Quindi io….

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Foto “NO” by Grant Hutchinson – flickr

Sono un lavoratore dipendente, marito di una lavoratrice dipendente. I nostri stipendi perdono potere d’acquisto un anno dopo l’altro e con le trattenute in busta non possiamo evadere le tasse, come fanno i cosiddetti imprenditori: piccoli, medi o grandi come le multinazionali. E la pensione sarà sempre più un miraggio. Abbiamo una figlia universitaria che paga un sacco di tasse per una scuola pubblica sempre più scadente. Fra qualche anno entrerà nella schiera dei giovani disoccupati, dei precari, dei voucher… di un lavoro senza più quei diritti per cui avevano combattuto i suoi nonni. E siamo anche figli di quei nonni con le pensioni da miseria che quando prenotano una visita all’ASL si sentono rispondere di ripassare fra 6 mesi o un anno. E infine vediamo chi sta peggio di noi, come i migranti che fuggono dalle guerre e dalle violenze e vengono trattati come la causa di tutti i nostri mali, mentre sono solo altre vittime più disperate di noi.

A noi, che per 364 giorni l’anno non contiamo un bel niente, il governo scrive e promette mari e monti per andare il 4 Dicembre a mettere una croce su quel “SI”. Allora io sono andato a vedere chi è a favore di quel “SI” e mi sono fatto qualche domanda…

  • JP Morgan e le agenzie di rating, quelle che con la speculazione finanziaria hanno portato la Grecia alla fame e alla miseria chiedono di votare “SI”… Quindi io voterò “NO”.
  • I padroni della Confindustria, quelli che da vent’anni chiedono (e ottengono) di diminuire i diritti dei lavoratori, la loro precarizzazione e il blocco dei salari chiedono di votare “SI”… Quindi io voterò “NO”.
  • Marchionne, un canadese domiciliato in Svizzera, che dopo aver avuto miliardi di finanziamenti statali, ha trasferito le sedi legali di Fiat all’estero per non pagare le tasse in Italia e che fa di tutto per ridurre i diritti degli operai (chiedere a Termini Imerese e Pomigliano d’Arco) chiede di votare “SI”… Quindi io voterò “NO”.
  • La troika europea e la BCE, che spendono miliardi di Euro per salvare le banche ma non muovono un dito per salvare i migranti e i poveri europei come in Grecia, chiedono di votare “SI”… Quindi io voterò “NO”.
  • L’ambasciata USA, un paese guerrafondaio che esporta in tutto il Medioriente e in Africa la democrazia a suon di bombe, creando come conseguenza terroristi e profughi, chiede di votare “SI”… Quindi io voterò “NO”.
  • Infine perfino Briatore, quello che vorrebbe fare della Puglia un mega Billionaire per soli ricchi, a Matrix chiede di votare “SI” perchè così finalmente si potranno privatizzare scuole e ospedali… Quindi io voterò “NO”.

Insomma ci avete fatto caso? Tutti le lobby di potere che ci hanno portato nella situazione drammatica in cui si trova oggi l’Italia e che manovrano i politici al  governo come dei burattini, ci chiedono di votare “SI”.

E non vi viene voglia, almeno in questa occasione, di mandare un bel segnale a tutti quanti?

Infine un’ultima perla: leggo in questo post su Altraeconomia che la casa editrice Tramontana, editore di libri scolastici ben conosciuto da chi ha studiato diritto ed economia, ha già pubblicato nel libro per le superiori “101 lezioni di diritto ed economia”, scritto da Carlo Aime e Maria Grazia Pastorino, un capitolo di 8 pagine dedicato alla Riforma Costituzionale come se fosse già diventata legge. Non solo il libro ignora del tutto il referendum, ma perfino alcune modifiche fatte alla legge Costituzionale ad Aprile 2016 e soprattutto racconta cose ancora tutte da legiferare come i criteri per selezionare i 74 consiglieri regionali che, se passasse la riforma, dovrebbero diventare senatori.

E non vi viene voglia, quelle 8 pagine, di mandarle al macero insieme a chi ha voluto questa riforma?

