Lettera ad un giovane precario.

Foto

Foto “san precario 2013” by gian maria garuti – flickr

Caro giovane precario,

mi chiamo M. sono un quasi cinquantenne e potrei essere tuo padre. Sono uno di quei lavoratori assunti a tempo indeterminato con ferie, maternità, malattie e tutela dell’articolo 18 e lo sono semplicemente per motivi anagrafici:  quando sono entrato nel mondo del lavoro tutti entravamo così, tutti avevamo gli stessi diritti e la parola uguaglianza aveva un senso (ricordi di aver studiato il motto: Liberté, Égalité, Fraternité?).

Oggi i media e tutto il potere politico/finanziario, con la questione dell’articolo 18, vorrebbero mettere voi giovani precari contro  noi lavoratori a tempo indeterminato facendoci apparire ai vostri occhi come dei privilegiati. Vorrei ricordarti che quelli che, in perfetta malafede, vengono dipinti come privilegi sono in realtà diritti dei lavoratori, conquistati con dure lotte dalle generazioni che ci hanno preceduti: i miei genitori e i miei nonni (per te, rispettivamente, tuoi nonni e bisnonni). I miei nonni uscirono dalla seconda guerra mondiale  semianalfabeti, senza alcun diritto e con un contratto agrario di mezzadria che assomigliava più ad un rapporto feudale che ad un lavoro del ventesimo secolo. Decenni di sacrifici, di lotte operaie e pure di risparmi da formichine, hanno consentito alle generazioni dei miei genitori di avere un lavoro sicuro in fabbrica, di comprare una casa di proprietà, di avere una sanità e una scuola pubbliche, di avere dei diritti come lavoratori e magari una pensione decente.

Se tu hai potuto studiare, magari laurearti e se oggi, coi soldi del nonno, puoi comprarti il telefonino nuovo, per queste cose devi dire grazie alle generazioni che ti hanno preceduto,  e che si stanno ancora sacrificando per garantirvi un futuro il più possibile sereno. Il fatto che noi genitori oggi non spendiamo gli 80€ di Renzi è proprio perchè, visto il pessimo futuro che ci aspetterà tutti quanti, cerchiamo di mettere da parte un misero gruzzoletto proprio per aiutare voi figli nei prossimi anni.

Anche noi siamo perfettamente d’accordo perchè anche voi abbiate le nostre stesse tutele ma non ci fidiamo di chi, mentre a voi fa promesse fumose, incerte e vaghe, mira a togliere concretamente le tutele residue che hanno le vostre mamme e i vostri babbi. Se ai vostri genitori verrà tolto l’art.18 in futuro non l’avrà più nessuno: ne’ noi e nemmeno voi e siccome quello che davvero manca è il lavoro, questa corsa al ribasso sulle tutele non avrà mai fine. Quando noi e voi saremo “ugualmente” e “democraticamente” precari, in questo mondo globalizzato, ci sarà sempre qualcuno ancora più precario di noi, magari in Serbia o in Bangladesh o in Cina, che accetterà salari e condizioni di lavoro sempre più disumane. Andando avanti così finirà che diventeremo tutti una massa planetaria di schiavi senza alcun diritto, al servizio delle ristrettissime élites di superricchi che gestiscono il  potere politico, economico e finanziario.

Sulla questione dell’ art. 18 vogliono scatenare una guerra fra poveri, fra genitori e figli perchè i potenti sanno che col “divide et impera” loro continueranno a prosperare alle nostre spalle. Mentre noi tutti faremo la fame le élites rimarrano immuni: i politici con i loro intoccabili vitalizi e i supermanager della finanza speculativa con i loro stipendi da nababbi. Alcune settimane fa Montezemolo è stato licenziato dalla Ferrari con una buonuscita di 27.000.000.000 di € (27 miliardi). Repubblica ha fatto i conti: per guadagnare la stessa cifra ad un operaio servirebbero 1.185 anni, pari a 29 vite, mentre per un impiegato servirebbero “soltanto” 954 anni e 24 vite.

Cari ragazzi precari, se per caso vi venisse in mente di tralasciare un pochino twitter, whatsapp e facebook, di incazzarvi leggermente contro questo sistema  profondamente ingiusto e magari di scendere in piazza come i vostri coetanei di Honk Kong, sappiate che noi genitori saremo sempre al vostro fianco!

M. un genitore quasi cinquantenne che crede ancora in quelle 3 parole: Liberté, Égalité, Fraternité

Annunci

10 thoughts on “Lettera ad un giovane precario.

  1. non ci credono neppure piu’ i cosiddetti “comunisti”… 3 parole uscite dal vocabolario !! Non m’interessa comunque quanto ha preso Monteprezzemolo da un’impresa privata… m’interessa quanto sprecano gli abusivi in “donazioni” folli agli amici di merende, in SCORTE fasulle ed inutili, in viaggi di sollazzo, ecc.ecc. . L’ultimissima presa per il XXX delle macroregioni ci fa capire che salvezza non c’è !!! I fanciulli poi invece d’incazzarsi ed andare in piazza (sono 3.000.000 i disoccupati….) vanno in discoteca……. razzi loro alla fine . 😦

    Mi piace

    • Su Montezemolo… mi interessa la faccenda per i seguenti motivi:
      1) Una buonuscita di quell’importo, anche se proveniente dal privato, è per me moralmente ingiusta, soprattutto in un periodo di crisi come questo con milioni di italiani sotto la soglia di povertà.
      2) Il privato che ha dato quella liquidazione a Montezemolo è la Fiat, una società privata che è campata per decenni con i contributi pubblici spillati allo Stato Italiano e che adesso ha trasferito le sue sedi all’estero e non paga più le tasse in Italia.

      Sui giovani…
      ad Honk Kong occupano le strade e le piazze per chiedere democrazia e liste aperte con le preferenze… da noi invece le occupano per stare in fila in attesa dell’I-phone 6…

      Mi piace

  2. Io in un post di una quindicina di giorni fa l’ho chiama flessibilità in uscita, ma il termine non è mio è di Draghi che un quattro mesi fa ha verbalizzato l’idea che in Italia c’è una grande flessibilità in entrata ma c’è un tappo generazionale, ecco ora Renzi vuol togliere il tappo basta dire che al sessantenne che non ci sono più le condizioni per cui era stato assunto per eliminarlo, l’obiettivo chiaro è di licenziare gli avanziani.
    Che belle lettera, la considero un poco mia, non vedo il tasto condividi in fb e twitter, l’avrei pigiato volentieri, ma tra qualche giorno la rebloggo, non lo faccio adesso perchè stammatina ho messo anch’io un post sull’art. 18 e l’ho pure giocato al lotto (18, 30 (300 non ci stava) 70 e 41).
    Ciao 😉

    Mi piace

  3. Ciao Paolo,
    in basso, sotto al post c’è una sezione “condividi” con tutte le condivisioni possibili e immaginabili compreso anche facebook e twitter… Grazie mille anche se vuoi ribogglare…
    Ho letto i tuoi 2 post sull’articolo 18. Bellissimi!
    Ciao!

    Mi piace

    • Devo acer attivato un qualche filtro che con il mio pc non vedo i tasti di condivisione, comunque son riuscito a condividere lo stesso copiando la stringa. Ora rebloggo con il tasto in alto. Ciao.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...