Una carota sul divano.

Foto "Sweet Carrot" by Dina Wirawan - flickr

Foto “Sweet Carrot” by Dina Wirawan – flickr

Ho appena finito di leggere tre interessanti post sul cibo di: Mizaar, Gaberricci e Mentitude. A questo punto potevo io non dire la mia? Come sanno i miei lettori, sul cibo sono sempre stato un po’ fissato: facevo parte dei Gruppi d’Acquisto Solidali quando, oltre 10 anni fa, non li conosceva ancora nessuno e da una vita cerco di mangiare biologico. Da quando nel 2014 ho deciso di risolvere una leggera ipertensione senza farmaci (argomento sul quale ho già scritto e ho ancora 6 o 7 post da completare) il mio regime alimentare è notevolmente cambiato e ho perso oltre 17 kg. Adesso mangio tutto bio, integrale e fresco, autoproduco diverse cose, ho abolito completamente tutti i cibi industriali e quello che compro preferisco prenderlo fuori dalla grande distribuzione. Non mi dilungo… giusto per farvi un esempio, sappiate che se voglio uno snack dolce e non ho biscotti o torte fatti in casa, prima di una merendina, mi  mangio tre noci oppure due albicocche secche oppure una banana…

A casa mia ho ovviamente uno sportello della dispensa tutto per me dove ci sono le cose più strane: dalla soia gialla al grano saraceno, dal riso integrale allo zenzero e alla curcuma freschi, per finire con miele, farine integrali, datteri, bacche di goji, semi di chia, di girasole, quinoa, amaranto, bulgur etc… Logicamente negli altri sportelli il resto della famiglia conserva anche barattoli di Nutella, merendine, patatine fritte, pasta e riso bianchi, etc… Le stesse divisioni più o meno si ripetono nel frigo anche perchè non ho imposto a nessuno di adottare il mio regime alimentare (una volta l’avrei chiamata dieta ma adesso è proprio un regime alimentare).

Alcuni giorni fa mia figlia ha deciso, in vista della prova costume, di darsi una regolata alimentare e così ci ha chiesto dei consigli. Non essendo dietisti abbiamo solo dato dei consigli generici basati sul buon senso: abolire snack industriali (in fiorentino detti “troiai”) , aumentare il consumo di legumi e verdure e poi (più o meno) mangiare normalmente… Ieri sono arrivate le prime soddisfazioni:

  • Figliola a fare merenda distesa sul divano: cellulare, tablet e “Real time” alla tv, ma soprattutto sgranocchiante carota brandita come se fosse la fiaccola della Statua della Libertà.
  • Buttate stamani nel cesto dell’umido le seguenti merendine scadute: 1 camilla, 1 kinder brioss, 4 fieste e 5 kinder duplo. E stasera si ispeziona la zona snack salati!
  • Primo kg perso dalla figlia!

P.S. nr.1 (Per Gaberricci) – Capisco la tua professoressa che diceva che lo scarico di un autobus contiene 80 tipi diversi di agenti cancerogeni. Proprio perchè vivo in una città inquinata cerco (per quanto possibile) di non introdurre ulteriori fattori di rischio cancerogeno col cibo. Insomma se non posso evitare lo scarico degli autobus cerco per lo meno di evitare di aggiungerci pesticidi, conservanti e adulteranti…

P.S. nr.2 Siccome in tanti sarete curiosi su cosa mangio, questo è il mio pranzo tutto bio di oggi. Di primo: riso integrale condito con pomarola, olio extravergine e parmigiano; di secondo: soia gialla condita con olio di semi di lino e una grattatina di curcuma con contorno di carciofi crudi in pinzimonio; per finire alcune fragole. Il tutto senza pane che invece mangerò stasera con pesce e altre verdure!

24 thoughts on “Una carota sul divano.

  1. anche tu pescetariano, quindi?!?😉 (vedi post in risposta a quello di gaber) è interessante, ovviamente, il concetto di “stranezza”: considerare come strano lo zenzero o la curcuma dovrebbe appartenere ormai alla notte dei tempi. e invece. p.s. detto ciò, io ancora devo trovare un gusto alla quinoa. ché va bene tutto, tutte le proprietà del mondo, l’anno internazionale, il gluten-free, e questo e quell’altro, ma dire che la quinoa ha un sapore, ecco, anche no.😀

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    • In effetti anch’io posso considerarmi un pescetariano… La mia è una scelta più salutista che etica e perciò a volte mangio anche della carne bianca: di solito mangio pollo o tacchino un paio di volte al mese. Le carni rosse le ho abolite completamente ma se sono a pranzo a casa altrui e me le offrono, mangio il minimo sindacale per non apparire scortese e così evito anche di accendere il dibattito “carne si – carne no”. La quinoa ha un sapore neutro che devi rinforzare con un bel sughetto o con delle spezie. In fondo, se assaggi la pasta bianca scondita non è troppo differente… il riso invece anche da scondito ha un suo aroma e gusto!