♦♦♦♦♦

P.S. Se il parere di un piccolo e inutile informatico come il sottoscritto non vi convince vorrei segnalarvi due post molto curiosi sul No al referendum apparsi sul sito de “Il fatto quotidiano”. Il primo è di Fabio Scacciavillani, Chief Economist del Fondo d’investimenti dell’Oman: vi aspettereste che trattasse di Economia e invece tratta di Storia, raccontando come riforme simili a quella a cui siamo chiamati a votare,  portarono dritte alla Prima Guerra Mondiale e successivamente alla dittatura fascista. Il secondo è di Marco Politi e con molto buonsenso racconta dieci motivi per votare NO. Dov’è la stranezza? Che Marco Politi è da oltre 40 anni uno dei maggiori vaticanisti al mondo. Quindi, se uno che di solito si occupa di Dio, Santi e teologi decide di dedicare diversi articoli al Referendum significa che la situazione è grave… non c’è più religione!😛

Un film: Lui è tornato (2015).

Lui_è_tornatoA casa da alcune settimane abbiamo fatto l’abbonamento a Netflix e devo dire che sono molto soddisfatto, soprattutto per i documentari ma anche per i film. Le serie le seguo meno ma mia moglie e mia figlia sono molto contente anche di queste. Come conseguenza è facile che il blog si arricchisca di recensioni di film…

Comincio con un film che ancora non è nelle sale (uscirà in Italia il 26 Aprile) ma che, per misteri della distribuzione cinematografica, su Netflix è già disponibile dal 09 Aprile: “Lui è tornato” tratto dal libro di Timur Vermes.

Metto subito le mani avanti dicendo che non ho letto il libro e quindi non posso fare paragoni col romanzo. Il film è semplicemente geniale e dovendo dare un giudizio in due parole direi “inquietantemente divertente“. Un reporter in procinto di essere licenziato dalla sua tv, durante le riprese di un documentario, riprende il risveglio di Hitler nella Berlino del 2014 (nel libro credo fosse il 2011). Hitler si ritrova totalmente spaesato e viene ospitato in un chiosco di giornali dove si aggiorna sull’attualità politica. Appena la tv fiuta l’affare, scambiandolo per un bravo comico che imita il dittatore, il vero Hitler viene messo sotto contratto e diventa il re di tutto il palinsesto. Le sue invettive, identiche a quelle degli anni ’40, vengono prese come scherzi ma in realtà lui fa tremendamente sul serio. Inizia qui un viaggio in tutta la Germania in cui il dittatore incontra cittadini, politici e giornalisti, fra gag vere e presunte. E’ inquietante sapere che molte delle persone che partecipano al film sono veri politici della destra tedesca e molti i cittadini capitati per caso sul set dove molte scene erano improvvisate. Ad esempio un gruppo di turisti che alla porta di Brandeburgo si fanno i selfie con Hitler col saluto romano, sono dei veri turisti italiani capitati lì per caso (logicamente come italiani non ci possiamo far mancare niente).

Si ride tanto perchè in fondo è un bel film di satira (ma è un riso amaro) e ci si inquieta, soprattutto sulle ultime scene, quelle che arrivano a metà dei titoli di coda. Se fossi un professore lo farei vedere nelle ai ragazzi nelle scuole perchè parla dei temi della resistenza, ma con un linguaggio moderno e divertente… insomma senza apparire “polveroso”…

P.S. (1) Se volete vedere il film su Netflix è probabile che per default ve lo proponga in tedesco con sottotitoli in italiano. Se cercate tra le opzioni c’è anche il film doppiato in italiano.

P.S. (2) Se vi registrate su Netflix avete un mese di abbonamento gratuito in cui potete vedere se il catalogo di film vi piace e se la vostra rete Adsl non fa i capricci. Noi siamo rimasti entusiasti.

La guerra non è la risposta… ma per fortuna ci sono altre risposte!

Foto "Tribute to Paris" by Chris Willis - flickr

Foto “Tribute to Paris” by Chris Willis – flickr

E’ difficile scrivere sugli attentati di Parigi, soprattutto da quando si è aperto in tv e sui giornali il circo degli opinionisti, di alcuni dei quali sinceramente ne avremmo fatto a meno: tanto per fare alcuni esempi D’Alema, Gasparri, Belpietro e perfino la D’Urso.

L’unico che mi è parso sincero è stato Papa Francesco quando, intervistato telefonicamente da Tv2000 Sabato mattina, non ha fatto che ripetere più volte la  frase: «Non è umano». Non credo ci sia altro da aggiungere se non che sono ancora troppe le cose che «Non sono umane»… Non sono umani i terroristi che si fanno saltare in aria e uccidono tanti innocenti e non sono umani i droni americani che bombardano un ospedale di Medici senza Frontiere. Non è umano uccidere i bambini in Ucraina e nemmeno in Siria perchè le bombe non sono mai giuste. Non sono umane le guerre e guerriglie sparse per il mondo: dalla Somalia alla Cecenia, dalla Nigeria all’Iraq, dal Pakistan al Sudan.  Insomma, non francesizzerò la mia foto su Facebook se non mi metteranno a disposizione anche le bandierine degli altri popoli che nel mondo sono sotto le bombe!

