Un po’ più libero…

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Foto “web-20130413-27-2” by Dolf Botha – flickr

Da alcuni giorni mi sento un po’ più libero… Ho venduto la mia macchina e non devo più sottostare alla dittatura del motore. Era una cosa che avevo in mente da almeno una decina d’anni ma che sono riuscito a concretizzare soltanto adesso. Pensate, da una settimana non devo più andare al tempio per offrire gli oboli alla Trimurti “bollo-assicurazione-accisesullabenzina” e il mio nome non figura più nei sacri volumi del PRA…

Purtroppo, se formalmente la situazione è questa, in realtà ho dovuto pagare un prezzo molto alto per questa mia liberazione. Alla crudele divinità del motore ho dovuto fornire nuova carne fresca, che nei prossimi decenni continui a pagare l’obolo “bollo-assicurazione-accisesullabenzina”… Infatti ho venduto la mia auto per comprarla alla figlia, garantendole così un futuro di sottomissione alla dittatura della vettura. Se a ciò aggiungiamo che, fino a quando non avrà terminato gli studi e non avrà un suo stipendio, l’obolo uscirà, come nella canzone di Carosone, dalla borsetta di mammà (o dal portafoglio del babbo) la liberazione è soltanto formale…

Io, forte dei miei piedi, della mia bicicletta e anche un po’ della tramvia di Firenze, sono già anni che non uso la macchina. In caso di estremo bisogno potrei iscrivermi ai servizi di car sharing, che a Firenze non mancano, oppure fare come quei fumatori che, tanto per cominciare, smettono di fumare le loro sigarette ma continuano a fumare quelle degli altri!

24 thoughts on “Un po’ più libero…

  1. Io non ho un gran rapporto con l’auto , cammino molto e per andare al lavoro uso i mezzi pubblici ( comodissimi !!!!! ).
    Ho stra-amato andare in bici nella mia amata Val di Susa , ma qui a Torino non me la sento….
    Comunque condivido il tuo modo di pensare …..l’uso della macchina alle volte è veramente una schiavitù !!!!
    Io guido poco e chissà che un domani anche io non faccia come te….

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    • Anch’io vado al lavoro a piedi, uso i mezzi pubblici (da quando a Firenze c’è la tramvia per andare in centro è comodissima) e uso molto la bici… Il casco, tanta attenzione e un pizzico di spavalderia e alla fine gli automobilisti ti rispettano!

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  2. Sono contenta che tu sia riuscito a liberarti della macchina, tuo desiderio da 10 anni. Personalmente ritengo che la mia vita sarebbe molto più complicata se non addirittura impossibile se io non avessi una macchina. Roma è una città molto difficile per i mezzi pubblici E gli spostamenti sono molto lunghi rinunciare alla macchina significherebbe passare meno tempo con i miei figli e farlo rinunciare a molte delle loro attività

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    • In realtà mia figlia usava già la mia auto da oltre tre anni e noi genitori dovevamo adempiere ad una vecchia promessa. Quando a 14 anni rinunciò al patentino e al motorino le promettemmo una macchina nuova dopo aver preso la patente! Insomma eravamo in ritardo di tre anni sulla promessa! E poi sinceramente la macchina nuova è più sicura ed ecologica della mia vecchia che comunque era ancora buona!

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  3. Io ho dovuto ricominciare a versare l’obolo lo scorso anno perchè fuori città è davvero indispensabile …. da quando ho ricominciato a guidare sembro un’eroe manco avessi scoperto la cura per l’AIDS… la macchian e la guida sono ormai status quo di indipendenza … spesso si confonde l’indipendenza con la solitudine … ma queste osno altre considerazioni

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    • Dipende molto da dove uno abita. Io ad esempio abito in città e l’auto per me spesso significava traffico e code. Alla fine mi dava più indipendenza la bicicletta con cui faccio lo slalom fra le auto in coda…

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  4. Ah, ah, ma così non vale! Comunque hai fatto bene, anch’io ogni tanto ne avrei l’impulso ma trovo sempre delle scuse per non farlo… nonostante la usi pochissimo il saperla lì in garage mi tranquillizza. Certo, se dovessi considerare il costo al chilometro, mi converrebbe alla grande noleggiarla quelle volte che serve!

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  5. Pingback: L’indipendenza di camminare a piedi. – Un po' di mondo

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