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  2. Riguardo il P.S.: era per dire che ci sono molte cose che fanno molto più male del cibo, ma a cui facciamo meno attenzione. Comprare una mascherina per proteggersi dagli scarichi è più facile e probabilmente più utile che setacciare i supermercati in cerca di cibo bio (che poi, come dici giustamente tu, il modo migliore per essere sicuri di comprare la roba bio sarebbe andarla a prendere dal contadino o farsela da sé). Eppure nessuno lo fa. Perché? La risposta ce la da tua figlia: perché la salute è una scusa (che i signori del cibo – anche di quello bio – sfruttano abilmente per aumentare gli introiti). Se ci autoinfliggiamo penitenze culinarie, è per la prova costume… o, al limite, per non prendere farmaci anti-ipertensione😉 (ma calcola che anche per noi medici la prima cura per ipertensione e dislipidemia è la dieta).

    Una cosa sul cibo bio: sarebbe una cosa bellissima, non fosse che spesso è qualcosa che non tutti possono permettersi. E non dico solo a livello di soldi, ma anche di tempo.

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    • Che ci siano molte cose che ci fanno più male del cibo è una cosa assodata: basti pensare all’inquinamento o a tutto l’amianto che si trova ancora sui tetti e dentro molti edifici. Allora ognuno cerca, per come può, per le sue conoscenze e per la sua sensibilità di difendersi in una guerra che è comunque persa a priori… Non potendo togliere da solo l’amianto sui tetti o far fermare tutte le auto, mi difendo mangiando bio, come forma di prevenzione e perchè coltivare bio dovrebbe portare anche ad un ambiente migliore.
      Anche le mascherine non salvano dalle polveri sottili eppure qualcuno le usa e qualcun altro no. E’ un problema culturale e di sensibilità. Se vedo i gruppi di turisti che girano per Firenze noto che molti giapponesi girano con le mascherine: hanno Fukushima a casa loro e quando vengono qui si mettono le mascherine. Siamo tutti delle contraddizioni viventi!

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  3. Quanto ti invidio, ma quanto non rinuncerei mai ad un duplo o ad un gelato al pistacchio…. A differenza di tua figlia io mangio tutto e faccio movimento quotidianamente. Così non rinuncio alle leccornie e mi mantengo in forma. Ora ti dico una cosa. Per adesso, purtroppo mi tocca comprare tutto al supermercato. Dopo sposata avrò l’orto dei miei suoceri da cui attingere e ho già in programma di piantare cose del tipo la soia, i pistacchi e qualcosa che sia più sfizioso rispetto alla cicoria, alle fave e alle rape….🙂

    P.S. E’ vero, voi toscani chiamate la passata (il sugo) pumarola. Qui in calabria si chiama brodo, salsa e addirittura purè. una volta mia cugina mi disse (io sono una fissata con l’italiano e il dialetto lo conosco poco): ti faccio la pasta col purè casareccio.
    Nella mia mente si delinea la figura di penne assieme a patate schiacciate con latte e burro. Che schifo, mi sono detta. Poi toglie fuori il sugo. Volevo mandarla a cagare!

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    • Ehehe, ecco ma in italiano si dice cacare o cagare?😛
      Scherzi a parte, le merendine sono una droga e i sapori che pensi ti regalino, sono un amore effimero, perché se cominci ad assaporare pomodori, carote, insalata, maturi al punto giusto, dopo non ti interessa più l’insieme di 3 pagine di composti chimici di una merendina, garantito.
      In fondo i sapori sono pochi, mischiati insieme formano il gusto, si esaltano e si aiutano nel palato a darti la sensazione di buono. Le merendine li hanno ricreati artificialmente per drogarti e abituarti al dipiù… Riguardo le scelte alimentari inoltre, non devi essere “fissata” per forza, come non lo è il nostro “unpodimondo” che mi pare tipo equilibrato. Mica si dovrà togliere tutto ciò che animale per forza o andare contro le proprie carenze… conosco chi va avanti a integratori pur di non mangiare questo o quell’alimento contrario al proprio credo(!) alimentare.
      Al solito, la virtù sta nel mezzo e, l’alimentazione è tanta della nostra vita…
      Ok, [MODE SAGGIO=OFF]