Mi sono chiesto più volte cosa fare in questi momenti. E’ inutile dire che tutto sarà come prima, perchè non è vero. Quante persone fino a pochi giorni fa sono state all’Expo? Ci ritornerebbero oggi se fosse ancora aperto? Mia figlia venti giorni fa è andata al Forum di Assago a vedere gli European Mtv Award. Se li rifacessero oggi non so se ce la manderei: forse si, ma poi non ci dormirei la notte… Immaginatevi dunque come sono contento che Firenze, i prossimi 26 e 27 Novembre 2015, ospiti il vertice Nato regalatoci dal nostro caro ex-sindaco…

Se il post finisse qui ne uscirebbe una tragedia totale e invece ho avuto la fortuna di imbattermi in un bell’articolo di Jacopo Fo, pubblicato su Cacao 4 giorni fa, intitolato “Servono più pacifisti sulle barricate!“. Dopo aver elencato tutti i mille motivi per essere tristi e preoccupati, Jacopo Fo riesce anche ad elencare pochi ma eccellenti motivi di speranza per gli anni a venire… Se avrete la pazienza di leggerlo tutto, scoprirete che perfino i nostri/vostri blog, se usati in modo intelligente, sono mezzi che portano verso un futuro di pace e sviluppo e che le barricate su cui i lavorano i nuovi pacifisti sono molto particolari. Hanno i nomi di migliaia di onlus, di gruppi d’acquisto solidali, di ciclofficine, di coloro che si occupano di fotovoltaico e ambiente, di bookcrossing, di wikipedia, di linux, di commercio e finanza equosolidali, dei contadini di genuinoclandestino e di molte altre piccole attività lavorative e/o di volontariato che vanno verso un’economia solidale e collaborativa…

Insomma, quando con i nostri/vostri blog condividete informazioni e buone pratiche per il bene comune (postare stupidi insulti o foto di gattini non vale) state lavorando per la pace e contro il terrorismo perché, come diceva Tiziano Terzani

[…]  il problema del terrorismo non si risolverà uccidendo i terroristi, ma eliminando le ragioni che li rendono tali. […]

dalla lettera di Tiziano Terzani a Oriana Fallaci del 2001

Un libro: “La danzatrice bambina” di Anthony Flacco.

Copertina de "La danzatrice bambina"

La danzatrice bambina – Copertina

Il secondo libro che ho letto in vacanza è totalmente diverso da quello presentato nel post precedente, in quanto racconta una storia vera, molto drammatica ma, fortunatamente, a lieto fine.

Siamo nel 2001 in uno sperduto paesino in Afghanistan dove, con la propria famiglia, vive Zubaida, una vivace bambina di 9 anni che, in un giorno in cui i suoi genitori non erano in casa, rimane terribilmente ustionata a causa di un incidente con una tanica di Kerosene. Il padre dopo averla portata, con sommi sacrifici, nei vari ospedali locali che davvero poco possono fare per lei, non si arrende ad aspettare che muoia fra atroci dolori. Decide così di presentarsi con la figlia ad una base militare statunitense. Un soldato, colpito dalle sofferenze della bimba, contravviene alle regole militari e si fa carico di lei. Nasce allora un passaparola di eventi e di persone che origina un’inattesa catena di solidarietà che porterà Zubaida negli Stati Uniti dove verrà operata più volte e dove sarà ospite nella famiglia del chirurgo che l’ha in cura. Zubaida trascorrerà circa due anni negli Stati Uniti e, tra un intervento e l’altro, frequenterà la scuola fino alla sua completa guarigione. La sua storia commuoverà l’America tanto che al suo ritorno in Afghanistan saranno stati raccolti i fondi per comprare un’abitazione alla famiglia di Zubaida in una località dove i figli potranno tutti andare a scuola.

Se la storia vera è molto bella, purtroppo il libro non scorre e si legge con una certa fatica.  Non saprei dire se è colpa dell’autore o del traduttore in italiano, ma in ogni caso il testo non è dei migliori. Un’altra cosa che mi ha un po’ dato noia è la differenza fra la precisione millimetrica della descrizione degli interventi chirurgici (l’autore descrive i centimetri quadrati di pelle innestati, i muscoli tagliati, il nome dei farmaci, etc…) e di contro l’approssimazione nel descrivere la situazione in Afghanistan all’inizio degli anni 2000 (tutti cattivi e ignoranti tranne i buoni  americani, esportatori di democrazia).

