Dal Friuli Venezia Giulia: Salviamo il pane!

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Foto: “Pane” by Jano Fistialli – Flickr.com

Salviamo il pane! Dal Friuli Venezia Giulia, prima regione ad aver legiferato sul pane artigianale, è partita la campagna per salvare il pane tradizionale: quello fresco, a lievitazione naturale, prodotto con farine locali senza nessun additivo e fatto artigianalmente dai fornai che lavorano di notte.

20 ristoranti, aderenti alla Via dei sapori del Friuli Venezia Giulia, si sono uniti in questa battaglia contro il pane surgelato e poi riscaldato (spesso proveniente dall’estero) e contro il pane fatto con farine addizionate di sostanze auto lievitanti, che riducono i tempi di panificazione ma allungano e rendono più difficile la digestione, perchè il lavoro che normalmente avrebbero dovuto fare i lieviti è demandato ai nostri poveri stomaci. Una bella battaglia che, mentre promuove un prodotto artigianale, tutela anche la nostra salute.

Ogni ristorante propone i propri tipi di pane che sono preparati direttamente in cucina o fatti artigianalmente da fornai di fiducia, ai quali aggiunge una o più ricette a base di pane. Ogni commensale trova poi al proprio tavolo un depliant-segnaposto che spiega tutto il progetto. Qui sotto tutti i ristoranti aderenti: per maggiori info vi rimando alla pagina sul sito “Via dei sapori”.

  • Al Bagatto di Trieste
  • Al Ferarùt di Rivignano
  • Al Gallo di Pordenone
  • Al Grop di Tavagnacco
  • Al Lido di Muggia
  • Al Paradiso di Paradiso
  • Al Ponte di Gradisca d’Isonzo
  • All’Androna di Grado
  • Campiello di S. Giovanni al Natisone
  • Carnia di Venzone
  • Costantini di Tarcento
  • Da Nando di Mortegliano
  • Da Toni di Gradiscutta
  • Devetak di San Michele del Carso
  • Là di Moret di Udine
  • La Primula di S. Quirino
  • La Subida di Cormòns
  • La Taverna di Colloredo di M. Albano
  • Sale e Pepe di Stregna
  • Vitello d’Oro di Udine
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8 thoughts on “Dal Friuli Venezia Giulia: Salviamo il pane!

  1. L’ha ribloggato su accantoalcamino's bloge ha commentato:
    Come amante della mia Regione e degli sforzi che fanno le persone per mantenere viva la tradizione del mangiare buono e sano, il minimo che possa fare è ribloggare il post di Marco.
    Salvare l’antico gesto d’impastare acqua e farina diventa un dovere oltrechè un piacere.
    Un motivo in più per venire in Friuli Venezia Giulia e fare una gita “dalle Malghe al Mare”.

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  2. il pane di pane, lievitato naturalmente con il ” crescente ” lo compro in un panificio qui a trani. i panificatori sono due giovani, marito e moglie, che cominciano a prepararlo alle otto di sera, lui poi al mattino alle quattro va ad impastarlo ancora. il pane è pronto alle undici del mattino ed è davvero ottimo. è una fortuna che ci sia gente che ancora ama il proprio mestiere e le cose che produce.

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  3. Torno a leggerti, dopo contingenze varie – alcune tristi, altre decisamente meno.
    E’ una fantastica iniziativa, è necessario ritornare a fare il pane come si deve, senza additivi, lievitanti, conservanti e co., perchè la spinta commerciale a vendere deve far velocizzare la filiera produttiva, ma l’effetto collaterale è che potrebbero non esserci poi più consumatori in grado di digerire il prodotto.
    E’ un discorso davvero complesso…
    grazie per gli spunti di discussione sempre interessanti
    Buona serata col sorriso 😀

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