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      • Beh, vai a trovare il pomodoro buono dal fruttivendolo o dal supermercato. per avere un pomodoro come si deve devo andare dai miei parenti che hanno la campagna e concimano ancora con gli escrementi di animali. Stessa cosa per la carne. Se voglio un brodino di pollo devo rivolgermi a chi ha un allevamento, e non ai negozi che, pur scrivendo bio, in parte di bio ci sta poco o nulla. Le zucchine, che ad esempio odio, le mangio volentieri se provenienti dall’orto che conosco, magari sotto forma di insalata, o anche di vellutata. Stessa cosa per i carciofi e le fave. Visto a quanto vanno le fave? Che poi, una volta sbucciate sono meno di una manciata e se vuoi una bella scorpacciata devi trovare qualcuno di fiducia. Insomma, non è che ciò che fa bene alla nostra salute, sia effettivamente sano, nel senso sia 100% biologico. Infatti, anche se non voglio criticare nessuno, io sono restia dal comprare i prodotti con la scritta bio, proprio per questo. La mostarda fatta in casa mica è la stessa di quella pagata chissà quanto al negozio bio.

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    • Vado per punti e cerco di rispondere a tutti e due: Aida e Gianni….
      1) Le merendine: è un gusto industriale studiato a tavolino che come dice Gianni funziona come una droga ed inoltre sono tutte calorie vuote senza nutrienti. Se come me ti abitui a non mangiarle, poi quando le assaggi il palato si accorge che sono così artefatte da essere sgradevoli. Dopo un anno e mezzo senza merendine mi è capitato di mangiarne l’ultimo boccone di una che aveva lasciato a metà mia figlia. Mi ha proprio disgustato.
      2) Oltre al biologico vale molto anche la freschezza perchè consente di avere tutti i nutrienti. Quindi tra un ortaggio biologico industriale e uno non biologico dell’orto del contadino appena colto… meglio l’ortaggio fresco del contadino.
      3) Dalle mie parti abbiamo la passata (o conserva) che è quella fatta di soli pomodori mentre la pomarola è la conserva preparata con quelli che da noi si chiamano “odori” (cioè soffritto di cipolla, carota, sedano, basilico, etc…). Il sugo invece è quello con la carne, altrimenti detto ragù.
      4) Si dice cacare o cagare? Boh credo che si usino entrambi… Da noi in Toscana si va e si manda …. a cacare!
      5) Ultimo capitolo: le fave. Da noi in Toscana le fave si chiamano baccelli, di solito si mangiano col pecorino e per i non toscani spesso sono causa di equivoci perchè da noi col termine “fava” si indica sia l’organo genitale maschile che qualche persona non troppo intelligente solita a mettersi nei guai o a mettere nei guai gli altri…. In aggiunta segnalo ad Aida che le bucce delle fave (e anche dei piselli) si possono mangiare, lessate o cotte al vapore, più o meno come se fossero fagiolini, oppure si possono passare per farci delle vellutate… Io le bucce delle fave al vapore le ho mangiate 3 o 4 giorni fa….

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      • Nooooo le bucce noooooo. Beh, adoro imparare i termini delle varie zone d’Italia. Quindi pomarola è il sugo bello condito, e il sugo è quello con la carne e la passata è di pomodoro…. Ho capito. Va beh, ognuno ha la sua lingua! E se fava è una brutta parola… immagina chi soffre di favismo! Che sarà, un nuovo termine coniato per chi è omosessuale? Tipo che Renzi sta facendo una legge per chi soffre di favismo?🙂

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        • Da noi il termine “fava” riferito ad una persona non indica l’omosessualità ma più semplicemente essere un imbecille! Si può essere una “fava” sia da etero che da gay… senza discriminazioni… Se parcheggi in doppia fila e blocchi il traffico nell’ora di punta …sei una fava! Se ti dimentichi di fare benzina e resti a secco con la macchina in piena notte …sei una fava!

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  4. il mio pranzo di oggi, caro marco, è stato a base di poca pasta – non integrale – e ricotta freschissima comprata dal caseificio artigianale qui vicino, orata sfilettata al forno con pan grattato e prezzemolo più filino di olio evo pugliese doc e fragole. le patatine sono il delirio del sabato al super. faccio la spesa ogni giorno e ci bado a quel che mangio, ma le patatine, ah le patatine…🙂

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  5. Anche qui in casa ormai mangiamo prima con la testa. ..i gusti li stiamo sperimentando. La quinoa ormai la adoriamo…ma quello che era una droga è la pasta industriale. …manca tantissimo..incredibile come ci si abitui ad un sapore e non si riesca a farne a meno!
    Comunque dato che vivere deve essere anche un piacere ogni tanto sgarriamo! E va bene così! !

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