Odissea di una lavoratrice precarissima (parte 1).

Alcuni mesi fa mia figlia ha preso la laurea triennale e, in attesa di riprendere gli studi per la magistrale, sta cercando qualche lavoretto da fare questa estate. Penso che abbia tempestato di curriculum mezzo mondo e abbia partecipato a centinaia di colloqui, collezionando tanti di quei “Le faremo sapere…” da riempirci decine di album Panini… compresi i doppioni.

Finalmente due settimane fa un’agenzia di lavoro interinale le offre un contratto di lavoro come commessa in un grande negozio di una multinazionale straniera. Il contratto è per 5 ore di lavoro al giorno, per la bellezza di 3 giorni! Totale: 15 ore di lavoro in tutto! Ok, non è il massimo ma comunque accetta e una settimana prima di iniziare, va all’agenzia a firmare il suo primo contratto di lavoro! La sorpresa è che per andare a lavorare deve essere completamente vestita di nero con pantaloni, maglia e scarpe “all blacks” e senza alcun logo, pena il licenziamento immediato… Perfino i lacci e le suole delle scarpe devono essere rigorosamente neri! Panico! Trovare abbigliamento senza alcun marchio è difficilissimo: per fortuna ci salvano i negozi dei cinesi! Ma intanto lo stipendio del primo dei tre giorni di lavoro se ne è andato in scarpe e abbigliamento!

Quattro giorni prima di cominciare, l’agenzia la richiama e le offre un altro contratto aggiuntivo della bellezza 1 giorno, per un totale di 8 ore. Il preavviso è minimo, chiamano nel tardo pomeriggio per andare a lavorare alle 6.00 di mattina il giorno dopo. Fortuna vuole che il contratto adesso viaggi online e che lo stesso giorno mia figlia abbia acquistato la sua tenuta nera…

Il primo giorno di lavoro va bene… a parte il fatto che le hanno fatto fare la pausa pranzo dalle 9.00 alle 10.00 di mattina. Tornata a casa viene ricontattata dall’agenzia per un nuovo contratto di lavoro di un altro giorno… solo che il contratto online non arriva e mia figlia non può firmarlo… Alle 19.00 richiama e l’impiegata dell’agenzia assicura che arriverà in serata, ma il contratto non arriva… Alle 1.30 di notte mia figlia, che non ha ancora ricevuto niente, manda due mail all’agenzia dicendo che non avendo nessun contratto non si presenterà alle 6.00 di mattina al lavoro…

Alle 8.30 viene ricontattata dall’Agenzia e prende una partaccia perchè non si è presentata in negozio. Quando i responsabili si accorgono che in effetti non le stato inviato niente, si scusano dell’errore e in mezz’ora le confezionano un altro contratto di lavoro, anche questo di sole 8 ore per il turno dalle 11.00 alle 20.00 e questa volta la pausa pranzo è alle 16.00…

Alla fine mia figlia, come decine di altri suoi colleghi (alcuni anche over 40 e con famiglia), per lavorare  31 ore in 5 giorni, ha dovuto firmare ben 3 contratti di lavoro, alcuni con un preavviso di pochissime ore. Tutto ciò, non nella bottega del pizzicagnolo del quartiere, ma in un negozio di 5.000 mq con 56 casse, 64 camerini e 400 dipendenti, di proprietà di una multinazionale nel cui sito web c’è perfino una pagina col Codice Etico e decine di certificazioni sul rispetto dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori…

Quello che fa tristezza è che tutto ciò è perfettamente legale e nasce da oltre vent’anni di cancellazione dei diritti dei lavoratori, attuata dai nostri politici di tutti gli schieramenti con la complicità dei padroni e pure quella ben più grave dei sindacati! Evviva il Jobs act!

(Continua…)

Annunci

38 thoughts on “Odissea di una lavoratrice precarissima (parte 1).

    • Concordo al 100% che adesso è solo Capitalismo sfrenato! E infatti credo che queste storie vadano raccontate: non per farsi compatire… ma semplicemente perchè è una narrazione che è totalmente diversa da quella che vogliono imporci i giornali e le tv al soldo dei potenti.

