lavaggio della verdura tramite acqua e bicarbonato, così come solitamente un normale cittadino fa a casa. Anche questa volta il risultato è stato sconvolgente: le sostanze nocive presenti, dopo il lavaggio, non vengono minimamente eliminate.

Al momento non esiste un limite di legge relativo alla presenza di benzene legata agli alimenti. Mdc, Legambiente Palermo e Ordine dei chimici lanciano, quindi, un appello e chiedono un protocollo di vigilanza per monitorare e controllare i livelli di benzene presenti nella catena alimentare. [...]

tratto dall’articolo “Allarme per frutta e verdura allo smog: presenza di benzene in tutti i campioni” pubblicatoil 24.06.2009 sul sito del Movimento Difesa del Cittadino.