Io sto con Alexis Tsipras e Papa Francesco.

 

Foto “2015 Greece east off Gytheio Skala and about (13)” by Alehins – Flickr
Ci sono due personalità scomode e sgradite a tutto l’establishment politico, finanziario ed economico mondiale. Due personalità che stanno incrinando il pensiero unico di quel liberismo sfrenato e di quella globalizzazione che, pur di salvare le banche, non si fa scrupoli  a far morire le persone. Alexis Tsipras da un lato e Papa Francesco dall’altro, stanno dicendo al pianeta intero che, per il futuro, un’altra alternativa è possibile e che l’austerità, i tagli allo stato sociale, la svendita dei beni comuni ai privati e i diktat della troika non sono più un dogma.
Da una parte il referendum greco sull’austerità di domenica prossima, dando la parola al popolo, riporta al loro significato originale parole come “sovranità”, “dignità” e “democrazia”. Dall’altra l’enciclica “Laudato sì” indica come il salvataggio del pianeta passi inevitabilmente da una riduzione dei consumi, da una maggiore giustizia sociale, dalla tutela dell’ambiente e dall’equa redistribuzione delle ricchezze.
Insomma, a secoli dalla loro nascita, le idee rivoluzionarie di Socrate e di San Francesco stanno facendo tremare i tecnocrati europei e tutto questo si desume da come i media, totalmente asserviti al mondo economico-finanziario, stanno trattando sia Tsipras che il Papa. Non potendoli attaccare sulla verità e sui  contenuti dei loro mesaggi si limitano a screditarli con i soliti mezzucci: di Tsipras dicono che non indossa la cravatta, di Varoufakis che gira in moto e non mette nemmeno la giacchetta. L’enciclica del papa, dopo l’entusiasmo dei primi giorni,  è stata subito archiviata e dimenticata e anche Bergoglio viene trattato (senza offesa per nessuno) superficialmente come quei nonni un po’ rintronati che vengono lasciati parlare e poi messi in disparte, da quei nipoti che poi faranno quello che gli pare…
Ecco, se vogliamo spezzare le catene dell’ingiustizia e della povertà imposte dalla finanza, dobbiamo sostenere e appoggiare sia il Santo Padre che il popolo greco nelle loro lotte per la dignità e la sovranità dei popoli. Come cittadini,  nel nostro piccolo possiamo fare due cose molto semplici:
  1. Leggere e riflettere (ma anche diffondere e condividere), l’enciclica del papa che potete scaricare a questo link. Io lo farò nelle prossime settimane…
  2. Firmare e condividere questa petizione on line “ROMPIAMO LE CATENE DEL DEBITO GRECO” promossa da decine di organizzazioni della società civile e reti da ogni parte d’Europa e già firmata da oltre 17.000 cittadini.

 

Petizione a favore del popolo greco (con testo di presentazione ricevuto per e-mail)

Le popolazioni dell’Europa intera sono devastate dall’austerità, politica fallimentare e soluzione fittizia al problema dell’accumulazione dei debiti pubblici, la maggior parte dei quali sono stati causati dal salvataggio delle banche. I cittadini europei si aggiungono ai milioni di persone nei paesi in via di sviluppo che continuano a essere profondamente toccate dalla nuova crisi da debito e dai decenni di pesante austerità.

La Grecia è in prima linea in materia di crisi del debito europeo. La popolazione greca è oppressa da un debito enorme e impagabile, che trova la sua origine nei prestiti fatti da irresponsabili banche europee, richiesti da una corrotta élite greca e dalla presenza di un network globale di paradisi fiscali che facilitano la fuga dei capitali dal paese. La Commissione per la verità sul debito greco ha iniziato a rivelare la profonda ingiustizia di questi debiti.
La crisi della Grecia, come quelle che l’hanno preceduta, non sono che i sintomi di un sistema finanziario globale che predilige gli interessi delle banche e delle élite finanziarie ai bisogni della popolazione, e i nostri diritti ad un alloggio garantito, a un lavoro decente e ad alcuni servizi pubblici essenziali, come l’acqua, la sanità, l’educazione.
Abbiamo urgentemente bisogno dell’annullamento dei debiti ingiusti, della cessazione di questa austerità forzosa e della creazione di nuove regole per contrastare le crisi del debito con prontezza ed equità, quando si manifestano.
La petizione:

Noi, cittadini e cittadine da tutta l’Europa, chiediamo:
Una conferenza europea sull’annullamento del debito greco come di altri paesi europei, che sia fondata sull’analisi di commissioni di audit pubbliche e finanziata dal denaro recuperato dalle banche e dagli speculatori finanziari, reali beneficiari dei salvataggi.
La fine dell’applicazione delle politiche di austerità che provocano ingiustizia e povertà in Europa e nel mondo intero.
La creazione di regole ONU per affrontare le crisi del debito dei governi con prontezza, equità e nel rispetto dei diritti umani, anche per informare banche e finanzieri che non continueremo a salvarle per le loro folli pratiche di credito.

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