Ok il prezzo è giusto.

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Foto “Money” by 401(K) 2012 – flickr

Riguardo all’ultimo post su Flora Firenze, all’interno del commento che ha lasciato Francesco del blog SaldiMentali, c’è questa frase che mi ha particolarmente colpito: […] Di solito sono contrario agli ingressi gratuiti, perché rischiano di dare una cattiva impressione e svalutare i contenuti […] Premettendo che nel caso specifico di FloraFirenze non chiedevo l’ingresso gratuito, ma semplicemente un biglietto ad un prezzo ragionevole, vorrei fare una riflessione più generale su questa affermazione.

Siamo così immersi in questa cultura turbocapitalista che ogni cosa e ogni persona devono avere per forza un prezzo e se talvolta sono gratis ne ricaviamo, subito e  a prescindere, una cattiva impressione e le consideriamo svalutate. Vi faccio due banali esempi di come questo atteggiamento sia così radicato nella mentalità dell’italiano medio:

Come alcuni sanno lavoro in un Centro Elaborazione Dati che supporta circa 300 dipendenti. Montiamo su tutti i pc le suite per ufficio opensource Libreoffice e/o Openoffice, usate ormai da diversi anni e perciò già testate ampiamente. Eppure c’è sempre qualcuno che non si fida e pretende di avere Microsoft Office perchè “se è a pagamento sarà sicuramente meglio”… In questi casi, visto che ci avanzano delle vecchie multilicenze di Office 2000, gli montiamo questa versione e così l’impiegato “furbo” se va via contento di aver rinunciato all’ultima e aggiornata versione di Libreoffice per avere in cambio una suite Office: a pagamento, ma del 1999.

Nei giorni scorsi ho pubblicato la ricetta della frittata con i fiori d’acacia. Conosco delle persone che se proponessi loro di andare a raccogliere i fiori d’acacia o le erbe di campo per farsi la frittata mi guarderebbero storto ma se, lo stesso piatto, magari chiamato “Omelette aux fleurs d’acacia con riduzione di balsamico” lo trovassero nel menù di Eataly o di qualche ristorante stellato, sarebbero disposti a pagarlo come e più di una bistecca…

Per non parlare poi del prezzo delle persone: basta sfogliare le pagine di un giornale per capire che merita più attenzione la distorsione della caviglia di un giocatore di calcio piuttosto che 700 morti in un battello in fondo al mare.

Insomma, ci hanno così lavato il cervello che non sappiamo più distinguere la differenza fra “prezzo” e “valore” e non ci accorgiamo che a volte ci sono cose pompate dalla pubblicità  con un prezzo altissimo ma che non valgono niente e cose che non costano niente, ma valgono tanto, come osservare un tramonto sul mare  o stare distesi su un prato sulle Dolomiti… E se qualcuno ci fa un regalo o un piacere gratis siamo così prevenuti che pensiamo subito che lo faccia con un secondo fine o che abbia un tornaconto. Proprio non ci riesce pensare che qualcuno, magari nel tempo libero,  provi soddisfazione nell’aiutare i suoi simili, nel vedere il sorriso di qualcuno a cui ha risolto un problema o a cui  ha semplicemente detto “Buongiorno”.

Diceva nell’Ottocento uno che se ne intendeva:

Le persone oggigiorno conoscono il prezzo di ogni cosa e il valore di niente.

Oscar Wilde (scrittore 1854 -1900)

p.s. Come sapete la prima Domenica del mese nei Musei statali non si paga il biglietto. So che la tentazione è alta ma per favore non andateci. Per colpa vostra il “David” di Michelangelo e la “Venere” di Botticelli quel giorno lì verrebbero svalutati… “La vergine delle Rocce” di Leonardo e i “Girasoli” di Van Gogh invece non valgono un fico secco: sono alla National Gallery di Londra e lì si entra gratis sempre.

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9 thoughts on “Ok il prezzo è giusto.

  1. Uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi anni (“L’arte di stupire”, di Mariano Tomatis) consigliava appunto di distribuire “gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso”, proprio perché ci siamo così disabituati a ricevere qualcosa in cambio di niente, che questo semplice atto avrebbe prodotto una viva meraviglia in chi ci circonda.

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  2. Accetto la critica amichevole ma rimango sostanzialmente del mio punto di vista. Le nostre domeniche a ingresso gratuito nei musei servono a gonfiare il numero delle visite ma poco a aumentare l’interesse nella cultura, e in un capolavoro unico come Pompei preferirei un biglietto più alto, come succede in tanti posti all’estero, ma una maggior cura del bene pubblico. In tanti musei europei e non c’è l’ingresso gratuito, come nella National Gallery da te citata, ma anche un pressante e esplicito invito a chi può a lasciare qualcosa, con anche indicazione delle quote suggerite (non leggerissime) in modo da consentire la visita libera a chi davvero non può permettersi di pagare. Insomma il gratis senza se e senza ma secondo me non è corretto e neppure democratico. Il volontariato, poi, è un’altra cosa.

