Cookie Law: considerazioni a margine….

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Foto: “Princess Cookie – Crying & Blushing” by Fred Seibert – flickr

Nel post di ieri ho messo alcune note tecniche sulla questione della Cookie Law. Oggi vorrei fare alcune considerazioni più generali. Dunque, dal 3 Giugno 2015 entrerà in vigore questa legge che chiede a tutti coloro che hanno un sito web, fosse anche la banale paginetta html “Hello Word” fatta per prova a scuola, di mettere avvisi e banner sulla gestione dei cookies, adottando una famigerata “policy”. Chi non lo farà rischia multe salatissime di decine di migliaia (se non di centinaia di migliaia) di Euro, senza apparenti distinzioni tra la nonnetta che cura un blog di ricette e i giganti del web o dell’e-commerce come Amazon, Google, Yahoo, Zalando, etc… O meglio, forse le distinzioni ci saranno anche, ma nessuno si è premurato di chiarire le regole e di avvertire il popolo della rete, che non è composto da soli avvocati e/o nerd informatici, ma nella maggior parte da tante persone comuni che sono state prese dal panico.

Oltre alla mancanza di chiarezza il panico è dovuto ai seguenti fatti…

  1. I cookies vengono messi in automatico dalle piattaforme web o da pezzetti di codice impostati da terze parti, senza che l’utente sia informato (se Scajola avesse un sito web direbbe a “sua insaputa”). Basti pensare che in un mio sito fatto in html puro e quindi in teoria senza cookies, ho trovato 4 cookies messi da due righette di codice che richiamano delle mappe di googlemaps condivise in una paginetta.
  2. Dal momento che molti server sono ospitati in paesi non europei qualche provider se n’è fregato abbastanza  di adeguarsi alle leggi europee (vedi wordpress.com), lasciando gli utenti nel dubbio. D’altra parte se su una pagina web ho pezzi di codice di WordPress, di Google, di Facebook dovrei pure sapere se questi servizi sono ospitati su un server negli Usa, piuttosto che in Sudafrica, in Repubblica Ceca o in Corea del Nord e magari pure sapere alle leggi di quali nazioni devono rispondere?

Alla fine, leggendo anche diversi siti specializzati, avuto la sensazione che si tratti di una legge fatta male, applicata peggio da alcuni gestori di siti (come wordpress.com) e ancora non ben chiara alla stessa autorità del garante, almeno da quanto riportato da chi ha provato a chiedere chiarimenti telefonici al centralino dell’autorità… Visto che però le cifre delle multe sono l’unica cosa chiara, il panico mi pare più che giustificato.

Quindi che fare? Tra chi ha già cancellato il proprio sito web, chi l’ha trasferito su un’altra piattafoma e chi invece si sente tranquillo e se ne sbatte della cookie law, la confusione regna sovrana. Potrebbe essere solo una bolla di sapone oppure dal 3 Giugno potrebbe partire una caccia alle streghe. Chi può dirlo?

Per saperlo bisognerebbe capire come si comporterà il garante. Se l’intenzione è davvero quella di tutelare la privacy, l’ufficio del garante dovrebbe (giustamente) accanirsi con le multinazionali del web ma se, sotto sotto, l’intento fosse quello di fare cassa con le multe oppure di chiudere qualche bocca scomoda, potrebbe iniziare anche dal blog della signora Maria che, fra la ricetta della crostata e quella del limoncello, magari critica la riforma della scuola…

Il garante non poteva occuparsi di quei call center che (nonostante le nostre opposizioni) ci telefonano a tutte le ore, lasciando in pace i nostri piccoli e poveri blog? Sono perplesso: magari questo potrebbe essere l’ultimo, dei 1.143 post, pubblicati su questo blog…

Aggiornamento del 29/05/2015

Da wordpress.com mi sembra che non giungano nuove notizie, mentre leggo su altri siti che dovrebbero arrivare spiegazioni da parte del garante tra oggi e Lunedì: speriamo bene. Fra i commenti, Alessandra ha postato un’interessante (e inquietante) intervista ad un avvocato che potete leggere qui http://lifeinabyte.com/2015/04/23/cookie-law-tutto-quello-che-ce-da-sapere-prima-del-3-giugno/

Personalmente ho un altro sito in html statico che non usa nessun cookies e non ho capito cosa farci (se non fare niente o mettere comunque informativa e banner). Per quanto invece riguarda WordPress.com ho già chiuso definitivamente un altro blog che avevo su questa piattaforma. Se da qui al 2 Giugno non cambierà niente mi sa che chiuderò anche questo blog e non ho molta voglia di riaprirlo da altre parti. Comincio ad essere stufo…

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34 thoughts on “Cookie Law: considerazioni a margine….

