Lampadine a Led: Lumen e Watt…

Foto "LED bulb 4" by GroundworkOR - flickr
Foto “LED bulb 4” by GroundworkOR – flickr

Da quando hanno iniziato ad avere un prezzo accessibile sono diventato un fan delle lampadine a Led. Le fluorescenti compatte invece non le ho mai amate: oltre al contenuto di mercurio (pericoloso in caso di rottura) erano state più volte accusate di creare campi elettromagnetici… (qui un link). A casa mia ho perciò cercato di passare dalle lampadine ad incandescenza a quelle a Led, usando come alternativa le alogene, quando le lampadine a Led costavano troppo e quelle ad incandescenza erano ormai introvabili.

Se c’è una cosa a cui invece stento ad abituarmi sono le nuove scale dei Lumen: non so mai a quale delle vecchie lampadine corrispondono! Così, sfogliando una vecchia copia della molto rimpianta rivista “Il Salvagente”, ho trovato questa tabellina sui Lumen e i Watt corrispondenti che vorrei mettere a disposizione di tutti…

  • 1.400 Lumen = 100 W
  • 1.200 Lumen = 75 W
  • 900 Lumen = 65 W
  • 600 Lumen = 45 W
  • 220-400 Lumen= 25 W

Oltre ai Lumen esistono anche i Gradi Kelvin che indicano il tipo di luce emessa dalle varie lampadine e si possono schematicamente dividere in due tipi:

  • Luce bianca calda 2.700 K (simile a lampadina da 60 w) – indicata per riposare.
  • Luce bianca fredda 4.000 K (simile a neon) – indicata per lavorare.

A me queste piccole tabelline sono state utili: spero lo siano anche per voi…

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Coincidenze.

Foto "Singing Bowl" by Jairus Khan - flickr
Foto “Singing Bowl” by Jairus Khan – flickr

Sabato 25 Aprile sono stato con mia moglie e mia figlia alla Mostra Internazionale dell’Artigianato alla Fortezza da Basso di Firenze. Per chi non la conoscesse è un appuntamento tradizionale che si tiene da 79 edizioni, sempre a cavallo tra il 25 Aprile e il 1° Maggio e che prevede un sacco di padiglioni: dall’artigianato italiano al design, dal benessere alla casa, dal vintage agli alimentari. Ma il fiore all’occhiello, quello per cui noi andiamo quasi tutti gli anni alla mostra, è senza dubbio il padiglione internazionale, dove si trovano stand provenienti da tutto il mondo.  In pochi passi è possibile “viaggiare” tra il Sud America e il Tibet, fra l’Africa e l’Europa dell’Est. Fra tanta paccottiglia, è possibile comprare delle cose molto carine e spesso introvabili altrove: tanto per fare un esempio, l’anno scorso tornammo a casa con una bella ceramica azzurra afghana che da allora fa bella mostra sul tavolino del salotto…

Non vi sto ad elencare quello che abbiamo comprato quest’anno: tra un dolcetto marocchino e una collana masai ci siamo portati a casa oggettini e alimenti provenienti da Francia, Spagna, Marocco, Kenya, ma anche dalle più nostrane Umbria e Sicilia… senza contare le altre cose che ci sarebbero piaciute ma che abbiamo lasciato lì perchè, …mica si può comprare tutto!

Dato che quest’anno il paese ospite d’onore è il Tibet siamo andati al centro del padiglione dove c’erano dei monaci buddhisti che suonavano e altri che stavano creando uno splendido mandala. Vedere la pazienza che ci vuole per creare un mandala con la sabbia colorata vale da sola il costo del biglietto… Qui mi sono comprato un cd di canti tibetani e poi mi sono voluto comprare quella che in italiano si chiama campana tibetana ma che in inglese ha il nome più poetico di “singing bowl”, ovvero “scodella canterina”. Dato che le vendevano in diversi stand, ho girato un po’, ho confrontato i prezzi e mi sono soffermato in uno dove una signora gentilissima e suo marito mi hanno spiegato come suonarla e mi hanno fatto sentire le differenze di suono fra una campana e l’altra. Alla fine, visto che tutto sommato i prezzi erano ottimi, l’ho comprata da loro anche per premiare i loro sorrisi, il tempo e la pazienza che mi avevano dedicato per illustrarmi le campane, cercando di capirsi tutti a vicenda in un inglese stentato (molto più stentato il mio che il loro).

Anche se restavano comunque dei commercianti, ero rimasto colpito dalla loro estrema gentilezza, diversa da quella trovata negli altri banchini e così ho alzato gli occhi per vedere da dove veniva questo stand… Quella mattina ancora non avevo visto ne’ sentito nessun TG e non potevo sapere cosa era successo: insomma il cartello diceva che erano Nepalesi… Così adesso la campana che ho messo nel mio studio ha assunto un significato differente…

Un breve video su come si suonano le singing bowl (leggermente pubblicitario)

Un estratto da un documentario della BBC che dimostra come si propagano le onde sonore riempendo una singing bowl di acqua.