      Il primo passo è raccontare, poi avere consapevolezza e magari alla fine… anche incazzarsi un po’. Ecco a questi ragazzi come mia figlia direi: unitevi insieme e incazzatevi un po’ di più!

      Liked by 1 persona

  1. Si, hanno dimezzato i diritti ai lavoratori e non c’è alcun rispetto nei confronti di giovani e non solo. E’ anche vero che nel pubblico impiego i diritti vanno a gogò e ne sono un esempio i furbetti del cartellino.
    Quello che mi dispiace è il carosello vissuto da tua figlia. Io ho lavorato senza contratto, sapevo in anticipo i giorni, sempre puntuale e rispettosa ma appena è stato possibile mi hanno dato un calcio nel di dietro. proprio nel momento in cui avevo davvero bisogno di quei soldi…. E ne sono uscita viva senza depressione.

    Liked by 2 people

    • Ho raccontato questo carosello non tanto per mia figlia ma perchè mi è sembrata una situazione assurda in sé. In fondo mia figlia ad Ottobre riprenderà gli studi universitari per cui questa per lei è solo una parentesi… la cosa triste è che nella stessa situazione ci sono madri e padri di famiglia ultraquarantenni…
      Infine vorrei spendere due parole sui furbetti del cartellino. In un momento in cui la disoccupazione è altissima, la pratica dei furbetti del cartellino è particolarmente vergognosa ed odiosa. Però anche il fatto che la stampa e l’opinione pubblica ci marci così tanto mi desta qualche sospetto… Vuoi vedere che ti indicano insistentemente la “pagliuzza nell’occhio” del furbetto del cartellino per nasconderti “la trave” della corruzione agli alti livelli dei politici e dei dirigenti?

      Liked by 1 persona

      • Sicuramente. Conosco molte donne, con figli grandi, mariti che hanno perso il lavoro, che si destreggiano fra call center e pulizie. Sarà una parentesi per tua figlia ma rappresenta un’esperienza che rimarrà impressa anche nel suo curriculum. Attendo comunque il sequel…

        Liked by 1 persona

    • La soluzione però dovrebbe essere portare i diritti del pubblico (che sono ben diversi dai privilegi) nel privato, non i soprusi (che sono ben diversi dai doveri) del privato nel pubblico. La battaglia ingaggiata dalle destre contro i “furbetti” serve a mascherare lo scempio dei diritti che si fa nel privato. Dove comunque i furbetti esistono e si chiamano manager.

      Ah, e Marco: certo che esiste un codice etico, e viene rispettato alla lettera. Tua figlia l’ha assunta l’agenzia di lavoro interinale, mica la grande azienda

      Liked by 2 people

      • Nella mia famiglia ho esperienze di lavoro sia nel pubblico che nel privato e posso garantire che anche nel privato ci sono i “furbetti”: magari non saranno “del cartellino” ma comunque sono persone che la “sfangano” e fanno fare il proprio lavoro ad altri!

        Mi piace

            • Secondo me varrebbe più la pena indignarsi sapendo che i soldi della tasse che paghi dopo aver buttato il sangue al lavoro finiscono in un buco nero di opere inutili che arricchiscono il privato e depauperano il pubblico, solo perché in alto loco si sono accordati per una spartizione dei fondi.

              Liked by 1 persona

              • Secondo me ha ragione gaberricci. Come ripeto… chi ruba è comunque odioso e vergognoso, però bisogna anche stare attenti a chi racconta le cose. Ti puntano i riflettori su quello che ruba la mela in modo da farti indignare… e così mentre tu sei lì che urli, loro al buio e zitti zitti si rubano, non la cassetta, ma tutto il mercato, il quartiere e la nazione!!!!

                Mi piace

  2. Hai proprio ragione Marco, è vergognoso quello che succede oggi nel mondo del lavoro. Centinaia, migliaia di storie come quella di tua figlia. Per forza votano Grillo! Chi li ha ridotti così, se non i politicanti di tutti i colori che si sono susseguiti al governo di questo paese? Il figlio di una mia collega 24 ore settimanali (cara grazia…), fidanzato di mia nipote rinnovo mensile, e non si tratta di dittarelle quelli che li impiegano… io stesso ormai vado avanti da anni a rinnovi trimestrali, e lavoro per una banca non per Gigio pizza e fichi. Cooperative fasulle, voucher cancellati e rimessi… poi ci si chiede come mai i ragazzi non mettono su famiglia! E gli danno anche dei mammoni, oltretutto. Colpa nostra purtroppo.