Sinceramente, siamo lontani anni luce dai capolavori di Khaled Hosseini, ma tutto sommato è comunque un libro che vale la pena leggere, anche solo per la tenacia con cui il padre di Zubaida ha lottato per farla curare e garantirle un futuro!

Zubaida, prima del rientro in  Afghanistan ospite dell’Oprah Winfrey Show
(se siete sensibili non guardate il video: ci sono foto di Zubaida ustionata)

p.s. Il libro, trovato grazie al bookcrossing, è stato registrato sul sito www.boocrossing.com e rilasciato in libertà presso l’apposita libreria del Circolo ARCI Isolotto, in via Maccari a Firenze…

Un libro: “Fuga dal Natale” di John Grisham.

Fuga-dal-Natale

Fuga dal Natale – Copertina

Ok, concordo che il libro è proprio fuori stagione ma cosa c’è di più bello che starsene al mare col corpo disteso sotto l’ombrellone mentre la mente si trova immersa nel freddo periodo natalizio e per giunta negli Stati Uniti? Infatti questo è uno dei due libri che mi sono letto sulla spiaggia nella settimana scorsa. Come avete visto manco dal blog dai primi del mese ma non pensate che sia stato tutto questo tempo in ferie… Per i curiosi mi sono fatto un viaggetto di pochi giorni tra Lubiana, Trieste e dintorni e poi una settimana spaparanzato al sole di Pinarella, leggendo libri… giusto per recuperare dal tour de force dei giorni prima, fra castelli, grotte, musei e chiese…

Torniamo comunque al libro che è stato scritto da John Grisham, famoso per essere l’autore di molti legal thriller americani come “Il socio”, “Il cliente”,  “Il rapporto Pelican”, etc… Per una volta il libro non è ambientato nelle aule giudiziarie e non ci sono ne’ crimini, ne’ scandali, ne’ complotti, ma semplicemente una coppia che vorrebbe saltare il Natale… I Krank sono la tipica famigliola americana composta dal padre Luther, dalla madre Nora e dalla figlia Blair che, appena laureata, parte per un anno di volontariato in Perù… Restando soli, i coniugi decidono di saltare le feste, spendendo i 6.100$ che l’anno precedente avevano destinato a cenoni, regali, e addobbi, per una  lussuosa crociera nei caraibi, con partenza proprio il 25 Dicembre. Riusciranno i Krank ad evitare il clima natalizio, le iniziative di beneficenza, il vortice dei regali e soprattutto i vicini di casa che non sopportano quell’unica villetta senza luci e senza il pupazzo di neve Frosty sul tetto?

Si tratta di un libro divertentissimo e scritto molto bene… Come in un puzzle i pezzi si incastrano l’uno dopo l’altro ma, invece di essere gli indizi di un legal thriller, sono gli imprevisti e le disavventure che si  frappongono fra i Krank e la loro crociera, fino alla svolta del libro, che avviene proprio alla vigilia di Natale…

p.s. Il libro, trovato grazie al bookcrossing è stato registrato sul sito www.boocrossing.com e rilasciato in libertà presso l’apposita libreria del Circolo ARCI Isolotto, in via Maccari a Firenze…

Un applauso a tutte le librerie che non vendono il libro di Schettino.

.Foto "Cristiana Ricci, titolare insieme al padre della 'Libreria Marradi'" tratta dal sito de Il Tirreno.

Foto “Cristiana Ricci, titolare insieme al padre della ‘Libreria Marradi’” tratta dal sito de Il Tirreno.

In uno degli ormai consueti tristi giorni in cui la politica (anche quella “nuova” e “rottamatrice”) continua a dare il peggio di sé col salvataggio di Antonio Azzollini (qui un articolo) vorrei dedicare un post ad una bella notizia di alcune settimane fa… perchè, grazie a Dio, esiste anche un’altra Italia!

