Oxi è un giorno nuovo.

Foto "Greferendum-2763 - Das Parlamentsgebäude" by Erik Marquardt- flickr

Foto “Greferendum-2763 – Das Parlamentsgebäude” by Erik Marquardt- flickr

Le immagini dei festeggiamenti di ieri sera ad Atene, dopo la vittoria dei “No” al referendum sulle manovre di austerità,  mi hanno fatto venire in mente altri festeggiamenti. Era il 9 Novembre 1989 e sempre all’ora di cena, i telegiornali ci mostrarono migliaia di persone che si riversarono e attraversarono il Muro di Berlino. Allora come oggi non potevamo capire cosa sarebbe successo nei giorni o nei mesi a seguire ma fu subito chiara una cosa: quello era un giorno storico e, qualsiasi cosa fosse successa in futuro, niente sarebbe stato più come prima.

E’ presto per dire cosa succederà nei prossimi giorni, ma una crepa s’è aperta in questo muro liberista fatto di finanza, burocrati, banche e spread. Ci sarà tanto da lavorare ma forse un’altra Europa è davvero possibile: un’Europa più rispettosa delle persone  dove, per salvare le banche, non si condannino intere popolazioni alla povertà, all’ingiustizia e alla mancanza dei beni primari.

C’è un altra analogia con la caduta del Muro di Berlino e la raccontava la scorsa settimana Paolo Ferrero su “Il fatto quotidiano” nell’articolo “Grexit: i governi tedeschi non hanno mai pagato i loro debiti“. La Germania, che adesso chiede rigore a tutta Europa, nel secolo scorso non ha pagato i propri debiti, rinegoziandoli per ben 3 volte: nel 1923 dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, nel 1953 dopo la Seconda Guerra Mondiale e appunto nel 1990, dopo la riunificazione seguita alla caduta del Muro di Berlino. E indovinate chi c’è ancora tra i 22 paesi a cui la Germania non  ha mai pagato i danni di guerra? La Grecia.

Aggiornamento del 9/7/2015

A chi avesse ancora qualche dubbio sulle origini della crisi greca consiglio di leggere l’articolo “Crisi Grecia, la memoria corta di Berlino.” di Domenico Valter Rizzo

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7 thoughts on “Oxi è un giorno nuovo.

  1. Il referendum greco potrebbe essere un poker in mano a paesi che come l’Italia hanno un dissenso silenzioso (astensionismo), perchè in Grecia ha votato il 13% in più di quanti abbiano votato alle ultime elezioni. Immagina se alle nostre prossime elezioni gli schifati e nauseati della politica andassero a votare, la maggioranza minoritaria di Renzi traballerebbe e non penso che la politica renziana abbia una visione solo triennale.

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    • Il problema è che far andare a votare gli schifati della politica ci vorrebbe una forza a sinistra di Renzi davvero nuova e onesta… che ne so’ un partito pulito capeggiato da uno come Gino Strada. Se pensano di combattere Renzi con gli avanzi della vecchia sinistra (Cofferati, Civati, Bertinotti, D’Alema, Fassina, etc…) ci terremo Renzi per 20 anni

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    • E’ troppo presto per sapere come andrà a finire, però la Grecia per la sua posizione geografica è strategica… infatti in attesa di quello che deciderà l’Europa ci stanno girando intorno la Russia (ortodossi come i greci), gli Usa e la Cina…

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      • Alla Grecia stanno pensando anche gli stessi greci, quelli straricchi e con capitali assicurati all’estero da parecchi anni. Leggevo che stanno solo aspettando che isole e case scendano oltre l’attuale -40% per fare man bassa…

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  2. Pingback: Oxi, oxi oxi (no, oggi no, ovvero: alcune considerazioni sull’accordo di Bruxelles) | i discutibili

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