Diamoci un taglio…

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Foto “Dentifricio e forbici / Toothpaste and scissors” by unpodimondo – flickr.

Il vostro dentifricio è davvero giunto alla fine. L’avete strizzato proprio tutto, addirittura con due mani! Scommettiamo che vi faccio lavare i denti almeno altre due o tre volte? E’ semplice: basta prendere le forbici e tagliare in due il tubetto. Se adesso provate a pescare con lo spazzolino il dentifricio rimasto all’interno scoprirete che potrete lavarvi i denti almeno un paio di volte… o forse anche di più!

La stessa cosa potete farla con una miriade di oggetti di uso quotidiano: dallo shampoo al sapone liquido, dal detersivo per i piatti a quello per la lavatrice, dal tubo della maionese al ketchup e così via… Vi siete mai chiesti perchè certi shampoo hanno il tappo arrotondato, oppure obliquo? Per impedirvi di capovolgere il contenitore e recuperare le ultime gocce di prodotto. Può sembrare una scemenza, eppure le aziende giocano anche su questi fattori… prima finite un prodotto e prima lo ricomprate. Se ne rimane un po’ nella confezione, che importa? Anzi, …meglio!

Leggevo su una rivista che alcune di queste confezioni, quando sembra che siano vuote, in realtà contengono ancora fino al 10% del prodotto… Voi pensate che il contenitore sia costruito in quel modo per un particolare design modaiolo e invece spesso è fatto per indurvi a ricomprare prima il prodotto…

Quindi tagliate, strappate, capovolgete, strizzate e raccogliete fino all’ultima goccia! Risparmierete ed eviterete che il prodotto non usato finisca tra i rifiuti e inquini l’ambiente!

L’assicurazione contro gli incidenti dall’uso del gas. Quanti la conoscono?

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Foto “Senza titolo” by sunshinecity – flickr

Quando arriva una bolletta, guardate solo l’importo e poi imprecate, come faccio io, oppure ve la leggete tutta, comprese le frasi scritte piccole? E magari andate anche sui siti dei gestori a vedere cosa prevede il vostro contratto? Io non lo faccio e confesso che sono rimasto stupito quando ho scoperto la notizia che sto per darvi e  che non viene molto pubblicizzata.

Lo sapete che da molti anni con la bolletta del metano tutti noi paghiamo un’assicurazione sugli incidenti dovuti al gas ma che quasi nessuno ne è informato? Ogni anno paghiamo 0,25€ (si proprio 25 centesimi) per questa assicurazione che, in caso di incidenti dovuti al metano, vi dovrebbe rimborsare fino a 180.000€ per danni ad immobili, fino a 80.000€ per danni a cose, fino a 250.000€ per morte o invalidità permanente e fino a 8.000€ per spese mediche. Questa assicurazione prevista per legge, ma che fino allo scorso anno valeva soltanto per i privati, dal 2014 è estesa anche a incidenti in luoghi pubblici come ospedali, carceri, scuole, case di cura e di riposo.

Auguro a tutti di non averne mai bisogno, però credo che in ogni caso tutti debbano conoscere che c’è questa possibilità…

Per maggiori informazioni:

La Bosch richiama alcuni lotti di lavastoviglie a rischio incendio.

Come riportato dal sito de “Il fatto alimentare” e da quello della ditta stessa, la casa tedesca Bosch, sta richiamando alcuni lotti di lavastoviglie prodotti dal 1999 al 2005 perchè un componente difettoso potrebbe causare un principio di incendio. La sostituzione del pezzo incriminato è totalmente gratuita.

Per controllare la propria lavastoviglie occorre verificare i codici di modello, lotto e numero di serie che sono stampati nell’etichetta incollata alla porta dell’elettrodomestico. Una volta reperiti i dati basta inserirli in questa pagina del sito della Bosch per verificare se la lavastoviglie rientra nel lotto incriminato. Chi non ha accesso a internet può comunicare i propri dati al numero verde 00800-19081908 da lunedì a  domenica dalle 7:00 alle  22:00.

Sul numero di lavastoviglie incriminate i pareri sono divergenti: secondo il comunicato della Bosch si tratterebbe di un “numero limitato” mentre, secondo alcuni commenti apparsi in coda all’articolo de “Il fatto alimentare“, i numeri sarebbero ben più alti (il commento della lettrice “Giunela” ipotizza  addirittura  5.000.000 di esemplari)

Immagine tratta dal sito della ditta Bosch
Immagine tratta dal sito della ditta Bosch

Italiani e Ciprioti… chi sono i più pecoroni?