    Liked by 2 people

  3. È più forte di me non posso mettere un mi piace a questo tuo resoconto minuzioso che è fotocopia delle esperienze chiamiamole lavorative dei nostri giovani ma che coinvolgono anche adulti con famiglia .
    La Lorenzin vuole insegnare a come fare i figli mentre l’ineffabile ministro Poletti sollecita i maschi ad andare a fare pubbliche relazioni giocando a calcetto ( altro che laurea) dimenticandosi di dire per le ragazze quale sport dovrebbe sponsorizzarle…
    Pare che i voucher tanto deprecati siano stati reinseriti per alcuni casi dicono loro.

    Anche a Roma la situazione è la stessa outlet lussuosissimi e negozi costosi supermercati tutti usano i lavoratori come hai descritto tu.

    Gli unici contratti di cui ho notizia a tempo indeterminato con contributi regolari pare la diano i cinesi o almeno questo mi è stato assicurato da alcuni giovanissimi commessi italiani in due grandi negozi uno di elettronica e l’altro di casalinghi.

    Liked by 2 people

  4. Sai qual è la realtà? Questa crisi è stata costruita ad arte. E’ bastato soffiare sull’insostenibilità del debito pubblico pensionistico per costringere milioni di ultrasessantenni a cercare di restare sul posto di lavoro, a questo punto il ricambio generazionale è stato bloccato e giovani, da potenziale forza lavoro con un’arma affilata in mano sono diventati NET, itineranti, precari ecc. ben disposti a svolgere qualsiasi attività a qualsiasi prezzo e in qualsiasi modo. Io da due mesi sono fuori dal mondo del lavoro. No, non sono in pensione, sono un felice esodato (per il momento), il mio posto è stato coperto con una riorganizzazione interna, ma prima o poi (molto più prima che poi) il mio ex datore di lavoro si renderà conto che da qualche parte c’è un buco. Altre aziende hanno colmato i buchi decentrando l’attività all’estero.
    Questo riorganizzare abbattendo i costi alla lunga quali effetti produrrà?

    Liked by 2 people

    • Intanto caro Paolo ti auguro di tutto cuore di trasformarti presto da esodato a pensionato, Pensa che credevo che dopo quelli creati dalla Fornero non ne’ facessero più di nuovi esodati e invece …si impara sempre qualcosa!
      In effetti se ci penso, quando nel 1988 sono entrato a lavorare mio padre era in procinto o era andato da poco in pensione… insomma lui usciva e io entravo nel mondo del lavoro, quasi contemporaneamente. Invece adesso che mia figlia si affaccia sul lavoro io dovrò lavorare come minimo altri 12 o 13 anni…. o forse di più!

      Liked by 1 persona

  5. Capisco, capita anche a mia figlia. E in più quello che le agenzie interinali le trovano non c’entra nulla con i suoi studi. Il mondo del lavoro è penoso, ma forse i giovani potrebbero fare qualcosa se tutti insieme non accettassero più stage e contratti sfruttamento. Forse. Chi lo sà. Il discorso è talmente ampio, avete presente Matrix? Siamo fonti energetiche ad uso e consumo non di alieni, ma di potenti e stato

    Liked by 2 people

    • Anche mia figlia inizialmente ha cercato lavori inerenti ai suoi studi ma poi, vedendo che non trovava niente, si è adattata. Hai ragione, i ragazzi dovrebbero non accettare questi contratti ma poi c’è talmente tanta disoccupazione che qualcuno che accetta c’è sempre! Ad esempio l’altro giorno a mia figlia hanno fatto scegliere fra due turni: uno dalle 19.00 alle 24.00 oppure un altro fra le 5.00 e le 12.00. In diversi hanno rinunciato al turno delle 5:00 di mattina e l’agenzia ha preso ragazzi nuovi!

      Liked by 1 persona

  6. Pingback: Odissea di una lavoratrice precarissima (parte 2). – Un po' di mondo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...