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    • Logicamente la mia non era una critica personale ma soltanto lo spunto per una riflessione più ampia e non era mia intenzione cambiare i punti di vista ne’ tuo ne’ di nessun altro.
      Per quanto riguarda le domeniche gratuite nei musei sono delle iniziative nuove per l’Italia ma consolidate da decenni in molti paesi d’Europa, come in Francia. Credo che tutto sommato l’interesse per la cultura tragga un aumento (seppur minino) anche dalla mitica casalinga di Voghera che magari decide di passare una domenica pomeriggio davanti all’Ultima Cena di Leonardo piuttosto che davanti alla libreria BESTÅ dell’Ikea. Per il resto ti rimando al commento di Gabericci.
      In amicizia

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  3. sono daccordo con te! Magari una famiglia numerosa a volte rinuncia a visitare dei siti perchè costerebbe troppo… quindi ben vengano le domeniche gratis nei musei, così magari anche chi è frenato dal costo, ma vuole godere di alcune bellezze può farlo! Certo, è vero pure che alcuni siti magari non sono tenuti come meriterebbero, ma questa è un’altra storia… Vengo io a cogliere i fiori d’acacia!!!!!

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  4. Una ventina di anni fa rimasi stupito degli avvisi sulle chiese di Verona indicanti orari e tariffario per le visite, ne fui stupito anche se le ragioni di chi fissò il metodo erano la custodia e la sicurezza, naturalmente durante le funzioni l’ingresso era (ed è ancora oggi penso) gratuito: ma con delle limitazioni come pregare, confessarsi o comunicarsi, (in fondo il momento dell’offertorio poi dovrebbe compensare).
    Da un paio d’anni anche alle feste dell’Unità del paese si paga un ingresso per le piste da ballo: negli anni ’80 dopo le serate danzanti trovavamo in giro bottiglie di bibite non in vendita negli stand, il pagamento di 2-5 € almeno ora rende ed i prezzi di cibi e bevande non vengono maggiorati per pagare l’orchestra.
    Purtroppo quello che è gratuito molto spesso non viene apprezzato e rispettato, scommetto che i Monti Peloritani, con l’attuale crisi (che fa selezione nel serbatoio della benzina) non mi vedrebbero fuggire inorridito come negli anni scorsi in cui civilissimi visitatori lasciavano sacchetti di spazzatura dappertutto per segnalare il loro passaggio: un bel pedaggio ai tempi avrebbe fatto bene.
    Chiaro a tutto bisogna mettere dei limiti ma ponderando anche il prezzo che altrimenti esclude molta gente, però la completa gratuità finisce per essere pagata da tutti, IVA compresa.

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    • Paolo, scusami se parto dal fondo per rispondere al tuo messaggio:

      – Io credo che i prezzi, se sono ragionevoli ed equi, siano apprezzati da tutti. Però a volte ci dimentichiamo che, grazie al lavoro volontario e disinteressato di molte persone, già oggi godiamo di gratuità che fino a qualche anno fa avremmo pagato profumatamente e che non gravano sulla collettività: pensa a Wikipedia, a Firefox, a LibreOffice, a Thunderbird… Una volta dovevi metterti in casa un’enciclopedia di venti volumi che costava un mutuo e che dopo due mesi non era più aggiornata, mentre oggi con un click vai su Wikipedia che è gratis e aggiornata in tempo reale…

      – Il problema dei rifiuti sui Monti Peloritani è un problema di educazione e non lo risolvi con una strada a pedaggio, nel senso che i maleducati, una volta pagato il pedaggio, ti lasciano comunque i rifiuti. Alcuni anni fa mi raccontava una guida escursionistica in Carnia che in certi paesini i locali non amavano i turisti perchè secondo loro alcuni escursionisti lasciavano i rifuti nei boschi. La guida diceva che in effetti trovava nei boschi i rifiuti dei turisti ma ci trovava anche carcasse di lavatrici e frigoriferi e magari quelli non erano proprio dei turisti…

      – Basta andare al cinema per vedere che, quando si spengono le luci le famiglie con i bambini, tirano fuori dalle borse le bibite e i popcorn del supermercato, invece di quelli della multisala. D’altra parte con la crisi che c’è, dopo che per portare i figli al cine hai speso quasi 50€, vuoi farti anche spennare sul popcorn?

      – Sull’ingresso a pagamento nelle chiese, quando svolgono la funzione museale, non ci trovo niente di male e nemmeno sul fatto che alcune zone siano interdette ai visitatori e riservate solo al culto. Anche qui prima che una questione di soldi mi sembra una questione di educazione e rispetto: lo scorso anno ho visto io, con i miei occhi, turisti stranieri che sgranocchiavano patatine dentro la Basilica di San Pietro a Roma….

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  5. Ti dico solo una cosa. GRANDE MARCO!!!
    Hai ragione il gratis è visto come uno sminuire ciò che viene proposto, io quando ci sono occasioni di musei, sagre o anche altro con ingresso gratuito se il tempo me lo permette mi ci fiondo subito, semplicemente perché non posso permettermi di pagare tutti gli ingressi, specialmente quelli che hanno prezzi esorbitanti a volte anche troppo gonfiati per quello che viene offerto. Le entrate gratis non sminuiscono la cultura, anzi danno la possibilità a tanti di potersi arricchire visitando musei, mostre, luoghi, che altrimenti non potrebbero visitare!!
    GRAZIE!!!
    Ciao, Pat

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