  1. Non ne posso più. Penso che comunque nel nostro caso la responsabilità è di chi gestisce WordPress innanzitutto anche perché non tutti sono esperti nel campo informatico,come hai ben detto. Noi che siamo qui su WordPress abbiamo fatto tutto ciò che ci è stato detto dai fondatori della piattaforma,ma continuo a non capire che cosa costi per loro mettere un banner standard.

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    • Il problema è che chi gestisce WordPress (e pure i nostri blog) stanno in Usa ma quelli soggetti alla legge (e quindi alla multa) siamo noi cittadini europei. Anch’io non capisco cosa costi a loro implementare un banner visto che, a parte diverse interpretazioni nazionali, in fondo è una legge europea… Io ho chiuso un altro blog e nelle giustificazioni ho proprio scritto che lo chiudevo perchè wordpress.com non rispetta la legge europea sui cookies.

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      • Ma essendo una piattaforma,praticamente una specie di social come Facebook, i responsabili dovrebbero essere loro che gestiscono no? A loro dovrebbe toccare il sanzionamento no? E poi se proprio garantire la privacy questa è una goccia in mezzo al mare e in più è una fatta malissimo. Non so se si tratti di direttiva o regolamento,ma penso più regolamento e forse è per questo che il garante non sa che dire visto che,probabilmente,non ha capito nemmeno lui.

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        • Non saprei dire se è una direttiva o un regolamento… Tutto quello che ho capito è che riguarda tutta Europa e che ogni paese ha legiferato in modo proprio… Però noto che anche all’estero (Francia, Spagna, Polonia, Regno Unito) molti siti hanno già i loro banner. Pare che il garante italiano debba pubblicare dei chiarimenti tra oggi e Lunedì prossimo.

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          • No mi correggo è una direttiva. Ancora peggio! Praticamente ci si sono messi assieme a far casino sia l’Europa che l’Italia…insomma caos su caos. Ma se tu vedi anche Google l’ha messo! Sinceramente,se proprio devo dirla tutta, non è certamente il modo per garantire la privacy mettere un banner idiota.

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            • Che il banner sia una soluzione idiota concordo al 100%. E’ la solita foglia di fico che serve a lavarsi la coscienza e fare in modo che tutto torni come prima… Però se non hai la foglia di fico -banner e il garante ti vede i genitali, gli importi delle multe non sono per niente idioti!

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  2. Questo e il nuovo codice dopo aver implementato abbiamo riscontrato che il codice dava problemi con i dispositivi mobili perché mancava il pulsante OK che avrebbe consentito di proseguire.

    Questo blog potrebbe utilizzare cookies. Clicca su INFO per maggiori informazioni. OK per continuare la navigazione.ESCI per abbandonare.OKINFO ESCIn>

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  3. Io non vorrei che dal 3 giugno colpissero nel mucchio e a pagare fosse il piccolo blog con le ricette della nonna…cavalcando l’idea di “Punirne uno per educarne cento”.

    Una legge così andava fatta ma andava fatta anche una distizione, se parliamo di Amazon, Google, Yahoo concordo che devono dichiarare i propri cookie e multarli se non lo fanno…ma il piccolo blog delle ricette della nonna che profilazione può fare?

    Inoltre in alcuni casi, vedi wordpress.com, è la società Automattic che si dovrebbe preoccupare e non i blogger.

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    • Concordo al 100% col tuo commento… Il terrore di molti blogger è proprio quello di diventare il blog punito per educare gli altri cento e siccome le punizioni non sono una multa per divieto di sosta ma decine di migliaia di euro… le persone hanno paura.
      Sulla posizione di Automattic rimango perplesso perchè non ho capito se l’obbligo del banner è imposto dalla direttiva europea o dall’interpretazione italiana. Ho fatto un giro su alcuni siti europei di informazione e, pur non essendo statisticamente rilevante, ho notato la presenza del banner nella quasi totalità dei siti francesi, spagnoli e inglesi, in buona parte dei siti polacchi e quasi del tutto assenti nei siti austriaci, tedeschi e pure italiani. Perchè Repubblica, Corriere, La Stampa, Il fatto quotidiano, Rainews, etc… non hanno (ancora) il banner?

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