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Foto “cipro” by daw_news – flickr

Ieri, sul sito del “Il fatto quotidianoFabio Scacciavillani ha pubblicato un interessantissimo articolo intitolato “Cipro si ribella, l’Italia si rassegna” confrontando la situazione delle famiglie italiane e con quella delle famiglie cipriote. La cosa che rende impressionante questo articolo è il fatto che offre un punto di vista diverso da quello degli altri media e che, dati alla mano, dimostra come in Italia abbiamo già avuto un prelievo forzoso come quello che la UE voleva imporre a Cipro e  soprattutto che noi italiani l’abbiamo sopportato senza nemmeno un briciolo di ribellione: così, pecoronamente rassegnati… In pratica, il prelievo forzoso che la UE voleva imporre a Cipro noi l’abbiamo già pagato e si chiama IMU

Con una serie di dati (che potete leggere nell’articolo) Scacciavillani ha dimostrato che, ad esempio, una famiglia milanese che ha una prima casa di proprietà e una seconda casa (magari ereditata o comprata col mutuo) ha pagato di Imu più o meno quanto avrebbe pagato una famiglia cipriota con un conto corrente bancario di 50.000€, se fosse stato approvato il prelievo forzoso del 6,75% che inizialmente la Unione Europea voleva applicare ai ciprioti.  La morale, che si impara alla fine della lettura dell’articolo, è che fra Italia e Cipro ci sono delle discrete differenze… e tutte a favore dei ciprioti…

  • A Cipro gli abitanti si sono incazzati e quindi l’Unione Europea ha dovuto fare marcia indietro, tanto che la famiglia con 50.000€ sul conto corrente non pagherà niente: infatti il prelievo verrà fatto su cifre superiori ai 100.000€. Invece la famiglia milanese ha pagato tutta la sua Imu, rimanendo zitta e buona…
  • A Cipro il prelievo sarebbe stato “una tantum”, per cui la famiglia cipriota avrebbe pagato una volta soltanto, nel 2013. L’Imu invece è una tassa annuale e di conseguenza la famiglia milanese pagherà, non una volta sola, ma tutti gli anni: da qui all’eternità…
  • Per il futuro, mentre a Cipro si guarderanno bene dal proporre nuovi prelievi, in Italia governo e comuni stanno già pensando di aumentare le rendite catastali e le aliquote IMU, per cui negli anni a venire è probabile che l’IMU venga inasprita ulteriormente.

Forse per il futuro ci converrebbe essere un po’ meno pecoroni e scendere un po’ di più in piazza…

Abitare ecologico a 360°… Sabato 17 Marzo da Equoland.

Foto "Green living, eco-friendly" by Combined Media - flickr
Foto "Green living, eco-friendly" by Combined Media - flickr

Equoland la  fabbrica di cioccolato, nonchè bottega del commercio equo e solidale di Calenzano, comunica che  Sabato 17 Marzo dalle ore 15.30 ospiterà  nel proprio spazio incontri, un pomeriggio sul tema: “ABITARE ECOLOGICO a 360°: la casa in legno e il letto naturale.”

L’incontro, ad ingresso libero, sarà accompagnato dalla degustazione di cioccolatini artigianali prodotti da Equoland. Per maggiori informazioni: Equoland – Via delle Bartoline 41 – 50041 Calenzano (Fi) – 055-8878480 comunicazione@equoland.it

Logicamente l’incontro, vista la stagione,  potrebbe anche essere una buona scusa per fare un bell’acquisto di uova di pasqua eque e solidali!

Questa la presentazione dell’iniziativa:

Si parla molto di ecologia e benessere abitativo: è importante sapere che questi due fattori dipendono sempre più sia dalla qualità dell’abitazione, sia dalla qualità di ciò che sta dentro l’abitazione, in particolare il letto dove passiamo forse la maggior parte del tempo in cui siamo a casa.

Alle ore 16.00 Ascanio Ciurlia di Zetahouse parlerà dei vantaggi e delle potenzialità del legno come materiale da costruzione illustrandoci alcuni progetti e realizzazioni di abitazioni.

Alle ore 16.45 l’arch. Francesca Torre parlerà di alcuni fattori che condizionano profondamente la qualità del sonno, come stress elettromagnetico, geopatie, campi magnetici.

Dalle 17.30 alle 19 i responsabili delle aziende saranno a disposizione per tutte le informazioni specifiche sui prodotti e sulla loro attività.

Le aziende presenti: Zetahouse è un’impresa giovane, nata per soddisfare le future esigenze del mercato edilizio come l’ecosostenibilità, il risparmio energetico e la sicurezza in campo sismico. Propone la realizzazione di case in legno, ecologiche, economiche, a basso consumo energetico e ad altissimo isolamento.

Reality vanta 20 anni di esperienza come azienda all’avanguardia sui temi dell’ecologia, salvaguardia dell’ambiente e tutela della salute nella ricerca del benessere legato al sano dormire. Propone un Sistema Letto Naturale unico, completamente ecologico in tutte le sue componenti, con dispositivo biomagnetico per favorire la schermatura da interferenze geopatogene ed elettrosmog.

tratto dalla pagina facebook di Equoland