La notizia ha il volto solare e pulito di Cristiana Ricci, una giovane venticinquenne,  titolare col padre della “Libreria Marradi” di Livorno che ha deciso di non vendere il libro di Francesco Schettino per rispetto alle 32 vittime della strage della Concordia. Questo è quello che ha detto al quotidiano “Il Tirreno”

“La libraia anti Schettino non vende il libro del comandante: ‘Rispetto per le vittime della Concordia’ ” di Giulia Mancini tratto da “Il Tirreno”

[…]“Abbiamo semplicemente messo un cartello in vetrina, non un modo per farci pubblicità, semplicemente per informare la clientela che se cercano il libro di Schettino devono rivolgersi altrove –spiega Cristiana- noi non ci vogliamo rendere complici della giustificazione di un uomo che ha causato la morte di trentadue persone, di trentadue famiglie distrutte dal dolore, per un inchino, per una manovra azzardata”. […]

“C’è chi ha detto che è stato inutile mettere fuori un cartello dal momento che comunque nessuno avrebbe comprato il libro –racconta Cristiana Ricci- ma in realtà non è così, intorno a queste tragedie spesso nasce una curiosità morbosa, pensiamo a tutti coloro che si sono fatti le foto davanti alla nave affondata, di chi sostiene Schettino durante le presentazioni e chiede autografi, oppure anche a chi semplicemente è curioso di sapere ciò che dice, in fondo sono 19 euro, ecco noi diciamo no ad un guadagno fondato sulla morbosità nei confronti di una tragedia”.

[…] “Noi crediamo che i libri siano cibo per l’anima, essendo un’attività commerciale facciamo i conti anche con i trend del momento, ma per quanto riguarda il libro di Schettino preferiamo non avere nessun incasso”[…]

tratto dall’articolo “La libraia anti Schettino non vende il libro del comandante: ‘Rispetto per le vittime della Concordia’ ” di Giulia Mancini pubblicato su “Il Tirreno” del 4 Luglio 2015.

La notizia è stata così virale che, da allora, decine di piccole librerie indipendenti hanno seguito l’esempio di Cristiana e hanno rifiutato il libro di Schettino. Qui un elenco (molto incompleto) delle librerie che non vendono il libro. Oltre a non comprare il libro di Schettino l’invito è quello, se possibile, di frequentare e sostenere queste piccole e coraggiose librerie!

  • “Libreria Pagina 18” di Saronno e “Libreria Boragno” di Busto Arsizio (fonte varesenews.it)
  • “Loa Libri” di Loano e “Libreria Centofiori” di Finale Ligure (fonte IVG.it)
  • “Libreria Ferrata” di Brescia (fonte Bresciatoday.it)
  • “Caffè letterario di Via Garibaldi” e “Libreria Sapere” a Rieti (da Rietilife.it)

Grazie a Giusy per il Book Tag Award: 25 Domande Sui Libri.

Book Tag: 25 domande sui libri

Book Tag: 25 domande sui libri

Buongiorno a tutti,

dopo il post di ieri concludo con gli awards ricevuti nel mese di Maggio/Giugno che non avevo ancora proseguito. Questo Book Tag Award da un lato mi riempie di gioia per la nomination, ma dall’altro mi rende triste perchè il blog che mi ha nominato nel frattempo è stato chiuso (forse vittima del caos da Cookie Law).

Queste le regole dell’Award :

  • Usare l’immagine come quella in cima a questo post…
  • Ringraziare il blog che ti ha nominato.
  • Ringraziare il blog che ha creato l’Award.
  • Rispondere alle domande
  • Nominare almeno 5 blog a cui fare le domande;

Ringrazio il Blog che mi ha nominato a fine Maggio e che purtroppo adesso è stato cancellato: il blog era “Vita da Grifondoro di Giusy”

Ringrazio Racconti dal Passato per aver creato questo bell’Award…

Passo alle domande…

1) Come scegli i libri da leggere?
Di solito sono i libri che scelgono me… soprattutto da quando mi servo dagli scaffali del bookcrossing. A volte mi baso su consigli di mia figlia, di amici o di blogger, più raramente di recensioni di stampa o di pubblicità.

2) Dove compri i libri: in libreria o online?
Come scritto i libri li scelgo in primo luogo negli scaffali del bookcrossing della mia zona. Per quanto riguarda gli acquisti preferirei le librerie ma purtroppo spesso non trovo i libri che cerco e allora mi accodo ad un qualche ordine on line di libri per l’università di mia figlia… Proprio le trafile fatte in libreria per i libri universitari ci hanno fatto optare per gli acquisti on line… (più veloci, semplici ed economici)

3) Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?
Diciamo che ho una scorta di libri in casa che per leggerli tutti dovrei rinascere almeno 3 o 4 volte… Per far spazio molti libri, dopo averli  letti, finiscono nel circuito del bookcrossing…

4) Di solito quando leggi?
Di solito i libri li leggo la sera a letto! Il giorno preferisco leggere giornali e riviste… roba breve che si legge in pochi minuti e che si può abbandonare e riprendere al volo!

5) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?
No… dopo “Guerra e pace” non mi spaventa più niente!

6) Genere preferito?
Leggo di tutto, non solo romanzi: pure saggi e anche libri in lingua originale… però i thriller non mi appassionano…

7) Hai un autore preferito?
Direi di no!

8) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?
Da sempre. Da bambino ho cominciato con le “Favole al telefono” di Rodari, poi Verne, Salgari… e non ho più smesso…

9) Presti libri?
Ho un atteggiamento diverso. Dopo aver letto un libro decido se metterlo in libreria fra quelli da conservare e rileggere (che poi non presto a nessuno) e gli altri che non rileggerò più e che pertanto libero negli scaffali del bookcrossing,. In fondo il bookcrossing non è altro che una specie di prestito di libri infinito, senza obbligo di ritorno a casa…

10) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?
Ultimamente mi capita di leggerne due per volta ma devono essere completamente diversi: ad esempio un romanzo e un saggio, oppure (come sto facendo adesso) un romanzo e una guida turistica…

11) I tuoi amici/famigliari leggono?
Mia figlia fino a qualche anno fa era una buona lettrice… adesso ha talmente tanti libri universitari da studiare che la lettura è quasi  un lavoro… Per fortuna i libri universitari che deve studiare comprendono anche dei romanzi…

12) Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?
Dipende dal libro e, visto che leggo a letto, da quanto sono stanco… A volte dopo due pagine crollo, altre sere reggo per diversi capitoli…

13) Quando vedi una persona che legge (ad esempio, sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?
Si, sperando che non se ne accorga… Mi incuriosiscono i libri dei turisti stranieri in visita a Firenze…

14) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?
Per fare l’intellettuale dovrei dire “Guerra e pace” o “La Divina commedia”… Per accontentare mia mamma dovrei dire “La Sacra Bibbia”… Ma siccome sono un bambino che non dice le bugie… io  salverei “Pinocchio”!

15) Perché ti piace leggere?

Perchè i libri sono una macchina del tempo e anche una medicina per la mente (senza controindicazioni). Non è bello trovarsi nel bel mezzo di una battaglia medievale e non farsi male perchè in realtà sei sotto le coperte con un libro in mano?

16) Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?
Le biblioteche non mi piacciono perchè odio quella scadenza da rispettare per riconsegnare il libro. Per questo preferisco la libertà del bookcrossing … e questo forse s’era già capito dalle risposte precedenti… Se poi il libro del bookcrossing mi piace troppo, lo adotto definitivamente e finisce tra i libri incedibili!

17) Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?
Li ho letti tutti fino alla fine, alcuni con sommo sacrificio. I libri che ho odiato di più (ma che ho comunque letto) sono quelli di Italo Svevo imposti a 18 anni dalla prof. di Lettere. Magari Svevo si apprezza a 40/50 anni, non a 18!

18) Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae nella copertina di un libro?
Almeno i risvolti e il retro di copertina li leggo sempre…

19) C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?
No, però negli anni ho scoperto che più le case editrici sono piccole e indipendenti, più i libri sono sorprendenti!

20) Porti i libri dappertutto (ad esempio, in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni “al sicuro” dentro casa?
Li porto in spiaggia o in montagna solo nelle vacanze, quando leggo per ore. Per il resto meglio una rivista o un giornale.

21) Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?
Non ricordo… di solito chi ti regala un libro spesso non conosce i tuoi gusti…

22) Come scegli un libro da regalare?
Ne regalo pochi e non sono mai convinto di aver scelto il libro giusto per la persona giusta.

23) La tua libreria è ordinata secondo un criterio, o tieni i libri in ordine sparso?
Ho due librerie: una precisa e ordinata per tematica che è quella dei libri già letti e “incedibili”, che conservo religiosamente… L’altra libreria, molto più grande e completamente incasinata, è quella dei libri che devo ancora leggere! E poi dovrei avere anche degli scatoloni in soffitta…

24) Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?
Leggo tutto… anche le note e se è un libro usato, perfino gli eventuali appunti dei precedenti lettori

25) Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?
Si,  ma le introduzioni sono noiose… è un po’ come fare la fila per entrare a teatro o al cinema… Non vedi l’ora che la storia cominci…

Ed ora passiamo alle nomination librarie: l’award chiedeva un minimo di 5 nomination… io ne ho fatte otto…